Trovati 855457 documenti.
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Adelphi, 23/07/2015
Abstract: All'inizio di questo Diario, Etty è una giovane donna di Amsterdam, intensa e passionale. Legge Rilke, Dostoevskij, Jung. È ebrea, ma non osservante. I temi religiosi la attirano, e talvolta ne parla. Poi, a poco a poco, la realtà della persecuzione comincia a infiltrarsi fra le righe del diario. Etty registra le voci su amici scomparsi nei campi di concentramento, uccisi o imprigionati. Un giorno, davanti a un gruppo sparuto di alberi, trova il cartello: "Vietato agli ebrei". Un altro giorno, certi negozi vengono proibiti agli ebrei. Un altro giorno, gli ebrei non possono più usare la bicicletta. Etty annota: "La nostra distruzione si avvicina furtivamente da ogni parte, presto il cerchio sarà chiuso intorno a noi e nessuna persona buona che vorrà darci aiuto lo potrà oltrepassare". Ma, quanto più il cerchio si stringe, tanto più Etty sembra acquistare una straordinaria forza dell'anima. Non pensa un solo momento, anche se ne avrebbe l'occasione, a salvarsi. Pensa a come potrà essere d'aiuto ai tanti che stanno per condividere con lei il "destino di massa" della morte amministrata dalle autorità tedesche. Confinata a Westerbork, campo di transito da cui sarà mandata ad Auschwitz, Etty esalta persino in quel "pezzetto di brughiera recintato dal filo spinato" la sua capacità di essere un "cuore pensante". Se la tecnica nazista consisteva innanzitutto nel provocare l'avvilimento fisico e psichico delle vittime, si può dire che su Etty abbia provocato l'effetto contrario. A mano a mano che si avvicina la fine, la sua voce diventa sempre più limpida e sicura, senza incrinature. Anche nel pieno dell'orrore, riesce a respingere ogni atomo di odio, perché renderebbe il mondo ancor più "inospitale". La disposizione che ha Etty ad amare è invincibile. Sul diario aveva annotato: ""Temprato": distinguerlo da "indurito"". E proprio la sua vita sta a mostrare quella differenza.
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Neri Pozza, 22/07/2015
Abstract: È un giorno di settembre del 1930 e, nell'elegante salone del suo appartamento (una di quelle case in stile haussmaniano che fanno della Buenos Aires degli anni Trenta una Parigi alle porte della Terra del fuoco), Ricardo Vacarezza sorseggia un bicchiere di vino, un cabernet maturato al sole delle sue vigne di San Juan, nella valle della Roja.El guapo, come lo chiamano gli amici, ha lo sguardo fisso su una magnifica araucaria di quindici metri, strappata dalla sua Patagonia natale e trapiantata nel salone a colpi di centinaia di pesos.Il suo volto, però, non emana affatto quell'aria altera, quell'arroganza che gli altri proprietari terrieri della città temono e che piace così tanto, invece, a Flora de Mendoza, la sua giovane, avvenente e ricca fidanzata, l'unica donna in Argentina a poter vantare tra i suoi antenati l'illustre Pedro de Mendoza, il fondatore di Santa Maria della Buona Aria, la bella Buenos Aires.È da qualche tempo ormai che Ricardo ha un'espressione cupa dipinta sul volto, come se un'oscura pena lo tormentasse. La cura della sua estancia, un allevamento così vasto che lui stesso non ne conosce i confini, i suoi cavalli, le sue mandrie, il pata (il basket a cavallo), le grazie di Flora, tutte le passioni di un tempo sembrano svanite. E tutto questo a causa di un sogno che agita le sue notti, e in cui una donna sconosciuta, appartenente a un'epoca remota, gli si concede di volta in volta ardentemente o disperatamente.Ricardo ha cercato con ogni mezzo di sopprimere il turbamento che l'assale la mattina, quando si sveglia stremato. Le allucinazioni, però, non soltanto non sono cessate ma hanno cominciato a manifestarsi d'improvviso anche di giorno, e strane predizioni di uno sciamano indiano hanno preso a lasciare profondi segni nel suo cuore…Opera sull'eternità e sulla predestinazione dell'attrazione e del desiderio, I giorni e le notti ci restituisce un Sinoué "più romantico che mai" (Gala), maestro incomparabile nel narrare dei misteri dell'amore."Due amanti che, di vita in vita, non cessano un solo istante di cercarsi…"Gala"Un grande romanzo sulla reincarnazione, l'amore, il tempo."La Croix"Un ricco proprietario terriero, uno sciamano indiano, una giovane donna e un amore intenso vissuto tremila anni fa… Sinoué ridesta il mito dell'eterno ritorno."Le Figaro
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Neri Pozza, 22/07/2015
