Trovati 3467 documenti.
Trovati 3467 documenti.
Viking, 2018
Abstract: Tornano alcuni personaggi della «Banda dei brocchi» e di «Circolo chiuso», Benjamin e Lois Trotter e i loro amici, che ritroviamo qui ormai alla prese con le grane dell'età che avanza. Ma l'attenzione principale del nuovo tragicomico romanzo del bardo inglese dei nostri tempi verte sui membri più giovani della famiglia Trotter, come la figlia di Lois, Sophie, giovane ricercatrice universitaria idealista. Sophie, dopo un matrimonio un poco improbabile, fatica a rimanere fedele al marito, soprattutto da quando le rispettive idee politiche si fanno sempre più distanti. Intanto la nazione sfrigola e questioni come il nazionalismo, l'austerità, il politicamente corretto e l'identità politica incendiano il dibattito e le anime.
Mein Kampf = La mia battaglia / Adolf Hitler
RL, 2018
Abstract: Il fascismo e il nazional-socialismo, intimamente connessi nel loro fondamentale atteggiamento verso la concezione del mondo, hanno la missione di tracciare nuove vie per una feconda collaborazione internazionale. Comprenderli nel loro significato più profondo significa rendere un servizio alla pace del mondo e quindi al benessere dei popoli. Adolf Hitler
Feltrinelli, 2021
Abstract: Le aziende plasmano la nostra vita quotidiana da più di due secoli, nel bene e nel male. Tutto è cominciato con la Rivoluzione industriale: allora gli stati si attrezzarono per fare da contrappeso e controllare l'influenza crescente di aziende e imprenditori, mentre i cittadini potevano scegliere i propri leader. Il patto si è conservato fino a oggi. Negli anni venti questo equilibrio si è rotto. Il mercato viene monopolizzato da poche multinazionali, che diventano sempre più ciclopiche: negli Stati Uniti la linea di confine che separa Walmart, la più grande catena di negozi al dettaglio, dalle sale del Congresso è diventata sottile come un rasoio. Questo fenomeno apparentemente inarrestabile riguarda tutti i Paesi del mondo, anche l'Italia. Che rischia di restare soffocata. È sempre più nell'interesse delle aziende comportarsi come nazioni - e quindi investire in difesa, contratti esteri, data mining e intelligence. E quando i governi si affannano in infinite trattative diplomatiche, rallentati dalla burocrazia e incapaci di prendere decisioni rapide sull'assistenza sanitaria e sul cambiamento climatico, le persone cominciano a guardare proprio alle aziende, che ostentano l'agilità e la potenza necessarie ad affrontare i grandi problemi del nostro tempo. Nei prossimi dieci anni le nostre vite cambieranno. Alec Ross conosce molto bene le persone e le regole che governano le big tech e le grandi multinazionali e impongono la metamorfosi esistenziale, politica ed economica che stiamo attraversando. Da insider, Ross svela le logiche del potere di questi colossi, racconta storie affascinanti e geniali di reazione al loro monopolio e così getta le basi per un nuovo contratto sociale, capace di ascoltare i lavoratori e i cittadini di fronte a una rivoluzione globale senza precedenti.
Rizzoli, 2021
Abstract: Claudio Messora, considerato per anni, dopo Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, il numero tre del Movimento 5 Stelle all’apice dei suoi consensi, e con una lunga esperienza da giornalista in televisione e in rete (dove, nel tempo ha costruito una viewership di milioni di persone con la controversa piattaforma Byoblu) ritiene di non essere mai entrato in alcun gregge. Per questo vuole raccontarci quello che dice di aver imparato frequentando il mondo della politica e della comunicazione ai massimi vertici, dal Parlamento italiano fino a quello europeo. È possibile che tutto quello che sappiamo sia falso? Come funziona la catena dell’informazione? Quali sono le nostre fonti, e le fonti delle nostre fonti? Il giornalismo è ancora il cane da guardia che controlla il potere o piuttosto è il cane da guardia che lo protegge? E gli spin doctor: chi sono e cosa fanno? Ogni partito, movimento o carica pubblica di rilievo se ne serve, con il compito di filtrare e di modellare la comunicazione per conseguire un preciso obiettivo. E, soprattutto, di controllare l’informazione, costruendo una cornice di interpretazione che viene immediatamente adottata da giornali e televisioni compiacenti trasformandosi in una vera e propria gabbia mentale. È il vero effetto gregge: abbandonare il cosiddetto “frame” diventa impossibile, se non a prezzo dello stigma e della gogna.
