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Trovati 36 documenti.

La dama e l'unicorno
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Chevalier, Tracy - Pugliese, Luciana

La dama e l'unicorno

Neri Pozza, 03/09/2020

Abstract: "Il romanzo della società e dei personaggi che potrebbero aver dato la luce a sei grandi arazzi…un capolavoro di cui non si conosce l'origine". la RepubblicaNUOVA EDIZIONEJean Le Viste, gentiluomo le cui insegne sono ovunque tra i campi e gli acquitrini di Saint Germain-des-Prés a Parigi, in un giorno del 1490 affida a Nicolas des Innocents, pittore di insegne e miniaturista, il compito di ornare il salone della sua casa con arazzi immensi che raffigurino la battaglia di Nancy, con cavalli intrecciati a braccia e gambe umane, picche, spade, scudi e sangue a profusione. Alla vista, però, di Claude, la giovane e bellissima figlia del gentiluomo, e in seguito agli ordini perentori della padrona di casa, Geneviève de Nanterre, Nicolas decide di cambiare il soggetto dei suoi arazzi: non più cavalli, elmi o sangue, ma una dama e un unicorno, simboli della seduzione, della giovinezza e dell'amore. Attraverso la magia della narrazione, La dama e l'unicorno ci conduce davanti ai sogni, ai desideri e alle speranze che, alla fine del XV secolo nel nord della Francia, hanno generato una delle opere più misteriose e seducenti della storia dell'arte."Chevalier replica brillantemente il suo gusto per l'affresco nel quale i personaggi si muovono".Claudio Gorlier, la Stampa

Quando cadono gli angeli
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Chevalier, Tracy - Pugliese, Luciana

Quando cadono gli angeli

Neri Pozza, 03/09/2020

Abstract: "Amore e morte ai tempi delle suffragette" (Corriere della sera)NUOVA EDIZIONEAlla fine del primo mese di gennaio del Novecento, gli inglesi sono tutti vestiti di nero. La Regina Vittoria è morta e il XIX secolo, il secolo della gloria dell'Impero, se n'è andato con lei. Nel cuore di Kitty Coleman non albergano, tuttavia, soltanto dolore e tristezza, ma anche fiducia e speranza nel futuro. Perché, infatti, non pensare che Edoardo "rappresenti molto meglio di sua madre" i tempi nuovi? Perché non accogliere con un sentimento di gioia il secolo che viene?Straordinario ritratto di un'epoca in cui le prime automobili sostituiscono i cavalli e l'elettricità soppianta l'illuminazione a gas, Quando cadono gli angeli ci riporta ai sogni e alle disillusioni della breve e dorata stagione edoardiana attraverso le accorate vicende di due famiglie, i Coleman dell'inquieta Kitty e i Waterhouse dell'irreprensibile Albert, che, contro la stessa volontà dei protagonisti, sono ineluttabilmente destinate a incrociarsi. Con la sua scrittura "precisissima, sospesa, che lascia ammirati e sconcertati da tanta bravura" (L'Espresso), l'autrice de La ragazza con l'orecchino di perla ci svela le passioni, i sogni e le disillusioni di "un tempo a noi lontano e, insieme, vicinissimo" (The Times) nel passaggio da un secolo all'altro. "Un affresco d'epoca di enorme successo". la Repubblica

L'ho sposato, lettore mio. Sulle tracce di Charlotte Brontë
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Chevalier, Tracy - Chevalier, Tracy - Zabini, Alessandro

