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Einaudi, 17/06/2014
Abstract: La piccola Mary Lennox è una bambina viziata, scontrosa e decisamente antipatica che, rimasta orfana di entrambi i genitori, viene affidata a uno zio, il nobile Archibald Craven, signore di un tetro castello su cui grava una maledizione. A poco a poco Mary scoprirà tutti i misteri che si celano a Misselthwaite Manor, soprattutto quando, con l'aiuto di un vanitoso pettirosso, riuscirà a penetrare in un giardino segreto, abbandonato a se stesso dopo una terribile disgrazia. Grazie all'amicizia del giovane Dickon, ammaliatore di piante e animali, Mary farà rifiorire il giardino e riporterà a nuova vita non solo se stessa, ma anche un altro misterioso abitante del castello. Dalla piú importante autrice inglese di letteratura per bambini del XIX secolo, un classico per generazioni di lettori, un inno alla natura, alla speranza e all'amicizia.
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Einaudi, 10/06/2014
Abstract: "La sventurata storia di Emma Bovary è una tragedia, un fallimento totale - scrive Henry James -, ma è un fallimento che fornisce a Flaubert il materiale per il piú perfetto, il piú raccontato dei suoi aneddoti". La signora Bovary, uno dei piú celebri romanzi dell'Ottocento francese, viene riproposto nella traduzione di Natalia Ginzburg (uscita per la prima volta nel 1993), che ha scelto - come sottolinea Oreste del Buono - di "far sparire se stessa in quanto autore per servire maggiormente l'autore da tradurre". Il risultato è una traduzione che ottiene lo scopo a cui, secondo Flaubert, ogni artista dovrebbe ambire: "essere nella sua opera invisibile e onnipotente, che lo si senta ovunque ma non lo si veda mai".
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Quando l'Italia era una superpotenza
Einaudi, 17/06/2014
Abstract: Con una nuova prefazione dell'autore. Perché Roma, nata come emporio, divenne padrona del mondo? Perché le sue lotte interne ne alimentarono l'espansione esterna? E ancora. Perché le Repubbliche del Medioevo si nutrirono delle due grandi civiltà mediterranee, Bisanzio e l'Islam, sostituendole nell'egemonia? Perché ai secoli bui dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente segue un risveglio italiano che alimenterà quello europeo fino a fondare una nuova egemonia? Giorgio Ruffolo risponde a queste domande accompagnando il lettore in un affascinante viaggio nei due piú gloriosi e cruciali momenti della nostra storia: dalla Roma dei re, dei senatori e degli imperatori che ha conquistato l'intero mondo conosciuto con il ferro della spada, alle Repubbliche italiane - Pisa, Amalfi, Genova, Venezia, Firenze, Milano - che con l'oro dei commerci risollevarono le sorti dell'Italia. Attraverso il racconto degli eventi storici e dei protagonisti, le strutture economiche e le grandi correnti sociali, ma anche gli aneddoti e le leggende, Ruffolo mette a confronto due epoche di indiscussa superiorità mondiale da cui emergono i tratti caratteristici dell'identità italiana, le sue continuità e le sue discontinuità. Un reportage avvincente che si legge come un romanzo, un saggio che non cede mai alle semplificazioni e che non esita a sottolineare le occasioni mancate e le alternative possibili con uno sguardo rivolto sempre al nostro intricato presente.
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L'elenco telefonico di Atlantide
Einaudi, 17/06/2014
Abstract: Tutto ha inizio in uno spettrale e labirintico condominio di una cittadina di provincia, dove vive Giulio Rovedo, responsabile dell'ufficio legale di una piccola banca che sta per essere assorbita da un importante colosso finanziario. Dietro la fusione però non ci sono gli interessi di una qualsiasi multinazionale, bensí un gruppo di esoteristi rabbiosi a caccia dell'Arca perduta, con lo scopo di far tornare al potere gli dèi dell'antico Egitto... È cosí che da un quieto lavoro impiegatizio il protagonista si trova catapultato in un'avventura planetaria, fra matematica, cabalistica, fonti miracolose, universi paralleli, demoni egizi e divinità malefiche, in un thriller mozzafiato ironico e inatteso tra fantascienza, fantasy, horror e puro divertimento. Un romanzo che tiene incollato il lettore dalla prima all'ultima pagina, trascinandolo in una vicenda intessuta di intricati grovigli narrativi e continui colpi di scena attraverso un ritmo serrato e una scrittura che rende credibili i fatti piú incredibili.
