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Una vacanza sul lago
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Morgan, Sarah

Una vacanza sul lago

HarperCollins Italia, 15/07/2021

Abstract: CHI L'HA DETTO CHE NON PUOI SCEGLIERTI LA FAMIGLIA CHE VUOI? Flora desiderava che qualcuno tenesse a lei. Voleva essere importante per qualcuno. Avere un legame. Voleva trovare una persona che la conoscesse davvero e la considerasse indispensabile. Che senso aveva l'esistenza se non si era indispensabili per qualcuno? Se non si faceva la differenza nella vita di un'altra persona? "Una commovente storia di accettazione e amore." Woman's Weekly Flora Donovan è soddisfatta della propria vita, anche se sotto un effervescente ottimismo nasconde un insospettabile segreto: è sola. Rimasta orfana da bambina, non ha mai avuto veri legami affettivi… finché non incontra Jack Parker. Lui è il primo uomo che si sia mai accorto di lei come persona, e questa, nella sua vita monotona e tranquilla, è una piacevole novità. Izzy Parker ce la sta mettendo tutta, ma da quando ha perso la mamma, un anno fa, occuparsi del padre e della sorellina è l'unica cosa che la faccia sentire al sicuro. Così, scoprire che lui ha una nuova fidanzata le sembra un vero e proprio incubo, visto che non sta cercando una nuova madre. Poi suo padre invita Flora a trascorrere le vacanze estive insieme a loro nella casa sul lago… Flora non può che provare empatia nei confronti della scontrosa adolescente, ma sopra ogni cosa vuole che la relazione con Jack funzioni. Così, con il progredire dell'estate, si ritrova sempre più spesso a sfidare i propri limiti, fino a scoprire insospettabili aspetti di sé… e a trovare infine la famiglia che ha sempre desiderato. Con il suo stile frizzante e un cast di personaggi profondamente umani, Sarah Morgan ci regala una commovente storia d'amore e di rinascita che rimarrà a lungo nel cuore delle lettrici.

Amor
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Vilas, Manuel - Arpaia, Bruno

Amor

Guanda, 06/05/2021

Abstract: In questi componimenti poetici, impastati con quello stesso linguaggio evocativo che ha permesso a Manuel Vilas di conquistare i lettori nei suoi romanzi, ritroviamo i temi cari all'autore: la nostalgia del passato, la fatica del presente, l'amore, il sesso, la famiglia, i viaggi, il ricordo come lente attraverso cui guardare la vita. E poi ancora la musica, le letture, gli autori di riferimento che aiutano a capire se stessi e il mondo che ci circonda. Versi profondi, impregnati di dolore ma anche di speranza. Versi che parlano a tutti noi di quello che siamo stati, che avremmo voluto essere e che forse un giorno riusciremo a diventare.

L'Antonia. Poesie, lettere e fotografie di Antonia Pozzi scelte e raccontate da Paolo Cognetti
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Pozzi, Antonia

L'Antonia. Poesie, lettere e fotografie di Antonia Pozzi scelte e raccontate da Paolo Cognetti

Ponte alle Grazie, 29/04/2021

Abstract: È la storia di una ragazza dalle lunghe gambe nervose quella che Paolo Cognetti ha raccontato in questo libro, che scorre sotto i nostri occhi come un docufilm. Milano, la montagna e la scrittura sono le cose che sente di avere in comune con lei. La ragazza ha attraversato una manciata di anni del Novecento: la sua famiglia borghese l'ha imprigionata nel conformismo ma le ha dato la possibilità di fare esperienze precluse ad altre donne, come studiare all'università, viaggiare in tutta Europa, andare in montagna e scalare. Ha esplorato il mondo con desiderio ardente, ha esplorato sé stessa attraverso la fotografia e la poesia. Ha amato con sovrabbondanza e inesperienza, come i suoi pochi anni le hanno consigliato. La montagna è sempre statala sua maestra e il suo rifugio. Si chiama Antonia Pozzi ed è morta suicida nel 1938, ma qui rivive per noi attraverso foto, diari, lettere e poesie, frammenti di un'esistenza che palpita ancora grazie al racconto di Cognetti che, mescolando le proprie parole alle sue, ce la restituisce in un ritratto nitido e delicato: un omaggio a un'artista che, senza saperlo e senza volerlo, ha scritto un capitolo della storia del secolo scorso.

