Trovati 855597 documenti.
Trovati 855597 documenti.
Napoli : Liguori, [1974]
Contributi di sociologia ; 1
Genova : ECIG, 1995
Nuova Atlantide
Oikos : da Loos a Wittgenstein / Francesco Amendolagine, Massimo Cacciari
Roma : Officina, 1975
Collana di architettura ; 15
Il Corpus Dionysianum nel Medioevo : rassegna di studi: 1900-1972 / Barbara Faes De Mottoni
Bologna : Il mulino, [1977]
Pubblicazioni del Centro di studio per la storia della storiografia filosofica ; 3
Moderno antimoderno : studi novecenteschi / Cesare De Michelis ; [a cura di Giuseppe Lupo]
Venezia : Marsilio, 2021
Abstract: Una mappa del Novecento letterario italiano, che è al tempo stesso un bilancio storico, un'autobiografia intellettuale e il tentativo di costruire una sorta di anticanone. A un profilo critico d'insieme, che analizza il romanzo come genere della modernità e culmina nella critica al conformismo degli intellettuali, seguono ritratti di grandi scrittori che hanno attraversato il «secolo innominabile».
Milano : Effigie, 2006
Visioni ; 2
Abstract: «Se non fosse sfruttato nel campo della riproduzione grafica, l'impiego della fotografìa sarebbe limitato ai ritratti familiari e alle foto delle cerimonie nuziali e in ogni caso sarebbe circoscritto a un numero molto contenuto di fruitori». L'affermazione di Michael Langford mostra quanto sia importante il ruolo della riproduzione meccanica nella crescita attuale di influenza che la fotografìa registra all'interno della comunicaz$3ne. L'Archivio di Giovanni Giovannetti raccoglie un vasto repertorio internazionale di ritratti di narratori, poeti, saggisti e costituisce da quasi vent'anni un punto di riferimento privilegiato per le pagine culturali dei giornali e delle riviste. Il catalogo allestito non produce dissonanze tra la ricerca figurativa e l'uso commerciale che ne viene fatto, perché a suo fondamento sta la natura stessa della fotografìa, qui collocata sul crinale tra arte e commercio, tra creazione e funzione documentaria. Un archivio italiano esibisce 166 fotografìe a colori o in bianco e nero, lasciate nude a parlarsi sulla pagina o, di rado, accompagnate da brevi testi in versi o in prosa. In apertura, un saggio di Maria Antonietta Terzoli, Fotografare l'artista, offre una chiave di lettura della scelta operata da Giovannetti. «Il corpus qui raccolto» scrive la Terzoli «propone un percorso inedito attraverso la cultura del Novecento italiana e svizzera di lingua italiana vista attraverso l'obiettivo di un fotografo simpatetico ai suoi oggetti, testimone o compagno di strada degli scrittori, artisti, poeti, letterati, attori o scienziati che fotografa». Nato nel 1955, Giovanni Giovannetti ha cominciato a fotografare giovanissimo nel 1972, e in parte la selezione è avvenuta dunque per ragioni generazionali. Ne derivano assenze obbligate, incontri mancati per contingenze imprevedibili. «Per il resto inclusioni e esclusioni discendono da un duplice criterio: il significato attribuito al personaggio fotografato in un ideale percorso della cultura italiana del secondo Novecento e il giudizio sul valore estetico della fotografìa che lo ritrae. L'ordine blandamente cronologico, a partire non dalla data della fotografìa, ma dalla data di nascita del fotografato - 1906 il primo, 1979 l'ultimo —, sembra suggerito anche da sottili corrispondenze tra le immagini». Si tratta dunque di fotografìe che veicolano comunicazione nel senso ampio del termine, risultato di interferenze tra ambienti già dati o accidentali e un'invenzione che si è lasciata guidare sapientemente dal caso.
Dante in conclave : la Lettera ai cardinali / Gian Luca Potestà
VP, 2021
Abstract: Enigmatica lettera inviata da Dante ai cardinali nel 1314 in vista dell'elezione papale.
Milano : Vita e pensiero, 2020
Abstract: Con i suoi cinque milioni di abitanti, la diocesi di Milano è la più densamente abitata d'Italia. Nel secolo XX la popolazione è più che raddoppiata e le sue parrocchie, che attualmente sono 1108, all'inizio del secolo scorso erano poco più di 700. Per tutto il secolo XX la diocesi ambrosiana ha lavorato intensamente per costruire nuovi complessi edilizi, chiese e opere parrocchiali, allo scopo di offrire luoghi d'incontro religioso e sociale ai numerosi immigrati che, avendo trovato lavoro nelle industrie lombarde, lasciavano le regioni di origine, in prevalenza al sud, e si insediavano nelle periferie urbane di Milano, Varese, Lecco, Sesto San Giovanni e nei piccoli-medi centri del suo territorio. Fino a pochi anni fa di questo vasto cantiere erano noti solo alcuni casi, quelli riferibili ad aree urbane come Milano e Varese, a personalità ecclesiastiche come i cardinali Schuster e Montini e ad architetti di fama come Cabiati, Muzio, Gio Ponti, Mangiarotti, Caccia Dominioni, Gandolfi, Belgioioso, Gabetti e Isola. Il volume elenca le 465 chiese circa costruite nell'arco del secolo scorso per iniziativa dei vescovi che hanno governato la diocesi ambrosiana, identificate con il loro titolo di dedicazione, il Comune di riferimento e l'anno d'inizio lavori, e riporta il nome di quasi tutti i progettisti e il repertorio fotografico di quasi tutte le chiese costruite. Una vasta nota storico-bibliografica colloca il cantiere edilizio ambrosiano nel contesto delle complesse vicende che hanno caratterizzato il secolo e lo inserisce nell'azione di governo dei vescovi, cogliendo le valutazioni che la critica ha espresso in merito ad alcuni di quei nuovi edifici di culto.
