Trovati 859101 documenti.
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Il grande saccheggio : l'età del capitalismo distruttivo / Piero Bevilacqua
Roma ; Bari : Laterza, 2011
Abstract: Dovrebbe apparire chiaro che non ci sarà 'ripresa' e che non è il caso di aspettarla. Godot non arriverà. Oggi dovrebbe apparire evidente una realtà elementare. Occorre travalicare i confini della cultura economica che ha generato la crisi, per comprendere che non si è verificato un semplice guasto. Non è una ammaccatura della carrozzeria. È il motore, il cuore della macchina, che è bloccato dalla ruggine e non ce la fa più. Piero Bevilacqua non ha dubbi: la crisi esplosa nel 2008, e tuttora in corso, non è semplicemente il frutto di una speculazione finanziaria finita male per assenza di regole. È invece il segnale di una crisi di sistema che si esprime in una gigantesca disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza e in una organizzazione della società che non corrisponde più alle potenzialità produttive del capitalismo del nostro tempo. Pensare di uscire dalla crisi con la semplice regolamentazione dei mercati finanziari è un'illusione. Occorre riorganizzare interamente la società. L'immensa ricchezza che il capitale è oggi in grado di produrre, che potrebbe fornire benessere e libertà all'umanità intera, poggia su pilastri culturali e su un'architettura sociale ancora sostanzialmente ottocenteschi. I rapporti tra gli stati, gli orari di lavoro, i ritmi della vita quotidiana, l'organizzazione delle città, il nostro rapporto con la natura, tutto si regge ancora entro i vincoli e le culture della vecchia società industriale.
Torino : Codice, 2011
Abstract: La crisi che nell'autunno del 2008 ha minato profondamente il sistema finanziario e bancario americano, allargandosi in breve tempo come uno tsunami, ha avuto e avrà effetti profondi sull'organizzazione economica e sociale. Non è stata una semplice crisi: per la prima volta dagli anni Trenta gli Stati Uniti hanno dovuto fare i conti con uno spettro che credevano di avere definitivamente allontanato, quello della depressione economica. A più di due anni dal fallimento della Lehman Brothers, Richard Posner, esponente di spicco della scuola di pensiero che da sempre professa l'assoluta fiducia nel libero mercato, ne analizza le cause, gli errori della politica (in buona e cattiva fede), le reazioni iniziali e le prospettive future. Una lucida autocritica che mette in discussione la reale validità di questo capitalismo, e che si chiede se sia giunto il momento di ripensare un nuovo ordine economico. Prefazione di Federico Rampini.
Milano : Jaca Book, 2009
Abstract: In questi anni in cui l'industria degli armamenti gode di una salute invidiabile, in confronto ai segnali ed eventi di crisi economica che provengono un po' da tutti i settori economici, questo quarto volume dell'Annuario Giorgio La Pira si interroga, con accenti, sensibilità, competenze disciplinari differenti, sul carattere della fase attuale, sull'intreccio fra dinamiche degli armamenti e crisi finanziaria internazionale: questi anni sono, nel solco di un trend pluriennale, un momento di prosecuzione di un generalizzato riarmo mondiale, con una possibile accelerazione della corsa agli armamenti in quanto via di uscita da una crisi che non si riesce a superare con altri percorsi di incremento della domanda, oppure proprio quest'ultimo dato costituito dalla crisi costituisce uno stimolo oggettivo alla ricerca di nuove politiche di disarmo e controllo degli armamenti, il cui peso è finanziariamente insostenibile?In un momento di incertezza, dovuto alla crisi economica internazionale, alle sue possibili ripercussioni sull'industria a produzione militare e ad assetti internazionali ancora fluidi, per capire le tendenze di un fondamentale fattore di instabilità politica internazionale quale il mercato degli armamenti serve una pluralità di punti di vista, culturali e disciplinari, uniti da rigore metodologico.In questo l'Annuario si pone come uno strumento di documentazione e informazione dedicato a studiosi, ricercatori e operatori, o anche cittadini interessati alle tematiche della pace, delle armi, dei processi di disarmo e dei conflitti su scala internazionale. Nell'Annuario vengono analizzati infatti i dati aggiornati della produzione di armi, le cifre del commercio internazionale e in particolare di quello italiano, con dati su paesi destinatari, imprese, istituti finanziari, i volumi e le tendenze delle spese militari italiane e mondiali, ma anche il quadro istituzionale che potrebbe vincolare questo mercato (i trattati internazionali sul controllo degli armamenti), alcuni primi elementi di analisi sul rapporto fra produzioni belliche e sistema bancario e finanziario, e la politica europea di sicurezza e difesa, nell'intreccio fra i suoi aspetti operativi e quelli più eminentemente politici e organizzativi.Il volume, curato da Chiara Bonaiuti e Achille Lodovisi, esperti di problemi della difesa e del disarmo, contiene saggi di Andrea Baranes, Giorgio Beretta, Cecilia Corsi, Achille Lodovisi, Francesco Mancuso, Massimo Paolicelli, Lorenzo Striuli.
