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Riunione di classe
Libri Moderni

Jaffe, Rona <1931-2005>

Riunione di classe / Rona Jaffe ; traduzione di Maria Grazia Prestini

Neri Pozza, 2018

Abstract: È una radiosa giornata di giugno del 1977 e la cittadina di Cambridge è gremita da una folla di ex allieve giunte sul posto per l'annuale raduno del Radcliffe college. Annabel Jones si guarda attorno frastornata. Vent'anni prima frequentava il Radcliffe e tutti dicevano che era il ritratto di Suzy Parker, con i capelli color oro ramato lunghi fino alle spalle e gli occhi verdi, innocenti e divertiti. Era felice allora, e si aspettava che la vita le venisse incontro piena di sorprese, invece non è andata affatto così. Christine Spark English, Chris, è arrivata fin lì in treno: un viaggio sentimentale sulle tracce di quella ragazza acqua e sapone che vent'anni addietro, tra le mura del Radcliffe, aveva scoperto il mistero e l'innamoramento. Emily Applebaum Buchman fissa il proprio volto nello specchietto del portacipria. Era una ragazza minuta e delicata, con i capelli neri, i grandi occhi grigi e la carnagione di porcellana. Ora è una donna che ancora non ha dimenticato che cosa significava essere ebrea negli anni Cinquanta. Daphne Leeds, lunghi capelli lisci e biondi e grandi occhi a mandorla azzurri, si accende una sigaretta e scruta la folla alla ricerca di volti noti. Vent'anni prima era arrivata al college con il suo segreto e con quello era poi ripartita, ma adesso è tornata per liberarsene una volta per tutte. Negli anni Cinquanta, un'epoca in cui tutti desideravano essere perfetti e la vita era una lotteria in cui non c'era spazio per gli insuccessi, Annabel, Chris, Emily e Daphne sono state amiche inseparabili. Ritrovarsi, dopo vent'anni, darà modo a ciascuna di loro di fare i conti con il presente e di misurarsi finalmente con ciò che hanno taciuto in passato.

Figli dell'estate
Libri Moderni

Held, Monika <1943->

Figli dell'estate / Monika Held ; traduzione dal tedesco di Susanne Kolb

Neri Pozza, 2018

Abstract: Ogni sera, in estate, il quindicenne Kolja e la sorellina Malu si divertono a fare un ultimo bagno prima del tramonto. Malu preferisce la piscina, con le piastrelle azzurre e l’acqua trasparente, dove può sentirsi come un pesce nell’acquario. Kolja, invece, ama farsi trascinare dalle onde scure e scintillanti del mare .Quella sera, la sera che cambierà per sempre le loro vite, Malu getta in terra la gonna e la maglietta e scavalca la recinzione per tuffarsi in piscina. Kolja non la segue: seduto su una panchina, poggia accanto a sé i vestiti della sorella e si mette ad aspettare. Quanto tempo è rimasto lì seduto? Tutti, in seguito, vorranno saperlo: il padre, la madre, la polizia, i paramedici che hanno trasportato la piccola priva di conoscenza in una clinica per bambini sprofondati in un sonno che ha un nome sinistro e terribile: sindrome apallica. Nessuno sa quando o se si sveglieranno, li chiamano «i figli dell’estate». Rania è una psicologa che indaga i rapporti tra i luoghi dell’infanzia e la nostalgia, il desiderio struggente di tornarvi. Per dare fondamento alla propria ricerca ha preso in affitto un appartamento con due grandi stanze che affacciano sul mare, là dove è nata e cresciuta. Avvolta in una pesante coperta, trascorre le sue giornate rannicchiata sul balcone a scrutare la spiaggia, finché un giorno, nella sua memoria, cominciano a riaffacciarsi immagini rimaste sepolte per lunghi anni: una piscina. Un ragazzo biondo seduto su una panchina. Accanto a lui un fagotto di vestiti. Con una scrittura impeccabile, Monika Held racconta la storia di una «figlia dell’estate», una bambina rimasta in coma dopo un incidente in piscina e narra, ad un tempo, l’emozionante viaggio di una donna nel labirinto dei ricordi, alla ricerca del proprio passato e, forse, del ragazzo che un tempo aveva amato.

Addio Gary Cooper
Libri Moderni

Gary, Romain <1914-1980>

Addio Gary Cooper / Romain Gary ; traduzione di Riccardo Fedriga

Pozza, 2018

Abstract: Lenny è uno ski-bum scappato dagli Stati Uniti con nient'altro che una fotografia di Gary Cooper e rifugiatosi in Europa per evitare di essere arruolato e mandato a combattere in Vietnam. Tipica figura garyana, questo giovane coltiva paradossi ed è un'anima pura alla ricerca dell'assoluto. Lenny vive tra le Alpi svizzere, in una comunità di skibums, giovani vagabondi come lui, ed è interessato a una cosa sola: sciare. Presto, tuttavia, i soldi finiranno, e Lenny si vedrà costretto a scendere a valle e rientrare da estraneo nella cosiddetta «società civile». Si troverà anche, suo malgrado, invischiato in un traffico di lingotti d'oro, e, di lì, vivrà una serie grottesca, esilarante, quanto amarissima di avventure picaresche. Infine, come spesso accade nei romanzi di Gary, una struggente storia d'amore con la figlia di un diplomatico americano, Jess, cambierà per sempre il suo destino.

