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Semplicemente Tini. Vi racconto la storia della mia vita
Salani Editore, 25/09/2014
Abstract: L'AUTOBIOGRAFIA UFFICIALE DI VIOLETTA, L'IDOLO DELLE RAGAZZINE DI TUTTO IL MONDO. *** Martina Stoessel per la prima volta si racconta: i primi passi, la scuola, i piccoli grandi segreti, i primi amori, la famiglia, le amicizie, le speranze, i primi provini, il successo, il look, lo stile, i modelli e molto altro ancora. In queste pagine, con incredibile coraggio e passione, Martina Stoessel ci invita a entrare nel suo mondo e ci mostra la parte più vera di sé, compreso il percorso che l'ha portata a interpretare Violetta e a diventare una delle star più popolari al mondo, la protagonista assoluta di uno dei più grandi fenomeni di tutti i tempi. "Qui troverete tutto su di me, quello che ho voluto scrivere per voi perché so che abbiamo un legame speciale. È tanto che avevo voglia di scrivere questo libro e condividere con voi ciò che provo e ciò che penso. Cercherò di raccontarvi cosa mi è successo in questi anni, da quando sognavo di essere una cantante famosa fino a quando ogni cosa cominciò a cambiare il giorno in cui Violetta entrò nella mia vita. Molti mi ricorderanno solo per avere interpretato Violetta e sarà sempre un onore, ma io sono Martina e mi farebbe piacere che mi conosceste per come sono, semplicemente Tini".
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Mai più paura della matematica
Feltrinelli Editore, 23/09/2016
Abstract: Molti di noi hanno vissuto e vivono ancora sulla propria pelle gli effetti nefasti della sindrome chiamata "paura della matematica"; anche i negazionisti convinti (per i quali la matematica è un'opinione) nascondono trascorsi piuttosto sofferti con equazioni, moltiplicazioni e radici quadrate. Giovanni Filocamo ha fatto la sua diagnosi: la paura è l'effetto e non la causa di esperienze scolastiche deludenti, durante le quali ci hanno presentato i numeri con molta autorità e poca immaginazione. La matematica, invece, non presuppone abilità innate né un particolare talento: basta solo smettere di darci degli incompetenti e soprattutto non avere paura di sbagliare, perché anche gli errori sono interessanti e le vie alla soluzione molteplici. Escludendo chi si trova agli estremidello spettro (chi è affetto da inguaribile pigrizia, e chi invece dalla ben più seria discalculia), Mai più paura della matematicaaccompagna il lettore curioso in un viaggio attraverso la "regina delle scienze" per sentieri avvincenti, pieni di sfide ma senza tranelli. Portandoci a scoprire come la nostra vita quotidiana sia colma di ragionamenti matematici che facciamo spesso in modo inconsapevole. Che dobbiate cimentarvi con la teoria del caos, con la domanda "Quanto sono lunghe le coste della Gran Bretagna?"o con una equazione, grazie a questo manuale semplice, innovativo e divertente vi scoprirete tutti un po' matematici.
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Gallucci, 26/09/2014
Abstract: "Facciamo merenda!" è il grido di gioia dei più piccoli a metà mattina e pomeriggio. Con questo agile manuale mamme e papà potranno rispondere all'appetito dei figli con tanti spuntini originali, tutti sani e gustosi. Basta seguire passo passo le ricette facili e divertenti di Miralda, fotografate e illustrate con gli originali disegni di Cevì, per preparare merende dolci o salate insieme ai bambini.Questi semplici manicaretti sono la migliore alternativa alle solite merendine industriali e sono altrettanto pratici da portare a scuola o al parco, da condividere con gli amici al mare, da mettere in tavola per fare festa. Ricette ispirate ai sapori di una volta, quando il rito della merenda si celebrava con pane, burro e zucchero o pane e salame.
