Trovati 855446 documenti.
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Adelphi, 26/09/2019
Abstract: Queste pagine, in parte giornalistiche, in parte da diario segreto, ci consentono di penetrare nell'officina del sommo maestro americano, "meraviglioso cervello sempre all'erta" da cui Baudelaire diceva di aver imparato a pensare. Capzioso e oltranzista, impasto di razionalità ancora settecentesca, ruvido pragmatismo "di frontiera" e geniale nevrosi già tutta moderna, Poe, con lo sguardo implacabile di "un anatomista che sezioni un gatto" (D.H. Lawrence), impugna il bisturi e scruta "all'interno" di un cuore, di un personaggio, di una poesia, di un verso, di una parola, anche solo di una lettera dell'alfabeto. Così armato, va "al massacro delle banalità", allora come adesso troneggianti, e proprio l'inconsistenza di tanti nomi che qui s'incontrano, bersagli contro cui si scaglia, mostra per contrasto l'entità della battaglia da lui combattuta. Per questa azione di guerriglia usa la misura quanto mai elastica della nota in margine, che va da poche righe a qualche foglio, dall'aforisma-lampo al mini-saggio, e può così lasciarsi andare a bizze e ghiribizzi, plausi e insofferenze, fantasie, satire e paradossi. Per suadente contagio il lettore proverà, come scriveva Giorgio Manganelli, "la delizia maniacale del perdersi nel margine del libro, muoversi accanto alle idee".
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Adelphi, 26/09/2019
Abstract: "E qui comincia il mio "Quaderno nero" che ancora oggi odora di terra: un tempo fu sotterrato in una cantina e si ricoprì di macchie di muffa verde scuro". Con queste parole Nina Berberova evoca il suo diario segreto, intermittente, fedele ai ritmi oscillatori delle emozioni e del pensiero, una sorta di nucleo primigenio intorno al quale andarono via via formandosi le concrezioni della memoria, quelle stesse che avrebbero visto la luce, in forma autobiografica, con "Il corsivo è mio" (1969).Avviati il giorno stesso del patto Molotov-Ribbentrop, gli appunti solcano intrepidi gli anni della seconda guerra mondiale, vissuti dalla Berberova nell'esilio parigino, tra la "maleolente, miserabile" emigrazione russa: i Chodasevic, Zajcev, Bunin, Osorgin, Kerenskij, Merezkovskij, Gippius tentano ancora di sopravvivere, mimando le consuetudini di un precario passato, tra una visita di cortesia, un pasto rimediato alla meglio, qualche "festa letteraria" per commemorare un amico scomparso. Ma sono anche anni di letture: Pascal, Tolstoj, Cervantes, Dostoevskij, Schopenhauer si rivelano lenti ottiche infallibili per mettere a fuoco lo smarrimento, il distacco, la stoica perdita di ogni speranza, o per evocare felicità e tragedie lontane, o ancora per arrivare a una più lucida definizione di se stessi. Le ultime pagine restituiscono un'immagine inaspettata della Berberova: a guerra conclusa, tornano sogni, progetti, viaggi, serate con Camus, Sartre, Breton, l'osservazione curiosa del presente, un nuovo afflusso di energie scetticamente vitali, come solo un'araba fenice avrebbe saputo risvegliare.
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Dove non si parla d'amore e altri racconti
Adelphi, 26/09/2019
Abstract: Nei racconti che compongono questo volume non si parla d'amore, ma delle emozioni senza nome, senza etichetta, che vincolano il cuore di un'umanità spaesata, non connotata da ruoli o qualifiche, stupita dal fluire del tempo come dagli scarti improvvisi del destino, in cerca di sé nelle stanze di case non riconoscibili, in chiese abbandonate a una sacralità senza riti, in città sospinte dalla storia in altri universi. Quel sommovimento di tutto, quel senso di perpetua precarietà che la Rivoluzione russa impose in una vasta parte del mondo diventano qui un clima e un fondale psicologico. L'esilio come condizione dello spirito, espressione dello smarrimento e della vulnerabilità dell'anima di fronte al definirsi della vita, al profilarsi dei suoi inattesi contorni – e nonostante tutto un'ostinata vitalità di sentimenti, un'ingenua fedeltà all'esistenza: questa l'acuta attualità di Nina Berberova, il nodo che si stringe e si allenta nella sua scrittura, immersa in quella luce sensuale della mente che la letteratura russa irradia da Puškin a Pasternak."Dove non si parla d'amore" si compone di diciannove racconti, scritti e pubblicati negli anni Trenta, ma ora per la prima volta raccolti in volume.