Il nostro comune nemico
Libri Moderni

Michéa, Jean-Claude <1950->

Il nostro comune nemico : considerazioni sulla fine dei giorni tranquilli / Jean-Claude Michéa ; traduzione di Roberto Boi

Pozza, 2018

Abstract: «Corri compagno, il vecchio mondo è dietro di te»: è la parola d’ordine del Maggio’68. Uno slogan che traduce perfettamente l’essenza stessa della sinistra progressista: l’idea che la lotta consista nel lasciarsi sempre alle spalle il vecchio mondo in quanto tale e correre incontro al nuovo. È tuttavia questa la prospettiva propria del socialismo? Abbracciare il mondo nuovo in quanto tale? Il mondo, ad esempio, che la sinistra liberale odierna ha già palesemente fatto suo, quello del riscaldamento globale, di Goldman Sachs della Silicon Valley? Jean-Claude Michéa prova a rispondere a questi interrogativi nelle pagine che seguono composte da scritti e interviste risalenti a periodi differenti. Il primo nume tutelare che alimenta il pensiero di Michéa è, naturalmente, Karl Marx, precisamente il Marx del Capitale che svela i meccanismi della società moderna per attrezzare la lotta dei lavoratori non per abbracciare il mondo nuovo, ma esattamente per combatterlo, in quanto mondo che annuncia un’alienazione e una schiavitù senza pari. Tra i numi tutelari di Michéa figurano, tra gli altri, anche l’Orwell della common decency, Marcel Mauss con la sua teoria del dono e Guy Debord con la sua critica della società dello spettacolo e della «dissoluzione di tutti i legami sociali». Numi chiamati tutti a sostenere «l’urgenza di tornare al tesoro perduto della critica socialista originaria, perché […] oggi, al tempo della globalizzazione e del liberismo trionfante, ciò che minaccia di distruggere la natura e l’umanità stessa […] è innanzitutto il continuo e dissennato perseguimento del tornaconto capitalistico». Il nostro comune nemico, da questo punto di vista, non è affatto, per Michéa, il mondo vecchio che, per dirla con l’ironia propria di Orwell, non era fatto soltanto di guerra, nazionalismo e religione, ma anche di professori di greco, poeti e cavalli, ma il nuovo ordine della libertà del profitto, quella libertà che si impone quotidianamente attraverso il discorso retorico dei media e che, come scriveva Debord, si è ormai «costretti ad amare».

Genio ribelle
Libri Moderni

Solinas, Stenio <1951->

Genio ribelle : arte e vita di Wyndham Lewis / Stenio Solinas

Pozza, 2018

Abstract: Wyndham Lewis ha dato alla sua rivista il titolo «The Enemy», "Il Nemico", ed è quello che lui vuole essere, un fuorilegge solitario e un proscritto rispetto allo establishment e alle mode del suo tempo. Il risultato sarà l'ostracismo in patria e all'estero destinato a trasformarlo in un oggetto misterioso e in un soggetto infrequentabile. Già volontario nella Prima guerra mondiale, un'esperienza da cui trarrà olii e disegni che lo pongono al vertice della pittura inglese in materia, negli anni Venti Lewis cerca una nuova strada che superi il puro astrattismo e il romanzo psicologico. Egotista e collerico, amico e rivale di Pound come di Eliot e di Joyce, acerrimo nemico del "gruppo di Bloomsbury", con «The Apes of God», "Le scimmie di Dio", scrive la più devastante satira di un mondo intellettuale dove dilettantismo e giovanilismo si danno la mano per dar vita alla figura del "sempliciotto rivoluzionario", l'eterno bambino che gioca con il fuoco della rivoluzione, pensa che il nuovo sia sempre un progresso e essere alla moda una condizione dello spirito. Divenuto il più grande ritrattista della sua generazione, gli anni Trenta lo vedranno ingaggiare, sempre in perfetta solitudine, una battaglia contro i "compagni di strada" e la sinistra intellettuale inglese che flirta con il bolscevismo sovietico. In esilio volontario in Canada durante la Seconda guerra mondiale, Lewis tornerà in seguito in patria riprendendo la sua posizione di outsider e di proscritto rispetto all'ordine costituito. Come critico d'arte sarà il primo a intuire il genio di Francis Bacon, ma, ironia del destino per chi come lui aveva fatto dell'"Occhio" la sua ragione estetica, trascorrerà l'ultimo decennio della sua vita nella più completa cecità.