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Il capitalismo ha i secoli contati
Einaudi, 17/06/2014
Abstract: Le profezie sulla fine del capitalismo sono state così tante da avergli portato fortuna, ma niente giustifica l'idea che esso rappresenti un assetto definitivo. La storia scorre, implacabile. I suoi tempi sono contati. Su questo sfondo Ruffolo ci narra nel suo stile sempre godibile l'avvincente percorso storico del capitalismo occidentale. Dalle prove d'orchestra dell'antichità fino al suo pieno dispiegarsi nel Cinquecento e alle successive egemonie nazionali. E soprattutto le incognite di questo nostro nuovo secolo, le sfide, i rischi, le risposte possibili che si muovono sul filo della progressiva mercatizzazione dell'economia, fino alla globalizzazione dello spazio e alla finanziarizzazione del tempo. Uno scenario complicato dall'affanno del controllo politico, che potrebbe riservarci prospettive drammatiche ma anche, tra le sue sorprese, quella di un "capitalismo ben temperato". "Le filosofie che contestano la scienza e la tecnica come idoli della nostra servitù ci portano sulla strada opposta a quella segnata dalla legge dell'organizzazione che regola l'evoluzione dell'essere. Ci portano nelle fumosità del misticismo, mentre la scienza e la tecnica, al servizio della conoscenza, non del mercato, sono le vie aperte al nostro sviluppo creativo. Non è il progresso tecnico la causa del venir meno dei fini, ma è il suo asservimento all'accumulazione capitalistica. Quella sintesi di tecnica e di mercato che ha costituito il segreto del trionfo capitalistico ne rappresenta oggi la prigione. Non è vero che la tecnica prescrive di fare tutto ciò che è fattibile. Essa prescrive di fare tutto ciò che è profittevole. Il problema, allora, non è quello di sottrarsi alla tecnica, ma di sottrarre la tecnica alle leggi del mercato, ponendola al servizio della conoscenza. In questo senso l'equilibrio ecologico, l'arresto della crescita economica dell'avere, sterile e autodistruttiva, è la premessa necessaria di un umanesimo trascendente inteso allo sviluppo esistenziale della specie umana".
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Einaudi, 17/06/2014
Abstract: Il 1° settembre 2007 un gruppo di imprenditori siciliani si riunisce a Caltanissetta su invito di Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia. Da Palermo a Catania, la mafia ha colpito negozi e cantieri, tutte spie inequivocabili del racket. Cosa Nostra stringe la morsa al punto da innescare una reazione inaspettata e inimmaginabile: gli imprenditori dicono basta. Decidono di fare pulizia e di prendere una posizione netta. Stabiliscono soprattutto di denunciare la mafia, i mafiosi, le richieste di pizzo. Non è una dichiarazione di principio, ma una nuova regola, valida per chi vuole fare impresa in Sicilia. Chi l'accetta resta nel sistema confindustriale, altrimenti ne è fuori. Da cosa nasce questa ribellione? È solo il frutto della generale esasperazione oppure l'economia siciliana ha avviato un processo di sviluppo che rende intollerabile l'imposizione del pizzo? La risposta è nella storia dei protagonisti di questo cambiamento. Non eroi, ma interpreti di un atto di ribellione e di riscatto. Nel loro racconto c'è il segnale di una trasformazione, personale e collettiva: di un processo di liberazione dal ricatto mafioso. In Sicilia come altrove.