Abstract: È l'estate del 1976, un'interminabile calda estate in cui l'Inghilterra boccheggia in una calura senza fine.Ruth Gilmartin è giunta in macchina nel minuscolo villaggio di Middle Ashton dove vive sua madre. Il paese ha l'aspetto di sempre: una Shangri-La all'incontrario nel cuore perduto dell'Inghilterra dove, come per un misterioso sortilegio, tutto sembra diventare a ogni istante più vecchio, ammuffito, decrepito. La grande casa del XVII secolo al centro del villaggio traballa sui suoi legni divorati dai tarli; la chiesa è sempre più buia e umida, soffocata dagli alberi che sprofondano il villaggio in un crepuscolo perenne; la villetta di Sally, la madre di Ruth, è immersa come sempre in un verde selvaggio e incolto.Tutto sarebbe tediosamente uguale alle innumerevoli volte in cui Ruth è accorsa a Middle Ashton col piccolo Jochen al seguito, se sua madre non avesse un comportamento a dir poco bizzarro.È comparsa sulla soglia della casa seduta su una sedia a rotelle, con le braccia allargate come per accogliere in grembo figlia e nipote. Una volta in casa poi, è balzata giù dalla sedia, si è chinata per dare un bacio a Jochen e ha raggiunto la finestra schermandosi gli occhi per sbirciare fuori, verso il bosco di querce, faggi e noci.Ruth ha avuto la netta sensazione che stesse accadendo qualcosa che andava oltre i soliti capricci di sua madre. Una sensazione che è diventata angosciosa certezza quando Sally ha afferrato un raccoglitore di cuoio e le ha detto porgendoglielo: "Vorrei che lo leggessi ". Sul contenitore c'era scritto: Storia di Eva Delektorskaja.Stupefacente romanzo che trasporta sulla pagina scritta la cupa corrente dell'irrequietezza che scorre sotto la superficie di una vita ordinaria, Inquietudine ci offre uno dei più formidabili ritratti di donna spia mai apparsi nella letteratura contemporanea. Eva Delektorskaja, l'affascinante donna russa protagonista di queste pagine, divenuta per quarant'anni l'irreprensibile Sally Gilmartin nel cuore dimenticato dell'Inghilterra, resterà certamente a lungo nella mente e nel cuore dei lettori di tutto il mondo."William Boyd: il più grande narratore della sua generazione"
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Neri Pozza, 22/07/2015
Abstract: Che cosa spinge un essere umano a scrivere il suo diario intimo? Il bisogno impellente, a un certo punto della propria vita, di essere sinceri con se stessi? di dirsi tutta la verità senza pudore, e gettare così finalmente luce su quegli aspetti della propria esistenza che non osiamo confessare neanche a noi stessi, persino nell'assoluta intimità delle nostre cronache private?Niente di tutto questo, o, almeno, niente di tutto questo vale per il protagonista di queste pagine: Logan Gonzago Mountstuart, scrittore nato in Uruguay nel 1906 da madre uruguayana e padre inglese, e vissuto più o meno ovunque nel corso della sua esistenza e di quella del secolo appena trascorso.Logan Mountstuart scrive il suo journal intime per quello che lui ritiene lo scopo di ogni vero diario: venire a capo delle infinite personalità che compongono quello strano animale che è l'essere umano.In ogni uomo, infatti, come in un abbecedario dell'evoluzione, palpita di volta in volta il cuore di uno scimmione irsuto, di un intellettuale nevrastenico, di una nobile persona o di un mostro egoista. Ogni essere umano può davvero dire "io sono tutte queste persone differenti – tutte queste persone sono me". E, tra tutti gli esseri umani, soprattutto lui, Logan Mountstuart, che negli Anni Trenta è a Londra, vive a Chelsea come un perfetto dandy e frequenta Cyril Connolly, Virginia Woolf e l'intero gruppo di Bloomsbury.Lui, Logan, che a Parigi diventa amico di Joyce, Picasso, Hemingway e, in Spagna, durante la guerra civile, è un fiero combattente e, durante la seconda guerra mondiale, in compagnia di Ian Fleming, una perfetta spia dell'intelligence britannica. Lui, lo scrittore anglouruguayano, che nel dopoguerra newyorchese è a suo agio tra i bohémien dell'avanguardia artistica e, negli Anni Settanta, è di nuovo in Inghilterra, dove gli accade inconsapevolmente di fare da corriere alla Baader- Meinhof.Attraverso le infinite personalità di Logan Gonzago Mountstuart (scrittore, dandy, seduttore, ciarlatano, spia) sfila, in questo indimenticabile romanzo, tutta la costellazione di immagini del secolo appena trascorso. Un secolo che, come i mille volti di Logan, può celare l'impostura e l'eroismo, l'orrore e la grandezza, nella generale indiscernibilità delle singole vite umane e dei tempi.Uno dei libri più belli dell'anno...sofisticato, ricco, divertentissimo e teneramente malinconico.Publisher's Weekly
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La vita luminosa di Lilly Afrodite
Neri Pozza, 22/07/2015
Abstract: Lilly Nelly Afrodite nasce ufficialmente il 31 dicembre del 1899 a Berlino. In realtà trae il suo primo respiro nel ventesimo secolo, quando l'ultima mezzanotte dell'Ottocento è appena scoccata. Nasce in una metropoli in cui le ciminiere sbuffano e le fabbriche sibilano, e i lavoratori si riversano a milioni nei casermoni appena costruiti in periferia.Nei rari momenti in cui è a casa, sua madre, scrittrice, attrice e, a tempo perso, membro di una compagnia di cabaret, la soffoca di baci e carezze. Lilly, però, non è destinata a godere a lungo della sua presenza. La vita bohémienne di sua madre termina, infatti, tragicamente il giorno in cui il suo amante bavarese le spara, dopo averla scoperta a letto con un giovane studente di filosofia.Per la piccola Lilly si spalancano così le porte del San Francesco Saverio, l'orfanotrofio cattolico di Berlino, dove impera e infrange cuori l'affascinante e ambigua suor August, la pelle perfetta, il viso finemente modellato e un metro e ottantacinque di altezza. E dove fa un giorno la sua comparsa la bella dodicenne Hanne Schmidt, un cappello con la piuma rossa in testa, un filo di rossetto sulle labbra e tre fratellini al fianco.Lilly e Hanne diventano da allora amiche inseparabili e, quando l'età le obbliga a lasciare l'orfanotrofio, affrontano coraggiosamente insieme la vita nella tumultuosa metropoli tedesca.