Trovati 147 documenti.
Trovati 147 documenti.
Anonima romana editoriale, 1933
Tip. Camera Dei Deputati, C. Colombo, 1912
Établissements généraux d'imprimerie, 1929
L'invenzione di un impero : politica e cultura nel mondo portoghese (1450-1600) / Giuseppe Marcocci
Roma : Carocci, 2011
Abstract: Le navigazioni atlantiche dei portoghesi gettarono le basi del colonialismo europeo. Grazie alle conquiste in Africa, Asia e America, il piccolo regno di Portogallo si trasformò nel primo impero coloniale di età moderna, un modello destinato a una grande fortuna. Guerre agli infedeli, tratta degli schiavi, sovranità sui mari, monopoli commerciali... In un fresco stile narrativo il libro racconta le reazioni dei portoghesi di fronte ai dubbi aperti da un inaudito dominio su terre e uomini, con particolare riguardo alla circolazione delle idee tra regno e colonie. Perché in Portogallo non vi fu un dibattito sulle conquiste analogo a quello che infiammò la vicina Castiglia? Qual era il rapporto tra religione e commercio in una cultura che descriveva le spezie come sacre? Come si fuse l'impero portoghese nel grandioso processo della mondializzazione iberica che si realizzò sotto il potere degli Asburgo tra Cinque e Seicento?
Carocci, 2024
Abstract: Il colonialismo si è intrecciato con la storia d'Italia dall'Ottocento alla seconda guerra mondiale e ha proiettato la sua ombra anche nel periodo repubblicano, fino ai giorni nostri. Muovendo dal più recente dibattito storiografico, il volume ricostruisce per la prima volta in maniera sistematica e sintetica la storia dell'espansionismo italiano in Africa in età liberale e durante il ventennio fascista e ripercorre le vicende delle sue eredità e implicazioni nell'Italia del secondo Novecento e del XXI secolo. Si raccontano non solo i progetti politici, le relazioni diplomatiche, le operazioni militari, le violenze dell'occupazione, le leggi razziste, ma anche i movimenti di persone da e per l'Africa e il modo con cui la scuola, i libri, i film, la scienza e i monumenti hanno reso possibile l'espansione, contribuendo a costruire immaginari che influenzano ancora oggi le vite di milioni di donne e di uomini.
Mimesis, 2014
Abstract: Questa è la storia del monumento noto ai romani come obelisco di Axum, una stele funeraria di "granito bigio africano", dell'altezza di circa 23,5 metri e del peso di circa 152 tonnellate, proveniente dagli altopiani etiopici, o meglio dall'antica città di Axum, la "seconda Gerusalemme". Dopo la fine della guerra di occupazione italiana e la proclamazione dell'impero, il monumento, che giaceva in terra in cinque pezzi, fu prelevato e trasportato, tra grandi difficoltà, da Axum a Massaua, sul Mar Rosso, superando una distanza di circa 400 chilometri a forti dislivelli, lungo strade con curve a raggi minimi; di lì raggiunse l'Italia via mare e fu ricomposto nella Capitale, al Circo Massimo, ed inaugurato il 31 ottobre 1937, come splendida preda di guerra. Il trattato di pace del 1947 prevedeva per l'Italia l'obbligo di restituire, entro diciotto mesi, tutte le opere d'arte, gli archivi e gli oggetti di valore religioso o storico appartenenti all'Etiopia o ai suoi cittadini e portati in Italia dopo il 3 ottobre 1935, data di avvio della guerra di occupazione. La restituzione della stele di Axum, sostenuta a partire dagli anni Novanta, oltre che dalla mobilitazione etiopica, anche da una campagna internazionale, si è perfezionata il 25 aprile 2005, con un lungo e travagliato percorso diplomatico, spesso condizionato da omissioni e reticenze politiche, oltre che da vere o presunte difficoltà tecniche e finanziarie.
Vele e cannoni / Carlo M. Cipolla ; [traduzione di Franco Praussello]
Nuova ed. / a cura di Franco Angiolini
Bologna : Il mulino, c1999
Intersezioni ; 197
Abstract: Che cosa ha reso possibile nel Cinquecento la supremazia mondiale dell'Europa? Fu grazie a nuovi tipi di veliero che i paesi europei poterono varcare i mari e scoprire nuove terre; e fu con i cannoni che si assicurarono un incontrastato e secolare dominio sugli oceani, e poi sulla terra. L'Europa riuscì così ad aprirsi la strada delle lontane isole delle spezie, a ottenere il controllo delle più importanti rotte, a fondare imperi coloniali, trasformandosi in una civiltà audace e aggressiva. Ancora una volta Cipolla illumina il rapporto fra progresso tecnologico e fattori economici, sociali, politici.
