Trovati 855230 documenti.
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Einaudi, 25/09/2012
Abstract: Dalle aste con cui una volta i bambini riempivano i quaderni delle elementari è possibile passare facilmente all'ortografia, ai primi temi, e poi, attraverso passaggi sempre piú ardui, arrivare a scrivere un vero romanzo, diventare anche un grande scrittore, come Italo Calvino ad esempio. È quel che sogna Michele Astarita, in una Napoli chiassosa e verace, che urla in dialetto e ostenta il disordine, tra padri autoritari e compagnie violente, fino a quando questa sua ossessiva ambizione non lo porta a confrontarsi con quel passato di scelte, piccoli equivoci, ingenue zone di silenzio che hanno condizionato irrimediabilmente tutta una vita. Un romanzo ironico e compassionevole che mette in scena, con disincanto, intelligenza e sensibilità, le speranze e le delusioni di un'intera generazione.
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Einaudi, 18/06/2013
Abstract: La strategia narrativa di Se questo è un uomo è basata su una selezione di ricordi che Primo Levi commenta e mette in discussione a ogni pagina. Mario Barenghi esamina i meccanismi di questa organizzazione della memoria e del testo, tesa a trasformare un trauma personale in memoria condivisa. Oscillando tra l'esigenza "scientifica" di comprendere e il monito solenne, di tipo sacrale, Primo Levi conferisce al suo discorso una curvatura complessa, che vieta l'approdo a ogni conclusione perentoria: nessuna semplificazione, nessuna catarsi è possibile. Il climax narrativo degli ultimi due capitoli prepara il vero finale, che è al di fuori di Se questo è un uomo: la morte di Hurbinek, il bambino che non sapeva parlare, al principio della Tregua. *** The narrative strategy of Se questo è un uomo is based on a selection of memories which Primo Levi discusses and questions on every page. Mario Barenghi examines the mechanisms of this organization of memory and text that turns personal trauma into shared memory. Oscillating between the "scientific" urge to understand and the solemn, sacral warning, Primo Levi imparts to his discourse a complex curvature which prevents its arriving at any definite conclusion: no simplification or catharsis is possible. The narrative climax of the last two chapters prepares for the real ending, which lies outside Se questo è un uomo: the death of Hurbinek, the boy who couldn't speak, at the beginning of La tregua.
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Einaudi, 04/12/2012
Abstract: "Romanzo storico, Un infinito numero, ma anche romanzo metaforico ed etico. E soprattutto, energico, complesso, fitto di spunti: allucinato e malinconico, di una ribelle malinconia anomala nello stordimento di un'epoca che svaluta per principio i sentimenti. Segno di un Vassalli all'altezza del suo meglio". "Corriere della Sera" *** Perché gli Etruschi hanno realizzato una civiltà importantissima, ma non hanno lasciato alcuna traccia letteraria? Perché, pur possedendo un alfabeto e conoscendo la scrittura, non hanno scritto quasi nulla? A contatto con le ultime divinità di un mondo, quello etrusco, in apparente disfacimento, Mecenate, Virgilio e il suo segretario Timodemo intraprendono un viaggio nell'antica Etruria, dove, oltre ad alcuni segreti sulle vere origini di Roma e del mondo, scopriranno che cos'è il tempo e perché scrivere significa morire. Tornati a Roma, i tre finiscono per dividersi. Mecenate cadrà in disgrazia, Virgilio scriverà ma poi cercherà di distruggere l'Eneide. Solo Timodemo continuerà il suo viaggio nel tempo, arrivando, con il suo carico di saggezza e di verità, alle soglie del Duemila.
