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Storie di libri
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Casalegno, Giovanni - Casalegno, Giovanni

Storie di libri

Einaudi, 10/05/2011

Abstract: I libri possono essere la causa di efferati delitti: si può uccidere per la prima edizione aldina del libro piú bello del Rinascimento o anche per odio verso i libri, per invidia e gelosia. I libri possono essere pericolosi e maledetti: è il caso del famigerato e terribile Necronomicon, o di uno strano manoscritto che sembra avere il potere di far sparire le persone. I libri possono essere poi la causa di una delle malattie piú terribili e insieme piacevoli: la bibliofilia. I libri possono sostituire la vita vera e occupare lo spazio di tutta un'esistenza. Ma i libri sono soprattutto piacere. Chi li ama sa quali soddisfazioni sanno regalarci. Da Flaubert a d'Annunzio, da Nerval a Hesse, da Pirandello a Cortázar, da Lovecraft ad Asimov, un'originale antologia in cui i libri diventano oggetti di voluttà e di mistero, oggetti pericolosi e maledetti, oggetti che dànno la vita, ma anche la morte.

La ruga sulla fronte
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Scalfari, Eugenio

La ruga sulla fronte

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Andrea Grammonte è un predestinato, come rivela "quella linea dritta che lo rendeva inconfondibile: non era una ruga - infatti era comparsa che era ancora bambino - ma un segno, una sorta di marchio che spartiva in due la fronte larga da animale sacro, custode di enigmi". Orfano di padre, eredita dal nonno nel 1946 la piú grande industria siderurgica italiana, e con una condotta abile e spregiudicata ne espande le attività fino a farla diventare un colosso anche nella chimica e nella produzione di energia elettrica. Ma se la vita pubblica di Andrea è un seguito di successi, un angoscioso senso di vuoto segna la sua vita interiore, non medicato dagli affetti familiari e non colmato dai piaceri a cui Andrea non sa e non vuole rinunciare. Un romanzo che racconta un secolo di storia italiana attraverso gli occhi, le azioni e le avventure di un protagonista d'eccezione.

Frankenstein
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Shelley, Mary - Lamberti, Luca

Frankenstein

Einaudi, 01/03/2011

Abstract: Nel 1816 Lord Byron, durante una sera tempestosa nella sua villa a Ginevra, propone ai suoi ospiti - Mary e Percy Shelley, e William Polidori - di scrivere, per gioco, cun racconto dell'orrore. Ricollegandosi al mito di Prometeo, Mary scriverà Frankenstein. Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull'origine della vita: l'angosciante storia di uno scienziato che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. Uno sconvolgente racconto dell'orrore in cui il mostro è piú umano del suo creatore.

La valle delle donne lupo
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Pariani, Laura

