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Feltrinelli Editore, 25/10/2018
Abstract: Un uomo che di fronte al proprio inesorabile declino constata l'amara dissipazione delle occasioni perdute, una banda di sgangherati crociati che non arriveranno mai in Terra Santa: due storie molto lontane fra loro nel tempo e nello spazio, ma che raccontano in fondo la stessa malinconia di vivere, la stessa disperata ricerca di un senso, per se stessi e per il mondo.Con il suo sguardo lucido e profondo, Amos Oz conduce il suo lettore in una Tel Aviv e un Israele che non esistono più, in un'Europa arcaica e crudele: al cuore di tutto c'è un'umanità in cui, malgrado la distanza, non si può fare a meno di riconoscersi.
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Feltrinelli Editore, 18/10/2018
Abstract: "Non so niente di mio fratello morto, se non che gli ho voluto bene. Sento moltissimo la sua mancanza, e tuttavia non so chi ho perso. Ho perso il piacere della sua compagnia, la gratuità del suo affetto, la serenità dei suoi giudizi, la complicità del suo senso dell'umorismo, ho perso la quiete. Ho perso quel po' di tenerezza che c'era ancora al mondo. Ma chi ho perso?"Poco tempo dopo la morte del fratello Bernard, Daniel Pennac allestisce una lettura scenica di un celebre racconto di Melville, Bartleby lo scrivano. Per il personaggio di Bartleby, lui e Bernard avevano la medesima predilezione. Alternando le pagine dell'adattamento teatrale di Bartleby agli aneddoti su Bernard, ricordi affettuosi, divertenti o spietati e battute piene di humour, Daniel Pennac tratteggia il ricordo del fratello scomparso, vero e proprio complice, insostituibile compagno di vita. E mette contemporaneamente in luce una singolare affinità tra i due personaggi. Come Bartleby, Bernard era sempre più incline a ritrarsi deliberatamente dalla vita sociale, a un rifiuto categorico di aggravare l'entropia. Un singolare libro d'amore, insieme profondo, lucido e toccante.
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Feltrinelli Editore, 04/10/2018
Abstract: Una sera, mentre rilegge Pinocchio, un uomo sente la presenza del figlio che non ha avuto, il figlio che la madre – la donna con cui in gioventù lo concepì – decise di abortire. Alla fiamma del camino, il figlio gli appare già adulto, e quella presenza basta "qui e stasera" a fare la sua paternità.Per tutta la notte, al figlio "estratto da una cena d'inverno" lui racconta "un poco di vita scivolata". E così ecco l'infanzia napoletana, la nostalgia della madre e del padre, il bisogno di andare via, di seguire la propria libertà, le guerre trascorse ma anche i baci che ha dato… Fino a che il figlio, da muto che era, prende la parola e il monologo diventa un dialogo, che indaga su una vita, sugli affetti, sulle scelte fatte, sui libri letti e su quelli scritti, sull'importanza delle parole e delle storie. Un'indagine che, più che tracciare un bilancio, vuol essere scandaglio, ricerca interiore – quasi una rivelazione.Con Il giro dell'oca Erri De Luca scrive la sua storia più intima.
