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Storia europea della letteratura italiana I
Einaudi, 13/09/2016
Abstract: Dopo avere innovato profondamente la storiografia letteraria con un'opera collettiva come la Letteratura italiana Einaudi, da lui ideata e diretta, Alberto Asor Rosa ridisegna questa volta interamente in prima persona gli intrecci fra opere, uomini, luoghi, condizioni storiche ed economiche che dànno vita alla nostra tradizione letteraria. Un approccio che ha comportato un rinnovato confronto diretto con le opere, favorendo uno straordinario impegno critico a fianco di quello storiografico e fuso con esso. Dunque molta passione nel suggerire nuove chiavi interpretative per leggere e apprezzare in profondità Dante o Boccaccio, maggiori e minori, ed estrema lucidità nell'individuare il filo di un'identità nazionale attraverso la letteratura, che è nello stesso tempo contestualizzazione nelle piú generali radici europee. Radici che sono molteplici: latine e cristiane, ma anche preromane e barbariche. Una storia letteraria nuova per molti aspetti, non ultimo quello della periodizzazione scelta da Asor Rosa, che sottolinea la continuità fra Medioevo e Rinascimento ponendo la vera frattura e la nascita della modernità alla fine del Cinquecento, con la trasformazione dei modelli culturali europei e il drastico ridimensionamento della letteratura italiana a livello internazionale. Storia europea della letteratura italiana II. Dalla decadenza al Risorgimento. Storia europea della letteratura italiana III. La letteratura della Nazione.
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Einaudi, 06/09/2016
Abstract: Per dieci secoli Costantinopoli è stata l'altra Roma. Poi, in una giornata di primavera del 1453, tutto è cambiato. Roma s'inabissava, nasceva Istanbul. Una città eterna, prodigiosa, inquieta. Un luogo del mondo dove è possibile incrociare le storie di imperatrici belle e crudeli, di sultani folli e saggi, di schiave e avventurieri. Storie piccole e grandissime ritrovate e raccontate da un autore capace, come raramente accade, di fondere in un unico sguardo sapere e meraviglia. "Il modo migliore per arrivare a Istanbul sarebbe attraversando lentamente il Mar di Marmara fino a veder apparire une incomparable silhouette de ville...". Questo libro è il racconto, potremmo forse dire il romanzo di Istanbul. Protagonista è una città eterna, prodigiosa, una città incarnata nelle sue stesse rovine. A comporne la trama sono le storie degli uomini e delle donne che l'hanno fondata, vissuta, abbandonata: storie piccole e insieme grandissime; a tenerle insieme sono le parole di un autore capace, come raramente accade, di fondere in un unico sguardo sapere e meraviglia. Per secoli Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul, è stata una meta ricercata, talvolta fraintesa, altre volte amata, sempre guardata con stupore già dalla prima apparizione del suo straordinario profilo contro il cielo d'Oriente. Quel crescente di luna, che non a caso figura sulla bandiera della Repubblica turca, è - e insieme non è - la stessa luna che possiamo vedere in un qualunque cielo notturno europeo. Come il particolare profumo della città, i suoni, i richiami dei marinai, le luci riflesse sono - e non sono - le stesse di un porto del nostro continente. A renderli diversi è quella sensazione indefinita, quel contorno avvolgente, che una volta si chiamava "esotismo" e che ancora sopravvive. Senza sottrarsi al fascino di quell'esotismo, Augias ne solleva con garbo il velo per scoprire la sostanza piú autentica della città, quella che il turista non sempre può o sa cogliere. E lo fa esplorando, indagando e raccontando le storie, i luoghi, le leggende della città. Storie di imperatrici bellissime e crudeli, di sultani capaci di molta saggezza e di altrettanta follia, di avventurieri, di sognatori, di schiave che diventano regine. Storie che restituiscono significato a spazi apparentemente vuoti, che cuciono insieme eventi lontanissimi nel tempo e nella geografia: Istanbul, Roma, Parigi. Ma la capacità seduttiva di Istanbul non dipende solo dalle tracce del suo passato: ha anche molto a che fare con il suo caos, la sporcizia, il fumo, le crepe, i detriti. Con la scelta, continuamente rimandata, di una vera, definitiva appartenenza. Di questa città inquieta - uno dei non molti posti che hanno contribuito a dare al mondo un destino -, Augias ci racconta il grande passato e l'enigmatico presente, trasmettendo al lettore quel senso di incantamento che ha caratterizzato il suo primo incontro con la città e che si è rinnovato a ogni visita successiva. I segreti di Istanbul è anche questo: la storia di un innamoramento improvviso e di una continua stupefatta scoperta.
