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Laterza, 03/02/2023
Abstract: Quella di Florence Nightingale è la storia di una donna straordinaria: riconosciuta come una delle figure più influenti del XIX secolo in Inghilterra e non solo, visionaria e animata da uno spirito indomito, ha trasformato radicalmente il lavoro infermieristico contribuendo a salvare le vite di intere generazioni di donne e di uomini.Il 4 novembre 1854, mentre infuriava la guerra di Crimea, una giovane donna inglese di nome Florence Nightingale, di estrazione liberale, irrequieta e sognatrice, mise piede nella caserma Selimiye a Scutari (Istanbul), una struttura convertita in ospedale per esigenze belliche.A causa di gravi inefficienze organizzative e della mancanza di assistenza infermieristica sul campo, migliaia di soldati stavano perdendo la vita. Florence Nightingale, convinta che l'azione umana potesse e dovesse cambiare anche le prassi e i preconcetti più radicati, non poteva accettare a cuor leggero simili negligenze. Fu così che, tra ratti e sudiciume, ostacoli legati al genere e una salute cagionevole a complicare il tutto, questa donna coraggiosa avviò una vera e propria rivoluzione.Accettando l'incarico di sovrintendente del personale femminile negli ospedali inglesi in Oriente, era diventata la prima donna inquadrata nelle forze armate di Sua Maestà britannica, la regina Vittoria. Iniziò così un percorso destinato a cambiare non solo la sua vita, ma quelle di generazioni di donne e di uomini che avrebbero beneficiato da quel momento di un'assistenza ospedaliera davvero degna di questo nome. Ed è una storia che giunge fino a noi.
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Guanda, 10/03/2023
Abstract: "Intenso, convincente, magnifico"Abdulrazak Gurnah Premio Nobel per la Letteratura"Negli anni Settanta gli abitanti delle Chagos furono costretti a lasciare il loro arcipelago nell'Oceano Indiano, e ancora oggi la Gran Bretagna si rifiuta di restituire quelle terre. L'avvocato per i diritti umani Philippe Sands ne racconta la drammatica storia con passione e competenza."The GuardianAlla fine della Seconda guerra mondiale, nuove norme internazionali annunciano l'era dell'autodeterminazione dei popoli. Ma il processo di decolonizzazione è lento e non sempre lineare. In questa scia si colloca un episodio misconosciuto dalla storia: un accordo segreto tra Gran Bretagna e Stati Uniti per la cessione a scopi militari di Diego Garcia, un'isola delle Chagos, arcipelago appartenente alle Mauritius. Questo significa per la popolazione locale lasciare le proprie case dall'oggi al domani. Tra loro, la giovanissima protagonista di questo libro, Liseby Elysé, che il 27 aprile del 1973, appena sposata e incinta del primo figlio, viene prelevata e portata a migliaia di chilometri di distanza senza alcuna spiegazione: nessuno accenna alla base militare USA, nessuno dice che l'arcipelago sta per diventare una nuova colonia africana con il nome di Territorio britannico dell'Oceano Indiano. Ci vorranno quasi cinquant'anni per arrivare davanti al Tribunale internazionale dell'Aia e chiedere giustizia. E stavolta la voce di Liseby sarà ascoltata e contribuirà a ottenere una storica sentenza. L'avvocato e scrittore Philippe Sands – che nel 2018 è stato coinvolto nella causa promossa dalle Mauritius contro la Corona – contribuisce a gettare nuova luce sui danni del colonialismo, dando vita a un libro appassionante, che è anche il racconto della nascita del diritto internazionale moderno e un avvincente dramma giudiziario.
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Garzanti, 21/02/2023
Abstract: Emma ricorda ogni pietra di Villa Freiberg: a volte, le sembra ancora di rivedere l'imponente facciata di finestre e cornici di marmo. È il luogo che ha dato rifugio a lei e al fratellino Benjamin quando, rimasti orfani, hanno seguito le ultime volontà del padre morto al fronte. Ma il risveglio da illusioni e sogni di salvezza è una porta che si chiude all'improvviso il giorno in cui Benjamin scompare per non tornare più. Benjamin, il bambino taciturno che amava la solitudine e disegnava con incredibile maestria. Benjamin, che è stato portato in una clinica insieme a molti altri come lui, considerati fragili e inadatti, per essere sottoposto agli esperimenti di scienziati nazisti disposti a sacrificare vite per inseguire un folle ideale di perfezione. Vittima di una delle operazioni più controverse della storia che, in silenzio, ha preparato il terreno all'orrore dei campi di sterminio. Da allora sono passati anni ed Emma non ha mai saputo cosa sia accaduto a Benjamin. Ma ora la villa è passata in eredità a una donna che, tra gli oggetti risparmiati dal tempo, ha trovato un vecchio anello e un plico di fotografie ingiallite. Forse sono indizi che conducono a Benjamin. Emma deve decidere se riaprire lo scrigno dei ricordi nascosti nella sua anima, anche se ciò vuol dire affrontare il dolore delle scelte e degli errori commessi. Perché forse non è troppo tardi per tenere fede alla promessa di prendersi cura e proteggere quel fratello troppo indifeso.Romina Casagrande ha conquistato i lettori con I bambini di Svevia, per mesi in classifica. Ora torna con un romanzo potente che fa riaffiorare uno degli orrori del secondo conflitto mondiale: le cliniche in cui venivano rinchiusi e torturati coloro che per qualsiasi ragione erano considerati diversi. Perché la tragedia non si ripeta non si deve dimenticare. E perché tutti possano ricordare, la letteratura dà voce a chi una voce non l'ha avuta.
