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L'archivio segreto di Mussolini
Mondadori, 23/08/2016
Abstract: Tangenti, concussioni, scandali sessuali, denunce anonime e intercettazioni telefoniche. La vita segreta del ventennio esaminata dal noto storico e biografo Arrigo Petacco sulla base dei dossier riservati custoditi nell'archivio privato di Mussolini. Uno sguardo indiscreto sulla storia del fascismo.
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Mondadori, 27/09/2016
Abstract: "È gelida l'acqua. Mi entra nelle ossa. Non riesco a liberare la stazza dall'acqua. Uso tutta la mia forza e la mia agilità ma la lancia resta piena. E cado. Ho paura. È notte fonda e fa freddo.Siamo a quaranta miglia da Lampedusa e, se non riesco a farmi sentire subito, mi lasceranno qui e sarà la fine. Non voglio morire così. Non a sedici anni.Il panico sta per impadronirsi di me e comincio a urlare con quanto fiato ho in gola, cercando di rimanere a galla e di non farmi trascinare giù da questo mare che ci consente di sopravvivere ma che può anche decidere di abbandonarci per sempre. "Patri" urlo. "Patri." Lui è al timone e non mi sente. La fine si avvicina, penso. Poi qualcosa accade ...Ciò che non potevo sapere allora è che non solo quella notte sarebbe rimasta per sempre impressa nella mia mente ma che la mia esistenza sarebbe stata segnata da un mare che restituisce corpi e vite e che sarebbe toccato proprio a me salvare quelle vite e toccare per ultimo quei corpi." Pietro Bartolo è il medico che da oltre venticinque anni accoglie i migranti a Lampedusa. Li accoglie, li cura e, soprattutto, li ascolta.Queste pagine raccontano la sua storia: la storia di un ragazzo mingherlino e timido, cresciuto in una famiglia di pescatori, che si è duramente battuto per cambiare il proprio destino e quello della sua isola. E che, non dimenticando le difficoltà passate, ha deciso di vivere in prima persona quella che è stata definita la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo.Alla sua storia si intrecciano quelle disperate e struggenti di alcuni dei tanti migranti scappati dalle guerre o dalla fame, sopravvissuti non si sa come a un viaggio terribile nel deserto, fra violenze e sopraffazioni inimmaginabili, che in mare hanno spesso visto morire i loro famigliari e, nonostante ciò, non si arrendono, determinati a iniziare una nuova esistenza in Europa. O che sull'"isola degli sbarchi" sono arrivati dentro orribili sacchi verdi, corpi inanimati, di chi fra le onde ha perso la propria vita, dei piccoli che non hanno nemmeno fatto in tempo a vedere la luce.Yasmin, che partorisce Gift circondata dall'affetto delle donne di Lampedusa; Hassan, che per tutto il viaggio porta sulle spalle il fratello paralizzato; Omar, che non riesce a dimenticare; Faduma che, per crescerli, ha dovuto separarsi dai suoi sette figli; Jerusalem, a cui i trafficanti di uomini hanno rubato la spensieratezza; Kebrat, miracolosamente strappata alla morte; e poi Sama e il suo gatto, Mustafà e la piccola Favour.Lacrime di sale è un pugno nello stomaco, narra cose che nessun articolo di giornale e immagine televisiva potrà mai narrare, e ti inchioda alla tua coscienza. Le sofferenze del medico Pietro Bartolo, il suo senso di impotenza (qualche volta), la sua rabbia (sempre), il suo smarrimento sono così autentici da diventare i tuoi. Come la sua gioia e il suo stupore di fronte all'invincibile forza della vita.Un grande esempio di coraggio e impegno civile. Uno straordinario monito contro l'indifferenza di chi non vuol vedere.