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Il muro. La fine della guerra fredda in quindici storie
Egea, 30/08/2019
Abstract: Berlino bombardata di caramelle; il Muro sorvolato da centinaia di palloncini colorati; una comune anarchica ed ecologista che, nel cuore della città, si autoproclama "la Terza Berlino". E ancora: i ritratti di tre futuri leader colti nel momento in cui le loro vite prendono la direzione che li condurrà dove sono oggi; e le vicende di pochi individui a simboleggiarne migliaia, forse per molti versi simili, sicuramente mai approdate sui testi di storia o anche solo nelle tante pagine di cronaca scritte durante la guerra fredda. Dalla Storia con la maiuscola alle storie di donne e uomini, dal passato al presente, da una capitale spezzata e contesa al mondo globalizzato, questo libro offre al lettore quindici episodi realmente accaduti attraverso cui il Muro si racconta e ci racconta, aiutandoci a capire da dove veniamo e a interrogarci su dove stiamo andando.
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Star bene in acque torbide. Una guida per trovare la pace nel caos quotidiano
Casa editrice Astrolabio - Ubaldini Editore, 19/09/2019
Abstract: In questo volume Ezra Bayda, maestro di meditazione zen americano, approfondisce il discorso iniziato in Essere zen su come destarsi dal 'sogno egocentrico' in cui tutti siamo immersi. Bayda si ispira ai versi recitati nel corso dei ritiri zen (Che la nostra vita sia come quella del loto / a proprio agio in acque torbide) per guidare i lettori all'essenza della pratica spirituale: la disponibilità ad aprirci a qualsiasi cosa la vita ci presenti. Questa è la chiave della saggezza, della compassione e della vita autentica che tutti desideriamo.
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Fazi Editore, 10/10/2019
Abstract: Kornelíus, un poliziotto islandese possente come un troll, che canta musica folkloristica in un coro di donne, trova un cadavere in una solfatara, spellato dal ventre in giù. Mentre cerca una spiegazione per quel delitto associato a uno strano rituale, è anche alle prese con la mafia lituana, a cui deve dei soldi; per estinguere il suo debito, s'impegna a ritrovare due chili di cocaina rubati da un mozzo durante una transazione in mare. Negli stessi giorni, giunge in Islanda il giornalista Jacques Soulniz: quarant'anni dopo aver visitato l'isola con un gruppo di amici, vi fa ritorno con la figlia Rebecca, la sua ribelle Beckie, con la quale cerca di riallacciare un rapporto compromesso. Sin dalle prime tappe, però, il loro soggiorno prende una piega inaspettata: l'uomo è inseguito dalle ombre del suo passato e sembra avere un conto in sospeso con quelle terre misteriose, che hanno in serbo per lui un'implacabile vendetta. Le strade di Kornelíus e Soulniz si incroceranno in un gioco crudele orchestrato dal destino. Dopo le steppe mongole della trilogia di Yeruldelgger, Ian Manook ci accompagna in Islanda, fra ghiacciai, vulcani, antiche leggende, scogliere impervie a picco sul mare: un paese di una bellezza abbagliante, modellato dalla collera millenaria dell'oceano. Un'Islanda arcana e luminosa, in cui dietro ai paesaggi immacolati si celano traffici illeciti di ogni sorta. Un thriller dal ritmo serrato, con personaggi indimenticabili e un'ambientazione unica: Ian Manook è tornato e non deluderà i suoi molti fan."Un viaggio di iniziazione nelle terre islandesi. Dietro una scrittura straordinaria, ritroviamo con piacere il talento di Ian Manook nel mettere in scena la natura, la cultura e i riti ancestrali di un paese"."Le Parisien""Un road trip islandese. Una storia di vendetta che si tinge di magia sullo sfondo di paesaggi spettacolari"."Le Devoir""Ian Manook al suo meglio"."Page des libraires"
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Fazi Editore, 10/10/2019
