Trovati 855024 documenti.
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Il Saggiatore, 20/01/2018
Abstract: Nel ricordo e nella fatica del ritorno alle origini familiari si scoprono frammenti di storia collettiva, bagliori di un passato irrisolto che affiorano nel presente. In Patrie smarrite Corrado Stajano scrive una memoria, una narrazione civile sul grande enigma che è il carattere italiano. A Noto, dove tenta di vendere gli antichi terreni della famiglia – "stoppie, ulivi, mandorli e grotte dell'età del bronzo" –, e poi nei luoghi della giovinezza, fra le brume e le anse placide del Po, a Cremona, dove si reca per svuotare la vecchia casa materna, Stajano racconta architetture, paesaggi, vicende storiche, mentalità e personaggi eterogenei, tutti fatalmente italiani. E indagando la propria doppia radice – siciliana e lombarda – indaga il nostro tragico Novecento, il divario e l'incomunicabilità tra Nord e Sud, un'Italia troppo spesso incline al compromesso, smemorata e autoassolutoria. Tra le spiagge rossastre, gli odori di gelsomino e ricotta, il tufo, i profili cadenti delle architetture barocche, nel Val di Noto Stajano ritrova ricordi personali, carte d'archivio, testimonianze dirette, memoriali inediti, che ricostruiscono lo sbarco anglo-americano sulle coste siciliane, nel luglio 1943: un episodio cruciale e per molti aspetti relegato all'oblio, che rivela eroismi e viltà grandi e piccole, collusioni e silenzi. A Cremona lo sguardo curioso e severo di Stajano si sofferma sulla resistibile ascesa e caduta del ras Farinacci: com'è possibile che una popolazione di antica cultura e tradizioni democratiche abbia favorito con divisioni, omertà e malizie l'imporsi del fascismo più nero? Oggi la città, sonnolenta, rifiuta ogni domanda, sembra infastidita dalla memoria, si rifugia nel particulare, emblema di un paese in cui ancora prevalgono gli egoismi, mai del tutto immunizzato dal germe fascista. In quella che Paolo Di Stefano, nella postfazione al volume, ha definito "l'autobiografia di una nazione", la fantasia esasperata e irrazionale di una Sicilia "amata e ripudiata", la pacatezza, l'ordine e la concretezza della Bassa Padana divengono le due facce, apparentemente inconciliabili, della stessa medaglia: patrie smarrite come smarrito appare l'ideale di un'Italia civile, a lungo vagheggiata e mai raggiunta.
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Voland, 25/01/2018
Abstract: Con Imperfetto passato/ Grisha Bruskin, in una collezione di brevi e brevissime prose, ripercorre con limpidezza e levità il suo passato accidentato di artista russo di origine ebraica in epoca comunista e postcomunista, nella Russia sovietica e nel mondo. Scanditi con ritmo e respiro quasi poematico, scevri di qualsivoglia romanticismo e, anzi, garbatamente ironici, i pezzi intimi di questo catalogo di accadimenti suggestivamente "imperfetti" mostrano come si possa essere autobiografici con tutta la grazia di chi semplicemente racconta senza esibirsi, di chi balza in primo piano rimanendo al contempo deliziosamente sottotraccia. Tra colpi, contraccolpi e bizzarrie della Storia, che di continuo si riverberano nel presente, Bruskin attraversa più di mezzo secolo: dall'infanzia trascorsa in una Mosca ancora segnata dalla Seconda guerra mondiale fino alla partenza per gli Stati Uniti, passando per i viaggi giovanili nelle esotiche repubbliche meridionali dell'allora Unione Sovietica e le traversie (spesso tragicomiche) con le autorità impegnate a bloccargli le opere "scandalose" e non allineate. Così, all'incrocio tra ordinario e straordinario, tra privato e collettivo, la saga personale di una figura ormai leggendaria nel secondo '900 russo si trasforma nel mosaico di un periodo storico che, ancora oggi, non smette di attirare menti e cuori.
