Trovati 855803 documenti.
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Bollati Boringhieri, 13/10/2016
Abstract: ""Il commissario Melis può contare su una schiera di lettori affezionati. Forse perché somiglia in qualcosa a Maigret". " "la Repubblica" - Leopoldo Fabiani"Tuzzi è il miglior autore di gialli di qualità attualmente al lavoro"Corrado Augias, Il Venerdì - la Repubblica"Delizioso giallo. Con il suo punto di forza nella suggestione dei toni"Leopoldo Fabiani, la Repubblica"Un bel giallo che ricorda Scerbanenco"Massimo Romano, ttL - La StampaChi ha ucciso – due colpi di pistola alla testa – lo sconosciuto trovato cadavere nei bagni dell'ippodromo, la sera di domenica 13 aprile 1980, a Milano? La vittima, già dagli abiti, appare appartenere a un mondo ben diverso da quello del senzatetto – il barbone, el barbùn, come si diceva in quegli anni – ucciso negli stessi giorni con spietata ferocia nel sottobosco umano di squallore e disperazione che vegeta ai margini della Stazione Centrale.E infatti, i primi passi dell'inchiesta, condotta con determinazione dal commissario Norberto Melis, portano tutti in una ben precisa direzione: i giorni confusi successivi all'8 settembre 1943, con le stragi, le devastazioni e le razzie di opere d'arte compiute dai nazisti nella lenta ritirata verso nord. E il senzatetto? Altra mano? Altra inchiesta? Ma è proprio tutto come sembra? O il passato, e la preziosa biblioteca magico-alchemica trafugata nei giorni lontani della seconda guerra mondiale, non sono che una pista apparente? In una Milano che porta ancora sulla pelle le cicatrici dei cupi anni di piombo, mentre la primavera sembra coincidere con una pioggia uggiosa, e l'assassino colpisce ancora, senza pietà, con l'aiuto di tutti i suoi uomini Melis riuscirà a dipanare il filo rosso sangue che lega tra loro queste morti.
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La mia vita nel bosco degli spiriti
Adelphi, 29/09/2016
Abstract: In Nigeria, all'inizio degli anni Cinquanta, il giovane Amos Tutuola spedì il suo primo manoscritto a un indirizzo che aveva trovato su un annuncio apparso in un giornale locale. Con ulteriore passaggio, il manoscritto arrivò all'editore Faber and Faber: per questa via improbabile l'immortale spirito della favola tornava a parlare. Dylan Thomas riconobbe subito quel tono, quella meraviglia – e salutò il primo libro di Tutuola con una recensione entusiastica sull'"Observer". Da allora la letteratura, che oggi ama chinarsi a riflettere sulla favola ma ben poche favole riesce a creare, è accompagnata dalla voce di un amabile, imprendibile trickster, che continua a raccontarci le sue avventure nelle innumerevoli Città degli Spiriti, contrassegnate ciascuna, con deliziosa ironia, da un numero romano. Ogni favola è il racconto mascherato di una iniziazione, e ogni iniziazione è un viaggio: qui sarà la lunga ricerca, fra terrori e stupori, dello spillatore di vino di palma, compagno perso nella Città dei Morti e alla fine ritrovato, come una promessa di felicità che ci fanno balenare l'inesauribile fluire del vino di palma o i prodigi di un uovo magico. E sarà anche la lunga fuga nel Bosco degli Spiriti di un bambino che non sa ancora "il significato di "male" e di "bene"" e subito deve sfuggire all'odio, che si manifesta nel rumore, per lui affascinante, dei fucili di guerra. Dal "gentiluomo completo" alla "madre-dagli-occhi-lampeggianti", dalla "Super lady" agli "spiriti-che-mangiano-i-ragni", dagli "Spiriti-puzzolenti" alle "Creature rosse", uno sciame di figure terrificanti, incantatorie e comiche ci viene qui incontro, e le loro voci si mescolano nella foresta come sulla piazza di un immane mercato. Alla fine del viaggio, ritrovato il sapore dei propri luoghi, da lungo tempo abbandonati, dove l'eroe torna dopo le sue vertiginose peripezie, rimarrà comunque, in noi come in lui, una nostalgia di quel pauroso, spesso torturante, sempre stupefacente Bosco degli Spiriti dove "le "pene", i "dolori", le "difficoltà" e tutte le specie di "punizioni", ecc. cominciano e finiscono" e tutto è di nuovo toccato dalla giocosità del nominare."Il bevitore di vino di palma", suo primo libro, fu pubblicato a Londra nel 1952; il secondo, "La mia vita nel bosco degli spiriti", apparve nel 1954.