L'ultimo compagno
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Vecchio, Concetto

L'ultimo compagno

Chiarelettere, 29/04/2021

Abstract: Dalla viva voce di Emanuele Macaluso,il racconto autobiograficodi un grande protagonistadella sinistra italiana Un film lungo un secolo,sul filo della memoria,tra battaglie politichee cambiamenti socialiche hanno segnato un'epoca Con i documenti ineditidell'inchiesta per adulterioche lo portò in carcere "Bisognava ribaltare il mondo" ricorda Maca­luso evocando la sua iniziazione alla politica.Per oltre un anno e fino a pochi giorni prima della morte, Concetto Vecchio lo ha incontra­to nella sua casa romana, nello storico quar­tiere di Testaccio, per comporre un ritratto a figura intera ("più Emanuele e meno comu­nismo"). Una biografia non solo politica, ma anche umana e sentimentale, dove pubblico e privato s'intrecciano.Sul filo della memoria scorrono le pagine di questo libro che si legge come un romanzo del Novecento. L'infanzia nella Sicilia poveris­sima, dove i bambini lavoravano piegati tutto il giorno nelle miniere di zolfo. La tubercolosi contratta appena adolescente ("ero certo che sarei morto giovane"). L'impegno nel Pci clan­destino negli anni del fascismo, quando era ancora un ragazzo ma già ricopriva ruoli di ri­lievo. I maestri e gli amici di una vita (Luziu Boccadutri, Girolamo Momo Li Causi, Pio La Torre, Leonardo Sciascia, ragazzi fatti col filo e col ferro). Le lotte politiche ma anche le sto­rie d'amore ("quando gli alleati bombardarono Caltanissetta, io mi trovavo nel letto di Lina": per quella relazione con una donna sposata, di cui per la prima volta vengono a galla i docu­menti giudiziari e le lettere, Macaluso finirà in carcere per il reato di adulterio nel 1944, "colpevoli soltanto di amarci, questa era l'Italia miserabile di allora").L'impegno antimafia, il Sessantotto, il terrori­smo, gli anni Ottanta alla direzione de "l'Uni­tà" (sua la prima pagina il giorno dei funerali di Enrico Berlinguer: "TUTTI"), fino agli ultimi giorni, quando ormai era diventato un'icona della sinistra italiana.La storia di un comunista che disubbidiva. L'avventura di una vita fuori dal comune.

Memorie del sottosuolo
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Dostoevskij, Fëdor - Prina, Serena

Memorie del sottosuolo

Neri Pozza, 29/04/2021

Abstract: "Dostoevskij, con le Memorie dal sottosuolo, ha creato un personaggio nuovo destinato a dominare la narrativa occidentale nei prossimi cent'anni: il personaggio dell'antieroe nel quale è privilegiata non già la vita sociale ma la vita interiore"."Sono un uomo malato… Sono un uomo cattivo". Così comincia quest'opera che, come scrive Serena Prina nella postfazione a questa nuova edizione, annuncia "uno dei libri più sconvolgenti della letteratura mondiale, destinato a segnare indelebilmente l'intero processo della scrittura occidentale". Un incipit che, nei tre puntini che separano le due frasi, in quello "iato iniziale tra malattia e malvagità, tra richiesta di comprensione e brusco respingimento", mostra subito l'oggetto delle sue pagine: la vita interiore di una nuova specie d'uomo, l'uomo del sottosuolo, l'"antieroe" della modernità in cui si dissolve ogni appartenenza e identità.Dostoevskij pubblicò le Memorie dal sottosuolo nel 1864. È molto probabile, però, che il progetto dell'opera sia nato prima, negli anni in cui, tornato dai lavori forzati e dal confino, lo scrittore russo decise di andare a vedere con i propri occhi quell'Occidente di cui tutti parlavano. Quarantenne "malato", appunto, incattivito dalla prigionia, convinto che l'umanità avesse ormai smarrito il proprio cammino, Dostoevskij viaggiatore non è lontano dall'uomo senza nome protagonista delle pagine delle Memorie dal sottosuolo. La radice autobiografica dell'opera, però, non ne spiega certo l'universalità. L'apparizione di questo libro segna, infatti, una data fondamentale nella letteratura occidentale non soltanto perchè descrive un individuo che, irrimediabilmente separato dalla società, da un mondo che non riconosce più come suo, trova riparo nella propria interiorità."Il personaggio dell'antieroe nel quale è privilegiata non già la vita sociale ma la vita interiore" (Alberto Moravia) non è, insomma, il solo tratto fondamentale di quest'opera. Il suo cuore vero sta nel fatto che il suo protagonista, l'uomo del sottosuolo, l'"antieroe" della modernità, appare come un individuo che non può trovare in realtà alcun riparo nella propria interiorità, poichè è indelebilmente separato anche da sè stesso. In "una sorta di danza" delle parole, come scrive Serena Prina, del loro rincorrersi e delle loro contorsioni, l'uomo del sottosuolo rovescia su di sé tutte le contraddizioni possibili, sino al punto da sottoporsi a quella continua, spietata interrogazione del Sé che caratterizzerà poi le pagine migliori della letteratura del secolo successivo.