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Feltrinelli Editore, 26/09/2014
Abstract: L'amico Kaede ha lasciato il Giappone per l'Italia e Yoshie si ritrova di nuovo da sola. Stavolta, però, la vita in città sembra farle meno paura. Il quartiere le è amico, e le giornate scorrono nella continua scoperta di piccoli motivi di felicità. La giovane impara a leggere nel cuore delle persone, a scorgerne l'anima fragile oltre la maschera di durezza che indossano nella loro quotidianità troppo indaffarata. Riuscirà a lasciare anche qui una traccia lieve, a trovare le parole giuste per portare conforto agli abitanti soli e affaticati della città? E che ne sarà della sua storia con Shin'ichiro¯? Saprà resistere alla nostalgia di Kaede e della nonna? La storia di Yoshie continua, alla ricerca di una città diversa, in cui vivere ogni giorno l'incantesimo dell'amicizia e dell'amore.
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Il cacciatore del buio. La trilogia di Marcus
Longanesi, 29/09/2014
Abstract: "Se non sarà fermato, non si fermerà.""Grande. Basterebbe un aggettivo per definire le qualità davvero uniche di Donato Carrisi."TTL - La stampa"Ogni suo delitto, ogni indizio che lascia sono parti di un racconto che solo attenti e sensibili lettori riescono a comprendere. Ecco, in questo porsi dal punto di vista del mostro sta la cifra particolare – e il fascino – della narrativa di Donato Carrisi."Corriere della Sera - Ranieri PoleseNon esistono indizi, ma segni. Non esistono crimini, solo anomalie. E ogni morte è l'inizio di un racconto. Questo è il romanzo di un uomo che non ha più niente – non ha identità, non ha memoria, non ha amore né odio – se non la propria rabbia... E un talento segreto. Perché Marcus è l'ultimo dei penitenzieri: è un prete che ha la capacità di scovare le anomalie e di intravedere i fili che intessono la trama di ogni omicidio. Ma questa trama rischia di essere impossibile da ricostruire, anche per lui. Questo è il romanzo di una donna che sta cercando di ricostruire se stessa. Anche Sandra lavora sulle scene del crimine, ma diversamente da Marcus non si deve nascondere, se non dietro l'obiettivo della sua macchina fotografica. Perché Sandra è una fotorilevatrice della polizia: il suo talento è fotografare il nulla, per renderlo visibile. Ma stavolta il nulla rischia di inghiottirla.Questo è il romanzo di una follia omicida che risponde a un disegno, terribile eppure seducente. E ogni volta che Marcus e Sandra pensano di aver afferrato un lembo della verità, scoprono uno scenario ancora più inquietante e minaccioso. Questo è il romanzo che leggerete combattendo la stessa lotta di Marcus, scontrandovi con gli stessi enigmi che attanagliano Sandra, vivendo delle stesse speranze e delle stesse paure fino all'ultima riga.E non dimenticherete più.Con Il cacciatore del buio Donato Carrisi consacra definitivamente la sua verve immaginativa e il suo stile, pietre miliari con le quali gli altri scrittori dovranno confrontarsi. Una trama piena di svolte inattese, una scrittura ricca di immagini ammalianti e scorrevole al punto da essere travolgente: Carrisi ormai è una vera e propria "firma" che ha lasciato il segno nelle classifiche e nei lettori, non soltanto in Italia ma in tutto il mondo.
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Neri Pozza, 29/09/2014
Abstract: Sono trascorsi tredici anni da quando Tatiana è con Holly ed Eric. Tredici anni da quando, in Russia, l'hanno raccolta in una coperta logorae, tremanti di gioia, l'hanno portata con loro in America. Tredici anni in cui la piccola Tatty è diventata una bellissima quindicenne, una ballerinarussa dolcissima e vagabonda, l'amore della loro vita.Ora è la vigilia di Natale e fuori casa il vento fischia come un tendine teso tra gli alberi, e nevica. Una neve incredibilmente bianca. Eric si è avventurato nella tormenta per andare a prendere i suoi genitori e celebrare con tutta la famiglia il Natale.Holly dovrebbe essere felice in quel giorno di festa. Dovrebbe indossare le scarpe e mettersi il profumo e gli orecchini. E invece si dirige subito in cucina con i piedi nudi protetti solo dai collant e uno strano pensiero in testa che non riesce a scacciare. Il