Includi: nessuno dei seguenti filtri
× Nomi Mathis, Edith
× Soggetto Alieni

Trovati 858816 documenti.

Il Vangelo di Giovanni. Nessuno ha mai visto Dio
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Turoldo, David Maria

Il Vangelo di Giovanni. Nessuno ha mai visto Dio

Bompiani, 15/02/2012

Abstract: David Maria Turoldo è stato uno degli intellettuali cattolici più luminosi del Novecento. Spinto a un martirio interiore e sociale, Padre Turoldo non ha mai abbandonato, neppure nei momenti più bui della sua vita, l'amore per le Sacre Scritture. Nella lettura che ci consegna del Vangelo di Giovanni ritroviamo un quadro impressionante per l'attualità dei problemi politici e morali che toccano l'Italia degli ultimi anni, e le parole dell'evangelista, con lo sguardo lucido di Turoldo, risuonano come un monito per l'umanità ottenebrata dal potere e dall'egoismo.Nell'amore bruciante di Dio Padre Turoldo intravede la salvezza dell'uomo: "Dio è amore" dice Giovanni, amore che unisce, che lega, che non ti lascia solo. Per questa via allora occorre andare incontro agli altri uomini, contro ogni brama di possesso e di dominio. Non si può più rimandare questa scelta, ne va della vita dell'uomo e della sua felicità.

Caino
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Capriolo, Paola

Caino

Bompiani, 15/02/2012

Abstract: Un uomo di successo, Max, manager immerso nel suo mondo preconfezionato: il nostro mondo.Intorno a lui una moglie altrettanto integrata, un figlio piccolo che già annuncia con il suo comportamento di voler seguire i passi dei genitori, e una domestica, Milagro. È una giovane che proviene dal Sudamerica, semianalfabeta, disarmata di fronte a una realtà che non solo le è estranea ma che lei pare voler mantenere tale: quasi provasse paura o vergogna degli strani e indefinibili fenomeni che si verificano in sua presenza e che forse alludono a una sfera misterica e sacrale che sembra andare in tutt'altra direzione rispetto all'ansia di possesso che occupa le menti di tutti gli altri. Milagro è come un piccolo ago nel pagliaio del capitalismo, povera e senza desideri, priva di quell'insoddisfazione che è compito di Max indurre o dare per scontata negli esseri umani. Somiglia nella sua innocenza ad Abele, così come in Max, che non comprende e che è attratto da lei che non conosce e non può conoscere veramente, si potrebbe ravvisare l'effigie di Caino.Cosa è destinato ad accadere quando l'irruzione del sacro sconvolge la falsità del mondo borghese? La storia che Paola Capriolo narra con la consueta maestria in questo suo nuovo romanzo, rappresenta una delle risposte. E ci fa balenare davanti, per un attimo, il cuore delle cose, o perlomeno il suo terreno riflesso.

Racconti dispersi (1928-1951)
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Moravia, Alberto

Racconti dispersi (1928-1951)