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Storia europea della letteratura italiana II
Einaudi, 13/09/2016
Abstract: Le storie della letteratura italiana hanno a lungo riprodotto l'impostazione desanctisiana, di origine risorgimentale, unitaria e nazionale. Questa di Asor Rosa, che viene dopo la lunga e variegata esperienza della Letteratura italiana Einaudi, supera definitivamente quel modello modificandolo in due direzioni. Da un lato inserendo i fatti letterari italiani in un contesto internazionale, e dunque analizzando la fitta trama delle relazioni culturali tra l'Italia e i principali paesi europei nel biunivoco, mai interrotto rapporto di dare e avere. Dall'altro cercando nella letteratura un'identità italiana allo stesso tempo unitaria e diversificata, soggetta a spinte centripete e centrifughe compresenti o alternate. In questo secondo volume dedicato all'età moderna non si può prescindere dal rapporto con la Spagna, con la Francia, e poi col mondo germanico e anglosassone, e neppure con le diverse situazioni statuali che hanno prodotto una geografia politica e culturale assai cangiante prima dell'Unità. Asor Rosa raccoglie i fili dispersi dando il giusto rilievo alle tradizioni regionali senza mai dimenticare che anche attraverso queste diversità è passato un sentimento identitario che, ribaltando la celebre frase, "ha fatto gli italiani" prima che fosse fatta l'Italia. E nel ripercorrere tutto questo, Asor Rosa rilegge con passione critica le opere di tutti i nostri maggiori scrittori fornendo un esempio di saggistica letteraria che si nutre di storiografia ma va a toccare il cuore dell'invenzione estetica. Storia europea della letteratura italiana I. Le origini e il Rinascimento. Storia europea della letteratura italiana III. La letteratura della Nazione.
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Storia europea della letteratura italiana III
Einaudi, 13/09/2016
Abstract: Per la prima volta una storia della letteratura dell'Italia unita arriva fino ai giorni nostri, fino ai romanzi di Camilleri, di Ammaniti, di Melania Mazzucco, di Aldo Nove e di Simona Vinci. In questo volume, infatti, Asor Rosa non si limita a ripercorrere le ultime fasi di quella modernità iniziata ed esplosa nei due volumi precedenti, ma analizza ugualmente "il declino del moderno", o postmoderno che dir si voglia, caratterizzato dalla crisi dei "disegni generali", delle ideologie, della persuasione di scrivere per cambiare l'uomo e la storia. Un Novecento lungo in cui vengono ridefiniti gli statuti letterari che avevano contraddistinto l'operare degli scrittori nelle epoche precedenti. La letteratura come presa di posizione elitaria puntava tutto sulla distinzione e sull'originalità, viceversa nella società di massa il valore viene ricollocato dove ci sia il gradimento di molti se non di tutti. Questa è una delle cesure piú rilevanti raccontate in questo libro. Ma se la storia letteraria del Novecento (e Duemila) è un momento di grandi trasformazioni e radicali cambiamenti, è anche un percorso di permanenze forti. Come per la poesia, che con Montale e altri autori ha rappresentato il vertice qualitativo del secolo scorso, e che ancora oggi, secondo Asor Rosa, rappresenta il piú forte segnale di continuità con la tradizione. Storia europea della letteratura italiana I. Le origini e il Rinascimento. Storia europea della letteratura italiana II. Dalla decadenza al Risorgimento.