Antabus
Libri Moderni

Sahiner, Seray <1984->

Antabus / Seray Sahiner ; traduzione dal turco di Luis Miguel Selvelli

Neri Pozza, 2018

Abstract: Figlia unica di una famiglia trasferitasi a Istanbul per sfuggire alla povertà di un paese dell'entroterra, a quindici anni Leyla viene mandata a lavorare come cucitrice nel laboratorio del signor Hayri, un conoscente di suo zio della stessa età di suo padre. Al lavoro non tarda a scoprire che tutte le ragazze, prima di mettere piede nel laboratorio, si incipriano come pappagalli con dei belletti rossi e viola. Sono tutte innamorate di Ömer, il giovane sarto caposquadra. Leyla non può imbellettarsi poiché il padre le vieta di farlo. Ma in capo a qualche giorno si sorprende a svegliarsi mezz'ora prima degli altri, a spazzolarsi i capelli, prima da una parte poi dall'altra, a provarsi tutti i vestiti che possiede, poiché nel suo cuore non c'è altri che Ömer. Un giorno, però, il signor Hayri getta uno sguardo un po' troppo profondo là dove si è aperto un bottoncino della camicetta della ragazza. Leyla si porta subito una mano al petto, ma il signor Hayri le mette una mano sul collo e la trascina sotto un tavolo. Secondo le tacite leggi delle famiglie tradizionaliste in quel lembo di terra, alla ragazza non resta che piegarsi a un matrimonio riparatore con un conoscente dello zio, Remzi, un vedovo proprietario di un negozio di tessuti messo piuttosto bene quanto a soldi. Tra le mura domestiche, però, Remzi svela un volto persino peggiore di quello del signor Hayri. Dopo aver trascorso ore attaccato alla bottiglia, tira le tende di casa per non dare scandalo e riempie di botte la giovane moglie per un qualsiasi futile motivo. Leyla sa di non avere via di scampo: se trovasse il coraggio di sporgere denuncia, nessuno dei vicini andrebbe a testimoniare, in fondo si tratta di questioni familiari. Che fare allora? La risposta gliela dà Ülker, una «accompagnatrice di abbandonati» negli ospedali di Istanbul: placare il vecchio marito trattandolo, a sua insaputa, con Antabus, il medicinale usato per la cura dell'alcolismo cronico. L'Antabus, infatti, riduce il desiderio di alcol, ma bisogna usare accortezza: mai più di mezza pastiglia e solo con l'acqua, perché può avere diversi effetti collaterali...

Shakespeare and company
Libri Moderni

Beach, Sylvia <1887-1962>

Shakespeare and company / Sylvia Beach ; traduzione di Elena Spagnol Vaccari ; prefazione di Livia Manera

Neri Pozza, 2018

Abstract: Parigi anni Venti. Al numero 12 di rue de l'Odeon ci sono tutti: Ezra Pound medita con George Antheil di una rivoluzione musicale, Paul Valéry ascolta le poesie lette da André Gide, Ernest Hemingway mostra le ferite riportate a Fossalta di Piave... Sylvia Beach, fondatrice della libreria e casa editrice Shakespeare & Company, racconta in queste pagine la storia di quell'esperienza che la portò ad attirare alcuni tra i più grandi artisti del secolo scorso nelle due stanze un tempo adibite a lavanderia. Ma racconta anche la storia della pubblicazione del romanzo che ha tracciato la via della modernità letteraria, l'Ulysses di James Joyce, rendendo diretta testimonianza di un momento irripetibile della cultura novecentesca.

Il ciliegio del mio nemico
Libri Moderni

Wang, Dingguo <1955->

Il ciliegio del mio nemico / Ting-Kuo Wang ; traduzione dal cinese di Maria Gottardo e Monica Morzenti

Neri Pozza, 2018

Abstract: In una piccola città di mare, un uomo di mezza età gestisce una caffetteria con pochi clienti, in attesa che sua moglie torni da lui. Invece una mattina riceve un visitatore inaspettato, l'ex amante di sua moglie, Luo Yi-Ming. L'incontro turba profondamente i due uomini, al punto da condurre Luo Yi-Ming a tentare il suicidio scavalcando una balaustra per gettarsi nel vuoto. La cittadina è sconvolta e non esita a incolpare di un simile gesto il proprietario della caffetteria, il quale riceve la visita della polizia, convinta che tra i due uomini sia in corso una faida. Tutto quello che riescono a scoprire i poliziotti, però, è che la moglie dell'uomo, Qiuzi, risulta scomparsa da tempo. La figlia di Luo Yi-Ming arriva al bar, sperando di scoprire la verità. Attraverso una serie di conversazioni, l'uomo le svela, incontro dopo incontro, una storia di ambizione, amore e vendetta. Cresciuto nella povertà, il suo unico obiettivo nella vita è stato trovare un lavoro stabile e mettere su famiglia. Il suo desiderio viene esaudito quando incontra Qiuzi, di cui si innamora al primo sguardo. Il narratore inizia quindi a lavorare nel settore immobiliare, dimostrando di avere un vero talento per gli affari. Mentre la sua carriera prende il volo con il boom immobiliare di Taiwan negli anni '90, lui e Qiuzi si iscrivono a un corso di fotografia tenuto proprio da Luo Yi-Ming. Il ciliegio dai rami rosso cupo che domina il giardino di Luo Yi-Ming non è ancora in fiore quando Qiuzi, all'improvviso, decide di lasciare suo marito.

