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Martin Mystère stories. Tre romanzi dell'impossibile
Edizioni Della Vigna, 06/04/2011
Abstract: Tre storie con protagonista Martin Mystère, il Detective dell'Impossibile, nelle quali scienza del mondo moderno e magie dimenticate si intrecciano in un serrato susseguirsi di colpi di scena ai confini della realtà. Sulle tracce di antiche leggende e di inquietanti enigmi, raggiungerete mondi inesplorati in cui farete conoscenza con una misteriosa sfera capace di svelare segreti del lontano passato, con la favolosa spada di re Artù e con la micidiale organizzazione degli Uomini in Nero, impegnata in un'oscura missione al di là del tempo. Contiene tre romanzi con le illustrazioni di Lucio Filippucci: Il detective dell'impossibile, La spada di re Artù, Gli uomini in nero.
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Faligi Editore, 05/12/2011
Abstract: The title character is Mary Louise Burrows. In this volume, Mary Louise and Gran'pa Jim take a house for the summer in a quiet place called Cragg's Crossing. There, they meet with any number of peculiar people – and one very peculiar mystery!!
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Il Maestrale, 14/07/2010
Abstract: Una grande storia d'amore raccontata dai confini della morte. Lui, Hus, si ammala gravemente, affronta stoico il dolore, le terapie, e prepara con lei, Wif, i dettagli di una laica e insolita cerimonia funebre. Accadesse il peggio, non intende lasciare nulla al caso. S'innesta così nel viaggio verso la drammatica incognita, la storia dei momenti fondamentali di una vicenda amorosa nata sotto la stella di una passione irresistibile. Lei più grande di lui, non senza complessi che provocano schermaglie, una vita celebrata come un'intensa cerimonia, in ogni singolo attimo, anche il più semplice e quotidiano. Una famiglia con due figli oramai adulti. Nulla sfugge a questo senso avvolgente del rito: gioie, lutti, sesso, piccole cattiverie che sono anch'esse il segno di un affetto sterminato. Il pensiero della morte accentua il senso della vita e illumina ogni sua minima manifestazione di cui Stelzer con stile scintillante ma diretto sa sempre compulsarne il mistero, nella sua doppia essenza: fisica e spirituale. Un romanzo senza reticenze sulla crudeltà e lo splendore dell'esistenza umana.
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Stampa Alternativa, 05/05/2011
Abstract: Un libro contro il colosso della ristorazione mondiale che intende individuare "cento buone ragioni per starne alla larga".
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Medicine etniche e tradizionali. Erbe e rimedi dei popoli indigeni
Gruppo Editoriale Macro, 29/03/2011
Abstract: Prima della diagnostica per immagini, della micro-chirurgia e delle biotecnologie, prima cioè dell'avvento della medicina contemporanea, esisteva una pratica terapeutica fondata sull'osservazione e sullo studio della natura. Questa medicina tradizionale sopravvive ancora in numerose comunità dell'America Latina, dell'Africa e del Medio Oriente e questo eBook, firmato da un esperto di botanica e instancabile viaggiatore, ne raccoglie l'intero prezioso patrimonio.I più interessanti rimedi terapeutici utilizzati dai popoli inca, maya, arabi, afgani, pellerossa o masai presentati in un testo rigoroso ma dal piglio divulgativo, grazie al quale riflettere sul più ampio concetto di salute. Infatti, mentre la medicina contemporanea sembra aver rinunciato a risolvere i complessi rapporti tra la malattia e il contesto di vita del paziente, tra il benessere individuale e quello collettivo, tra l'esistenza umana e la natura, la medicina tradizionale è basata, oltre che su un approccio olistico alla patologia, anche su un percorso semplice, economico e quindi democratico verso la guarigione.Un approccio che può sopravvivere solo grazie alla costante tutela della biodiversità vegetale sulla quale la medicina etnica tradizionale si fonda.Contiene la scheda dettagliata – descrizione, composizione e proprietà terapeutiche - delle più importanti erbe curative della medicina etnica tradizionale, ormai reperibili anche nelle nostre erboristerie.
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Il leone verde, 01/12/2009
Abstract: Le Meditazioni di Guigo, quinto abate della Grande-Chartreuse, possono essere considerate una delle opere più originali che ci ha lasciato l'epoca creatrice del Medioevo. Lo stile conciso e lapidario, le intenzionali ricorrenze di lemmi, le immagini compiaciutamente enigmatiche, nonché l'imprevedibile estrosità dell'Autore, conferiscono all'opera un fascino straordinario e moderno: i suoi pensieri toccano il lettore contemporaneo nella sua intimità, come potevano colpire il lettore del XI secolo.