pensiero che tredici anniprima qualcosa di terribile deve averli seguiti dalla Russia. È un'idea assurda, inammissibile, ma Holly ne percepisce, ne avverte chiaramente la verità da quando si è svegliata in quella mattina d'inverno.Come spiegarsi, infatti, gli eventi accaduti? La gatta che improvvisamente si trascina via le zampe posteriori e la coda? Il rigonfiamento sul dorso della mano di Eric, un minuscolo terzo pugno da omuncolo che i medici trascurano come cosa da niente, ma che non sparisce? Lazia Rose, che si è messa a parlare in modo strano, in una lingua sconosciuta? Le galline che si sono alleate tutte contro una - la sua preferita - beccandola a morte e abbandonandola lí, distrutta, dimenticata? La carta da parati che si stacca in bagno, senza alcun motivo, sempre lo stesso angolo, e senza che vi sia modo di fissarla? E i dischi, tutti graffiati dall'oggi al domani, irrimediabilmente rovinati? E, infine, la macchia di umidità che è comparsa, senza che nessun operaio capisca come e perché, proprio al di sopra del tavolo in sala da pranzo, e che ricorda vagamente un viso? Qualcosa li ha seguiti dalla Russia. Holly se lo sente dentro, come un dolore bruciante. Una pressione enorme nei polmoni.Nella sua stanza, Tatiana, la "regina delle fate", la loro piccola Tatty, dorme con un braccio pallido abbandonato sulla trapunta chiara, i capelli scuri sparpagliati sul cuscino, la pelle bianchissima, di porcellana, la figura cosí perfettamente immobile da sembrare un quadro…"Stupefacente storia di un sisma familiare" (L'Express), Un animo d'inverno è stato uno dei romanzi rivelazione dell'ultima stagione letteraria. Con la precisione della sua scrittura, il suo ritmo serrato e il suo inaspettato e sconvolgente finale, il libro è stato accolto da un grande successo di pubblico e di stampa negli Stati Uniti e in Francia."Qualcosa di orribile e ignoto impregna l'atmosfera di questoavvincente romanzo psicologico.La Kasischke sa mescolare abilmente il ritratto di una donna turbatacon una trama piena di colpi di scena che culmina in un finalesconvolgente".Publishers Weekly"Dire che il linguaggio della Kasischke è "poetico" non basta. Ci catapultasu un altro piano dell'esistenza, fatto di specchi e riflessi".New York Times Book Review"Sconvolgente".Vogue.comRomanzo vincitoredel Gran Premio delle lettrici di Elle.
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Beat, 30/09/2014
Abstract: Varvara Nikolaevna ha sedici anni e le guance rosate quando diventa una "protetta della Corona", una di quelle ragazze, orfane o abbandonate, al servizio dell'imperatrice Elisabetta Petrovna, la figlia minore di Pietro il Grande, salita al trono di Russia nel 1741.Orfana di un legatore polacco apprezzato a corte, svelta e già priva di tutte le illusioni proprie dell'adolescenza, abbastanza carina da doversi difendere da mille attenzioni nei corridoi del Palazzo d'Inverno, Varvara Nikolaevna rimarrebbe una delle innumerevoli e anonime ragazze del guardaroba imperiale, una goffa cucitrice vessata dalla sprezzante capocameriera di corte madame Kluge, se non si imbattesse un giorno nel conte Bestužev. Elegantissimo coi suoi completi di velluto che arrivano da Parigi e i suoi bastoni dalle splendide impugnature d'argento, Bestužev si aggira tra le mura del palazzo come se fosse il signore del creato. Cancelliere di Russia e,secondo le voci ricorrenti tra le cucitrici, uno degli uomini che riscaldano spesso il letto di Elisabetta Petrovna, il conte cerca di non lasciarsi sfuggire nulla di ciò che accade nella residenza imperiale. Nella giovane Nikolaevna scorge una possibile portatrice della "verità dei sussurri", la servetta capace di aprire cassetti nascosti nei secrétaire, di staccare e ripristinare abilmente la ceralacca dalle lettere, di riconoscere all'istante libri cavi, bauli con doppi fondi, meandri di corridoi segreti. Dopo averla istruita all'arte di origliare senza farsi scoprire, le affida perciò il più delicato dei compiti: tenere d'occhio la principessa Sofia Federica Augusta Anhalt-Zerbst, la giovanissima tedesca scelta da Elisabetta come consorte dell'orfano di sua sorella, Karl Peter Ulrich, duca di Holstein, il quindicenne smilzo e tutto pelle e ossa che