L'ho sposato, lettore mio. Sulle tracce di Charlotte Brontë

Neri Pozza, 11/04/2016

Abstract: Per quale ragione "L'ho sposato, lettore mio" è una delle frasi più celebri e citate della letteratura inglese? La risposta, tutt'altro che ovvia, risiede nel capolavoro da cui è tratta: Jane Eyre (1847), la storia di un'orfana che, grazie alla sola intelligenza e caparbietà, riesce a convolare a nozze con il nobile signor Rochester. Per affermare il suo successo, e il cambiamento della propria condizione sociale, invece di dichiarare "mi ha sposata, lettore mio" – com'era da aspettarsi nella maschilista società vittoriana – Jane dice: "l'ho sposato, lettore mio". Una sfumatura nella forma verbale che ha lo scopo di rimarcare la coscienza femminile della protagonista, e quella dell'autrice Charlotte Brontë, e che si ergerà a manifesto, ispirazione e stimolo per tutte le scrittrici a venire. Quando Tracy Chevalier ha chiesto alle migliori autrici in lingua inglese di raccontare una storia ispirata a quella celebre battuta, non l'ha fatto solo per festeggiare i duecento anni della nascita di Charlotte Brontë, ma anche per ridare significato a quelle parole, per renderle di nuovo vive e attuali nella società odierna. "In alcuni racconti sono le nozze stesse a essere drammatiche, a causa di una dolorosa scheggia di vetro in Coppia mista di Linda Grant, o di un mutamento improvviso in Il matrimonio di mia madre di Tessa Hadley, o di un rapporto clandestino durante una cerimonia in Zambia, in Uomini doppi di Namwali Serpell, o di un incontro gotico nel fango della brughiera in Tenersi per mano di Joanna Briscoe", dice Chevalier. In altri, come La prima volta che vidi il tuo viso di Emma Donoghue, la frase di Jane Eyre diventa il trampolino di lancio per viaggiare indietro nel tempo, fino alla Germania di fine Ottocento, dove Miss Hall e Mary Benson, la moglie dell'arcivescovo di Canterbury, si macchiano del peccato di un amore saffico. Se in Lo scambio Audrey Niffenegger colloca Jane nel mondo contemporaneo, in un paese dilaniato dalla guerra, la penna originale ed eccentrica di Helen Dunmore si diverte a raccontare Jane Eyre dal punto di vista della governante ingelosita, mentre Tracy Chevalier – con la maestria che l'ha resa una delle scrittrici più lette e amate d'Italia, "in grado di donare il soffio della vita al romanzo storico" (Independent) – dipinge la relazione sentimentale di una coppia male assortita, "come margherite e gladioli, come pizzo e cuoio". Il risultato è una collezione di ventuno storie d'amore, diversissime per sensibilità, scrittura e intenzioni, che ruotano attorno a una medesima eroina dai mille volti: una donna determinata e coraggiosa, che combatte per vincere i pregiudizi e gli ostacoli della società. E che non ha paura di affermare la propria identità dicendo, a testa alta, con un sorriso affaticato ma fiero: io "l'ho sposato, lettore mio". Ventuno storie per celebrare Charlotte Brontë e Jane EyreRacconti di:Tracy Chevalier, Tessa Hadley, Sarah Hall, Helen Dunmore, Kirsty Gunn, Joanna Briscoe, Jane Gardam, Emma Donoghue, Susan Hill, Francine Prose, Elif Shafak, Evie Wyld, Patricia Park, Salley Vickers, Nadifa Mohamed, Esther Freud, Linda Grant, Lionel Shriver, Audrey Niffenegger, Namwali Serpell, Elizabeth McCracken

La ragazza con l'orecchino di perla
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Chevalier, Tracy - Pagani, Paolo

La ragazza con l'orecchino di perla

Neri Pozza, 13/05/2025

Abstract: Delft, Fiandre, XVII secolo. Il destino di Griet, figlia di uno dei decoratori di piastrelle più rinomati in città, cambia il giorno in cui alla sua porta compaiono due sconosciuti: un uomo dal viso spigoloso, occhi grigi come il mare ed espressione ferma, e una donna, riccioli biondi e sguardo sfuggente, che sembra portata dal vento. Sono Johannes Vermeer, il celebre pittore, e sua moglie Katharina, gente ricca e influente del Quartiere dei Papisti, vicino eppure lontanissimo dal piccolo mondo di Griet. Lei ha sedici anni e quel giorno apprende dalla madre che sta per prendere servizio presso i Vermeer per otto stuiver al giorno: oltre a tutte le mansioni quotidiane, dovrà prestare particolare attenzione allo studio del pittore, in cui occorre muoversi con delicatezza, senza toccare né spostare nulla. Nella casa dei Vermeer, tuttavia, tra l'artista e la serva, l'uomo potente e la giovane donna che possiede solo la sua incantevole innocenza, nasce ben presto un'intesa fatta di sguardi, sospiri, frasi non dette. Griet vede la luce, il colore, come nessun altro, e questa sensibilità la rende preziosa a Johannes e invisa a Katharina, gelosa di quel legame che la esclude. Il sorprendente amore di Griet per l'arte la spingerà a varcare soglie proibite, oltre le quali, lei non può immaginarlo, si spalancano secoli di immortalità.La ragazza con l'orecchino di perla è una storia trascinante di coraggio e passione, il romanzo iconico di una scrittrice amatissima: un classico moderno che attraversa le generazioni.Lui vedeva le cose in un modo diverso dagli altri, così che una città in cui avevo vissuto tutta la mia vita appariva come un luogo diverso, e una donna diventava bella grazie alla luce che le inondava il viso."Un'opera d'arte. Uno di quei romanzi in cui ogni parola appare inevitabile e perfetta". Rose Tremain"Senza tempo, equilibrato come un quadro di Vermeer. Pieno della bellezza cangiante della vita. Mi terrò stretto al cuore questo romanzo per sempre". Jessie Burton"Tracy Chevalier ridà vita a Vermeer e alla sua musa in un romanzo che è un gioiello". Time

La ricamatrice di Winchester
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Chevalier, Tracy - Pugliese, Luciana