La valle delle donne lupo

Einaudi, 18/10/2011

Abstract: "La montagna, piú che un luogo geografico, è un'esperienza: quella di un mondo potente nella sua resistenza a certe pazze vertigini della modernità, ma assolutamente marginale". E proprio come la montagna sono marginali e potenti le figure che l'hanno abitata, e che abitano questo libro. Sono le donne lupo, capaci di "affrontare a viso aperto il grave del mondo". Sono balenghe, diverse, eccentriche, "tutte falciate dalla stessa sentenza di emarginazione, servite alla comunità per mettere in scena sempre lo stesso canovaccio". Eppure, forse proprio per questo, cariche di un'oscura forza leggendaria. Una ricercatrice s'inoltra per le valli piemontesi facendo interviste con il suo registratore. Le hanno parlato di una donna, la Fenísia, che vive isolata nel Paese Piccolo, vicino al vecchio cimitero: è lei la memoria di quei posti. È nata nel novembre del 1928, non ha mai vissuto altrove e "il lavoro della sua famiglia è sempre stato quello del sotterramorti ". Comincia cosí il rapporto tra la scrittrice e l'anziana donna e, scabro e incalzante, si dipana il racconto di una vita da cui emergono figure femminili impossibili da dimenticare: la madre Ghitín, la nonna Malvina, la bionda cugina Grisa, "un bisquí di settebellezze", rinchiusa in manicomio per aver osato ribellarsi a un padre violento. "Agli uomini il sudore e alle donne il dolore", la vita in valle è sempre stata durissima, specie per chi ha la sfortuna di nascere femmina. Via via il ricordo produce un vortice di storie e un crudo sentimento di rabbia; vicende atroci vissute da ragazze e donne di ogni età, come quelle delle "balenghe ", sotterrate nel prato che Fenìsia vede dalla sua cucina... una folla di fantasmi di cui può immaginare perfino l'aspetto, e a cui sente di appartenere. Perché anche lei custodisce un segreto, e ha una convinzione: esiste "un puntino che è il posto della piú grande lucidità e della piú grande intimità con sé: lí dentro, ciascuno sa per scienza infusa, nella lingua dei segreti e dei sussurri, che la vendetta è la cosa più saggia". *** "Fin dal titolo del suo nuovo romanzo, La valle delle donne lupo, Laura Pariani lascia intuire di essere tornata, dopo qualche diversivo, a uno dei momenti centrali della sua narrativa. È l'esplorazione del mondo femminile, evocato, con passione antropologica, in ambienti chiusi e marginali che ne fanno risaltare le peculiarità (...) Laura Pariani delinea con robusta efficacia la vita della montagna, senza assolverla per la sua resistenza alle vane lusinghe della modernità. Il suo microcosmo offre soltanto lo sfondo più nitido di una dolorosa, conflittuale condizione umana". Lorenzo Mondo, "Tuttolibri"

Spooner (versione italiana)
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Dexter, Pete - Gobetti, Norman

Spooner (versione italiana)

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: Nato in una cittadina della Georgia, orfano di padre e unico sopravvissuto di una coppia di gemelli, Warren Whitlow Spooner parte subito col piede sbagliato e prosegue in un'infanzia e adolescenza difficili, nelle quali per autolesionismo e dabbenaggine non fa che cacciarsi nei guai. Da sempre, il piccolo Spooner mostra un'innata inclinazione per il crimine ma anche uno strano talento, una facilità a vivere e a ripartire ogni volta da zero, come se i fallimenti e le disgrazie di cui il suo percorso è costellato non ne sfiorassero l'essenza piú profonda. Brevissimo astro del baseball, dopo essersi inaspettatamente ritrovato con una carriera da giornalista, Spooner attraverserà i decenni piú turbolenti della storia americana, difendendo con i denti il profondo legame con il patrigno Calmer Ottosson, sorta - suo malgrado - di angelo custode, e mantenendo intatta la sua meravigliosa, ingenua innocenza. "Spooner riteneva di aver varcato la soglia della criminalità un venerdí pomeriggio di inizio giugno del 1961. Aveva quattro anni." "Si dà il caso che quella mattina Spooner fosse il secondo a sbucare fuori, qualche istante dopo un gemello dizigotico dall'aspetto migliore del suo, Clifford, che, come tipicamente capitava alla madre di Spooner, era venuto al mondo morto eppure prezioso come la vita stessa, e negli anni a venire con le sue visitazioni le sarebbe stato di conforto più di tutti gli altri figli (una nata prima di Spooner e due dopo). Sarebbe sempre stato lui, in segreto, il suo favorito". "Spooner è variopinto, digressivo e fragorosamente spassoso... È un romanzo di formazione chiassoso e picaresco e, insieme, un profondo omaggio all'indipendenza di spirito cosí allo sbando in un'epoca di conformismi". Guardian "Certo, Dexter sí che sa scrivere, e con grande umorismo... La storia scorre e fluisce ma torna sempre alla tranquilla chimica tra un ragazzo che diventa uomo e l'unico genitore che lui abbia mai avuto..." Seattle Times