Abstract: 1944, New Orleans. Evelyn proviene da una delle più rispettate famiglie della città e quando si innamora di Renard, un ragazzo qualsiasi, senza soldi e dal futuro incerto, in casa scoppiano le tensioni. Le riserve della famiglia di lei e la decisione di lui di partire per la guerra come volontario metteranno alla prova la relazione tra i due.Negli anni Ottanta, la figlia di Evelyn, Jackie, è una madre single: il marito Terry è andato via di casa nel tentativo di combattere la sua tossicodipendenza, lasciando soli lei e il figlio T.C. L'inaspettato ritorno dell'uomo sconvolge la ritrovata normalità di Jackie, la quale è lacerata dall'idea di dargli un'altra opportunità.Nel 2010, in una New Orleans che porta ancora i segni dell'uragano Katrina, il venticinquenne T.C. è appena uscito di prigione quando il suo amico Tiger gli propone un "grande affare". L'arrivo di un figlio sconvolgerà i piani del ragazzo, ma non il giro di eventi che ormai si è innescato.Tre generazioni, tre destini e tre epoche a confronto: La libertà possibile racconta la faticosa conquista della libertà da parte dei membri di una famiglia di colore, oltre i pregiudizi sociali e le aspettative dei familiari, fra sogni infranti e porte che invece si aprono. Con una scrittura incisiva e ricca di sfumature, che le è valsa la nomina al National Book Award 2017, Margaret Wilkerson Sexton costruisce un romanzo d'esordio in cui la brillante analisi sociale e la raffinata descrizione dei sentimenti umani sfiorano l'esattezza fotografica."Il romanzo d'esordio di Margaret Wilkerson Sexton, La libertà possibile, una storia familiare ambientata a New Orleans, è davvero un grandissimo libro!".Tayari Jones"Questo brillante e ben riuscito romanzo d'esordio illumina di una luce vivida e compassionevole tre generazioni di una famiglia di colore di New Orleans, concentrandosi più sulla loro capacità di resistenza che sulle ingiustizie subite"."The New York Times Book Review""Un romanzo commovente, ingegnosamente costruito su un andirivieni costante tra le diverse storie dei protagonisti e i salti temporali. Margaret Wilkerson Sexton ritrae l'intreccio dei personaggi e degli eventi in modo penetrante e ricco di sfumature, mostrando come le avversità a cui ci sottopone la vita vengano amplificate dalle ingiustizie e dalle disparità razziali di ciascuna epoca"."The Washington Post"
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Bollati Boringhieri, 03/10/2019
Abstract: "Dove mai avrà termine, dove mai placata cesserà la furia di Ate?" L'interrogativo angoscioso di Eschilo non smette di risuonare dopo migliaia di anni. Abbiamo forse dimenticato il nome della funesta divinità greca che prima induceva gli uomini in errore e poi ne esigeva inclemente la punizione, ma della sua vendicatività rimane un'impronta nell'idea di giustizia a cui è ispirata l'attuale civiltà giuridica. La rassicurante contrapposizione tra vendetta e barbarie da un lato – la violenza sommaria del "sangue chiama sangue" – e giustizia e civiltà dall'altro tradisce infatti una infondatezza che sgomenta. Scrutando nel cono d'ombra dell'azione penale con lo sguardo penetrante di chi coglie ambivalenze e fratture nella presunta rotondità dei concetti, Umberto Curi vi rintraccia l'aspetto arcaico e irrisolto che tinge ancora il dispositivo della pena del "colore dell'inferno", secondo l'espressione di Simone Weil. Lungo il tragitto a lui familiare, che dalla grecità dei filosofi e dei tragici arriva a Nietzsche e al pensiero contemporaneo, Curi testa la resistenza, e la fragilità, del principio di giusta "retribuzione" del reato attraverso un castigo adeguato. L'equità che intende garantire era invocata anche dall'ingiunzione biblica "frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente" e dalla legge del taglione fissata dalle XII Tavole romane, ossia dai meccanismi che prevedevano la reciprocità del danno. Infliggere sofferenza al colpevole, sia per ristabilire l'ordine cosmico infranto sia, più modernamente, a scopo rieducativo