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Verso la cuna del mondo
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Gozzano, Guido - Gozzano, Guido

Verso la cuna del mondo

Bompiani, 05/08/2013

Abstract: Il volume è la riproposta di un piccolo classico del Novecento: Verso la cuna del mondo (1917) di Guido Gozzano. Tra il febbraio e l'aprile del 1912 Gozzano compie un viaggio in India, che lo porterà a visitare la città di Bombay e l'isola di Ceylon. Un itinerario modesto, ma un'esperienza centrale nella non lunga vita dello scrittore piemontese. La decisione di partire è dettata innanzitutto da motivi terapeutici (guarire dalla tubercolosi), ma il pellegrinaggio di Gozzano alla "culla del mondo" diventa un fatto cruciale su cui si catalizzano le sue rappresentazioni sull'Oriente, prima, in prospettiva e in attesa, e poi, con il ricordo e la trasfigurazione letteraria. Il viaggio in India finisce così con il riverberarsi su tutta la produzione gozzaniana, all'interno della quale Verso la cuna del mondo appare pertanto come un testo fondamentale. L'India assume agli occhi dell'autore valenze contrastanti: aspirazione e delusione, attrazione e rifiuto, richiamo e scacco. Il tutto talora (ma non sempre, sicuramente assai meno che in altre opere) condito dalla sua proverbiale ironia.

Dostoevskij mio marito
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Dostoevskaja, Anna Grigor'evna

Dostoevskij mio marito

Bompiani, 26/08/2013

Abstract: Il grande romanziere Fëdor Dostoevskij viene svelato nell'intimità della vita famigliare dalla sua seconda moglie Anna Grigor'evna, che racconta con estrema semplicità e veridicità la propria esperienza al fianco dello scrittore russo. Ne esce il ritratto di un uomo già vecchio, malato e assillato dai debiti di gioco, che trova un periodo di serenità e un freno all'inquietudine dell'esistenza negli ultimi anni passati con Anna. Al tempo stesso, la narrazione conduce alla scoperta dell'autrice, una donna che, rinunciando alle proprie ambizioni di indipendenza e affermazione personale, si annulla nel matrimonio in una completa dedizione al genio-marito.

Musica per i nostri occhi
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Liggeri, Domenico

Musica per i nostri occhi

Bompiani, 26/08/2013

Abstract: "Da Wagner a Madonna, l'emozionante unica vera storia mondiale dei videoclip, come nessuno l'ha mai raccontata: come sono nati, come si fanno, chi li crea, perché ci piacciono, perché ne vedremo sempre di più. Finalmente la verità su storie e miti della (video) musica, in un racconto appassionante che ne svela tutti i misteri e ne ricostruisce le leggende, basandosi su documenti esclusivi mai riuniti in un volume prima d'oggi. ... e se ancora credete che Bohemian rhapsody dei Queen sia stato il primo clip della storia, allora vi serve proprio questo libro..."Tutti amiamo almeno un cantante, straniero o di casa nostra, famoso o di nicchia: in questo libro sono presenti aneddoti mai raccontati, notizie inedite e curiosità sul rapporto con le immagini di tutti i protagonisti della storia della musica italiana e mondiale, dai big agli artisti alternativi. Tutto sulle vere vicende che hanno condotto alla nascita del clip e delle emittenti musicali, oltre alla più completa raccolta dei registi storici della videomusica, terreno di coltura dei nuovi grandi talenti che arricchiscono il cinema, l'arte e la televisione. Un testo avvincente in grado di inquadrare da un punto di vista nuovo i nostri beniamini e il loro rapporto con i videoclip: da Madonna a Bjork, da Ligabue ai Tool, da Bruce Springsteen a Robbie Williams, dai Beatles agli U2, da Gianni Morandi ai Radiohead, dai Rolling Stones a Eros Ramazzotti, dai Nirvana ai Gorillaz, non c'è artista della storia della musica di cui non si possa scoprire qualcosa; anche andando molto a ritroso nel tempo: sono svelati pure i segreti dei filmati dei monumenti della storia della musica, dalla nascita del jazz al rock, dal pop dei '60 alla psichedelia, senza dimenticarci dei fanatici di ogni età che amano dai cantautori italiani al punk, dalla dance alla new-wave, dal pop-rock al funky, dall'hip-hop all'heavy metal, dalle produzioni indipendenti fino alle moderne contaminazioni. Aggiungendo chicche come la lunga intervista esclusiva a Vasco Rossi che racconta per la prima volta il progetto del film che avrebbe voluto trarre dalla sua canzone Vita spericolata.