Meglio morti
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Fois, Marcello

Meglio morti

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Nella campagna gelida viene trovato il corpo senza vita di Ines, dodici anni: nessuna violenza, un dito unto di olio rituale, un aborto subito da poco. E altre tre ragazzine sono scomparse. Che cosa lega le quattro sparizioni? Il maresciallo Pili, il commissario Correli e il sostituto procuratore Danila Comastri indagando scoprono una verità molto piu complessa di quanto immaginassero. Una verità che mescola storie di cattiva amministrazione e appalti truccati, tragedie e vendette familiari, tradizioni e misteri isolani. E allora il colpevole potrebbe essere Paolo, giovane disoccupato; o sua zia Badora, una vecchia mammana; oppure Maciste e i suoi amici piccoli delinquenti, o Santino Pau che devasta Nuoro con i suoi cantieri... e la soluzione del mistero intreccia antichi e a volte macabri rituali con la moderna avidità umana che, senza scrupoli, sta modificando i caratteri di un popolo.

Figlio di Dio
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McCarthy, Cormac - Montanari, Raul

Figlio di Dio

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Lester Ballard, il protagonista di questo romanzo, è uno dei tanti "poveri bianchi" che popolano le catapecchie e i cortili del Sud rurale, le campagne fuori dal tempo dove la Storia è scandita dai linciaggi e dalle pubbliche impiccagioni, dove la promiscuità e l'incesto sono la regola, dove la miseria e l'abiezione rendono incongrua, quasi surreale, la sporadica comparsa di un'aula di tribunale o di una stanza d'ospedale. Nello spazio di una breve gelida stagione, Ballard, il contadino solitario, amante della caccia e del whisky fatto in casa, si trasforma in un animale da preda: da feticista a stupratore, ad assassino, a necrofilo. Le scorribande sempre piú sanguinose di questo serial killer controcorrente hanno come cornice la natura violenta e il paesaggio incantato delle montagne del Tennessee, e a commentarle è un coro di personaggi che, come sempre, attinge a quel museo degli orrori che è l'immaginazione di uno scrittore peraltro capace di insospettate, improvvise delicatezze.

Vite che non sono la mia
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Carrère, Emmanuel - Balmelli Maurizia

Vite che non sono la mia

Einaudi, 29/03/2011

Abstract: Carrère fa molto di più che raccontare: trasforma il mondo in letteratura. Come un grande ritrattista, dipinge molto di più che il riflesso esatto di una persona o di una situazione: dipinge la sua verità. Le Monde Carrère ha fatto di una donna che si prepara a lasciarci, un'eroina del quotidiano da amare per sempre. Les Inrockuptibles Nell'esperienza di ogni lettore c'è sempre l'incontro - spesso casuale, a volte unico - con un libro dall'apparenza innocua, inoffensiva, ma che poi si rivelerà essere una di quelle letture che cambiano la vita, o, quantomeno, ne sconvolgono le più sedimentate convinzioni. Ecco: Vite che non sono la mia è uno di quei libri. La storia è, come spesso lo sono le storie vere, semplice e terribile. Durante le feste di Natale del 2004, Emmanuel Carrère è in vacanza con la famiglia in Sri Lanka. Sono i giorni in cui lo tsunami devasta le coste del Pacifico: tra le migliaia di morti c'è anche Juliette, la figlia di quattro anni di una coppia di francesi a cui Carrère - accidentale testimone dello strazio di una famiglia - si lega. Qualche mese dopo, al ritorno in Francia, un altro lutto: la sorella della compagna dello scrittore - che casualmente si chiama anche lei Juliette - ha avuto una ricaduta del cancro che già da ragazza l'aveva colpita rendendola zoppa. Ha trentatre anni, un marito che adora, tre figlie, un lavoro come giudice schierato dalla parte dei più deboli, e sta morendo. Dall'incontro con Étienne, amico e collega di Juliette, anche lui passato attraverso l'esperienza della malattia, Carrère capisce che non può nascondersi per sempre: deve in qualche modo farsi carico di queste esistenze in un corpo a corpo con quell'informe che è la vita. Raccontare ciò che ci fa più paura. Ritrovare nelle vite degli altri, in ciò che ci lega, la propria. È quello che fa un testimone. Nascono così questo libro e i ritratti dei personaggi che lo abitano: tra i più luminosi e commoventi della letteratura contemporanea.