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La donna non esiste. E l'uomo? Sesso, genere e identità
Codice Edizioni, 25/01/2018
Abstract: Negli ultimi anni il dibattito sul rapporto tra sesso, identità e genere si è intensificato. In pochi però se ne interessano, e molti purtroppo parlano a sproposito. I contributi raccolti in questo volume gettano su questi temi uno sguardo innovativo, multidisciplinare e spesso ribelle. Gli stereotipi oggi dominanti (e limitanti) di sesso e gender vengono superati, per concedere a ogni essere umano la propria individualità. Inoltre vengono affrontate alcune questioni cruciali. Quanti sono i sessi? Come si pone la biologia di fronte alla classificazione della appartenenza ai sessi e alla multidimensionalità dell'identità di genere? Come la bioetica ripensa l'"umano" dopo il superamento del binarismo sessuale? Le nostre città marginalizzano gli individui la cui vita sociale e privata non può essere ingabbiata in spazi specializzati? Che tipo di medicina è la medicina di genere? In quali modi il neurosessismo continua a manifestarsi nel rapporto comunicativo tra scienza e società civile?
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Codice Edizioni, 25/01/2018
Abstract: La fine della Seconda guerra mondiale è nell'aria, ma nella campagna piemontese il vecchio Benito Sereno spera che duri ancora quel tanto che gli serve per intascare una lauta ricompensa, consegnando al regime fascista tre "articoli" interessanti: Michele, un partigiano, suo fratello minore Dino, colpevole solo di avere fattezze giudaiche, e la ribelle Teresa, la madre che li protegge con le unghie e con i denti. Michele sarà deportato a Chemnitz e Dino a Königsbrück. Nel suo viaggio il ragazzo verrà accompagnato da uno strano personaggio, un nano "di eccezionale altezza" che gli farà da guida. All'Offizierskasino del lager vivrà una prigionia "dorata" che rafforzerà in lui l'attitudine a distogliere lo sguardo dall'orrore che lo circonda. Nella palazzina del Circolo stringerà amicizie, imparerà a cucinare e intreccerà una delicata storia d'amore con una Helferin tedesca. Ma la guerra incombe: arrivano i bombardamenti, l'avanzata sovietica e quella degli americani, il crollo della Germania nazista. Dino ritrova Michele, segnato dalla prigionia, e vagando per la Germania distrutta è finalmente obbligato a vedere tutto quello che gli era stato risparmiato: le fosse dei cadaveri a cielo aperto, le vittime delle deportazioni, la disumanità, la distruzione.
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Google Apps. Trucchi fantastici e dove trovarli
Ledizioni, 29/01/2018
Abstract: Sei davvero sicuro di conoscere tutte le potenzialità del Servizio Google Apps™?La tentazione di provare a racchiudere in un semplice ebook la miriade di trucchi o "tips and tricks" che si trovano in rete o si scoprono per caso, è stata forte. Le applicazioni web si evolvono di continuo, si arricchiscono di nuove funzioni ed estensioni e appare evidente che porsi un simile obiettivo costituirebbe per chiunque una sfida impossibile da vincere.Il proposito di questa guida è invece quello di offrirti numerosi spunti affinché tu possa, da questo momento in avanti, ottenere il massimo dalla suite di applicazioni Google nel lavoro di tutti i giorni e sapere come e dove cercare nuovi stimoli per utilizzarle in modo creativo nella didattica.Un "semplice" elaboratore testi come il Programma di elaborazione testi basato sul Web Google Docs™, o più semplicemente Google Documenti, può infatti trasformarsi in un ottimo strumento compensativo per la scrittura mediante dettatura, o in un editor di documenti da esportare e di cui fruire in forma di ebook, o ancora in un documento su cui verbalizzare in modo collaborativo i punti salienti di una riunione. Un semplice strumento per la creazione di presentazioni elettroniche può invece diventare, grazie ad alcuni accorgimenti, la tecnologia di base per esperienze di realtà virtuale, di narrativa interattiva o di storytelling in stop motion.Il testo è adatto a chi è alle prime armi ma anche a chi ha già esperienza in questo ambito, poiché mostra come estendere le funzionalità delle applicazioni e aumentare in modo significativo il livello di produttività, soprattutto in relazione ad attività ripetitive come la creazione in serie di documenti personalizzati o la gestione di una newsletter.Vuoi ottenere il massimo nel lavoro e nella didattica? "Servizio Google Apps™: Trucchi Fantastici e Dove Trovarli" merita un posto nella tua collezione di ebook!