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Einaudi, 13/09/2016
Abstract: "Quel dolore lasciato a casa era il loro segreto, lo teneva stretto come si tiene in tasca una chiave. Quella chiave ogni sera apriva il pensiero di lei, e ogni sera lo rimetteva al sicuro".***Viviamo tutti, sempre, nel momento in cui l'infanzia finisce. E non c'è punto piú intenso da cui possa nascere un romanzo. Dentro questa storia ci sono un bambino come tanti, un dolore che l'accompagna come il piú fedele degli amici e una bambina sottile che si prende cura di loro. Ci sono le ferite degli adulti, stretti tra richieste di risarcimento e protezione. C'è soprattutto la scoperta che la fragilità è una ricchezza. Un bene al mondo è un romanzo unico, una storia universale. Dice una cosa semplice, e lo fa con la forza della letteratura: se non nascondi quello che fa male, la vita ti sorprenderà. Un bene al mondo racconta di un paesesotto una montagna, a pochi chilometrida un confine misterioso. Un paesecome gli altri: ha poche strade, un passaggioa livello che lo divide, e una ferroviaper pensare di partire.Nel paese c'è una casa. Dentro c'è unbambino che ha un dolore per amico.Lo accompagna a scuola, corre nei boschiinsieme a lui, lo scorta fin dovel'infanzia resta indietro. E ci sono unamadre e un padre che, come tutti i genitori,sperano che la vita dei figli siamigliore della loro, divisi tra l'istinto aproteggerli e quello opposto, di pretendereda loro una specie di risarcimento.Ma nel paese, soprattutto, c'è una bambinasottile. Vive dall'altra parte dellaferrovia, ed è lei che si prende cura delbambino, lei che ne custodisce le parole.È lei che gli fa battere il cuore, cheper prima accarezza il suo dolore.Un bene al mondo è una storia d'amoree di crescita di un'intensità e di unapoesia travolgenti. È una storia universale,perché racconta quanto può esserepreziosa la fragilità se non la rifiutiamo.Basta cercarsi su una mappa, disseminareparole per trovarsi, provare altrestrade e magari perdersi di nuovo.
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Einaudi, 13/09/2016
Abstract: In queste tre pièce Bernhard concentra la sua attenzione su quella figura di interprete-esecutore-attore che è al centro di tutta l'impalcatura della sua opera e di cui egli ora, riducendo al massimo i termini della rappresentazione, rimette in gioco il senso. (...) Contraddizione e spettacolo come termini interscambiabili. Soprattutto L'apparenza inganna e Semplicemente complicato mimano le contraddizioni di cui è fatta non solo l'esistenza dell'attore, ma quella di chiunque tenti di arrivare a una propria rappresentazione del mondo. dal saggio introduttivo di Eugenio Bernardi
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Einaudi, 13/09/2016
Abstract: Uno choc culturale, quasi una vertigine, è al principio di questo insolito libro. Un uomo rovista nelle storie anonime del nostro passato recente e davanti al suo sguardo si spalanca una folla di vite epiche, tragiche, strambe, romantiche: l'incubatore di quel che siamo diventati. Un trentenne milanese viene assunto come redattore di una trasmissione televisiva. Deve cercare vecchie notizie, comprese tra il '70 e l'85, frugando tra gli archivi dei quotidiani. Come un sommozzatore s'immerge in quegli anni, fino a imbattersi in storie che gli tolgono il respiro, e che comincia a conservare in una cartellina personale. Dai seimila aspiranti bidelli che una mattina si presentano, ben vestiti e pettinati, davanti agli sportelli della pubblica amministrazione, alla vicenda di un bambino che s'imbarca da solo in cerca della madre partita e mai piú tornata, al suicidio d'amore nello scantinato di una fabbrica, queste storie diventano per lui un rifugio, un'ossessione. In una Milano mai cosí contemporanea, tra pizze davanti al computer, quartieri riqualifi cati e relazioni sentimentali su WhatsApp, il protagonista riscopre un'Italia perduta, la cui corporeità si contrappone al mondo immateriale e sfilacciato in cui siamo avvolti. "L'Italia era un Paese che dovevamo sublimare di continuo, per amarlo, specie alle sette di sera, quando raccoglievamo il grottesco accumulo delle sue storie e della sua cronaca quotidiana".