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Kahlil Gibran, l'autore de "Il profeta"
Il leone verde, 01/12/2009
Abstract: L'affascinante e avventurosa vita dell'autore di uno dei libri più noti e amati di tutti i tempi ("Il Profeta"), scritta con stile e amore da un suo conterraneo. Alexandre Najjar, suo connazionale, ci narra l'eccezionale destino di quel visionario ribelle che emancipò la letteratura araba e seppe usare con eleganza la lingua inglese. Un uomo segnato dalle tragedie familiari, ma sempre pronto a difendere le proprie convinzioni per amore della vita, che ci ha trasmesso un messaggio di pace e di speranza.
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Faligi Editore, 21/04/2011
Abstract: In Charles Robert Maturin's, Melmoth the Wanderer, John Melmoth, after having reached the old and weird uncle at his bedside, discovers he has an heavy inheritance. He has to destroy what has created the mortal fear of the parent: a portrait and a manuscript, shrouded in mystery, which lead us into a story in the story.
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Faligi Editore, 25/11/2011
Abstract: "Quando, nel 1868, le Memorie di un povero diavolo furono affidate alle stampe, Bruno Henrique de Almeida Seabra era già un poeta apprezzato. Nel 1862 aveva pubblicato la sua raccolta di poesie Flores e Frutos, opera dal titolo evidentemente garrettiano, ma genuinamente ispirata, rispetto al poeta lusitano, alla voce della natura e del sertão ; opera che ricevette prontamente il plauso del pubblico contemporaneo e fu entusiasticamente recensita, nei periodici letterari del tempo, nientemeno che dalla penna di scrittori quali Antonio Joaquim de Macedo Soares, Machado de Assis e Joao Carlo de Sousa Ferreira.Nell'esperienza poetica dei Flores e Frutos l'autore rivela la sua vocazione sociale, quando accanto al mito di una natura primitiva e incontaminata, con una vena carica di realismo e di sarcasmo, scioglie un canto, in versi popolareschi, per i negri e gli schiavi d'America.In effetti, rispetto alle prime grandi manifestazioni romantiche del Brasile, qualcosa era mutato nel panorama letterario e la rivoluzione era venuta dal Nord, quel Nord di cui il Seabra era figlio, sebbene parte della sua formazione e educazione si fosse svolta a Rio de Janeiro.Il Romanticismo brasiliano volge verso la sua fase "sociale", attraverso una sensibilità che coglie aspetti della vita comune e della realtà quotidiana. Il romantico afflato titanico che proiettava l'individuo verso l'infinito, si fa respiro umano, anelito di riconquista del mondo circostante, e l'uomo, come il poeta, trova la propria rappresentazione non in se stesso, ma in quanto appartenente ad una realtà sociale che lo circonda. I soggetti di quest'arte, i nuovi eroi, sono gli schiavi, i poveri, i briganti, le prostitute, coloro che, ai margini della società, rappresentano l'alternativa sentimentale ai valori pragmatici della borghesia rampante. Il linguaggio, come ogniqualvolta che il pensiero precipiti dal mondo delle idee a quello del reale, diventa pungente, ironico, amaro, come per compensare la caduta. Non sorprendono quindi i toni forti, l'espressione viva, acuta e disillusa.Sotto questo aspetto il Seabra appartiene all'ultima generazione dei romantici e le Memorie di un povero diavolo rappresentano la testimonianza tangibile di un nuovo clima. L'autore, che si avvale di un genere propriamente individualistico, quello delle Memorie appunto, ne traveste tuttavia il contenuto per caricarlo di valenze umanitarie e sociali; qui le memorie non sono quelle di un eroe pronto a sfidare forze incomprensibili e ineluttabili, bensì quelle di un povero diavolo che sfoga la sua ira contro un sistema di valori di una società che, invece, può e deve essere sensibilizzata. Il tono non è quello della compassione, ma della satira feroce e della critica, con accenti che ricordano un Francois Villon, i poeti maledetti, o i nostri Scapigliati.Povertà è la prima parola del testo, e l'ironia la chiave di lettura:"La povertà non è un vizio. Copiosi sarebbero i vizi se facessero la conta dei poveri. Per non essere la povertà un vezzo, la fuggono persino gli…scrittori… E come aspettarsi un povero diavolo, che altri, se non lui, racconti le sue memorie?"L'autore si scaglia impudentemente contro tutti, non risparmia nessuno, neppure il suo Pubblico:"sul quale, in tale circostanza, non