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Mondadori, 20/09/2016
Abstract: Smettere di pensare allo stronzo che ci ha lasciato richiede un percorso di disintossicazione, come qualsiasi altra dipendenza. I primi tempi saranno durissimi, sarai fisicamente e moralmente a terra, e socialmente impresentabile. Dovrai forzarti a fare certe cose e impedirti di farne altre. Giorno dopo giorno ti sentirai meglio, inizierai a volerti più bene, a dimenticarlo e a pensare, dopo le tre settimane di detox, che forse, in fondo, non era che il solito stronzo.Federica Bosco ha elaborato questo metodo sulla propria pelle e lo illustra con acume e brillantezza da scrittrice. Dalla mindfulness alla corsa, dalla tecnica del "superhero" alla meditazione, dal gioco del "ma è ganzissimo!" allo yoga, mettendo in atto alcune semplici ma efficaci strategie saremo in grado di interrompere il pensiero ossessivo e riprendere il controllo della nostra vita."Ti aiuterò a cercare alternative ai comportamenti autodistruttivi, a interrompere la spirale pericolosa in cui sei caduta, a capire perché il nostro cervello si comporta come il nostro peggior nemico e a riprendere in mano la tua vita. Ma se ti aspetti pietà e compassione non è questo il posto giusto. Questo è un vero e proprio bootcamp, un centro addestramento reclute, perché la pietà non rende più forti, ma solo le facili prede del prossimo stronzo di turno. E tu sai benissimo che è arrivato il momento di voltare pagina. Perché un giorno, ripensando a questa storia, dirai a te stessa: 'Ma davvero credevo di essere innamorata di uno così? E ho sopportato tutto questo???'. Prima o poi succederà, te lo garantisco per iscritto, dunque non è meglio accelerare il processo? Non è meglio spezzare l'incantesimo?Fanciulle, c'è una via d'uscita. Non morbida ma c'è. Dobbiamo assolutamente cambiare il nostro atteggiamento, smettere di credere alle favole, al principe azzurro, a tutte quelle minchiate dei film e dei libri (sì anche i miei!) e afferrare la vita per le palle.E stringere!"
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Mondadori, 06/09/2016
Abstract: Una giovane moglie in crisi che trova una straripante, inaspettata felicità in una relazione clandestina; una ragazza che decide di rivelare un pericoloso segreto di famiglia, sconvolgendo per sempre la propria vita; una giovane, rapita da un efferato serial killer, che riesce a sopravvivere facendo ricorso a un disperato coraggio; un ragazzo tredicenne e il suo struggente rapporto con una madre difficile... Sono alcuni dei protagonisti di queste diciannove storie raccolte da una grande scrittrice, che, come nessun altro, sa far emergere dall'intreccio dei conflitti famigliari l'anima più cupa e profonda dell'America, e soprattutto sa regalarci ritratti di uomini, donne, bambini di straordinaria autenticità. Molti racconti ma un unico grande affresco, capace di suscitare forti emozioni.
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Un italiano vero. La lingua in cui viviamo
Rizzoli, 08/09/2016
Abstract: L'italiano perfetto non esiste, e non è mai esistito. L'italiano continua a cambiare: cambia il nostro modo di usarlo, perché cambia il mondo in cui lo usiamo. In pochi anni si è passati dall'epistola all'e-pistola: e-mail, chat, messaggini, social network. E così - per la prima volta nella sua storia - l'italiano si ritrova a essere non solo parlato, ma anche scritto quotidianamente dalla maggioranza degli italiani.Giuseppe Antonelli racconta la storia di ognuno di noi: noi che scrivevamo le lettere e oggi scriviamo su Whatsapp. Ci accompagna tra sigle e parole inglesi, tra punteggiatura ed emoji, tra dialettismi ed espressioni alla moda. Con un tono agile e godibile, ci spiega come si stanno modificando alcuni aspetti della grammatica. Ricostruisce il passaggio epocale dall'italiano all'e-taliano: dai cyberpioneri al salto con l'hashtag, passando per le leggende metropolitane sugli effetti del computer e sulla lingua degli sms.Un libro prezioso per tutti: per quelli che "digito ergo sum", ma anche per quelli che quando sentono chiocciola pensano ancora alle lumache.