o preventivo, oscilla tra una concezione sacrale della pena come espiazione e una visione compensativa che rimanda all'antica relazione tra debitore e creditore. Impostazioni che, tuttavia, sortiscono l'effetto-paradosso di assolvere la colpa, una volta estinto il debito con la pena, senza alleviare il dolore della vittima. Proprio alla fuoriuscita dalla logica del paradigma retributivo e di quello pedagogico lavora oggi la giustizia riparativa, che mette invece al centro il rapporto tra offensore e offeso. Perché si possa, infine, sottrarre alla crudele Ate l'insidioso terreno in cui prospera.
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Il piccolo libro del colore. Come i colori possono cambiarti la vita
Corbaccio, 10/10/2019
Abstract: La guida definitiva all'uso del colore per il proprio benessereNon vi piacerebbe sentirvi più sicuri di voi stessi semplicemente indossando una camicia gialla? O rilassarvi rientrando in casa, dopo una giornata stressante, fra le pareti del soggiorno colorate di un verde delicato?I colori dominano il nostro mondo e liberano le nostre energie emotive. Karen Haller, specialista nella psicologia dei colori, spiega il loro potere intrinseco. Soffermarsi, per esempio, su un colore che ci rende immediatamente allegri oppure tristi può risvegliare ricordi sopiti da tempo e aiutarvi a sciogliere nodi emotivi irrisolti. Il piccolo libro del colore è un libro rivoluzionario per il vostro benessere, che vi renderà responsabili della scelta dei colori che arricchiscono la vostra vita, la vostra autostima e la vostra motivazione. Analizzando la scienza, la psicologia e il significato emotivo del colore, e con una serie di test pratici per trovare le vostre "intolleranze" personali e, viceversa, le vostre combinazioni ideali, questo libro vi aiuterà a riscoprire la gioia di ciò che state facendo, attraverso la gioia del colore.
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Bollati Boringhieri, 26/09/2019
Abstract: Una storia del silenzio probabilmente non si può urlare (non sarebbe coerente), ma si può forse leggere, con quell'attitudine meditativa e piacevolmente ovattata che si trova anche sulla copertina di questo volume. Questo inno alla fuga dai rumori del mondo, nell'immersione senza suoni di una buona lettura, non è tuttavia una pratica così antica, dal momento che almeno fino al Duecento la maggior parte dei libri veniva letta a voce alta.Ma il silenzio non è solo un'attitudine personale verso la quale siamo più o meno portati. Ci sono molte forme di silenzio sociale, parecchie delle quali hanno regole stabilite, e ci sono silenzi carichi di significati, altri che non vogliono dire nulla o sono ambigui e altri ancora le cui conseguenze possono essere molto gravi. È in questo universo dei tanti silenzi che Remo Bassetti ci accompagna, additandoci forme di non-parola e di non-suono che si rivelano ricche di senso come mai avremmo sospettato. Nelle sue pagine, Storia e pratica del silenzio non tralascia nulla, dal silenzio del Big Bang alla biblica "voce di silenzio sottile", dal fecondo campo del silenzio orientale alle diverse attitudini con cui antichi e moderni hanno taciuto. Troveremo però anche i silenzi forzati, come quello della sordità o quello del lettino dello psicoanalista, i molti silenzi d'amore e l'omertà violenta del malvivente, fino a toccare il denso, indicibile silenzio assoluto del Lager. Con questo taciturno bagaglio storico, si affrontano poi la modernità, il silenzio del web, della politica, della stampa, del cinema e dell'arte, per tentare infine un'operazione che probabilmente è unica nel suo genere: la costruzione di una Grammatica del silenzio. Si conclude con l'elaborazione pratica di dieci tesi originali sul buon silenzio, dalle quali ciascuno, posato il libro, potrà trarre conclusioni o iniziare percorsi, ma certamente rivaluterà il reietto mondo privo di onde acustiche, così poco sondato prima d'ora.