Indipendenza
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Cercas, Javier - Arpaia, Bruno

Indipendenza

Guanda, 29/04/2021

Abstract: "Javier Cercas ha esordito con un poliziesco ed è già un classico."Antonio Manzini"Il miglior Javier Cercas. Un romanzo straordinario. "Abc Cultural"Torna Melchor Marín, il poliziotto di Terra Alta, nel nuovo romanzo di Javier Cercas che è riduttivo definire giallo o poliziesco perché spazia in ogni genere per restituire alfine il prodotto maturo di quello che è oggi uno dei massimi scrittori."L'EspressoCome smascherare coloro che esercitano il potere nell'ombra? Come vendicarsi di chi ti ha inferto le ferite più sanguinose e umilianti? Ritroviamo in questo nuovo romanzo Melchor Marín, il poliziotto appassionato di libri protagonista di Terra Alta. Ad alcuni anni di distanza dalla morte dell'amatissima moglie Olga, torna insieme alla figlia Cosette nella sua Barcellona, dove dovrà affrontare l'indagine più spinosa e difficile: qualcuno infatti tiene sotto ricatto la sindaca della città, utilizzando un video hard che risale a molto tempo prima. Ancora segnato dal profondo dolore per non aver trovato gli assassini di sua madre, ma sempre guidato dalla sua rigorosa integrità morale, Melchor dovrà capire se il ricatto faccia parte di un progetto più articolato di destabilizzazione politica. E questo lo costringerà a entrare nelle stanze del potere, dove regnano il cinismo, l'ambizione sfrenata e la corruzione. Javier Cercas racconta il nostro presente attraverso un giallo teso, avvincente, popolato da personaggi emblematici, delineando un ritratto spietato delle élite politico-economiche che governano il mondo. E soprattutto porta a una sorprendente conclusione la vicenda personale di un uomo giusto, che senza volerlo si è conquistato la fama di eroe, e che cerca di ristabilire una giustizia forse impossibile, muovendosi lungo il crinale sottile tra legge e vendetta.

Un'estate in rifugio
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Gallo, Sofia

Un'estate in rifugio

Salani Editore, 29/04/2021

Abstract: Un'estate in montagna può cambiarti la vita, soprattutto quando hai tredici anniIl sole sorgeva e intorno a noi tutto si accendeva di una luce che rivestiva di allegria il paesaggio, diffondendosi prima sulle guglie, poi sul ghiacciaio e sui nevai, fino a lambire noi due seduti abbracciati sulla roccia."Che meraviglia…" sussurrò mio padre, e si sdraiò più comodo sul sasso piatto e io di fianco a lui. Così ci addormentammo, al sorgere di una giornata di sole splendente che lavò ogni apprensione e desiderio di fuggire a valle. Al risveglio avevo deciso. La mia vacanza era lì.Alcune estati sono indimenticabili. Succedono così tante cose che quando torni a scuola, a settembre, sei un'altra persona. Per Giorgio è l'estate dei suoi tredici anni, quella che si ritrova costretto a trascorrere in un rifugio vicino a La Thuile, in Valle d'Aosta, lontano dalle comodità di casa e da Torino. Il padre infatti ha deciso di abbandonare il lavoro in banca per dedicarsi alla gestione del rifugio, mentre sua madre se ne andrà a insegnare in una scuola francese. Giorgio non capisce: perché, di punto in bianco, i suoi genitori sembrano voler cambiare vita a tutti i costi? Perché non riesce a prenderla bene come suo fratello Luca? Ma soprattutto, come farà a sopravvivere per tre lunghissimi mesi senza amici e senza Margherita? Non tutte le domande troveranno una risposta al rifugio, ma in montagna lo attendono nuovi amici, panorami mozzafiato e avventure emozionanti. E poi c'è Katina, la misteriosa ragazza dai ricci color rame che farà crollare ogni sua certezza…Un racconto di amicizia, amore e coraggio che ci accompagna attraverso i primi cambiamenti del cuore, che spesso danno le vertigini proprio come i meravigliosi paesaggi alpini di questa storia.