Bompiani, 03/04/2012

Abstract: Sessantanove "nuovi" racconti di Moravia, dispersi su giornali, riviste, almanacchi, fra il 1928 e il 1951. Una rinnovata ispezione in varie biblioteche, che Simone Casini e Francesca Serra hanno condotto con mano sollecita, ha dato un frutto insperato. Moravia sembrava aver "dimenticato", o lasciato alla sonnolenta dimenticanza degli archivi parte proficua del proprio lavoro. Da quello straordinario regista della propria esistenza che l'autore de "Gli indifferenti" è stato, vale la pena credere che in quell'oblio abbia avuto parte una voluta ambiguità. Non si trattava di salvare subito in volume quanto egli pensava fosse il fior fiore del proprio "raccontare" - anche se i racconti che raccolse via via nel corso degli anni Trenta e Quaranta, non per pochi lettori rappresentano un vertice espressivo ineguagliato. Il volume "Racconti 1927-1951" che li raduna, da "Cortigiana stanca" a "Luna di miele, sole di fiele", è un classico della narrativa italiana del '900. Credo che Moravia puntasse a fissare un canone di sé, o un'immagine, quella dello scrittore racchiuso per intero in un principio di realtà, di "romanziere realista", con tutto quanto rappresentava quest'idea, in senso anche filosofico: non scrittore fotografo della vita, ma narratore interprete dei sospetti che con crudezza l'esistenza declina. Secondo questo criterio egli costruì, selezionò quei suoi volumi. I racconti ora ritrovati ci fanno capire che se certamente è stato l'interprete più felice della tradizione "realista" italiana che si incardina nei nomi di Boccaccio, Machiavelli, Goldoni e Manzoni, altro c'era nella sua immaginazione, che parrebbe situarsi fuori di quella linea, e che in lui trovò sintesi efficace. Questi racconti "nuovi", scanditi in tre fasi - quelli che dagli esordi sfiorano lo scoppio della guerra, quindi i racconti che disegnano "tipi", "caratteri" in bilico fra classicità e surrealismo; infine le narrazioni "romane" e "ciociare" del dopoguerra, grondanti felicità visiva - questi racconti, nella loro interezza, ci dicono che Moravia è stato anche buon lettore, discepolo, sosteneva, di Rimbaud e di Dostoevskij. Pagine di sprofondamento nelle oscurità, nelle "caverne" della psiche, pagine di avviso che il male è sempre sulle porte dell'anima, e poi paure e dilavate, rivoltate fantasie, dove visioni di moderna civiltà urbana spiovono in una atmosfera di cifrata irrealtà: Moravia sembra qui catturato dagli aspetti provocatori, sornionamente e comicamente provocatori anche, del grande decadentismo europeo. Insomma, si tratta di scritti utili soltanto alla ricognizione di un laboratorio, di un'officina? La risposta è no. Non c'è un momento in cui Moravia scrivendo abbia dismesso l'idea che il narratore debba raccontare e raccontare, catturare il proprio lettore, tenerlo alla gola per non fargli perdere il piacere, il gusto di correre l'avventura del mondo, anche se questa avventura è pur sempre un'incognita. Ma, sosteneva, è l'incognita della "bella vita". (Enzo Siciliano)

Fuori dalla grazia
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Canali, Luca

Fuori dalla grazia

Bompiani, 12/03/2012

Abstract: Lui: Guido, quarantenne, giornalista di strada poi di TV. Lei: Chiara, trentenne, insegnante, femminista, infine convertita all'omosessualità. La loro storia nata da un'attrazione intellettuale da parte di lei e fisica da parte di entrambi, un anno dopo consuma la propria crisi in una sazietà triste che provoca in Chiara un malessere profondo, una sempre più evidente volontà di chiudere quell'esperienza. Due tragici e misteriosi eventi (l'uccisione di un famoso modello e il suicidio di un noto senatore comunista) scuotono l'ambiente mondano e quello politico-televisivo. Una parziale chiave di lettura dei due misteri, e non solo di essi, si trova nelle cartelle cliniche del padre di Guido, uno psichiatra filosofo appena andato in pensione. Guido, attraverso la loro lettura, viene a conoscenza di straordinarie vicende umane e patologie che rivelano la "normalità della follia". Tutto questo in un romanzo estremo il cui protagonista è perennemente scisso tra i sogni della propria esigente ma velleitaria moralità e l'inevitabile ma sgradevole necessità del compromesso, che lo fa sentire come "fuori dalla grazia". "Quell'uomo sinistro le chiese con l'espressione in volto di un manichino di Grandi Magazzini: 'Dunque, signora, cosa posso fare per lei?' 'Uccidere un uomo. Forse.' 'Siamo tutti di carne e ossa, qualche curiosità fuori contratto possiamo permettercela. Si può sapere qualcosa di più su quell'uomo? Dopotutto se dovremo intervenire non sarà come tirare al piattello. Anche i killer hanno un'anima.'"

L'altra casta
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Livadiotti, Stefano

L'altra casta

Bompiani, 12/03/2012

Abstract: I sindacati sono oggi nel pieno di una profonda crisi di legittimità, che rischia di cancellare anche i loro meriti storici. Lo strapotere e l'invadenza delle tre grandi centrali confederali, e le sempre più scoperte ambizioni politiche dei loro leader, hanno prodotto nel paese un senso di rigetto. Lo documentano tutti i più recenti sondaggi di opinione: solo un italiano su venti si sente pienamente rappresentato dalle sigle sindacali e meno di uno su dieci dichiara di averne fiducia. L'immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dunque dissolta. E ha lasciato il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il paese reale, quello delle buste paga sempre più leggere e delle fabbriche dove si muore troppo spesso.Un apparato che, in nome di una concertazione degenerata in diritto di veto, pretende di avere l'ultima parola sempre e su ogni cosa. Che si presenta come il legittimo rappresentante di tutti i lavoratori. Ma bada in realtà solo agli interessi dei suoi iscritti, che valgono ormai meno di un quarto dell'intero sistema produttivo nazionale. E perciò si mette puntualmente di traverso a qualunque riforma in grado di porre in discussione uno status quo fatto di privilegi.