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Einaudi, 25/06/2013
Abstract: Prima prova narrativa di Pavese, Paesi tuoi venne pubblicato nel 1941 e suscitò immediatamente scandali in chi osteggiava ed entusiasmi in chi sosteneva quel neorealismo di cui Pavese era considerato un campione. E se oggi Paesi tuoi viene ritenuto soprattutto il primo libro che sviluppa temi squisitamente pavesiani - la solitudine, il forte legame con le proprie radici, il rapporto tra città e campagna - non si può ignorare l'influenza che esso ebbe su un'intera generazione di scrittori, affascinati dalla sua carica innovativa, a partire da Italo Calvino che scrisse: "ci eravamo fatta una linea, ossia una specie di triangolo: I Malavoglia, Conversazione in Sicilia, Paesi tuoi, da cui partire". Nota introduttiva di Laura Nay e Giuseppe Zaccaria. Con la cronologia della vita e delle opere, l'antologia critica e la bibliografia essenziale a cura di Silvia Savioli.
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Il tennis come esperienza religiosa
Einaudi, 04/09/2012
Abstract: Negli anni della giovinezza e prima di diventare forse il piú grande innovatore della letteratura americana contemporanea, David Foster Wallace si è a lungo dedicato al tennis, entrando nelle classifiche regionali e sfiorando la fama che ha saputo costruirsi altrove, e con ben altri esiti. E il tennis è rimasto una delle sue grandi passioni, tradotta in pagine memorabili, da Infinite Jest a Tennis, Tv, trigonometria e tornado. Fino a questi due grandi saggi, qui raccolti insieme per la prima volta e dedicati rispettivamente a Roger Federer e a un'epica edizione degli Open, ma anche a mille altre cose: lo scontro omerico tra il talento e la forza bruta, tra la bellezza apollinea di una volée perfetta e gli interessi economici "sporchi" che ruotano intorno a ogni sport; il mistero ineguagliabile di uno sport che sembra basato su una moltiplicazione geometrica delle variabili, ma che, in fondo, si riduce al confronto di un atleta con se stesso e con i propri limiti, tra solipsismo e trascendenza. Il tutto, nella lingua immaginifica e inimitabile che i fan di David Foster Wallace hanno imparato da tempo a conoscere e amare.
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Einaudi, 09/07/2013
Abstract: Strane coincidenze, casualità tragiche, incidenti fortunati: tutto ciò che sembra non significare nulla e che, al contrario, cambia la vita di molte persone e chiede assolutamente di essere raccontato. Per gioco, o forse per caso, Paul Auster ha raccolto in questi ventiquattro racconti aneddoti veri dove la fatalità ha imposto una svolta ai fatti narrati, dando vita a un vero e proprio "esperimento di verità". E cosí mentre leggiamo queste storie tragiche, fortunate o bizzarre, tutte frutto della "combinazione", scopriamo un'insolita legge di natura: la realtà, come una divinità capricciosa che si diverte alle nostre spalle, lega e accosta gli eventi piú insignificanti creando una nuova realtà che ci conforta, ci distrugge o ci diverte. Il volume comprende anche il celeberrimo Racconto di Natale di Auggie Wren tratto da Smoke & Blue in the Face.
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Einaudi, 25/06/2013
Abstract: Corrado è un professore che ogni sera lascia una Torino buia e bombardata per rifugiarsi sulle colline circostanti. Ma quando la guerra lo raggiunge fin lí, decide di ritirarsi su altre colline, piú lontane ancora, quelle in cui è cresciuto. Lungo la strada incontra sparatorie, morti, sangue umano misto alla benzina fuoriuscita dagli autocarri. L'innocenza è perduta per sempre e il conforto non può arrivare neppure dalla terra delle origini, perché niente è piú come prima. Il momento piú alto della maturità dello scrittore Cesare Pavese, la storia di una solitudine individuale di fronte all'impegno civile e storico; il superamento dell'egoismo attraverso la scoperta che ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione. Il romanzo simbolo dell'impegno politico e del disagio esistenziale di un'intera generazione.