Il vino dei morti
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Gary, Romain - Fedriga, Riccardo

Il vino dei morti

Neri Pozza, 29/04/2021

Abstract: A lungo inedito e pubblicato per ultimo solo nel 2014, quando venne ritrovato da Philippe Brenot che ne ha curato l'edizione francese, Il vino dei morti è la prima opera di Romain Gary. Il grande scrittore di origine lituana, di recente celebrato in Francia con l'ingresso della sua opera nella Pléiade, la scrisse nel 1937, quando aveva appena diciannove anni, nella sua stanza di studente in rue Rollin, a Parigi. Il romanzo narra della fuga dagli inferi del giovane Tulipe, tra un sabba di tombe, loculi, bare e morti che, come scrive Riccardo Fedriga nella postfazione alla presente edizione, "paiono gli inquilini bislacchi di un cimitero simile a una casa popolare di Belleville", come quella di Madame Rosa nella Vita davanti a sé, il romanzo che Gary firmò con lo pseudonimo di Émile Ajar.Di certo, il suo giovane protagonista ha molto in comune con il giovane Romain che, negli anni Trenta, viveva con la madre a Nizza, nella pensione Mermonts in cui si aggiravano ospiti altrettanto bislacchi, o con il Gary studente e "immigrato" a Parigi, che nell'ebbrezza del vino cercava il balsamo alle sue prime pene d'amore.Il vino dei morti, tuttavia, "contiene in sè già tutti i romanzi di Gary", poichè anticipa largamente i tratti fondamentali del mondo narrativo dello scrittore che vinse due volte il Goncourt. Il sottile umorismo, innanzi tutto, che nelle sue pagine genera una esilarante galleria di personaggi: dal portaborse di un ministro importante al redattore del ministero delle Belle Arti, dal cantante russo di un coro cosacco al masturbatore seriale, al prete che non crede ai miracoli. Infine, il carattere disperato e grottesco, picaresco e ridanciano, insieme, della narrazione. Una proprietà inconfondibile del libro che, in un passo dell'opera postuma Vita e morte di Émile Ajar (1981), farà dire a Gary stesso: "Tutto Ajar è già in Tulipe"."Uno dei più immaginifici inventori di storie e di se stesso è stato Romain Gary". Wlodek Goldkorn, l'Espresso"

Confini
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Suttora, Mauro

Confini

Neri Pozza, 29/04/2021

Abstract: Perchè il confine italo-svizzero sta proprio a Chiasso, e non dieci chilometri più a nord o a sud? E come mai le nostre frontiere con Francia e Slovenia sono situate a Ventimiglia e Gorizia, e non cinque chilometri più a est o a ovest?In un'epoca di rinati nazionalismi, i confinI tornano d'attualità. Erano spariti con l'Europa unita e il trattato di Schengen: dopo il Duemila niente più dogane, documenti, file d'auto ai valichi. Ma sono riapparsi con il coronavirus e i controlli sui migranti. Così abbiamo dovuto riscoprire i limiti terrestri della nostra penisola. Che coincidono con le Alpi, ci hanno insegnato. Ma non sempre.Sono molti infatti gli spartiacque non rispettati: la pipì fatta dagli abitanti di Livigno (Sondrio), San Candido (Bolzano) o Tarvisio (Udine) finisce nel mar Nero, passando per il Danubio. E in Lombardia una valle non appartiene al bacino del Po, ma a quello del Reno. Anche le frontier linguistiche, oltre a quelle geografiche,sono labili. I valdostani parlano francese, i sudtirolesi tedesco, inglobiamo centomila sloveni fra Cividale e Trieste. E oltre confine 350.000 svizzeri ticinesi conservano la madrelingua italiana dopo la separazione del 1515. Sapevate che l'attuale frontiera di Ventimiglia fu decisa da un prefetto napoleonico nel 1808? O che la sventurata Gorizia, record mondiale, ha cambiato padrone sette volte in trent'anni, dal 1916 al 1947?Questo libro traccia mappe geografiche, ma anche mentali. E svela qualche segreto: De Gaulle, per esempio, nel 1945 voleva annettere l'intera Val d'Aosta. Contro di lui, incredibilmente, si allearono partigiani e fascisti italiani. Insomma, innumerevoli sono le vicissitudini dei nostri confini: dal Frejus alla val d'Ossola, dalla Valtellina al Brennero, da Cortina al Carso. Fra storia, geografia, cultura, politica. E perfino qualche suggerimento turistico ed enogastronomico.