La ricamatrice di Winchester

Neri Pozza, 16/05/2025

Abstract: Hampshire, 1932. A trentotto anni Violet Speedwell sembra ormai destinata a un'esistenza solitaria. La Grande Guerra ha preteso il suo tributo: il suo fidanzato, Laurence, è caduto a Passchendaele insieme a migliaia di altri soldati, e ora sono numerose le "donne in eccedenza" come lei, nubili e con scarse probabilità di convolare a nozze. Eppure Violet è ancora intenzionata a costruire una vita che sia soltanto sua: dopo essersi lasciata alle spalle la casa di famiglia e i doveri verso l'anziana madre, si trasferisce a Winchester, dove lavora come dattilografa. Ansiosa di riempire di senso i suoi giorni, è però visitando l'imponente cattedrale che Violet imprime una vera svolta al suo futuro. Su ogni sedile del coro e del presbiterio, infatti, nota cuscini ricamati con maestria, vere e proprie opere d'arte: li realizza un'istituzione rinomata in città, elitaria e severissima, l'associazione delle ricamatrici locali. Sebbene la guerra abbia mostrato a Violet che tutto è effimero, l'idea di creare con le sue mani qualcosa che sopravviva al tempo è per lei una sfida e un'irresistibile tentazione. E mentre impara l'arte del ricamo, Violet conosce Gilda: parlantina svelta e capelli alla maschietta, un segreto ben celato dietro i modi affabili. Poi c'è Arthur, il campanaro dagli occhi azzurri e luminosi come schegge di vetro, vicino eppure irraggiungibile. Due incontri che risvegliano in lei la consapevolezza che ogni destino può essere sovvertito. A volte, basta un singolo filo per cambiare l'intera trama di una vita. Ma è questo che ci si aspetta da noi donne, no? Dobbiamo dare, dare, e aiutare gli altri, qualunque sia il nostro stato d'animo. Vorrei poter fare come te, salire sulla torre e per un'ora non pensare ad altro, non sentire altro che il suono delle campane che vibra dentro di me."Una storia che renderebbe orgogliosa Jane Austen". USA Today"Una donna che si batte contro i pregiudizi della sua epoca, raccontata con maestria e cura per i dettagli. Tracy Chevalier rievoca meravigliosamente le atmosfere degli anni Trenta". Penelope Lively"Chevalier dimostra ancora una volta la sua capacità di illuminare le vite ordinarie, portando alla luce le profondità nascoste sotto la calma apparente". The Sunday Time

L'ultima fuggitiva
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Chevalier, Tracy - Pugliese, Luciana

L'ultima fuggitiva

Neri Pozza, 16/05/2025

Abstract: È il 1850 quando Honor e Grace Bright si imbarcano sull'Adventurer: direzione America. La meta ultima delle due sorelle è Faithwell, villaggio dell'Ohio in cui Grace andrà in sposa a Adam Cox, un austero fattore parecchio più anziano di lei. Determinata a lasciarsi alle spalle la vita angusta della loro comunità di quaccheri nel Dorset, Grace ha infatti instaurato una fitta corrispondenza con Adam, culminata nella proposta di matrimonio. Ma, appena giunte in Ohio, la tragedia si abbatte sulle sorelle Bright: Grace si ammala di febbre gialla e muore a un passo dalla tanto agognata nuova vita. Honor si ritrova così da sola in un Paese sconfinato ed estraneo. A turbarla profondamente, però, non è l'accoglienza fredda dei Cox, ma qualcosa di più grande, che riguarda l'America tutta: lì i neri sono ancora ridotti in schiavitù. Faithwell, infatti, è un crocevia fra le rotte dei coloni diretti all'Ovest in cerca di terra da coltivare, gli schiavi in fuga dalle piantagioni e i cacciatori di schiavi, pagati per trascinarli indietro. Tra questi spicca Donovan: occhi duri color nocciola, viso squadrato. Per non venir meno ai saldi principi di rettitudine con cui è stata educata in Inghilterra, Honor decide di aiutare gli schiavi ribelli. Una condotta a dir poco imprudente nella conservatrice Faithwell, e ancor più imprudente è la tentazione che si risveglia in Honor ogni volta che incrocia lo sguardo di Donovan: la promessa di un'emozione intensa, inaspettata, proibita.Anche a occhi chiusi, si sentiva addosso il suo sguardo. Il suo spirito si protendeva verso quell'uomo che pure rappresentava tutto ciò che aveva in odio."Una gioia da leggere. Chevalier gestisce l'intreccio dei suoi personaggi – i quaccheri così come gli schiavi neri – con mano sicura, immaginazione, e soprattutto, compassione". Maggie O'Farrell"Un libro coraggioso, caldo e commovente". Joanne Harris"Per Chevalier la sua eroina è il cuore del romanzo, e il romanzo combacia con la sua eroina. Honor Bright merita un seguito". The Times