l'imperatrice ha ribattezzato Pietro Fëdorovicˇ, e nominato principe ereditario.Fanciulla dalla figura sottile e aggraziata e una certa morbidezza negli occhi azzurri, in vivido contrasto con i capelli neri come l'ala del corvo, Sofia Zerbst, la futura imperatrice Caterina la Grande, non tarderà, tuttavia, ad apprendere, con l'inaspettato sostegno della giovane Nikolaevna, che la vita è una partita in cui tutti i giocatori barano.Tra amori clandestini, attentati sanguinari e splendide ricostruzioni storiche, Il Palazzo d'Inverno narra dell'ascesa al potere di una delle imperatrici più moderne e amate di Russia: Caterina la Grande. E illumina, insieme, una straordinaria amicizia femminile: quella tra l'imperatrice e una servetta di corte, Varvara Nikolaevna, spia al Palazzo d'Inverno."Barocco e intimo, mondano e familiare, Il Palazzo d'Inverno offre uno splendido spaccato di storia, nascosto sotto un velo di puro divertimento".The Washington Post
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Neri Pozza, 30/09/2014
Abstract: Nella sala di lettura della biblioteca civica di Chicago, un giovane è irresistibilmente attratto da una ragazza seduta davanti a lui: ha un aspetto fragile e sicuro insieme, i capelli scuri che le arrivano alle spalle, il volto pallido senza trucco, uno sguardo fuori dell'ordinario…Tra un po' la ragazza si alzerà, e lui la seguirà fino al bar della biblioteca, dove scambierà con lei le prime parole. Le dirà che è svizzero e che sta scrivendo un libro sui treni di lusso americani. Saprà che lei si chiama Agnes, è americana, studia fisica e suona il violoncello. Il suo divertito cinismo la stuzzicherà talmente che si rivedranno spesso. Passeggeranno sulle sponde del lago Michigan a discutere con gravità tutta giovanile di arte e politica, scienza e sentimento. Si innamoreranno…Un giorno, però, Agnes gli chiederà: "Perché non scrivi una storia su di me? Così so che cosa pensi veramente". Lui lo farà e, nove mesi dopo, sarà costretto ad annotare: "Agnes è morta. L'ha uccisa un racconto. Di lei non mi è rimasto nulla, se non questo racconto".
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Adelphi, 01/10/2014
Abstract: Come un organismo che guizza e respira, questo romanzo nato due volte nell'universo creativo di Nabokov – all'origine in russo e quarant'anni dopo in inglese – vive nell'occhio che coglie il gesto più remoto e più preciso dell'esperienza comune, quello che infallibilmente colpirà il segno e accenderà la "scintilla sensoriale". Il naturalista incantatore si concentra sul dettaglio, lo isola, lo disperde, lo rifrange e con noncuranza ci restituisce una realtà chiara e non più revocabile.In una Berlino immaginaria, riflessa nelle vetrine, nelle pozzanghere, nelle lenti degli occhiali e negli specchi – quelli che riverberano un'identità molteplice e quelli che ingigantiscono e deformano i tratti –, Nabokov seziona e riassume tre figure e tre gradi della coscienza, tre stadi della percezione di sé e degli altri: dal malessere profondo e ottundente alla gretta volgarità con il suo lessico primitivo, fino a un intreccio più sottile di aspettative e delusioni. Giocando con le visite a sorpresa di amanti e di mariti, con il trompe-l'œil di falsi sbocchi e interpretazioni, con manichini semoventi e incidenti automobilistici, Nabokov ci descrive la bellezza vuota e rapace di una donna fredda, l'estasi labile e sgomenta di chi l'ammira, la felice astrazione di chi guarda e non vede."Re, donna, fante" è apparso dapprima in russo nel 1928 e poi in inglese nel 1968.
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Adelphi, 01/10/2014
Abstract: Mentre l'azione si dipana, mutandosi in un potente apologo, il Vice – il commissario di polizia protagonista di questo romanzo – tiene sempre nella mente l'incisione di Dürer intitolata "Il cavaliere, la morte e il diavolo", che lo ha accompagnato sulle pareti di tante stanze, nelle sue peregrinazioni da un ufficio all'altro, come se in quell'immagine si celasse il segreto di ciò che avviene intorno a lui. Solo che il mondo, ormai, sembra poter fare a meno del Diavolo. Forse perché "il Diavolo era talmente stanco da lasciar tutto agli uomini, che sapevano fare meglio di lui".