Amore e rovina
Libri Moderni

McLain, Paula <1965->

Amore e rovina / Paula McLain ; traduzione dall'inglese di Francesca Cosi e Alessandra Repossi

Pozza, 2018

Abstract: Dicembre 1936, Key West, Stati Uniti. Il bar è una bettola dai soffitti bassi, imbiancata a calce e stucco. Fuori c’è un caldo inaudito, e Martha Gellhorn sorseggia un daiquiri con un mucchio di scaglie di ghiaccio, mentre all’altro capo del bancone un tizio trasandato squadra lei e la sua compagnia. Indossa una maglietta lacera e pantaloncini corti che paiono ripescati da un barile di pesce, ha i capelli scuri che gli ricadono da un lato degli occhiali rotondi. In America e, forse, in buona parte del mondo, molti sarebbero in grado di riconoscerlo a un’attenta osservazione. A Martha, però, basta un solo sguardo per capire che quell’uomo è lo stesso ritratto nella foto che lei porta nella borsetta, l’autore di «Non capita mai niente ai coraggiosi», la citazione di Addio alle armi che campeggia sulla sua scrivania, lo scrittore osannato e celebrato dalla stampa di numerosi paesi: Ernest Hemingway. Ventisettenne, autrice di un romanzo accolto benevolmente dalla critica dopo il fallimento dei precedenti tentativi letterari, collaboratrice saltuaria di diversi periodici, una burrascosa vita sentimentale alle spalle – segnata da una lunga relazione con Bertrand de Jouvenel, il giornalista francese già amante di Colette –, il sogno, custodito a lungo nel cuore, di raggiungere di nuovo l’Europa, ma questa volta non la Germania o la Francia, ma la Spagna, per unirsi alle Brigate accorse a Madrid a difendere la Repubblica dalle armate fasciste di Franco, Martha Gellhorn non ha ancora trovato la sua via quando incontra il suo eroe nel bar di Key West. Nella primavera del 1937 Ernest Hemingway, spedito a Madrid come reporter di guerra dalla North American Newspaper Alliance, la traccerà per lei. Martha infatti lo raggiungerà come «corrispondente speciale» Veronadel Collier’s, un incarico ottenuto giusto per passare i controlli. All’Hotel Gran Vía, a qualche chilometro dai combattimenti tra le truppe repubblicane e quelle di Franco, Hemingway la accoglierà con un rapido abbraccio da orso che la lascerà senza fiato e inaugurerà la loro appassionata e tempestosa storia d’amore. Una storia che nel 1940 culminerà nel matrimonio e, ad un tempo, porrà Martha di fronte a un inaggirabile dilemma: vivere all’ombra di un uomo famoso o rischiare di perderlo pur di non rinunciare alle proprie ambizioni?

A caro prezzo
Libri Moderni

Hart, Carl <1966->

A caro prezzo : droghe, neuroscienze e pregiudizi sociali / Carl Hart ; traduzione di Cristiano Peddis

Pozza, 2018

Abstract: Carl Hart andava a scuola solo per non essere sbattuto fuori dalla squadra di basket, faceva uso abituale di droghe e stupefacenti e a sedici anni era già diventato padre. Tuttavia, grazie a una combinazione di duro lavoro, sport e disciplina militare, Carl Hart è riuscito a sottrarsi al destino che ha colpito quasi tutti i suoi amici e familiari, e oggi è diventato un rinomato scienziato impegnato nella battaglia contro l'abuso di droghe, nonché docente alla Columbia University. In questo provocatorio memoriale il Dr. Carl Hart esamina la relazione tra droga e piacere, dimostrando come l'isteria emotiva derivata dalla disinformazione su quanto concerne le droghe illegali riesca a oscurare i veri problemi che le persone emarginate si trovano a fronteggiare, contribuendo anche ad accentuare la cattiva gestione delle già limitate risorse pubbliche...