sfogo il più scomposto degli insulti per cura di vendere questo volumetto. Qui me lo tengo di riserva, tuttavia, per quando debba scrivere alcun giudizio critico sull'opera altrui."e, non molto dopo, la voce del poeta maledetto viene vigorosamente alla luce, quando il sarcasmo viene a toccare momenti simbolici della liturgia e della vita religiosa, deridendone persino princìpi inviolabili, come la vita stessa:"Venni alla luce al calar del sole, minuti prima del tocco dell'Avemaria. Dilettevole ora! Nell'anno in cui fui concepito non apparve nessuna cometa nel cielo sopra di me. Non desiderai venire alla luce e, ahi noi, se il nascere dipendesse da un – come desidera! – a quest'ora mezzo mondo non avrebbe ancora la barba."È interessante notare come la vicenda delle Memorie si dipana e si costruisce attraverso una rete di relazioni umane, ovvero come l'autobiografia dell'autore non prende corpo di per se stessa, ma solo in rapporto ai personaggi che si susseguono nell'opera come caricature dei mondi ai quali appartengono. Il primo di questi personaggi è lo zio, uomo dalla tempra austera, incarnazione di una società rude e superstiziosa, ma semplice nei sentimenti e negli affetti; così quando il nipote ritorna a casa dopo esserne scappato, in seguito a un ceffone dello zio, l'autore confessa: "Singhiozzai sinceramente, per la prima volta nella mia vita. E per la prima volta in modo tale che scorsi le lacrime negli occhi di mio zio"; e, in quella fuga aveva trovato rifugio nella dimora di una prostituta, Aurora, la prima donna che amò nella sua vita, la cui moralità racchiude in queste due semplici battute: "Nondimeno, Aurora aveva cuore. Così avesse avuto anche giudizio".E la deliziosa carrellata di personaggi prosegue con padre Severino, un prete che per soli due mila reais non può che raccomandare le anime al diavolo, e si rammarica quando la sua mariquilhas, quella dagli occhi azzurri, parte per Bahia seguendo il marito. Il feroce anticlericalismo raggiunge l'apice nella poesia contro i frati:"Già non s'incappa più in un frà PanciutoStillante grasso al sol canicolare!Beato tegame, quello dei tempi addietro,In cui vi fosse caduto il fazzoletto di setaChe il collo avesse cinto d'un frate!Il brodo si sarebbe mutato in lardo.[…]E i costumi? e le dimore loro? Già lessi,da qualche parte che, voi, allegri monaci,Foste, nelle prische ere dei conventi,l'incubo dei mariti tutti, e ascoltate!Orrore! orrore! persino delle adolescenti!". Non meno divertente di padre Severino è la figura del capitalista Joaquim, il quale decise che monogamia non fosse una parola e alfine divenne barone! L'amico Simphoriano, "l'unico che abbia, afferma l'autore, con quel nome", è il rappresentante di una cultura pedante, "una buona creatura, ma non proferiva tre parole senza citare qualche detto o i nomi di uomini celebri, conosciuti – attraverso i cataloghi dei libri", il quale "ancora credeva che, per imparare qualcosa, bisognasse, per forza di cose, consumarsi le sopracciglia. Un semplicione da questo punto di vista".La bellezza delle Memorie si realizza nella costruzione di questi caratteri, nel racconto di episodi comici o nel linguaggio ironico e umoristico:"Fino ad allora, con me non si era mai verificata la sentenza si vis potes. Da quattro anni – voglio – succedere all'eredità di una ricca anziana e nessuna ancora morì ricordandosi di me. Questo è il meno.Voglio – che il notaio, nel cui cartorio sono copista, – aggiunga agli spiccioli del mio salario mille reis e in vano desidero ciò – da quarantotto mesi.Nonostante tutto, intravedo ancora molte speranze, e, maggiormente, quando considero che lo stesso Simphoriano volle essere e fu decorato per i rilevanti servizi, che prestò al Brasile in Paraguay dove mai vi pose piede!... (questo è un fatto).Anche il padre Severino volle essere vicario e lo fu, – e la popolazione della parrocchia intanto... cresce..."E che dire del suo messaggio alla posterità: "Parlai semplicemente a vuoto in quanto raccontai.... della mia persona. Quando scriverai la mia biografia cerca gli appunti in un'altra fonte, altrimenti andrai carponi come fino ad ora il più delle volte... sei andato."Memorie di un povero diavolo è un'opera inedita per il pubblico italiano; eppure nella vena umoristica, nello sguardo ironico sulla realtà sociale, nella comicità degli episodi descritti, conserva più che mai la propria modernità."