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I signori della notte. Storie di vampiri italiani
Morellini Editore, 31/01/2018
Abstract: Vampiri. Vampiri in Italia. Vampiri succhiasangue, succhiatalento, succhiasogni. Quattordici racconti dedicati a questa affascinante figura dell'immaginario popolare, di cui in Italia si è scritto poco. Quindici autori che si confrontano con il suo mito e la simbologia che rappresenta, reinterpretandolo e adattandolo alla contemporaneità o lasciandolo classicamente avvolto dal manto di buio e mistero che gli è consueto, trovando uno spunto per raccontarci la vita e l'atmosfera di un angolino sempre diverso d'Italia, dalle grandi, fumose metropoli industriali alle campagne toscane, dalle vallate montane del Nord alle cittadine adagiate sul mare del Sud. Tra vicoli, piazze storiche, coste e alture si aggirano vampiri simpatici o terrificanti, distinti o scanzonati, sentimentali, languidi o spietati. Vengono per succhiare il nostro sangue, per popolare i nostri incubi ma anche per farci riflettere sulla bellezza della vita e del Paese in cui viviamo, sulle sue ingiustizie e mancanze, sul suo dolceamaro sorriso dai canini acuminati.Gli autori: Stefano Amato & Angelo Orlando Meloni, Danilo Arona, Fabio Celoni, Maurizio Cometto, Silvana La Spina, Fabio Lastrucci, Nicola Lombardi, Giuseppe Maresca, Gianluca Morozzi, Fabio Mundadori, Sacha Naspini, Stefano Pastor, Luca Raimondi, Lea Valti
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La Corte Editore, 31/01/2018
Abstract: A New York un serial killer sta facendo una carneficina di preti e ha appena sfidato la polizia dichiarando di volerne uccidere 666, mentre una setta satanica dedita ai sacrifici umani vuole compiere un attentato terroristico. Su entrambi i casi, in collaborazione con l'FBI, indagano i detective Norton e Moose, due poliziotti che a volte sembrano più pericolosi dei criminali stessi e che devono guardarsi alle spalle da chi li vuole morti e fare i conti con le beffe del destino che non esiterà a complicar loro la vita. In un'afosa Los Angeles, invece, un altro spietato serial killer, chiamato il Vampiro, prende di mira i barboni. Sul caso indagano il detective Tyrrell, prossimo alla pensione, e la giovane detective Rise.Ma esiste un legame tra le vicende di New York e Los Angeles?Le due città precipitano in una spirale di violenza senza fine, tra gli abissi della perversione umana, in cui il sangue scorre a fiumi e i personaggi coinvolti non avranno un attimo di respiro e i colpi di scena si susseguiranno senza soluzione di continuità fino all'imprevedibile e sconvolgente finale.
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Storia del popolo americano. Dal 1492 ad oggi
Il Saggiatore, 31/01/2018
Abstract: Quando il racconto della storia esce dalle stanze del potere e si sposta nelle strade, nelle case e nei luoghi di lavoro delle persone non illustri, per dare voce ai "vinti" e agli sfruttati, può davvero scuotere le coscienze di intere generazioni. Howard Zinn è riuscito a farlo, mostrando l'altra faccia dell'America, quella che non si insegna a scuola o nelle università. A 35 anni dalla prima edizione, e dopo 2 milioni di copie vendute, Storia del popolo americano – che il Saggiatore ripropone in una traduzione aggiornata – continua a essere uno dei libri di storia più letti al mondo. La prosa di Zinn, limpida, appassionata e documentatissima, abbraccia oltre cinquecento anni: dalla colonizzazione genocida delle Americhe all'indipendenza degli Stati Uniti, dalla guerra civile all'imperialismo del xx secolo, fino all'11 settembre 2001. Il punto di vista non è però quello di Cristoforo Colombo, Washington, Lincoln, Roosevelt o Bush, bensì quello dei nativi americani, degli schiavi neri, delle donne, delle minoranze emarginate, di tutti gli sconfitti e i dissidenti che la "terra delle opportunità" ha rimosso dalla sua narrazione ufficiale. Sottraendo all'oblio le ribellioni contro la schiavitù e la segregazione, i conflitti sindacali, le manifestazioni per la pace, la lunga lotta per l'emancipazione femminile, emergono le atroci conseguenze dei conflitti armati, il costo umano delle decisioni di politici e uomini d'affari, tutte le forme di oppressione – e di resistenza – che la maggior parte degli storici relega fra le note a piè di pagina. Dietro le retoriche del potere e le leggende patriottiche, la storia americana si rivela una storia di razzismo e sfruttamento, le cui poche eccezioni positive, più che alle élite di governo, si devono alle infinite piccole azioni di persone sconosciute. L'intento di Zinn non è però mitizzare il popolo, piangere le vittime e denunciare i carnefici: spesso "il grido dei poveri non è giusto", si rivolge contro altri poveri, non sa riconoscere i veri responsabili. Ma, se non si è in grado di ascoltarlo, "non si saprà mai che cos'è la giustizia".