Firenze : G. Barbèra, 1874
Manuali storici ad uso delle scuole
Roma : GEDI, 2021
Limes ; 4/2021
Milano : Jaca book, 2005
Abstract: I venti saggi di questo volume sono introdotti, nella prima parte, da un testo teorico sui rapporti tra psicanalisi e letteratura, corredato da un riferimento ai principali rappresentanti, in Italia, dei metodi critici variamente ispirati alla psicologia del profondo. Questo testo affronta alle radici il problema di quei rapporti e fornisce le motivazioni del mio modo di interpretare i testi letterari. I saggi leopardiani della seconda parte puntualizzano alcuni importanti aspetti del pensiero del poeta (il sentimentale, il religioso) e analizzano testi specifici, arricchendo in tal modo con interpretazioni puntuali il mio libro del 1995, Leopardi, la malinconia. (Elio Gioanola)
Torino : Giappichelli, 2021
Il diritto nella storia ; 20
Abstract: «Com'è noto, di libertà si può discutere fondamentalmente secondo due grandi prospettive. Per riassumere in estrema sintesi, si può dire che se ne può discutere al singolare, o al plurale. Di libertà, al singolare, discutono di norma i filosofi, sul piano etico, o anche sul piano più specificamente politico, indagando sul posto che la libertà occupa nella costruzione di un certo ordine collettivo politicamente significativo. Di libertà, al plurale, come diritti, discutono per parte loro i giuristi, indagando sul posto che le posizioni giuridiche soggettive dei cittadini occupano all'interno di un certo ordinamento positivo, ed in particolare sulle garanzie effettive che tale ordinamento è capace di offrire. È evidente che per discutere di libertà al singolare sarebbe necessario confrontarsi con una tradizione filosofica di vastissime proporzioni, e prendere così le mosse da tempi storici assai remoti, per giungere poi al giusnaturalismo moderno, ed infine quanto meno alle dottrine liberali ottocentesche ed alle diverse correnti della filosofia politica del nostro secolo. Non è certo questa la nostra intenzione. D'altra parte, una semplice storia della dogmatica giuridica delle libertà, che ha il suo inizio - come vedremo - nella seconda metà del XIX secolo, appare, dal nostro punto di vista, troppo stretta, troppo poco significativa. Non di rado, infatti, nelle trattazioni specialistiche dei giuristi ciò che va perduto è il fatto che le libertà non sono mai il risultato automatico dei meccanismi di garanzia formalmente previsti dall'ordinamento, anche quando questi sono fissati prescrittivamente al massimo livello, nella Costituzione. Ognuno di tali meccanismi - pensiamo alla rigidità costituzionale ed al controllo di costituzionalità, o anche alle norme che regolano il delicato momento del processo - vive infatti in un determinato contesto storico-sociale e storico-politico, che condiziona in modo decisivo la sua effettività pratica (...)» (dalla Premessa)
6 poeti del Premio Montale : Roma, 1985
Milano : All'insegna del pesce d'oro, 1986
Grande atlante della pittura : dal Mille al Duemila / Stefano Zuffi
Nuova ed. ampliata
Milano : Electa, copyr. 2008
Abstract: Dagli affreschi romanici dell'Europa medievale fino ai graffiti di New York, un viaggio attraverso i capolavori, i maestri, le città, i movimenti artistici. Questo Atlante rappresenta una mappa nella quale il lettore può orientarsi senza difficoltà lungo gli itinerari delle immagini, l'alternarsi dei protagonisti, la creazione di opere che segnano la nostra formazione visiva.
Torino ; London : Allemandi, 2000
Archivi di architettura
Fa parte di: Dizionario dell'architettura del 20. secolo / a cura di Carlo Olmo
Dizionario dell'architettura del 20. secolo / a cura di Carlo Olmo
Torino ; London : Alemanni, 2000-2001
Archivi di architettura
In vacanza da una vita... in Europa : il mondo visto con i miei occhi / Agnese Menchini
[S.l.] : Agnese Menchini, 2021
14 pittori in Valtellina e Valchiavenna / [testo di Giuseppe Ravegnani]
Sondrio : Banca popolare di Sondrio, 1961
Lo spazio senza il verso : mute liriche del bianco nella poesia russa contemporanea / Roberta Sala
Milano : Guerini e associati, 2019
Biblioteca letteraria ; 17
Abstract: L'opera "Lo spazio senza il verso. Mute liriche del bianco nella poesia russa contemporanea" è, anzitutto, uno studio approfondito della tematica del vuoto nella produzione di alcuni poeti dissidenti attivi in Russia tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. Attraverso l'analisi dei testi, perlopiù visuali, composti in clandestinità e talvolta mai giunti alle stampe ufficiali, l'autrice delinea i tratti caratteristici di una forma espressiva rinnovata, in grado di liberare il lettore sovietico dal peso di una coscienza predeterminata. La pausa, emblema del nulla in cui l'intera esistenza annega, diventa il nucleo del componimento poetico. La materia verbale stessa, prodotta dall'assenza, si fa catena fluida di parole sintatticamente slegate le une dalle altre, trascinando l'individuo in una dimensione anarchica dai tratti ancestrali. Nello spazio segreto del sottosuolo culturale, dunque, lo scrittore postmoderno trova una via di emancipazione dall'artificiosità della lingua russa, resa ormai sterile altoparlante dell'ideologia. Allo stesso tempo, il mutismo della parola-immagine, tracciata sul bianco della pagina, simboleggia il silenzio delle idee imposto dalla censura è squarciato dall'artista clandestino.