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Einaudi, 14/05/2013
Abstract: Con questo suo primo libro di narrativa, Alberto Asor Rosa rimette in gioco la sua scrittura immergendola nei grovigli della memoria. Ci troviamo a leggere cosí la storia di un bambino che inizia ad andare a scuola verso la fine degli anni Trenta ed è ormai un ragazzino quando il libro finisce, nel maggio del '45. E leggiamo la storia dell'Italia che in quel giro di anni vive avvenimenti politici decisivi: l'entrata in guerra, i primi bombardamenti, i militari sbandati dopo l'8 settembre del '43, le Fosse Ardeatine. E poi le avvisaglie di un mutamento antropologico che sarà rapidissimo nel dopoguerra; le ultime istantanee di un'Italia di campagna fatta di lampade a petrolio e spostamenti a dorso d'asino. Ma sotto il racconto, cosí apparentemente razionalizzato, si sente il ribollire dei frammenti di vita inappagati dalla trascrizione, si sentono le infinite possibilità scartate. Ed è questo che fa del libro, al di là del valore etico di testimonianza, un avvincente viaggio nella memoria.
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Einaudi, 12/03/2013
Abstract: Chi si ferma è perduto, cosí si dice. Ma forse chi si ferma è perché ha visto un'altra strada. Per il padre di Gioia il talento non è un dono innato, ma una conquista. È questo il principio con cui ha condotto l'esperimento: ha istruito sua figlia secondo regole ferree, studi ed esercizi, rendendola imbattibile nel gioco degli scacchi. A un passo dal titolo di Grande Maestro, però, Gioia cade preda delle visioni: interferenze che la costringono a spiare un altro mondo. Un mondo in cui vivono un re triste vestito da rapper e la sua intrepida regina, che si muove con lo scooter su e giú per la città, tra uomini in grisaglia freschi di licenziamento, una curiosa declamatrice che recita poesie in mezzo al traffico e voraci consumatori di sesso. E cosí, mentre si avvicina il torneo decisivo e un giornalista - con la scusa di intervistarla - inizia a corteggiare Gioia facendola sentire per la prima volta viva, piano piano nelle esistenze di tutti l'immaginazione rischia di prendere il sopravvento sulla realtà. Mauro Covacich ha scritto un romanzo impetuoso e appassionante, che esplorando il funzionamento del corpo e della mente dimostra quanto essi siano indissolubilmente legati. Proprio come accade in questa storia, in cui non è possibile capire dove finisce la vita e dove comincia la letteratura.
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After Dark (versione italiana)
Einaudi, 04/12/2012
Abstract: Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar. *** Un giovane jazzista, un esperto informatico, una prostituta picchiata da un cliente, la manager di un love hotel, una ventunenne che vegeta in uno stato semicomatoso, e sua sorella, ragazza solitaria e inquieta. In una Tokyo aliena, nell'arco di una sola notte i destini di queste persone finiscono per incrociarsi facendo emergere un inatteso senso di umana solidarietà.
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Einaudi, 09/07/2013
Abstract: Dai viaggi in aereo ai telefoni cellulari, dall'alfabetizzazione all'obesità, la maggior parte di noi dà per scontate alcune caratteristiche della modernità, ma per la quasi interezza dei suoi sei milioni di anni di vita la società umana non ha conosciuto nulla di tutto ciò. E se il baratro che ci divide dai nostri antenati primitivi può apparirci incolmabile, osservando le società tradizionali ancora esistenti, o esistenti fino a poco tempo fa, possiamo farci un'idea di com'era il nostro antico stile di vita. Società come quella degli abitanti degli altipiani guineani ci ricordano che, in termini evoluzionistici, le cose sono cambiate soltanto di recente, e questo libro ci offre un affascinante ritratto di prima mano di ciò che per decine di migliaia di anni è stata la vita dell'umanità, soffermandosi sul significato che le differenze fra quel passato ormai quasi scomparso e il nostro presente hanno per l'uomo di oggi. Il mondo fino a ieri è il libro piú