È la Berlino della Repubblica di Weimar, dove ogni giorno c'è uno spargimento di sangue, si innalza una barricata, rimbombano colpi di arma da fuoco, ma dove si aprono anche a un ritmo incessante nuovi cabaret e locali notturni, e i conti e i principi di Prussia e Baviera, di ritorno dai loro eccentrici viaggi, alloggiano in alberghi di lusso o riaprono le loro magioni.Gonne che sfiorano il ginocchio, capelli a caschetto, Lilly e Hanne non tardano a trovare il loro posto nella fervente vita notturna berlinese. È soltanto a Lilly, però, che la vita concede di passare dalle audizioni di riviste e teatri scalcinati ai set del nascente cinema tedesco, e di innamorarsi di un geniale regista russo che la trasforma in una delle grandi stelle della cinematografia, un'icona dai capelli bruni e i grandi occhi striati d'argento.Avvincente come pochi altri romanzi, La vita luminosa di Lilly Afrodite è la storia di una donna che ha vissuto fino in fondo la sua vita, una storia fatta di sfarzo e miseria, di luce e ombra, dissolutezze e amore… una storia che illumina un periodo straordinario del secolo scorso."Nella Berlino della Repubblica di Weimar e dei cabaret, la vita tumultuosa e coraggiosa, tra sfarzo e miserie, di una giovane attrice".Barbara Briganti - la Repubblica"Ci sono dei libri che hanno una particolare sensualità, pagine in cui, leggendo di un personaggio, ti sembra che se lo incontrassi per strada lo riconosceresti da come cammina o dal bagliore degli occhi. Accade con La vita luminosa di Lilly Afrodite, promessa di una notte d'amore, di una gioia e un dolore improvvisi".D - la Repubblica delle Donne
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Neri Pozza, 22/07/2015
Abstract: È il 1916 e, mentre l'Europa sta già vivendo la tragedia della guerra, in America si fa strada una nuova musica, esaltante, liberatoria, moderna, ricca di improvvisazione: il jazz, che di lì a poco uscirà dai ghetti dei neri per invadere pacificamente ogni casa e ogni locale, senza distinzione di colore, razza o ricchezza.A New York il cuore della vita artistica è un triangolo di vicoli a Manhattan chiamato Tin Pan Alley, dove agenti teatrali, produttori, sale da concerto e da vaudeville popolano quello che per gli amanti della musica è ben più che un luogo fisico: è l'adrenalina di dieci, venti, trenta pianoforti che suonano contemporaneamente, è il ruggito delle macchine da stampa che sfornano cinquanta pagine di spartiti al minuto, il sesso e la malinconia del suono del nuovo secolo.A Tin Pan Alley lavora come venditore di canzoni Monroe Simonov. Nato sull'oceano Atlantico a bordo di una nave di emigranti provenienti dalla Bielorussia, Monroe raggiunge ogni giorno il suo cubicolo alla Universal Music Corporation dove suona incessantemente al piano nuove canzoni per venderne gli spartiti.A Tin Pan Alley coltiva i propri sogni anche Inez Kennedy, una bella ragazza del Midwest dai capelli ramati, che si mantiene lavorando come modella in un grande magazzino e aspira a diventare una ballerina o una stella del nascente cinema.Monroe e Inez si incontrano, si amano follemente, condividono le stesse passioni, ma la loro storia è breve: Inez si allontana, attratta da qualcosa di diverso, da un futuro che soltanto il matrimonio con un uomo ricco e potente sembra poter offrire alla sua ambizione. E al giovane musicista non resta che comporre canzoni da dedicare al suo amore perduto.Parallela scorre la vita di Anna Denisova, affascinante intellettuale russa, che attraversa l'America tenendo conferenze e scrivendo articoli in attesa che nella sua patria il regime zarista venga rovesciato. Non appena i compagni rivoluzionari saliranno al potere e per lei non ci sarà più il pericolo di finire in prigione, Anna ritornerà in Russia, dalla sua unica grande passione, il figlio lasciato per inseguire il sogno di libertà.Quando l'America entra nella guerra già in corso in Europa, e in Russia il comunismo si consolida al potere, gli eventi travolgono le vite di Monroe, Inez e Anna: arruolamenti e diserzioni, intrighi politici e disillusioni mettono in pericolo vita e affetti. E rimangono solo le canzoni, a dare speranza in un futuro senza tradimenti e menzogne, dove contano soltanto le leggi del cuore.Un romanzo che "cattura magnificamente il senso di un'epoca di frenetiche invenzioni e seducenti promesse".New York Times Book Review"Una lettura che prende totalmente il lettore, un romanzo scritto divinamente".The Guardian"Denso di suspense, è un romanzo colmo di sentimenti raccontati con uno stile seducente e ad un tempo drammatico".Daily Mail"Un romanzo eccezionale… Beatrice Colin è una narratrice davvero gradevole".Sunday Herald
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Neri Pozza, 22/07/2015