I frutti del vento
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Chevalier, Tracy - Pugliese, Luciana

I frutti del vento

Neri Pozza, 07/11/2025

Abstract: 1838. James e Sadie Goodenough sono costretti ad abbandonare la fattoria di famiglia. Il padre di James ha parlato chiaro: il suo secondogenito e la troppo prolifica consorte devono cercare fortuna altrove. Magari all'Ovest, dove la terra abbonda. Il loro carro però si ferma nella Palude Nera, una landa desolata in cui l'acqua puzza di marcio e il fango scuro si incolla alla pelle. Anziché spingersi fino alle fertili praterie, proprio qui, sulle rive del fiume Portage in Ohio, James decide di costruire una casa di legno dove crescere i suoi cinque figli. Secondo la legge di quello Stato, un colono può far suoi i terreni se riesce a piantarvi un frutteto di almeno cinquanta alberi. Una sfida irresistibile per James, che ama gli alberi più di ogni altra cosa. Così, in quel luogo di putridi acquitrini, selva fitta e malaria, l'uomo cresce e cura cinque file di meli. Un magnifico meleto che diventa la sua ossessione, la prova, ai suoi occhi, che la natura selvaggia, con il suo groviglio di splendori e insidie, si può addomesticare. Gli anni passano, e una sorte crudele sembra perseguitare i Goodenough. James tuttavia non versa una sola lacrima, se non quando è costretto a sacrificare uno dei suoi meli. Ma la natura umana non si domina. Una terribile disgrazia si abbatte sulla famiglia e a pagarne lo scotto sono coloro che restano: i figli, frutti spontanei di un infelice raccolto. Con quest'opera, Tracy Chevalier nutre la tradizione della grande narrativa americana di frontiera, in una storia di sogni coltivati e speranze disattese, che illumina le parti più inaccessibili dell'animo umano.Preferiva di gran lunga lo spettacolo degli alberi. Gli alberi non rispondevano male, non disobbedivano, non gli ridevano in faccia. Non erano lì per dargli il tormento, anzi, non badavano affatto all'uomo seduto ai loro piedi. E James glien'era profondamente grato. "Un libro magnifico. Potente, evocativo, originale. L'ho adorato". Joanne Harris "Chevalier evoca perfettamente la grandiosità del selvaggio West". USA Today "Qui si intrecciano esistenze in lotta con una terra spietata, ma con una promessa di rinascita". The Guardian

L'innocenza
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Chevalier, Tracy

L'innocenza

Neri Pozza, 14/11/2025

Abstract: Londra, 1792: nel quartiere di Lambeth, un groviglio di carrozze e cavalli, grida di pescivendoli e lustrascarpe, Jem Kellaway trasporta all'interno della sua nuova casa, una dopo l'altra, le sedie Windsor che il padre ha costruito con le sue mani. Occhi azzurri infossati e capelli biondo - rossi, il ragazzino si è appena trasferito con la famiglia dal Dorset perché suo padre sarà il capo carpentiere del famoso circo Astley. Saranno a pigione dalla signorina Pelham, una donna chiassosa che proprio in quel momento sta sbraitando all'indirizzo di una ragazza dall'aria sfrontata che punta su di lui il suo sguardo di volpe: è Maggie, figlia del vicino Dick Butterfield, quell'impudente che ha avuto l'ardire di vendere alla signorina Pelham falsi merletti delle Fiandre. Jem, introverso per natura, si sente frastornato da quel caos assordante, quando a un tratto la strada piomba in uno strano silenzio. Un uomo attraversa la via. Fronte spaziosa, prominenti occhi grigi e cappello con coccarda blu, bianca e rossa: ecco uno degli abitanti più noti di Lambeth, il pittore e incisore che crea figure mistiche, il poeta che stampa "strani libretti" e inneggia alle idee incendiarie d'oltremanica. Ecco William Blake. Così si apre il sipario di questo romanzo, in cui Tracy Chevalier mette in scena la Londra georgiana, misera e splendida, con i suoi segreti, gli amori pericolosi, i loschi affari, la rutilante magia circense. E il suo grande protagonista, il cantore dell'innocenza e dell'esperienza, con le sue folgoranti apparizioni.Il signor Blake gettò un'occhiata alla lastra. "Pratica, ragazzo mio, pratica. Tutto diventa facile con l'esercizio. Le incisioni vanno sempre eseguite al contrario: un buon incisore deve essere capace di vedere le cose da entrambi i lati"."Una trama meravigliosa. Chevalier intreccia magistralmente i temi e le immagini della poesia di Blake in una storia di anime pure che brillano luminose in un mondo corrotto e instabile". Susan Vreeland "Ecco il magico tocco di Tracy Chevalier, riuscire a evocare un'epoca intera attraverso lo sguardo unico di personaggi perfettamente descritti". The New York Times"Chevalier fa rivivere splendidamente la Londra georgiana, in una narrazione brillante e coinvolgente che oscilla tra realtà e finzione". The Irish Times