Wakefield e altri racconti
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Hawthorne, Nathaniel - Montale, Eugenio - Gorlier, Claudio

Wakefield e altri racconti

Bompiani, 26/08/2013

Abstract: Celebre al grande pubblico per il romanzo La lettera scarlatta, lo statunitense Nathaniel Hawthorne fu anche autore di numerosi racconti, amato per questo da Montale e Vittorini. Borges l'ha avvicinato a Kafka per le sue tematiche di sconvolgente attualità. I racconti che presentiamo sono tratti da Twice-Told Tales (1837) e includono sia testi già classici ai tempi di Hawthorne (come Il dolce fanciullo), sia altri testi in cui successivamente si sono riscontrate singolari anticipazioni, come l'enigmatico Wakefield. Descrivendo i rapporti tra l'individuo e la comunità in cui vive, Hawthorne ha infatti saputo smascherare quelle scelte e quei comportamenti alienati, a volte schizofrenici, che derivano dalla profonda crisi di identità dell'uomo moderno. Nella traduzione di Eugenio Montale e Luigi Berti questi racconti costituiscono una significativa occasione di incontro con un classico della letteratura.

In principio era il segno
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Manetti, Giovanni

In principio era il segno

Bompiani, 28/08/2013

Abstract: Il libro ripercorre le varie tappe del pensiero semiotico come si è manifestato nell'antichità classica, focalizzando l'attenzione sia sulle pratiche indiziarie, sia sulle teorie del segno e del linguaggio: si va, così, dai segni della divinazione greca al linguaggio delle Sibille, dagli indizi e prove della storiografia ai sintomi descritti nella medicina greca, per arrivare alle teorie dei filosofi. Queste ultime si susseguono in un ordine cronologico tale da coprire in maniera organica il percorso semiotico della cultura classica: una sorta, quindi, di comprensiva storia dellasemiotica dell'antichità. Si inizia con la teoria linguistica del Cratilo di Platone, si prosegue con Aristotele e gli stoici, si arriva al De signis di Filodemo, che illustra il dibattito tra epicurei e stoici sull'inferenza semiotica, e in cui compare per la prima volta l'espressione "semeiosis" (semiosi), poi adottata da Charles Sanders Peirce proprio in seguito alla lettura di quel testo nel 1879-80. Si affronta quindi il tema del confronto tra il linguaggio degli animali e quello degli uomini, che ha attraversato la riflessione filosofico-linguistica dell'antichità e si è posto alla radice di una lunga tradizione che conduce, attraverso il Medioevo, fino a Cartesio, ai dibattiti settecenteschi e alle indagini attuali sulla mente degli animali. Il volume si conclude infine su alcune tematiche semiotiche generali, che legano il mondo antico a quello contemporaneo, come la relazione tra un modello equazionale del segno e un modello inferenziale.

Scritti
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Guttuso, Renato

Scritti

Bompiani, 04/09/2013

Abstract: Questo ebook contiene:Prefazione di Fabio Carapezza GuttusoIntroduzione di Massimo OnofriDel realismo, di Guttuso e d'altro di Marco CarapezzaNota all'edizioneCronologia essenzialeParte primaDEI PITTORI E DEGLI AMICIIncroci novecenteschiDossier PicassoVisite all'arte del passatoParte secondaDEL REALISMO, DEL PRESENTE E D'ALTROPer una poetica del realismo e la critica al sistema dell'artePagine di diarioParte terzaImpegno civile e difesa del patrimonio artisticoA cura di Marco Carapezza con contributi di Fabio Carapezza Guttuso e Massimo Onofri

Tutti i trattati peripatetici
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Pomponazzi, Pietro - Raimondi, Francesco Paolo

