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Tamburi nella notte
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Brecht, Bertolt

Tamburi nella notte

Einaudi, 29/03/2016

Abstract: Tamburi nella notte (Trommeln in der Nacht) occupa il secondo posto nella cronologia delle opere teatrali di Brecht, essendo preceduto soltanto da quella vasta "biografia drammatica" che è Baal, scritta nel 1918. Per quanto riguarda invece la rappresentazione, Tamburi nella notte passa al primo posto: il dramma (o commedia: la doppia definizione è dello stesso Brecht), scritto tra il 1918 e il 1920, andò in scena infatti il 30 settembre 1922 al Kammerspiele di Monaco, con la regia di Otto Falckenberg, ottenendo quello stesso anno il Premio Kleist. Baal per contro verrà allestito soltanto nel dicembre del 1923. Il Bronnen ricorda che il drammaturgo ventiquattrenne - era nato ad Augusta il 10 febbraio 1898 - sin dal suo apparire sconvolse "come un fulmine le conventicole della drammaturgia tedesca".

Terrore e miseria del Terzo Reich
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Brecht, Bertolt - Castellani, Emilio - Federici, Federico

Terrore e miseria del Terzo Reich

Einaudi, 29/03/2016

Abstract: Nelle ventitre scene drammatiche di questa pièce del 1938, Brecht si limita a registrare episodi "tipici del terrore e della miseria del terzo Reich". Anche dalle più viete parole quotidiane si sprigiona una feroce condanna o un senso di sconfinata desolazione. "Dal fondo dell'abisso sale un monito di fermezza; - come nota Emilio Castellani - ma è una voce isolata. Le scene non sono che documenti di disfatta. Alcune - le più - a carattere di flash, di rapidi scorci con effetti luministici di varia intensità (feroci, agghiaccianti, squallidi); altre più diffuse e discorsive, a volte persino verbose, come si conviene alla borghesia medio-piccola nelle sue varie sfaccettature sociologiche, che è lo strato sociale predominante. Intellettuali, scienziati, medici, giudici come operai qualificati, bottegai, domestici, soldati: la paura contagia tutti, colpisce ovunque".

Teste tonde e teste a punta
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Brecht, Bertolt - Panzieri Saija, Giuseppina

Teste tonde e teste a punta

Einaudi, 29/03/2016

Abstract: Teste tonde e teste a punta nasce fra il 1931 e il 1934, il triennio della catastrofe che si consuma in Europa con l'ascesa trionfale di Hitler al potere e col crollo sia della pur bacata democrazia tedesco-weimariana, sia di tutto il suo tormentato ma ricchissimo bagaglio culturale. È un terribile hic Rhodus hic salta, particolarmente per Brecht: quel Brecht che, uscito - come il Garga della Giungla delle città - dalla sua vecchia pelle, divenuto marxista da quel ribelle anarchizzante che era al tempo del Libro di devozioni domestiche e dei suoi primi drammi, ha alle sue spalle un decennio terribilmente intenso di vita intellettuale e artistica. Il successo clamoroso dell'Opera da tre soldi, unitamente a un'attività frenetica di teorico, produttore, iconoclastico rinnovatore del teatro (basti accennare ai Lehrstücke), hanno fatto di lui l'uomo di punta della cultura tedesca di sinistra. Ma ecco che i primi mesi del 1933 lo vedono costretto a fuggire precipitosamente dalla Germania e a vagare, spogliato di tutto, per paesi e città stranieri, quasi ovunque sconosciuto o misconosciuto per il suo ortodosso ancoraggio al marxismo (ricordiamo la fredda accoglienza riserbata al suo intervento al Congresso internazionale degli scrittori antifascisti tenuto a Parigi nel 1934); e l'unica ricchezza che gli rimane è un cumulo tutto personale di esperienze e di teorie, la cui attendibilità aspetta d'esser messa alla prova.