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La mia corsa nel tempo. Romanzo di una vita
Rizzoli, 08/09/2016
Abstract: "C'è un vento che spinge in avanti e un vento che rallenta e vorrebbe che tu rimanessi fermo." La storia di Vittorino Andreoli comincia con il vento euforico del dopoguerra e continua in una corsa disseminata di piccole ma profonde rivoluzioni. La prima lo porta ad abbandonare l'impresa edile di famiglia per diventare "un medico dei matti". Una scelta inconsueta segnata dall'incontro con alcuni uomini formidabili come André Breton e Eugène Minkowski. Dopo gli studi in medicina, intraprende l'avventura da scienziato puro con le ricerche sul ruolo della serotonina nei disturbi mentali a Cambridge e alla Cornell University di New York. Frequenta i laboratori della Nasa nel New Mexico. In quell'atmosfera surreale del deserto, insieme a un medico con nostalgie naziste, costretto a radersi completamente per sfuggire alle attenzioni degli scimpanzé interessati solo allo "spidocchiamento" della sua nuca, Andreoli capisce che la ricerca e la cura di un malato diventano possibili solo all'interno di una relazione. Si compie così la seconda rivoluzione. Andreoli lavora con Seymour Kety ad Harvard, rifiuta l'insegnamento universitario e prende servizio al manicomio di Verona. Ed ecco profilarsi innumerevoli altre rivoluzioni. Uomo di lettere, scrittore di romanzi e pièce teatrali, consulente dei più noti casi di cronaca criminale, da Pietro Maso a Donato Bilancia, acuto osservatore del malessere dei giovani, e del disagio dei loro genitori, Andreoli racconta le speranze, i sogni, le battaglie per cambiare il volto della follia.
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Oggi forse non ammazzo nessuno
BUR, 07/09/2016
Abstract: I jinn appartengono a un mondo che non è quello degli uomini né quello degli angeli. Stanno a metà, possono essere buoni o cattivi, certo sono curiosissimi. Jasmine è come un jinn: buona, ma spesso arrabbiata, perché nessuno la capisce. Non la sua migliore amica Amira, che dopo anni di fronte comune cede (cede?) a un matrimonio combinato. Non i genitori, perplessi davanti agli scatti ribelli di una ventenne in cerca di identità. Non i ragazzi musulmani come lei, che la vorrebbero più semplice, più tranquilla. Non i ragazzi occidentali, pronti a rovesciarle addosso insopportabili luoghi comuni sugli arabi. Persa in un groviglio di contraddizioni, Jasmine possiede però un'arma potente: l'ironia. E in questa storia molto vera, scritta nel 2006 ma più intensa che mai oggi, Randa Ghazy riesce a mescolare un acceso istinto polemico con la leggerezza di chi sa sorridere di sé.
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Rizzoli, 08/09/2016
Abstract: Ogni volta che siamo stressati, presi dall'ansia, preoccupati, impauriti, oppure molto stanchi o affannati, tendiamo a irrigidirci, a stare sulla difensiva perdendo lucidità ed equilibrio, quando invece l'unica cosa che dovremmo fare per sentirci meglio è respirare. Respirare è un'azione che compiamo costantemente, senza prestarci attenzione, ma se impariamo a osservare il respiro, a osservare noi stessi, ne trarremo immensi benefici sia fisici sia emotivi. È proprio per questo che Gabriella Cella, la maestra di yoga più seguita d'Italia, ha raccolto qui 40 esercizi molto semplici alla portata di tutti, che possiamo eseguire ovunque e in qualsiasi momento della giornata. Ne propone sia di mirati, a cui ricorrere nell'emergenza, sia di finalizzati al benessere più completo, a lungo termine. Ogni esercizio è presentato prima di tutto attraverso i benefici che apporta al corpo (può abbassare la pressione, tonificare i muscoli del viso e distendere le rughe, alleviare i dolori alla schiena, far scomparire la fatica, aiutare a combattere raffreddore o sinusite...) e alla mente (può donare una sensazione di gioia e benessere, favorire la concentrazione, scacciare i pensieri e far ritrovare la calma...); la pratica è poi spiegata passo dopo passo, anche con l'aiuto delle illustrazioni, per renderne facilissima l'esecuzione. Grazie a queste pagine, troveremo sollievo ed equilibrio, consapevolezza e concentrazione, impareremo a prevenire l'ansia, a mettere ordine nei pensieri e a stare bene ogni giorno.