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Feltrinelli Editore, 11/10/2018
Abstract: Fuggendo dall'Afghanistan, Alì e suo fratello avevano un sogno: arrivare in Italia.Ma quando finalmente il tredicenne Alì lo corona, scopre che le sfide non sono affatto finite. "Vivo in un centro d'accoglienza, non ho soldi, né documenti, né una famiglia. Non esisto." È con tale durissima realtà che deve fare i conti. Ma Alì non si arrende, non perde mai l'ottimismo né la speranza, e ce la fa. Questa è la sua storia. Alì è un ragazzino di tredici anni quando vede Roma per la prima volta. La sua epopea è durata cinque anni. Insieme al suo paese, l'Afghanistan, ha dovuto dire addio ai genitori, finiti sotto le bombe di una guerra civile senza vincitori né vinti, e al fratello, annegato nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere clandestinamente la Grecia dalla Turchia e aprirgli la strada. Apparentemente adesso Alì ce l'ha fatta: è finalmente in Europa, il suo grande sogno. Ma, capirà, non c'è tempo per riposarsi, nessun momento di tregua: adesso bisogna integrarsi e sconfiggere i pregiudizi. Dove trovare le forze? A quali risorse attingere? Gli addii si susseguono: alcuni ragazzi arrivati dalla Grecia con Alì prendono la strada della criminalità o proseguono verso altre destinazioni come Germania, Svezia e Inghilterra, giudicate da "radio migranti" mete preferibili all'Italia. Alì è di nuovo solo, ma sa che non deve perdere l'occasione che la vita (e suo fratello, con il suo sacrificio) gli hanno in qualche modo regalato. Perciò studia, riga dritto, scioglie interrogativi durissimi: perché prendere buoni voti se non si ha una madre a cui dirlo? Perché fare tanti sforzi se si ha sempre la sensazione di dover ripartire dal fondo della fila? Pur nelle sue drammatiche premesse, la storia di Alì ci parla anche di noi, del nostro mondo riflesso negli occhi di chi arriva in Italia in cerca di un futuro. E si fa storia universale, quella di un ragazzino, poi ragazzo, poi uomo, che cerca quello a cui tutti aspiriamo: l'amicizia, l'amore, l'accettazione. Insomma, un posto nel mondo.
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Feltrinelli Editore, 08/11/2018
Abstract: Lorenzo Marone non è solo uno scrittore di romanzi di successo, è anche un acuto osservatore di tutti i piccoli e grandi fatti di cronaca della sua città, Napoli, e un collezionista di storie e di incontri, i "Granelli" della sua rubrica settimanale su "la Repubblica" di Napoli.Dalla leggenda della sirena Partenope alle celebrazioni in onore di Totò, passando per l'arteteca e Higuaín, una guida molto sui generis a una città che, mai come adesso, è al centro dell'interesse del grande pubblico, sul piccolo e grande schermo e in libreria. Una lettura appassionante e un regalo prezioso, per napoletani e non. Perché Napoli è una filosofia di vita, una continua e stupenda contraddizione: forse comprenderla ci aiuterà a vivere meglio.
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Le cinque vite di Giorgio Scerbanenco
Feltrinelli Editore, 16/10/2021
Abstract: "La distruzione di Giorgio Scerbanenco ebbe inizio il 19 novembre 1929. Giorgio Scerbanenco, costruito nel 1911 un modello longilineo – linfatico, a intelligenza pronta, non era ancora finito in tutti i particolari, che l'opera di distruzione s'iniziò con solerte ardore. […] Un giorno, la signora Della Falce, passando, per la casa dove abitava Giorgio Scerbanenco, ne vide lo scheletro coperto di stoffa e lo tagliò via. Era il 6 dicembre 1969. La distruzione di Giorgio Scerbanenco era stata condotta a termine." Così scrisse Giorgio Scerbanenco su un pezzo di carta tra il 1937 e il 1938. Morirà il 27 ottobre 1969. Si era sbagliato solo di un mese.Comincia a Milano in un grande armadio a muro, nell'appartamento in via Plinio 6, il pellegrinaggio di Alberto Scerbanenko nei faldoni della corrispondenza, nelle pile di dattiloscritti e nei mucchi di copie di romanzi pubblicati e qualche volta inediti del padre. Una ricerca labirintica delle ragioni delle parole con cui Giorgio Scerbanenco profetizzò la propria morte. Quello di suo figlio è un viaggio struggente e avventuroso attraverso la memoria, la storia e le trame uniche inventate da un padre di cui scopriamo non una, ma cinque vite. Vite ambientate a Kiev, a Roma, a Milano e poi in esilio in Svizzera dal 1943 sino alla fine della guerra. Giorgio Scerbanenco ha fatto molti mestieri, è entrato nel mondo dell'editoria, ha collaborato con importanti quotidiani e ha diretto i periodici femminili "Bella" e "Novella". I suoi romanzi l'hanno rivelato come l'inventore del noir italiano con storie dure e travolgenti che hanno ispirato il miglior cinema, da "Milano calibro 9" a "I ragazzi del massacro".