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Adelphi, 01/10/2014
Abstract: Nel febbraio del 1617, a Milano, Caterina Medici, serva "carnosa ma di ciera diabolica", viene condannata al rogo: "Sia condotta sopra un carro al luogo del pubblico patibolo, ponendole sulla testa una mitra con la dicitura del reato e figure diaboliche, e percorrendo le vie e i quartieri principali della città col tormentarla nel corpo con tenaglie roventi, per poi essere bruciata dalle fiamme...". In apparenza, uno dei tanti casi di stregoneria depositati nei nostri archivi. Ma la scrupolosa, o meglio accanita, ricostruzione che all'atroce caso – ricordato da Manzoni nel XXXI capitolo dei "Promessi sposi" – dedica Sciascia in questo libro del 1986 ci mostra che non è così, giacché tutta la vicenda nasconde tra le pieghe interrogativi e zone d'ombra. Nello sbrogliare l'esasperante "pasticciaccio" con le cadenze e il montaggio di un thriller, egli non si limita tuttavia a consegnarci una delle sue inconfondibili miniature microstoriche, ma dilata l'avversione della Chiesa Cattolica per le "antiche fantasie e leggende" a immagine dell'eterno schema che vede ogni "sistema dominante" combattere tutte le fonti di "ingiustizia, di miseria, d'infelicità" nel momento in cui "ingiustizia, miseria e infelicità" vengono da quello stesso sistema "in maggiore quantità e con accelerazione prodotte". Ancora una volta quel che preme a Sciascia è scrostare dalla Storia le innumerevoli maschere del potere, sino a svelarne il volto ripugnante e primigenio. E ancora una volta egli riesce ad assimilarsi sapientemente allo stile dei documenti, affidando la luce del giudizio al contrappunto mentale dei lettori.
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Adelphi, 01/10/2014
Abstract: Pietroburgo, nel 1905, è una città sconvolta dalla tempesta sociale, e il giovane Nikolaj Apollonovič, che si è legato a un gruppo rivoluzionario, diventa lo strumento di un attentato che ha come bersaglio suo padre Apollon, abietto campione dell'assurdità burocratica. Ma domina, su tutto, la "Palmira del Nord", le cui brume sfaldano e decompongono ogni comparsa che striscia lungo i vicoli fiocamente illuminati, tra bettole ammuffite e palazzi scrostati. I sommovimenti di inizio secolo, preludio di future tragedie, il demoniaco colore giallo dei comizi gremiti di una folla in trance: ogni cosa è in preda a una malefica possessione, che Belyj filtra attraverso la lanterna magica delle immagini.
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Adelphi, 01/10/2014
Abstract: Oltre che una meravigliosa romanziera, Irène Némirovsky è stata una eccellente autrice di racconti: ne scrisse per tutta la vita – fino alla vigilia dell'arresto. D'altronde, fra i suoi modelli letterari c'erano stati Čechov e Maupassant, di cui Irène amava l'asciuttezza, il cinismo venato di pietà, la bravura nel delineare in poche pagine un intero mondo. Qualità che ritroviamo nei racconti riuniti in questo volume – nove narrazioni folgoranti in cui la Némirovsky affronta i temi che le sono cari: il destino di attesa che segna la vita di molte donne, la solitudine astiosa in cui invecchiano molte altre, gli oltraggi che il tempo infligge alla bellezza, la nostalgia del passato, il rapporto tra madri e figlie.
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L'ultimo lupo mannaro in città
Salani Editore, 02/10/2014
Abstract: Questa è la storia di un lupo mannaro che vive in città, uno di quelli veri, che si sgranocchiano le bambine come fossero croccantini. E siccome i lupi mannari esistono solo nelle storie, questa è anche la storia della storia di un lupo mannaro che vive in città. Ma quando le storie finiscono, dove possono andare i lupi mannari? E quando finiscono i lupi, dove vanno le storie? Mah, forse proprio in un libro come questo. Insieme alle bambine col cappuccio rosso.