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Sperling & Kupfer, 06/09/2016
Abstract: Perché c'è chi può mangiare tutti i dolci che vuole, mentre altri ingrassano solo a guardarli? Perché alcuni prendono sempre l'influenza e altri non si ammalano mai? Esiste una risposta precisa a queste domande: il segreto per vivere bene, essere sani e riuscire a dimagrire dipende dal nostro gruppo sanguigno. Infatti il modo in cui assorbiamo i cibi che mangiamo, come il nostro corpo reagisce allo stress e alle malattie, ma anche come ritrovare il benessere e la forma fisica, è scritto nella chimica del nostro corpo, racchiusa nella sigla 0, A, B o AB. Peter J. D'Adamo è stato il primo a definire l'importante correlazione tra i gruppi sanguigni e il cibo ed è il creatore della famosa Dieta dei gruppi sanguigni, uno dei metodi più efficaci di sempre per perdere peso e preservare la salute. In questo volume ci propone lo stile di vita e le scelte alimentari che più si addicono ai diversi gruppi sanguigni perché, in base alle ricerche scientifiche cui ha consacrato la propria vita, il dottor D'Adamo ha dimostrato l'importanza di un'alimentazione appropriata e di un programma di attività fisica personalizzato. Un libro fondamentale, che ha già conquistato milioni di lettori nel mondo, in grado di migliorare per sempre il modo in cui mangiamo e ci prendiamo cura di noi.
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Sperling & Kupfer, 06/09/2016
Abstract: Cracovia, nel 1939, non è esattamente il posto migliore dove crescere. Le strade sono un lugubre concerto di soldati in marcia e cani feroci, spari e grida. Non risuonano più di risate e chiacchiere tra amici, passeggiate al parco e caffè all'aperto. Anna ha solo sette anni, ma conserva un vago ricordo di quei lontani giorni di sole e di calore. Ora ha imparato che ciò che gli adulti chiamano "guerra" è come la tempesta: quando si annuncia all'orizzonte, meglio chiudersi in casa. Solo che lei, una casa, non ce l'ha più. Dal mattino in cui suo padre è uscito per andare all'Università e non ha fatto ritorno. Anna non sa che i tedeschi l'hanno portato via, insieme a tanti altri insegnanti. E mentre i vicini e gli amici di un tempo le voltano le spalle, lei resta completamente sola. È allora, mentre vaga per la città, che incontra l'Uomo delle rondini. Dapprima è un rumore di passi sull'acciottolato, poi una sagoma sottile che incombe, altissima, con un'aura di mistero e autorevolezza. Quando le rivolge la parola, Anna scopre che, come suo padre, ha un talento per le lingue: conosce il polacco, il russo, il tedesco, lo yiddish, persino il linguaggio degli uccelli. Nel momento in cui chiama a sé una bellissima rondine - che scende a posarsi sulla sua mano - per calmare il pianto di Anna, la bambina resta incantata. E decide di seguirlo, ovunque sia diretto. È così che inizia il loro lungo viaggio per non farsi trovare. Un'avventura che per Anna è una scoperta della vita, tra le insidie dei boschi e quelle della natura umana, sotto la guida esperta dell'Uomo delle rondini, scrigno di storie e di saggezza.