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BUR, 08/09/2016
Abstract: Bestseller internazionale fin dalla sua pubblicazione nel 1959, Il giorno più lungo è oggi diventato un classico della storiografia, il testo di riferimento per chiunque voglia capire cosa accadde durante il D-Day. L'operazione Overlord cominciò quindici minuti esatti dopo la mezzanotte del 6 giugno 1944: alcuni uomini sceltissimi delle divisioni aviotrasportate americane 82a e 101a si lanciarono dai loro aerei nel chiaro di luna della notte di Normandia. Cornelius Ryan, che partecipò allo sbarco come cronista, parte da quell'assalto notturno per ricostruire gli eventi di quelle interminabili e decisive ventiquattr'ore. La sua è una cronaca travolgente, appassionata, ricca di suspense e insieme precisa e veritiera, basata anche sulla consultazione degli archivi segreti americani ed europei e sulle interviste a oltre duemila testimoni. Una storia di uomini, che tocca non solo i soldati delle forze alleate, ma anche i nemici sconfitti della Wehrmacht e i civili travolti nel caos sanguinoso dell'invasione.
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Fabbri Editori, 08/09/2016
Abstract: Kat e Carter, dopo essersi conosciuti e innamorati in carcere - lei insegnate e lui detenuto -, sono entusiasti di iniziare finalmente la loro vita insieme. Ma ben presto si rendono conto che non è così facile come immaginavano. In più il desiderio di maternità di Kat preoccupa il ragazzo, che non è sicuro di avere i requisiti giusti per diventare un buon genitore. Il destino li ha fatti rincontrare e li ha uniti, ma il loro amore riuscirà a sopravvivere per sempre?
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Einaudi, 06/09/2016
Abstract: Dmitrij Sostakovic ha gia riscosso successi in patriae in mezzo mondo quando il compagno Stalinin persona emette l'inappellabile condanna:la sua non è musica, è solo caos.Da quel momento la vita del "nemico del popolo"Sostakovic non è che una foglia al vento, e la suaanima assediata dalla paura, il campo di battagliafra codardia ed eroismo. Nella speranza che la suaarte sappia resistere al rumore del tempo.La mattina del 29 gennaio 1936 la terzapagina della "Pravda" commentava larecente esecuzione al Bol'soj della LadyMacbeth del distretto di Mcensk di DmitrijSostakovic titolando Caos anziché musicae accusando l'opera di accarezzare "ilgusto morboso del pubblico borghese conuna musica inquieta e nevrastenica". Nonsi trattava solo della recensione negativacapace di rovinare la giornata di un artista.Neppure della stroncatura in gradodi distruggergli la carriera. Nell'Età delterrore del compagno Stalin un editorialedel genere, e il conseguente stigma dinemico del popolo, poteva interromperela vita stessa.E dunque puntuale, per il celebreSostakovic, giunge il primo di una seriedi colloqui con il Potere. È una trappolasenza vie d'uscita, quella che gli si tende- piegarsi alla delazione o soccombere -, eSostakovic si dispone all'attesa dell'ineluttabile.Al calar della notte, per dieci notticonsecutive, esce dall'appartamento chedivide con la moglie Nita e la figliolettaGalja e si sistema accanto all'ascensore chepresumibilmente portera i suoi aguzzini,meditando fino all'alba sul suo destino equello del suo tempo.Ma le vie dei regimi sono imperscrutabili,l'interrogatore può facilmente trasformarsiin interrogato e il reprobo salvarsi,addirittura essere "perdonato". Edunque la musica di Sostakovic può tornarea circolare e il suo nome a rappresentarequello del suo paese nel mondo.Un abisso di paura e umiliazione parrebbescampato, ma è proprio allora che il Potere alza la posta e impone una nuovaresa. Una volta e un'altra ancora.Sostakovic è ormai vecchio e nauseatodi compromessi quando apprende la suaultima verità: che "essere un vigliacconon è facile. Molto più facile essere uneroe. A un eroe basta mostrarsi coraggiosoper un istante: quando estrae la pistola,quando lancia la bomba, attiva il detonatore,fa fuori il tiranno e poi se stesso.Essere un vigliacco significa invece imbarcarsiin un'impresa che dura una vita.Richiede costanza, fermezza, impegno anon cambiare, il che si risolve in una certaqual forma di coraggio". Un coraggiominore e vergognoso, certo, al cospettodei "facili" martiri di contemporanei comeOsip Mandel'stam.Uno per sentire, uno per ricordare,uno per bere, recita un proverbio tradizionale.A Sostakovic tocca sentire, ognisuono una nota, e sperare che il rumoredel tempo, ogni suo spaventoso bercio euntuoso bisbiglio, finisca per dissolversiconsegnando ai posteri solo la musicadi Dmitrij Dmitrievic Sostakovic. La suamusica e nient'altro.