Roma : Fandango, [2011]
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Abstract: Debito pubblico troppo elevato, l'Italia rischia di diventare come la Grecia. Ce lo sentiamo dire da mesi ormai. Dopo l'Irlanda, il Portogallo e la Spagna, siamo noi i prossimi a essere messi sotto osservazione. Ma cosa c'è dietro al fallimento della Grecia? E cosa può fare l'Italia per evitare lo stesso destino? Dimitri Deliolanes, corrispondente in Italia della televisione pubblica greca ERT ci racconta con un linguaggio semplice e diretto la grave crisi che sta attraversando il suo paese e minaccia di contaminare l'Europa. La Grecia, come l'Italia, soffre di un enorme debito pubblico (i due paesi sono rispettivamente al primo e al secondo posto della famigerata classifica dei più alti debiti pubblici europei in rapporto al PIL). Un sistema politico inefficiente con una burocrazia pletorica, totalmente asservita ai politici, un governo travagliato e diviso da mille interessi clientelari e l'Unione Europea che ci ha impiegato un anno a capire cosa stesse succedendo. Le disperate misure di contenimento del debito e di tagli alla spesa pubblica che il governo Papandreou sta mettendo in atto per cercare di restituire i prestiti che l'Europa ha concesso alla Grecia stanno mettendo a durissima prova la popolazione. Da due anni si susseguono violentissime proteste con decine di scioperi generali e duri scontri con la polizia fuori dal Parlamento. Come la Grecia spiega le ragioni di una crisi drammatica che rischia di travolgere l'intero sistema della moneta comune europea.
Roma : Gruppo editoriale L'Espresso, 2011
Limes ; 6/2011
Il bene di tutti : l'economia della condivisione per uscire dalla crisi / Enrico Grazzini
[Roma] : Editori internazionali riuniti, 2011
Abstract: Il mondo è sconvolto da una crisi senza precedenti, che non sembra essere prossima alla conclusione. Eppure esiste una via per uscirne e passa per la gestione responsabile dei beni comuni. Un modo per rompere le catene che paralizzano il fragile eguilibrio globale, un modo per valorizzare una nuova economia democratica, per lottare con spirito rinnovato contro le corporation che hanno sprofondato il mondo nella recessione. Dall'America di Obama fino all'Europa unita dall'euro, ma divisa dalle politiche nazionali, le proposte concrete e l'analisi dell'economia dei commons: beni preziosi da salvaguardare, per garantire il bene di tutti.
2030, la tempesta perfetta : come sopravvivere alla grande crisi / Gianluca Comin, Donato Speroni
Milano : Rizzoli, 2012
Abstract: Nei prossimi 40 anni la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi. Come potrà il nostro pianeta reggere i consumi attuali, tanto più se estesi ad altri due o tre miliardi di persone che aspirano a omologarsi allo stile di vita dei Paesi più ricchi? Serviranno 2 miliardi di nuovi posti di lavoro, ma contemporaneamente le riserve energetiche si andranno esaurendo, l'acqua diventerà un bene sempre più prezioso, il pianeta continuerà a riscaldarsi e sarà colpito sempre più spesso da grandi catastrofi naturali. Presentando sconcertanti dati di fatto e ricorrendo agli apporti di diverse discipline, dall'economia alla politica, Gianluca Comin e Donato Speroni ci spiegano come nel 2030 i problemi che oggi cominciano a manifestarsi potrebbero combinarsi in una tempesta perfetta di impatto devastante. Siamo pronti a farvi fronte? Certo, la responsabilità è dei governi nazionali: è ora di smettere di perseguire miopi priorità e di cominciare ad adottare politiche lungimiranti, consapevoli della necessità di trovare soluzioni globali. Ma, come ci ricordano gli autori, la vera sfida è per tutti noi cittadini, comunità locali, imprese, organizzazioni non profit: i comportamenti virtuosi non riguardano solo un diverso modo di consumare, ma un diverso modo di pensare i rapporti con gli altri, di dare valore al capitale sociale, di misurare la felicità senza ricorrere al Pil. Le nuove tecnologie metteranno a disposizione dell'umanità risorse immense, purché siamo in grado di farne buon uso.