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La finestra di Leopardi. Viaggio nelle case dei grandi scrittori italiani
Feltrinelli Editore, 03/11/2018
Abstract: Ville eleganti e palazzi nobiliari, ma anche appartamenti dignitosi, umili case contadine, castelli arroccati su una rupe, celle di prigione e persino vagoni ferroviari: l'assortimento dei luoghi abitati dai nostri scrittori e dalle nostre scrittrici ben riflette l'affascinante complessità della cultura italiana. La finestra di Leopardi è un viaggio sentimentale, ironico e insieme appassionato, nelle dimore dei grandi autori, quelli che abbiamo conosciuto a scuola: Petrarca, Manzoni, Pavese, Fenoglio, Leopardi, d'Annunzio, Tasso, Carducci, Pascoli, Quasimodo, Pirandello, Deledda, Pasolini e tanti altri ancora. Fra queste mura, su questi tavoli, nella cornice di una finestra, davanti a un focolare oppure dietro le sbarre, sono nate le parole che hanno cementato la nostra identità nazionale. Mauro Novelli, docente all'Università Statale di Milano e vicepresidente di Casa Manzoni, perlustra stanze nelle quali il turbine dell'ispirazione sollevò tempeste, mentre ora si offrono quiete allo sguardo dell'ospite. Questo libro non è il resoconto di un devoto pellegrinaggio, né un saggio accademico o una semplice guida, ma il racconto coinvolgente innescato dal connubio fra ciò che gli autori hanno scritto, ciò che è capitato nei loro ambienti privati e ciò che si vede visitandoli oggi, perché le case possiedono una straordinaria potenzialità narrativa. Una risorsa valorizzata dal ricco inserto fotografico, che consente al lettore di rivivere i luoghi, gli oggetti, i mille dettagli evocati.Inseguendo l'ombra degli scrittori, incontriamo la nostra. Sulle loro pagine ci siamo riconosciuti, nelle loro stanze li riconosciamo.
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A libro aperto. Una vita è i suoi libri
Feltrinelli Editore, 08/11/2018
Abstract: "I libri sono tagli nel corso delle nostre vite. Ogni incontro d'amore ha la natura traumatica del taglio. L'incontro con un libro è un incontro d'amore." Qual è il segreto che custodisce un libro? Quali sono i libri che non abbiamo dimenticato e perché? Come può un libro essere un incontro? Cosa significa leggere un libro? In che modo l'inconscio può aprire un libro?Tutti questi interrogativi tracciano le vie lungo le quali Massimo Recalcati ci accompagna verso una nuova teoria della lettura con il racconto suggestivo dei libri che hanno segnato la sua formazione umana e intellettuale, dall'"Odissea" agli "Scritti" di Lacan.Ne scaturisce un'opera davvero unica: teorica e intima insieme, un intenso spaccato autobiografico di cosa può significare per una vita l'esperienza della lettura, un grande e appassionato elogio del libro in un'epoca che vorrebbe decretarne la morte.