Abstract: È la notte di capodanno del 1937 all'Hotspot, un night club del Greenwich Village a New York. In fondo a una pista da ballo piccola e vuota, un quartetto jazz suona stancamente. Il sassofonista, un gigante malinconico con la pelle nera come olio da motori, sembra perso nei suoi assoli. Il contrabbassista, un mulatto dai baffi sottili, svolge ossequiosamente il suo lavoro. Ai tavoli, una clientela depressa quasi quanto il quartetto. Nessuno elegante. Qualche coppia, ma nemmeno l'ombra di un gesto romantico. Chiunque sia innamorato o pieno di soldi se ne sta dietro l'angolo, al Café Society, il night club dei ricchi, a ballare a ritmo di swing.A un tavolo appartato dell'Hotspot, tuttavia, Evelyn Ross e Katey Kontent ostentano senza problemi la loro giovanile e spensierata avvenenza. Sono arrivate lì per caso, giusto per tirarsi fuori dalla loro camera in affitto. Evelyn, bionda naturale, capelli lunghi fino alle spalle, è una di quelle tipiche bellezze del Midwest che volgono a un certo punto le spalle alla casa paterna per avventurarsi nella grande metropoli newyorchese. Katey è un'attraente giovane donna di buone letture che, per sbarcare il lunario, sbriga la corrispondenza nello studio legale Quiggin & Hale, dove venticinque ragazze come lei riescono a battere a macchina settantacinque parole al minuto.Le due ragazze si sono scolate già una buona dose di gin e, visto che hanno in borsa una decina di centesimi ciascuna e in testa l'idea di continuare a bere, si apprestano a fare gli occhi dolci al contrabbassista o al barista di turno quando si verifica l'"apparizione". Dritto, alto un metro e settantacinque, capelli castani e occhi azzurri, cravatta nera e bellissimo cappotto appoggiato al braccio, un giovane uomo compare sulla soglia. Evelyn pensa all'istante che sia un tipo danaroso, poiché quella sicurezza nel portamento, quell'interesse democratico che ostenta non possono che appartenere a chi è stato tirato su a forza di denaro e buone maniere.E, in effetti, non sbaglia. Il giovane è, infatti, Theodore Grey, detto Tinker, banchiere a Wall Street, con appartamento al 211 Central Park West, ventidue piani con terrazzo, Mercedes coupé color argento vivo e liason con Anne Grandyn, ufficialmente sua madrina e, altrettanto ufficialmente, regina della mondanità newyorchese. In una parola, l'uomo del destino per le due ragazze, colui che le condurrà nella "buona società" newyorchese della fine degli anni Trenta, al termine di quel "decennio snervante" in cui la musica di Billy Holiday, i party in frac e cravatta nera, i cocktail a base di martini dry sono l'ultimo lusso che New York strappa alla Grande Depressione prima di precipitare nel baratro di una guerra i cui venti spirano già in Europa.Gli incontri del destino sono sempre quelli casuali..."Magnifico. Un romanzo intelligente, brillante e seducente".David Nicholls, autore di Un giorno"Gli anni Trenta... Che decennio snervante. Avevo sedici anni quando cominciò la Grande Depressione, l'età giusta per arrivarci con tutte le aspettative e i sogni gonfiati dal fascino facile degli anni Venti"."Un debutto importante, che si fa notare per forza narrativa, originalità dei personaggi e per uno stile che richiama Fitzgerald e Capote, ma che allo stesso tempo è unico e fedele a se stesso".Publishers Weekly"Un romanzo che non si può smettere di leggere... Towles ritrae le complesse relazioni che si verificano in una città che è ad un tempo un melting pot e l'enclave di una élite".O, the Oprah Magazine"La grande forza di La buona società è la nitida, perfetta evocazione della Manhattan fine anni Trenta".Wall Street Journal
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Neri Pozza, 22/07/2015
Abstract: "Si può amare senza innamorarsi!", "È possibile essere innamorati senza soffrire!". I manifesti pubblicitari del sito di incontri Meetic, che qualche tempo fa tappezzavano Parigi, costituiscono il punto di partenza di queste pagine in cui Alain Badiou, uno dei maggiori filosofi francesi contemporanei, si trasforma in un irriducibile apologeta dell'amore.Come la guerra a "morte zero" dei conflitti armati della nostra epoca, così l'amore a "rischio zero" si fonda su una concezione "securitaria" della vita. Nei siti di incontri, tutto è così ben calcolato, il partner selezionato con la massima cura – vi è la sua foto, vi sono elencati i suoi gusti nel dettaglio, la data di nascita, il segno zodiacale e via dicendo – che non si corrono pericoli di sorta. Come il matrimonio combinato, che i genitori dispotici imponevano un tempo in nome dell'ordine familiare, così un accordo preliminare evita ogni casualità. Hai una buona assicurazione, un buon esercito, una buona polizia, una buona psicologia del piacere personale? Perché non avere anche un buon amore, privo di rischi?