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Adelphi, 29/09/2016
Abstract: Di nessun altro uomo vissuto prima di Petrarca abbiamo una così vasta messe di informazioni biografiche, diceva Ernest H. Wilkins. Ma precisava che tali informazioni si fondano per lo più su lettere e altri scritti petrarcheschi. Bisognerà allora chiedersi: che cosa sappiamo di lui con certezza? La verità è che ogni scrittore mira a diventare, per usare le parole di Ortega y Gasset, "romanziere di se stesso, originale o plagiario". E, come dimostra l'affascinante indagine di Francisco Rico, Petrarca non sfugge alla regola: anzi, la incarna in sommo grado. Il che significa non solo che l'autoritratto che egli va componendo nel tempo è ispirato a exempla illustri, ma che nulla di quanto ci dice è letterale e innocente. Dietro ogni data, dietro la semplice menzione di un giorno della settimana (il venerdì, ad esempio, giorno marcato per eccellenza), si cela una fitta rete di rispondenze, una raffinata simbologia – e un audace disegno: trasformare i momenti vissuti o immaginati in frammenti di un racconto unitario capace di sottrarli alla corrosione del tempo. Ma Petrarca si spinge ancora più in là nella costruzione di un'esistenza ideale: grazie a Rico, lo vediamo infatti applicare la dispositio persino alla vita non scritta, modellarla come un testo, mettendo in atto ciò che non scrive – o, se vogliamo, facendo letteratura con le proprie azioni.
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Bompiani, 06/10/2016
Abstract: Lungo tutta la sua carriera Johan Cruyff è stato sinonimo di calcio totale, profeta di una nuova religione calcistica che unisce ordine e creatività, forza fisica e cervello, tradizione e rivoluzione. Capelli lunghi modello beat generation, idee libere e temperamento ribelle, quella del Pelé bianco è una storia straordinaria che parte dalla periferia di Amsterdam e arriva dritta all'olimpo del calcio: Cruyff entra giovanissimo nell'Ajax e con la maglia della squadra olandese vincerà tre Coppe dei Campioni consecutive prima di passare al Barcellona nel 1973 per una cifra record. Grazie a lui in quella stagione i blaugrana tornano a vincere la Liga dopo quattordici anni. Tre volte Pallone d'Oro, nel 1974 guida la nazionale olandese alla finale dei mondiali contro la Germania Ovest. Dopo essersi ritirato nel 1984, porta la rivoluzione sulle panchine di Ajax e Barcellona e con la sua filosofia influenzerà generazioni di allenatori a venire. Nel 1997 ha dato vita alla Cruyff Foundation che promuove progetti sportivi per i più giovani.In La mia rivoluzione Cruyff si racconta con l'umorismo e l'onestà che l'hanno sempre contraddistinto e consegna alla sua autobiografia la storia di un'incredibile eredità.
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Ponte alle Grazie, 13/10/2016
Abstract: Siamo nei Paesi Bassi, durante il Secolo d'Oro, il diciassettesimo, in cui tutto fiorisce, e non solo i famosi tulipani che hanno dominato la prima bolla speculativa della storia del capitalismo: fiorisce anche la pittura con Vermeer e Rembrandt; la matematica e la fisica con Huygens; la filosofia con Baruch Spinoza; i viaggi per mare della Compagnia Olandese delle Indie Orientali; le maioliche bianche e blu di Delft. E le donne? Le donne, di solito, lavorano silenziose nelle case, come madri o governanti, cuoche o contadine. Il Secolo d'Oro esiste anche per quelle come Catrijn, nate e cresciute in povertà, schiave delle terra e del marito. Ma il vento cambia, e bisogna saper issare la vela giusta: quando Catrijn si ritrova vedova di Govert, uomo alcolizzato e violento, capisce che è arrivato il momento per buttarsi nella mischia e tentare di realizzare i propri desideri. Cercare fortuna in città, guadagnare dei soldi, innamorarsi e, perché no, inseguire il suo grande sogno: diventare decoratrice di ceramiche. Ha inizio così un'avventura che la porterà nella grande Amsterdam e nelle fabbriche di ceramiche di Delft. Nei luoghi dove passa la storia e le donne coraggiose come lei possono pensare di forgiare il proprio destino.