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Feltrinelli Editore, 10/10/2020
Abstract: "Ci sono persone spaventate dal futuro (spesso a ragione). Parlarci può fare la differenza. Altrimenti la politica non ha più senso.""L'atteggiamento di Embraco dimostra totale irresponsabilità nei confronti dei lavoratori e totale mancanza di rispetto nei confronti del governo. Io non ricevo più questa gentaglia…" È con questa parola, "gentaglia", che il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda inizia la sua ascesa nell'immaginario di milioni di italiani, perché è una parola desueta, perché è "una cosa di sinistra", perché parla di una politica che vuole tornare a dettare le regole.Dettare le regole, del resto, è un compito al quale nessuna classe dirigente può più sottrarsi, perché stiamo affrontando una fase di profonda trasformazione che è necessario governare. Basta guardarsi intorno: stiamo passando rapidamente da un'economia manifatturiera a un'economia della conoscenza, sempre più globalizzata e tecnologica. E questi anni di brutale transizione stanno producendo paure finora ignote. Per questo è necessario agire subito per arginarle, trovando criteri radicalmente nuovi di redistribuzione della ricchezza, gestendo il consumo delle risorse, inventando sistemi di tassazione che pongano riparo alle attuali voragini di privilegio, ammaestrando l'ingresso delle multinazionali dentro le fragili economie nazionali.Sono sfide che chiedono come mai prima d'ora coraggio alla politica, e a economisti e intellettuali strategie di lungo termine. Perché i cambiamenti sono di tale portata da non consentire improvvisazione e, per non far cadere il paese spaventato tra le braccia del populismo, le élite devono tornare a svolgere il loro ruolo. Immergersi nelle paure dell'oggi e definire i contorni dei nostri orizzonti selvaggi sono il primo passo per ricostruire un pensiero politico credibile, capace di coinvolgere e mobilitare i cittadini.
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Feltrinelli Editore, 17/10/2020
Abstract: "Mentre il giovane Mao Zedong preparava la rivoluzione, un giorno trovò un modo molto efficace per conquistare una folla in gran parte priva di istruzione: prese in mano una bacchetta di legno e la spezzò in due. Poi ne prese una manciata: non si rompevano. La rivoluzione sarebbe stata possibile solo se fosse stata di tutti. Fu così che il primo giorno di ottobre del 1949 Mao proclamò la sua repubblica. Se la Cina sia un paese unito o diviso, oggi è di nuovo un problema." La rabbia è ovunque. Ed è più facile reprimere la rabbia di un uomo solo che quella di una folla. La Cina, con le sue dimensioni ciclopiche sia nella geografia sia nel mondo virtuale della finanza, per noi della provincia occidentale rimane difficile da conoscere. Dopo "La Cina in dieci parole", Yu Hua avvicina questa distanza sterminata con le sue storie e le sue analisi, i suoi aneddoti e le sue indagini, senza mai rinunciare a un'ironia che sa distruggere ogni pregiudizio eurocentrico e traduce la Cina in un universo di simboli e significati finalmente leggibili. Racconta la rigidità delle leggi e l'arroganza del potere, la capacità inimitabile di conservare le tradizioni più antiche nelle abitudini di tutti i giorni, la censura nei media e nell'industria culturale. Ritorna in piazza Tienanmen, dove si consuma una cesura della storia cinese e mondiale. Da allora è cominciata la dittatura politica del miracolo economico, che ha portato alla distribuzione iniqua della ricchezza della Cina contemporanea e alla speranza del governo, un tempo impensabile, che i cinesi dimentichino la lotta di classe. Ecco perché Mao Zedong è arrabbiato.