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Feltrinelli Editore, 30/01/2025
Abstract: Yukio Mishima sale in cattedra per dare consigli di scrittura, ma è solo un espediente per farci gustare la storia di due coppie, una di adulti (o di non più giovani, come a loro piace sottolineare) e una di giovani destinati a innamorarsi. Ma l'amore segue vie complesse, e le pulsioni dei quattro si intrecceranno in un garbuglio reso ancora più intricato dal fatto che se è vero che la bellezza sfiorisce con l'età, è vero anche che l'orgoglio ha un andamento opposto, e nutre il gusto della macchinazione. In quella che appare come una rivisitazione giocosa delle Relazioni pericolose, con il guizzo dell'intuizione Mishima aggiunge una quinta figura, quella del giullare che scompiglia le carte, rigorosamente sopra le righe, incapace per natura a seguire i dettami della norma. Sarà il suo comportamento imprevedibile, ma in realtà più assennato di chiunque altro, a riportare ordine e pace in un gruppo che però (ci suggerisce l'autore) era forse più attraente quando ancora si lasciava lacerare dalle sue passioni. Il romanzo che in Giappone ha avviato la riscoperta delle straordinarie qualità di intrattenitore di Yukio Mishima, riavvicinandolo sia al grande pubblico sia a quello di nicchia, accomunati entrambi dalla felice conferma di qualcosa che già si sospettava da tempo: che di Mishima si è ancora ben lontani dall'aver detto tutto.
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Feltrinelli Editore, 30/01/2025
Abstract: Con il genio che gli è proprio, Euripide sovverte tutto ciò che sappiamo della più famosa tragedia della storia classica, donandole un finale da commedia, con fughe rocambolesche e sposi riconciliati. Quella che mette in scena è una versione differente della storia di Elena di Sparta, che assume come antefatto l'idea che Elena non abbia mai seguito il figlio di Priamo a Troia, non vi sia stato alcun adulterio. Prima della venuta a Sparta di Paride, Era, per vendicarsi del giovane che le ha preferito Afrodite, fa rapire la bella Elena e la sostituisce con un "simulacro" a lei somigliante. Un'"immagine" fatta "con un frammento di cielo", la materia sottile delle nuvole, ma che dà a tutti la plausibile apparenza di un corpo palpabile. Negli anni sanguinosi la "vera" Elena sarebbe sempre stata in Egitto, senza alcuna colpa e senza alcuna responsabilità di tutto il furore e di tutta l'atrocità che si consumavano nel suo nome. Senza aver commesso alcun atto che giustificasse, in effetti, l'odio e l'infamia universali che ancora attorno al suo nome si adunavano sia da parte greca sia sul versante troiano. Alla fine della guerra, vittima di una violenta tempesta che ha travolto la sua flotta, anche Menelao finisce naufrago in Egitto. Saprà riconoscere la donna reale, lì imprigionata, che sempre gli è stata fedele, dalla copia che egli porta con sé come prigioniera? L'opera di Euripide rappresenta una critica alle tragedie venute prime della sua, certo, ma forse anche la narrazione di una verità inoppugnabile: l'oggetto del desiderio non è sempre, per sua natura, un miraggio o un fantasma che svanisce nel nulla nel momento stesso in cui si creda di averlo raggiunto?
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Feltrinelli Editore, 30/01/2025
Abstract: Ci stiamo dirigendo verso la peggiore catastrofe economica della nostra vita. I decenni postbellici all'insegna della crescita economica e di una prosperità sempre più diffusa rischiano di lasciare campo libero a una crisi economica diversa da tutto ciò che abbiamo visto dai tempi della Grande depressione. Questa crisi potrebbe essere aggravata dal cambiamento climatico, dal collasso demografico, dalle politiche nazionaliste che limitano l'immigrazione, dalla competizione globale tra la Cina (e i suoi alleati "revisionisti" come Russia, Iran e Corea del Nord) e gli Stati Uniti assieme ai loro alleati, e infine da una rivoluzione tecnologica che eliminerà più posti di lavoro in minor tempo di quanto sia mai successo.Nei prossimi vent'anni dobbiamo aspettarci una collisione titanica di forze economiche, finanziarie, tecnologiche, ambientali, geopolitiche, sanitarie e sociali. Ognuna di esse è formidabile. Se dovessero convergere, le conseguenze sarebbero devastanti. La soluzione del problema imporrà un adattamento colossale di tutti gli abitanti della Terra.Prima del disastro finanziario del 2008, Nouriel Roubini era stato soprannominato Doctor Doom, profeta di catastrofi. Poi le sue previsioni sulla crisi immobiliare e sulla Grande recessione si sono avverate, ma ormai era troppo tardi.Ora è tornato con un monito molto più spaventoso: esistono dieci grandi problemi sovrapposti e interconnessi, che ci fanno pencolare sull'orlo del precipizio. Eppure quasi tutti ancora ci illudiamo che il futuro somiglierà al passato. Un errore colossale. Esistono alcune strategie per sopravvivere, ma dobbiamo agire ora: "Ho scritto questo libro perché sono convinto che dobbiamo aspettarci dieci grandi minacce, di portata tanto immensa e di tale urgenza che siamo costretti a guardare al futuro con la testa sgombra, e fare il possibile per impedire che ci distruggano."