L'anima buona del Sezuan
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Brecht, Bertolt - Castellani, Emilio - Castellani, Emilio - Pignolo, Ginetta

L'anima buona del Sezuan

Einaudi, 29/03/2016

Abstract: Nella capitale della provincia cinese del Sezuan giungono tre dèi, in pellegrinaggio attraverso il paese alla ricerca di qualche anima buona; e ne trovano una nella prostituta Shen Te, che accorda loro ricovero per la notte. Il compenso per tale atto di bontà è una tonda sommetta, mille dollari d'argento, ossia, per Shen Te, la possibilità di vivere bene. Ma la munifica largizione è accompagnata dal comandamento di contuiunare a praticare la bontà. Fatale errore, insanabile incongruenza! La povera Shen Te si trova subito addosso uno sciame di parassiti e di postulanti, di falsi e veri bisognosi esigenti fino alla ferocia. A complicare la situazione interviene l'amore: Shen Te, non più costretta alla sua antica, vergognosa condizione, può finalmente innamorarsi di un'uomo: il male è che si tratta di un giovane povero, l'avido disoccupato Yang Sun... Emerge in tutta la vicenda l'universale necessità di soffrire e far soffrire: è l'aspetto più affaticante e dramamtico della condizione umana. Gli dèi possono non capacitarsene perché a loro resta sempre una via d'uscita: poco prima che cali il sipario, potranno tornarsene lassù, nella loro beata irrealtà.

Santa Giovanna dei Macelli
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Brecht, Bertolt - Fortini, Franco - Leiser, Ruth

Santa Giovanna dei Macelli

Einaudi, 29/03/2016

Abstract: Siamo a Chicago, capitale dell'industria della carne in scatola, durante la terribile crisi economica del 1929. Il magnate Pierpont Mauler cerca di salvarsi stritolando nelle sue speculazioni gli altri azionisti, le ditte concorrenti, i fabbricanti di carne, gli allevatori di bestiame, i piccoli risparmiatori. Mauler ama atteggiarsi da filantropo, ad anima tormentata da drammi di coscienza, invece è mosso solo da ragioni di guadagno. Di contro a Mauler c'è la classe operaia sulla quale ricade il peso maggiore della crisi: fabbriche che si chiudono, salari decurtati, sanguinose repressioni poliziesche degli scioperi. Terzo elemento della scena un'organizzazione religiosa, l'esercito della salvezza che va predicando l'umiltà e la preghiera per i quartieri poveri. Giovanna Dark, la più zelante tra questi missionari, tenta di convertire Mauler alla carità cristiana, quest'ultimo si serve di lei per i suoi giochi demagogici, e per ottenere dei finanziamenti. Nell'intrico della vicenda Giovanna, involontariamente, cade in un trabocchetto dei padroni e causa indirettamente la sconfitta degli operai. Morirà nel rimorso.

Svejk nella seconda guerra mondiale
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Brecht, Bertolt - Castellani, Emilio - Braun, Paul

Svejk nella seconda guerra mondiale

Einaudi, 29/03/2016

Abstract: Fu nel 1926 - l'anno della definitiva stesura di Un uomo è un uomo - che Brecht si misurò per la prima volta col personaggio di Svejk, riducendo per le scene, in collaborazione con Piscator, il romanzo di Jaroslav Hasek. Lo spettacolo si attenne fedelmente alla buffonesca (diciamo meglio, bertoldesca) irriverenza e al lepido-lugubre antimilitarismo dell'originale, e suscitò uno scandalo senza dubbio ben accetto agli autori, in particolare a Brecht: che andava sistemando, nella Hauspostille d'imminente pubblicazione, la virulenta, dissacratrice produzione poetica della sua gioventú, e il cui accostamento al marxismo scientifico, databile pressappoco da quell'anno, preludeva a una nuova fase della sua creatività. Stava per aprirsi l'epoca che per antonomasia si suole collegare ai "Lehrstiicke" (drammi didattici) e che avrebbe prodotto, accanto ai cicli poetici del Lesebuch für Städtebewohner (Libro di lettura per gli abitanti delle città) e delle Geschichten aus der Revolution (Storie del tempo della rivoluzione), grandi ed estremamente combattivi testi teatrali quali Santa Giovanna dei macelli e La madre. Su questo discrimine cronologico, insieme alla riduzione teatrale del Prode soldato Svejk, si situano lavori di brillante quanto aspra polemica, formale ed ideologica, come l'Opera da tre soldi e Mahagonny. E', insomma, un momento decisivo nell'evoluzione del poeta-drammaturgo, che tuttavia solo nell'esilio toccherà le sue vette piu alte. Appunto negli anni d'esilio Brecht riprende in mano Svejk. Ha dietro di sé il triennio piú stupefacente della sua carriera d'artista (1939-41), da cui è nata quella serie di opere che daranno al suo nome, per ormai pacifico - o quasi - riconoscimento, autorità indiscussa e risonanza fondamentale nella storia del teatro e della civiltà del nostro secolo. Ma ha anche iniziato da anni, e non terminerà piú, tutto un travaglio di rielaborazione e di approfondimento della sua visione dialettica del mondo e della storia. L'antieroicismo, o antititanismo che dir si voglia, va enucleandosi come punto centrale di codesta visione: la storia non deve piú apparire come fatica e merito esclusivo dei personaggi destinati ad entrare "nei libri di lettura", ma bensí come costruzione cementata dal sudore, dalle lagrime e dal sangue della "piccola gente", della massa immane dei subordinati e dei dominati.