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Feltrinelli Editore, 26/12/2020
Abstract: La "Casa del governo" è diverso da qualsiasi altro libro sulla Rivoluzione russa e l'esperimento sovietico. Nella tradizione di "Guerra e pace" di Tolstoj, "Vita e destino" di Grossman e "Arcipelago Gulag" di Solženicyn, la scrittura magnetica di Slezkine racconta le vicende degli abitanti di un enorme edificio di Mosca, dove vissero gli ufficiali del Partito comunista e le loro famiglie prima di essere epurati dalle purghe di Stalin. Una narrazione folgorante delle vite pubbliche e private di donne e uomini che hanno creduto nel bolscevismo, che comincia con la loro conversione al comunismo e finisce con la perdita della fede da parte dei loro figli, mentre sullo sfondo crolla l'Unione Sovietica.Completata nel 1932, la Casa del governo, oggi conosciuta come la Casa sul lungofiume, era non lontano dal Cremlino, lungo la Moscova. Cinquecentocinque appartamenti ammobiliati erano collegati da spazi comuni che contenevano tutto, dal cinema alla biblioteca, dal campo da tennis al poligono di tiro. Slezkine racconta la storia spaventosa degli abitanti della Casa, di come vivessero tranquillamente negli appartamenti e governassero lo stato sovietico, fino al giorno in cui quasi ottocento persone furono sfrattate e condotte, una a una, in prigione o alla morte.A partire da lettere, diari, interviste e centinaia di fotografie rare, "La Casa del governo" intreccia biografia, critica letteraria, storia dell'architettura insieme a nuove affascinanti teorie della rivoluzione, a profezie millenaristiche e all'affresco di un regno del terrore. Il risultato è l'indimenticabile saga umana di un edificio che, come la stessa Unione Sovietica, è divenuto una dimora maledetta, un luogo tormentato per sempre dai fantasmi di chi è scomparso.
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Il disagio della postmodernità
Laterza, 06/09/2018
Abstract: Non esistono guadagni senza perdite, e il sogno di una felicità per il guadagno, depurata del dispiacere per la perdita, è altrettanto vano della proverbiale speranza di un pranzo gratis. I guadagni e le perdite connessi a ognuno dei vari sistemi di convivenza umana vanno accuratamente conteggiati, per tentare di pareggiarli il più felicemente possibile. Ma non è mai esistito, e mai esisterà, un bilancio dove ci sia la voce dell''avere', ma non quella del 'dare'. La gioia della vita civile si ottiene solo insieme alla sofferenza, la soddisfazione va sottobraccio al disagio e l'obbedienza alla ribellione. La civiltà, quest'ordine artificiale imposto sul disordine naturale dell'umanità, è un baratto, un compromesso sempre rimesso in questione e volta a volta rinegoziato. Il disagio della postmodernità è uno dei libri fondamentali di Bauman. Una lettura imprescindibile per chiunque voglia capire il suo tempo in tutte le sue implicazioni e le sue contraddizioni.
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Laterza, 06/09/2018
Abstract: Da più di duemila anni leVerrine, cioè le orazioni con cui Cicerone riuscì a inchiodare Gaio Verre alle sue malversazioni in Sicilia, sono state presentate come un modello in tutte le storie della letteratura latina. Da quel 70 a.C. mai si è avuta una denuncia per casi di corruzione in cui l'accusatore non abbia provato a riprodurne argomenti e stile incalzante. L'imputato fu descritto come un maiale incapace di porre limiti alla propria voracità. Ma adesso Luca Fezzi in questo straordinario libro cambia registro e in merito a quella vicenda esprime espliciti dubbi. Paolo Mieli, "Corriere della Sera"Concussione, peculato, appropriazione indebita, furto, vendita di sentenze, manipolazione di appalti, corruzione elettorale, sequestro di persona, frode, intimidazione, tortura, omicidio: l'accusatore Marco Tullio Cicerone lancia una fulminante requisitoria, seguita da una tempesta di testimonianze e prove contro l'imputato, Gaio Verre, ex governatore della Sicilia. Di fronte, una giuria sempre più attonita. Attorno, un pubblico sempre più infiammato. Cicerone attacca Verre. Quale lavoro d'inchiesta aveva reso possibile un'accusa così spettacolare da intrattenere il popolo romano per giorni? Seguiamo passo dopo passo Cicerone, tenace ma non certo candido raccoglitore di prove e orchestratore di testimonianze.