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La gioia del riordino in cucina. Cambia la tua vita partendo dal cuore della casa
VALLARDI, 06/10/2016
Abstract: LA CUCINA È IL LUOGO DELL'ANIMA LA SOLUZIONE MEDITERRANEA PER RITROVARE L'ESSENZIALE Poiché la cucina è il cuore emozionale della casa e il nutrirsi tocca la parte più profonda e antica di noi, il percorso del riordino deve partire dalle emozioni. Per restituirci il piacere di abitare la cucina e, nello stesso tempo, la nostra anima. Roberta Schira è una delle firme più autorevoli della critica gastronomica in Italia e in questo libro unisce le sue due grandi passioni: la cucina e la psicologia. Era l'unica in grado di raccogliere la sfida del riordino in questa stanza, vero e proprio luogo dell'anima e degli affetti, così importante nella nostra cultura e negli eventi che segnano la nostra vita. Roberta ci apre le porte della sua cucina e delle molte altre che ha avuto modo di visitare per piacere e per lavoro, dal monolocale al ristorante stellato. Forte di questi esempi, ci spiega come programmare, organizzare e riordinare tutti quegli oggetti e strumenti che abitano il cuore della casa. Dal frigorifero alla dispensa, dai pensili alla pattumiera: attraverso una serie di accorgimenti ispirati alla psicologia come all'economia domestica, l'autrice dimostra che dal buon ordine inizia il vero cambiamento di noi stessi. Perché la cucina è la stanza più importante della casa, in ogni civiltà del mondo. E perché in fondo gli esseri umani non si sono mai ritrovati la sera davanti a un guardaroba, ma davanti a un focolare sì. "Sono tantissime le persone che ringraziano Marie Kondo e Il magico potere del riordino per aver cambiato loro la vita: tra esse ci sono anch'io. Mi sono accorta, però, che nel libro della Kondo mancava quasi completamente uno spazio: la cucina, la stanza in cui esprimo la mia passione per tutto ciò che ruota intorno al cibo – la convivialità, la condivisione, la cura di sé attraverso la cura degli altri. Il disordine in cucina è la spia e il veicolo di piccoli disagi e di malesseri diffusi, per non parlare dei famigerati disordini alimentari. E invece la cucina, se facciamo pace con lei, ci ama e ci aiuta ad amare meglio" Roberta Schira
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Il dolore è una cosa con le piume
Guanda, 20/10/2016
Abstract: UN ECCEZIONALE ESORDIO LETTERARIOUNO DEI MIGLIORI 100 LIBRI DEL 2016 SECONDO IL NEW YORK TIMES"Un libro denso, coraggioso e ingegnoso, buffo e commovente... Lo rileggerò presto."Nick Hornby"Ti trascina su ali piumate." The Guardian"Caldo e vero: una prodigiosa medicina per l'anima." The Telegraph"Porter dà voce al dolore in tutte le sue sfaccettature emotive... Imprevedibile e coinvolgente." The Wall Street Journal"Il dolore è una cosa con le piume è la prova del valore salvifico che hanno i libri e la letteratura."Los Angeles TimesUna sofferenza indicibile che travolge e stordisce. Un uomo, studioso di Ted Hughes, è rimasto solo con i due figli, nella loro casa di Londra, dopo la morte della moglie. I tre devono fare i conti con un tempo che si è fermato, con un dolore ingombrante come una presenza. Fino alla visita inaspettata di uno strano personaggio che ha le piume e l'aspetto di un corvo. Un corvo dotato di un feroce senso dell'umorismo, un po' baby-sitter, un po' terapeuta, ma soprattutto amico. Un corvo che potrebbe aiutarli a venire a patti con la sofferenza e a dare un senso a un evento terribile. Sogno o realtà? Quello che è certo è che i ricordi feriscono, ma a poco a poco leniscono anche. E giorno dopo giorno il tempo ricomincia a scorrere. Fiaba, romanzo, poesia, questo libro è una struggente storia sul dolore, sulla perdita, e sulla forza dell'immaginazione e delle parole che aiutano a vivere.
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Egea, 28/09/2016
Abstract: Oggi sembra normale ma fino a ieri le app, che per mille scopi diversi utilizziamo sul nostro smartphone o tablet, non esistevano. Poi, grazie all'iPhone e all'intuizione di Steve Jobs, sono nate, per rispondere a bisogni specifici dei loro inventori. Dietro le app non ci sono colpi di genio, ma soluzioni brillanti a problemi semplici. Alle app dobbiamo non solo una vita più facile, ma un'economia aperta e fiorente, in rapida evoluzione. Con la digital transformation il cliente ha sempre ragione, servizi un tempo per pochi diventano a portata di molti, la disoccupazione trova una risposta nei nuovi gig job e ognuno di noi recupera tempo per le proprie passioni. Accessibilità e innovazione diventano sinonimi e – risvolto umano della tecnologia – permettono lo sviluppo di una società più equa e inclusiva.