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Feltrinelli Editore, 31/01/2023
Abstract: Si esiste interi solo prima di nascere. Ma quello strappo è la vita. Omar ha dieci anni e passa le giornate alla finestra sperando che sua madre torni. Suo fratello gli strofina il naso sulla guancia per fargli il solletico, ma non riesce a consolarlo. Solo Nada lo calma: con i suoi occhi celesti, è per Omar un desiderio. Ha undici anni, sulla fronte una vena che pulsa se qualcuno la fa arrabbiare, e un fratello, Ivo, grande abbastanza da essere arruolato. Nada e Omar sono bambini nella primavera del 1992, a Sarajevo. Per allontanarli dalla guerra, una mattina un pullman li porta via contro la loro volontà. In viaggio per l'Italia, lungo strade ridotte in macerie, Nada conosce Danilo, che ha mani calde e una famiglia, al contrario di lei, e che un giorno le fa una promessa.Ispirato a una storia vera, Mi limitavo ad amare te è un romanzo familiare, di formazione, di guerra e d'amore, che si colloca a pieno titolo nella tradizione del grande romanzo europeo. Una narrazione di ampio respiro, che copre vent'anni e che, raccontando un pezzo della Storia recente, illumina a giorno la nostra epoca. Una mappa di separazioni e legami indissolubili, di violenza e tenerezza. Con la sua scrittura precisa eppure incandescente, Rosella Postorino rivela che è impossibile essere figli, e genitori, senza tradire chi amiamo di più. E ancora una volta ci costringe a interrogarci sull'"inconveniente di essere nati"."Rosella Postorino ci conferma fin dove può spingersi la letteratura." Donatella Di Pietrantonio - La Repubblica
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Le mie montagne. Ediz. integrale
Solferino, 07/02/2023
Abstract: Quando nel 1961 pubblica Le mie montagne, il suo primo libro, Walter Bonatti ha da rac- contare oltre un decennio di imprese impossibili, trionfi e sofferenze: dalla scalata sullo sperone Walker (a 19 anni) all'odissea sul Pilone Centrale, passando per il Grand Capucin, il Dru e la fatidica notte all'addiaccio sul K2. Se questo libro segnerà una svolta nella sua vita, sarà anche per il riaccendersi delle braci che covavano proprio sotto la memoria di quell'episodio. Bonatti narra il proprio alpinismo con sincerità, descrivendone le durezze senza nascondere emozioni e paure, e la forza dei suoi racconti coinvolge il lettore oggi come allora. Per questo Le mie montagne resterà per sempre il suo libro più celebre. Questa edizione riprende integralmente il testo originale, arricchendolo con alcune foto inedite del 1961, una raccolta di estratti dalle recensioni dei giornali dell'epoca e una postfazione a cura di Angelo Ponta. "La prima volta che mi balenò l'idea di portare di fronte al pubblico questi miei appunti di montagna, provai un senso di timidezza e di disagio. Esattamente come quel bambino che vorrebbe, ma non sa come, confessare ai suoi amici, assorti nel meccanismo di un gioco di fantascienza, che preferisce ancora correre a piedi nudi e far capriole sui prati."