È il trionfo della polizza d'assicurazione e del benessere derivante dal rimanere entro i limiti del piacere. È il trionfo anche delle due figure in cui si incarnano simili condotte: il liberale e il libertario. Il primo, fautore di una vita coniugale preconfezionata nella dolcezza del consumo, il secondo di accomodamenti sessuali senza impegno e all'insegna del piacere. Entrambi, concordi su un regime di economia della passione, sull'idea che l'amore sia, in fondo, un rischio inutile.Intrappolato in questa stretta, l'amore è così seriamente minacciato che è diventato, per Badiou, un compito filosofico difenderlo. Reinventarlo, come diceva Rimbaud, per reinventare il rischio e l'avventura, contro la sicurezza e il benessere.Un compito che queste pagine assolvono in pieno, mostrando come muovendo da un punto di partenza che, preso di per sé, non è nient'altro che un incontro, una cosa da nulla, l'amore sia un'esperienza unica del mondo sulla base della differenza e non soltanto dell'identità. Un'esperienza personale dell'universalità possibile che "è essenziale sul piano filosofico, come intuì Platone per primo"."Platone dice una cosa molto precisa sull'amore: afferma che nello slancio amoroso vi è una scintilla dell'universale. L'esperienza amorosa è uno slancio verso qualcosa che egli definisce l'Idea. In questo senso, anche quando sto semplicemente ammirando un bel corpo, che io lo voglia o meno, sono avviato sulla strada che porta all'idea di Bellezza. Penso qualcosa di simile… ossia che nell'amore si faccia esperienza del passaggio dalla pura singolarità del caso a un elemento che possiede un valore universale".Alain Badiou
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Neri Pozza, 22/07/2015
Abstract: In Kansas viene ritrovato un ragazzo scomparso. È morto, il corpo gettato in un campo. L'omicidio ossessiona una vedova nel crepuscolo della vita, Donna, e risveglia la memoria travagliata e paradossalmente malinconica del suo passato, delle sue ossessioni. Donna è stata rapita da bambina, e in quella sparizione si cela il momento magico della sua esistenza, una parentesi di affetto e dolcezza, di intensità e desiderio che ha lasciato in lei il rimpianto di un paradiso perduto. E quell'esperienza l'ha segnata in molti modi, le ha trasmesso il gusto morboso di seguire le sparizioni dei bambini, i rapimenti, i traumi delle famiglie distrutte dalla violenza di una scomparsa improvvisa. Questa passione le fa leggere avidamente le storie sui giornali, collezionare articoli, foto, ogni dettaglio, ed è stata a lungo un segreto, un'ossessione e uno strano gioco condiviso con il figlio Scott, ormai adulto, che vive a New York, a sua volta tormentato da un'oscurità persistente, alleggerita solo dalle droghe, dalle pillole per dormire.Un giorno Scott decide di tornare in Kansas per aiutare la madre gravemente malata, per sostenerla nella sua volontà di scrivere un libro sui bambini scomparsi e ravvivare ancora quel loro "hobby". Ma una volta nella casa della sua infanzia il figlio troverà qualcosa di diverso, e di terribile.Nel seminterrato Scott scopre una stanza segreta che non ricordava, e dentro, ammanettato, un ragazzo…Un romanzo scritto come un noir classico, nitido e minuzioso, amaro e rovente, colmo di mistero e di inquietudine. Allo stesso tempo una anatomia lacerante di una famiglia di oggi, invischiata nelle emozioni, nei silenzi, nella ritrosia delle cose mai dette che pesano come macigni su un amore invincibile, travagliato e tenace, quello tra madre e figlio. Con la poesia struggente e inquieta di un'infanzia che si prolunga nell'età adulta, senza mai sbocciare veramente nel fiore della felicità.Un ragazzo scomparso, una donna con una strana ossessione, un ricordo che è diventato un mistero.L'enigma di una vita nell'incontro esplosivo e drammatico tra madre e figlio. Un thriller psicologico originale e intenso, una straordinaria, umanissima storia di famiglia, il capolavoro dell'autore prodigio di Mysterious Skin, lo scrittore americano che meglio sa raccontare il mistero profondo e insondabile della gioventú contemporanea, con la sua passione e la sua malinconia."Uno degli autori che cambieranno il corso della letteratura contemporanea".New York Times "Originale e smagliante, un thriller splendido, pieno di tensione, meravigliosamente riuscito, una scrittura degna di Paul Auster".Publishers Weekly "Scott Heim lavora sui detriti fantastici di una generazione senza qualità non per creare un inutile e ridondante effetto di verosimiglianza, ma per sollecitarne, in maniera poetica, una straripante energia simbolica".Emanuele Trevi, il manifesto "Scott Heim è giudicato dai massimi recensori americani uno degli attuali giovani scrittori piú dotati e promettenti".la Repubblica
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Neri Pozza, 22/07/2015
Abstract: È il 1779, e in una capanna persa nel cuore della contea di Flintshire, a sud di Liverpool – un miserabile angolo d'Inghilterra, usurato dagli inverni che non finiscono mai – una fanciulla sta disegnando un sole immaginario sui vetri appannati di una finestra.Si chiama Emily Lyon e il seno le palpita già sotto il vestito di lana. L'ovale del suo volto, incorniciato da folti capelli castano-dorati, sfiora la perfezione, e la bocca rossa accenna un sorriso in cui la seduzione si mescola all'ingenuità. Nel fremito delle sue labbra socchiuse si intuisce già tutta la sensualità del mondo. A chi vanno i suoi pensieri? A suo padre Henry, umile fabbro conosciuto e stimato da tutti nel villaggio, scomparso due mesi e mezzo dopo la sua nascita, lasciandole nel cuore un dolore ingiusto come la miseria e cieco come la morte? Oppure pensa forse a Mary, sua madre, che non sa né leggere né scrivere, ma solo maneggiare l'ago come