Ognuno riconosce i suoi
Libri Moderni

Rausa, Elena <insegnante di letteratura italiana>

Ognuno riconosce i suoi / Elena Rausa

Neri Pozza, 2018

Abstract: Milano, anni Novanta. Ogni giorno Caterina raggiunge l'ospedale dove è ricoverato il cugino Michele, si siede e aspetta. L'infermiera giovane con gli occhiali spessi, a cui ogni tanto domanda se lui riesca a sentirla, le risponde che non ci sono certezze in casi del genere; c'è chi prova con la musica, qualcuno legge a voce alta, altri parlano e fingono di non accorgersi delle risposte che non arrivano mai. Caterina ha comperato un quaderno, fogli spessi e bianchi su cui ricostruire la storia sua e di Michele, e della loro famiglia. Un modo per riordinare quelle «tessere della memoria» che compongono il passato, e per tracciare una strada che ricondurrà Michele a casa, quando si sveglierà stordito e confuso, come un cane bastardo strappato troppo presto alla tana. I primi ad affacciarsi sulla pagina sono naturalmente Sandro e Teresa, i genitori. Al tempo della nascita di Caterina, Sandro lavorava per una grande multinazionale americana: giacca e cravatta dal lunedì al giovedì, il venerdì un anticipo di weekend in camicia. Teresa allora era la più giovane insegnante di matematica dell'istituto tecnico. Disegnava sulla lavagna con i gessetti colorati e nella voce aveva la poesia di certi giorni d'estate. Michele aveva quattro mesi quando sua madre, Anna, la sorella di Sandro, lo lasciò tra le sue braccia. Piccola, agile, uno scricciolino col naso affilato, labbra carnose e una passione per violino e viola, in quei giorni di venti anni prima Anna non poteva prendersi cura del suo bambino. Inseguiva la sua guerra. Una guerra di cui i giornali del tempo non parlavano apertamente, ma che era visibile nei bastoni con i drappi rossi, nelle bombe incendiarie durante i cortei, nei pestaggi, nelle spranghe, nei coltelli, nelle piazze esplose e piene di sangue, nei treni saltati. Qualcuno diceva è come in Cile, e allora potevacapitare che una ragazza come Anna pensasse che fosse giunta l'ora di suonare tutt'altra musica, la musica del tempo, il triste spartito degli anni di piombo. Come uno scrigno dei ricordi, il quaderno di Caterina si affolla di vicende, destini e storie trascorse finché, come da ogni scrigno che si rispetti, non affiora da un doppio fondo una rivelazione inaspettata, un segreto che muterà radicalmente non soltanto il rapporto tra Caterina e Michele, ma la sua stessa esistenza. Seconda opera di Elena Rausa dopo "Marta nella corrente", "Ognuno riconosce i suoi" è uno struggente romanzo per accomiatarsi teneramente e dolorosamente, come indica la frase di Cristina Campo messa qui ad esergo, dalle pagine recenti della nostra storia «prima che siano estinte».

Le vedove di Malabar Hill
Libri Moderni

Massey, Sujata <1964->

Le vedove di Malabar Hill : [le inchieste di Perveen Mistry] / Sujata Massey ; traduzione dall'inglese di Laura Prandino

Neri Pozza, 2018

Abstract: Perveen Mistry, figlia di una rispettata famiglia zoroastriana, è appena entrata nello studio legale di suo padre, diventando una delle prime donne avvocato in India. Laureata in legge a Oxford, Perveen ha una tragica storia personale che rende i diritti legali delle donne particolarmente importanti per lei. Perveen viene incaricata di eseguire il testamento del signor Omar Farid, un ricco musulmano che ha lasciato tre vedove. Tuttavia, mentre Perveen esamina i documenti, nota qualcosa di strano: tutte e tre le mogli hanno firmato per devolvere l'intera eredità presso un ente di beneficenza. Con cosa vivranno? Perveen è sospettosa, soprattutto perché una delle vedove ha firmato il suo modulo con una X, lasciandole supporre che, con tutta probabilità, non ha nemmeno potuto leggere il documento. Le vedove di Farid vivono in completo purdah, ovvero in un rigoroso isolamento, senza mai lasciare le stanze delle donne o parlare con nessun uomo. Sono state forse sfruttate da un guardiano senza scrupoli? Perveen decide di investigare, rendendosi conto che l'istinto non l'aveva tradita. Ma quando la tensione sfocia nel primo di una serie di omicidi, Perveen comprende che è sua responsabilità capire cosa sia realmente accaduto a Malabar Hill e assicurarsi che non ci siano donne o bambini innocenti in ulteriore pericolo.

Dai tuoi occhi solamente
Libri Moderni

Diotallevi, Francesca <1985->

Dai tuoi occhi solamente / Francesca Diotallevi

Pozza, 2018

Abstract: New York, 1954. Capelli corti, abito dal colletto tondo, prime rughe attorno agli occhi, ventotto anni, Vivian ha risposto a un’inserzione sul New York Herald Tribune. Cercavano una tata. Un lavoro giusto per lei. Le famiglie l’hanno sempre incuriosita. La affascina entrare nel loro mondo, diventare spettatrice dei loro piccoli drammi senza esserne partecipe, e osservare la recita, la pantomima della vita da cui soltanto i bambini le sembrano immuni. La giovane madre che l’accoglie ha labbra perfettamente disegnate con il rossetto, capelli acconciati in onde rigide, golfini impeccabili. Dietro il suo perfetto abbigliamento, però, Vivian sa scorgere la crepa, il muto appello di una donna che sembra chiedere aiuto in silenzio. Del resto, questo è il suo lavoro: prendersi cura della vita degli altri. L’accordo arriva in fretta. A lei basta poco: una stanza dove raccogliere le sue cose; una città, come New York, dove potere osservare le vite incrociarsi sulle strade, scrutare mani che si stringono, la rabbia di un gesto, la tenerezza in uno sguardo, l’insopportabile caducità di ogni istante. Ed essere, nello stesso tempo, invisibile, sola nel mare aperto della grande città, a spingere una carrozzina o a chinarsi per raddrizzare l’orlo della calza di un bambino. Scrutare i gesti altrui e guardarsi bene dall’esserne toccata: questa è, d’altronde, la sua esistenza da tempo. Troppe, infatti, sono le ferite che le sono state inferte nell’infanzia, quando la rabbia di un gesto – di sua madre, Marie, o di suo fratello Karl, animati dalla medesima ira nei confronti del mondo – si è rivolta contro di lei. Sola nella camera che le è stata assegnata, Vivian scosta le tende dalla finestra, lancia un’occhiata al cortiletto ombroso e spoglio nel sole morente di fine giornata, estrae dalla borsa la sua Rolleiflex e cerca la giusta inquadratura per catturare il proprio riflesso che appare contro l’oscurità del vetro. È il solo gesto con cui Vivian Maier trova il suo vero posto nel mondo: stringere al ventre la sua macchina fotografica e rubare gli istanti, i luoghi e le storie che le persone non sanno di vivere.