Teorema Catherine
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Green, John

Teorema Catherine

Rizzoli, 30/03/2016

Abstract: Colin è un ex bambino prodigio, forse genio della matematica, forse no, che nella sua giovane vita è uscito con diciannove Catherine. E tutte l'hanno piantato. Così decide di inventare un teorema per prevedere l'esito delle relazioni d'amore, ed evitare di farsi spezzare il cuore per l'ennesima volta. Ma nella vita si incontrano più eccezioni che regole. E anche tante ragazze speciali che non si chiamano Catherine.

Chi ama non sa
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Schelotto, Gianna

Chi ama non sa

Rizzoli, 30/03/2016

Abstract: Un uomo guida nella notte: ha quasi quarant'anni, è in fuga e si sente braccato. Non è dove dovrebbe essere, a qualche decina di chilometri di distanza, nella sala parto di una clinica. Una donna dà alla luce un bambino: è stata lasciata sola, ma sa di non potersi lamentare. Lei ha responsabilità ancora più gravi. Comincia come un thriller dei sentimenti Chi ama non sa, il primo romanzo di Gianna Schelotto, brillante prova d'autore per una profonda conoscitrice delle relazioni umane. Un bambino non cercato né desiderato arriva a sconvolgere la vita di Luca e Alice, due single immaturi come li si sarebbe definiti un tempo, i quali però, anziché sposarsi e intraprendere un'esistenza (forse) infelice, decidono di sperimentare un'altra via, un modo diverso di interpretare la famiglia. La loro scelta, all'inizio, va a turbare tutti gli equilibri fra parenti, stanando un padre rimasto assente per qualche decina d'anni, suscitando dubbi e sospetti in una zia, evocando fantasmi dalla memoria di una madre. Ma l'amore non si distrugge, semplicemente muta forma. E infatti il giorno del battesimo In questo romanzo Gianna Schelotto costruisce una trama corale e movimentata, cesella con competenza le emozioni e accompagna i personaggi in un percorso di crescita: ne nasce così una storia illuminante sull'evoluzione dei legami familiari nella nostra epoca. Una storia che racchiude in sé un messaggio prezioso: tutti possiamo imboccare nuove strade per la felicità.

Un amore di  Salinger
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Beigbeder, Frédéric

Un amore di Salinger

Mondadori, 12/04/2016

Abstract: In una caffetteria nel New Hampshire, Frédéric Beigbeder vede una fotografia che lo colpisce. Lo scatto ha bloccato la risata di una ragazza giovane, i capelli scuri pettinati di lato e la bocca spalancata in un sorriso sfavillante, il collo scoperto a esprimere una tensione fiduciosa verso la vita. La ragazza si chiama Oona O'Neill, suo padre è un famoso drammaturgo che l'ha abbandonata quando aveva solo due anni per trasferirsi con la nuova moglie in Europa e al quale lei per anni ha scritto cartoline da innamorata. A diciott'anni sposa Charlie Chaplin e sarà ricordata come la sua ultima moglie.Ma c'è un dettaglio meno conosciuto nella vita di questa ragazza che sorride all'obbiettivo, pronta a credere a qualsiasi cosa la vita le racconti. Quando aveva quindici anni, Oona si era innamorata di uno scrittore, il più geniale e misantropo di tutti: J.D. Salinger. Lo scrittore preferito di Frédéric Beigbeder.Questa storia inizia quindi con un doppio incontro. Quello di Oona e Salinger, così determinante per la scrittura del Giovane Holden eppure così misconosciuto. E quello di Frédéric Beigbeder con questa storia: partito all'assalto del fortino dove il suo autore preferito vive recluso, capisce ben presto di non poterlo raggiungere e via via che i suoi tentativi di entrare in contatto con l'autore mitico vengono frustrati, il personaggio di Oona prende corpo nelle sue fantasie da scrittore.Un amore di Salinger è la storia del grande amore tra l'autore culto e la giovane Oona O'Neill: la storia di quello che sarebbe potuto accadere, di quello che Frédéric Beigbeder immagina sia accaduto e di quello che rimane nelle lettere che Salinger le scrive dal fronte. Il ritratto di due personaggi leggendari, di un amore assoluto sempre mancato, del rapporto di uno scrittore con l'assenza di un altro scrittore.