Tutto da vivere
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Serra, Elvira

Tutto da vivere

Solferino, 15/04/2021

Abstract: Le giornate in cui sta per succederti qualcosa di straordinario sembrano quasi sempre normalissime. Anna, commessa in un negozio di moda del centro di Milano, da questo momento di relax al parco Sempione non si aspetta nulla. Tantomeno che la ragazza un po' triste con il passeggino, che ha visto spesso da quelle parti, di punto in bianco le chieda di tenere il suo bambino di due anni, per qualche ora. E invece proprio questo gesto dà il via a una catena di eventi destinati a cambiare direzione alle vite di quattro donne.La giovane madre, Agnese, sta cercando una via d'uscita da una guerra famigliare ormai conclamata. Lorenza, la sua migliore amica, è presa al laccio di un amore tormentato con un uomo famoso quanto inaffidabile. Luciana, dirigente della Questura, si divide tra un lavoro impegnativo e l'ospedale dove il marito lotta con la morte in attesa di un trapianto. E Anna? Lei non ha mai niente di interessante da raccontare. O almeno così sembra. Nel momento in cui Agnese si allontana dal parco, lasciando dietro di sé suo figlio Leo, è come se si rovesciasse una clessidra e i granelli di sabbia prendessero a scendere, rapidi, inesorabili. Nel giro di poco più di ventiquattr'ore, le vite delle quattro donne cominciano a intrecciarsi, in modo sempre più fitto. Ciascuna dovrà fare le proprie scelte ma tutte capiranno che non sono sole, anche se credevano di esserlo.Un romanzo perfettamente congegnato, una storia incalzante e corale, una corsa a perdifiato in cui a ogni metro, a ogni minuto, ogni cosa può ancora cambiare.

Per strada è la felicità
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Armeni, Ritanna

Per strada è la felicità

Ponte alle Grazie, 06/05/2021

Abstract: "Rosa, la protagonista, è tutte noi: ama, lotta, studia, ride, piange, attraversa la nostra Storia con passo sicuro di donna, diretta verso la sua rivoluzione."Viola ArdoneRosa è una brava ragazza di provincia che arriva a Roma a vent'anni con l'obiettivo di laurearsi e trovare un lavoro. Ma siamo alla vigilia del Sessantotto e il fermento della rivolta abita ovunque: nei viali dell'università, sugli striscioni delle piazze, ai cancelli delle fabbriche. Quando il movimento studentesco esplode tutto cambia, anche Rosa. In quei mesi incandescenti in cui si occupano le facoltà, si scatena la violenza di manganelli e lacrimogeni, si assapora la sferzante allegria della ribellione, Rosa si trasforma in una giovane donna, va a vivere in una comune, prende in mano la sua vita e ne paga pegno. Orientandosi fra amore e amicizie, tra i grandi classici del marxismo e un movimento che vuole cambiare il mondo, incontra un'altra Rosa, Rosa Luxemburg, e con lei intreccia un rapporto serrato con momenti di complicità e di rottura, di immedesimazione e di lontananza. Il vento del nuovo femminismo conduce la "brava ragazza" e le sue compagne in percorsi sconosciuti, rende la loro voce più netta, la lotta più chiara e autonoma. Rosa vive gli anni della ribellione all'ordine maschile e partecipa all'assalto al cielo delle giovani donne che colgono a piene mani l'occasione di diventare sé stesse, di cambiare la loro vita e quella di chi verrà dopo di loro.

Come delfini tra pescecani. Un'indagine per i Cinque di Monteverde
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Morlupi, François