Il Mulino, 2021
Abstract: Parole vecchie e nuove, stili di scrittura, format rigidi dei documenti, acrobazie sintattiche, tecnicismi diffusi, gergo criptico, forme verbali desuete, abuso di maiuscole, continue citazioni di norme, rimandi cervellotici ad altre leggi, adozione spesso impropria di termini stranieri. Le istituzioni comunicano – e spesso non comunicano – secondo modi espressivi che ne rivelano la storia e sui quali, a sua volta, la storia lascia le proprie tracce. Storici delle istituzioni, costituzionalisti, magistrati, consiglieri parlamentari, studiosi di comunicazione indagano in questo libro le continuità e i cambiamenti del discorso pubblico lungo la storia d’Italia.
La nuova manomissione delle parole / Gianrico Carofiglio ; a cura di Margherita Losacco
Feltrinelli, 2021
Abstract: Rosa Luxemburg diceva che chiamare le cose con il loro nome è un gesto rivoluzionario. In un'epoca come la nostra, quando la democrazia vacilla e la sfera pubblica deve contenere i canali labirintici dei social, l'uso delle parole può produrre trasformazioni drastiche della realtà. Attraverso il linguaggio si esercita il potere della manipolazione e della mistificazione. Perciò le parole devono tornare a aderire alle cose. Manomissione, certo, significa danneggiamento. Ma nel diritto romano indicava la liberazione degli schiavi. Questo libro si misura con tale ambivalenza: del nostro linguaggio indica le deformazioni, ma anche la possibilità delle parole di ritrovare il loro significato autentico. È la condizione necessaria per un discorso pubblico che sia aperto e inclusivo. La manomissione delle parole era apparso nella sua prima edizione undici anni fa. Era un'altra epoca e, allo stesso tempo, era l'inizio di questa epoca. Il linguaggio era quello dell'ascesa di Berlusconi, che è divenuta la premessa di nuove manomissioni. Perciò il testo è stato storicizzato e aggiornato, con le nuove torsioni della lingua prodotte dall'avanzata populista. Sono sei i pilastri del lessico civile che questa guida anarchica e coraggiosa riscopre: vergogna, giustizia, ribellione, bellezza, scelta, popolo. A partire da queste parole chiave Gianrico Carofiglio costruisce un itinerario profondo e rivelatore attraverso i meandri della lingua e del suo uso pubblico. In un viaggio libero e rigoroso nella letteratura, nell'etica e nella politica, da Aristotele a Bob Marley, scopriamo gli strumenti per restituire alle parole il loro significato e la loro potenza originaria. Salvare le parole dalla loro manomissione, oggi, significa essere cittadini liberi. Le parole, nel loro uso pubblico e privato, sono spesso sfigurate, a volte in modo doloso, altre volte per inconsapevolezza. Un libro politico che segnala le ferite del nostro linguaggio, ma indica anche le strade possibili della sua liberazione.
Il Mulino, 2019
Abstract: Milioni di persone si scatenano ogni giorno, in tutto il mondo, su Facebook, Instagram e Twitter a pungolare, deridere e anche insultare chi siede nei posti di comando. Video impietosi, immagini dissacranti, caricature ironiche diventano istantaneamente virali, creando sottoculture e influenzando a loro volta i politici e le loro posizioni. È la versione pop della politica online, in cui si mixano i contenuti dei media mainstream e la fantasia e la creatività popolare, cifra dei social media. Il «meme» ne è il prodotto più rappresentativo ed è la versione post-moderna del vecchio motto della contestazione: «una risata vi seppellirà».