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Voland, 01/02/2018
Abstract: "...una capacità di scrittura straordinaria e una rara densità nel periodare." CORRIERE DELLA SERA Un percorso disseminato di incubi, allucinazioni, ossessioni, e uno stile denso e teso per un tema, l'ermafroditismo, che consente diversi piani di lettura: dal realismo alla psicanalisi, dalla mitologia alla poesia.
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minimum fax, 22/09/2023
Abstract: Talmadge e Micah abitano abusivamente in un appartamento di Manhattan, vivendo serenamente degli avanzi che trovano nei cassonetti, ma il loro equilibrio subisce una scossa quando devono ospitare un vecchio compagno universitario. Elwin, un linguista di mezza età lasciato dalla moglie, deve fare i conti con un padre malato che va perdendo la memoria. Sara, un'avvenente vedova dell'11 settembre, vede sgretolarsi il rapporto con la figlia adolescente e con il secondo marito, Dave, un uomo che ha costruito la sua fortuna riscuotendo debiti scaduti. E mentre i personaggi seguono i loro percorsi – tra epifanie e rese dei conti, vecchi debiti da pagare e tentativi di comunicare con le generazioni future – le storie si muovono verso una convergenza ineluttabile e un epilogo che per il lettore sarà difficile dimenticare.A partire dai detriti, reali e metaforici, delle loro esistenze, Jonathan Miles costruisce un romanzo corale dagli incastri perfetti, tenuto insieme da una prosa impeccabile (e a tratti esilarante) e da una profonda riflessione etica sul concetto di spreco e di consumo, per giungere alla conclusione che tutto, ma proprio tutto, può essere salvato.
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Il Saggiatore, 04/02/2018
Abstract: Ai margini di una città assediata, distrutta, che è ieri ed è domani, è qui ed è altrove, vive qualcuno di nome Giovanni. La sua casa è sulla terra incendiata dal gelo, in una periferia esangue, accasciata sul relitto di un acquedotto romano nei pressi di una ferrovia morta. È la casa in cui Giovanni vive e il padre e il fratello muoiono. È la casa da cui Giovanni viene cacciato e da dove comincia un vagabondaggio tra tunnel, ruderi infestati da cani, carcasse di automobili e uomini spaventati. Uomini dominati da un ferino istinto di sopravvivenza, da un'insensatezza che è costruzione e sfacelo. È destino. Una voce lo segue e lo spinge a testimoniare la fine di un mondo che non smette di finire, perché l'assedio della città c'è sempre stato. La voce atona di un profeta retroattivo, priva di pathos, che registra la violenza senza un sussulto ma rimane ipnotizzata dalla materia; che parla da un buio e da un vuoto, nomina, è interiore e rimbomba nell'ovunque. La voce che accompagna Giovanni fra le macerie mentre uomini ciechi si divorano l'un l'altro, lo scorta fra incubi di bambini in fuga e supermercati saccheggiati, in una regione più scura del sonno, senza fame e senza vita. Voragine è un paesaggio metafisico, un'apocalisse di rottami, l'endoscheletro di un romanzo di formazione. È l'esordio di Andrea Esposito, un narratore che, come un Piranesi distopico, trascina le sue rovine in un futuro anteriore, prossimo e remoto; e, con frasi che risuonano come colpi di martello sulla lamiera, racconta una ferocia che è organismo e linguaggio, componendo la fiaba nera di un passato in macerie, di un millennio in disfacimento, di un presente orfano.