Strane creature
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Chevalier, Tracy - Pugliese, Luciana

Strane creature

Neri Pozza, 05/12/2025

Abstract: È il 1811 a Lyme, un tranquillo villaggio sulla costa meridionale inglese. Ma quando vi sbarcano le tre sorelle Philpot, quella quiete diventa subito un pallido ricordo. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, creature bizzarre per gli abitanti di quella terra spazzata dal vento. Margaret, diciotto anni, sorprende tutti coi suoi turbanti verdolini. Louise coltiva una passione per la botanica, incomprensibile in quel piccolo mondo dove alle donne spettano solo doveri. Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande, a suscitare clamore. A venticinque anni, dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella, invece è orgogliosamente libera e istruita e non si cura affatto di civettare con gli uomini. In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, una ragazzina vivace che passa il suo tempo sulla spiaggia, dove dice di aver scoperto strane creature dalle ossa gigantesche, coccodrilli enormi forse vissuti in un tempo perduto. Il reverendo Jones dal pulpito tuona che non può essere vero: Dio non può aver creato delle bestie così grandi per poi sbarazzarsene. Elizabeth Philpot invece non solo crede a Mary ma la protegge anche dai cacciatori di fossili e dagli avventurieri che accorrono a frotte a Lyme. Fra loro, il colonnello Birch, un militare dritto e sicuro di sé che con il suo fascino torbido è una minaccia per quella nuova sorellanza. Basata sulla vicenda reale di Mary Anning, cui si deve il primo ritrovamento in assoluto del cranio di un ittiosauro, Strane creature è una straordinaria storia di donne in lotta contro le convenzioni della propria epoca per aprire la strada al progresso e alla conoscenza: uno dei romanzi più amati di Tracy Chevalier.Sento l'eco di quel fragore ogni volta che trovo un fossile, una piccola scossa che dice: "Sì, Mary Anning, tu sei diversa dalle altre rocce della spiaggia". È questo che vado cercando ogni giorno: il fremito della saetta, la mia differenza. "Questa è una storia vera. Vera, poetica e sorprendente. Tracy Chevalier ha voluto ancora una volta rendere omaggio a eroine che vogliono sottrarsi al loro destino e spiccare il volo". la Repubblica "Chevalier scava nelle vite di queste donne con ingegno e mano sicura. Come una cacciatrice di fossili, setaccia la Storia e costruisce una narrazione meravigliosa". Financial Times "L'autrice de La ragazza con l'orecchino di perla fa con Mary ed Elizabeth ciò in cui eccelle da sempre: rivelare lentamente, con perizia di dettagli, la natura dell'animo umano". The Guardian

La Vergine azzurra
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Chevalier, Tracy - Pugliese, Luciana

La Vergine azzurra

Neri Pozza, 31/10/2025

Abstract: Sud della Francia, metà del Cinquecento. La prima neve dell'inverno ricopre la terra come un velo sottile. Sul sagrato della chiesa, Monsieur Marcel, il predicatore calvinista, ha appena finito il suo sermone. Abito scuro e capelli d'argento, si avvia rapido su per la collina ammantata di nubi, senza voltarsi. Dietro di sé ha lasciato una folla in tumulto, esaltata e rumorosa, decisa a purificare la chiesa dei suoi simboli sacrileghi. Etienne Tournier, il rampollo di una delle più influenti famiglie ugonotte del villaggio, osserva minaccioso la statuetta della Vergine col Bambino incastonata nel portone della chiesa, agitando un rastrello. Poi pianta uno sguardo pieno di sfida su Isabelle du Moulin, la Rossa, come la chiamano con sospetto i compaesani fin da quando era bambina: da quando, davanti alla Vergine, il sole le aveva impresso i suoi raggi sulle chiome, tingendole per sempre di rame. Mai più Isabelle avrebbe guardato la statua in quel modo. Mai più si sarebbe persa in quell'azzurro celestiale che cullava il suo cuore. Mentre il predicatore scompare sulla collina, Isabelle compie il gesto che metterà fine alla sua fanciullezza e cambierà il suo destino di donna. Destino che sarebbe stato inghiottito dalla Storia, se secoli dopo una donna proveniente da una terra lontana non fosse giunta tra quei villaggi romiti delle Cévennes, spinta dall'ossessione per un sogno ricorrente, sulle tracce di un mistero che la insegue da generazioni.Ripensò all'azzurro della Vergine. Benché non vedesse quel colore da anni, ce l'aveva sempre davanti agli occhi, quasi che le pareti di legno della casa fossero tutte dipinte d'azzurro. Respirò a fondo e i battiti del suo cuore rallentarono. Aprì gli occhi, gli spazi vuoti ora risplendevano di bagliori celesti. "Un romanzo pervaso di luce e colore. Una sapiente miscela di mistero, fantasmi e inganno". The Irish Times "Un trionfo: l'opera prima di un'autrice straordinaria". Time Out "Chevalier eccelle, come sempre, nella scrittura elegante e nelle descrizioni vivide, di allora e di oggi". Los Angeles Times