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Edizioni NPE, 30/01/2023
Abstract: Uscito dal carcere, Sandoval comincia a lavorare temporaneamente come guardia di sicurezza in una zona industriale semi-abbandonata. Lì incontra Belasco, titolare di "Saphari", un ristorante specializzato in carni esotiche e altre prelibatezze stravaganti, come il nyotaimori riservato solo ai soli clienti fidati. Durante una cena in quel posto, Sandoval conosce Amanda – una cliente abituale da cui è attratto – e le sue due figlie; hanno smarrito un cucciolo e sperano di ritrovarlo. Insieme al proprietario del locale, il protagonista scopre un mondo che va oltre i valori e le norme della società. Finché un giorno, dopo aver ricevuto la notizia che stava aspettando, confesserà a Belasco il suo vero lavoro.Saphari: l'atteso graphic novel di Miguel Ángel Martín, per la prima volta edito in Italia. Autore controverso, Martín ha segnato la storia della censura nel nostro Paese. Nel 1995 la sua opera Psycho Pathia Sexualis (contenuta nel volume Total Overfuck, Edizioni NPE, 2016) fu sequestrata in tipografia con l'accusa di "pubblicazione di spettacoli osceni a contenuto impressionante o raccapricciante". Contro quella decisione, poi annullata dalla Cassazione dopo anni di processi poiché il fatto non sussisteva, si levò un coro di voci autorevoli, tra cui quelle di Milo Manara e Oliviero Toscani. La particolarità dell'artista spagnolo è quella di fissare sulle pagine vicende che attingono alla realtà, con una linea chiara che spesso rivela crude verità. In ciò risiede la forza etica del suo lavoro: ogni storia nata dalla sua mente creativa, sconvolge e genera dibattito."C'è un'ombra diversa nel nuovo libro di Miguel Ángel Martín, un'ambiguità meno evidente e più subdolamente caustica. Al plagio fisico, scopertamente manifesto nella sua raccapricciante normalità, mostrato con un tratto divenuto ancor più rapido e sicuro, si affianca il caos della ragione, l'assopimento del pensiero critico. I personaggi sono isole, ognuno riluttante a mostrare qualcosa di sé per aprirsi agli altri. Al freddo delle relazioni interpersonali si contrappone l'efferatezza della violenza fisica, la devastante atrocità ferina. Il male ha due volti, distinti e biecamente affiatati: Belasco e Sandoval. [...] Attorno a loro un mondo di contraddizioni e incertezze, conflitti sociali che si riverberano sulla sfera personale, ma soprattutto una parcellizzazione dell'identità collettiva che porta a una totale desensibilizzazione percettiva ed emozionale."Dalla prefazione di Michele Casella
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Christopher Nolan. L'architetto del tempo
Edizioni NPE, 30/01/2023
Abstract: Labirinti narrativi, spettacoli su vasta scala e ardite riflessioni sui valori morali. Si potrebbe riassumere così il cinema di Christopher Nolan: un prestigiatore della macchina da presa, capace di coniugare personalità stilistica e mentalità industriale. Attraverso le sue architetture visionarie, ha stravolto il blockbuster americano introducendo strutture irregolari, sovrapposizioni e sperimentazioni temporali. Da Memento a Tenet, passando per Inception e Il cavaliere oscuro: un saggio critico su uno degli artisti più controversi e coraggiosi di Hollywood.L'abilità quasi ingegneristica di Nolan nel riscrivere il blockbuster hollywoodiano, è solo l'assaggio a una poetica più stratificata, incentrata sulla ricerca del sé e sulle sofferenze che il ruolo dell'eroe comporta. Numerosi i suoi marchi di fabbrica: dalla narrazione non lineare, spesso ricreata tramite l'uso del flashback e strumentalizzata per instillare tensione in attesa di scene rivelatorie, alla tecnica del montaggio di eventi simultanei. Questa precisa orchestrazione del racconto, si collega alla declinazione del tema del "tempo" quale contenitore della memoria (nel film Memento), ideale punto di riferimento morale (in Insomnia), o impalpabile nemico su cui è necessario avere la meglio al fine di preservare la civiltà (ne Il Cavaliere Oscuro). Di film in film, il regista londinese si è sempre battuto affinché la sua freschezza immaginifica garantisse al pubblico intuizioni innovative, che rigenerassero gli ambiti collaudati del noir e della fantascienza. Attraverso le sue astute matrioske narrative, Nolan è riuscito – come pochi altri – a congiungere le esigenze spettacolari del cinema da "pop-corn" con gli stimoli offerti dalle più profonde meditazioni, mettendo d'accordo critica e grande pubblico. Un cinema di intrattenimento dietro cui si celano rigorose ricerche su fisica quantistica, meccaniche belliche, sfaccettature letterarie, che entusiasmano e stuzzicano grandi interrogativi nello spettatore.La carriera e la produzione cinematografica di questo rivoluzionario regista campione di incassi, in un'analisi critica che ne ripercorre tutto il percorso artistico.