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Il Saggiatore, 05/02/2018
Abstract: Il Regno d'Italia cinge Roma d'assedio. La attornia, la scruta dai campi al confine, entra di soppiatto con gli occhi delle spie, si sporge con cautela dalle feritoie, la reclama con furia dalle pagine dei giornali, la pretende in Parlamento. Corre l'anno 1862, l'unità nazionale è ormai compiuta, eppure Roma, il centro del mondo, continua a sfuggire e a resistere sotto il trono papale e la mal sopportata protezione dei francesi. Il neonato governo italiano cerca di scardinarne le difese con la politica, mentre Garibaldi raduna in Sicilia una schiera di volontari per muovere bellicosamente verso la predestinata capitale, prima di essere fermato dal regio esercito sull'Aspromonte. Cinque anni dopo, l'eroe dei due mondi viene sconfitto dalle truppe pontificie sostenute dai francesi nella battaglia di Mentana e a Roma fallisce l'insurrezione. Ogni tentativo di conquista si infrange contro la barriera invisibile che sembra avvolgere la città e imprigionarla in un'assenza dal mondo e dal tempo. Eppure la percezione è che l'urbe possa da un momento all'altro crollare.Vittorio Emanuele ii e Napoleone III, Pio IX e Francesco II, Mazzini e Garibaldi, il cardinale Antonelli e monsignor de Mérode, Ricasoli e Rattazzi. Governi sorti e caduti in pochi mesi, briganti, tradimenti, attentati, manovre segrete. Astuti triangoli politici e fini giochi di potere. Bombe e petardi. Molti carcerati, anche, e morti ammazzati.Nella Guerra di Roma Stefano Tomassini mette in scena una storia appassionante: la ricostruzione – compiuta attraverso una straordinaria messe di documenti – dei dieci anni che hanno portato alla breccia di Porta Pia e alla presa di Roma. Alla fine del Risorgimento e al principio della nostra storia contemporanea.
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Giuntina, 22/02/2018
Abstract: Mentre fuori infuria la battaglia, nella quiete del monastero adibito a ospedale i soldati feriti affrontano il proprio destino, a volte con sarcasmo altre con sconforto. Tra loro c'è Himmo, che era così bello da essere chiamato "re di Gerusalemme". Del suo magnifico corpo è rimasta intatta solo la bocca, una bocca sensuale, carnosa, perfetta. Basterà per far innamorare Hamotal, giovane infermiera appena entrata in servizio. Himmo implora di essere ucciso e nessuno comprende come possa essere ancora in vita nonostante le ferite mortali. Solo Hamotal continua a curarlo; poi si dedicherà soltanto a lui, ma la dedizione e il sentimento che prova per il giovane soldato le consentiranno di accettare l'unico desiderio di Himmo?Tra le parole di scherno degli altri soldati, quelle indifferenti dei medici e quelle consolatorie di Clara, ultima suora rimasta nel monastero, Hamotal cerca la soluzione a quel dramma affrontando una crisi interiore che tocca le radici del mistero dell'esistenza. E intanto suonano le campane del monastero come cupi avvertimenti e i tamburi della guerra continuano a battere incuranti delle vite che pulsano tra le mura dell'antico monastero.
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Codice Edizioni, 15/02/2018
Abstract: Un ragazzino dodicenne, suo fratello maggiore e il loro padre, carismatico e manipolatore, hanno vinto quella che loro chiamano "la guerra": dopo il tribolato divorzio dei genitori, la madre ha perso la custodia dei figli. I tre lasciano il Kansas, di notte, e viaggiano verso ovest, verso la periferia brulla e assolata di Albuquerque, in New Mexico, per ricominciare una nuova vita insieme. All'inizio tutto sembra normale: i ragazzi vanno a scuola, giocano a basket e si fanno nuovi amici. Ben presto, però, la situazione precipita: strani personaggi vanno e vengono dal loro appartamento, e il padre da distratto si fa prima lunatico, poi imprevedibile e infine pericoloso. Magariel firma lo straordinario ritratto di un bambino che lotta per cercare di tenere insieme i pezzi della sua famiglia, e racconta il legame feroce di due fratelli che si proteggono a vicenda da un padre di cui una volta si fidavano ma che ora non riconoscono più.