La ricompensa di una madre / Edith Wharton ; traduzione di Maurizio Bartocci
Libri Moderni

Wharton, Edith <1862-1937>

La ricompensa di una madre / Edith Wharton ; traduzione di Maurizio Bartocci

[Roma] : Elliot, 2016

Manubri

Abstract: Dopo aver trascorso un lungo periodo sulla costa francese insieme a una comunità di americani espatriati, Kate Clephane decide di tornare dopo molti anni dalla sua famiglia a New York, dove la buona società l'aveva messa al bando per aver abbandonato il marito e la figlia piccola. A desiderare il suo ritorno è la figlia Anne che vorrebbe la madre al suo fianco per le sue prossime nozze con Chris Fenno, eroe di guerra ma anche uomo senza particolari talenti e abile arrampicatore sociale. Le vere intenzioni di Chris nei confronti della figlia sono però l'ultima delle preoccupazioni di Kate, poiché in passato l'uomo è stato suo amante e lei sente di esserne ancora innamorata. Il dilemma morale della donna (confessare alla figlia il suo segreto o tacere?) e il dramma che ne deriverà riflettono i miti eterni di Edipo e Amleto e conducono a un finale che sorprese profondamente la morale dell'epoca. Uscito nel 1925, La ricompensa di una madre è uno degli ultimi romanzi di Edith Wharton.

Frankenstein
Libri Moderni

Shelley, Mary <1797-1851>

Frankenstein / Mary Shelley ; introduzione di Nadia Fusini ; traduzione di Alessandro Fabrizi

Ed. originale del 1818

Pozza, 2018

Abstract: Una storia che è un groviglio etico, un ragionamento profondo sull'origine della vita: l'angosciante storia di uno scienziato che conduce macabri esperimenti nel tentativo di restituire la vita ai cadaveri. Una favola terribile capace di imporsi con la forza delle immagini e la sua autonomia di mito universale. Uno sconvolgente racconto dell'orrore in cui il mostro è più umano del suo creatore.

Amatrice non c'è più ma c'è ancora
Libri Moderni

Polidori, Elena

Amatrice non c'è più ma c'è ancora / Elena Polidori

Neri Pozza, 2018

Abstract: Amatrice, 24 agosto 2016, ore 3,36: la catastrofe si compie con una scossa del sesto grado della scala Richter. Quella notte, Elena Polidori, giornalista del quotidiano «la Repubblica», era lì, insieme con suo marito, la loro figlia e il cane. Erano nella loro casa così tanto amata, il rifugio dove usavano ritirarsi ogni volta che gli impegni di lavoro a Roma e altrove glielo permettevano. Quando la scossa arriva, il terrore si impadronisce di tutti. Mentre ogni cosa intorno è ormai sul punto di collassare, trovano il modo di fuggire precipitosamente. La casa risulterà profondamente lesionata, e dopo qualche giorno verrà giù definitivamente. A Elena e ai suoi sembrerà che con quelle antiche pareti siano venuti meno gli affetti e le sicurezze di una vita intera in questo posto unico che si chiama Poggio Vitellino ed è una delle 69 frazioni di Amatrice. Un posto dove c'erano una ventina di anime d'inverno, e dieci volte tante d'estate. Un posto che era un'oasi meravigliosa, e che ora pare perduto per sempre. «Ci siamo salvati, ma è una salvezza che assomiglia a un'altra realtà», dice Elena Polidori. Il terremoto, infatti, distrugge la consistenza fisica di qualcosa che tuttavia resta tenacemente nel cuore. E infatti da quella fine d'agosto 2016 la città di Amatrice vive in un altro modo: nel ricordo, nella fantasia, nel dolore, nel vuoto. Intenso e struggente, questo memoir rappresenta per l'appunto la necessità e quasi l'urgenza di far rivivere dentro di sé quel luogo raso al suolo. Di tornare a guardarlo con gli occhi dell'anima per ritrovarlo intatto e vitale com'era sempre stato, e intimamente intrecciato con l'esperienza della propria vita vissuta. Un libro che, infine, vuole anche essere un dono. Non soltanto per ricordare, ma anche per sostenere, attraverso i diritti d'autore, la rinascita di un luogo che non c'è più, ma c'è ancora. Intenso e struggente, questo memoir rappresenta la necessità e quasi l'urgenza di far rivivere dentro di sé quel luogo raso al suolo. Di tornare a guardarlo con gli occhi dell'anima per ritrovarlo intatto e vitale com'era sempre stato.