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Laterza, 06/09/2018
Abstract: Non leggi libri che parlano di ecologia? Allora questo fa al caso tuo. Non leggi libri che parlano di ecologia? Allora questo fa al caso tuo. Questo libro non predica ai convertiti. Non devi essere ecologico. Perché sei ecologico. Da qualche parte c'è un uccellino che canta e le nuvole passano in cielo. Guardati attorno: essere ecologici implica uno strano senso di inclusione personale in quello che si sta vivendo perché noi siamo l'ambiente e l'ambiente siamo noi.L'oceano che si acidifica! Il riscaldamento climatico! Le specie che si estinguono! Hai appena fatto in modo di non essere mai ecologico. Ti sei fatto schiacciare dall'afflusso dei dati, sei caduto nella trappola dell'orrore dell'estinzione e del riscaldamento globale. Hai davanti a te solo lo spettro della decisione finale, disperata, a pugni e denti stretti. Senti che devi essere o fare qualcosa di totalmente diverso. Ecco scavato il baratro: da questo momento in poi non farai che mostrare a te stesso e agli altri quanto è largo e profondo questo baratro. Essere ecologici comporta un cambiamento imponente, ma di segno differente da quello seguito fin qui: se hai una vaga idea che ci sia un dentro di te e un fuori di te, sei sulla buona strada. Non affogare nella paura della minaccia esterna, non c'è nulla di esterno, noi siamo parte della natura, noi siamo ecologici.
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Fazi Editore, 20/09/2018
Abstract: Nello Stato di Washington c'è la cittadina più piovosa d'America. La conoscono bene Edward Cullen e Bella Swan, i protagonisti di Twilight. Lei, dolce ragazza qualunque; lui, giovane misterioso con un segreto inconfessabile. La loro storia d'amore ha conquistato i cuori di tutti.Ma cosa succederebbe se i ruoli si ribaltassero? Se non fosse lui la creatura straordinaria, l'eroe meraviglioso dotato di capacità sovrumane ma… lei? Beaufort è un ragazzo alto e dinoccolato trasferitosi dall'Arizona. Quando incontra la bellissima Edythe, non sa che la fortissima attrazione che prova per lei potrebbe essere la sua rovina…Spettacolare riscrittura di Twilight, Life and Death riapre le porte del piccolo mondo di Forks. Ricalcando il palcoscenico della storia d'amore più amata degli ultimi anni e ardenti di quella stessa passione che ha stregato milioni di fan in tutto il mondo, Beaufort e Edythe conquisteranno il lettore con il calore rassicurante di un'atmosfera conosciuta e la sorpresa di un finale completamente nuovo."Life and Death è un viaggio alla riscoperta di un romanzo senza tempo, che offre una nuova visione della storia e riserva non poche sorprese. Preparatevi a un finale mozzafiato, completamente diverso da quello di Twilight!".Atelier dei Libri"La storia di Beau e Edythe è affascinante e romantica quanto quella di Bella e Edward".Coffee & BooksLibri"Ho apprezzato davvero il finale scelto per Life and Death e non nego che l'avrei voluto per Bella e Edward perché lo reputo più realistico, azzeccato, ma soprattutto coerente con la storia".Walks with Gio
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Il bibliomane. L'amante dei libri
Elliot, 04/08/2018
Abstract: Scritto intorno al 1830 da Charles Nodier (considerato da Calvino il capostipite della famiglia dei grandi scrittori-bibliotecari), Il bibliomane racconta la giornata di un bibliofilo tranquillo, in una Parigi assolata che ancora porta i segni dei drammi della rivoluzione di luglio. È l'ultima passeggiata di Monsieur Théodore, compiuta tra librai antiquari, editori e case d'aste, un cammino che con poche variazioni si potrebbe percorrere ancora oggi. L'amante dei libri, del 1841, accanto alle descrizioni del bibliofilo, delinea un futuro fosco per l'editoria: schiacciato sotto il peso dell'iperproduzione, il libro è destinato a morire. Profezie allarmate e allarmanti si mescolano ad aneddoti sul mondo del libro, tra curiosi tipi umani (tra cui il bibliofobo) e ritrovamenti avventurosi, secondo il principio per cui "meglio un libro raro che un buon libro", in due scritti divertenti, leggeri e terribilmente pessimistici sulla sorte della lettura.