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Bollati Boringhieri, 03/03/2023
Abstract: ""Chi può creare un dio è una questione tanto affascinante quanto quella di chi ne può uccidere uno. Subin scrive magnificamente della vita spirituale delle persone emarginate, prendendo sul serio le loro devozioni e rivelando lo scopo sovversivo e il potere di credenze e pratiche che i loro oppressori hanno così spesso frainteso. Convincente... pieno di compassione... trascinante". ""The New Yorker"""Una Bibbia irriverente a tutti gli effetti, una sorta di celestiale esperimento intellettuale […]. La deificazione è stata usata per soggiogare, colonizzare, opprimere, ma Subin richiama l'attenzione anche sul suo potenziale emancipatorio [...]. Un libro ambizioso e appassionante". ""The New York Times Book Review"""Con una voce d'autore elegante, giocosa, a volte quasi biblica, e con un occhio acuto per i paradossi più significativi della storia e per i suoi vicoli ciechi più affascinanti, Subin restituisce alla vista […] un abbagliante pantheon di divinità involontarie". ""The New Republic"Trasformare un mortale in un dio è una pratica antica come l'uomo, eppure mai come nell'età moderna e contemporanea il pianeta è stato popolato da così tante divinità involontarie.Da quando Cristoforo Colombo sbarcò nel Nuovo Mondo e venne accolto come essere celeste, uomini resi immortali – non a caso uomini e mai donne – sono apparsi in ogni continente: da Hailé Selassié, il Ras Tafari etiope acclamato come dio vivente in Giamaica, al principe Filippo d'Inghilterra, oggetto di un'improbabile nuova religione su un'isola del Pacifico. Con un vertiginoso intreccio di testimonianze, fonti di archivio e diari, Anna Della Subin si muove con trascinante destrezza fra culti di possessione degli spiriti, rivolte nazionaliste, banchetti indigeni a base di esploratori divinizzati e stravaganti liturgie che non risparmiano la nostra autoproclamata epoca secolare, come la teogonia di Donald Trump.Ma come si diventa immortali? Attraverso una profezia, una guerra, una strategia familiare oppure, semplicemente, una traduzione sbagliata o il ritrovamento di un vecchio articolo di giornale. E proprio perché le apoteosi emergono soprattutto durante crisi, conquiste o rivoluzioni, sono in grado di insegnare molto sulle pieghe nascoste della storia. Attraverso le brillanti pagine di questo libro comprendiamo a fondo quanto religione e politica siano intrecciate e come divinità accidentali vengano strumentalizzate sia dal potere dominante che dai popoli oppressi, diventando fonte di ispirazione e ribellione in varie parti del mondo.Un'esplorazione nelle profondità della storia umana fra razza e colonie, supremazia e liberazione, mitopolitica e populismi, che giunge ai moti di emancipazione per una teogonia nera fino ai movimenti legati a Black Lives Matter o alla Cancel culture. Ricco di suggestioni originali e provocatorie, Immortali per caso è stato salutato come un capolavoro narrativo di ricerca storica, un insolito buco della serratura da cui osservare sbalorditi la creazione del mondo.
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Tomorrow, and Tomorrow, and Tomorrow
Casa Editrice Nord, 28/03/2023
Abstract: "Un ragazzo e una ragazza si incontrano, si amano ma non diventeranno mai amanti. Un mondo complesso e ben strutturato, ma anche giocoso. Un po' come gli universi paralleli creati dai due protagonisti nei loro videogiochi. "The Guardian"Una storia coinvolgente e originale, dove il legame che unisce i due protagonisti è più profondo e intenso di una storia d'amore."Entertainment Weekly"I videogiochi ci hanno segnato come le altre forme d'arte, sono stati e saranno uno potente strumento per conoscerci. E questo Gabrielle Zevin lo sa e lo racconta magnificamente. "The New Yorker"Questo romanzo è la dimostrazione di come si possano mescolare nostalgia e realtà creando un'opera straordinariamente commovente."The Washington Post"Il ritorno di Gabrielle Zevin: un romanzo di amicizia, sentimenti, dolore e amore sullo sfondo di un mondo che ha segnato la nostra gioventù. Un mix davvero unico e di grande potenza. "Publishers Weekly"Incantevole e avvincente. "The New York Times"Una storia commovente, nostalgica, retrò. Non pensate sia una classica storia d'amore, è molto di più. Un rapporto intenso, fragile e tenero. Geniale, ma preparatevi che si piange."Panorama"Geniale. Un romanzo travolgente che racconta la bellezza, la tenacia e la fragilità dell'amore e della creatività umana... Uno dei migliori libri che abbia mai letto. "John Green, autore di Colpa delle stelleTRA I MIGLIORI 100 LIBRI DEL 21° SECOLO PER IL NEW YORK TIMESQuesta non è una storia d'amore, ma parla d'amore... Una fredda mattina del 1995, Sam Masur scende dalla metropolitana e, tra la folla che si accalca sulla banchina, la vede: Sadie Green. La chiama e, per un attimo, lei finge di non sentirlo, poi il rancore si stempera nella nostalgia. Sono passati otto anni dal litigio che aveva spezzato il loro legame, strettissimo eppure fragile, come solo le amicizie dell'infanzia sanno essere. Adesso sono all'università, ed entrambi hanno deciso di trasformare la comune passione per i videogiochi in materia di studio e, un giorno, in una professione. Basta uno sguardo e il legame si rinsalda, segnando anche l'inizio di una collaborazione creativa. Presi singolarmente, i loro progetti sono frammentari e incompleti; insieme, danno vita a interi mondi. Così, nel giro di due anni, nasce Ichigo, un videogioco rivoluzionario, che spalanca loro le porte del successo. Nel frattempo, il loro rapporto si fa più maturo, più intimo, più consapevole. Ma non per questo immune al peso della fama, della gelosia e delle ambizioni personali… Si perderanno ancora, Sam e Sadie. Però ogni volta ritroveranno la strada che li ricondurrà l'uno all'altra. E ogni volta ricominceranno. Perché, nonostante le liti e le incomprensioni, esistono spiriti affini uniti da un sentimento capace di superare ogni ostacolo: un amore che non è amore, ma è molto di più. Col suo stile delicato e profondo, che coniuga magistralmente leggerezza e nostalgia, Gabrielle Zevin ci regala un romanzo che è un inno al nostro bisogno di amare e di essere amati, nonché uno di quei rari casi capaci di mettere d'accordo pubblico e critica: eletto tra i migliori libri dell'anno per il New York Times, è rimasto per mesi ai vertici delle classifiche ed è in corso di traduzione in tutto il mondo.