personale scritto da Jared Diamond, che attinge a piene mani a decenni di lavoro sul campo nelle isole del Pacifico e da testimonianze sugli inuit, gli indios dell'Amazzonia, i san del Kalahari e molti altri popoli. Diamond non idealizza romanticamente le società tradizionali: alcune fra le loro pratiche restano per noi inaccettabili, ma è importante riconoscere dove e quando le loro esperienze hanno fruttato dei passi avanti nella società e nel comportamento umani. Egli ci indica quindi motivi di ammirazione e lezioni degne di essere imparate, a partire dall'approccio tradizionale a questioni universali come il trattamento degli anziani, l'allevamento dei figli, la risoluzione delle controversie, la valutazione del rischio e la salvaguardia del benessere fisico e della salute. *** "Le società tradizionali rappresentano migliaia di esperimenti millenari nel campo dell'organizzazione umana, esperimenti che non possiamo ripetere riprogettando di sana pianta intere società, per poi osservarne i risultati dopo decenni; se vogliamo imparare qualcosa, dobbiamo farlo là dove gli esperimenti sono già stati compiuti. Quando scopriamo che cosa significa vivere in modo tradizionale scopriamo anche aspetti di cui siamo felici di esserci liberati, e questo ci aiuta ad apprezzare meglio le società moderne; di fronte ad altri aspetti proviamo invece un senso di invidia e di perdita tout court, o magari ci chiediamo se non sarebbe il caso di riadattarli e riadottarli anche noi in maniera selettiva. Di sicuro invidiamo per esempio l'assenza di malattie non contagiose legate allo stile di vita occidentale, mentre possiamo desiderare di reintegrare solo alcuni aspetti dei metodi di risoluzione pacifica dei conflitti, di educazione dei figli, di trattamento degli anziani, di vigilanza nei confronti dei pericoli e del multilinguismo. Con questo libro mi auguro quindi di riuscire almeno a comunicare ai miei lettori il fascino che provo davanti alle tante e variegate forme di organizzazione della vita escogitate da altri popoli del mondo. Al di là di questo fascino, ciascuno sarà libero di provare a capire se qualcosa di ciò che cosí bene funziona per loro non potrebbe forse funzionare altrettanto bene per lui e per noi tutti come società".
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Einaudi, 12/02/2013
Abstract: In mano ai bambini uno scampolo di velluto a coste può diventare un campo coltivato e la carta delle caramelle un arcobaleno. Una matassa di filo è un gatto e uno scovolino da pipa un uomo, e le cose parlano e le cose ascoltano. I bambini hanno milioni di segreti e un amico immaginario a cui raccontarli. E, in un mondo ideale, una schiera di sentinelle adulte a proteggere tutto questo. A certi bambini, invece, capita di crescere in un mondo di divieti, dove la Legge Fondamentale pretende un occhio per un occhio e una vita per una vita, e la fine dei tempi è sempre in agguato. Un mondo di bibliche punizioni dove la fantasia è un peccato e le cose servono solamente e non parlano. Judith McPherson è fra quei bambini. Suo padre è un ardente "Fratello" di una setta millenarista che obbliga i suoi membri al proselitismo porta a porta in attesa dell'Armageddon che spazzerà via il mondo e trasporterà i pochi salvati nella Terra Promessa, adornamento di tutti i paesi. La "Terra dell'Adornamento" di Judith ha un aspetto molto concreto. È fatta dei materiali di scarto che da quasi tutta la vita la bambina va raccogliendo nelle sue peregrinazioni solitarie e dei pochi oggetti ricevuti in eredità dalla madre, ed è il luogo in cui trova rifugio da ogni minaccia. Come tutti i diversi, i McPherson non sono troppo popolari nella cittadina operaia in cui vivono, e mentre il padre si attira le ire dei sindacati rifiutandosi di aderire allo sciopero indetto nella fabbrica in cui lavora, Judith deve tentare ogni giorno di sfuggire alle angherie dell'immancabile bullo della classe, che l'ha prevedibilmente scelta come vittima designata. Per il giorno seguente, ad esempio, le ha promesso una morte per affogamento nei bagni della scuola e