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Il Saggiatore, 07/02/2018
Abstract: Guardatevi attorno. Tutto quello che vedete esiste esclusivamente grazie a una tra i miliardi e miliardi di stelle che compongono l'Universo: il Sole. Senza il Sole non ci sarebbero la luce, il calore, la gravità e, in definitiva, la vita. Ma che cosa rende questo astro tanto speciale? Che cosa rende possibile quello che è stato impossibile in qualunque altro luogo – per quanto ne sappiamo – nelle infinite profondità del cosmo? In quale modo una potenza capace di originare venti che viaggiano a centinaia di chilometri al secondo riesce a mantenere in equilibrio la Terra e i pianeti e satelliti vicini senza disintegrarli o abbandonarli a un'eterna deriva interspaziale? Viaggio al centro del Sole ci consente di esplorare tutti i segreti della nostra stella madre: dai 170000 anni che un fotone impiega per arrivare all'esterno dal centro del Sole, agli 8 minuti e 20 secondi che gli sono necessari per raggiungere la crosta terrestre; dalle macchie solari, studiate già da Galileo, agli imprevedibili e fugaci "brillamenti", uno sprigionamento di energia pari a quello di 170 milioni di bombe atomiche cui dobbiamo alcune delle più spettacolari aurore dei nostri cieli; dalle teorie sull'origine del Sole fino alle ipotesi su ciò che avverrà alla sua morte, tra circa 5 miliardi di anni. Un racconto che ripercorre i millenni di osservazioni a occhio nudo, i secoli di osservazioni al telescopio e i decenni di osservazioni dallo spazio; le storie degli scopritori dei misteri dell'energia – tra i quali figura anche l'insospettabile medico di bordo di una nave – e dei pionieri dell'esplorazione del cosmo. Con Viaggio al centro del Sole la fisica Lucie Green, grazie a una prosa di rara chiarezza e alla sua profonda competenza scientifica, ci guida attraverso il tempo e la materia a vedere da vicino le tempeste geomagnetiche, le eruzioni sulla superficie del Sole, e ancora oltre – fino a sfiorare con la mente un nucleo che arde a più di 15 milioni di gradi.
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Il Saggiatore, 09/02/2018
Abstract: In Italia, quasi tutti i giorni muore un partito. In Italia, quasi tutti i giorni nasce un nuovo movimento. È difficile votare due volte di fila lo stesso simbolo, lo stesso schieramento, lo stesso leader. Essere di sinistra, in Italia, è un inferno. Cosa direbbe Freud, vedendo che oggi sono i padri, più o meno nobili, a ribellarsi a figli ingrati e rottamatori? E cosa direbbe Nietzsche di fronte all'eterno ritorno di una storia sempre diversa e sempre uguale a se stessa? Déjà vu ripercorre l'infinita notte dei lunghi coltelli della sinistra in un unico, abrasivo racconto. Sviscera i risentimenti personali, le vendette tardive, le inimicizie implacabili che hanno trasformato l'area progressista in un terreno radioattivo, una gioiosa macchina da guerra in un plotone d'esecuzione. Ricostruisce una storia che si ripete identica da venticinque anni, come un girotondo. Una storia fatta di vittorie effimere e sconfitte brucianti, di partiti che si riproducono per meiosi, di leadership deboli e congiure di palazzo. Una storia che sta accadendo di nuovo. Adesso.