Storia dei mille narrata ai giovinetti
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Abba, Giuseppe Cesare

Storia dei mille narrata ai giovinetti

Bompiani, 12/03/2012

Abstract: La Storia dei Mille narrata ai giovinetti, pubblicata per la prima volta nel 1904, è forse l'opera di Giuseppe Cesare Abba che nei decenni successivi ha riscosso il maggior interesse di pubblico. Il testo, composto con toni celebrativi ed enfatici, ripercorre l'avventura di Garibaldi e dei suoi uomini analizzando il contesto culturale e politico in cui si formò la spedizione. Cavour, Mazzini, il desiderio dell'Unità d'Italia, e poi la Sicilia, la regione dove si poteva affermare il grande sogno risorgimentale di un popolo finalmente unito, sono gli elementi attorno ai quali Abba costruisce la sua partecipata narrazione. Narrazione di un viaggio, di una traversata, di un sogno che si realizza e che centocinquant'anni dopo è quanto mai utile far riascoltare ai ragazzi.

Il mio Listz
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Campanella, Michele

Il mio Listz

Bompiani, 12/03/2012

Abstract: Figura controversa, a fronte di un'indiscussa fama come eccezionale virtuoso del pianoforte, per il suo talento compositivo Franz Liszt manca ancora oggi di una definitiva collocazione nella storia della musica.Michele Campanella, fra gli interpreti lisztiani più noti a livello internazionale, ne delinea un ritratto complesso e "vissuto", che parte dalla sua personale esperienza di concertista. Dall'esposizione del "caso" Liszt, attraverso un discorso metodologico sugli aspetti tecnici necessari a un'adeguata interpretazione dei testi, si sviluppa un percorso musicale che è anche un racconto biografico, sino alla definizione di una nuova immagine del compositore ungherese.Trionfante virtuoso e frequentatore dell'alta società, Liszt termina i suoi anni chiuso nella riservatezza dell'asceta e nella sperimentazione di nuovi linguaggi musicali. Una storia da riscoprire.

Lupara nera
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Casarrubea, Giuseppe - Cereghino, Mario José

Lupara nera

Bompiani, 12/03/2012

Abstract: Che ruolo svolsero i servizi segreti americani nell'Italia degli anni '43-'47? Le gerarchie vaticane spinsero per una svolta antidemocratica in risposta alla "minaccia comunista"? E lo spionaggio nazifascista cessò di operare nella primavera del '45? A più di sessant'anni dalla fine del secondo conflitto mondiale, Casarrubea e Cereghino analizzano migliaia di documenti dell'intelligence angloamericana desecretati dopo il 2000, e tracciano una storia segreta rimasta sepolta per decenni negli archivi dell'Oss statunitense e del War Office britannico. Da queste carte emerge un affresco impressionante tra l'agonia del ventennio mussoliniano e l'inizio della guerra fredda, anni in cui nasce la "santissima trinità", il patto infame tra poteri mafiosi, servizi segreti atlantici e neofascismo. Lupara nera è un testo indispensabile alla comprensione dell'Italia di ieri e, soprattutto, di oggi.

Il poeta e i pazzi
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Chesterton, Gilbert Keith

Il poeta e i pazzi

Bompiani, 12/03/2012

Abstract: Chi è il poeta e chi il pazzo? È, il poeta, un genio dell'immaginazione sempre in bilico sull'orlo della follia o piuttosto è il pazzo a esplorare la dimensione poetica dell'esistenza ai confini della ragione? Non cercate una risposta in voi, ma trovate la soluzione nella penna irriverente e ironica di Gilbert K. Chesterton: una raccolta di sei racconti, che hanno come protagonista Gabriel Gale, poeta detective a caccia di ambigui criminali, figure bivalenti macchiate dal reato ma a loro volta vittime della pazzia. Ma lo stesso Gabriel, investigatore della mente umana, risolve i misteri lottando contro la ragione. Egli è, infatti, anche un poeta, è un artista, e in lui la razionalità lascia spesso il posto all'immaginazione: come un funambolo cammina sulla corda tesa sopra l'abisso che separa sanità e pazzia, realtà e menzogna, per far scoprire al lettore che la soluzione più semplice, la più logica, non è mai quella giusta. Perché anche la ragione, a ben guardare, troppo spesso si rivela una trappola.