Tutti i trattati peripatetici

Bompiani, 04/09/2013

Abstract: Testo latino a frontein prima edizione critica con traduzione integraleTrattato sull'intensità e sull'attuazione delle forme, Trattato sulla reazione, Questione sull'azione reale, L'immortalità dell'anima, Apologia, discorso difensivo, Trattato sulla nutrizione e sull'accrescimentoA cura di Francesco Paolo Raimondi e José Manuel García ValverdeI Tractatus mere peripatetici, editi tra il 1514 e il 1521, appartengono tutti al fecondo periodo dell'insegnamento bolognese del Pomponazzi e rappresentano il tentativo di ricondurre al puro e genuino testo aristotelico tanto le problematiche suscitate dai fisici oxoniensi intorno alla quantizzazione delle qualità, quanto quelle, di forti implicazioni teologiche, relative alla mortalità dell'anima. Al primo ambito si iscrivono i primi tre trattati (il De intensione del 1514, il De reactione e la Quaestio del 1515), in cui Pomponazzi polemizza con i fisici mertoniani e, dimostrando la sostanziale inconsistenza delle loro dottrine, spegne gli entusiasmi suscitati in Italia dalla logica calculatoria. Al secondo ambito si iscrivono il De immortalitate animae del 1516, il più fortunato dei trattati perettiani, l'Apologia del 1518 e il Defensorium del 1519, tutti centrati sul tema della mortalità dell'anima. La radicalità della tesi non mancò di provocare la reazione degli ambienti cattolici, soprattutto veneti, che accusarono l'autore di eresia. Nell'Apologia Pomponazzi si difese dalle critiche dell'amico cardinale Gaspare Contarini e di Pietro Manna e dagli attacchi di Ambrogio Fiandino e di Vincenzo di Vicenza. Il Defensorium costituisce la risposta al De immortalitate di Nifo. Chiude la raccolta il De nutritione del 1521, che esplora i temi della nutrizione e dell'accrescimento, dando un ulteriore supporto teorico alla tesi della materialità.

Che Guevara top secret
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Cereghino, Mario José - Vasile, Vincenzo

Che Guevara top secret

Bompiani, 04/09/2013

Abstract: Chi vuole la morte del Che in Bolivia? Le spie americane che gli danno la caccia da vari mesi? I generali di La Paz, costretti ad affrontare l'insurrezione "castrocomunista" finanziata da Cuba? O l'Urss di Breznev, che nel guerrigliero argentino vede un pericoloso, nuovo Bakunin? La scoperta recente di decine di documenti del Dipartimento di Stato e della Cia sul tentativo rivoluzionario nel paese andino getta una luce inedita sull'ultima avventura guevarista: dallo sconcerto iniziale dei diplomatici Usa ai forti contrasti politici e militari tra statunitensi e boliviani, fino ai troppi misteri che avvolgono ancora le ultime ore di vita di Ernesto Guevara de la Sena. A quasi quarant'anni dal suo assassinio (9 ottobre 1967), gli Archivi nazionali di Washington ci restituiscono un piccolo tesoro: il controdiario yankee sul "nuovo Vietnam" latinoamericano. Un'antologia imperdibile per chi ha amato il celebre Diario in Bolivia del Che, un cult della rivolta giovanile del 1968.

Tutti gli scritti socratici
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Senofonte - Reale, Giovanni