Tieni ferma la tua corona
Libri Moderni

Haenel, Yannick <1967->

Tieni ferma la tua corona / Yannick Haenel ; traduzione dal francese di Giovanni Bogliolo

Pozza, 2018

Abstract: Jean Deichel è probabilmente un pazzo. Chi, infatti, non giudicherebbe tale uno scrittore che se ne va in giro con un malloppo di ben settecento pagine dedicato ad Herman Melville? Un'imponente sceneggiatura intitolata The Great Melville sulla «folla dei pensieri» dell'autore di Moby Dick? Herman Melville, si sa, aveva vissuto una vita che definire una catastrofe è dir poco. Dopo un effimero successo iniziale fu totalmente dimenticato come scrittore e trascorse gli ultimi diciannove anni della sua esistenza in un ufficio della dogana di New York, in totale solitudine. Con la sua sceneggiatura, Jean Deichel vorrebbe far capire una cosa sola: la verità insita nella solitudine di un grande scrittore. Perciò ogniqualvolta gli capita la fortuna di imbattersi in un produttore, ripete che The Great Melville è un'opera che mostra come, appartandosi dal mondo, il grande autore si rapporti con la verità, si consacri ad essa, anche quando la verità gli sfugge e gli sembra oscura, se non addirittura assurda. Un'opera, insomma, che svela come ogni autentico scrittore porti in sé, con umorismo o desolazione, «un certo destino dell'essere». Il risultato è, naturalmente, la puntuale derisione dei produttori, e la loro conseguente fuga dal progetto. A Jean Deichel non resta dunque che un'esistenza solitaria simile a quella del suo amato autore, un'esistenza fatta di ricerca alle tre del mattino di un rimasuglio di vodka o di un Big Mac buttato giù in piena notte. Un giorno, però, l'intuizione, sorta dalla lettura di una frase di Melville sulla verità come «un daino bianco spaurito» costretto a fuggire nei boschi. Chi nel mondo del cinema ha inizialmente trionfato per poi subire un tremendo fiasco e diventare letteralmente un paria? Chi, esattamente come Melville, ha conosciuto una facile gloria ed è precipitato poi nel fallimento più nero quando si è messo a scrivere a partire dalla verità? Chi se non Michael Cimino, l'autore di The Deer Hunter (Il cacciatore di daini, noto in italiano come II cacciatore) e di Heaven's Gate (I cancelli del cielo), il capolavoro che ha segnato la sua disfatta? Si dice che sia in miseria, malato; che da più di trent'anni nessuno abbia più visto i suoi occhi, nascosti sempre dietro occhiali neri. Ma per Jean Deichel bisogna assolutamente che Cimino legga la sua sceneggiatura. Bisogna andare a New York a incontrarlo poiché, è evidente, tra Melville e Cimino c'è un rapporto cruciale, decisivo quasi. Un romanzo sull'arte come ricerca dell'illimitato, dell'assoluto che «la destina a essere essa stessa un mondo, e dunque a modificare la storia del mondo».

Al rombo del cannon
Libri Moderni

Castelli, Franco <1942-> - Jona, Emilio <1927-> - Lovatto, Alberto

Al rombo del cannon : Grande guerra e canto popolare / Franco Castelli, Emilio Jona, Alberto Lovatto

Neri Pozza, 2018

Abstract: La prima guerra mondiale, conclusasi un secolo fa, fu un bagno di sangue senza precedenti, che all’Italia costò seicentomila morti e oltre un milione di feriti. Eppure, nonostante l’orrenda carneficina, la Grande Guerra fu anche una straordinaria fucina di canti popolari. Durante il conflitto si cantò molto, come non era mai avvenuto in passato e come non avverrà più nel futuro, ma mentre i canzonieri ufficiali risuonarono di inni patriottici colmi di retorica, la guerra realmente cantata dalle classi popolari ci raccontò il dolore della partenza, l’orrore della trincea, la morte negli assalti alla baionetta, lo strazio delle famiglie, il lutto infinito di un’intera popolazione che vedeva decimata la sua gioventù. Anche se del canto nella Grande Guerra si è scritto con abbondanza, è mancato a tutt’oggi uno studio di ampio respiro storico, antropologico, sociologico e folklorico che ne tentasse una lettura e una sistematizzazione a tutto campo. Al rombo del cannon compendia gli esiti di un’ampia ricerca effettuata, nel corso di molti anni, dagli autori del libro e dai maggiori ricercatori italiani di cultura orale tra i soldati reduci da quel conflitto e tra le persone che ne hanno conservato memoria. Corredato da illustrazioni d’epoca e accompagnato da due cd con 161 registrazioni originali, il libro restituisce le ansie, gli affetti, le sofferenze, le invettive, in una parola le passioni di chi partecipò a quell’immane conflitto, che fu un’immersione terribile e cruenta nella modernità e nei suoi nuovi terrificanti strumenti di morte: cannoni a lunga gittata, aeroplani, carri armati, gas asfissianti. Con sei milioni di soldati mobilitati, fu anche una guerra che ruppe i limitati confini linguistici e culturali, fece incontrare e dialogare popolazioni lontanissime l’una dalle altre e realizzò una prima reale unificazione nazionale dando vita a un italiano popolare comune. Al rombo del cannon indaga tutti questi versanti della «guerra cantata» analizzandone le forme musicali e letterarie.