Commentari reali degli inca
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Vega, Garcilaso de la - Saba Sardi, Francesco

Commentari reali degli inca

Bompiani, 12/03/2012

Abstract: COMMENTARI REALI DEGLI INCA Pubblicati a Lisbona nel 1609, i Commentari reali degli Inca appaiono da subito come un libro destinato a lasciare una traccia profonda nella storiografia moderna: essi infatti sono opera di Garcilaso de la Vega, detto "l'Inca", un meticcio figlio di un capitano spagnolo e di una peruviana di sangue regale, e rappresentano dunque il primo tentativo di uno sguardo "dall'interno" nella realtà della civiltà precolombiana. La monumentale opera di Garcilaso, in cui si uniscono le memorie della tradizione incaica alla narrazione della conquista spagnola, è però qualcosa di più di un semplice resoconto storico. La scrittura fluida e maestosa di Garcilaso – ritenuto uno dei maggiori prosatori di lingua spagnola – tesse un racconto in cui si sposano l'antico e il moderno, il mito e la cronaca, la nostalgia di un passato irrecuperabile e la coscienza dell'incedere degli eventi: un racconto, pertanto, "meticcio" come il suo autore, e apolide nel panorama dei generi letterari. E ancora oggi le sue pagine si presentano a noi come l'orizzonte in cui il Nuovo Mondo perde definitivamente la propria estraneità agli occhi dell'Occidente.

La santissima trinità
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Tranfaglia, Nicola

La santissima trinità

Bompiani, 12/03/2012

Abstract: A quasi settant'anni dalla fine della seconda guerra mondiale, gli archivi di Londra, Washington e Roma ci restituiscono un quadro inquietante sull'Italia del periodo 1943-1947, carte secret e top secret che ci svelano il patto occulto tra poteri criminali, Servizi e gerarchie vaticane. Ovvero la "santissima trinità" evocata nei primi anni Cinquanta da Gaspare Pisciotta, il luogotenente del bandito Giuliano. I documenti ci raccontano le attività della "Rete Invasione e Sabotaggio" dell'intelligence nazifascista, l'angoscia di Pio XII per l'"infezione bolscevica" che ha contagiato il Belpaese, lo "Stay Behind" anticomunista composto da ex militi delle Brigate Nere e della Decima Mas, la nascita di "Cosa Nostra" e il ruolo di primo piano svolto da Lucky Luciano, il super boss della mafia siculo-americana.Il tutto per impedire che l'Italia diventi un paese libero, sovrano, democratico. Un intento in gran parte riuscito che avrà conseguenze devastanti nella seconda metà del XX secolo. E anche oltre.

A quale tribù appartieni?
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Moravia, Alberto

A quale tribù appartieni?

Bompiani, 15/02/2012

Abstract: A quale tribù appartieni?"Si avverte un'alacrità e una solerzia compositiva d'antico artigiano: Moravia prende le parole più usuali, ne saggia la resistenza, le lascia ricadere sulla pagina così che esse trattengano qualcosa, e non solo qualcosa, del suo averle sfiorate. Di un pianista si direbbe: è questione di tocco."          Enzo Siciliano"Questo libro - scriveva Moravia - è stato scritto nel modo seguente: viaggiando in Africa per svago e desderio di estraneamento, senza fare inchieste nè ricerche nè nulla di tutto ciò che, quando si ha intenzione di scrivere su un viaggio, si fa 'apposta'. In Africa ho voluto portare soltanto me stesso, così com'ero, con la cultura e I'informazione di cui già disponeva e niente di più. Se ho letto dei libri sull' Africa l'ho fatto per curiosità, non per crearmi una competenza d'altronde impossibile. Insomma si tratta di un libro di impressioni; cioè della storia di una felice e invaghita disponibilità. Così il fine che il libro, modestamente, si propone non è di informare, né di istruire né tanto meno di giudicare ma di ispirare al lettore lo stesso interesse e la stessa simpatia che mi hanno spinto a viaggiare per il continente nero."