Tutti gli scritti socratici

Bompiani, 11/09/2013

Abstract: Una traduzione di tutti gli scritti socratici di Senofonte con testo greco a fronte in volume unico e con relativi apparati mancava in Italia.La studiosa Livia De Martinis ha curato un lavoro completo in tutte le sue parti: chiara traduzione, ricche prefazioni, note per le singole opere, bibliografia e indici analitici. Questo si imponeva come necessario, proprio per le complesse informazioni che la comprensione storico-ermeneutica di questi scritti richiedono. Inoltre, dal momento che, per lo più, Senofonte in queste opere presenta ciò che dice in forma dialogica, era necessario cercare di evidenziare tale procedimento strutturale anche formalmente, ossia scandire con gli "a capo" domande e risposte, e quindi rispettare ilmetodo dialettico socratico in modo conveniente, come spesso si è invece trascurato di fare, presentando il testo tutto di seguito con l'introduzione di titoli che aiutano la lettura e la comprensione dei testi. Giovanni Reale ha ritenuto opportuno presentare un esauriente Saggio introduttivo, seguendo una linea metodologica fondata soprattutto sulla interpretazione analitica dei testi. Senofonte si impone come un testimone storicamente credibile per intendere Socrate su alcuni concetti essenziali, come già in passato Reale ha dimostrato in altri suoi scritti, in particolare nel volume Socrate, alla ricerca della sapienza umana, opera che ha avuto molta fortuna (pubblicata dapprima dalla Rizzoli, Milano 2000 e poi dalla Bur con varie riedizioni 2001; 20135 e tradotto in lingua greca), e dalla quale ha ripreso alcuni punti-chiave, con ampliamenti e approfondimenti. Senofonte ha intenso in modo perfetto la figura morale di Socrate come un "modello" da imitare e come un uomo che ha saputo vivere una "vita felice" come nessun altro. Malgrado i limiti filosofici, Senofonte offre significativi contributi per l'interpretazione del pensiero di Socrate, in particolare per quanto riguarda alcuni concetti morali e teologici.Insieme ai dialoghi di Platone, gli scritti socratici di Senofonte, soprattutto i Memorabili, si impongono come un punto di riferimento paradigmatico, irrinunciabile per intendere uno dei più grandi filosofi di tutti i tempi.A cura di Livia de MartinisSaggio introduttivo di Giovanni Reale

L'uomo delinquente - quinta edizione - 1897
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Lombroso, Cesare - Torno, Armando

L'uomo delinquente - quinta edizione - 1897

Bompiani, 16/09/2013

Abstract: Nel 1897 vede la luce la quinta edizione dell'Uomo delinquente di Cesare Lombroso, in quattro volumi, di cui uno contenente un Atlante. In quest'opera l'analisi dei caratteri somatici criminali attraverso le immagini si fa sempre più dettagliata e Lombroso cerca di stabilire le caratteristiche dei tipi criminali, differenziandole in base alle anomalie proprie della categoria cui appartengono. Si delinea quindi un profilo criminologico del pazzo morale e del pazzo epilettico, accomunando i pazzi morali nella medesima categoria degli epilettoidi, dei delinquenti epilettici e dei delinquenti nati; segue un'analitica descrizione dei mattoidi, vale a dire individui alienati che passano per geni, ma che in sostanza sono persone comuni affette da patologie psichiche che li spingono a dedicarsi ad attività estranee alle loro capacità. Si improvvisano politici, seduttori, predicatori, venditori di qualsiasi cosa. La loro caratteristica è essere animati da un'esagerata laboriosità e manifestano un narcisistico culto della personalità. Conscio che la teoria atavica del delinquente è stata messa in discussione dagli studi dei suoi allievi e seguaci, tra i quali spicca il nome di Enrico Ferri, Lombroso, pur restando fedele alla primitiva impostazione della teoria antropologica dell'uomo delinquente, introduce in questa quinta edizione (la più completa che ci sia giunta) nuovi elementi nello studio del fenomeno criminale."La causa maggiore d'ogni delitto è il carcere. Noi, precisamente quando crediamo vendicare e difendere la società, con il carcere somministriamo ai delinquenti i mezzi di conoscersi, di istruirsi e di associarsi nel male."Volume III, p. 254

Storia del pensiero cristiano tardo-antico
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Moreschini, Claudio - Reale, Giovanni

Storia del pensiero cristiano tardo-antico

Bompiani, 14/10/2013

Abstract: ll volume esamina la formazione del pensiero cristiano nel mondo antico, a partire dalla predicazione evangelica e apostolica, allorquando la società cristiana, staccatasi oramai definitivamente dalle sue origini ebraiche, è proiettata con sempre maggiore interesse alla diffusione e alla "conquista" del mondo pagano circostante. Per una tale conquista i contatti - anche se frequentemente polemici - con la cultura greca e latina sono essenziali. Come si attua la formazione di una letteratura, di un diritto e di una legislazione romano-cristiana, così sorge anche un pensiero cristiano nel contatto con la filosofia greca. Parlare di "pensiero cristiano" significa volersi distinguere dal concetto più generale di "patristica", per concentrarsi su di un ambito di ricerca e di problemi specifico e definito. Per questo motivo il presente volume giunge senza soluzione di continuità fino al pensieromedievale, latino e bizantino. Si è ritenutonecessario aggiungere una ricca copia di testi, che costituiscono un'antologia mai tentata fino a ora, affinché il lettore possa avere un diretto contatto con il pensiero cristiano dei primi secoli.