Come vivere in tempo di crisi? / Edgar Morin, Patrick Viveret
Milano : BookTime, 2011
Titanic-Europa : la crisi che non ci hanno raccontato / Vladimiro Giacchè
Aliberti, 2012
Abstract: La crisi che stiamo vivendo ci è stata spiegata così. L'elenco dei suoi presunti colpevoli è molto più lungo delle scuse di John Belushi. Dai titoli tossici ai trucchi contabili della Grecia, dalla bolla immobiliare negli Stati Uniti a quelle di Irlanda e Spagna, dai vecchi debiti dello Stato italiano alla politica monetaria della Federal Reserve. Nessuno di questi colpevoli, ovviamente, è in grado di spiegarla. Questo libro ripercorre le fasi della crisi economica più grave dai tempi della Grande Depressione e ci spiega perché non si tratta né di una crisi finanziaria che ha contagiato l'economia reale, né di una crisi causata dal debito pubblico di qualche Stato europeo. Chiarisce per quali motivi le politiche anti-crisi adottate dall'Unione Europea ci stanno portando al disastro e, soprattutto, cosa fare per evitarlo.
La crisi delle relazioni globali / Nicola Capelluto
Milano : Lotta comunista, 2010
Torino : Einaudi, 2012
Abstract: Raghuram Rajan è stato uno dei pochi economisti al mondo ad avvertire la comunità internazionale della crisi imminente prima che si manifestasse, in un momento anzi in cui il paradigma dominante era al suo culmine. In Terremoti finanziari egli mostra come le decisioni individuali che nel complesso hanno causato la crisi finanziaria - decisioni prese dai banchieri, dai governi e dai semplici proprietari di case - erano risposte in sé razionali ma all'interno di un ordine finanziario globale scorretto. Un sistema cioè in cui gli incentivi al rischio erano incredibilmente fuori misura rispetto ai pericoli che tale rischio poneva. Rajan dimostra inoltre come l'accesso disuguale sia all'educazione sia alla tutela della salute negli Stati Uniti ponga noi tutti in grave pericolo; lo stesso si può dire anche per le scelte economiche di Paesi come la Germania, il Giappone e la Cina, che gravano l'America di un fardello non dovuto. A conclusione del libro Rajan delinea le scelte radicali che dobbiamo assolutamente compiere se vogliamo assicurare un'economia globale più stabile al fine di ricreare una prosperità duratura. (dalla prefazione di Franco Debenedetti)
Promettimi che sarai libero / romanzo di Jorge Molist ; traduzione di Roberta Bovaia
Milano : Longanesi, 2012
Abstract: È una limpida mattina del 1484 e Joan Serra sta giocando a indovinare le forme delle nuvole che macchiano il cielo. Più in basso, una sagoma ben più minacciosa solca il limpido mare della cala di Llafranc: una galea corsara sta per assaltare il piccolo borgo di pescatori in cui Joan è nato, dodici anni prima. Suo padre, Ramon, muore difendendo la famiglia dagli assalitori, ma non riesce a impedire il rapimento della moglie e della figlia. Le sue ultime parole sono indirizzate a Joan: Promettimi che sarai libero... Straziato dal dolore e dalla rabbia, il ragazzo è costretto a cercare fortuna a Barcellona, dove trova lavoro in una nota bottega di amanuensi e rilegatori, ignaro delle insidie nascoste tra le eleganti lettere che tanto lo affascinano. Un fascino insidioso pari a quello delle strade variopinte e chiassose della città, dove Joan conosce Anna, figlia di un orafo ebreo, e se ne innamora perdutamente. Un amore che equivale a una condanna in un mondo in cui le barriere sociali ed economiche sembrano invalicabili e dove la morsa del Santo Offizio si stringe, sempre più feroce, attorno ai pochi, profondissimi affetti che Joan si è conquistato, mettendo a rischio la sua stessa vita e la promessa che si è impegnato a onorare...