Riti e miti della seduzione
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Carotenuto, Aldo

Riti e miti della seduzione

Bompiani, 30/03/2012

Abstract: ‟La seduzione opera ovunque, ha molteplici sembianze e nomi, non possiamo ridurla al fenomeno dell'attrazione erotica tra due esseri, ma dobbiamo conferirle un significato molto ampio, che racchiude ogni ricerca mossa da Eros: da quella dello scienziato nel suo laboratorio, alle esplorazioni dei viaggiatori verso nuove mete, al pellegrinaggio perpetuo dei monaci, agli amorosi lamenti degli antichi trovatori.Ovunque c'è Eros, c'è seduzione. Ma, come ci ricordano gli antichi, la seduzione non è un'attrazione armoniosa del simile per il simile, un movimento di avvicinamento che corona il sogno di un'unione perfetta, che acquieta i cuori e li sospinge l'uno verso l'altro beatamente. Essa è insidiosa, subdola, pericolosa, apre ferite, scardina gli equilibri, getta l'anima nelle tenebre.Meglio non essere toccati da lei, affermavano i tragici greci, perché non lascia indenni, al contrario, rovina, porta distruzione e perdita." Di qui, l'esigenza di meglio comprendere i più segreti meccanismi che regolano questa ‟forza sottile e imperscrutabile che attrae gli esseri l'uno verso l'altro". Aldo Carotenuto ci guida attraverso i molteplici misteri della seduzione, in un saggio che ne affronta con grande lucidità e chiarezza tutti gli aspetti – dalla seduzione amorosa a quella analitica – esplorando i miti, i riti, i luoghi in cui ogni atto di seduzione si compie, facendosi inevitabilmente deviare dai consueti percorsi.

L'osteria volante
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Chesterton, Gilbert Keith

L'osteria volante

Bompiani, 03/04/2012

Abstract: Romanzo visionario e corrosivo, L'osteria volante è uno dei libri più conosciuti dell'autore inglese. Con la sua tipica cifra onirico-immaginifica, Chesterton ambienta la storia in un'Inghilterra di cento anni dopo, quindi dei nostri tempi, in cui i grandi poteri economici hanno stretto un'alleanza con l'Islam, ritenendo che sia meglio del Cristianesimo per mantenere un adeguato controllo sociale sulla popolazione.Lo strano connubio fra i potentati commerciali e la legge islamica porta alcune conseguenze paradossali, tra cui l'introduzione di norme che mettono fuori legge gli alcolici.Ed è così che un capitano irlandese, Patrick Dalroy, decide di fomentare una rivoluzione popolare, portando in giro per tutto il paese l'insegna di un pub: L'osteria volante.Così avrà inizio la rivolta. Coinvolgente fino all'ultima pagina, il libro lascia stupefatti per la capacità di intravedere un futuro che, all'epoca di Chesterton, era assolutamente inimmaginabile.

L'uomo che fu giovedì
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Chesterton, Gilbert Keith - Ghezzi, Enrico

L'uomo che fu giovedì

Bompiani, 02/04/2012

Abstract: Dopo un'animata discussione sul tema dell'anarchia, Luciano Gregory, poeta anarchico, riesce a convincere l'amico e collega Gabriele Syme della serietà delle sue argomentazioni e a condurlo a una riunione del Consiglio Centrale Anarchico. I membri della setta hanno fatto però una scelta bizzarra, decidendo di assumere per maggior sicurezza i nomi dei giorni della settimana, e quando Syme sceglie di entrare a farne parte, gli viene assegnato il nome di Giovedì. Ma Syme in realtà non è ciò che dichiara di essere, bensì un agente di Scotland Yard... Da questa sorprendente rivelazione prende l'avvio una girandola di false identità, misteriose allusioni e paradossali ambivalenze, perché ogni membro del Consiglio ha i suoi segreti, e la trama diventa un susseguirsi di eventi concitati e strabilianti, che convergono verso l'enigmatica figura del Presidente, che ha assunto il nome del settimo giorno, Domenica. Ma qual è la natura di questa misteriosa associazione e quali sono i suoi veri scopi? E chi si cela veramente dietro la figura di Domenica, che suscita in Syme una paura irrazionale?