Miss Detective - 2. In vacanza con il morto
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Stevens, Robin - Piemonte, Manuela

Miss Detective - 2. In vacanza con il morto

Mondadori, 12/04/2016

Abstract: Daisy sta per compiere 14 anni e con la sua amica Hazel è tornata a Fallingford, l'antica dimora di famiglia, per festeggiare. Fra gli ospiti, oltre alla bizzarra zia Saskia ci sono zio Felix e il signor Curtis, un amico della ma- dre che si comporta in modo strano (e si contraddice ogni cinque minuti)... Quando uno di loro muore in circostanze misteriose la premiata società investigativa Wells&Wong deve assolutamente entrare in azione e smascherare l'assassino. Ma la signorina Alston, la nuova istitutrice, mette di continuo i bastoni fra le ruote alle giovani detective. Cosa nasconde? E cosa nascondono tutti? Lo spirito di Agatha Christie e Arthur Conan Doyle riaffiora nelle ricerche divertenti e temerarie di due investigatrici in erba.

Ragazze rubate. Storia delle ragazze rapite da Boko Haram
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Mazza, Viviana - Nwaubani Adaobi, Tricia

Ragazze rubate. Storia delle ragazze rapite da Boko Haram

Mondadori, 05/04/2016

Abstract: Le donne con il niqab sono le mogli dei miliziani di Boko Haram. Mi chiedo se alcune siano le ragazze di Chibok. Alcune hanno gli occhi giovani, altre le zampe di gallina. Alcune hanno mani di seta, altre di lucertola. Il pesante velo mostra poco del loro aspetto. Non è possibile guardarle in faccia, ma le loro voci dicono ciò che provano.Nessuno conosce il numero preciso delle giovani donne rapite e violate in nome di una guerra contro la libertà, ma più dei numeri contano i loro nomi, i loro occhi, i loro sogni.Alternando realtà e narrazione, cronaca e romanzo, Viviana Mazza e Adaobi Tricia Nwaubani danno voce alle loro storie e alla speranza che tornino presto a casa.

The dressmaker
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Ham, Rosalie

The dressmaker

Mondadori, 19/04/2016

Abstract: Dungatar è una cittadina di provincia come tante altre, tranne che per un dettaglio: le donne di Dungatar si vestono come modelle di Parigi. Un giorno in città arriva la bella ed esotica Tilly, ritornata a casa dall'Europa per assistere la madre malata. Da vent'anni Tilly se n'è andata e sulla sua repentina partenza è calato un velo di disapprovazione e silenzio.Ora ha fatto ritorno, guardata con malizia e sospetto dagli abitanti molto perbene che vedono nella sua eccentricità estrosa una minaccia.Ma Tilly possiede un talento: è una stilista sorprendente. Con cautela nelle case iniziano a circolare voci sui meravigliosi abiti che confeziona e tra gli ammiratori c'è perfino il capo della polizia, lui stesso sarto provetto.Tilly inizia così a guadagnarsi vestito dopo vestito la fiducia della città e tutto sembra mettersi al meglio. Ma dal passato un segreto è pronto a riaffiorare, e proprio quando Tilly si innamora le cose cominciano ad andare terribilmente male

La vita che si ama
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Vecchioni, Roberto