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Salani Editore, 27/10/2016
Abstract: Kenny Wright ha un'identità segreta. Nella sua mente è "Stainlezz Steel", super potente difensore dei deboli. In realtà Kenny va alle medie ed è un appassionato di scacchi soprannominato da tutti "cocco di nonna", un'etichetta che ne fa un facile bersaglio per i bulli. Kenny vorrebbe portare un po' più di superpoteri nella realtà che lo circonda, ma riuscirà a riconoscere la propria forza prima che le pressioni sociali lo portino a fare la scelta peggiore della sua vita? Con più di 150 sequenze di disegni al tratto e fumetti, il nuovo romanzo illustrato di James Patterson è uno sguardo divertente ma toccante sulle scuole in un ambiente urbano difficile, in cui la vita di un bambino può dipendere dalle decisioni quotidiane che è costretto a prendere.
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I misteri dell'anima. Una storia sociale e culturale della psicoanalisi
Feltrinelli Editore, 29/09/2016
Abstract: "Oggi è diventato possibile vedere la psicoanalisi nella sua interezza: sia gli aspetti repressivi sia quelli liberatori"La psicoanalisi ha modificato in maniera permanente il modo in cui in tutto il mondo gli uomini e le donne interpretano se stessi e gli altri. Eppure, nonostante gli innumerevoli studi, a tutt'oggi manca una sua storicizzazione. Una storia della psicoanalisi non può accontentarsi della sola biografia di Freud o della storia della psichiatria o della cultura viennese, ma deve spiegare, innanzitutto, l'intensità dell'attrazione esercitata e l'ampiezza della sua influenza. I misteri dell'anima colma questo vuoto, muovendosi su diversi piani e attingendo a una vasta base documentaria. La psicoanalisi è "la prima grande teoria e pratica della vita personale": un'esperienza di singolarità e di interiorità collocabile in uno specifico momento storico e fondata nei moderni processi di industrializzazione e urbanizzazione, oltre che nella storia della famiglia. Zaretsky non manca di interrogarsi sul "dopo", sul destino della psicoanalisi oggi. Siamo di fronte a un libro pertanto che coniuga il rigore della documentazione storica all'ampiezza di sguardo, alla microstoria, alla storia delle idee, alla storia materiale, alla storia della cultura "alta" e popolare, ma anche all'inquietudine politica, alla sensibilità che sa cogliere in ogni vicenda epistemologica le necessità del potere e le occasioni di forme nuove di vita individuale e collettiva.
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Feltrinelli Editore, 15/09/2018
Abstract: "Un libro potente" Michael FaberB., scrittore e traduttore, autore di genio, improvvisamente si uccide. Keseru, suo editore e amico, si sente obbligato a compiere una ricerca volta a scoprire i motivi del suicidio ma anche a ritrovare l'ultimo romanzo di B., grazie al quale è convinto di potersi spiegare non solo il gesto dell'amico ma, più radicalmente, l'esistenza e il senso del dolore. B. era un uomo che aveva condiviso con poche persone la propria storia: nato in un campo di concentramento, era rimasto profondamente segnato da questa origine. Era sopravvissuto ai campi e anche alla dittatura, ma il costo di tutto questo era stato alto: convinto che il mondo fosse dominato dal Male e popolato da assassini, aveva trovato nella morfina l'unico modo per continuare a vivere. Le ricerche porteranno a scoprire che Judit, ex moglie dello scrittore scomparso, aveva ricevuto da B. il libro ma, dopo averlo letto, aveva seguito fedelmente le istruzioni del suo autore, bruciandolo. Giocato su diversi registri narrativi (lettere, testi teatrali, racconti), metafora di una realtà instabile e sempre in movimento, Liquidazione ci racconta la frammentazione e lo smantellamento di un mondo.