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Einaudi, 06/09/2016
Abstract: I matematici sono uomini come tutti gli altri, alle prese con un talento spesso precoce, imperativo e solitario. Cosí le loro grandi scoperte sono anche vicende di padri e figli, balistica e cibernetica, amori e fallimenti, ostinazione e fortuna. Attraverso le storie di sei matematici veri e uno finto, Chiara Valerio ci racconta la seduzione della piú inafferrabile delle scienze esatte. Se la letteratura nasce quando qualcuno urla al lupo e il lupo non c'è, e la fisica comincia quando qualcuno capisce come accendere il fuoco strofinando le pietre, la matematica quando nasce? La matematica nasce perché gli esseri umani sono impazienti. Torneranno i lupi, saranno piú di noi? Quanto ci vuole per accendere il fuoco con i sassi? Gli esseri umani hanno bisogno di segnare il tempo, un prima un dopo. E per segnare il tempo si sono inventati i numeri: allineare sassolini uno dietro l'altro, annodare un filo, stabilire una successione. È questa la storia avvincente e vertiginosa che ci racconta Chiara Valerio, attraverso le vite di sette matematici - sei veri e uno finto. Perché la matematica è una forma di immaginazione che educa all'invisibile, e allora ripercorrere le vite di chi ha così esercitato la fantasia ci permette di capire quella grammatica che descrive e costruisce il mondo ricordandoci costantemente che siamo umani. Per capire come János Bolyai, matematico, abbia risolto il problema delle parallele, bisogna tornare indietro di una vita, a Farkas Bolyai, suo padre, matematico. Senza Mauro Picone, giovane matematico, sull'altopiano della Bainsizza - lo stesso di Emilio Lussu - l'esercito italiano non avrebbe mai potuto fare la guerra. Se Alan Turing, il risolutore di Enigma, desiderava ardentemente essere una macchina, Norbert Wiener, il padre della cibernetica, non avrebbe mai e poi mai voluto essere un bambino prodigio: entrambi tuttavia progettavano automi. Se Lev Landau, fisico e matematico valentissimo, non muore in un incidente sulla strada che da Mosca porta a Dubna, è perché in ospedale, oltre ai medici migliori di tutte le Russie, arrivano i fisici piú preparati di tutte le Russie. Chiara Valerio ci dimostra come ragione e sentimento, irrazionale e razionale, reale e immaginario non siano concetti opposti ma possibilità dell'essere. La capacità di calcolare il mondo lo determina nel momento stesso in cui lo descrive, attraversando i confini, le epoche storiche e le generazioni. La matematica nasce perché gli esseri umani sono fatti della stessa sostanza di cui è fatto il tempo.
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Einaudi, 06/09/2016
Abstract: Viviamo in un mondo che sempre piú sacrifica i piaceri e i benefici della conversazione sull'altare delle tecnologie digitali. Parliamo con un amico, ma nel frattempo diamo piú di un'occhiata allo smartphone, e spesso i nostri figli si lagnano se non hanno tra le mani un dispositivo elettronico. Viviamo costantemente in un altrove digitale. Ma per capire chi siamo, per comprendere appieno il mondo che ci circonda, per crescere, per amare ed essere amati, dobbiamo saper conversare. La perdita della capacità di parlare "faccia a faccia" con gli altri - con empatia, imparando nel contempo a sopportare solitudine e inquietudini - rischia di ridurre le nostre capacità di riflessione e concentrazione, portandoci, nei casi estremi, a stati di dissociazione psichica e cognitiva. In questo libro, frutto di anni di interviste e di indagini sul campo, Sherry Turkle, "l'antropologa del cyber-spazio", sottolinea le insidie e gli effetti delle appendici tecnologiche che ci circondano nella società e nella nostra vita quotidiana, per far sí che ognuno ridiventi padrone di se stesso, senza farsene acriticamente dominare.