poche nella contea, e ha una forza tale che nulla sembra poterla abbattere?Oppure scorge già qualche segno del suo strabiliante destino, quel destino che la farà essere ragazza madre a sedici anni, salire poi in fretta tutti gli scalini della buona società londinese, sposare lord William Hamilton, ambasciatore di Sua Maestà nel Regno di Napoli, diventare protettrice dell'arte, della musica e delle lettere, essere temuta a corte come confidente della regina di Napoli, Maria Carolina, sorella di Maria Antonietta, essere ammirata come cantante in possesso di straordinarie facoltà di mimo e, infine, essere chiacchierata in tutti i salotti dell'Europa di fine Settecento come l'amante di un giovane capitano, Orazio Nelson, entrato nella rada di Napoli, un mattino del 1793, a bordo dell'"Agamennone"?Con Lady Hamilton, Gilbert Sinuoé non ci restituisce solo la favolosa esistenza di una femme fatale in cui "le sottigliezze della politica e della diplomazia si mescolano con gli eccessi della passione e del cinismo più sfrontato" (L'Express), ma anche lo straordinario ritratto di "uno di quegli esseri che non chiedono niente e ricevono tutto, finendo però col pagare tutto questo molto caro" (Sinuoé)."Emily Lyon, poi lady Hamilton, poi amante del grande Nelson… Duecento anni dopo, la sublime ambasciatrice dello charme ha trovato il suo biografo ispirato: Gilbert Sinoué".LePoint
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Neri Pozza, 22/07/2015
Abstract: Convinta che il significato dellarte del passato appartenga a "coloro che possono applicarlo alla propria vita" e non a "una élite culturale di specialisti di vestigia", Susan Vreeland ci conduce, nelle pagine di questo libro, al cospetto della vita, dei sentimenti, delle passioni e delle ossessioni di coloro che, per tutta lesistenza o soltanto per un solo fugace momento, hanno vissuto accanto ad alcuni grandi geni della storia dellarte. Mogli, amanti, nutrici, figli, vicini di casa, persone comuni che non si rintracciano nei libri di storia dellarte, ma senza le quali non vi sarebbero probabilmente interi capitoli di tale storia.Ecco allora Jérôme che, nel 1876, trascorre la sua esistenza a sottrarre numeri e a cercare di indovinare landamento della Bourse nella banca parigina in cui lavora, senza scorgere altro che pareti grigie, scrivanie grigie, capelli grigi. Un giorno di giugno, però, linsensatezza della sua vita è sospesa per un attimo. A casa della sorella, Jérôme si imbatte in un uomo di circa trentanni come lui, magro e vestito in modo semplice, con un paio di pantaloni marroni ordinari e una striscia di barba che gli incornicia il viso. Si chiama Auguste Renoir, è un celebre pittore e vuole rendere immortale la piccola Mimì, sua figlia, ritraendola nella cornice piena di vita di un rigoglioso giardino.Ecco Alice Hoschedé che, nella casa in cui Camille Monet è appena spirata di tubercolosi, viene dapprima condotta da Claude Monet davanti al ritratto agghiacciante della moglie morente, colto nel momento in cui la sofferenza ha appena allentato la morsa, e poi invitata a dormire con lui nella stanza che è stata della malata.Ecco, infine, Suzanne Manet che, morto suo marito Édouard di sifilide, ribattezza capolavori quali La colazione sullerba, La cantante di strada, La stazione Saint-Lazare, Il ritratto di Méry Laurent nelle vesti di Autunno con perfidi titoli che alludono palesemente alle numerose amanti di Manet: Il famigerato debutto di Victorine, Victorine al lavoro, Victorine abbandonata alla Gare Saint-Lazare, La cortigiana di mezza ParigiScritto con una maestria degna di un pittore, Ritratti dartista mostra la carne e il sangue, le passioni concrete che si celano dietro le grandi opere, offrendo al lettore "una raccolta di racconti meravigliosa e sorprendente, traboccante darte e di straordinaria bellezza" (Harriett Scott Chessman)."Una raccolta meravigliosa e sorprendente, traboccante darte e di straordinaria bellezza".Harriett Scott Chessman"Ritratti dartista ci ricorda che la generosa promessa dellarte è ovunque".Kirkus Review
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Neri Pozza, 22/07/2015
Abstract: È un giorno destate del 1906 ed Emily Carr passeggia sulla spiaggia della costa occidentale dellisola di Vancouver. Il paniere col cibo al braccio, il berretto che sbatacchia al vento, Emily non si stanca mai di guardare il villaggio di Hitatsuu, disteso sotto un delicato velo di vapore. È felice di trovarsi nella terra dei Nootka, là dove la foresta e il mare si danno la mano, e i cedri e gli abeti, sferzati dalle onde e profumati dalghe e spruzzi salini, lottano per conquistare lo spazio, scuotono i rami e premono a ridosso delle case.Ogni artista, si sa, ha il suo démone, la forza impetuosa che lo separa dal resto del mondo e costituisce la fonte più vera della sua ispirazione. Il démone di Emily Carr, pittrice e donna alla ricerca del cuore selvaggio della vita, è il bosco dellisola di Vancouver, la foresta pullulante e minacciosa, popolata dai discorsi dei corvi e da altri segreti, da case fatte di cedro e scorticate dalle intemperie fino a diventare di un meraviglioso color argento, da tribù nobili e fiere.Emily è stata a San