L'austerità è di destra : e sta distruggendo l'Europa / Emiliano Brancaccio, Marco Passarella
Milano : Il Saggiatore, 2012
Abstract: Merkel, Sarkozy, Monti, Draghi, tutti a ripetere lo stesso mantra: austerità, pareggio di bilancio, taglio della spesa pubblica. E intanto la grande recessione ci rituffa nell'incertezza totale del settembre 2008, quando la Lehman Brothers crollò gettando i mercati finanziari nel panico. Se allora erano le banche a dover passare sotto le forche caudine della speculazione, adesso è la volta degli Stati, specialmente quelli europei, indebitati fino al collo per far fronte alla crisi e costretti a sottomettere il proprio debito al giudizio giornaliero dei mercati e alle bizze delle agenzie di rating. Dopo Grecia e Irlanda, anche Spagna e Italia sono arrivate a un passo dal baratro, mentre la politica monetaria appare impotente nell'impedire la frantumazione dell'Europa. Ma se l'austerità fosse il rimedio che aggrava la crisi invece di risolverla? Se i tagli e l'aumento delle tasse invece di risanare il bilancio deprimessero ulteriormente l'economia e quindi il gettito fiscale? Emiliano Brancaccio e Marco Passarella, rinnovando la lezione di Keynes, ci spiegano perché, di fronte a una crisi di domanda come la nostra, la linea dell'austerità va combattuta, in quanto conservatrice, antisociale e quindi antidemocratica. Perché l'austerità è di destra, anche se in bocca a politici di tutti gli schieramenti.
Roma : Fazi, 2011
Abstract: I ricchi sono sempre più ricchi. I poveri sempre più poveri. Come ricorda Robert Reich, all'inizio del 2010, a poco più di un anno dal crollo, Wall Street ha elargito pacchetti retributivi a banchieri, trader e facoltosi dirigenti come se la crisi non ci fosse mai stata. Nel nostro paese, è accaduta la stessa cosa: il gotha dell'economia si è spartito, e continua a farlo, liquidazioni e stipendi milionari, mentre il ceto medio si sente più insicuro e vulnerabile di prima. L'Italia, infatti, tra le economie avanzate, è divenuto il terzo paese con il maggior livello di diseguaglianza dei redditi. Se la politica tradizionale è incapace di risolvere i problemi dei cittadini e di attenuare il divario di ricchezza, saranno i demagoghi ad avere il sopravvento alimentando le preoccupazioni e le frustrazioni delle persone e incitandole a dare la colpa dei problemi economici agli stranieri e agli immigrati. Che fare allora? Robert Reich propone un nuovo patto di base in grado di coinvolgere lavoratori, Stato e imprenditori. Un patto che affronti le riforme strutturali, difenda i salari rimettendo al centro la questione del lavoro e lotti contro le iniquità determinate dal grande business. Con una lucidità e una capacità d'analisi fuori dal comune, l'autore ripercorre la storia, le idee e gli uomini che hanno portato al cosiddetto svuotamento del ceto medio e rivendica come necessaria una nuova stagione di trasformazioni e cambiamenti.
La grande contrazione : i fallimenti della libertà e le vie del suo riscatto / Mauro Magatti
Feltrinelli, 2012
Abstract: Partendo dalla ricostruzione critica del modello di sviluppo affermatosi negli ultimi vent'anni, il libro approfondisce le origini culturali e sociali della crisi in atto. Il tema viene affrontato a partire da una domanda di solito rimossa: come mai, dopo un lungo periodo di crescita, i paesi occidentali si ritrovano indebitati, invecchiati, disuguali e depressi? Al di là degli aspetti finanziari ed economici, la crisi segna la fine del tecno-nichilismo. Per quanto faticosa, difficile e rischiosa, la crisi tuttavia è anche un'opportunità. Il problema non si risolve semplicemente attraverso interventi tecnici, ma tornando a chiedersi che cosa sia la crescita. Ciò è possibile a condizione però di mettere in discussione l'immaginario della libertà che si è affermato nei paesi occidentali, imprigionato in una concezione radicalmente individualista. Iniziando da qui si può cominciare a declinare diversamente il rapporto tra economia e società, superando un'economia basata sul consumo per entrare in un'economia basata sul valore.