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Einaudi, 06/09/2016
Abstract: "Ma non si stancano mai questi giapponesi, mi viene a volte da pensare, di controllare sempre ogni gesto e fare tante cerimonie? Di non dire mai una parola di troppo, non mangiare per la strada, mettere la mascherina quando sono raffreddati, sorridere di continuo, inchinarsi in ogni momento?" Quando vi offrono il tè, i giapponesi pongono la tazza non al centro del vassoio, "ma un po' di lato, in un punto intuitivamente calcolato in modo da creare un equilibrio ben più originale e poetico di quello che imporrebbe l'estetica occidentale, banalmente basata sulla simmetria". Ma come si concilia tanta finezza con le musichette assordanti nei luoghi pubblici e le ragazze in uniforme che si inchinano come automi, all'ingresso dei grandi magazzini, per dare il benvenuto a clienti che le ignorano? Nel corso di sedici anni di vita in Giappone, la fascinazione iniziale per la raffinatezza del gusto, la soavità dei gesti femminili, la discrezione e la delicatezza delle persone lascia così il posto al fastidio per l'apparente ipocrisia, la formalità e la rigidità dei giapponesi. Ma il percorso dell'autrice, e del lettore, segue un doppio movimento. A poco a poco, infatti, il sospetto di non aver capito fino in fondo i meccanismi di questa società, di non averne colto l'essenza, si fa strada. E allora Antonietta Pastore mette in discussione i suoi parametri interpretativi e comportamentali: quelli propri di noi occidentali. Storie minime, spesso divertenti, compongono il racconto di questo libro curioso: l'intimità forzata durante un fine settimana in montagna con i colleghi, il ricorso di un uomo a una veggente per trovare l'anima gemella, una serata danzante tutt'altro che voluttuosa, la gentilezza un po' invadente di un venditore al castello di Hikone... Anche grazie alla letteratura giapponese e all'apprendimento degli ideogrammi, l'autrice si cimenta nella comprensione di una cultura piena di contraddizioni, "sofisticata e al tempo stesso provinciale, ipertecnologica ma per certi versi arretrata, ipocrita eppure onesta". Arrivando alla definitiva consapevolezza che si tratta davvero di un mondo particolare, fuori da tutti i luoghi comuni, a cui non si può che tentare di avvicinarsi all'infinito. E in questo avvicinamento Antonietta Pastore ci accompagna generosa, con la limpidezza della scrittura e la delicatezza del suo sguardo sulle cose, su quei particolari capaci di illuminare improvvisamente l'insieme.
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Rizzoli, 14/09/2016
Abstract: "Mi chiamo Enza Caruso, ho trentaquattro anni e dell'amore non ho mai capito niente": così si descrive la protagonista di questo libro, che a un punto cruciale della propria vita si ritrova a dover gestire un matrimonio agli sgoccioli, una madre con la fobia delle zitelle, e un gruppo di amiche ansiose di sistemarla con altri uomini. Lei però non è pronta a voltare pagina e preferisce dedicarsi anima e corpo al lavoro dei suoi sogni, quello che desiderava quando, ancora criaturella, viveva a Napoli: fare le pulizie in un elegante condominio Liberty di Milano. Per lei è più di un mestiere o di una vocazione: combattere lo sporco è il suo modo per ristabilire l'armonia nel mondo e per prendersi cura degli altri. Il "Palazzo" di via Sabina 42, con le sue cinque scale e i cinquantaquattro appartamenti, si regge tutto sulle sue spalle larghe e sulle sue zeppe alte. È a lei che si rivolgono gli inquilini il giorno in cui si verifica uno strano, inquietante fatto: Augusto, il carlino dell'anziana signora Galli, è scomparso nel nulla, forse rapito dal temibile Cartello delle colf sudamericane che si sta prendendo il quartiere. Ma niente può mettere paura a una come Enza. Abilissima a raccontare tutta la fragilità e la bellezza delle donne, Daniela Farnese ha dato vita a un personaggio che regala sorrisi, perle di saggezza popolare, parole di fuoco e qualche lacrima. Un inno all'orgoglio di sé, delle proprie forme e ambizioni.