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Einaudi, 17/06/2014
Abstract: "Il nocciolo duro e controverso della diagnosi arendtiana sta nell'attribuire questo collasso morale non all'ignoranza o alla malvagità degli uomini, incapaci di far proprie le antiche verità morali, ma all'inadeguatezza di queste stesse verità morali intese come norme o criteri di giudizio su ciò che gli uomini sono ormai in grado di fare. Questa è la sola conclusione generale che Arendt si sia mai permessa di trarre: la generalità del collasso, la generalità del cambiamento che ha travolto tutto ciò che la nostra lunga tradizione di pensiero ha sempre considerato sacrosanto". Cosí Jerome Kohn, curatore del volume, commenta gli interventi contenuti in Responsabilità e giudizio, nove tra saggi, appunti, riflessioni ad alta voce e discorsi pubblici (come il fondamentale Alcune questioni di filosofia morale), nei quali la Arendt intenta un vero e proprio processo alla parola "coscienza", bersagliandola di domande che, pur seppellite nel nostro passato, continuano ad assillare lo spirito, sollevando irrisolte questioni sulla volontà, l'azione, la libertà.
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Einaudi, 17/06/2014
Abstract: Bologna, metà degli anni Settanta. Sarti Antonio, sergente, vede quattro extraparlamentari che entrano di nascosto nel palazzo che ospitava uno dei più rinomati casini della città. Il giorno dopo, la signora Imelda Scampini, la vecchia tenutaria del bordello, viene trovata cadavere. Fin troppo facile collegare tra loro i due episodi. Ma perché quattro extraparlamentari dovrebbero uccidere una ex tenutaria? E perché gli eredi Scampini cominciano a raccontare una bugia dopo l'altra? Per Sarti Antonio i conti cominciano a non tornare più. Ma per sciogliere l'imbroglio dovrà ancora una volta ricorrere all'aiuto di Rosas, lo studente anarchico dal fiuto alla Sherlock Holmes. Ritorna, molto atteso, un altro leggendario romanzo dello scrittore che più di ogni altro ha fissato i canoni del giallo italiano: trame briose e convincenti, personaggi indolenti ma caparbi, scenari precisi e godibili. Caratteristiche che puntualmente si ritrovano in questo romanzo, ormai diventato un classico del genere.
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Einaudi, 17/06/2014
Abstract: Una guarnigione militare in tempo di pace, situata in un punto imprecisato dell'assolata e deserta Georgia dove l'anima imputridisce di malinconia. Finché un omicidio sconvolge l'intera esistenza della base e porta alla luce un'intricata rete di morbose attrazioni, tradimenti, inconfessabili desideri che invischia fatalmente tutti i personaggi. Salutato da un grande successo di pubblico, accusato di scandalo e perversione, questo romanzo è un viaggio nelle profondità del desiderio e dell'odio umani, che approda a una visione dell'esistenza tanto terribile quanto reale. Da questo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1941, è stato tratto il leggendario film di John Huston, con Elizabeth Taylor e un indimenticabile Marlon Brando nella parte del tormentato capitano gay Weldon Penderton. *** "La McCullers e forse Faulkner sono gli unici scrittori, dalla morte di D. H. Lawrence, con una sensibilità poetica originale. Preferisco la McCullers a Faulkner perché scrive in modo piú limpido; la preferisco a Lawrence perché non ha nessun messaggio". Graham Greene
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Einaudi, 17/06/2014
Abstract: Trent'anni dopo, Giovanni Bianconi ha interpellato i familiari di Moro e i suoi stretti collaboratori; i suoi carcerieri, gli uomini e le donne delle Brigate rosse; gli uomini dello Stato, anche in ruoli di vertice, della Democrazia cristiana e della polizia. Sulla base di testimonianze e valutazioni inedite, e di un enorme lavoro di ricostruzione e di indagine, ha poi ripercorso, momento per momento, gli accadimenti e il clima dei 55 giorni che hanno cambiato per sempre la storia e il cammino dell'Italia repubblicana. La realtà è emersa cosí nel racconto, drammatica e nuda. Anche perché alcuni documenti sono presentati per la prima volta al pubblico. E vecchie carte dimenticate si rivelano illuminanti. Dichiarazioni sepolte, intercettazioni, rapporti e verbali di polizia prendono nuova luce. Come in un puzzle gigantesco dove, inesorabile, si rivela un disegno. Un racconto che lascia con il fiato sospeso, fino alla fine che credevamo di conoscere. Il racconto di come, a partire da un preciso momento, la sentenza contro Aldo Moro abbia preso la sua forma irrevocabile. Fino a essere eseguita. Nel contesto della vita di tutti, nella primavera 1978. Dalla raccolta e dall'analisi di atti giudiziari e parlamentari, giornali, libri, riviste, interviste e testimonianze inedite di alcuni protagonisti, ecco un racconto che sovrappone e interseca fatti, ruoli, prese di posizione pubbliche e private, dialoghi, sensazioni delle diverse parti in causa nel dramma che s'è consumato nella primavera del 1978. Montati e rielaborati secondo una struttura narrativa che disegna un "dietro le quinte del sequestro Moro" per aiutare a leggere meglio ciò che è accaduto in Italia e all'Italia trent'anni fa, tra il 16 marzo e il 9 maggio 1978. "Dietro le quinte" è un punto di vista differente dalla cosiddetta "dietrologia". Che non significa negare "a priori" l'esistenza di verità ancora sconosciute, oppure versioni dei fatti poco o per nulla chiare, né considerare esaustive le ricostruzioni di singoli protagonisti. È piuttosto il tentativo di fornire un contributo a comprendere gli avvenimenti, anche solo a partire da quelli noti (ponendo attenzione ai dettagli, spesso tutt'altro che insignificanti per interpretare comportamenti, decisioni e sviluppi degli eventi). Che non sono pochi, e possono spiegare molto.