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BUR, 01/10/2014
Abstract: Nata austriaca, vissuta sotto l'Italia, morta all'ombra del Reich, Rosa Tiefenthaler è il simbolo dei tormenti di una terra di confine e delle contrastate vicende vissute da una generazione. Lilli Gruber, sua bisnipote, attinge alle parole del diario della bisnonna per raccontare una pagina di storia personale e collettiva: in una narrazione appassionata e tesa sul filo del ricordo, scorrono in queste pagine la fine dell'Impero austroungarico e il passaggio del Sudtirolo all'Italia, l'avvento del fascismo e le persecuzioni contro chi, come la famiglia di Rosa, non vuole rinunciare alla propria identità, fino all'ascesa inarrestabile di Hitler e all'esplosione della violenza nazista.Intrecciando testimonianze e documenti, lettere e memorie, l'autrice apre ai lettori le porte di un Sudtirolo dilaniato e splendido, dietro cui si stagliano un'Italia presa nella morsa della dittatura e un'Europa travolta dall'incubo delle guerre mondiali.
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Marsilio, 01/10/2014
Abstract: Cresciuto in Svezia, figlio di una donna che non ha mai conosciuto e di un guardaboschi che cerca disperatamente di scorgere all'orizzonte quel mare che ha dovuto lasciare da bambino, Hans Olofson è arrivato per caso nello Zambia. Profondamente colpito dall'immensa bellezza dell'Africa, pensa di potersi fermare per sempre. Ma un giorno, qualcuno uccide i suoi vicini, bianchi come lui. E Olofson comincia a sentirsi minacciato.
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MARSILIO, 01/10/2014
Abstract: Alla fine del diciannovesimo secolo un giovane esploratore svedese è in viaggio in Sudafrica alla ricerca di un insetto misterioso. Ai confini del deserto del Kalahari trova invece un bambino rimasto solo e decide di portarlo con sé in Svezia. Molo ha visto uccidere suo padre, non ha più nessuno. Anche se non impiegherà molto a imparare la nuova lingua e ad accettare il suo nuovo nome, la nostalgia per la sua terra non cesserà mai di tormentarlo. Con una bambina vicina di casa si prepara a costruire un'imbarcazione che gli permetta di raggiungere le coste africane. Ma un giorno la bambina viene trovata morta, con la gola tagliata e coperta di fango.
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Bompiani, 01/10/2014
Abstract: È ormai trascorso un anno da quando Malo è tornato dal Regno delle Ombre. Da allora Lili, la piccola mercante di sogni dagli occhi dorati, occupa tutti i suoi pensieri.Quando, in un luna park di Edimburgo, il ragazzo rivede due abitanti del paese immaginario, decide di seguirli, determinato a reincontrare la sua amica. Sfortunatamente, il Regno delle Ombre si è trasformato più in un incubo che in un sogno a occhi aperti.Trovato rifugio dal sinistro Sir Luke, Malo non si sente per nulla rassicurato dall'interesse del suo ospite verso una meravigliosa bambola di porcellana. Quali oscuri disegni nasconde il misterioso fabbricante di giocattoli?Malo farebbe qualsiasi cosa pur di non restare al suo servizio, ma l'amicizia merita di affrontare qualunque rischio...
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Bompiani, 01/10/2014
Abstract: L'Italia dal secondo dopoguerra ai primi anni settanta nei ricordi di un bambino e poi di un ragazzo che cresce in una famiglia di sinistra, ebrea e laica, colta e nevrotica.Una galleria di piccoli personaggi memorabili, raccontati con affettuosa ironia, sullo sfondo di un paese ricco di conflitti e speranze. Tra aneddoti esilaranti e ombre delle cupe tragedie del Novecento, una microstoria capace di restituire il sapore di un'epoca. Con un'idea centrale: la vita è una rappresentazione teatrale imbevuta di trucchi, di maschere e di artifizi, d'imbrogli e di magie. Rapporti familiari, amori, sesso, valori, religione, impegno civile, studi, lavoro: ovunque si scoprono i marchingegni dell'esistenza, a volte sporchi, a volte salutari.
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Feltrinelli Editore, 01/10/2014
Abstract: "Vai a cagare! Così, secondo José Saramago, doveva terminare questo romanzo. La morte gli ha impedito di scrivere la fine ma non ha portato via l'ultimo suo libro, un racconto stupendo e necessario per non lasciarsi spezzare da questi tempi disperati."Roberto Saviano