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Berlin - 3. La battaglia di Gropius
Mondadori, 20/09/2016
Abstract: È il dicembre del 1978 quando l'inverno cala su Berlino: il manto candido della neve diventa ghiaccio sopra i relitti di scuole e case, parchi e cortili, al di qua e al di là del Muro. Da tre anni un virus incurabile ha sterminato la popolazione adulta della città, costringendo i ragazzi e i bambini sopravvissuti a crescere all'improvviso, in attesa che, alla fine dell'adolescenza, il virus porti via anche loro.Divisi in gruppi per organizzarsi e farsi forza, tra i ragazzi si scatena una guerra spietata. Il gruppo di Tegel mette a ferro e fuoco la città sotto la guida della feroce Wolfrun che, fiera come un'amazzone, combatte in groppa a un maestoso destriero. Dalle alte torri di Gropius, Jakob e Christa la vedono arrivare insieme ai suoi. Per portare battaglia. Niente e nessuno sembra in grado di fermarla, eppure qualcuno serba ancora nel cuore una fiammella di umanitàC'era una ragazza a cavallo, in mezzo alla tormenta. Le vedette non avevano mai visto Wolfrun, ne avevano solo sentito parlare.Attorno c'era la sua gente, le lingue di fuoco delle torce che il vento cercava di strappare di mano, i turbini di neve.
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Fabro. Melodia dei Monti Pallidi
Mondadori, 27/09/2016
Abstract: "Il mio nome è Fabro e di mio padre so solamente che era maniscalco e che non aveva un filo di fantasia." Così si apre l'epopea di Fabro, uomo semplice e forte, capace di rialzarsi e ricominciare nonostante i colpi che la vita non risparmia.Fabro nasce in una stalla ai piedi delle montagne un mattino di novembre del 1925, scaldato dal fieno e dal respiro di quattro mucche, perché "ci sono cose che, se sei povero, non cambiano mai". La sua infanzia trascorre serena tra i boschi e i picchi delle Dolomiti e alla scuola elementare incontra Rina, una bambina timida con un sorriso che solo lui sa accendere, un sorriso capace di scaldare gli inverni più freddi.La vita va avanti, dà e toglie, generosa e spietata, finché Fabro scopre la musica.Se ne stava nascosta in un vecchio armonium, nella chiesa di Tai di Cadore. La melodia che esce vibrando dallo strumento è il respiro del bosco, il vento che accarezza i rami, e lo pervade d'incanto.Poi arriva la guerra e Fabro deve lasciare casa per andare in bottega a Cibiana, il mitico paese delle chiavi. Qui viene iniziato ai segreti di un mestiere antico e affascinante. La musica però non smette di aspettarlo. C'è un organo nella chiesa del paese che il parroco suona durante la messa. Una sera Fabro si siede sullo sgabello, guarda fuori dalla finestra e inizia a suonare, sono le sue montagne a suggerirgli la melodia, lui solamente le ascolta e le copia...Sarà la musica a fargli incontrare di nuovo Rina - l'amore, quello vero - e a regalargli il periodo più felice della sua vita, fino a quando, un giorno scuro, quella musica che dall'anima corre fino alle dita e ai tasti bianchi e neri, imitando la vertigine della montagna, rimarrà in trappola.Ancora una volta sarà l'amore a liberarla e a salvare lui e la sua famiglia.La vita e le alterne fortune di Fabro, in un mondo arcaico che sopravvive nei ricordi degli avi, raccontate da Francesco Vidotto con voce tenera, ironica e malinconica.
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Einaudi, 06/09/2016
Abstract: Scrittore famoso per i suoi romanzi dalle atmosfere borgesiane e per i suoi libri di viaggio cosí pieni di letteratura, Nooteboom è prima di tutto un poeta. Nel corso della vita ha scritto e pubblicato una decina di apprezzati libri di poesia e ampie antologie dei suoi versi sono apparse in tutte le lingue principali. Figure di angeli "che non esistono" ma tanta presenza hanno nelle vite degli uomini, fantasmi che svaniscono nella luce, la tensione e verso divinità assenti: la poesia di Nooteboom cerca di dare vita a ciò che non è visibile e dura nel tempo. L'evocazione del "profumo di tempo infinito", che caratterizza molte di queste poesie, viene attuata attraverso la narrazione di episodi della vita quotidiana, l'osservazione di luoghi e paesaggi, ma anche il fitto dialogo con i grandi poeti del presente e del passato, tra i quali i nostri Ungaretti e Montale. Luce ovunque è un'antologia che dà conto, a ritroso nel tempo, di circa cinquant'anni di attività poetica di Nooteboom, dall'ultimo volume del 2012 fino al primo del 1964. Un'ampia rassegna che permette finalmente anche al pubblico italiano di conoscere una delle voci piú importanti della poesia contemporanea.