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Breve storia della letteratura inglese
Einaudi, 26/08/2014
Abstract: Gli autori maggiori e i loro testi piú importanti ci sono tutti; e, soprattutto, c'è un "discorso" che, procedendo cronologicamente, illustra i percorsi e le tappe principali della letteratura inglese e in inglese, lasciando ovviamente un qualche spazio alle scelte, magari un po' partigiane, degli autori.E tuttavia è nostra comune convinzione avere offerto un profilo largamente condivisibile della storia letteraria inglese - accompagnata al tempo stesso dalla presunzione, laddove ci si è scostati decisamente dalla norma -, di avere saputo ridimensionare o valorizzare autori e opere in base a criteri non solo piú liberi dal pregiudizio critico, ma soprattutto piú attenti alla loro capacità di essere "una cosa viva" anche per il lettore contemporaneo.
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Mondadori, 05/06/2012
Abstract: In casa di Coraline ci sono tredici porte che permettono di entrare e uscire da stanze e corridoi, e poi ce n'è una, la quattordicesima, che dà su un muro di mattoni. Oltre quel muro dovrebbe esserci un appartamento vuoto, ma..sarà vero? Perché un giorno Coraline scopre che dietro la porta si apre un corridoio scuro, e alla fine del corridoio c'è una casa identica alla sua, e nella cucina della casa vive una donna uguale a sua madre. Quasi uguale, anzi, perché al posto degli occhi ha due lucidi bottoni, attaccati con ago e filo. Amorosa e attenta, l'altra madre le chiede di diventare sua figlia: in cambio avrà tutto ciò che desidera, e anche di piú. Ma Coraline, bambina saggia e intrepida, capisce subito di essere finita in una ragnatela fatta di nebbia e tenebra, al cui centro c'è un ragno straordinariamente pericoloso. E sa che, tra incanti e spaventi, gatti parlanti e spettri bambini, topi musicisti e vecchie attrici indomabili, toccherà a lei sconfiggere il buio e liberare i prigionieri dell'altra madre...
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Mondadori, 29/07/2014
Abstract: A qualche ora di auto dal cuore politico degli Stati Uniti, due strutture agiscono nell'ombra perseguendo obiettivi in apparenza molto lontani tra loro: Camp Peary, base di addestramento speciale della CIA coperta dalla massima segretezza, e Babbage Town, laboratorio d'avanguardia dove uno straordinario trust di cervelli lavora a un progetto che potrebbe mutare le sorti dell'umanità. Sulla tragica fine di uno di questi scienziati viene chiamato a indagare Sean King, il protagonista del Candidato e del Gioco di Zodiac, che ricomporrà a poco a poco un inquietante mosaico, dando volto a un insospettabile universo popolato di matematici e fisici, di eroi di guerra e spie, fino a scoprire che un filo invisibile lega le due organizzazioni segrete... Puro genio è un thriller incalzante, un'incursione attraverso le nebbie degli intrighi politici e gli abissi della mente umana, tra gli enigmi dei codici segreti e le ultime frontiere della tecnologia.