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Così immobile tra le mie braccia
Sperling & Kupfer, 13/09/2016
Abstract: "Ma ci credi, mamma? Non voglio illudermi, ma mi sento così fortunata. Ci credi che potrei recitare in un film, magari addirittura nel ruolo principale?" Sorrise immaginando la figlia Susan che sprizzava energia da tutti i pori, con quella luce folgorante nei begli occhi blu. La produttrice televisiva Laurie Moran è molto soddisfatta del proprio lavoro: la puntata pilota del suo reality, Under Suspicion, è stata un successo. Anzi, per dirla tutta, il programma - una serie basata su cold case che Laurie ricostruisce insieme alle persone che erano vicine alla vittima - è decollato in grande stile risolvendo un omicidio già nel primo episodio. E adesso che sta preparando il secondo, le sembra di avere per le mani il caso ideale: vent'anni fa, Susan Dempsey era stata una brillante studentessa di informatica della UCLA e un'aspirante attrice. Una sera fu trovata uccisa in un parco e, poiché indossava solo una scarpa da ballo d'argento, la stampa battezzò il caso Cinderella Murder. Il luogo del ritrovamento del cadavere si trovava a poche centinaia di metri dalla casa del regista con il quale Susan aveva appuntamento per un'audizione, Frank Parker, ma l'uomo aveva un alibi di ferro e la polizia alla fine aveva archiviato il caso lasciando molte domande senza risposta: perché la macchina di Susan era parcheggiata così lontano? Era mai arrivata all'audizione? Perché il suo ragazzo non vuole parlare? Laurie sa bene quanto possa essere affascinante il mondo di Hollywood per il suo pubblico. E ben presto scoprirà anche quanto può essere pericoloso.
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Sperling & Kupfer, 20/09/2016
Abstract: Molti definirebbero perfetta la vita di Blaise McCarthy. Icona dell'informazione televisiva, a quarantasette anni Blaise vanta una carriera invidiabile e gira il mondo per intervistare uomini potenti e capi di stato, ponendo loro domande scomode con coraggio e determinazione. Nessuno sa, però, che Blaise è la madre single di una ragazzina non vedente, Salima. In seguito a una tragedia, la scuola che si occupa a tempo pieno di Salima chiude, e l'elegante appartamento newyorkese di Blaise viene invaso dalla figlia e da Simon Ward, l'educatore mandato dall'istituto per occuparsi della ragazza. I due nuovi arrivi stravolgono la vita di Blaise, costringendola ad affrontare i problemi irrisolti con la figlia e ad abituarsi alla presenza di quello sconosciuto che la affascina più di quanto lei stessa sia disposta ad ammettere. Mentre la giornalista cerca di trovare un po' di stabilità nel privato, la sua carriera subisce un duro colpo: il network per cui lavora assume una giovane anchorwoman allo scopo di sostituirla. Quando ormai ogni certezza sembra essere appesa a un filo, Blaise si troverà di fronte a una scelta che potrebbe cambiare la sua esistenza per sempre, rendendola forse meno perfetta, ma di certo più vera. Una vita perfetta offre il ritratto di una protagonista forte e determinata, impegnata a conciliare la sua immagine pubblica di giornalista televisiva con il suo ruolo difficile di madre di una ragazzina disabile. Ancora una volta, Danielle Steel torna a parlare al cuore delle sue lettrici con un nuovo, straordinario romanzo sull'amore incondizionato dei genitori per i figli e sull'importanza di non arrendersi mai, anche nei momenti più bui.
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Mondadori, 06/09/2016