La dama e l'unicorno
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La dama e l'unicorno

Neri Pozza, 20/02/2026

Abstract: È un giorno di Quaresima del 1490 a Parigi, un giorno fortunato per Nicolas des Innocents, miniaturista noto per la sua mano ferma nel ritrarre volti grandi quanto un'unghia. È stato invitato da Jean Le Viste, nobile magistrato dallo sguardo severo, nella sua dimora al di là della Senna per vedere la sua Grande Salle, ancora spoglia e disadorna. Per consacrare il suo crescente prestigio a corte, il gentiluomo vuole che Nicolas realizzi i disegni preparatori per sei sfarzosi arazzi che riproducono la battaglia di Nancy, tra cavalli intrecciati a braccia e gambe umane, picche, spade, scudi e sangue. Dovrà poi farli confezionare dal più rinomato mastro tessitore di Bruxelles. Una commissione del genere, per il pittore, significa cibo in tavola per settimane e notti di bagordi al Coq d'Or. E poi solo il re può dire di no a Jean Le Viste. Ma nell'assumere quel sontuoso incarico, Nicolas ancora non sa di dover rispondere a ben più di un committente. L'incontro con Geneviève de Nanterre, consorte di Le Viste e signora indiscussa della magione, cambia all'improvviso lo scenario e i contorni della sfida. Gli occhi neri come ribes della nobildonna, insieme alla sconvolgente bellezza della sua giovane figlia, impongono una nuova obbedienza: né cavalcature né elmi né battaglie, soltanto bellezza, seduzione e amore. Che una dama e un unicorno siano il cuore di quella nuova creazione.Ho sognato unicorni e dame in mezzo ai fiori, una fanciulla che masticava un chiodo di garofano, un'altra che si specchiava in un pozzo, un'altra ancora che dava da mangiare a un falcone, una nobildonna con dei gioielli e un piccolo scrigno. Non riuscivo a raccapezzarmi. Però non era un incubo, piuttosto un'eccitante fantasia erotica. Al risveglio, avevo la testa sgombra ed ero pronto ad avverare il sogno. "Un torrente di immaginazione che convoca tutti i sensi e soddisfa ogni desiderio". The Guardian "Mentre i tessitori corrono per completare gli arazzi, Chevalier intreccia con abilità ogni singolo filo della trama danno vita a un'opera di autentica potenza e bellezza". Publishers Weekly "Un romanzo avvincente ed estremamente godibile, con personaggi che sarebbero a loro agio nei racconti di Boccaccio". Evening Standard

Quando cadono gli angeli
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Chevalier, Tracy - Pugliese, Luciana

Quando cadono gli angeli

Neri Pozza, 20/02/2026

Abstract: Kitty Coleman non ha mai sopportato il cimitero dove ora si trova col marito e la figlia Maude. È così lugubre con i suoi obelischi egizi, le guglie gotiche, le colonne, per tacere degli angeli in marmo italiano. Non tollera nemmeno l'affettata esibizione del lutto tipicamente inglese. Eccoli lì, oggi, alla fine di quel primo mese del 1901, tutti vestiti come corvi! Tutti uniti in un nazionale cordoglio. Certo, la regina Vittoria è morta e il secolo della gloria dell'Impero se n'è andato con lei. Ma perché concentrarsi solo sul dolore? Perché non pensare invece che Edoardo, benché già maturo, possa aprirsi meglio di sua madre al nuovo che avanza? Se Albert e Gertrude Waterhouse, i proprietari della tomba vicina, potessero leggerle nella mente, l'accuserebbero di "alto tradimento". Sono così perfetti nella loro normalità, con quella figlia vanitosa nel suo vestitino nero di crespo, così poco adatto a una bambina di cinque anni. Kitty spera che Maude non le si affezioni troppo da imitarla in quelle insopportabili svenevolezze. E – peggio si sente – che non stringa amicizia con il figlio del becchino, il ragazzino sporco di fango che li spia tra le lapidi. Le speranze di Kitty, moglie insoddisfatta e madre inquieta, cui le convenzioni vanno più strette del corsetto, sono tante. Forse troppe per quel secolo appena cominciato… Straordinario ritratto di un'epoca in cui le automobili sostituiscono i cavalli, l'elettricità soppianta l'illuminazione a gas e il voto alle donne è quasi realtà, Quando cadono gli angeli ci riporta ai sogni e alle disillusioni della breve e dorata stagione edoardiana attraverso le vicende di due famiglie ineluttabilmente destinate a incrociarsi.È tutta la vita che aspetto che succeda qualcosa. E finalmente ho capito che non succederà nulla. Oppure è già successo, e in quel momento ho chiuso gli occhi e tutto è sparito. Non so che cosa è peggio, se averlo perso o sapere che non c'era nulla da perdere. "Chevalier si dimostra ancora una volta un'acuta osservatrice, soprattutto nel ritrarre il sentimentalismo persistente, i pregiudizi e i segni di cambiamento dell'Inghilterra vittoriana". Publishers Weekly "Un romanzo che mostra sia la stranezza del mondo com'era allora sia la sua vicinanza al nostro tempo". The Times "Amore e morte ai tempi delle suffragette". Corriere della Sera