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Chernobyl 01:23:40 - Edizione italiana
Salani Editore, 26/09/2019
Abstract: All'alba del 26 aprile 1986, all'01:23:40, Aleksandr Akimov preme l'interruttore per l'arresto di emergenza del quarto reattore nucleare di Chernobyl. Quel gesto costringe alla permanente evacuazione di una città e sancisce l'inizio di un disastro nucleare che ha segnato la storia del mondo e il destino dell'Unione Sovietica. Seguiranno decenni di storie contraddittorie, esagerate e inesatte.Questo libro, il risultato di cinque anni di ricerca, è un resoconto accessibile e completo su quel che accadde realmente. Dalla disperata lotta per evitare che il nucleo di un reattore in fiamme irradiasse l'Europa, al sacrificio e all'eroismo degli uomini che raggiunsero le zone colpite da un tale livello di radiazioni che gli strumenti non riuscivano nemmeno a registrarlo, fino alla verità sui leggendari 'liquidatori di Chernobyl', passando dal processo portato a termine dall'URSS e dalle relative bugie. La narrazione storica si alterna al racconto del viaggio dell'autore nella città ucraina di Pripyat, ancora abbandonata, e nell'estesa Zona di esclusione di Chernobyl. Un reportage completo che comprende fotografie dell'attuale paesaggio di Pripyat e che si legge come un romanzo.
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Hoepli, 20/09/2019
Abstract: Alla scoperta del pianeta Disco. 2 aprile 1979. Newsweek, con Donna Summer in copertina, titolava: 'Disco Takes Over' (la disco prende il sopravvento). 40 anni fa, dopo più di un lustro di incontrastato regno, la disco music era al suo apice. Trascorsi tre mesi da quell'articolo, una parte dell'establishment tenterà di farla fuori. Invano: era già nel dna della musica. Il volume analizza genesi e sviluppo di un melting pot sonoro, culturale e sociale dalle innumerevoli diramazioni creative: un fenomeno molto amato, ma anche molto osteggiato, che, da movimento underground per minoranze di razza, sesso e ceto sociale, si è evoluto in carismatico trend-setter di massa. Per la prima volta in Italia viene narrata, da prospettive nuove rivolte al contesto socio-culturale dell'epoca, la storia completa della disco music risalendo alle sue radici afro, R&B, soul, funk fino alle contaminazioni con l'elettronica dell'Eurodisco, con un occhio di riguardo riservato alla prima Italo Disco, approfondendo altresì il proliferare delle originarie discotheques che, da Parigi, sono esplose a New York, centro gravitazionale della club culture (The Loft, Studio 54, Paradise Garage) e trampolino di lancio dei nuovi ministri del suono, i DJ e i loro vinili a 12 pollici. Una mappa fondamentale per orientarsi tra le varie correnti assurte a fama mondiale: dalle origini afro di Manu Dibango e della Lafayette Afro Rock Band al solare Miami Sound, dalla disco-stomp di Bohannon alla Febbre del Sabato Sera, dall'orchestrale Philly Sound all'elettronica del Munich Sound di Giorgio Moroder, dalle superstar (Donna Summer, Bee Gees, Chic, Gloria Gaynor, Barry White, Amii Stewart) alle iconiche hits delle meteore ('Ring My Bell', 'Born To Be Alive', 'Funky Town') e dei personaggi più oscuri, dal gay-clubbing di Sylvester e Grace Jones agli 'alieni' atterrati sul dancefloor dai pianeti rock, funk e jazz. Con un focus incentrato nel periodo 1974-1980 (prodromi ed epigoni annessi), La Storia della Disco Music è la prima narrazione completa, ricca di racconti, aneddoti e citazioni, sul caleidoscopico genere che ha contribuito in modo fondamentale all'evoluzione della musica moderna.