Francisco e lha trovata meschina, è stata a Londra e si è sentita soffocare. Ha percorso le Montagne Rocciose sulla Canadian Pacific Railway, trattenendo il fiato di fronte alla potenza delle cime frastagliate, ha galoppato a pelo in un ranch del Western Cariboo, sventolando il cappello e lanciando grida sotto il cielo immenso. È tornata nel salotto inamidato e cosparso di centrini della sua casa natale di Victoria e non vi ha trovato altro che ipocrisia e pregiudizi.Solo nella foresta dellisola di Vancouver, in quel luogo grondante di succhi vitali, il posto più selvaggio, più libero e seducente della terra, lei, lamante del bosco, lamica degli indiani e perciò, secondo sua sorella Dede, "la disgrazia della sua famiglia", ha scoperto il suo mondo, il paesaggio ideale della sua arte.Come nella Passione di Artemisia, Susan Vreeland ci offre, con Lamante del bosco, il ritratto indimenticabile di unartista la cui vita è stata segnata dal conflitto con le ottuse convenzioni sociali e i pregiudizi dellepoca. Vera e propria icona (prima di Georgia OKeeffe e Frida Kahlo) dellarte del secolo scorso, Emily Carr (1871-1945) condusse, infatti, unesistenza scandalosa per il suo tempo: donna bianca della buona società vittoriana, visse tra le tribù indiane della Columbia britannica, e fece suo il loro stile di vita "selvaggio e pagano".Attorno alla maestosa figura dellartista, sfilano, in queste pagine, i personaggi che hanno segnato la sua vita: Sophie, la coraggiosa donna squamish che ha perduto i suoi figli per le malattie trasmesse dai bianchi; Harold, il figlio di missionari che abbraccia la cultura indigena; Fanny, lartista che condivide con lei unestate sulla costa bretone; Claude, il francese che le ruba il cuore; e, soprattutto, le sue opere che hanno rivoluzionato larte moderna americana."Una ribelle e appassionata canadese, caparbia nell'originalità della sua scandalosa pittura, destinata a rivoluzionare l'arte americana".Supplemento de La Stampa"Emily è una pioniera, e vive la sua passione di pittrice in maniera selvaggia e pagana incontrando nel bosco personaggi straordinari e indimenticabili".Shopping Milano"Il merito maggiore della Vreeland è quello di prestarci gli occhi per vedere i quadri di Emily, con tutte le storie che ci sono dietro che raccontano di coraggio e di disperazione, di morti e di nuove vite, in un ciclo continuo".Marilia Piccone, Stradanove"Fu pittrice innovativa e imprevedibile, dotata di un talento straordinario come il suo carattere. Emily Carr condusse l'intera esistenza a combattere le convenzioni della ingessata e benpensante società vittoriana".The Guide
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Longanesi, 23/07/2015
Abstract: L'AVVENTURA EPICA DI UN MANIPOLO DI EROI DELL'ANTICHITÀ 454 a.C. Gravato dal giogo dell'impero persiano e stanco di vivere nell'oppressione, il popolo egizio ha affidato le proprie speranze di libertà al principe Inaro, che guida i ribelli nello scontro armato. L'occasione di dare smacco ai persiani non è sfuggita ad Atene, che ha inviato numerose truppe a sostegno dei rivoltosi. La guerra però si è arenata: i persiani rimandano l'attacco frontale e assediano da oltre un anno greci ed egizi, bloccati sull'isola di Prosopitide, lungo il Nilo. Il grosso delle truppe greche è già tornato in patria in cerca di nuove glorie, e solo un esiguo contingente si ritrova a vivere quell'eterna attesa, al comando del generale ateniese Adrasto. Così, quando finalmente i persiani attaccano, l'esito è disastroso per i greci, costretti a fuggire dall'isola. Il generale Adrasto vede un'unica via di salvezza: arrivare fino alla colonia greca di Cirene. Ma per farlo sarà costretto a farsi carico del destino dei suoi soldati e guidarli attraverso le insidie del deserto, affrontando il caldo implacabile, la sete e le potenti divinità che lo abitano...
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Guanda, 23/07/2015
Abstract: Anni Trenta. Un villino sulla via Appia, un bordello di lusso veramente esistito, voluto da Mussolini, riservato alle alte sfere del fascismo e del nazismo. Una giovane donna, anche se per motivi personali, rischia di cambiare il corso della storia.
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Guanda, 23/07/2015
Abstract: In carcere ogni piccola cosa può avere un grande valore: un piatto di pasta burro e parmigiano, se cucinato come si deve, riesce ad alleviare la pena per qualche minuto. E se qualcuno si mette in testa di rovinarti la cena...
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Guanda, 23/07/2015
Abstract: Un avvocato importante, una carriera brillante, un'estate caldissima. Un piccolo incidente con un ciclista, ed ecco che un passato assai scomodo emerge con forza: è stato il caso o il destino a ribaltare la sorte, a disseppellire quel che per molti anni è rimasto occultato nel cimitero dove si sotterrano le ingiustizie?
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Guanda, 23/07/2015
Abstract: Un antico tradimento, ai tempi della seconda guerra, di cui nessuno sa nulla. Ma non sempre i segreti del passato restano al loro posto, a volte si fanno spazio nel presente, riescono a sconvolgere ogni cosa...