Il ragazzo nuovo
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Chevalier, Tracy

Il ragazzo nuovo

Rizzoli, 15/06/2017

Abstract: L'Otello di Tracy Chevalier. Un progetto internazionale in cui celebri autori contemporanei riscrivono le opere più amate di William Shakespeare. È quasi estate, la scuola sta per finire. Ma per Osei Kokote, tredici anni, figlio di un diplomatico ghanese, è il primo giorno in un nuovo istituto, nell'ennesima città in cui si trova circondato da visi sconosciuti. Stavolta i suoi compagni sono solo ragazzini bianchi. E quando Osei mette piede nel cortile, quel mattino, con gli alunni tutti in fila, in attesa che la campanella dia inizio alle lezioni, per un attimo a muovere l'aria sono soltanto le domande sussurrate a mezza bocca e le occhiate diffidenti. Per sua fortuna troverà presto un'alleata in Dee, la ragazzina più popolare della scuola, la biondina che tutti vorrebbero come amica. La complicità tra loro è immediata: un sentimento che nasce e cresce improvviso, talmente intenso da sollevarsi in volo come un globo di luce in un giorno uguale agli altri, ma al tempo stesso un sentimento troppo pulito e cristallino per non provocare invidie e reazioni malevole. Tracy Chevalier, maestra della narrazione storica, ha scelto di ambientare un nuovo Otello nell'America degli anni Settanta, all'interno del cortile di una scuola periferica di Washington DC, dove i ragazzini si fidanzano all'intervallo e si lasciano all'ora di pranzo. Dove i loro gesti e giochi lasciano già trasparire gli insidiosi pregiudizi degli adulti. Tutto, in questo romanzo tragico, si svolge nell'arco di un solo giorno. Che sembra poco, ma non lo è, per raccontare come la gelosia, le prevaricazioni e il tradimento possono comodamente stritolare un gruppo di amici e lasciare noi, sul finire del pomeriggio, ancora increduli e spaventati.

Jane Eyre
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Brontë, Charlotte - Pareschi, Monica - Chevalier, Tracy

Jane Eyre

Neri Pozza, 12/06/2014

Abstract: Orfana e priva di mezzi, la piccola Jane Eyre viene accolta da parenti ricchi ma ostili, sottoposta a soprusi e umiliazioni d'ogni genere, privata di qualunque forma elementare d'affetto. Non bastasse, viene affidata ai rigori di un duro collegio vittoriano che, lungi dal domare il suo carattere combattivo, ne affina le qualità esaltandone l'intelligenza, la dirittura morale, il talento e il gusto.Eroina del suo tempo, in cui già risuona l'eco delle tensioni sociali proprie della contemporaneità, dotata di una solida istruzione, oltre che di una sensibilità raffinata, di uno spirito romantico e, non ultimo, di uno squisito sense of humour, Jane a diciotto anni affronta il mondo. Un mondo che, nell'Inghilterra a metà strada tra due rivoluzioni industriali, non può che essere, per lei ragazza nullatenente ma acculturata, il mondo del lavoro: ad attenderla c'è un impiego modesto ma dignitoso come istitutrice nella residenza di un membro dell'antica aristocrazia terriera.È qui, in questa moderna versione del castello principesco, accogliente ma pur sempre fornito di oscuri recessi che custodiscono segreti innominabili, che Jane conosce l'amore: un amore romantico e cerebrale, e perciò problematico, contrastato, negato. È qui che l'intreccio sentimentale, le prove ancestrali che dovranno affrontare la fanciulla e il suo principe, le moderne streghe e draghi e orchi affiorano prepotentemente alla superficie del romanzo realistico, borghese e vittoriano, tutto teso a tracciare l'epopea economica, sociale, matrimoniale dei suoi eroi e delle sue eroine.Come accade ai grandi classici, le innumerevoli letture e riletture, tra cui quelle cinematografiche, anche recenti, e un buon numero di romanzi a questo ispirati, hanno evidenziato i vari aspetti del libro, restituendoci, di volta in volta, una Jane Eyre romantica,vittoriana, gotica, femminista, postcoloniale, postmoderna. Tuttavia è nell'intreccio, sapiente e allo stesso tempo naturale, di motivi realistici e romantici,pittoreschi e domestici, nella continua dialettica tra necessità del cuore e istanze della mente, tra urgenze dei sensi e richiami etici che sta la modernità dirompente di questo romanzo, e in definitiva il fascino senza tempo della sua protagonista. Romantica e concreta, orfana e principessa, istintiva e razionale, volitiva e tenera, intelligente e passionale, straordinaria e normale, Jane non mancherà diessere amata dalle lettrici e dai lettori, oggi come ieri, e per molto tempo ancora."Charlotte Brontë scrisse altri tre romanzi, Shirley, Villette e The Professor, nessuno dei quali, peraltro, eguagliò il successo di Jane Eyre. Perché è Jane a sedurci: un personaggio potente che, grazie alla tempra morale e all'autostima, riesce a superare le avversità e a restare al fianco dell'uomo che ama. I lettori non possono far altro che fare il tifo per lei".Tracy Chevalier