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Ikigai e altre parole giapponesi con cui vivere
Hoepli, 20/09/2019
Abstract: Dalla poesia malinconica del mono no aware, una parola che ci invita a riconoscere l'agrodolce impermanenza di tutte le cose, alla calma armonia del wa, che lega assieme le strutture della società: le parole giapponesi rivelano un intimo intrecciarsi di linguaggio e filosofia. Attraverso più di quaranta parole e frasi Ikigai e altre parole giapponesi con cui vivere introduce alla saggezza dei concetti e delle credenze giapponesi. Con le sue riflessioni sul ruolo della bellezza, della comunità, della natura e della gratitudine nel pensiero giapponese, assieme agli evocativi haiku di Matsuo Bashō, questo libro vuole essere un aiuto per affrontare in modo più consapevole gli stress della vita: rispettando il momento presente, cercando qualcosa che vada al di là del materialismo e trovando 'qualcosa per cui vivere'.
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HarperCollins Italia, 01/10/2019
Abstract: Cabot Sisters 1Inghilterra, 1812 A mali estremi, estremi rimedi. Miss Honor Cabot non vorrebbe indulgere in simili pensieri, ma la gravità della situazione in cui si è venuta a trovare, insieme alle sue sorelle, richiede una certa dose di cinismo. Il padre, il ricchissimo Conte di Beckington, è in punto di morte e il loro fratellastro, con l'avida e detestabile fidanzata, presto reclamerà per sé Beckington House, la grande e lussuosa casa dove vivono e che dovranno lasciare, insieme al posto d'onore nell'alta società che hanno occupato fino a quel momento. Tocca a Honor, in qualità di sorella maggiore, cercare una soluzione, e se per riuscirci dovrà stringere un patto con il diavolo lo farà. Solo non credeva che il demonio avesse le sembianze seducenti e il fascino letale di George Easton, il più noto libertino di tutta Londra. Con il suo aiuto lei riuscirà nel suo intento, ma cosa esigerà George in cambio?
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L'isola del nostro amore. Glenmore Island
HarperCollins Italia, 01/10/2019
Abstract: Glenmore Island 2Nella romantica cornice di un'isola scozzese, l'amore indossa il camice bianco.Lavorare con lo scapolo più desiderato della città può trasformarsi in un vero incubo. Ne sa qualcosa l'infermiera Evanna Duncan, braccio destro dell'affascinante dottor Logan MacNeil e segretamente innamorata di lui. Stanca di essere considerata soltanto un'amica, Evanna giunge a una drastica decisione: lasciare l'isola per dimenticare il suo amore non corrisposto.La notizia della partenza di Evanna ha preso Logan alla sprovvista. D'un tratto, l'idea di non averla più al suo fianco gli pare insopportabile. Perché, se sono solo buoni amici, all'improvviso gli sembra di non poter più vivere senza di lei?
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La nave di Teseo, 03/10/2019
Abstract: Ti lascio dormire è una lunghissima, commovente lettera d'amore: dal giorno della perdita del marito Nelo Risi, Edith Bruck gli scrive, per raccontare di nuovo a sé e a lui la storia della loro vita e lo smarrimento che la sua scomparsa le ha provocato, per continuare a sentirlo vicino nello scorrere dei giorni. In queste pagine, dense e struggenti, l'autrice ripercorre i piccoli e grandi aneddoti, i litigi, le poesie, riscoprendo – nelle pieghe del suo passato doloroso segnato da Auschwitz e dalla povertà – le ragioni che hanno fatto nascere un sentimento tanto grande, durato oltre sessant'anni. Nelle parole di Edith rivivono i gesti che lei e Nelo hanno compiuto assieme, le loro scelte e la loro identità: il rapporto con la fama e il denaro, la politica e l'impegno sociale di entrambi, i viaggi, la casa, il cinema, i libri, le relazioni con la famiglia e gli amici – Carlo Levi, Carlo Bo, Elio Vittorini tra gli altri. Attraverso il ritratto limpido di un marito e di una moglie che, benché radicalmente diversi, si sono scoperti indispensabili, prende forma un energico slancio verso la letteratura, uno slancio salvifico: Edith Bruck, scrittrice raffinata e acuta, si affida alla scrittura come resistenza alla perdita, cura e tensione al futuro, consegnando la storia di un amore alla sua eternità.