Abstract: "Una grande famiglia è una famiglia disseminata, divisa, complicata, persa, ritrovata. L'albero genealogico segna rami che a volte non si sono mai toccati, e a volte si sono uniti indissolubilmente." Fulco Ruffo di Calabria appartiene a una delle famiglie più antiche e blasonate d'Europa, che vanta fra i suoi membri re e regine, principi e principesse, cardinali ed eroi, come il nonno Fulco, asso dell'aviazione della Prima guerra mondiale e medaglia d'oro al valor militare.Con legittimo orgoglio ma anche con estrema spontaneità e semplicità, Fulco si racconta per la prima volta in una sorta di diario "geografico" che ripercorre la sua vita di nomade d'eccezione: l'infanzia torinese insieme ai fratelli Augusto, Imara, Umberto e Alessandro, sotto l'occhio vigile e affettuoso della "signorina Natalia", amica e complice; la Pasqua a Roma da nonna Luisa; le feste con i compagni di giochi, fra i quali Edoardo e Margherita Agnelli e i "rampolli" di casa Marone Cinzano, i Rivetti, i Nasi, i Vallarino Gancia; i collegi esclusivi a Moncalieri, Pallanza, Paderno del Grappa e Gressoney; le indimenticabili vacanze a Poveromo, in Versilia, nella accogliente e vissuta casa di famiglia, in compagnia di nonni, cugini e zii (fra cui Paola, futura regina dei Belgi) o a Sestriere. I viaggi per tutta l'Europa con la "banda Ruffo" (così zia Paola chiamava i nipoti) negli "anni feroci e fieri", in cui "non ci facemmo mancare niente", all'insegna della spensieratezza e degli amori passeggeri. Fino al trasferimento in Sudafrica, dove Fulco si reca per lavorare nella società del padre.Poi il ritorno in Italia, e quell'irrequieto peregrinare di città in città alla ricerca del luogo in cui riconoscersi e potersi fermare per sempre: Torino, Roma, Lecce, il Salento, con i suoi profumi e la sua ospitalità, di nuovo Roma...Queste pagine sincere e appassionate non mancano però di raccontare anche ricordi dolorosi: il difficile rapporto con il padre, fin dall'inizio così "distante" e presto del tutto assente, la paternità irrisolta, l'improvvisa quanto inaspettata fine del matrimonio con Melba. Mettendo a nudo, senza reticenze, la paura di sempre: non essere all'altezza delle aspettative.Ricordo quasi tutto è un personalissimo viaggio autobiografico, ma anche la sorprendente istantanea di un'Italia così bella da rendere davvero impossibile la scelta di un luogo dove fermarsi.
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Mondadori, 06/09/2016
Abstract: Un'energia violenta e una inquieta tensione drammatica attraversano e caratterizzano questo sorprendente libro. Claudio Recalcati procede in modo incalzante, per accensioni forti, coinvolgendo il lettore negli scenari di una narrazione apertissima e franta, sempre in bilico tra realtà e incubo. In questo senso la sua è una poesia di insolita potenza, che si realizza in situazioni di vistosa concretezza fisica, situazioni in cui prevale la presenza del male, nella sua ferocia ottusa, nei tratti del suo squallore acuto, ma dove pure si afferma, nella pacata saggezza che guida il pensiero dell'autore, la necessità della sua viva accettazione. Si moltiplicano, attraverso le varie sezioni di queste Microfiabe, le tracce di un'esperienza vissuta ma trasfigurata sulla pagina. Un'esperienza che passa tra letti d'ospedale e luoghi di viaggi quasi fiabeschi, che si rispecchia tornando alla memoria di un grande dalla mente sconvolta come Dino Campana, che cerca infine una sorta di evasione sinistra per architettare, con decisive venature oniriche, una vicenda da cronaca nera. Ma Recalcati non procede in una sola direzione, sa anche proporre improvvisi squarci di dolcezza, di lievità dell'esserci. Oppure manifesta limpido il desiderio di potersi sempre, ancora stupire, magari con l'ausilio di sensi ridivenuti infantili. Giunto alla soglia dei cinquant'anni, Recalcati ha scritto il suo libro più maturo, il suo libro migliore per intensità, ricchezza di immagini e per quella sua vitalità aggressiva - così rara nella poesia d'oggi - in grado di coinvolgere immediatamente il lettore. Microfiabe, dunque, mette in netto rilievo un autore tra i più originali e sicuri della generazione di mezzo.