I posseduti
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Batuman, Elif - Kampmann, Eva

I posseduti

Einaudi, 30/04/2012

Abstract: *** Leggendo I posseduti il lettore imparerà alcune cose: 1) Sopravvivere alle attenzioni di un dottorando di filosofia neokantiana a Samarcanda. 2) Dimostrare, a un convegno di tolstojani, che Tolstoj è stato assassinato. 3) Scoprire affinità e divergenze tra il proprio fidanzato e un Demone di Dostoevskij. I posseduti non è solo un libro sulla lettura: è prima di tutto una storia d'amore, il racconto della passione che si scatena quando ogni lettore, ogni lettrice incontra Anna Karenina, Oblomov, Evgenij Onegin. Perché in fondo "l'essenza dell'amore non è forse la sua capacità di indurre le persone a voler imparare sempre di piú, a immergersi, a diventare posseduti?" *** I posseduti, come il romanzo e come la critica letteraria (generi a cui allo stesso tempo appartiene e che trascende), è il racconto di una storia d'amore. Come il protagonista della Montagna magica di Thomas Mann, che arriva in un sanatorio svizzero per una visita di tre settimane al cugino e vi rimane per sette anni a causa, si può dire, dell'amore, cosí Elif Batuman a tutto pensava tranne che a dedicarsi alla vita accademica: eppure resterà a Stanford sette anni per un dottorato sulla forma del romanzo russo. In parte romanzo di formazione, in parte diario di viaggio, in parte una sottile riflessione teorica sulla natura delle storie, I posseduti è lo spassoso dipanarsi delle avventure (soprattutto nei libri e nelle vite dei loro autori) e delle disavventure (soprattutto in sperduti villaggi uzbeki o in balía di improbabili studiosi ubriachi) della Batuman - e con lei del lettore - nelle meraviglie della letteratura russa. *** "Se Susan Sontag si fosse accoppiata con Buster Keaton, la loro prodigiosa figlia avrebbe scritto un libro come questo". "L. A. Times"

Troppa felicità
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Munro, Alice - Basso, Susanna