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Baldini&Castoldi, 02/10/2019
Abstract: Andrea è di Firenze, ma vive da poco in Brianza, ed è un ragazzino come tanti altri. Frequenta la seconda media, a scuola se la cava, cerca di non dare pensieri alla mamma, soprattutto da quando il papà, il suo eroe, se n'è andato in cielo troppo in fretta. Il calcio è la sua grande passione (gioca difensore nella squadra della sua cittadina). La Juventus, la sua squadra del cuore. Leonardo Bonucci, il suo idolo. Ed è proprio a lui, al suo amico Leo, che Andrea, in difficoltà perché preso di mira da una banda di bulletti chiamata "I Teschi" – così si facevano chiamare Giovanni, il capobranco alto e massiccio da sembrare un adulto, e i suoi amici – chiederà aiuto. Una storia di coraggio e amicizia contro le ingiustizie e le prepotenze.
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Garzanti, 14/10/2019
Abstract: IL GRANDE NARRATORE DELL'ITALIA PIÙ VERA"Erede di Chiara e Arpino, Andrea Vitali è uno scrittore a "km zero", capace però di trasformare una provincia angusta in una provincia universale. "Robinson - la Repubblica"Se c'è una cosa che in Italia rischia l'estinzione è l'arte di sorridere (e di far sorridere). Uno dei pochi a possederne ancora il brevetto è Andrea Vitali."la Lettura Corriere della Sera - Antonio D Orrico"Se c'è una cosa che in Italia rischia l'estinzione è l'arte di sorridere (e di far sorridere). Uno dei pochi a possederne ancora il brevetto è Andrea Vitali."la Lettura - Corriere della Sera - Antonio D Orrico"Uno degli scrittori più talentuosi del nostro panorama letterario. Una favola umoristica che lascia sbalorditi."ttL - La Stampa - Simona Sparaco"Leggere Andrea Vitali è felicità allo stato puro, senza rimorsi di coscienza."ttL La Stampa - Bruno Gambarotta"Leggere Andrea Vitali è felicità allo stato puro, senza rimorsi di coscienza."ttL - La Stampa - Bruno GambarottaC'era un sacco di verde intorno, prati, alberi, un fiume, il cielo sempre azzurro, tutto quello che rivedo nei disegni che facevo allora quando oggi, ripensando a quel tempo e a quello che accadde, li riguardo. La fortuna di Mattia si chiama Zaccaria. È suo nonno. Un tipo alto, magro, con i baffi e un vocione che fa tremare i vetri alle finestre. Da quando è venuto a vivere in casa del nipote, dividendo con lui la camera da letto perché altro posto non c'è, le cose sono cambiate da così a così. Per Mattia la noiosa vita di figlio unico è come se avesse ingranato la quarta e… via nei boschi a imparare i versi degli uccelli e il modo che usano gli alberi per comunicare fra di loro, a cercare castagne o a raccogliere ciliegie arrampicati sui rami. E la sera, aspettando di addormentarsi, il suono della voce del nonno che racconta storie incredibili di luoghi e persone mai sentiti prima. Un paradiso! con un sacco di verde intorno e un cielo sempre azzurro. Una mattina, però, quando si sveglia, Zaccaria non sembra più lo stesso. È serio, nervoso, e non si capisce di cosa stia parlando. La diagnosi del medico non lascia dubbi: non si può più tenerlo lì. E per Mattia il mondo intero sembra crollare di colpo. Possibile che il nonno sia così grave e non si tratti invece di uno dei suoi scherzi? Oppure è entrato in una realtà tutta nuova che si apre solo davanti agli occhi di chi la sa vedere?Con Sotto un cielo sempre azzurro Andrea Vitali ci porta nel luogo più intimo della sua fantasia. Ammicca, invitandoci a seguirlo dietro cancelli invisibili ma che cigolano davvero, in quello spazio della nostra mente in cui conserviamo la parte più vitale di noi stessi ma che spesso crediamo non sia più possibile raggiungere, quando invece non sarebbe così difficile scoprire la meraviglia che ci circonda, soprattutto in ciò che chiamiamo follia solo perché abbiamo paura di guardare il vero nascosto in ogni cosa.In appendice al romanzo, il racconto Sui matti non piove mai.