Fuori da questa crisi, adesso! / Paul Krugman
Garzanti, 2012
Oltre il crollo : come superare la crisi della globalizzazione / Gordon Brown
[Milano] : Rizzoli Etas, 2011
Abstract: Gordon Brown, ex primo ministro ed ex ministro del Tesoro inglese, è stato uno dei protagonisti della politica economica globale per più di 15 anni e allo scoppio della crisi, nel 2008, era tra i leader mondiali chiamati ad affrontarla. Da questa posizione privilegiata - ma anche scomoda - è stato testimone del crash finanziario e offre in questo libro la prima riflessione direttamente dalla stanza dei bottoni, con la spiegazione di ciò che è accaduto, ma anche una precisa indicazione su come venirne fuori e prevenire futuri disastri. Si tratta di un'analisi di prima mano ad ampio raggio che, partendo dai molti precedenti - dalla Grande Depressione, al più recente crash del mercato immobiliare asiatico -, sostiene che quella attuale è da considerarsi la prima crisi della globalizzazione e, come tale, va affrontata insieme da tutti i leader mondiali, con soluzioni comuni. In particolare, alla luce di quella che definisce la scioccante sconsideratezza e irresponsabilità delle banche, e nella convinzione che la crisi è stata indotta non solo da errori tecnici, ma anche (e soprattutto) da mancanze etiche, propone di varare una costituzione bancaria mondiale e un piano di crescita globale per il lavoro e la giustizia sociale.
Neurolandia / Eugenio Benetazzo ; con Gianluca Versace
Chiarelettere, 2012
Abstract: L'analisi dello scenario macroeconomico dell'eurozona rappresenta il tema principale del nuovo libro di Eugenio Benetazzo, incentrato sull'origine e l'evoluzione futura della crisi del debito sovrano oltre che su una previsione sull'economia del pianeta per gli anni che verranno. Con l'impareggiabile taglio inquisitorio e con un ritmo divulgativo assolutamente incalzante, il più autorevole economista italiano fuori dal coro, definito ormai come lo Steve Jobs dei mercati finanziari, si sofferma a descrivere il processo di metamorfosi che contraddistingue tutta l'economia occidentale e le sue spiacevoli conseguenze soprattutto sul piano sociale e per il mondo del lavoro. Nulla viene risparmiato, dai processi di deindustrializzazione alla politica di una moneta troppo forte imposta dall'alto, dalla teoria di Euro 2 al pressapochismo e immobilismo che hanno contraddistinto le istituzioni sovranazionali, colpevoli di non aver saputo leggere in anticipo le priorità dell'Unione europea. Un'analisi complessa ma al tempo stesso molto comprensibile anche per il piccolo risparmiatore o il giovane studente universitario che devono rendersi conto dove e come investire il loro risparmio o le loro energie a fronte di un mutamento epocale senza precedenti, che porterà a trasformare in locomotive trainanti la crescita del pianeta paesi che un tempo venivano descritti nei sussidiari delle scuole elementari come paesi del Terzo mondo o in via di sviluppo.
Unione e disunione / Adriana Cerretelli
Milano : Il Sole 24 ore, c2012
La grande crisi ; 6
Libro 1: La verità sulle banche, Monti e l'euro
2012
Fa parte di: Fazi, Elido <1952->. La terza guerra mondiale? / Elido Fazi
Abstract: È vero che la crisi finanziaria di Wall Street del 2008 è stata peggiore di quella del 1929? Perché Andrea Camilleri ha dichiarato sabato 21 gennaio al nuovo programma di Serena Dandini su La7 che è scoppiata la terza guerra mondiale, per ora solo in versione soft? E perché un finanziere come George Soros, uno che viene ancora oggi ricordato come colui che spezzò la schiena alla Banca d'Inghilterra nel 1992, dichiara che Lloyd Blankfein, il capo della Goldman Sachs, non è soltanto un uomo avido e poco illuminato, ma il male assoluto, come il nazismo e il comunismo? Cosa ne pensa Mario Monti, per anni consulente della Goldman Sachs? Soprattutto, possono gli Stati Uniti - che sono il paese più indebitato al mondo e il meno competitivo in assoluto se si guarda alla differenza tra importazioni e esportazioni - uscire dalla situazione economica in cui si trovano senza innescare una guerra? Perché il Presidente Obama ha firmato il 31 dicembre del 2011 una legge per punire qualunque organizzazione faccia transazioni con la Banca Centrale dell'Iran, che ha avuto l'ardire di aprire una Borsa del petrolio dove si tratta in euro e altre valute, ma non in dollari? Ecco alcuni dei temi affrontati in questo pamphlet, scritto di getto analizzando le cause più profonde della crisi americana e di quella europea in un contesto in cui si trovano alla ribalta gli interessi di paesi come la Cina e l'India.