Judith sa che il solo modo per evitarlo è tenersi alla larga dall'edificio, ma come fare? Per una bambina come lei la magia di ogni gioco può chiamarsi miracolo, ed è con questa fede che, incitata da una voce disincarnata che sceglie di chiamare Dio, cosparge la terra dell'adornamento di zucchero e farina, e cotone e schiuma da barba e plastilina e gocce di colla, e la mattina seguente apre le tende della sua camera sul candore di una colossale nevicata fuori stagione. È il primo di una serie di miracoli, e l'inizio di un dialogo fitto con un Dio - versione mistica dell'amico immaginario? sintomo psichiatrico? autentica espressione del sovrannaturale? -, del quale Judith si convince di essere l'onnipotente strumento. Lei, una bambina di dieci anni che vorrebbe solo raddrizzare le cose storte. Grace McCleen, cresciuta, come la sua protagonista in una setta cristiana fondamentalista del Galles, usa lo sguardo leggero e divertente di una decenne fuori dal comune per raccontare una storia che scuote ogni convinzione. *** "Bellissimo, unico e impossibile da etichettare... La storia di una bambina in una piccola città piena di persone che pensano in piccolo, raccontata in un romanzo dal cuore grande". "Financial Times"
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Arsène Lupin contro Herlock Sholmes
Einaudi, 14/05/2013
Abstract: Nel primo episodio si indaga sul furto di un piccolo scrittoio di mogano, in cui era custodito un biglietto vincente della lotteria, e poi sull'uccisione del ricco barone d'Hautrec e sulla scomparsa del diamante azzurro, gioiello della Corona di Francia. In entrambe le vicende sembra coinvolta una dama bionda che però riesce sempre a dissolversi. Nel secondo episodio si cerca di venire a capo del furto di una "lampada ebraica", apparentemente di scarso valore, sottratta ai signori d'Imblevalle. Nonostante l'omicidio non faccia parte del repertorio criminale di Arsène Lupin, tutti i sospetti per questi casi sembrano ricadere proprio su di lui. Con la meticolosità che gli è propria Herlock Sholmes indaga ma Lupin utilizzerà tutti i suoi trucchi per burlare con la consueta eleganza il celebre detective.
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Einaudi, 19/03/2013
Abstract: Un castello arroccato fra i ghiacci, nelle cui segrete si annidano orribili creature fantastiche. Una sterminata biblioteca, tesoro di carta da difendere a costo della vita. L'incessante lotta fra cultura e natura che fa di ogni uomo un ossimoro. "Edito nel 1989 ma scritto a partire dal 1980, quando non avevo ancora venticinque anni, Di bestia in bestia è l'unico dei miei libri a cui abbia rimesso mano. Di fatto non ho riscritto quella storia ex novo: ho invece sottoposto il testo originale a una serie continua e capillare di tagli. L'operazione non implica però che questa versione debba sostituire la prima. Le due versioni del libro mi sembrano momenti di un unico processo di contrazione che già aveva coinvolto, a monte della prima edizione, diversi dattiloscritti e manoscritti. Questo vuol dire che l'attuale versione, in ogni suo tratto di lingua e di stile, era già tutta nella primissima. Anche per questo Di bestia in bestia è il libro della mia vita". Michele Mari "Invenzione inconsueta, linguaggio, o piuttosto linguaggi insieme elaborati, dotti ed estrosi: tutto ciò ci offre un libro che se ne sta appartato, dispettoso, non facile, con il fascino di cosa venuta fuori dal nulla che qualche volta ci offre la letteratura". Giorgio Manganelli
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Einaudi, 11/06/2013
Abstract: Primo romanzo del "quartetto" che ha per protagonista Frederica Potter, La vergine nel giardino è un libro sull'adolescenza, sull'età delle sperimentazioni e delle prime scelte decisive. È anche una meditazione sul desiderio: amoroso, intellettuale e sessuale. La giovane protagonista, con la sua intraprendenza imbarazzante per l'Inghilterra degli anni Cinquanta, anticipa fin da questo libro i passi difficili della donna che sarà, e che i lettori hanno conosciuto nella Torre di Babele.