Troppa felicità

Einaudi, 18/10/2011

Abstract: Gioca a shanghai con le sue storie, Alice Munro, da sempre. Getta sulla pagina posti, alberi, situazioni e donne, cucine, abiti e animali, e con mano ferma se li riprende, li riordina provvisoriamente dentro la storia successiva, di raccolta in raccolta. Intanto passano gli anni e le verità che accendono improvvise i suoi racconti si sono fatte longeve. Non perché durino, ma perché non smettono di accendersi di nuovo, emanando altra luce, un'altra luce. Con Troppa felicità, tuttavia, il lettore avverte il passaggio in corsa di un'elettricità inedita, una scarica di tremenda libertà. Queste storie sembrano spingersi un passo oltre il segreto contenuto in storie passate, e non per consumarlo rivelandolo, ma per complicarne l'esito a partire dalla consapevolezza temeraria della vecchiaia. E se altrove l'immaginazione aveva provato a raffigurarsi l'orrore della morte di un bambino, qui i figli a morire sono tre, e a ucciderli è il padre. Se altrove una madre imparava a sopportare l'abbandono della figlia, qui all'abbandono del figlio segue il coraggio di rappresentare l'incontro, anni dopo, con uno sconosciuto di cui un tempo si conosceva a memoria ogni millimetro di intimità. Se altrove la fragile e caparbia convenzionalità dell'infanzia coagulava in dispetti odiosi ai danni di una qualsiasi creatura debole, qui tocca il fondo di una banalità del male senza scampo. Non è cambiato il narrare di Alice Munro, è solo un po' più lontano il luogo dove ci porta a incontrare noi stessi. E dove ci lascia, in medias res, sforbiciando una frase, a volte anche solo una parola, che non se ne va più. Susanna Basso *** "Ci risiamo, Alice Munro non fa che migliorare. A pennellate finissime, la sua visione restituisce ogni qualità dell'umano, dalla più generosa alla più corrotta, e l'effetto non può che definirsi magistrale". "The San Francisco Chronicle" "Munro è bravissima nella costruzione del racconto e nell'ideazione degli intrighi, e sa come trascinare il lettore in un clima freddamente angosciante, dove l'umanità sembra dare costantemente il peggio o il mediocre, la piena banalità del male di cui siamo intrisi". Goffredo Fofi, "Internazionale" "Dieci racconti di bellezza incandescente(...) Le sue raccolte, e anche questa, sembrano disegnare con pacata ma illuminante precisione i contorni implacabilmente imprecisi delle nostre attuali esistenze". Mario Fortunato, "l'Espresso" ""E poi arriva un altro breve racconto e ti risolve la vita" dice Alice Munro, quando le chiedono perchè non scriva romanzi. A noi arriva un altro breve racconto per sconvolgerci la vita. Accende una luce, poi di nuovo subito buio, ed ecco che ne comincia un altro". Annalena Benini, "Io Donna" "Lo stile della Munro è così misurato che niente appare eccessivo, e ogni gesto, ogni movente, ogni pensiero dei personaggi è come il risultato di uno scavo profondo, piuttosto che di un'esibizione sadica. E se l'orrore può assumere anche aspetti meno eclatanti, ma non per questo meno perturbanti, quello che sconcerta è la capacità della Munro di metterci davanti alla banalità del male senza comode vie di fuga, costringendoci a guardare dentro noi stessi". Fabrizio Coscia, "Il Mattino"

Le regine dello swing
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Eschenazi, Gabriele

Le regine dello swing

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: Del Trio Lescano esiste una memoria annebbiata dal tempo e dall'oblio. Eppure se c'è una colonna sonora degli anni della guerra questa è proprio rappresentata dalle canzoni interpretate da Alessandra, Giuditta e Caterina, le tre sorelle olandesi di origine ebraica che capitano quasi per caso nel nostro Paese e qui trovano un inaspettato e folgorante successo , ma anche un altrettanto inaspettato coinvolgimento nei tragici eventi della Storia. Pagina dopo pagina scorrono sotto gli occhi del lettore le voglie di modernizzazione e le pulsioni xenofobe della società italiana, il boom della radio e del varietà, il rutilante mondo della musica leggera, ma anche la discriminazione razziale - che colpisce non solo il Trio Lescano -, la progressiva e tragica perdita di una cultura libera. Ecco perché raccontare la storia di Alessandra, Giuditta e Caterina equivale a delineare un ritratto del nostro Paese ai tempi del fascismo.

Onora il padre
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De Cataldo, Giancarlo

Onora il padre

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Perché, uccidendo le sue vittime, l'assassino che i giornali chiamano "il Figlio dei fiori" ascolta sempre un dimenticato brano psichedelico del 1972? Che cosa sono il Giusto Ritmo e la Legge? Che cosa nasconde la tranquilla Casa di riposo Giovanni Pascoli, dove vegetano anziani con gli acciacchi piú diversi? Ce la farà il giovane e intuitivo Matteo Colonna, che cerca di immedesimarsi nell'assassino, a resistere all'orrore di ciò che sarà costretto a scoprire? Torna in libreria il romanzo che ha esplorato il cuore criminale dei rapporti familiari, il tradimento, e il desiderio di ordine che torna ad affacciarsi ovunque.