La repubblica del leone
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Zorzi, Alvise

La repubblica del leone

Bompiani, 05/04/2012

Abstract: Patrimonio d'arte, di storia e di cultura, Venezia è una città straordinaria, il cui splendore è l'espressione di un grande passato. Rivolgendosi a coloro per i quali la conoscenza della città vuol essere anche il soddisfacimento di una curiosità intellettuale, Alvise Zorzi interpreta con competenza il destino del "piccolo popolo" di pescatori, tessitori e marinai che cercarono sulle isole anfibie un luogo di sopravvivenza e seppero poi trasformare un territorio di sabbie e canneti in una sfavillante città di palazzi, chiese, teatri, giardini, cantieri, piazze. Ma Venezia vive anche per opera dei grandi mercanti che nel passato trovarono le rotte per Alessandria d'Egitto, Trebisonda, il Mar Nero, la Giordania, fino all'India e al Catai, e delle grandi famiglie che ne determinarono la ricchezza e lo sfarzo. Perciò, indagando nella documentazione catastale e negli estimi patrimoniali, l'autore segue anche da vicino le sorti degli Orseolo, dei Dolfin, dei Mocenigo, dei Pisani, dei Venier, degli Zorzi, dei Vendramin e dei Foscari. E il ritratto che delinea della sua città, a partire dal 25 marzo 421 – data leggendaria della formazione – fino al 17 ottobre 1797 – giorno in cui con la firma del trattato di Campoformio venne sancita la fine della Serenissima – è un documento appassionato in cui si rintracciano i fatti noti o ancora inesplorati, i trionfi e le sconfitte, l'apoteosi o la decadenza. Ma anche una guida emozionante per chi in Venezia vuol cercare la forza o la dolcezza dei sensi e dei sentimenti con la volontà, però, di capire.

Romildo
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Moravia, Alberto

Romildo

Bompiani, 05/04/2012

Abstract: "In questo volume il lettore troverà prove cospicue di quell'arte del racconto che Alberto Moravia ebbe quale dono indiscutibile. Ho sentito affermare spesso che Moravia sia più artista come scrittore di racconti che come scrittore di romanzi: è un'opinione pari a un'altra, ma non priva di concrete ragioni. E' vero che Moravia si diede al racconto con la passione di un artigiano, una passione che non conobbe soste; e se riteneva che il racconto fosse animato da un'intuizione molto vicina a quella della poesia, mentre invece il romanzo era spiegato nel sentimento architettonico della forma, attraverso una struttura all'interno della quale lo 'studio della vita' è convesso in un'articolata visione del mondo, se riteneva questo, ho sempre avuto l'impressione che egli si desse al racconto, più che per un raptus ispirativo o sotto lo stimolo di una 'intuizione lirica', proprio per essere fedele a una tensione d'allenamento, lo scaldarsi i muscoli, in vista di quello scatto duro e faticoso che mette a segno un romanzo. In lui, nella sua fisiologia di scrittore, racconto e romanzo erano indissolubilmente legati. Moravia raccontava che Calvino un giorno gli disse: "Smetti di scrivere racconti romani, ne hai scritti troppi." Lui smise, ma non smise di scrivere racconti: voltò pagina, e nacquero i racconti de "L'automa". In questo volume sono riuniti i racconti che Moravia, lungo l'arco della vita, senza mai radunarli in volume, pubblicò su giornali e riviste. Sono pagine sparse, perdute talvolta su testate di cui non c'è più notizia: molti sono ritagli trovati tra le sue carte, in casa, ammucchiati nel caotico disordine che per lo scrittore era abituale" (dalla prefazione di Enzo Siciliano)

Dalla separazione all'amore
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Sarjano, Swatantra - Battiato, Franco