La vita che si ama

Einaudi, 05/04/2016

Abstract: "Non si è felici nell'imperturbabilità, ma nell'attraversamento del vento e della tempesta". Perché i momenti piú belli o piú intensi della nostra esistenza brillano nella memoria: sono luci che abbiamo dentro e che a un tratto sentiamo il bisogno di portare fuori. Magari per i nostri figli, e per tutti quelli che hanno voglia di ascoltare. È inutile chiedersi cosa sia la felicità, o come fare a raggiungerla. Lo scrive un padre ai propri figli nella lettera che apre questo libro: la felicità, spiega, non è una questione d'istanti, ma una presenza costante, che corre parallela a noi. Il problema è saperla intravedere, imparando a non farci abbagliare. Il padre è Roberto Vecchioni. Sono per i suoi figli - Francesca, Carolina, Arrigo e Edoardo - i racconti che compongono il volume. Dalle bizzarrie vissute insieme a loro, a episodi comici e drammatici della sua carriera di insegnante; dagli amori perduti o ritrovati fino a un ritratto vivo e passionale di suo padre Aldo, Vecchioni attinge alla propria biografia per costruire un vero e proprio manuale su come imbrigliare la felicità, senza farla scivolare via finché non diventa soltanto un ricordo. Ma ci sono anche le canzoni, scritte in un arco di quasi quarant'anni. Ci sono squarci letterari: un racconto dalle Mille e una notte, la storia di Paolo e Francesca, il mito di Orfeo ed Euridice, un frammento di Saffo. Cè l'amata Casa sul lago, testimone di tanti momenti, alcuni dei quali difficili e persino spaventosi. Roberto Vecchioni ci conduce in un viaggio personale lungo quello che chiama "il tempo verticale", uno spazio che tiene uniti tra loro passato, presente e futuro, dove nulla si perde. D'altronde "la felicità non è un angolo acuto della vita o un logaritmo incalcolabile o la quadratura del cerchio: la felicità è la geometria stessa".

I racconti
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Del Giudice, Daniele

I racconti

Einaudi, 05/04/2016

Abstract: C'è un'utopia malinconica nei racconti di Del Giudice. Si trova in una scena ricorrente: qualcuno comunica a qualcun altro la sua passione conoscitiva; e, nel farlo, trova nell'altro una rispondenza, una condivisione; suscita una curiosità viva, sincera. Di conseguenza, la relazione a due è la più vera, perché solo nelle relazioni a due si può fondare la fiducia necessaria per aprirsi a vicenda una soglia, e ospitarsi l'un l'altro. Ma questo tipo di fiducia - è la prima sorpresa che procurano questi racconti - non consiste nel comunicare una situazione interiore; al contrario, il suo contenuto è qualcosa di esterno. Non si fa una confidenza intima, non ci si racconta un segreto ma si descrive un oggetto, un mestiere, una caratteristica tecnica: i particolari di un quadro, la polvere, l'orecchio assoluto, la decomposizione, la lotta, l'architettura cimiteriale, le fortezze militari, le comete...Il rapporto fra due persone ha bisogno di una triangolazione: i loro sguardi debbono convergere su una cosa messa a fuoco in comune. È questa la scena primaria dei racconti di Del Giudice: ed è anche la loro scena ultima, perché lì convergono non solo gli sguardi e gli interessi cognitivi, ma soprattutto i desideri, le attrazioni, le destinazioni sognate dai protagonisti. dalla prefazione di Tiziano Scarpa

Cerca di stare calmo
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Sumell, Matt - Colombo, Matteo

Cerca di stare calmo

Einaudi, 05/04/2016

Abstract: Alby ha poco piú di trent'anni. Quando non beve, passa buona parte del tempo ad attaccare briga, provarci con le donne sbagliate e mettersi nei guai. Il giorno in cui la madre si ammala, la rabbia di Alby sembra travolgere i già labili argini che la contenevano, sommergendo tutto. Semi-alcolizzato, maschilista e rabbioso: Alby è tutto questo, ma è anche uno dei personaggi piú toccanti e vividi della narrativa americana degli ultimi anni. Dietro un comportamento ai limiti della normalità, dietro le risse continue e l'atteggiamento autodistruttivo, si annida in Alby un dolore pulsante. Un'incapacità profonda di stare al mondo, di accettarne la logica. Grazie a uno stile e una voce unici, sporchi e taglienti come una lama usata troppo spesso, Matt Sumell fa sorridere e indignare. E ci consegna un ritratto perfetto, duro ma vibrante, del disagio contemporaneo.

Nozze di sangue
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García Lorca, Federico - Bodini, Vittorio

Nozze di sangue

Einaudi, 05/04/2016

Abstract: "Il teatro - diceva Garcìa Lorca nel gennaio 1935, nel corso di una conversazione tenuta al Teatro Espanol di Madrid - è uno degli strumenti più efficaci, più utili per l'edificazione di un paese, un barometro che ne registra la grandezza o il declino. Un teatro avvertito e ben orientato a tutti i livelli, dalla tragedia al vaudeville, può trasformare in pochi anni la sensibilità del popolo". E aggiungeva:"Il teatro è una scuola di lacrime e di risa, una tribuna libera dalla quale si possono difendere morali vecchie o equivoche, così come si possono portare alla luce, mediante esempi viventi, le leggi eterne del cuore e dei sentimenti umani". In questo spirito e in questa convinzione Garcìa Lorca, nel 1932, aveva dato vita a "La Barraca", cioè al suo famoso teatro popolare ambulante. In questo medesimo clima ideale,sia pure con quell'inevitabile e imponderabile margine che in un poeta separa sempre l'attività creatrice e dell'attività critica, sono note le tre grandi tragedie lorchiane, di cui appunto Nozze di sangue è la prima; le altre due, sempre edite da Einaudi nella "Collezione di teatro", sono Yerma e La casa di Bernarda Alba.