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Stampa Alternativa, 05/05/2011
Abstract: Il mito di Marilyn Monroe raccontato attraverso le sue stesse parole. Frasi tratte da centinaia di interviste rilasciate nel corso degli anni fino alla morte, il 5 agosto 1962, proposte al lettore seguendo una sorta di flusso di coscienza malinconico, brillante, sagace e con quella punta di sensuale ironia che hanno fatto di Marilyn una delle icone del nostro tempo.
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MilanoNera, 07/03/2012
Abstract: Il Che gli tirò un pugno in pieno petto, talmente forte da troncargli il respiro e gettarlo a terra. Diego stava per vomitare. E per piangere. Ma la Regola non era questa. La Regola era che non dovevi mostrarti debole. Che era preferibile essere il trastullo dei capoclan piuttosto che Sfigato. Deglutì, sorrise, finse di sussurrare un "bastardo" affettuoso, mentre il cuore pompava acido in ogni singolo fottuto capillare del suo corpo…Diego Gattarossa è Il Gatto, la Vittima designata, il giocattolo dei leader del liceo. Un po' "Giovane Holden" immemore di tutto, anche di sé stesso, e un po' "Piggy" sull'isola del Signore delle Mosche in balia di Jack e dei suoi Cacciatori, accetta di essere la Preda in una caccia per le vie di una Milano a tratti livida, a tratti splendente. Lui solo, braccato dal branco. Ma ben presto, come nel romanzo di William Golding, il gioco, iniziato per noia, degenera trasformandosi in una caccia mortale. Il prequel de Milano è un'arma
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MilanoNera, 07/12/2011
Abstract: Una telefonata di Marino dopo tanti anni, almeno venti, di silenzio, addirittura di nulla… Ma per la voce narrante e protagonista di Milano fa male, nonostante il tempo passato, il grigio che sporca i nuovi baffi dell'amico, è subito come se le lancette dell'orologio fossero tornate indietro. E saranno i ricordi, i legami, la passione comune per la musica, le belle esperienze giovanili condivise a coinvolgerlo, volente o nolente, in una folle avventura che lo costringerà a seguirlo, ad aiutarlo ed ad accompagnarlo fino in fondo. Una favola triste e amara ma anche bella e struggente sull'amicizia.
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minimum fax, 18/10/2011
Abstract: Dall'epoca d'oro del bebop alla rivoluzione della fusion, la musica di Miles Davis ha attraversato e segnato l'intera storia del jazz. In questo libro autobiografico, che torna oggi in un'edizione rilegata e arricchita di preziosi contenuti speciali, Davis racconta l'evoluzione del suo stile, i suoi gruppi, gli album e i concerti, ma anche gli amici, le donne, la famiglia, gli anni bui dell'eroina, i conflitti con i bianchi del mondo della stampa e del potere costituito. Dalla sua voce di volta in volta commossa, indispettita, orgogliosa, nasce un grandioso film corale in cui fanno da co-protagonisti Charlie Parker, John Coltrane, Dizzy Gillespie, Jimi Hendrix e Prince, e in ruoli cameo troviamo Juliette Greco, Jean-Paul Sartre e addirittura Ronald Reagan. Fitto di aneddoti e informazioni come una grande enciclopedia del jazz, ma animato dal calore di una personalità battagliera, questo libro è una testimonianza fondamentale per la storia della musica, ma insieme un romanzo appassionante e un ritratto "militante" di mezzo secolo di cultura nera americana.