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Baruch Spinoza e l'Olanda del Seicento
Einaudi, 06/09/2016
Abstract: Baruch de Spinoza (1632-77), figlio di un importante mercante della comunità ebraico-portoghese di Amsterdam, era uno degli allievi piú dotati della sua scuola. Ma qualcosa accadde quando aveva ventitre anni - non sappiamo se in modo repentino o graduale -, qualcosa che comunque portò alla piu severa scomunica mai pronunciata dai capi della comunità sefardita di Amsterdam. Spinoza prese le distanze dalla comunità - e alla fine dal giudaismo nel suo insieme - diventando uno dei piú importanti e celebri filosofi di tutti i tempi, e di sicuro uno dei personaggi piú radicali e controversi della propria epoca. La trasformazione (se di questo si trattò) del comune ragazzo ebreo - che vive, perlomeno in apparenza, nella piú assoluta ortodossia e si fa notare forse solo per la propria intelligenza - in filosofo iconoclasta è una trasformazione della quale purtroppo non sappiamo, e con ogni probabilità mai sapremo, nulla. Disponiamo solo del documento di cherem, pieno di ingiurie e di maledizioni, che fu stilato per l'occasione dai reggenti della comunità. Filosofo morale e metafisico, pensatore politico e religioso, esegeta della Bibbia, critico della società, intagliatore di lenti, commerciante fallito, intellettuale olandese, ebreo eretico. Se la vita di Spinoza è tanto interessante, ciò è dovuto anche ai diversi contesti, a volte contrastanti, in cui si trovò a operare: la comunità di immigrati portoghesi e spagnoli, parecchi dei quali un tempo " marrani", rifugiati in seguito nella nuova repubblica olandese, ricca di opportunità economiche; la politica turbolenta e la lussureggiante cultura di questa giovane nazione, che alla metà del XVII secolo conobbe la sua età dell'oro; e, non ultimo, la storia stessa della filosofia. Basato su rigorose ricerche d'archivio, Baruch Spinoza di Steven Nadler - piú che un semplice resoconto della vita del filosofo olandese - introduce il lettore nel cuore dell'Amsterdam ebraica del XVII secolo e nel tumultuoso mondo politico, sociale, intellettuale e religioso della giovane repubblica olandese. L'interrogativo che sta al fondo dell'indagine dello studioso americano è il seguente: in che modo i diversi aspetti della vita di Spinoza - il suo sfondo etnico e sociale, il suo esilio e la sua posizione intermedia tra due culture totalmente differenti, quella della comunità ebraico-portoghese di Amsterdam e quella della società olandese, il suo sviluppo intellettuale, le sue relazioni politiche e sociali - contribuirono a disegnare il profilo di uno dei pensatori piú radicali della storia? E, accanto a questo, un altro interrogativo, di carattere piú generale: che cosa significava essere un filosofo e un ebreo durante l'età dell'oro della repubblica olandese?
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Einaudi, 06/09/2016
Abstract: Il Corano e il male prende avvio dai molti versetti coranici dedicati al male, e mette in rilievo il rapporto che lega la malvagità e l'ingiustizia alla sofferenza: sventure e calamità sono una punizione divina, conseguenza delle azioni disubbidienti degli uomini di fronte al Signore. Ma pone l'accento anche su un dato piú inquietante; il Libro dell'Islam, voce del piú puro monoteismo, dichiara che tutto proviene dall'unico Dio, e dunque non esita ad affermare che proviene da Dio tutto il male anche quando tocca l'innocente, il pio e il giusto. Attraverso l'indagine sul male, emerge con forza la figura di un Dio che è Misericordia e Giustizia ma che, prima ancora, è Libertà; e spicca l'immagine correlativa di un uomo sempre afflitto dalla sua condizione creaturale, angustiato, provato e punito come e quando Dio vuole perché cosí Dio vuole. Per cogliere il piú possibile il senso del Corano è necessario procedere "dall'interno", muovere di continuo dalla tradizione interpretativa musulmana, ricorrere direttamente alle opere dei piú illustri esegeti coranici in un discorso da un lato piú consapevole dell'argomento in esame e dall'altro piú rispettoso della civiltà musulmana. Il lettore viene guidato al cuore della religiosità di autori distanti nello spazio e nel tempo e può constatare l'ampiezza e la profondità di una cultura multiforme e per nulla statica qual è la cultura musulmana.