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Imparo a disegnare. Corso avanzato per aspiranti artisti
VALLARDI, 30/07/2015
Abstract: Questo volume è il seguito ideale di Imparo a disegnare. Corso professionale completo per aspiranti artisti nel quale Barrington Barber ha offerto un primo percorso di apprendimento a milioni di persone. Qui l'autore, sfruttando la sua straordinaria esperienza didattica, accompagna i lettori alcuni passi più in là nella conquista delle competenze grafiche. Come ben sa chi ha letto il primo volume, quanto più ci si esercita, tanto più si rimane sorpresi dai risultati. Ma più si diventa capaci, più aumentano le sfide che ci si propone di superare. In questo Corso avanzato Barber incoraggia a sviluppare la propria percezione visiva per imparare a esprimere al meglio le emozioni e mostra come trovare le soluzioni giuste attraverso l'applicazione di tecniche più avanzate. Corredato da una sezione su stili e tecniche e da oltre 370 illustrazioni, il testo è dedicato a chi: • sa già disegnare e vuole raggiungere traguardi più ambiziosi; • ha apprezzato il primo libro e assimilato le tecniche base del disegno; • ama le sfide.
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Il "Trittico" del Beato Angelico della galleria Corsini. Ediz. illustrata
Gangemi Editore, 03/01/2016
Abstract: Presentare i frutti del restauro di un capolavoro come il Trittico del Beato Angelico è senz'altro uno tra i compiti più emozionanti che un Soprintendente possa trovarsi a celebrare - non solo perché in linea con i propositi ministeriali della valorizzazione e conservazione del patrimonio storico-artistico del nostro paese - soprattutto quando, nel caso specifico che qui si introduce, proprio il restauro ha permesso di restituire al pubblico un'opera completamente rinnovata nello splendore visivo dell'immagine consegnataci dal pittore toscano, Giovanni da Fiesole meglio noto come Beato Angelico, alla metà del Quattrocento, ma ha anche consentito di comprenderne meglio la natura materiale, di riscoprirne i significati spirituali e contenutistici, di osservare più consapevolmente le innovative soluzioni iconografiche e le modalità tecnico-esecutive che il celebre monaco domenicano ha messo "in opera" più di cinque secoli fa.Dall'introduzione di Daniela Porro
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Neri Pozza, 27/07/2015
Abstract: Ruth Swain, viso affilato, labbra sottili, pelle pallida incapace di abbronzarsi, lettrice di quasi tutti i romanzi del diciannovesimo secolo, figlia di poeta giace a letto, in una mansarda sotto lapioggia, "al margine – come lei dice – tra questo e l'altro mondo". Un giorno è svenuta al college, e da allora, malata, trascorre le sue ore in compagnia dei libri ereditati dal padre. Romanzi, racconti e versi attraverso i quali si avventura su sentieri sconosciuti, vive vite altrui piene di amori e passioni travolgenti, apprende cose che pochi sanno: che Dickens, ad esempio, soffriva d'insonnia e di notte passeggiava per i cimiteri; o, ancora, che da giovane Stevenson aveva attraversato la Francia dormendo sotto le stelle, in compagnia di un'asina che somigliava vagamente a una signora di sua conoscenza.Quando si è costretti tra le pareti della propria stanza, è bello scivolare dentro altre storie, diventare Jane Austen che, dopo la dichiarazione del suo spasimante, il signor Bigg-Wither, trascorre una notte insonne, oppressa dal pensiero di mettere al mondo dei piccoli Bigg-Wither; oppure Emily Dickinson che scriveva facendo largo uso delle maiuscole. È bello, soprattutto, ripercorrere il sentiero della storia della propria famiglia, scavare tra i secoli, tra reverendi bizzarri e un vasto assortimento di eccentrici irlandesi, per scoprire il fardello dell'ambizione smisurata degli Swain: l'ossessione di un mondo migliore dove Dio possa correggere i propri errori e gli uomini e le donne possano vivere la seconda stesura della Creazione, liberi dal dolore.Mentre la pioggia batte sul tetto della mansarda, Ruth rovista cosí tra i libri e legge e raduna attorno a sé tutto quello che può: la vecchia edizione arancione di Moby Dick della Penguin, un libro che ingrassa ogni volta che lo prende, la copia di Ragione e sentimento con il ritratto di Jane con la cuffietta in testa, le memorie del Reverendo, il bisnonno che nella sua mente assomiglia al vecchio Gruffandgrim di Grandi speranze, gli appunti di Abraham, il nonno, che anziché abbracciare la chiamata del Signore abbracciò quella della pesca al salmone, i quaderni da bambino su cui Virgil, figlio di Abraham e suo amato genitore, annotava con la matita le sue poesie.Storie che, come tutte le storie, si raccontano e si leggono per scacciare il male di vivere o, come nel caso di Ruth, per mantenersi ancora "al margine tra questo e l'altro mondo".Finalista al Man Booker Prize, il prestigioso premio britannico, Storia della pioggia è uno dei romanzi piú celebrati della recente stagione letteraria. Inno al potere curativo dei libri, l'opera di Niall Williams ha incantato critici e lettori per la bellezza della sua scrittura e la sorprendente originalità con cui svolge l'antico tema del legame tra letteratura e vita."Tutti raccontiamo storie. Le raccontiamo per passare il tempo, per dimenticare il mondo o capirlo meglio. Raccontiamo storie per scacciare il male di vivere"."Una lingua che incanta per la sua bellezza, un romanzo che, con una trama coinvolgente, tesse un'ode alla letteratura".Guardian"Destinato a diventare un classico… Una lettera d'amore alla lettura e al suo potere di ridare vita alle cose".Library Journal"Un peana al piacere di leggere".Telegraph"Compratelo, fatevelo prestare, rubatelo, ma non perdetelo!".Angela Young