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Siamo vissuti qui dal giorno in cui siamo nati
Il Saggiatore, 09/02/2018
Abstract: Villaggio di montagna che vive di estrazione di calcare. Arriva uno straniero. In silenzio, lo straniero volta le pietre che stanno in cima al muro della piazza. In silenzio, lo straniero innesca la rivolta. È stato incaricato dal proprietario della cava di verificarne la produttività. Ma la cava è esaurita, il villaggio è condannato. L'orologio della stazione ticchetta. Un incidente, poi scompare una ragazza. La ritrovano nel bosco, cadavere stuprato. Sguardi sospettosi, sguardi minacciosi, lo straniero diventa il capro che deve espiare tutte le colpe di tutte le generazioni: quella dei padri padroni violenti; quella delle nonne e delle madri che l'hanno sempre accettato; quella delle figlie che madri ancora non sono ma inesorabilmente lo diventeranno. A meno che il treno non scenda finalmente verso valle, verso le città del mondo, verso un altro destino. Siamo vissuti qui dal giorno in cui siamo nati è la fiaba nera di una storia eterna, la storia della ferinità umana che si dà un ordine e poi è ferinità lo stesso, mascherata da società civile, col suo teatrino delle apparenze da salvare e le regole che fanno bene solo a chi comanda. È la storia dell'asfissiante brutalità fisica e psicologica del villaggio in cui tutti viviamo, resa da una polifonia di voci di ragazze, uomini e animali che si intrecciano e creano un rarefatto e doloroso canto universale. È la storia di uno spaziotempo indivisibile, infrangibile, monolitico, contro cui l'essere può solo schiantarsi – o da cui, al più, fuggire per esplorare l'alterità, assecondare la voglia di conoscenza, la speranza che non cessa. Siamo vissuti qui dal giorno in cui siamo nati è il romanzo d'esordio di Andreas Moster, tra Kafka e Hofmannsthal. Moster riesce a raccontare l'indicibile con il familiare, il metafisico con il domestico, l'estraneo con il consueto. Riesce a rendere chiaro e cristallino il postremo esorcismo praticato dalla letteratura contro il male.
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minimum fax, 08/02/2018
Abstract: Théodore e Dorothée sono, a modo loro, una coppia perfetta, a cominciare dai nomi di battesimo, uno l'anagramma dell'altro. Lui programmatore informatico, lei insegnante impegnata da anni in un'ambiziosa tesi di laurea su un politico francese, sono giovani, belli, progressisti, e soprattutto si amano profondamente, al punto di compiere il grande passo e prendere una casa insieme, a Parigi. Eppure, la loro vita è un continuo interrogarsi: qual è il modo migliore di divertirsi? Che cosa si deve mangiare, e che cosa no? Che cosa fare del proprio corpo, e quanto prendersene cura? A cosa consacrarsi? È più giusto fondare una famiglia, lavorare, oppure arricchire la schiera degli "indignati"?In Théodore e Dorothée Alexandre Postel ci svela, con partecipe ironia, l'anatomia di una coppia e delle sue dinamiche, raccontando attraverso i suoi due protagonisti un'intera generazione in perenne attesa di una primavera che sembra sempre dietro l'angolo ma che non arriva mai.
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La felicità è egoista. Aforismi mai scritti
Stampa Alternativa, 12/02/2018
Abstract: "L'uomo più saggio che ho conosciuto in tutta la mia vita non sapeva né leggere né scrivere"."La voce che ha letto queste pagine vorrebbe essere l'eco delle voci congiunte dei miei personaggi. Non ho, a ben vedere, più voce di quella che loro hanno avuto. Perdonatemi se vi è sembrato poco questo che per me è tutto".Incipit e conclusione del discorso per la consegna del Premio Nobel per la Letteratura (1998)
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DidatticaDuePuntoZero. Scenari di didattica digitale condivisa
Ledizioni, 14/02/2018
Abstract: Il testo nasce dalla collaborazione tra una rete di scuole e un gruppo di esperti che, a vario titolo, hanno collaborato con esse in questi anni.Il rapido cambiamento della società e del mondo del lavoro costringono infatti la scuola a ripensarsi per mantenere la sua efficacia. In questo testo sono proposti interessanti contributi sull'innovazione didattica, sulle opportunità offerte dalle tecnologie, sulle opportunità di crescita legate alle reti di scuole e sulle potenzialità di sviluppo che si possono innescare attraverso processi di collaborazione e di condivisione.Gli autori, professionisti attivi da molti anni in questo campo, offrono una visione delle tematiche emergenti e delle criticità non solo da un punto vista teorico ma da quello più strettamente pratico e operativo.