Luoghi e paesaggi
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Zanzotto, Andrea

Luoghi e paesaggi

Bompiani, 16/10/2013

Abstract: Per la prima volta vengono qui raccolti, ordinati e proposti in un insieme coerente gli scritti in prosa dedicati da Andrea Zanzotto al tema del paesaggio. Questi testi, inediti o da tempo irreperibili, permettono di seguire l'evoluzione dell'immaginario dell'autore attraverso cinquant'anni di impegno letterario.La scrittura di Zanzotto racconta un'"idea di paesaggio" in cui l'uomo e la natura interagiscono e si confrontano, nonostante l'impatto del primo sulla seconda si faccia sempre più invasivo. Ai luoghi reali della vita dell'autore, il grande Veneto che si estende dalle Dolomiti alle Lagune, si affiancano i paesaggi immaginati, viaggi compiuti o sognati in un'Europa sospesa tra lontananza e prossimità. Il ritratto dei luoghi si intreccia con quello dei personaggi che l'autore incontra e insegue nelle sue peregrinazioni, compagni di viaggio fidati e sorprendenti nella loro caratterizzazione umana e linguistica. Il risultato è un rapporto con il mondo che si completa nella scrittura, "vero luogo del nostro stare", ricercato e difeso con la forza di una passione intima e civile, come solo la poesia può essere.

La luce alla finestra
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Riley, Lucinda

La luce alla finestra

Giunti, 16/10/2013

Abstract: Émilie de la Martinière ha sempre subito il giudizio di sua madre, regina indiscussa della scena mondana parigina. Ora ha trent'anni, ma la freddezza mascherata dal lusso e dagli agi con cui quella donna superficiale e distante l'ha cresciuta è un fardello ancora pesante da portare. La sua morte risveglia in Émilie un groviglio di sentimenti contrastanti e dolorosi, soprattutto quando apprende di essere l'unica erede di un sontuoso castello nel Sud della Francia, un castello che nasconde le risposte a molti degli interrogativi che pendono sul suo passato: sarà un vecchio taccuino di poesie ritrovato tra quelle mura a metterla sulle tracce della misteriosa e bellissima zia Sophia, la cui tragica storia d'amore ai tempi della guerra ha segnato irrimediabilmente la sua famiglia. Una storia così intensa ed emozionante da spingerla a riconsiderare la sua vita e ciò che la circonda: perché all'improvviso continua a pensare a un uomo che ha appena conosciuto, proprio lei che si è sempre tenuta lontana dall'amore?Voce unica e inconfondibile della narrativa romantica, Lucinda Riley ha scritto un'altra storia d'amore e passione, una storia impetuosa tra passato e presente che incanta, travolge e rapisce.

Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale
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Mancuso, Stefano - Viola, Alessandra

Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale

Giunti, 23/10/2013

Abstract: Le piante sono esseri intelligenti? Partendo da questa semplice domanda Stefano Mancuso e Alessandra Viola conducono il lettore in un inconsueto e affascinante viaggio intorno al mondo vegetale. In generale, le piante potrebbero benissimo vivere senza di noi. Noi invece senza di loro ci estingueremmo in breve tempo. Eppure persino nella nostra lingua, e in quasi tutte le altre, espressioni come "vegetare" o "essere un vegetale" sono passate a indicare condizioni di vita ridotte ai minimi termini. "Vegetale a chi?"... Se le piante potessero parlare, forse sarebbe questa una delle prime domande che ci farebbero.

Le basi della semiotica
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Traini, Stefano

Le basi della semiotica

Bompiani, 30/10/2013

Abstract: Come si possono analizzare i significati dei linguaggi e del mondo che ci circonda? Come si può descrivere il senso dei testi e delle culture?La semiotica – dagli anni sessanta ai giorni nostri – ha elaborato degli strumenti per analizzare il senso, diventando così una scienza della significazione. Il libro di Stefano Traini presenta in modo articolato le teorie e gli strumenti messi a punto da quattro semiologi che, da prospettive diverse, hanno gettato le basi di questa disciplina: Roland Barthes, Umberto Eco, Algirdas Julien Greimas, Jurij Michajlovič Lotman. Alla base delle loro teorie c'è la linguistica strutturale della prima metà del Novecento (con Ferdinand de Saussure e Louis Hjelmslev), che viene presentata nella prima parte del libro, ma vi sono anche influenze, innesti e contaminazioni (con l'antropologia, con la narratologia, con la filosofia del linguaggio, con le scienze cognitive) che vengono via via descritti nel corso della trattazione. L'autore presenta così le basi della semiotica, affinché gli studiosi di oggi e di domani possano prendere posizione e intraprendere nuovi percorsi di ricerca.