Dalla separazione all'amore

Bompiani, 21/03/2012

Abstract: C'è stato un tempo, negli anni settanta del Ventesimo secolo, in cui un uomo, Carlo Silvestro, veniva apprezzato per i suoi articoli sui giornali musicali. Ma quando nel 1978 andò a Pune, la terra di Osho, qualcosa cambiò. Oggi, quell'uomo, che ha assunto il nome di Svatantra Sarjano, vive a Goa. In questo libro ha deciso di mostrare a chiunque voglia leggerlo il suo "approccio alla vita". Se la parola ha perso per noi occidentali il suo significato originario, la sua anima, la sua collocazione nella rosa dei simboli, Sarjano vuole recuperare questa realtà profonda, che è prima delle parole scritte, perché rimanda alla parte essenziale di noi: invisibile, in apparenza, ma attingibile attraverso una speciale attenzione, la stessa che ci fa capire che "la Sorgente di tutto ciò che esiste e l'anima sono la stessa cosa, e tutto ciò che esiste forma un'unità con questa Sorgente e con quest'anima".Il segreto si chiama "semplicità". Ma per arrivare a questo strato primitivo di roccia bisogna sottrarre ciò che ostacola il cammino, i condizionamenti palesi e sotterranei, il dualismo mente-corpo, femminile-maschile, cultura-ignoranza: in una parola, tutti i falsi concetti che l'uomo contemporaneo si è costruito per rendere assoluta la sua separazione dal fondamento di ogni cosa. Seguire il cammino indicato con umiltà da Sarjano significa allora leggere insieme a lui il grande romanzo del vero Essere, che è qui con noi, vicino a noi, e pronto a svelarsi a uno sguardo innocente.

Rotocalco
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Elkann, Alain

Rotocalco

Bompiani, 12/03/2012

Abstract: Parafrasando Lermontov, potremmo definire Damiano, protagonista di Rotocalco, un eroe del nostro tempo. Eroe nel bene e nel male, con una vita tutta in salita, nonostante l'apparenza di certi privilegi di nascita: una lunga sequenza di illusioni e delusioni si alternano e si susseguono, incalzanti, come fotogrammi di un film. Ma anche vita in celluloide si potrebbe definire quella del nostro eroe, e non solo per il continuo confrontarsi con le immagini di divi e grandi personaggi, che occhieggiano dalle copertine dei rotocalchi, inducendoci alla convinzione che il mondo in cui viviamo sia il migliore. Per Damiano il rotocalco non è soltanto lo specchio dei sogni: è il riflesso della sua stessa esistenza, che scorre in immagini colorate e stereotipate, in cui anche i sussulti e le passioni non si accendono mai delle tinte del dramma. Gli incontri, le amicizie, le esperienze di lavoro, i luoghi (Torino, Parigi, New York), la famiglia, i figli, le infatuazioni amorose, i sentimenti e persino il successo, raggiunto in veste di presentatore televisivo, arrivano quasi come conseguenze inevitabili, scivolando nella sua coscienza senza chiarire ansie e insicurezze. Sarà infine proprio il successo "da rotocalco" che consentirà a Damiano di guardare l'altra faccia della medaglia e spazzare via la lunga adolescenza dei sogni per prendere consapevolezza dei valori autentici della vita. Romanzo denso di fatti, specchio di una letteratura attuale senza fronzoli e tentazione di stile, si esprime in una scrittura immediata e ambigua.

L'ora di tutti
Logo MediaLibraryOnline Risorsa locale

Corti, Maria

L'ora di tutti

Bompiani, 05/04/2012

Abstract: Il soggetto è storico: la presa da parte dei Turchi, nel tardo quattrocento, della cittadina puglise d'Otranto. Ma io, più che il soggetto, lo chiamerei lo sfondo, tutt'altro che decorativo ma vivo e vero nel suo tumultuare di galeoni, di scimitarre e di bombarde, se non addirittura un felice pretesto, tanto per dar motivo alla mano, e soprattutto all'estro e al cuore, di muoversi e rappresentarci una delle più belle Romanze, nel senso antico e nobile della parola, da noi apparse: una storia la quale non tocca tanto l'epica esteriore dell'avvenimento, bensì l'altra, quella molto più nascosta e intima di Coloro, uomini e donne che ne furono i concreti protagonisti: gli Eroi, per tornare alle definizioni enfatiche, e i Martiri. La Corti, con l'udito fino di chi è mosso da amore, ha saputo ascoltare alcune di quelle antiche voci (di quelle brillanti giovinezze, di quelle vite), del resto identiche alle figura d'oggi, e in altrettanti racconti in prima persona, concatenati dal motivo conduttore della battaglia, è riuscita a comporre uno spartito musicale tra i più affascinanti, dove l'intera Terra d'Otranto "suona" vivissima non solo nella sua realtà storica di allora, ma in quella, anche geografica ed etnica, d'oggi e di sempre. Una Terra d'Otranto che appunto per la sua concretezza diventa poeticamente la terra delle passioni più vere, e dei più genuini sentimenti dell'intera unità nostra". Giorgio Caproni, "La Nazione", 30 gennaio 196