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Einaudi, 14/05/2013
Abstract: Al centro della vicenda, un enigma. L'enigma si riferisce alle recenti vicissitudini della reliquia, l'incendio della cappella in cui era, o doveva essere, custodita e alla conseguente distruzione della bellissima cupola del Guarini. Tentativo di furto della Sindone? Volontà perversa di far scomparire per sempre un'opera d'arte di incomparabile valore? O l'azione vandalica di qualche balordo? Scartata l'ultima ipotesi, come pure l'accidentalità dovuta a circuiti o fornelletti scalda-vivande dimenticati accesi nelle soffitte dell'attiguo Palazzo Reale, una coppia di improvvisati investigatori formula altre, più inquietanti ipotesi. Lui è un maturo e un po' nevrotico professore di storia delle religioni e ha il suo studio al quinto piano di Palazzo Nuovo; lei è una giovane germanista legata al collega da un blando rapporto sentimentale. Le loro indagini, alquanto svagate e molto dilettantesche, li portano a incontrare personaggi ambigui, come un cronista del maggiore quotidiano cittadino, o decisamente sospetti come quelli che si riuniscono segretamente tra le fredde mura della Accademia delle Scienze. L'azione scende dalla superficie della città, dalle vie del centro storico, di cui compaiono alcuni monumenti, ai percorsi sotterranei, oscuro "doppio" della città, in cui i protagonisti dell'investigazione fanno incontri sconvolgenti, come masse di ratti in fuga di fronte agli spari di una mitraglietta, e gli stessi sparatori più inquietanti ancora dei ratti. L'avventura si conclude con un rapimento, che riporta la scena alla Accademia delle Scienze, sventato dall'intervento del professore, che il pericolo corso dalla sua amica ha repentinamente tirato giù dalle nuvole in cui tende a soggiornare. Un romanzo intessuto di una bonaria ironia che stempera l'orrore del labirinto sotterraneo della Torino infera e sfocia con ovvia naturalezza in una cena nelle Langhe con divagazioni sui tartufi bianchi e neri.
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Einaudi, 25/06/2013
Abstract: "Parabole, aneddoti, aforismi: nelle Storie del signor Keuner Brecht attinge alle forme della sapienza orientale per mettere a soqquadro le certezze di ogni pensiero troppo definito e sicuro di sé. Nei dubbi che insinua, a volte con ironia abrasiva, Keuner, alter ego di Brecht, prende le distanze da tutti i poteri e svela l'ipocrisia degli uomini suggerendo che la verità sta sempre da un'altra parte rispetto a dove la si cerca". Dalla Prefazione di Moni Ovadia *** Brecht ha scritto le Storie del signor Keuner a partire dagli anni Venti fino alla morte, come una sorta di scrittura continua, collaterale rispetto alla sua produzione poetica, teatrale e saggistica. La recente scoperta di molti autografi brechtiani a Zurigo ha permesso di integrare con quindici testi inediti la serie già conosciuta del signor Keuner, a suo tempo pubblicata nelle Storie da calendario. Questo volume segue la prima edizione integrale tedesca del 2006.