Olga
Libri Moderni

Schlink, Bernhard <1944->

Olga / Bernhard Schlink ; traduzione dal tedesco di Susanne Kolb e Cristina Proto

Pozza, 2018

Abstract: Da Breslavia, magnifica città polacca, a un piccolo villaggio della Pomerania in Germania: l'infanzia di Olga è segnata da un brusco trasferimento in seguito alla prematura scomparsa dei suoi genitori. Una stagione vissuta in compagnia di una nonna dura e scostante e dei sogni propri dei bambini poveri: voler imparare, sapere di più. I libri ricevuti dal maestro di scuola e dal parroco, le lezioni di musica da parte dell'organista della chiesa non le bastano, tuttavia, a non sentirsi del tutto estranea a quella terra e a quel mondo. Un giorno, però, ecco l'incontro fatale. Olga si imbatte in un ragazzo diverso come lei, estraneo al mondo come lei. In quegli anni tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, Herbert è orgoglioso della Germania, del giovane imperatore Guglielmo II, come pure della tenuta di famiglia, del suo considerevole patrimonio, della sua bella casa, ma è attraversato da un'irrefrenabile inquietudine. Il suo sogno è correre in compagnia del sole, andare alla conquista di grandi spazi, vivere giornate destinate a non finire mai. Diventati una giovane donna e un giovane uomo, Herbert e Olga si innamorano. Inevitabilmente, fatalmente, di un amore che non si nega niente, che non si perde dietro alla paura, che si dona senza ritegno. I pregiudizi del mondo e i folli eventi della storia congiurano però, si sa, spesso contro l'amore così fatto. La famiglia di Herbert, che considera Olga non all'altezza del suo rango, riesce a far trasferire la donna, divenuta nel frattempo insegnante, nella Prussia orientale, e a insinuare nel ragazzo il tarlo del dubbio sul suo destino e sui suoi doveri. Herbert si arruola dapprima nelle truppe coloniali in sanguinosa guerra contro gli Herero nell'Africa tedesca del Sud-Ovest e poi parte per una pericolosa avventura: la conquista del Polo Nord attraverso il Passaggio a Nord-Est. Una spedizione che, ai suoi occhi, è il perfetto coronamento dell'idea per la quale è meglio essere stroncato nel fiore degli anni per inseguire i propri sogni che appoggiato a un bastone dopo una vita totalmente priva di ambizioni. Mentre Herbert si avventura nei ghiacci di quella terra inospitale, Olga continua a rivendicare con tenacia il suo amore in un tempo in cui l'avventura imperiale e, negli anni a venire, la sconfitta in guerra e l'avvento della barbarie nazista determineranno il naufragio della nazione.

La notte delle beghine
Libri Moderni

Kiner, Aline <1959-2019>

La notte delle beghine / Aline Kiner ; traduzione dal francese di Alberto Folin

Neri Pozza, 2018

Abstract: Parigi, 1310. Nel quartiere chiamato il Marais, sorge un’istituzione unica in Francia: il grande beghinaggio. Fondato da Luigi ix, l’edificio ospita una comunità di donne inclassificabili, sfuggenti a qualunque definizione: sono le beghine che hanno scelto la vita monastica ma senza i voti. Il claustro dove lavorano, studiano e vivono affrancate dall’autorità degli uomini, è un’oasi all’interno della città, un’isola ben protetta dal mondo esterno. In un freddo mattino di gennaio la vecchia Ysabel, che da anni veglia sulla pace del luogo, sta svolgendo i consueti preparativi per l’Officio quando ode un grido proveniente dalla strada. Addossata contro il vano dell’entrata all’esterno, appare una figura coperta da una mantellina sudicia, il volto nascosto sotto un cappuccio. Maheut, questo il nome della ragazza, è in fuga da un matrimonio impostole con la violenza. Sfinita, malata e inseguita da un sinistro frate francescano, ha bussato alle porte del beghinaggio in cerca di protezione. Ysabel non esita ad accoglierla, benché l’inquietudine serpeggi tra le beghine nell’istante in cui il laccio che lega i capelli di Maheut si scioglie e, davanti ai loro occhi sgomenti, srotola una gran massa di capelli rossi. Rossi come i capelli di Giuda e Caino. Rossi come le fiamme dell’inferno che bruciano senza far luce. L’ombra di tempi bui sta, del resto, per abbattersi sul cielo di Parigi. Il processo ai Templari, accusati dei crimini più nefandi, accende l’animo di molti in città, e lo spettro dell’eresia e della stregoneria si aggira nel Regno a seguito dell’arresto di una beghina proveniente da Valenciennes, Marguerite Porete, colpevole di aver scritto un libro, Lo specchio delle anime semplici, in cui si prende la libertà di criticare chierici e teologi. Abbandonare al suo destino Maheut, quella giovane dallo sguardo aspro come smeraldo grezzo, o combattere e difenderla per difendere, insieme, la propria indipendenza e libertà? Questo è il dilemma che agita le coscienze e turba la pace nel grande beghinaggio del Marais. Intrecciando i momenti salienti del regno di Filippo il Bello e il destino di personaggi reali e immaginari, Aline Kiner ci conduce, con una prosa di rara eleganza, in un momento cruciale della Storia, in cui eroine solidali e sovversive non esitano a fare propria la battaglia contro l’oscurantismo e per la libertà delle donne.