Tra le pieghe delle parole
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Beccaria, Gian Luigi

Tra le pieghe delle parole

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Perché chiamiamo Oscar la statuetta d'oro e croissant il cornetto a forma di mezzaluna? E dove hanno avuto origine espressioni come: "Cavarsela per il rotto della cuffia" o "Allevare una serpe in seno" o "Fare la gatta morta"? Perché il luogo dove abitiamo porta quel nome, e qual è l'origine dei nostri cognomi? In essi c'è sempre traccia evidente e duratura del passato. Anche i nomi di inventori, viaggiatori, scienziati, legati alle loro scoperte, sopravvivono come termini d'uso comune: mansarda, biro, bignami, magnolia, ecc. La lingua nomina quel che siamo, giudica il diverso, lo straniero, genera un cumulo di "parole contro", testimonia distacchi culturali e differenti punti di vista. Ogni scelta linguistica, ogni parola-chiave che in determinati momenti storici è diventata una sorta di parola-bandiera, si fa strumento per sistemare il mondo circostante. La lingua testimonia cosí le stratificazioni del tempo, protrae nel presente immagini e pareri condivisi e sedimentati nei modelli sociali e culturali del passato.

La vedova incinta
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Amis, Martin - Balmelli, Maurizia

La vedova incinta

Einaudi, 17/05/2011

Abstract: "Nel libro Keith si chiede se la bellezza abbia abbandonato il mondo: se lo ha fatto, è appena tornata in forma di letteratura grazie a questo singolare, scintillante romanzo". The New York Times Book Review "State indietro e preparatevi ai fuochi d'artificio". The Sunday Times Questa è la storia di un trauma sessuale. Non era più di primo pelo quando gli accadde, era un adulto fatto e finito; e consenziente - assolutamente consenziente. Ma non per questo non ne è stato segnato: Keith ha poco più di vent'anni durante quell'estate torrida, infinita ed eroticamente decisiva che trascorre in un castello italiano insieme alla sua ragazza, un'amica e un variegato manipolo di altri personaggi degni di una commedia shakespeariana. Qualche escursione, un ozioso tuffo in piscina e non resta molto con cui occupare il tempo se non flirtare con gli altri giovani della compagnia e abbandonarsi alle proprie ossessioni. Due, nel caso di Keith: il sesso e la letteratura. Sono anni in cui l'educazione sentimentale inizia a esser declinata come un bollettino di guerra: quella tra i sessi naturalmente, di cui Keith si trova a essere volenteroso ma smarrito fantaccino spedito a un fronte mai come allora in movimento. Un eccitante (o angosciante) interregno sospeso tra il ritiro dell'ancien régime sessuale cacciato dalla rivoluzione dei costumi e l'instaurarsi di un nuovo governo: del resto, come dice il poeta, "il mondo uscente non lascia eredi, bensí una vedova incinta". E poi c'è la letteratura: la conquista faticosa, perennemente inconclusa, di un proprio stile, di una propria voce che riecheggi quella dei padri (ripercorsi uno dopo l'altro come in un particolareggiato compendio della materia) ma che da loro non si faccia sopraffare. In questo senso La vedova incinta è anche un romanzo di formazione in cui la sostanza stessa della scrittura, con la sua labirintica ricchezza stilistica, i cambi di registro, le molteplici stratificazioni e allusioni, diventa allegoria della conquista. Il sortilegio del tempo trasforma il passato in qualcosa "di ricco e di strano", dice un altro poeta (in tanti occhieggiano fra le pagine di questo libro), e a volte può anche capitare di trarne qualche precetto. Regola numero uno: la cosa più importante che abbiamo è la nostra data di nascita. Che ci colloca dentro la Storia. Regola numero due: prima o poi ogni vita umana si fa tragedia, talvolta prima, sempre poi. Seguiranno altre regole.