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Paesi edizioni, 01/02/2023
Abstract: In Occidente si assiste al ritorno dello Stato in campo economico e a un'impennata dei lavori ad alta e bassa qualificazione, che però hanno messo in crisi il ceto medio, spingendolo verso populismo e crisi della democrazia. Intanto a Oriente, Russia e Cina hanno consolidato modelli autocratici e spinto lo Stato a controllare l'economia. Lo scontro economico tra Ovest e Est si gioca così sulle loro peculiarità: con l'Ovest che domina nella tecnologia e nei mercati finanziari, e l'Est che possiede le materie prime. A livello politico, intanto, l'idea che il libero scambio avrebbe portato sviluppo e democrazia, non si è ancora manifestata a Oriente. Questo saggio mette in risalto questa sfida politico-economica tra due modelli opposti di futuro.
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Donzelli Editore, 01/07/2022
Abstract: Un paese di poeti, santi e navigatori. Ma anche di "borghi". Da qualche anno, la riscoperta del policentrismo territoriale italiano viene veicolata nello spazio pubblico e mediatico dal concetto di "borgo" e dai suoi correlati semantici. Le migliaia di comuni italiani, la varietà e complessità territoriale di un paese costituito da poche grandi città, pochissime "metropoli", molte città medie, una miriade di piccoli comuni, frazioni, reti di città, campagne, coste, colline e montagne, vengono così ridotte all'immagine del "borgo". Facile rappresentazione ammalata di "metrofilia", che trae piacere dall'eccitazione per un oggetto percepito come atipico, privo di una propria volizione, da soggiogare e umiliare in un riconoscimento del tutto asimmetrico, dove il borghese illuminato e riflessivo "adotta" il borgo bello ma bisognoso. Un rapporto, questo, che misconosce l'autonomia dei territori, la loro libertà di "dire no", il loro carattere morale e paritario nella produzione di strategia di sviluppo condivisa. Fino a negarne l'identità specifica. Le conseguenze sono molteplici e nefaste. Come già per la cultura, la narrazione del "borgo" fa sì che anche la valorizzazione del territorio sia tale solo se inglobata nella goffa egemonia del "turismo petrolio d'Italia", oggi condita con una spruzzata di ecologismo che assomiglia più al giardinaggio che alla presa in carico della questione ecologica. Le stesse politiche pubbliche (si pensi al "Bando borghi" del Pnrr o alle iniziative delle case a 1 euro) soffrono di questa distorsione sistematica. Visto dai centri delle grandi città e con gli occhi di una classe dirigente (politica, economica, intellettuale) sempre più urbana per categorie e riferimenti culturali, se non per nascita e capitale sociale, il borgo diventa così il comodo e informe contenitore dove riporre, deformandola, l'alterità dei territori. Come se i territori del margine non avessero un loro carattere autonomo e differenziato, non fossero da riabitare anzitutto fin dalla vita quotidiana delle persone.
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Donzelli Editore, 16/07/2021
Abstract: Debre Zeit, cinquanta chilometri da Addis Abeba, 1987: una grande famiglia patriarcale; un legame speciale tra il vecchio Yacob e Mahlet, la più piccola di casa. Lui la conosce meglio di chiunque altro: la guarda negli occhi, mentre lei divora le storie che lui le narra. Così, un giorno si mette a raccontarle del tempo degli italiani, venuti a occupare quella terra, e degli arbegnà, i fieri guerrieri che li hanno combattuti. Quel giorno, Mahlet fa una promessa: da grande andrà nella terra degli italiani e si metterà a raccontare… Un lungo viaggio nel tempo e nello spazio, in cui scorrono la vita e le vicende di una famiglia etiope nel periodo della dittatura di Mengistu Hailè Mariam, e nel decennio successivo dell'emigrazione. Un romanzo che percorre oltre cento anni di storia, dal tempo di Menelik ai giorni nostri. Una narrazione che non riguarda solo la dimensione del passato etiopico, ma è anche un modo di interrogarsi sull'identità della memoria coloniale italiana. A cavallo tra lingue ed etnie, tra nazioni e continenti, tra occupazioni militari e guerre fratricide, si dipanano le mille storie di questa Shahrazade dei nostri tempi, fiera delle sue origini etiopi ed eritree, e insieme capace di usare la lingua italiana con l'intensità e la precisione di un bisturi.