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Mondadori, 13/09/2016
Abstract: Come mai in un'epoca caratterizzata dalla proliferazione dei mezzi di comunicazione, la reciproca comprensione è più difficile? Come mai ci ostiniamo a credere che il presente si riduca alla novità e che la novità si identifichi con la verità? Come mai le parole di Lucrezio sull'universo, di Cicerone sulla politica, di Seneca sull'uomo colpiscono la mente e curano l'anima più e meglio dei trattati specialistici?Ivano Dionigi, latinista, già rettore dell'Università di Bologna, con Il presente non basta affronta tali domande volgendo lo sguardo alla lingua che l'Europa ha parlato ininterrottamente per secoli, attraverso la politica, la religione, la scienza.Il latino evoca un lascito non solo storico, cultuale e linguistico ma anche simbolico: si scrive "latino", ma si legge "italiano, storia, filosofia, sapere scientifico e umanistico, tradizione e ricchezza culturale". Non è un reperto archeologico, uno status symbol o un mestiere per sopravvissuti; è il tramite che - oltre Roma - ci collega a Gerusalemme e ad Atene, l'eredità che ci possiamo spartire, la memoria che ci allunga la vita. È un'antenna che ci aiuta a captare tre dimensioni ed esperienze fondamentali: il primato della parola, la centralità del tempo, la nobiltà della politica.Come mater certa, anzi certissima dell'italiano, il latino - lingua morta eppure resistente nell'uso comune, dal lessico economico a quello politico, medico e mediatico - ci restituisce il volto autentico delle parole, responsabilizza il nostro parlare, consente quell'"ecologia linguistica" che fa bene anche all'anima; come lingua della temporalità, ci costringe a confrontare tradizione e innovazione, ci libera dall'assedio del presente e ci rende immuni dal "provincialismo di tempo"; come lingua della res publica, della politica quale "cosa di tutti", ci ricorda che l'uso più alto della virtus risiede nel "governo della città" e che il pronome più naturale e più bello è "noi" e non "io".Questa riflessione è tanto attuale quanto urgente di fronte alle nuove sfide delle scienze e alla pervasività delle tecnologie digitali, che possono e debbono trovare negli studia humanitatis un'alleanza naturale e necessaria. Un compito da consegnare in primo luogo alla scuola: palestra dei fondamentali del sapere e crocevia del futuro.
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La dieta Low Fodmap per sgonfiare la pancia
Mondadori, 13/09/2016
Abstract: "Visito da quarant'anni persone con sindrome dell'intestino irritabile, che soffrono cronicamente di pancia gonfia e disturbi intestinali. Dai loro racconti ho imparato e compreso quanto questi fastidi interferiscano con la vita, interrompendo le attività quotidiane e impedendo di programmare i propri tempi." Il professor Enrico S. Corazziari, gastroenterologo dell'università la Sapienza di Roma, è autore di uno studio scientifico presentato alla Digestive Disease Week di Washington. Il professore ha sottoposto persone che soffrono di sindrome dell'intestino irritabile a una dieta a basso apporto di FODMAP (sostanze che, più sono presenti nella dieta, più vengono fermentate nel nostro intestino), dimostrando inequivocabilmente l'efficacia di questo regime alimentare contro un disturbo che affligge più del 15% della popolazione. I risultati lasciano pochi dubbi: dopo un solo mese di dieta, i giorni con la pancia gonfia sono calati di ben il 40%, percentuale che aumenta fino al 66% dopo 16 mesi. In questo libro Corazziari ripercorre il vissuto di un'ideale protagonista alle prese con i classici tentativi per sgonfiare la pancia, dai test delle intolleranze alle diete propagandate come risolutive: tutti si rivelano inutili perché non scientificamente provati. Meglio, invece, affrontare il problema a partire da un'evidenza medica: chi è affetto da sindrome dell'intestino irritabile soffre per la fermentazione di alcuni nutrienti in maniera differente dagli altri. Solo regolando l'ingestione di questi nutrienti sarà possibile tenere la sindrome sotto controllo e migliorare il proprio benessere.
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Viva la revolución. Il secolo delle utopie in America Latina
Rizzoli, 08/09/2016
Abstract: Per chiunque abbia vissuto e studiato negli anni Sessanta e Settanta, scrive Hobsbawm, "l'America Latina era un laboratorio del cambiamento storico. La storia procedeva a velocità altissima e nel breve spazio di mezza vita umana era possibile osservarla nelle sue tappe più significative". Dalle dittature militari al terrore di stato e alla tortura, dalle rivoluzioni "che, a differenza dell'Europa, erano tanto necessarie quanto possibili" ai "sogni di guerriglia che si ispiravano a Cuba e non avevano alcuna speranza di successo", fino all'esplosione delle metropoli e alla Colombia di García Márquez, Hobsbawm ci spiega perché lì "si era costretti ad accettare ciò che altrove sarebbe stato impensabile"; con un occhio al presente, perché strascichi e contraccolpi di quegli anni sono più vivi che mai.