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Einaudi, 12/02/2013
Abstract: In uno sperduto villaggio del profondo Sud degli Stati Uniti, Miss Amelia, una donna matura e indipendente, si guadagna da vivere con la sua bottega, ma soprattutto producendo e vendendo liquore di contrabbando. La sua esistenza cambia all'improvviso con l'arrivo del cugino Lymon, un nano capace di ingraziarsi l'intero paese, e di convincere Amelia a trasformare la bottega in uno scalcinato caffè, punto di ritrovo per la comunità. La felicità di Amelia è però a breve durata, perché il ritorno dell'ex marito, cacciato di casa la prima notte di nozze per ragioni mai chiarite, innesca una spirale di conflitti e violenze che cambierà la vita della donna e dello stesso villaggio. *** "Tutti i personaggi di Carson McCullers sono accomunati da una medesima ossessione: la loro esistenza, fino all'ultimo istante, consiste nell'innamorarsi di una speranza, destinata a svanire". Harold Bloom
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Einaudi, 27/11/2012
Abstract: Il mondo diviso tra i saloni sfolgoranti e i piani bassi della servitú, la lotta di classe a colpi di tazze di tè, i pettegolezzi e le tragedie nel racconto sulfureo di una cuoca a servizio dell'aristocrazia inglese negli anni Trenta. Ai piani bassi è un documento unico, e un libro coinvolgente, diventato subito un caso editoriale. La voce ironica e acutissima di Margaret, già aiuto-cuoca a soli quindici anni, racconta il mondo di "loro" e "noi". Dei ricchi aristocratici degli anni Trenta e dei domestici che lavorano nelle case dei facoltosi signori e i loro frivoli salotti e stanze da letto. *** "Un libro potente, che descrive in dettagli semplici e spesso strazianti la divisione tra Noi e Loro". Judith Newman, "The New York Times Book Review"
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Mezzanotte a Pechino ovvero Il torbido omicidio della Torre delle Volpi
Einaudi, 12/03/2013
Abstract: La vicenda raccontata è una storia realmente accaduta. Siamo nel 1937, è da poco passato Natale, il Natale russo che secondo l'antico calendario giuliano cade 18 giorni dopo quello occidentale. È mattina, fa molto freddo, quando nella zona orientale della vecchia Pechino, vicino a un'imponente e spettrale torre di guardia, la Torre delle Volpi, viene ritrovato il cadavere di una giovane donna. Ai suoi piedi montano la guardia due huang gou, due cani gialli. In quel periodo era abbastanza frequente trovare cadaveri per le strade della città: morti per fame o freddo, per suicidio o per droga o in seguito a risse violente negli hutong della città. Ma questo omicidio appare subito diverso. Diverso perché la morta è una donna occidentale, una bianca, e "pelle bianca" come afferma Han, l'ambiguo colonnello della polizia locale incaricato delle indagini, "significa domande. Domande da parte di uomini potenti, uomini che non mollano finché non ottengono risposte" e risposte che a loro convengono, naturalmente. Ed è diverso, anche perché il volto del cadavere è orrendamente sfigurato, i vestiti da studentessa stracciati e dal petto aperto sono stati prelevati alcuni organi, tra cui il cuore. L'orologio costoso al polso della ragazza ha smesso di funzionare poco dopo la mezzanotte. La morta è Pamela Werner, figlia di un ex diplomatico inglese, professore, archeologo, linguista, uno studioso molto noto in città e nel Quartiere delle legazioni, dove le grandi potenze europee, l'America e il Giappone hanno ambasciate e consolati. La situazione appare subito delicata e il caso spinoso. La Cina è in quel momento una repubblica sospesa tra l'impero e la rivoluzione, in guerra con il Giappone che ne ha invaso il territorio, ed è lacerata da scontri interni tra i vari signori della guerra. Le autorità britanniche decidono cosí di affiancare alla polizia locale un loro uomo, Richard Dennis, ex commissario di Scotland Yard di stanza in Cina, ma appare presto chiaro che il vero desiderio è quello di insabbiare il caso, soprattutto quando si scopre che ad essere coinvolti sono uomini occidentali molto noti e rispettati in città. Dopo qualche settimana gli investigatori dovranno abbandonare le indagini, che saranno però continuate in forma privata e con grande ostinazione dal padre che non si fermerà mai, neanche quando si scoprirà una Pamela, ribelle e autonoma, assai diversa dall'immagine di brava ragazza che tutti conoscevano. E anche il vecchio console mostrerà ben presto un volto ambiguo e poco cristallino. Perché, come in ogni giallo classico che si rispetti, niente e nessuno è in realtà quello che appare.