Bologna : Il mulino, copyr. 1985
Ce qu'un americain pense de la... politique coloniale de l'Angleterre / / Poultney Bigelow
London : Darling & son, 1915
Faccetta nera : storia della conquista dell'impero / Arrigo Petacco
Milano : Mondadori, 2003
Abstract: Nei primi decenni del secolo scorso la parola Abissinia occupava un posto di rilievo nell'immaginario collettivo degli italiani. Bastava nominarla per evocare non solo luoghi esotici divenuti mitici grazie alle imprese militari in terra d'Africa compiute dal nostro paese in epoca post-risorgimentale, ma anche un confuso groviglio di desideri inespressi: il fascino dell'ignoto, la ricerca dell'isola felice, a cui si accompagnavano la volontà di rivalsa per le sconfitte subite in Etiopia nell'Ottocento. In questo clima si gettarono le basi del progetto imperiale mussoliniano che culminò nella guerra d'Abissinia. Gli stati d'animo e le aspettative di quegli anni offrono ad Arrigo Petacco lo spunto per ripercorrere l'intero arco dell'avventura coloniale italiana.
L'età delle scoperte : i nuovi mondi dei secoli XV-XVII / Gonzalo Zaragoza
Milano : Fenice 2000, copyr. 1996
Faccetta nera : storia della conquista dell'impero / Arrigo Petacco
Milano : Mondadori, 2005
Abstract: Nei primi decenni del secolo scorso la parola Abissinia occupava un posto di rilievo nell'immaginario collettivo degli italiani. Bastava nominarla per evocare non solo luoghi esotici divenuti mitici grazie alle imprese militari in terra d'Africa compiute dal nostro paese in epoca post-risorgimentale, ma anche un confuso groviglio di desideri inespressi: il fascino dell'ignoto, la ricerca dell'isola felice, a cui si accompagnavano la volontà di rivalsa per le sconfitte subite in Etiopia nell'Ottocento. In questo clima si gettarono le basi del progetto imperiale mussoliniano che culminò nella guerra d'Abissinia. Gli stati d'animo e le aspettative di quegli anni offrono ad Arrigo Petacco lo spunto per ripercorrere l'intero arco dell'avventura coloniale italiana.
Gli imperi coloniali : la vecchia Europa alla conquista del nuovo mondo
[Bresso] : Hobby & Work, copyr. 2004
Abstract: I vascelli da guerra, il conflitto anglo-olandese, i compromessi internazionali, i grandi ammiragli, gli eterni nemici, la tattica navale, le imprese dei conquistatori... Il volume, illustrato con riproduzioni di disegni e dipinti d'epoca, si concentra sulla costituzione dei grandi imperi coloniali che videro l'Europa dominare il mondo. Età di lettura: da 10 anni.
Torino : Bollati Boringhieri, 2003
Abstract: La prima parte, più generale, mette in luce l'ideale fascista dell'ordine nuovo in un dopoguerra vittorioso. Viene delineato il profilo degli italiani conquistatori e si esplorano l'influenza dell'ideologia fascista, la percezione delle popolazioni civili, i processi d'interiorizzazione e di pratica della violenza. La seconda parte approfondisce sia l'aspetto delle relazioni tra autorità occupanti e governi dei territori occupati, sia lo sfruttamento economico. Analizza inoltre l'italianizzazione forzata delle province annesse e l'albanizzazione del Kosovo e della Macedonia occidentale.
Storia della spedizione portoghese in Abissinia nel secolo 16. / narrata da Michele De Castagnoso
Voghera Carlo, 1888
Tip. della Camera dei deputati, 1927
La colonizzazione dell'impero / Attilio Teruzzi
Rivista delle Colonie, 1938
La colonizzazione come ringiovanimento della stirpe / Mario Dorato
Rivista delle colonie, [1938?]
Il discorso alla Camera e le dichiarazioni al Senato del sottosegretario di Stato all'A. I.
Rivista delle Colonie, 1938
Neri Pozza, 2015
Abstract: Il conflitto contro l'Etiopia, scoppiato il 3 ottobre del 1935, rappresenta uno dei momenti più bui della storia d'Italia: una guerra dispendiosa, costellata di atrocità impunite e su cui negli anni calò “una spessa cortina fumogena”. Fu “la più grande campagna coloniale che la Storia ricordi”, con numeri paragonabili a quelli dei francesi in Algeria e degli americani in Vietnam. Basti pensare che l'Italia inviò mezzo milione di soldati, un'aviazione all'avanguardia, una flotta preparata e ben cinquantamila volontari. Il massiccio sfoggio di forze era giustificato dalla vera motivazione politica del conflitto: Mussolini voleva fondare la “grandiosa nuova Italia”, uno stato capace di conquistarsi il suo posto al sole e di competere con le grandi potenze mondiali. In più, riteneva che con il conflitto gli industriali gli sarebbero stati debitori per l'incremento dell'industria bellica, il ceto medio avrebbe rimpolpato le file dei ministeri coinvolti e il proletariato avrebbe partecipato alle mobilitazioni. Articolato in cinque sezioni, il saggio di Belladonna si serve delle teorie degli storici Giorgio Rochat e Anthony Mockler per analizzare i mesi precedenti allo scoppio; segue l'avanzata dell’aviazione e la flotta del Duce; descrive il massacro di Debrà Libanòs; insiste sugli effetti del gas impiegato da Mussolini (il cui uso è stato ammesso dall’Italia soltanto nel 1996), spingendosi persino in Somalia o nei Balcani a rintracciare altri esempi scellerati di un colonialismo italiano a dir poco disumano.