Passa la bellezza
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Pascale, Antonio

Passa la bellezza

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Vincenzo Postiglione è un po' confuso. Non ha ancora capito se l'amore sia la guarigione da una malattia o solo l'inizio di una convalescenza. Intanto che ci pensa il suo corpo si ammala: lo invade una strana e anomala dermatite. È psicosomatica, gli dicono. Riuscirà dunque a non trasformarsi in un mostro? Personaggi e interpreti: Vincenzo, trentottenne agronomo e scrittore, la moglie Piera, postulatrice della vita dei santi, Alfredo, figlio di Vincenzo e Piera, che sbaglia i rigori perché si distrae a guardare il cielo, Pietro, poliziotto e padre di Vincenzo che nella vita non ha guardato mai il cielo e ha perso qualcosa, Riccardo, architetto che ama le zone oscure, sua moglie Federica che non conosce le zone oscure del marito, Giancarlo, pediatra che voleva fare il comico, sua moglie Donatella che voleva di piú dalla vita, Verniani, agronomo che dice sempre: ho capito, ho capito, ma non ci siamo! Pipolo, tecnico regionale, donnaiolo e catecumenale, zio Arturo ministeriale e vignaiolo per hobby, Elena che indora la pillola e vende alle persone tutto quello che si può vendere, e non ne può piú di mentire. E ancora: contadini che hanno smesso di fare i contadini, psicoanalisti intimidatori, polacche che si prendono cura di corpi stanchi e anziani ladri che vogliono restituire qualcosa al prossimo. Non è la bellezza in sé che afferri, è il cielo verde, la bellezza ti fa distrarre, ti allarga l'orizzonte. In questo romanzo tutto sembra mutare: il corpo del protagonista e il corpo della società attorno a lui. Cambia il lavoro, il paesaggio, cambiano gli umori, cambiano le vite, le ambizioni e i sogni. Le domande allora sono: quale è la radice delle nostre piú profonde motivazioni, e quali le conseguenze di queste sul mondo esterno? Di quante cose possiamo diventare responsabili anche senza saperlo? I nostri sogni sono migliori di noi? Passa la bellezza è una storia d'amore e come tutte le storie d'amore anche un'analisi di tutto quello che attorno all'amore si muove.

Buono pulito e giusto
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Petrini, Carlo

Buono pulito e giusto

Einaudi, 18/10/2011

Abstract: Partendo dall'analisi dei cattivi comportamenti alimentari della nostra società, Carlo Petrini ci propone una riflessione per creare modelli nuovi di consumo, per un minore spreco del cibo, per un maggior rispetto dell'ambiente e dell'uomo, in base a tre semplici ed essenziali criteri: buono, pulito e giusto. Buono: relativamente al piacere che deriva dalle qualità organolettiche di un alimento; pulito: ovvero prodotto senza stressare la terra; giusto: cioè conforme ai concetti di giustizia sociale nei processi di produzione e distribuzione. Attraverso vivaci frammenti autobiografici (dalla storia dei peperoni di Costigliole d'Asti, agli incontri con le culture contadine in Messico, Scandinavia, Africa...) intercalati a riflessioni, cifre e proposte concrete, l'autore ci fa comprendere come sia possibile disegnare per il nostro pianeta un futuro sostenibile e un nuovo stile di vita.

Allacciate le cinture
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Pallini, Pietro

Allacciate le cinture

Einaudi, 02/12/2010

Abstract: In Allacciate le cinture Pietro Pallini, pilota di voli intercontinentali, risponde a queste e tante altre domande, raccontando con competenza, chiarezza e sottile umorismo tutti i segreti sugli aerei e sul loro misterioso mondo. Pagina dopo pagina sfilano sotto i nostri occhi curiosità originali, informazioni precise ed esaustive, aneddoti stravaganti, narrati con enorme passione, pensati per chi ama volare e vuole sapere come può rimanere in aria un aereo, ma anche per chi ne ha paura perché qui troverà tutte le risposte ai suoi dubbi e ai suoi timori.