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Rizzoli, 07/09/2016
Abstract: Manca ancora un mese a Natale, ma a Procolo Jovine, titolare del miglior ristorante di Bauci, piace fare le cose per bene e sta già preparando un menù coi fiocchi. Del resto, il suo pranzo del 25 è qualcosa di leggendario, un incantesimo di sapori e profumi capace di far tornare gli adulti bambini e riportarli nelle cucine delle loro nonne. I suoi segreti? Il rispetto rigoroso della tradizione e una ricerca maniacale degli ingredienti più genuini. Perciò, in questo meraviglioso paese della Costiera amalfitana, la sua autorità culinaria è indiscussa. Una mattina però, dall'altro lato della piazza, dove c'era una profumeria, Procolo nota una nuova insegna - "Experience" - che promette "percorsi emozionali in cucina". Una fitta allo stomaco lo avvisa che qualcosa non va. E quel qualcosa prende presto il volto di Jacopo Taddei, il paladino della cucina molecolare, il principe della mondanità in tv, "colui il quale ha trasformato le ostriche in nuvole, scomposto i prodotti in particelle, e inventato il cappuccino di baccalà". Un uomo bellissimo e, ça va sans dire, il sogno proibito di ogni donna. Per Procolo il suo arrivo è un oltraggio, un insulto, una sfida. Di più: un atto di guerra. Con la sapienza di uno chef stellato, Franco Di Mare mette in scena una brigata di personaggi irresistibili le cui bassezze e genialità sono quelle di tutti noi. Perché la cucina è vita, e la vita è fatta di gioie, grattacapi, rivalità e grandi amori.
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Mondadori, 09/09/2016
Abstract: Il conte e la contessa di Clifton sono separati ormai da molti anni, ma ora che la figlia si è fidanzata con quello che secondo loro non è l'uomo giusto per lei, sono costretti a unire le forze per salvare la fanciulla da una vita infelice. L'ultima cosa che però potrebbero immaginare è che il fidanzamento organizzato da Sophia con lord Francis Sutton sia falso
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Mondadori, 04/10/2016
Abstract: Simon ha diciassette anni e un amore segreto per Blu, un ragazzo conosciuto on line con cui intrattiene un'intensa, tenera corrispondenza. Il loro rapporto è al sicuro finchè un email finisce in mani sbagliate: quelle di Martin, il bullo della scuola, che oraminaccia di rivelare a tutti lo scoop dell'anno... a meno che Simon non l'aiuti a conquistare Abby, la ragazza di cui è innamorato ma che non lo degna di uno sguardo. Per proteggere il suo amore, Simon dovrà affrontare per la prima volta la paura di uscire dal guscio che ha costruito intorno a sé, trovando il coraggio di rinunciare alle proprie sicurezze per fare spazio alla bellezza e alla libertà di essere se stessi. Email dopo email, il sentimento per Blu cresce, e così la voglia di conoscersi e far conoscere agli altri chi è davvero. Da questo libro di Becky Albertalli, è tratto il film, Love, Simon, in Italia dal 31 maggio 2018.
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Mondadori, 04/10/2016
Abstract: Joey Harker è ragazzo coraggioso e leale. Ha imparato a padroneggiare la sua speciale abilità di Camminatore fra le diverse dimensioni dell'IntraSpazio, dopodiché ha contribuito a salvare l'Altriverso dalla distruzione, portando al sicuro i compagni della squadra. Joey Harker è un eroe. Ma i minacciosi poteri rivali, quello dei Binari, la scienza, e quello dell'ESA, la magia, non si sono ancora dati per vinti e lottano per conquistare il controllo di tutti i mondi paralleli. La missione di pace dell'InterMondo non è certo conclusa. E quando Acacia Jones riesce a seguire Joey a BaseTown, le cose si complicano. Nessuno sa chi sia la misteriosa ragazza, né da dove venga, mentre lei sa molte... troppe cose dell'InterMondo. La saga dei Mondi Infiniti diventerà presto un film.