Come delfini tra pescecani. Un'indagine per i Cinque di Monteverde

Salani Editore, 29/04/2021

Abstract: "Non è semplice trovare in un giallo una miscela perfetta di umorismo, scorrevolezza e tensione narrativa. Morlupi ci è riuscito, regalando ai suoi lettori una galleria di personaggi indimenticabili."Piergiorgio PulixiÈ un ottimo poliziotto, il commissario Ansaldi, anche se da tempo immemore soffre di ipocondria e di attacchi d'ansia che rendono complicate anche le attività più semplici, nella vita come nel lavoro. Per fortuna il quartiere al quale è stato assegnato, Monteverde, è un'oasi di pace nel caos della capitale: un posto tranquillo, dove non succede mai niente. Forse è per questo che sotto il suo comando sono stati destinati altri quattro soggetti "particolari", come ad esempio Eugénie Loy, il suo braccio destro, che soffre di un disturbo antisociale della personalità che la rende apparentemente insensibile, una "portatrice sana di disperazione" come la definiscono i colleghi, che però riconoscono in lei ottime doti investigative. Sono così, i Cinque di Monteverde: uomini e donne alle prese con le loro debolezze, ma capaci, insieme, di trasformarle in forza. Un venerdì pomeriggio, un ultraottantenne vedovo e solitario viene trovato senza vita nel proprio appartamento, con un cappio al collo. Si direbbe un caso facile, il classico suicidio. Ma qualcosa non quadra ad Ansaldi e ai suoi, e quel piccolo dubbio si trasforma, nel volgere di pochi giorni, in un'indagine che turberà non solo la quiete di Monteverde ma anche le stanze della politica.Demolendo con sarcasmo graffiante lo stereotipo del poliziotto supereroe, Morlupi ha saputo dare un volto credibile a chi per mestiere affronta il crimine, alternando intuizioni fulminee a epiche figuracce. Una ventata fresca nel panorama giallo italiano.

Idioma. La cura del discorso
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Sini, Carlo

Idioma. La cura del discorso

Jaca Book, 08/05/2021

Abstract: C'è un luogo comune e universale che ha dato vita all'umanità e in cui ogni essere umano continua a nascere. Questo luogo è il discorso, il sermo, direbbe Orazio: liquido amniotico dello spirito che ci traghetta dalla natura alla cultura, dalla vita istintiva alla vita sociale. Questa semplice evidenza reca però con sé tutti i problemi e i paradossi delle nostre credenze e dei nostri saperi, quindi i limiti delle nostre pretese verità e l'ambiguità di una presunta idea di realtà che da molto tempo ci accompagna. Il libro ne attraversa esemplarmente numerose figure emblematiche: dall'idioma dell'antico mondo della poesia cinese alla riflessione greca sui nomi, ai dialetti e alle lingue del medio evo e del mondo romanzo, alla formazione della nostra lingua volgare, sino ai lessici paradossali delle moderne scienze della natura e alla evoluzione darwiniana delle forme di vita. Da questi e da ancora altri percorsi emerge la proposta di una nuova etica del discorso, che ne curi le cecità e le superstizioni: estremo dono della filosofia al senso dell'uomo planetario in cammino.

Il piccolo Hans. Testo tedesco a fronte
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Freud, Sigmund - Marcacci, Michela - Ajazzi Mancini, Mario

Il piccolo Hans. Testo tedesco a fronte

Feltrinelli Editore, 15/04/2021

Abstract: I casi clinici di Freud rappresentano la fondazione dell'edificio psicoanalitico. La consistenza di tale fondazione è però ambigua, contraddittoria, perché alla sua origine non vi sono fatti, ma storie narrate. Ne è un esempio la vicenda clinica del piccolo Hans, prima analisi di un bambino. Partendo dalla fobia per i cavalli di cui è vittima il piccolo, Freud porta alla luce i disturbi soggiacenti – angoscia, Edipo, castrazione – mostrando come la messa a punto dei concetti cardine non sia che la testimonianza di quell'incontro straordinario per cui il soggetto viene a modificare il proprio statuto, lasciando emergere i fantasmi che lo abitano e che abitano la teoria.

Rispéttati!
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Damico, Gianfranco

Rispéttati!

Feltrinelli Editore, 15/04/2023

Abstract: Controllati! Apriti, ascolta, comprendi, giustifica! Che credi, di essere migliore di altri? Presuntuoso! Non vorrai per caso offendere qualcuno, ferirlo con le tue assurde pretese, con le tue sfrontate opinioni, la tua egoistica mancanza di disponibilità, di accoglienza e accettazione?L'altro che ci arricchisce, il diverso che ci contamina e va ascoltato. Sacrosanto! Il rischio della chiusura e dell'autoreferenza è sempre in agguato e va scongiurato. Il problema è che una parte consistente di quelle diverse istanze persegue orizzonti che non sono i tuoi. E la logica del "win-win", quell'auspicato poter "vincere insieme", non sempre si rivela praticabile. Il mondo, inutile nasconderselo, è anche pieno di "stronzi", di gente che non si occupa degli interessi altrui, perché è troppo impegnata a farsi i suoi. E le due cose non necessariamente coincidono.Bel problema, anche perché l'affermazione di ciò che ti sta a cuore e che tu vuoi essere, è la partita più importante della vita. Questo libro racconta il modo per giocarsela al meglio. Definisce sette pilastri per configurare un nuovo potere dell'assertività. E racconta di come vi sia un tempo per l'apertura e per l'ascolto, per il lavoro rigoroso su se stessi, per i dubbi e le domande, tempo imprescindibile e prezioso, cui però deve seguire un tempo in cui dire con ferma risolutezza chi sei, quali sono i tuoi confini e gli obiettivi che vuoi raggiungere. Il rischio, altrimenti, è che qualcuno che di dubbi e di domande se ne pone molti meno di te, si metta alla guida della tua vita, portandoti dove lui vuole arrivare, e dove tu non avresti mai voluto essere.