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Einaudi, 26/08/2014
Abstract: Il prete giusto è la storia di un uomo libero, don Raimondo Viale (1907-1984), costretto a una sfida impari e solitaria con gli eventi piú aspri del Novecento. Abbandonato dalla Chiesa e malato, ha affidato a Nuto Revelli la memoria della sua vita. Sullo sfondo della campagna povera del Cuneese si snodano gli anni duri dell'infanzia, della prima guerra mondiale, l'impegno nella parrocchia di Borgo San Dalmazzo fino allo scontro con i fascisti, le prediche coraggiose contro la guerra, l'imbarazzo della Chiesa, il confino. Poi, in un crescendo, i grandi drammi collettivi: l'8 settembre, le stragi naziste e fasciste, la persecuzione degli ebrei. E la scelta istintiva di schierarsi dalla parte giusta, con l'impegno prioritario, lui prete cattolico, di soccorrere le centinaia di ebrei in fuga dalla Francia (che gli varrà il riconoscimento di "Giusto d'Israele"). Nuto Revelli ricostruisce qui una storia individuale che si stacca dalla vicenda corale, per assumere un carattere emblematico: salvando la testimonianza di don Viale, prete antifascista e anticomunista in lotta perenne contro ogni potere, l'autore offre alla nostra riflessione un inedito punto di vista sulla storia italiana del "secolo breve".
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Einaudi, 26/08/2014
Abstract: La poesia di Umberto Saba si iscrive in modo quasi perfetto nella prima metà del secolo scorso, tra il 1900 e il 1954. Ma già molto presto, a costituire un caso pressoché unico nel panorama letterario novecentesco, Saba ha riunito la maggior parte della sua produzione lirica in un unico vasto organismo dal classico titolo di Canzoniere. Per gran parte della sua vita Saba ha lavorato nel realizzare e sistematizzare questo progetto, in perfetto equilibrio tra classicità e contemporaneità, costruendo un linguaggio poetico improntato a limpidezza e rigore. Un progetto che nelle stesse parole dell'autore triestino è paragonabile al "romanzo [...] di una vita, povera (relativamente) di avvenimenti esterni; ricca, a volte, fino allo spasimo, di moti e di risonanze interne, e delle persone che il poeta amò nel corso di quella lunga vita, e delle quali fece le sue "figure"".
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Einaudi, 26/08/2014
Abstract: "È vero che la Coscienza è tutt'altra cosa dei romanzi precedenti. Ma pensi ch'è un'autobiografia e non la mia... Ci misi tre anni a scriverlo nei ritagli di tempo. E procedetti cosí: quand'ero lasciato solo cercavo di convincermi d'essere io stesso Zeno. Camminavo come lui, come lui fumavo e cacciavo nel mio passato tutte le sue avventure che possono somigliare alle mie..." Italo Svevo a Eugenio Montale *** Questa edizione comprende anche le prose: Un contratto; Le confessioni del vegliardo; Umbertino; Il mio ozio; Il vecchione.
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Storia della filosofia nell'Islam medievale. Volume primo
Einaudi, 26/08/2014
Abstract: Avicenna e Averroè sono i nomi piú noti in Occidente, ma altri filosofi hanno appassionatamente ricercato le ragioni e i modi dell'accordo fra le dottrine del "Maestro Primo" - Aristotele - e le tesi teologiche e antropologiche fondamentali del Corano. Dalle scuole neoplatoniche della tarda antichità al cristianesimo d'Oriente, dall'epoca delle traduzioni greco-arabe alla formazione del canone degli scritti filosofici che racchiudevano la sapienza dei Greci, dall'Oriente all'Occidente musulmano con i pensatori andalusi e Averroè, per finire con la stagione delle traduzioni arabo-latine che hanno trasmesso alle università d'Europa l'Aristotele degli Arabi e le opere dei falasifa, si snoda in questi volumi una storia dell'incontro - e talvolta dello scontro - tra la filosofia greca e la civiltà nata dal Corano. Agli inizi di questa storia un Aristotele e un Plotino appena tradotti in arabo furono interpretati l'uno alla luce dell'altro, e ispirarono una visione del cosmo e dell'uomo nella quale la Causa Prima dell'universo greco coincise con il Dio "benedetto e sublime" del Corano, l'Intelletto divenne il mediatore fra Dio e il creato e l'anima una sostanza spirituale destinata a congiungersi intellettivamente con Dio. Benché osteggiata da letterati e teologi, la falsafa influenzò in modo durevole il mondo musulmano che l'aveva vista nascere; al suo arrivo nel mondo cristiano fu accolta sia con entusiasmo sia con allarme, prima di imporsi come un necessario interlocutore scientifico. La storia della filosofia non può prescinderne, e anche la riflessione odierna sul confronto fra Islam e modernità deve prendere in considerazione tanto le ragioni dei filosofi che affermarono il pieno accordo tra Aristotele e il Corano, quanto quelle dei teologi che lo negarono.