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Neri Pozza, 17/10/2019
Abstract: India, 1922: è la stagione delle piogge nelle lussureggianti e remote montagne Sahyadri, dove si trova il principesco stato del Satapur. Una maledizione sembra tuttavia essere caduta sulla famiglia reale: il maharaja è deceduto a seguito di un'improvvisa malattia poco prima che suo figlio venisse ferito mortalmente in un tragico incidente di caccia. Lo stato è ora governato da un agente del Raj britannico per conto delle due maharani di Satapur, la regina vedova e sua nuora. Le signore reali si trovano però in disaccordo sull'educazione del giovane principe ereditario e ritengono necessari i consigli di un avvocato. Le maharani vivono in Purdah, ovvero in rigoroso isolamento, e non possono avere contatti con gli uomini. Solo una persona può aiutarle: Perveen Mistry, l'unica donna avvocato di Bombay. Perveen è determinata a portare la pace nella casa reale, ma non passerà troppo tempo prima che la giovane si renda conto di essere finita in una trappola: il palazzo di Satapur è un luogo insidioso, in cui vanno in scena sanguinosi giochi di potere e dove si consumano atroci vendette causate da antichi risentimenti. Chi c'è realmente dietro la misteriosa maledizione che grava sul palazzo? E come potrà, Perveen, proteggere il principe ereditario?
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Neri Pozza, 31/10/2019
Abstract: Questo volume presenta per la prima volta al lettore italiano la figura di Silvio Villa (1882-1934), un ricchissimo industriale tessile piemontese che a New York, insieme con il fratello, seppe creare un impero della seta, e che nel 1919, esattamente un secolo fa, pubblicò a proprie spese il racconto Claudio Graziani. An Episode of War, forse il primo testo letterario dedicato all'orrore delle fucilazioni sommarie così frequenti nell'esercito italiano nell'ultima fase della Prima guerra mondiale, cui Villa aveva partecipato come volontario. Fu l'inizio di una piccola carriera letteraria che fece di lui uno dei primi narratori italo-americani: dopo Claudio Graziani, pubblicò infatti altri due libri, stavolta per l'importante editore Macmillan. Nell'autobiografico The Unbidden Guest (1922) offrì vivaci racconti delle sue esperienze in Italia e in America, inserendovi anche alcune storie della Grande Guerra e lo stesso racconto d'esordio, materiali tutti che sono stati recuperati in L'amico fucilato. Pubblicò infine la raccolta di racconti fantastici Ultra-Violet Tales (1927). Socio dei pionieri torinesi del cinema, Sciamengo e Pastrone, Villa inoltre importò e distribuì in America Cabiria, il kolossal cinematografico di Gabriele D'Annunzio, che tanta influenza avrebbe avuto anche sui registi statunitensi. Onnipresente nelle cronache mondane dei giornali newyorkesi del suo tempo, Villa fu in contatto con i nomi più in vista della cultura e dello spettacolo, della politica e dell'alta società in generale: da Enrico Caruso a Douglas Fairbanks e a tanti altri. Morì a Sankt Moritz, in Svizzera, durante una vacanza sulla neve, in seguito a un incidente.