Il desiderio di essere come tutti / Francesco Piccolo
Einaudi, 2017
Abstract: I funerali di Berlinguer e la scoperta del piacere di perdere, il rapimento Moro e il tradimento del padre, il coraggio intellettuale di Parise e il primo amore che muore il giorno di San Valentino, il discorso con cui Bertinotti cancellò il governo Prodi e la resa definitiva al gene della superficialità, la vita quotidiana durante i vent'anni di Berlusconi al potere, una frase di Craxi e un racconto di Carver... Se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all'indietro la strada è ben segnalata, una scia di intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli: il filo dei nostri giorni. Francesco Piccolo ha scritto un libro che è insieme il romanzo della sinistra italiana e un racconto di formazione individuale e collettiva: sarà impossibile non rispecchiarsi in queste pagine (per affinità o per opposizione), rileggendo parole e cose, rivelazioni e scacchi della nostra storia personale, e ricordando a ogni pagina che tutto ci riguarda. Un'epoca quella in cui si vive - non si respinge, si può soltanto accoglierla.
La lingua di Trump / Bérengère Viennot ; traduzione di Stefania Ricciardi
Einaudi, 2019
Abstract: La lingua di Trump è un esempio eclatante della comunicazione politica del nostro tempo: volgare, imprecisa, menzognera, violenta. Bérengère Viennot, traduttrice per la carta stampata e l'informazione online, si è trovata davanti un compito inedito dopo l'elezione di Donald Trump. Il presidente americano ha fatto esplodere i codici della comunicazione politica. La sua lingua è volgare e confusa, infarcita di errori sintattici e di frasi che non hanno né capo né coda, di sarcasmi e invettive - segni di un rapporto fuorviante con la realtà e la cultura. Con una penna tanto esilarante quanto incisiva, la Viennot racconta i suoi rompicapo di traduttrice e si interroga sul loro significato. Come si scivola dalla violenza delle parole alla violenza politica? In che modo ciò è un sintomo dello stato della democrazia? Perché siamo tutti quanti piuttosto preoccupati? "La lingua di Trump" è uno specchio implacabile: del presidente in persona, dell'America di oggi, della nostra epoca.
Bompiani, 2018
Abstract: Perché si scrive? Per chi si scrive? In migliaia di lingue, in latitudini geografiche e tempi storici diversi, ''è la storia della condizione umana a tessere la trama che gli uomini raccontano instancabilmente agli uomini''. Per la prima volta in un unico volume sono qui raccolti i discorsi di accettazione del Premio Nobel per la letteratura pronunciati da quegli scrittori che hanno ritenuto, da un pulpito tanto vertiginoso, di privilegiare un sentimento di responsabilità verso il mondo, facendosi testimoni dell'irriducibilità dell'umano. Pagina dopo pagina tornano, ariose e vive, parole che oggi appaiono neglette o svuotate di significato: libertà, verità, impegno, uguaglianza, comunità, rivoluzione.
Abbasso i tolleranti : manuale di resistenza allo sfascismo / Claudio Cerasa
Rizzoli, 2018
Perché l'Italia diventò fascista : (e perché il fascismo non può tornare) / Bruno Vespa
Rai libri : Mondadori, 2019
Abstract: Benito Mussolini camminava a lunghi passi su e giù per l'ufficio di direttore del «Popolo d'Italia» e, nei momenti di più acuta depressione, confidava alla sua musa Margherita Sarfatti di voler piantare baracca e burattini: «Faccio il giornalista da troppo tempo. Ho tanti altri mestieri. Posso fare il muratore: sono bravissimo. Sto imparando a fare il pilota aviatore. Oppure posso girare il mondo con il mio violino: magnifico mestiere, il rapsodo errante!». Era la fine del novembre 1919 e aveva fondato da poco i Fasci di combattimento, ma aveva perso in modo disastroso le prime elezioni politiche. Pochissimi voti e nessun seggio. Appena tre anni dopo, il Duce del fascismo era a capo del governo, acclamato dalla folla e incoraggiato da insospettabili antifascisti che gli chiedevano di rimettere in sesto un paese distrutto, demotivato, indebitato e diviso. Giolitti gli riconosceva il merito di aver «tratto il paese dal fosso in cui finiva per imputridire». Amendola suggeriva di «secondare le mosse dell'onorevole Mussolini perché questo è il solo mezzo per ripristinare la forma della legalità». Nitti scriveva ad