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Sociopatici in cerca d'affetto
Bollati Boringhieri, 10/03/2023
Abstract: ""Mellara ci accompagna con grande padronanza di racconto tra una selva di personaggi e situazioni dal sapore beckettiano, rappresentazioni di tutto un mondo che ci turbina attorno e dal quale vorremmo sentirci esenti. Come lettori ne usciamo rinfrescati, con un senso di sollievo". "Massimo Zamboni""Comincio con il rilevare che non si tratta di una raccolta di racconti, ma di un romanzo. Infatti i racconti seguono un filo logico che presenta un'umanità tenuta assieme dall'esaltazione di vite sballate. Storie piene, intense, veloci, scritte come dio comanda. E se lo comanda dio, nulla da eccepire". "Loriano Macchiavelli""Michele Mellara, con i suoi racconti intimamente legati, ci restituisce la bellezza di essere sbagliati, strambi, scompaginati. Attraverso una scrittura precisa, comica e poetica insieme, ci insegna a non avere paura dei nostri difetti, bensì a voler loro bene". "Silvia AvalloneRitrovarsi innamorati, sprofondati dentro un amore totalizzante, è spesso una condizione difficile: ogni passione, quando estrema, può trasformarsi in ossessione, solitudine, finire persino per sfociare in ansia sociale. In queste storie originalissime, sempre divertenti, ciascuna con la sua unità ma piene di rimandi l'una all'altra che presto coinvolgono il lettore in un lieve gioco di specchi, ci riconosciamo tutti. Perché tutti conosciamo l'amore, e a volte, chissà perché, qualcuno si innamora perdutamente di una scatola di latta, o anche, insospettabilmente della propria ansia.Sociopatici in cerca d'affetto raccoglie brevi, sempre ironici racconti interconnessi e ripartiti in quattro sezioni: Coloro che amano, in cui i protagonisti sono consumati da una passione bruciante per qualcuno o qualcosa, spesso portata alle estreme conseguenze; Ritratti in bilico, galleria di personaggi decisamente fuori dal comune; Tra le orecchie, monologo interiore di un ossessivo compulsivo; Paesaggi sghembi, dove a parlare sono oggetti inanimati o animali.Straordinario punto di forza è il gioco sottile che collega i racconti tra loro, e spinge il lettore a rintracciare i rimandi nascosti tra le righe, permettendogli di osservare una stessa situazione da punti di vista diversi, ma sempre divertenti e insieme malinconici.Michele Mellara, qui al suo esordio narrativo, ci consegna una galleria di personaggi insoliti, sospesi tra le pieghe di un'esistenza a volte amara e indigesta, ma soprattutto, a ben guardare, comica. Perché in fondo è così, siamo tutti sulla stessa barca, soprattutto quando in gioco ci sono le relazioni.
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Neri Pozza, 14/02/2023
Abstract: Senza elettricità, senza famiglia, senza legami con il mondo esterno. È cosí che Cooper e sua figlia Finch vivono ormai da anni, in una casetta immersa nel silenzio dei boschi sugli Appalachi settentrionali. I loro unici mezzi di sussistenza sono un piccolo pollaio sul retro e, soprattutto, Jake, un ex commilitone di Cooper che ogni inverno li raggiunge con il suo prezioso carico di provviste. Cresciuta in quella casa, la piccola Finch, otto anni, ha pochi libri a disposizione, anche se è capace di recitare a memoria poesie di Emily Dickinson e Walt Whitman. La vita di padre e figlia è solitaria e selvaggia, a tratti anche brutale, ma, per Cooper, appartata e lontana com'è dagli occhi del mondo, è in grado di tenerli al sicuro. Al sicuro da una famiglia d'origine che non cessa di rivendicare a sé la bambina; al sicuro dalle intenzioni poco limpide del mondo circostante; al sicuro anche dai ricordi dolorosi che si affollano nella sua mente: innanzi tutto il ricordo della prematura scomparsa di Cindy, la giovane moglie perduta per sempre, e poi degli orrori della guerra in Afghanistan. L'inverno, tuttavia, in cui Jake manca il suo appuntamento annuale, la quiete propria di quel luogo selvaggio viene infranta di colpo. I confini di quell'isola felice diventano labili quando, di lí a poco, una ragazza dai capelli rossi compare nei pressi della loro casa per poi svanire nel nulla. In quei boschi improvvisamente affollati, Cooper è allora costretto a decidere: continuare a nascondersi o affrontare il mondo per liberarsi dei fantasmi del passato che gravano sulla sua anima? Con il rischio di perdere la piccola Finch? Vivido e intenso, pieno di suspense, Nel silenzio dei boschi è uno dei mystery di maggior successo negli Stati Uniti, un'opera in cui Kimi Cunningham Grant pone al centro di una serrata narrazione, in cui ne va della risoluzione di un caso, il sacrificio e la paura di perdere la persona amata. "Un mystery evocativo… Grant è un'autrice da tenere d'occhio". Ron Rash "Una preziosa lezione di sopravvivenza. Quelle di Grant sono pagine profonde e attuali". Kirkus Reviews "La scrittura evocativa di Grant, i suoi personaggi pieni di sfumature e la quieta tensione che attraversa le sue pagine incanteranno i lettori". Library Journal
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Il grande cielo. Educazione sentimentale di un escursionista
Ponte alle Grazie, 14/02/2023