In primavera
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Knausgård, Karl Ove - Podestà Heir, Margherita

In primavera

Feltrinelli Editore, 15/04/2021

Abstract: Mentre in Autunno e in Inverno sono caratterizzati da brevissimi saggi che riguardano le osservazioni e le riflessioni di Knausgård su oggetti, ambienti circostanti connessi alla natura e al mondo materiale, in Primavera ritorniamo invece alla narrazione di più ampio respiro che ruota sulla famiglia dello scrittore, e in particolare sulla malattia della moglie.La cornice narrativa non è casuale, si concentra sulla giornata che si conclude la sera con la "Valborgsmesseaften", tra il 30 aprile e il 1° maggio, quando in Svezia si festeggia l'arrivo della primavera con canti e falò. Knausgård è a casa da solo con i tre figli più grandi, di nove, otto e sei anni, e la piccola appena nata di appena tre mesi. Tocca a lui accudire tutti perché la moglie Linda è ricoverata in una clinica psichiatrica dopo aver tentato il suicidio con i barbiturici mentre è incinta per la quarta volta. Dopo aver accompagnato i figli a scuola, Knausgård è diretto all'ospedale per far visita alla moglie e insieme a lui c'è ovviamente la piccola. Durante questo viaggio di andata e ritorno racconta alla figlia tutto quello che è accaduto in famiglia prima di quel tragico ricovero, in positivo e in negativo, di come è stata concepita e del perché, dei suoi fratelli e della depressione cronica e bipolare della madre. Knausgård riprende i temi a lui cari e che hanno contraddistinto "la sua battaglia". Allo stesso tempo la sua è come una dichiarazione d'amore continua nei confronti della piccola e dei figli, dell'amore che, come sottolinea in più occasioni, è incondizionato, non finisce mai e chiede nulla in cambio.

Noi, ragazzi della libertà
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Lerner, Gad - Gnocchi, Laura - Gnocchi, Laura - Macola, Piero - Colombo, Paolo - Rossignoli, Marco

Noi, ragazzi della libertà

Feltrinelli Editore, 15/04/2023

Abstract: "Noi? Ragazzi della libertà? Ma cosa c'entriamo con i partigiani? Sono storie vecchie, del tempo dei nonni e dei bisnonni…I partigiani sono persone che molto tempo fa, quando in Italia c'era la guerra, hanno scelto da che parte stare. Ma chi gliel'ha fatto fare? Per rispondere a questa domanda ve ne proponiamo un'altra: e se provassimo a metterci nei loro panni? La Resistenza l'hanno fatta anche tanti ragazze e ragazzi della vostra età.Noi li abbiamo incontrati e abbiamo realizzato una raccolta di memorie della Resistenza, perché restasse la loro testimonianza e fosse reso omaggio a chi ha rischiato la propria vita per la libertà. E se oggi voi potete mettervi nei loro panni – ma per fortuna siete in panni molto più comodi –, lo dovete anche a loro.""La libertà non è un regalo, va conquistata."La Resistenza raccontata in prima persona dalle ragazze e dai ragazzi che hanno scelto da che parte stare.A partire dai 12 anni.