Amendola: «Bisogna che l'esperimento fascista si compia indisturbato». E Anna Kuliscioff a Turati: «Nessuno potrebbe raggiungere la pacificazione se non Mussolini». Salvemini, l'antifascista più irriducibile, giungeva a dire: «Bisogna augurarsi che Mussolini goda di una salute di ferro, fino a quando non muoiano tutti i Turati…». In questo libro appassionante come un romanzo, Bruno Vespa racconta come e perché tre anni di guerra civile (1919-1922) consegnarono il potere all'uomo che l'avrebbe tenuto per un ventennio e perché la «democrazia autoritaria» del primo biennio (1923-1924) si trasformò in dittatura dopo il delitto Matteotti. Gli slogan e gli errori di un secolo fa sono stati spesso richiamati nell'attuale polemica politica, italiana e internazionale. Vespa ne disegna il panorama completo, mettendo al centro della scena Matteo Salvini che, con la clamorosa vittoria della Lega alle elezioni europee del 2019, ha ribaltato gli equilibri politici, aprendo una crisi al buio che, invece di portare di nuovo alle urne, ha fatto nascere per la prima volta nella storia italiana un governo di segno opposto al precedente, ma presieduto dallo stesso premier, Giuseppe Conte. L'autore, che ha incontrato tutti i protagonisti della scena politica, racconta tattiche, strategie e retroscena di una battaglia senza esclusione di colpi: dalla nascita del partito di Matteo Renzi ai patemi del Pd di Zingaretti dopo la scissione, dalla ritrovata unità del centrodestra nella grande manifestazione romana di piazza San Giovanni del 19 ottobre 2019 per far cadere il governo all'implicita alleanza non dichiarata tra Luigi Di Maio e lo stesso Renzi per evitare che Conte diventi il nuovo leader del centrosinistra.
Solferino, 2019
Abstract: Come il benessere ha impedito all'Occidente di vedere dieci anni fa l'arrivo di una profonda crisi finanziaria, così oggi sembra che un lungo periodo di pace abbia cancellato la memoria delle tragedie del Novecento e i sacrifici per la democrazia. In queste pagine Federico Fubini e Ivan Krastev riflettono sul grande rischio che corre quell'impero diviso che è oggi l'Unione europea: spaccato fra ricchi e poveri, fra sicuri e insicuri, orientali e occidentali, meridionali e nordici. A trent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, che archiviava il socialismo reale, una nuova guerra fredda sembra spaccare il Continente, tra centro e periferia, esacerbata dal risentimento sovranista. Una frattura che emerge in queste pagine attraverso una disamina impietosa di una larga schiera politica e intellettuale che ha sottovalutato i problemi dell'adozione di un unico modello vincente, quello tedesco e dell'Europa di maggior successo, da parte delle regioni più arretrate. Il nazionalismo si nutre anche di complessi d'inferiorità e voglia di rivincita. La posta in gioco, ora più che mai, sono la tolleranza, la tenuta della democrazia e delle libertà economiche che avrebbero dovuto garantire il progresso per tutti in questo secolo. Krastev e Fubini presentano un bilancio della nostra storia contemporanea, che diventa riflessione sui tempi che ci attendono nell'età dei populismi.
Mimesis, 2019
Abstract: Il discorso pubblico sull'immigrazione è un'arena dominata da attori politici che spingono al limite le proprie idiosincrasie, individuando "nemici pubblici" su cui canalizzare i disagi e le ansie dei cittadini. L'immigrazione è un tema emotivamente coinvolgente, che viene visto come uno strumento per raggiungere obiettivi utilitaristici: l'incremento dell'audience per i media e dei consensi per i leader di partito. Si impongono così parole e gesti basati sull'idea che "gli immigrati sono una minaccia". Più che domandarsi perché molti politici facciano ricorso a questo schema, il libro intende rispondere alla domanda sul perché esso abbia tanto successo. Nella costruzione sociale dell'immigrato come minaccia, il ruolo giocato dall'alto (l'imbroglio che semplifica un fenomeno epocale e promette soluzioni impossibili) è preponderante, ma non è l'unico elemento a pesare. Vi è anche una visione dal basso (la rabbia della gente), che matura nel contesto disumanizzato delle periferie urbane ed è inasprita dalla crisi economica e sociale. L'obiettivo è comprendere questo punto di vista allo scopo di superarlo.