Abstract: Questa è la storia di un uomo di pianura e di metropoli che ha sempre guardato alla montagna per amor di valico, di salita, di cielo. È la storia di come quell'uomo ha sempre sentito il camminare "in salita" come un'avventura che, senza trasformarsi in "specialità sportiva", ha nutrito l'immaginazione e il sentimento. È un'avventura: quella del "guardare in su", della conquista del cielo a cui siamo appoggiati più di quanto non siamo appoggiati sulla terra; di come le forme ci accompagnano in quel moto ascensionale, di prato in roccia, di bosco in pietraia, di malga in solitudine. È la storia di una educazione sentimentale, ma insieme la storia di come quell'uomo ha imparato a leggere la montagna, non solo attraverso l'apprendimento del cammino ma anche attraverso il filtro della pittura, della musica, della memoria locale, dei racconti orali. Che cosa sia un sentiero, lo si sa quando se ne perdono le tracce. Quell'uomo di pianura e di metropoli lo conosco bene, perché mi somiglia, e somiglia a quanti mi sono stati compagni in quella avventura. Alberto Rollo
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Donzelli Editore, 22/12/2022
Abstract: Il volume restituisce un confronto sull'urbanistica in Italia oggi e sull'idea del progetto che cambia, sensibile ai temi che attraversano la condizione contemporanea, con specifico riferimento alle culture, alle pratiche, all'insegnamento e alla ricerca. Si tratta di una prima ricognizione sui molti modi di declinare la disciplina. Dai ventuno saggi qui raccolti emerge un'idea ampia e multidimensionale di progetto come attitudine a prefigurare visioni di futuro, come sguardo esplorativo e interpretativo che produce conoscenza, come sistema di azioni tecnicamente pertinenti, come campo di interazione sociale e di conflitto, come capacità di elaborazione di strumenti multiscalari e integrati di pianificazione del territorio e della città. Un'idea costantemente riferita allo spazio fisico e sociale della città, alle esplorazioni possibili del campo del visibile, alle sensibilità per la morfologia urbana e territoriale, per i paesaggi, per i territori palinsesto. Un'idea di progetto, dunque, in grado di recuperare una tradizione culturale italiana ricca di senso, per mettere sistematicamente in tensione spazio e società, con specifica attenzione ai contesti culturali e materiali intesi come riflesso della società, delle economie e delle istituzioni. Il governo del territorio e delle città ha crescente necessità di sperimentare forme di progetto più flessibili, duttili, contestuali e adattive, per far fronte a questioni sociali emergenti – come il calo demografico e l'andamento recessivo dell'economia, la crisi di welfare nelle grandi aree urbane, l'incipiente condizione di peri-urbanizzazione della campagna, l'emergenza dei temi ambientali e della transizione ecologica – ma anche per presidiare in modo nuovo temi consolidati, come le grandi trasformazioni urbane e l'elaborazione di nuove forme di masterplan, fortemente condizionati dalla finanziarizzazione del settore immobiliare: questioni rilevanti da cui l'urbanistica è sospinta e sfidata a revisionare paradigmi e a formulare prospettive metodologiche innovative.
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Donzelli Editore, 27/07/2022
Abstract: Come fu possibile che uno Stato liberale si consegnasse nelle mani di un dittatore? Di chi furono le responsabilità? Quali i disagi, quali le aspirazioni e le tensioni di cui il fascismo seppe approfittare? L'analisi di Luca Falsini rintraccia le radici di questo capovolgimento nelle inquietudini di inizio secolo, in una congerie di fattori – politici, economici e culturali – alimentati da una cultura nazionalista e imperialista esasperata poi dallo scoppio del conflitto. Furono anni gravati da fragilità economiche, da incertezze su come governare il passaggio da una società agricola a una moderna, con un ruolo di primo piano svolto dai partiti e dalle loro ideologie; con aggregazioni politiche che nascono e altre che muoiono, con diversi modelli di eversione, con pezzi dell'esercito che disertano e altri che flirtano con i sovversivi. Nuove pulsioni di cui il fascismo seppe farsi interprete meglio degli altri contendenti politici. I partiti di massa, accecati dalla conflittualità interna, persero la visione complessiva di quanto stava accadendo ed ebbero responsabilità importanti sulla mancata creazione di un fronte antifascista, ma le leve del comando erano altrove: furono i governi liberali a tollerare le violenze fasciste, nell'ottica di contenere le proteste sociali, finendo presto col perderne il controllo; furono sempre i liberali a inglobare nei listoni elettorali il Pnf e a portare 35 fascisti nelle aule parlamentari; furono loro a sostenere il primo governo Mussolini. Ma più in generale fu la cultura liberale a lasciarsi attrarre dalla soluzione "forte". Da Amendola ad Albertini, da Gobetti a Salvemini, molti uomini di profonda e sincera fede democratica ritennero così marcia la democrazia parlamentare giolittiana da preferirle l'azzardo della soluzione fascista, che alla fine il re avallò, consegnando inesorabilmente l'Italia nelle braccia del duce.