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Il "Crucifige!" e la democrazia
Einaudi, 26/08/2014
Abstract: Nel momento dell'appello al popolo, che deve decidere fra Cristo e Barabba, sembra delinearsi un primordiale procedimento democratico. Ma non lasciamoci ingannare: in quell'episodio sono a confronto due poteri che ricorrono alla democrazia soltanto per servirsene. Da una parte Caifa e il Sinedrio, rappresentanti di una "democrazia" dogmatica che si ritiene in possesso di una verità indiscutibile; dall'altra Pilato, campione di una "democrazia" scettica, a cui tutto è indifferente tranne la conservazione del potere. Il popolo sobillato che si sgola nel Crucifige! non è altro che il "paradigma della massa manovrabile", che non agisce, ma reagisce, che non delibera, diremmo oggi, ma è sondata. L'autore ricostruisce quel processo come emblema delle contraddizioni che ci sono contemporanee, ma avanza anche una proposta e un'ipotesi: quella della democrazia critica. "Regime inquieto, circospetto, diffidente nei suoi stessi riguardi sempre pronto a riconoscere i propri errori, a rimettersi in causa e a ricominciare da capo".
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L'Europa moderna. Storia di un'identità
Einaudi, 26/08/2014
Abstract: In età moderna gli europei conquistarono, e persero poi, l'intero pianeta, non prima di averlo trasformato irreversibilmente, e avergli trasmesso alcuni dei loro valori fondamentali, che furono anche le armi di quella conquista, e cioè il capitalismo, lo Stato complesso e il pluralismo.Armi e caratteri che definiscono le società europee come generalmente più flessibili di altre. Partendo da questa constatazione Paolo Viola sviluppa alcune considerazioni. La prima è che per intraprendere quella conquista gli europei disponevano di alcuni elementi che, apparentemente deboli, si sarebbero rivelati punti di forza: una Chiesa rivale della politica, in continua competizione per il potere; un ceto dirigente militare fondato sulla nascita e la proprietà terriera quasi sempre ribelle; una straordinaria pluralità di tessuti urbani, di ordinamenti giuridici, di parti politiche in confitto fra loro. La seconda è che questi prodotti culturali disordinati, plurali, e complessi rafforzarono in gran parte dell'Europa la cosiddetta società civile come contrappeso all'inevitabile rigida fragilità della politica. La terza è che l'età moderna culmina alla fine dell'Ottocento, nella cosiddetta età dell'imperialismo, prima dell'incredibile suicidio europeo della Grande Guerra. Di conseguenza, non è più molto interessante definire l'età contemporanea come completamento del moderno, ma semmai distinguere la modernità da un tempo postmoderno che si apre con le due guerre mondiali e coincide col relativo tramonto dell'Europa e col parziale fallimento della sua identità.
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Einaudi, 26/08/2014
Abstract: Quali sono le origini della fenomenologia? E quali le vie che la riflessione di Husserl ha percorso nel pensiero contemporaneo, assumendo forme e contorni di volta in volta diversi? Ma soprattutto: quali sono i problemi che la animano e quali i metodi che le sono propri e che l'hanno guidata nel dare una risposta agli interrogativi che la riflessione filosofica pone? Sono queste le domande cui in questo libro si cerca di rispondere, proponendo un percorso che, attraverso un'attenta analisi dei principali concetti della fenomenologia husserliana e della galassia fenomenologica che da essa trae origine, permetta al lettore di familiarizzare con una delle vicende teoriche piú significative e complesse della filosofia del XX secolo.