Ermeneutica e psicologia del linguaggio
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Steinthal, Heymann - Bondì, Davide

Ermeneutica e psicologia del linguaggio

Bompiani, 30/10/2013

Abstract: Ermeneutica e psicologia del linguaggio restituisce, attraverso una scelta degli scritti più importanti di Heymann Steinthal, i risvolti fondamentali del suo pensiero. La prima sezione mette a fuoco i gangli costitutivi della sua filosofia del linguaggio (1855). L'autore vi argomenta, sulla scia dell'opera di W. von Humboldt, l'autonomia della lingua dalla logica nel processo di costituzione dell'esperienza. "Logica e grammatica" - scrive - "sono grandezze assolutamente incommensurabili e ogni lingua è una creazione puramente soggettiva di forme e categorie, scaturita da ragioni soggettive che si trovano al di là di ogni possibilità di previsione".La tesi di Steinthal scompagina il dibattito ottocentesco sulla conoscenza e la rappresentazione ed esercita una sotterranea influenza su filosofi della statura di Croce, Benjamin e Cassirer. Nella seconda sezione è presentato il programma di ricerca della psicologia dei popoli, steso assieme a Lazarus nel 1859. La Völkerpsychologie si configura come un'alternativa alle filosofie della storia ottocentesca, volta a individuare un punto d'equilibrio tra sguardo sintetico e analitico sullo sviluppo spirituale dei popoli."Lo spirito" - si legge - "costituisce la vetta più alta della natura e parimenti l'innalzamento al di sopra di essa. Il suo operare è posto nel mezzo e determina il passaggio da una realtà ancorata unicamente alla legge universale a un'idealità liberamente creatrice". La terza sezione riscopre una pagina singolare e poco conosciuta dell'ermeneutica del XIX secolo, già segnalata da Gadamer. Il processo dell'interpretazione è indagato da Steinthal in chiave psicologica e in rapporto alle principali proposte coeve della filologia e della filosofia del linguaggio (Schleiermacher, Ast, Dilthey, Böckh). "Dove il filologo ha compiuto pienamente il suo compito, la sua comprensione non è soltanto un semplice evento, non solo un atto, bensì una creazione".

Vita di Maria Stuarda
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Zweig, Stefan

Vita di Maria Stuarda

Bompiani, 30/10/2013

Abstract: Il tragico percorso della vita di Maria Stuarda ha origini e radici nella sua ascesa incredibilmente rapida alla condizione della massima potenza terrena: a sei giorni regina di Scozia, a sei anni fidanzata d'uno dei più potenti principi d'Europa, a diciassette regina di Francia. Un'ascesa ottenuta senza fatica né merito, come in un sogno, senza il tempo di esserne interiormente consapevole. Ma subito il sogno svanisce e interviene la delusione, la realtà di una condizione che le impedisce di essere semplicemente se stessa, ma solo e sempre parte e oggetto di un gioco d'interessi.Al ritorno in Scozia è subito esposta alla bufera di una rabbiosa lotta religiosa che sconquassa la sua terra e s'insinua fin nella sua famiglia, coinvolgendo lo sfortunato paese nel sanguinoso gioco delle potenze mondiali; nasce di qui il conflitto personale tra l'astuta Elisabetta e l'impulsiva Maria Stuarda, tra Inghilterra e Scozia, dietro al quale s'innalza l'ombra dei grandi contrasti del tempo tra Riforma e Controriforma, tra l'epoca moderna alle porte e il mondo medioevale che muore. In questa lotta senza tregua, Stefan Zweig ci conduce a scoprire la dimensione umana delle due protagoniste, donne di statura eccezionale che si fronteggiano con armi subdole e sleali, fino al momento aspro e tagliente della tragedia finale. "Non solo come regine, ma anche come donne, Elisabetta e Maria Stuarda rappresentano due tipi assolutamente opposti, come se la natura si fosse divertita a esemplificare in contrappunto, fin nei minimi particolari, una grande antitesi di portata storica mondiale."