Il principe digitale / Mauro Calise, Fortunato Musella
Laterza, 2019
Abstract: Lo tsunami Web ha cambiato, in pochi anni, il DNA della nostra società. I numeri del cambiamento sono quelli di un salto quantico. Negli ultimi quattro anni gli abitanti del pianeta terra connessi – gli internauti – sono passati da 2 miliardi e duecento milioni a 4 miliardi, con tre quarti impegnati anche nei social network. In cinque anni si è superato l’ammontare di dati trasferiti nell’intera storia dell’umanità. Al centro della mutazione genetica, però, non ci sono i dati. Ma l’uso che le persone ne fanno. Un uso personale. Il connubio tra individui e dati esponenzialmente cresciuti ha generato una nuova dinamica relazionale, che ha scardinato l’infrastruttura sociale costruita negli ultimi due secoli. Siamo passati dalle connessioni alla connettività. Dalla connectedness, frutto dei rapporti che ciascuno di noi intesse di propria volontà, alla connectivity, il tessuto cibernetico che le macchine ci confezionano addosso, nella mente e nel corpo. Dall’Attore che fa la rete, alle reti che fanno gli attori. Questa iperpersonalizzazione ha conseguenze in ogni campo della vita associata: dalle relazioni personali alla finanza, dal gaming al lavoro, dall’informazione alla formazione. Ma la conseguenza più dirompente riguarda la politica. Ogni cittadino sviluppa le proprie convinzioni nella autonomia autoreferenziale della rete e facendo al tempo stesso – sempre grazie al web – cortocircuito con centinaia di migliaia di naviganti. Il cittadino-utente si muove in apparente autonomia, ma in realtà è vincolato alle forme e agli spazi che l’algoritmo consente. Un individualismo di massa, autocentrato e acefalo, ma, al tempo stesso, iperconnesso. Un modello esistenziale – e mentale – inedito. In un testo agile e diretto, gli autori affrontano il nodo al centro del cambiamento della politica italiana: le trasformazioni innescate dai social network nelle campagne elettorali, nei partiti e, più in generale, nella cultura di massa. Concludendo con alcune proposte per trasformare i pericoli della Rete in una occasione di riscatto sociale.
L'epidemia sovranista : origini, fondamenti e pericoli / di Sergio Romano
Longanesi, 2019
Abstract: Nell’ultimo decennio si è assistito alla nascita di numerosi movimenti populisti confluiti tutti nella definizione di «sovranismo» e viene da chiedersi perché così tante società nazionali siano convinte di avere perduto la propria sovranità e vogliano riconquistarla. Le motivazioni e lo stile di tale rivendicazione cambiano da un Paese all’altro. I due maggiori partiti sovranisti italiani, per esempio, hanno priorità diverse e tratti diversi da quelli dei Paesi scandinavi. Il sovranismo americano, soprattutto dopo l’elezione di Donald Trump, non è quello ungherese di Viktor Orbán o quello francese di Marine Le Pen. Ma tutti rappresentano società che hanno accumulato insoddisfazione e malumore contro le formule politiche e i principi economici che sono stati per molti anni le colonne portanti della loro esistenza. Tutti hanno un nemico a cui attribuire la propria infelicità, vera o presunta. Sergio Romano indaga a fondo le origini, i rischi e le conseguenze delle nuove ondate di sovranismo. Attraverso numerosi esempi, spiega in che modo l’epidemia sia stata favorita da altri fenomeni. E offre nuovi e interessanti spunti su quelli che potrebbero essere i rimedi per curare un male che pare in inarrestabile crescita. Un punto di vista inatteso che mette in discussione l’Europa così come è stata pensata fino a oggi.
Saggio sui potenti / Piero Melograni
Einaudi, 2019
Abstract: I capi hanno il potere di risolvere ogni problema della società? Le decisioni sul vivere comune sono prese con reale cognizione di causa? Quali affanni e debolezze agitano chi anela al comando? Gli uomini divinizzano troppo spesso il potere. Attribuiscono ai capi una facoltà pressoché illimitata di modificare la storia del mondo. Immaginano che i governanti esercitino un pieno controllo sulla politica, sull'economia, sulle burocrazie, sugli apparati militari. Ma si ingannano. La realtà del potere è diversa dalle apparenze. Un capo conosce molto poco il mondo che lo circonda, e molto poco riesce a trasformarlo. Quanto più grandi sono le responsabilità che si assume, tanto più grandi sono gli ostacoli che egli incontra nel conoscere e nell'agire. Con una scrittura chiara, brillante e tagliente Piero Melograni ha vivisezionato il potere non solo politico ed economico, ma anche quello che risiede fuori dai palazzi, quello che viviamo ogni giorno all'interno delle piccole dinamiche che regolano le nostre vite quotidiane.