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Elliot, 03/08/2018
Abstract: Arriva per la prima volta in Italia un delizioso romanzo apparso nel 1860 in Inghilterra, popolare per lungo tempo e recentemente riscoperto. L'autrice fu una appassionata seguace di Jane Austen e immaginò di scrivere dei romanzi laddove la grande scrittrice aveva concluso i suoi, ovvero dal racconto della vita di una coppia dopo il matrimonio. Come in Orgoglio e pregiudizio, la storia inizia con un dialogo tra i genitori della protagonista, la dolce Helen Beaufort, che ha da poco sposato lo scapolo più ambito, Lord Teviot. Nonostante ci siano tutti i presupposti per un'unione ben riuscita – marito e moglie sono giovani, belli e facoltosi – i due dovranno affrontare gelosia, orgoglio e una serie di fraintendimenti che rischieranno di mandare a monte il matrimonio. Sullo sfondo di spettacolari tenute di campagna, tra cene eleganti, visite formali, lettere, dialoghi arguti e sottili considerazioni, l'autrice ha dato vita a un sofisticato intreccio psicologico dalla comicità ancora intatta, che ci insegna quanto sia difficile abituarsi alla vita coniugale nonostante l'amore.
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Elliot, 04/08/2018
Abstract: Convinto che la maggior parte degli uomini sentano una scarsa passione per la propria attività, che comincino la giornata con riluttanza, più tardi che possono, e la concludano con gioia, più presto che possono, Bennett ha costruito i suoi consigli a partire dall'idea che di rado l'uomo sfrutti a pieno le proprie risorse. In questo piccolo e prezioso manuale, pubblicato per la prima volta nel 1908 ma che sembra scritto l'altro ieri, scopriamo infatti che il famoso proverbio "Il tempo è denaro" non è del tutto corretto. Il tempo vale molto più del denaro, e Bennett ci spiega come impiegarlo al massimo per vivere una vita più felice.
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Manuale di disobbedienza digitale
Castelvecchi, 04/08/2018
Abstract: Quali sono gli effetti di ogni nostra interazione con Facebook, Google o Amazon? Cosa ci rubano gli algoritmi? Quali porzioni di noi stessi stiamo cedendo? Esiste un modo per difendersi? Manuale di disobbedienza digitale racconta la genesi culturale delle techno-corporation, le multinazionali che grazie alla tecnologia dominano la nostra vita quotidiana. Burning Man, un festival di arti nel deserto del Nevada, ha conferito alle aziende della Silicon Valley l'infrastruttura ideale su cui edificare un'inarrestabile crescita. Il libro ne narra la storia, analizzando lo snaturamento che gli algoritmi hanno provocato su alcune dimensioni centrali della nostra esistenza: dall'amicizia alla memoria, dalla nascita alla morte. E propone anche una via d'uscita dalla gabbia digitale in cui siamo rinchiusi: un "ennalogo" di azioni pensate per attuare una sorta di disobbedienza e provare a fuggire dal rischio predittivo delle nostre azioni, funzione ultima di ogni algoritmo.
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Castelvecchi, 04/08/2018
Abstract: 'conosci te stesso'. La famosa massima dell'oracolo di Delfi mette l'accento su una straordinaria facoltà che contraddistingue il cervello umano: la capacità di portare alla ribalta della nostra consapevolezza non solo informazioni sensoriali provenienti dal mondo esterno, ma anche aspetti della nostra vita mentale interiore. In effetti, un tratto peculiare dell'Homo sapiens sapiens è che siamo coscienti di essere coscienti. Questo è ciò che ci distingue dagli animali. Ma come lavora la nostra coscienza? Può essere ridotta all'operato del cervello? Quali sono i suoi meccanismi neurobiologici? Dehaene ci introduce con linguaggio semplice ai meccanismi cerebrali dell'introspezione e di ciò che chiamiamo "coscienza".