Adagi
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Erasmo da Rotterdam - Lelli, Emanuele

Adagi

Bompiani, 13/11/2013

Abstract: Imponente serbatoio di proverbi, sentenze e massime di saggezza derivate dalla cultura greca e latina, gli Adagia – l'opera a cui Erasmo riservò i suoi maggiori sforzi, lavorandovi per quasi quarant'anni – sono il più grande repertorio paremiografico mai realizzato in età moderna, del quale si offre per la prima volta in Italia il testo latino affiancato da una traduzione integrale. Uno straordinario lavoro di disseppellimento degli autori antichi portò Erasmo a raggiungere, nell'ultima redazione stampata a Basilea nel 1536, quasi quattromiladuecento voci, che arrivano a oltre diecimila se si contano tutti i proverbi e le sentenze citati nel testo. Una summa unica, dunque, della morale e del pensiero antico, ma non solo.Erasmo infatti, nei suoi commenti, inserisce spesso riferimenti alle espressioni proverbiali del suo tempo, fiamminghe, francesi, inglesi, tedesche e italiane, gettando così un ponte affascinante tra la cultura antica e la vita quotidiana dell'Europa moderna. Quella degli Adagia, a ben vedere, può costituire senza dubbio una lettura 'interattiva': alla ricerca del proverbio più familiare al lettore, che può scoprirne le antiche radici classiche.Un indice completo dei proverbi greci, latini e italiani, nonché un indice analitico, fanno di quest'opera una vera e propria enciclopedia della cultura classica, vista attraverso la lente d'ingrandimento del proverbio, ora ironica e pungente, ora severa e pensosa.TESTO LATINO A FRONTEPrima traduzione italiana completa

Cinema, televisione, cinema
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Guglielmi, Angelo

Cinema, televisione, cinema

Bompiani, 20/11/2013

Abstract: Da sessant'anni protagonista della televisione e del cinema italiani, Angelo Guglielmi rievoca per la prima volta in questo libro, la sua attività nel settore dall'impegno a Rai 3, alla nomina ad Amministratore Delegato e Presidente dell'Istituto Luce. Guglielmi rivendica i risultati del suo lavoro, espressione di una visione culturale sempre alta e nobilmente democratica, capace di unire industria e impegno artistico, intrattenimento e letteratura. Una vita sempre in prima linea, prima da autore e direttore di rete, poi alla guida dell'Istituto Luce: un'esperienza di virtuosa amministrazione che ha portato, tra gli altri risultati, alla disponibilità in rete dell'immenso archivio storico dell'Istituto e alla valorizzazione dei grandi capolavori del cinema italiano. Sempre in nome di una cultura di ricerca che non rinunciava a tenere bene in vista gli interessi del grande pubblico.

Le età del mondo
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Schelling, Friedrich W. - Limone, Vito

Le età del mondo

Bompiani, 29/11/2013

Abstract: Le età del mondo – che in questa edizione si presenta nelle versioni del 1811, 1813, 1815/17 – indubbiamente non è soltanto l'opera alla quale Schelling si dedicò più intensamente e che avrebbe dovuto essere la sintesi perfetta del suo pensiero, ma è anche una delle più oscure parabole del tardo idealismo. Il progetto originale di Schelling era di costruire una monumentale architettura del tempo, una visione grandiosa delle età del passato, del presente e del futuro. Eppure le versioni del 1811, del 1813 e del 1815/17 non parlano di nient'altro se non del passato, immemorabile abisso del tempo. Non perché Schelling non sia riuscito a pensare altro dal passato, ma perché il passato, l'eterno e inattingibile passato è fonte di ogni tempo. Le età del mondo non sono solo tempi eterni, ma i volti stessi di Dio. L'intramontabile triade intradivina e il pensiero dell'inizio non è solo pensiero dell'insondabile abisso del tempo, ma soprattutto pensiero dell'inizio di Dio, della Deità di Dio.