A grandezza naturale
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De Luca, Erri

A grandezza naturale

Feltrinelli Editore, 15/04/2021

Abstract: "In queste pagine unisco," chiarisce De Luca nell'Introduzione, "storie estreme di genitori e figli." La narrazione si rinsalda nelle radici della storia tramandata: si inizia da Isacco, naturalmente, dalla mancanza di legittima difesa contro il padre – la legatura di Isacco, in ebraico così ci si riferisce a quello che noi di solito chiamiamo "il sacrificio", perché quel nodo stretto fra lui e Abramo è irreparabile. Nodo che sembra potersi sciogliere solamente diventando a propria volta genitori, "passaggio che fa scordare e slega dallo stato di figlio". Come succederà a Chagall, dopo aver dipinto il ritratto del padre – struggente il racconto dell'opera in queste pagine –, e come invece non potrà fare la figlia del vecchio nazista, nel tentativo estremo di mettersi al riparo dal torto del soldato scegliendo di non procreare. E come non succederà a chi racconta, rimasto figlio – nelle orecchie ancora il suono della camicia lacerata del padre come atto di dolore, rumore "amplificato a squarcio", reazione al suo allontanamento da casa. Tuttavia proprio per ciò egli è il narratore ideale di queste storie: "Ne sono estraneo a metà: senza essere padre, sono rimasto necessariamente figlio. Non ho sperimentato la responsabilità, la protezione, la prova di educare. Non cambio comportamento con un giovane o un anziano. Da figlio li considero alla pari, dei contemporanei. Da lettore e da scrittore lo divento delle storie che ho davanti".In A grandezza naturale Erri De Luca attraversa, "per esempi e dal basso", con il suo sguardo personale, con la sensibilità esperta e soprattutto con la prosa essenziale e stratificata, il rapporto cardinale alle origini dell'umanità e di ogni storia che si voglia raccontare.

Cronache anticapitaliste
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Harvey, David - Sala, Virginio B.

Cronache anticapitaliste

Feltrinelli Editore, 15/04/2023

Abstract: La nostra è un'epoca di crisi economiche, pandemie, lotte di classe e reazioni neofasciste. Al centro di tutto questo c'è il capitalismo, che negli ultimi quindici anni è cambiato. C'è chi pensa che abbia raggiunto il suo momento di apice e di declino. E invece, spiega David Harvey, è in ottima forma, anche se la legittimità del suo progetto politico è stata messa in discussione. Per la prima volta nella storia, la crisi che ha colpito il mondo nel 2008 ha accelerato la disuguaglianza sociale, al punto che la maggioranza delle persone ha cominciato a sentirsi alienata rispetto al sistema economico di cui faceva parte. Per questo, per sopravvivere, il capitalismo neoliberista ha dovuto allearsi con il neofascismo, cavalcando la rinascita di sentimenti nazionalisti e reazionari. Non è così strano, perché la violenza è nel dna del capitale e sa colpire ogni aspetto della nostra vita: il territorio che abitiamo, la nostra percezione del tempo, l'idea che abbiamo della libertà, della giustizia e della famiglia. Oggi il capitalismo è molto lontano dall'essere in difficoltà, ma ha la necessità di stringere pericolose amicizie, ha bisogno di ignorare la catastrofe climatica e di rendere sempre più esile l'architettura dei nostri diritti.In questo libro il grande studioso di Marx racconta la brutalità del nostro sistema economico, ma insieme indica la strada per costruire una società alternativa, anche in tempi così difficili. "La radice vera della libertà individuale e dell'emancipazione," scrive Harvey, "è una situazione in cui tutti i nostri bisogni sono soddisfatti attraverso un'azione collettiva, in modo che ciascuno lavori solo sei ore al giorno e per il resto del tempo possa fare ciò che gli piace. Per imboccare un simile sentiero per l'emancipazione, però, dobbiamo prima emancipare noi stessi e capire che è possibile un nuovo immaginario, accanto a una nuova realtà."

Come si muore oggi
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Willeford, Charles - Carlotti, Giancarlo

Come si muore oggi

Feltrinelli Editore, 15/04/2023

Abstract: Quando il detective della Squadra Omicidi di Miami Hoke Moseley riceve l'ordine di farsi crescere la barba, non dà grande importanza alla cosa. Ha già troppi casini da gestire in privato, tra le due figlie teenager e l'ex collega cubana con neonato al seguito – tutte insediate a casa sua. Ancor di più da quando uno psicopatico, che aveva messo al fresco una decina di anni prima, ha preso in affitto la villetta di fronte. Ma il suo capo ha altri progetti per lui: assegnargli una missione sotto copertura, a molti chilometri di distanza, senza distintivo né pistola e fuori dalla sua giurisdizione. Deve infiltrarsi in un'organizzazione sospettata di sfruttare e assassinare immigrati clandestini in un ranch nelle Everglades, tra umidità soffocante e branchi di alligatori affamati.Divertente, elettrizzante e inquietante, Come si muore oggi è la rocambolesca conclusione di una delle serie poliziesche più originali di tutti i tempi.