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et al. edizioni, 21/03/2012
Abstract: Il romanzo a più voci di una giovane donna in bilico.La storia di una liberazione generosa e crudele.Il racconto dell'estate in cui Miriam riconosce il proprio desiderio.'Un romanzo costruito di racconti concentrici, un puzzle le cui tessere sono sguardi diversi sulla stessa storia. Miriam, una donna ancora giovane, con una figlia bambina e una adolescente, una donna ancora bella e baciata dalla grazia di una spiccata sensibilità creativa, si ritrova intrappolata nella stessa prigione che si è chiusa attorno al corpo di suo marito, Pietro, anche lui ancora giovane ancora bello ancora forte, ridotto da un incidente a vegetare muto, paralizzato e totalmente dipendente, senza poter vivere, senza poter morire. Finché un'estate tutto cambia e Miriam si trova a dover scegliere: ribellarsi al dolore o sacrificargli il suo futuro come a un dio minore, da placare? Attorno a Miriam e alle sue oscillazioni gli altri, ciascuno a suo modo colpito e modificato: la bambina, la ragazza, l'uomo ancora giovane, l'amante più vecchio, il padre… tutti a confrontarsi con se stessi e con Miriam, con Miriam e con Pietro, come ci si confronta, consapevoli o no, continuamente, con la morte e con l'amore.Un romanzo profondo, scritto in una lingua leggera, antiretorica e apparentemente divagante, capace di sorridere e far sorridere, come sa fare soltanto chi è passato attraverso l'inferno. E ha raggiunto la posizione giusta per guardarci dentro.' Lidia Ravera
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Faligi Editore, 21/04/2011
Abstract: Miss Morris is the main character in Wilkie Collins' Miss Morris and the Stranger. She was the daughter of a sandwiches seller but when she is fourteen years old she becomes orphan. She studies and becomes governess with the help of a benefactor. One day she meets a handsome and shy stranger. Shortly after she is forced to leave his hometown to move to the north, where a new life and lots of surprises are waiting for her...
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Il leone verde, 01/12/2009
Abstract: È una antologia di quattro mistici russi, in un periodo che va dal XVIII al XX sec. Sono riportati scritti di S. Serafino di Sarov, Macario di Optina, Giovanni di Kronstadt e Silvano del Monte Athos, tutti di grande bellezza e interesse. Il traduttore e curatore dell'opera è il celeberrimo Divo Barsotti, che scrive: "La bellezza di questi testi è veramente impressionante. La parola è ritornata pura come cristallo; non nasconde, non altera nulla, rivela un'anima che è diventata tutta luce, tutta semplicità, tutta purezza, tutto amore."
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Il Saggiatore, 13/07/2011
Abstract: Attraverso gli occhi di un giovane che si aggrega quasi per caso alla protesta del 2009 in Iran, riviviamo i momenti più duri di quei mesi: dalle marce di massa alla feroce repressione da parte delle milizie di Ahmadinejad, fino agli arresti e alle torture in carcere.
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minimum fax, 28/09/2011
Abstract: Un'aspirante "signora bene" appena maggiorenne trascorre il suo tempo in compagnia di un camorrista sognando di gestire una boutique in franchising. Un trentacinquenne cocainomane vive con la mamma e organizza sgangheratissime campagne elettorali. Il progressismo "volteriano" di due genitori è costretto a naufragare davanti allo scetticismo della giovane figlia e alle convinzioni di comari, fattucchiere, bidelle. La Napoli raccontata da Valeria Parrella ha poco della città indolente, statica, incastrata nelle sabbie mobili di un meridione da cartolina. È al contrario un posto febbrile; un vero e proprio "generatore di storie" che contiene appartamenti di lusso e discariche a cielo aperto, terremoti e gare di appalto, concorsi pubblici e centri sociali.
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Il Saggiatore, 14/07/2010
Abstract: Nel 1945, lo stato di Israele non era ancora sorto. Per la sua posizione geografica nel Mediterraneo. l'Italia era il luogo ideale scelto dai fondatori del Mossad, - il leggendario Yehuda Arazi, meglio noto col nome in codice "Alon", impersonato nel film Exodus da Paul Newman, e Mike Harari, l'uomo che ha accettato di svelare all'autore di questo libro i segreti della sua vita di spia - per impiantare la loro rete e diventare così il principale luogo di smistamento dell'immigrazione clandestina di ebrei europei e la base di transito dei militanti delle organizzazioni terroristiche ebraiche. Oltre a quello geografico, il Mossad potè godere in Italia di un altro fattore decisivo: il beneplacito delle autorità politiche, disposte a "chiudere un occhio, e possibilmente due" dinanzi alle operazioni clandestine, che permisero all'esercito israeliano, in pochi anni, di superare la capacità militare di tutti gli eserciti arabi messi insieme. A Roma il quadrilatero intorno a via Veneto sembrava un quartiere della Casablanca di Bogart, pullulante di spie e di agenti segreti con licenza di uccidere: personaggi reali fatti rivivere da Eric Salerno attraverso i ricordi di Mike Harari, che per la prima volta abbandona i suoi nomi in codice e viene allo scoperto.