I pesci dell'amarezza / Fernando Aramburu ; traduzione di Elisa Tramontin
La nuova frontiera, 2008
Abstract: Un padre si aggrappa alla routine e alla cura maniacale dei pesci del suo acquario per non affrontare il trauma della figlia invalida; una coppia, infastidita dalle minacce dei terroristi contro un vicino, desidera solo che quest'ultimo cambi rapidamente casa; una ragazza ricorda un vecchio compagno di giochi che poi diverrà suo complice nella preparazione di un attentato; una donna cerca di resistere in tutti i modi alla violenza di chi vuole che lasci il paese... Fernando Aramburu, basco anche lui, ma che da anni vive in Germania, utilizza il conflitto basco come materiale per un libro che ha scosso le coscienze degli spagnoli. Una successione di storie, tutte ambientate in quel lembo di terra stretto tra l'Atlantico e i Pirenei, che mettono al centro del loro interesse non tanto i protagonisti di questa guerra senza fine, quanto la gente comune che, senza nessuna colpa, paga in prima persona il clima di violenza e odio. Con una parola presa in prestito dalla cronaca dei nostri giorni, i veri protagonisti di queste storie sono i danni collaterali delle azioni terroristiche e della repressione della polizia. Le vittime involontarie dell'ultimo gruppo terroristico dell'Europa occidentale.
Ripartiamo dalle basi : cassetta degli attrezzi per capire l'attualità e la politica / Emilio Mola
Rizzoli, 2022
Abstract: Oggi siamo subissati da informazioni in ogni momento, in ogni luogo, come mai era accaduto prima. Ma se una volta c'erano professionisti del settore a fungere da filtro tra notizia e fruitore, con l'avvento dei social oggi ognuno di noi si ritrova di fatto abbandonato a se stesso. Se in qualche caso il problema è distinguere il vero dal falso, in altri il punto è semplicemente riuscire a capirci qualcosa. Perché l'informazione, anche quella più sana e fedele ai fatti, ha un grande ma inevitabile difetto: dà per scontato che si sappia di che cosa si stia parlando. Per esigenze di tempo e di spazio, i media sono spesso costretti a far riferimento per esempio al debito pubblico supponendo che chi ascolta o legge sappia a prescindere che cosa sia, come si formi, chi lo detenga; o a discutere di immigrazione dando per scontato che se ne conoscano sempre i meccanismi e le reali cifre; o di istituzioni europee immaginando che tutti effettivamente sappiano che cosa siano e cosa facciano la Commissione europea, il Consiglio europeo o altri organismi. Emilio Mola è uno dei giovani commentatori politici più seguiti e condivisi sui social proprio perché fa chiarezza, aiuta a orientarsi, smonta false credenze, fornisce gli strumenti per diventare cittadini consapevoli del mondo in cui viviamo
Einaudi, 2022
Abstract: L'inglese George Orwell, intellettuale antifascista per antonomasia, uno degli scrittori piú impegnati del presente, e l'americano Henry Miller, esule volontario, accanito bohémien, pessimista convinto, edonista allergico a ogni genere di militanza. Nonostante il reciproco rispetto, due visioni del mondo agli antipodi, le loro. Eppure, nel suo celebre saggio del 1940, Orwell riconosce agli artisti il diritto di trovare rifugio «nel ventre della balena», quello spazio buio e imbottito che, separando lo scrittore dal mondo esterno, gli consente di mantenere un atteggiamento di distacco e indifferenza, benefico per la creazione. A partire da quello scritto, Ian McEwan affronta il tema della responsabilità dello scrittore, eternamente in tensione tra obbligo costante e libertà divina, e ci conduce a un bivio ineludibile nei nostri tempi inquieti, quello fra impegno politico e integrità estetica.