Nero come il cuore
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De Cataldo, Giancarlo

Nero come il cuore

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: Il contrasto tra i quartieri del lusso e quelli della miseria (come il contrasto tra Palazzo e Strada in Romanzo criminale) è lo scenario delle avventure di Valentino Bruio. Bruio, un avvocato che dubita fortemente della legge, è nei guai. L'Ordine vuole levarselo di torno, di clienti nemmeno l'ombra. L'unico sarebbe un immigrato di colore che parla confusamente di un figlio in pericolo. Ma Bruio è stanco di "sfigati" e non gli dà retta. Quando scopre che l'uomo è stato ucciso, la sua crisi precipita. In coppia con Del Colle, poliziotto anomalo, inizia a modo suo una indagine che lo porta a conoscere i potenti Alga-Croce: la sensuale Giovanna e l'enigmatico vecchio patriarca Noè. Valentino è alle strette: una nuova vita con Giovanna o una, forse inafferrabile, verità? Un gioiello narrativo che svela senza pudore l'efferatezza che può nascondere il nostro Occidente.

Ritorno alla città distratta
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Pascale, Antonio

Ritorno alla città distratta

Einaudi, 07/10/2010

Abstract: "Senza la Città distratta non avrebbe potuto esserci Gomorra". Roberto Saviano A Caserta le cose cambiano, si evolvono. E cosí, il contrabbando di sigarette cede il passo alla vendita della cocaina e la camorra organizza un sistema in franchising per potenziare lo smercio della droga. A Caserta ci sono degli architetti che si lagnano perché in tanti vogliono ristrutturare il proprio locale alla maniera neoborbonica. A Caserta ci sono quelli ottimisti che da un giorno all'altro si sono trovati sommersi dai rifiuti e si sono avviliti e ci sono quei casertani che, pessimisti cronici, stanchi di tutto questo andazzo, hanno deciso di prendere un treno per il Nord e non tornare mai piú e una volta lontani si sono resi conto che alcune tipologie di rifiuti che impestavano Caserta partivano proprio da quelle città del Nord, in apparenza linde, ottimiste, pulite. E che in tanti, durante il fine settimana, dal Nord scendevano giú a Caserta per comprare droga a basso prezzo, arricchendo cosí i clan, gli stessi che magari investivano i proventi nel settore rifiuti. E allora quei casertani emigrati si sono resi conto con stupore che Caserta è ovunque e complessa è la sua antropologia.

Cielo di sabbia
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Lansdale, Joe R. - Conti, Luca

Cielo di sabbia

Einaudi, 21/06/2011

Abstract: Oklahoma, anni Trenta. Jack ha appena finito di seppellire entrambi i genitori e si aggira tra le rovine della sua casa, distrutta da una delle tempeste di sabbia che sconvolgono lo Stato, quando viene raggiunto da Jane e suo fratello Tony. Anche loro hanno perso tutto quello che avevano, e vagano in un mondo senza vita, nel quale ogni cosa, dalle piante al cibo, è sommersa sotto uno strato di polvere rossa. Ai tre ragazzi non rimane che rubare una macchina (il cui padrone è morto anche lui nella tempesta) e partire alla volta del Texas orientale, nella speranza di trovare pace e un¿occasione per ricominciare a vivere. Ma la strada fino in Texas, tra rapinatori e vagabondi, cavallette e alligatori, deliziose vedove e spietati sfruttatori, si rivelerà lunga e tortuosa, e costringerà i tre ragazzi a crescere e a confrontarsi con quel misto inestricabile di malvagità e solidarietà che alberga in ogni essere umano. "Uscii in retromarcia dalla rimessa e mi avviai traballante sulla sabbia. Le gomme non facevano bene contatto, e fui costretto a rallentare. Poi prendemmo il via. Era come cavalcare sulle onde dell'oceano. Andavamo lenti, ma andavamo. Non intendo raccontare storie. Furto o no, era una bella sensazione ritrovarsi al volante di una Ford V8, il piede sull'acceleratore e la consapevolezza di lasciarsi alle spalle tutti quei morti e quella sabbia per andare incontro a non so quale speranza. Proprio non sapevo dove stavo andando, ma una cosa la sapevo per certo. Dovunque stessi andando, su quella Ford rubata, è sicuro che intendevo arrivarci alla svelta".