Lontano da dove
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Magris, Claudio

Lontano da dove

Einaudi, 05/04/2016

Abstract: Il nome di Joseph Roth era sconosciuto quando questo libro ne ha descritto l'opera, esplorando una tematica di ampio respiro, vasta quanto lo può essere il dramma del destino storico di migliaia di uomini, riletto come simbolo e metafora della stessa vita di ognuno. Il tema è quello dell'esilio degli ebrei e il simbolo quello che vede "l'individuo esiliato dalla pienezza e dalla totalità della vita vera". Questo volume di Magris ha fatto sì che i testi di Roth entrassero nelle consuetudini culturali e la metafora si è riproposta in tutta la sua forza: una parabola letteraria e morale del nostro tempo, della crisi della rappresentazione epica e dell'autenticità dell'esperienza.

Storia moderna e contemporanea. II. Dalla rivoluzione inglese alla Rivoluzione francese
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Prosperi, Adriano - Viola, Paolo

Storia moderna e contemporanea. II. Dalla rivoluzione inglese alla Rivoluzione francese

Einaudi, 05/04/2016

Abstract: Fra le rivoluzioni inglese e francese, l'Europa scopre la via del potenziamento illimitato delle proprie risorse materiali ed economiche, del rafforzamento dello Stato, della possibilità, anzi della necessità di convivere e di competere con le opinioni e le culture dell'Altro, vicino e lontano. Cosí facendo, gli europei incrementano la loro straordinaria capacità aggressiva nei confronti di ogni parte del mondo. Ancora piú di prima diventano pericolosi per se e per gli altri.

Trattato teologico-politico
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Spinoza, Baruch - Giancotti Boscherini, Emilia - Droetto, Antonio - Giancotti Boscherini, Emilia

Trattato teologico-politico

Einaudi, 05/04/2016

Abstract: Tra i vari, possibili discorsi introduttivi alla lettura del Trattato teologico-politico - testo insieme di critica biblica, filosofia della religione e filosofia politica - quello tendente a mettere in luce il significato della filosofia politica spinoziana e il nesso esistente tra filosofia politica e metafisica spinoziana è parso offrire il tipo di approccio al testo oggi piú pertinente. Tale scelta esprime, inoltre, la convinzione che la problematica del Trattato trovi la sua unità e abbia il suo scopo nella discussione dei temi politici. L'abbattimento del pregiudizio teologico, perseguito attraverso l'analisi dei fondamenti della tradizione teologica e la riflessione sulla storia del popolo ebraico - e concludentesi nella subordinazione del potere religioso al potere politico -, è momento preliminare alla affermazione delle libertà civili, nella quale l'Autore stesso definisce lo scopo dell'opera. Mostrare, poi, come anche la filosofia della religione, esposta nel Trattato, abbia a suo fondamento i principî della metafisica, già elaborati da Spinoza pur se non resi pubblici, serve d'altra parte a chiarire, mettendola in discussione, la proclamata reciproca indipendenza di filosofia e teologia. Il Trattato risulta cosí un testo unitario, le cui sezioni, teologica e politica, sono momenti di un solo discorso il cui tema centrale è quello della liberazione da ogni forma di pregiudizio e di oppressione. Dalla prefazione di Emilia Giancotti Boscherini

Vuoto d'amore
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Merini, Alda - Corti, Maria

Vuoto d'amore

Einaudi, 05/04/2016

Abstract: La Merini scrive in momenti di una sua speciale lucidità benché i fantasmi che recitano da protagonisti nel teatro della mente provengano spesso da luoghi frequentati durante la follia. In altre parole, vi è una prima realtà tragica vissuta in modo allucinato e in cui lei è vinta; poi la stessa realtà irrompe nell'universo della memoria e viene proiettata in una visione poetica in cui è lei con la penna in mano a vincere.