Acero autoseminante
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Shriver, Lionel - Chevalier, Tracy - Zabini, Alessandro

Acero autoseminante

Neri Pozza, 08/04/2016

Abstract: Per festeggiare i 200 anni della nascita di Charlotte Brontë, Tracy Chevalier ha chiesto alle migliori autrici in lingua inglese di scrivere una storia ispirata alla celebre battuta di Jane Eyre: "L'ho sposato, lettore mio".Questo racconto fa parte della raccolta dedicata a Charlotte Brontë: L'ho sposato, lettore mio a cura di TRACY CHEVALIER

Cane pericoloso
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Gunn, Kirsty - Zabini, Alessandro - Chevalier, Tracy

Cane pericoloso

Neri Pozza, 08/04/2016

Abstract: Per festeggiare i 200 anni della nascita di Charlotte Brontë, Tracy Chevalier ha chiesto alle migliori autrici in lingua inglese di scrivere una storia ispirata alla celebre battuta di Jane Eyre: "L'ho sposato, lettore mio".Questo racconto fa parte della raccolta dedicata a Charlotte Brontë: L'ho sposato, lettore mio a cura di TRACY CHEVALIER

Coppia mista
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Grant, Linda - Chevalier, Tracy - Zabini, Alessandro

Coppia mista

Neri Pozza, 08/04/2016

Abstract: Per festeggiare i 200 anni della nascita di Charlotte Brontë, Tracy Chevalier ha chiesto alle migliori autrici in lingua inglese di scrivere una storia ispirata alla celebre battuta di Jane Eyre: "L'ho sposato, lettore mio".Questo racconto fa parte della raccolta dedicata a Charlotte Brontë: L'ho sposato, lettore mio a cura di TRACY CHEVALIER

Dorset Gap
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Chevalier, Tracy - Zabini, Alessandro

Dorset Gap

Neri Pozza, 08/04/2016

Abstract: Per festeggiare i 200 anni della nascita di Charlotte Brontë, Tracy Chevalier ha chiesto alle migliori autrici in lingua inglese di scrivere una storia ispirata alla celebre battuta di Jane Eyre: "L'ho sposato, lettore mio".Questo racconto fa parte della raccolta dedicata a Charlotte Brontë: L'ho sposato, lettore mio a cura di TRACY CHEVALIER

È vita da uomini, signore mie!
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Gardam, Jane - Zabini, Alessandro - Chevalier, Tracy

È vita da uomini, signore mie!

Neri Pozza, 08/04/2016

Abstract: Per festeggiare i 200 anni della nascita di Charlotte Brontë, Tracy Chevalier ha chiesto alle migliori autrici in lingua inglese di scrivere una storia ispirata alla celebre battuta di Jane Eyre: "L'ho sposato, lettore mio".Questo racconto fa parte della raccolta dedicata a Charlotte Brontë: L'ho sposato, lettore mio a cura di TRACY CHEVALIER

Il matrimonio di mia madre
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Hadley, Tessa - Zabini, Alessandro - Chevalier, Tracy

Il matrimonio di mia madre

Neri Pozza, 08/04/2016

Abstract: Per festeggiare i 200 anni della nascita di Charlotte Brontë, Tracy Chevalier ha chiesto alle migliori autrici in lingua inglese di scrivere una storia ispirata alla celebre battuta di Jane Eyre: "L'ho sposato, lettore mio".Questo racconto fa parte della raccolta dedicata a Charlotte Brontë: L'ho sposato, lettore mio a cura di TRACY CHEVALIER