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Feltrinelli Editore, 29/09/2018
Abstract: "Praticare la filosofia coincide con un modo ben determinato di porre domande e di elaborare risposte"Questo libro è un testo di pratica filosofica. È, più esattamente, un esercizio della filosofia attraverso la meditazione di alcune sue grandi parole. Il ripensarle oggi mostra come la loro vita e la loro fecondità sopravvivano all'esaurimento e alla dissoluzione dei sistemi. Queste parole indicano l'inesauribilità del pensare come corrente viva, capace di riprendere il passato per il presente e di consegnarlo al futuro. Questo, in effetti, significa tradizione e, in particolare, tradizione filosofica. Nel riproporre alcune grandi parole della filosofia, il libro intende offrire materiali per pensare e soprattutto l'occasione per rielaborare in modo libero, originale e autonomo la ricchezza semantica e simbolica della tradizione. Il testo, costruito grosso modo nella forma di un lessico filosofico – per coppie oppositive o complementari (filosofia/meraviglia, apparenza/realtà, intelligenza/pensiero, misura/dismisura) – lavora sulle parole: è esercizio teorico e insieme recupero e meditazione di parole antiche di cui vale la pena accertare se è possibile usarle ancora, reimpiantandole nel presente e dando luogo a nuove germinazioni di pensiero.
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Feltrinelli Editore, 29/09/2018
Abstract: Blanca, madre e moglie appagata, conduce un'esistenza ovattata e fuori della realtà nella Santiago del Cile del dopo dittatura. All'improvviso alcuni eventi dirompenti vengono a sconvolgere la linearità della sua vita: l'incontro con persone di un diverso ceto sociale, l'amore per un ex perseguitato politico, la scoperta dell'ipocrisia e della vacuità del mondo cui appartiene. Un terremoto esistenziale, un bivio obbligato: è il momento delle scelte. Blanca vorrebbe gridare, vorrebbe dirlo che non ci sta più, ma un'improvvisa, quasi metaforica malattia la rende incapace di comunicare. Perde la parola proprio quando una nuova coscienza del mondo le chiede di parlare. La prigione del silenzio diventa tuttavia la premessa di una rinascita, di un'altra storia, di un'altra verità. Dopo un primo istante di smarrimento e disperazione, Blanca sceglie la vita e inventa un nuovo linguaggio, quello degli occhi, con i quali racconta la propria storia, i ricordi, i sentimenti e i rimpianti.
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Feltrinelli Editore, 01/09/2018
Abstract: Octave è un pubblicitario e conduce una vita sinistra. È uno di quei morti viventi il cui unico sprazzo di luce deriva dal riflesso della propria carta di credito. È uno di quelli che decide oggi cosa desidereremo domani e che non potremo mai ottenere, che inquina il mondo con spot e bugie, che inventa per noi bisogni inutili. Un giorno viene coinvolto in una campagna più stupida delle altre per lo yogurt di una multinazionale e va in pezzi. Parte per la Florida dove si gira lo spot e, in un crescendo di esaltazione, tra alcol e stupefacenti, diventa sempre più violento, fino all'esplosione finale. Il romanzo di Beigbeder non è né un pamphlet né un apologo, non condanna né attacca, ma ha la forza di raccontare le cose dall'interno, per distruggere il demone obliquo del consumismo con i suoi stessi mezzi: rapidità, crudeltà, leggerezza, glamour, ironia. Il tutto a sole 26.900 lire. "Sono un pubblicitario: ebbene sì, inquino l'universo. Io sono quello che vi vende tutta quella merda. Quello che vi fa sognare cose che non avrete mai. (...) Io vi drogo di novità, e il vantaggio della novità è che non resta mai nuova. C'è sempre una novità più nuova che fa invecchiare la precedente. Farvi sbavare è la mia missione. Nel mio mestiere nessuno desidera la vostra felicità, perché la gente felice non consuma."
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Feltrinelli Editore, 29/09/2018
Abstract: "Chi non soffre non riconosce l'amore degli altri. Piccoli dettagli invisibili che però dicono tutto"In una fredda domenica invernale, mentre una tempesta di neve avvolge Villerude-sur-Mer, una piccola stazione balneare sulla costa atlantica della Francia, un uomo e una donna varcano la soglia del cinema Le Paradis. La domenica è giorno di cineforum e il vecchio proiettore scricchiolante mostra sullo schermo le immagini in bianco e nero di Jean Gabin. Ma Antoine è distratto. Qualcuno in sala ha catturato la sua attenzione: una donna minuta, dal profilo delicato e i lunghi capelli rossi, una figura che sembra riemergere direttamente dalla sua infanzia. Capace di far funzionare qualsiasi congegno tranne la propria vita, Antoine è un abile meccanico tuttofare, un timido che sogna di diventare un eroe. La donna, invece, è Rose, violoncellista di talento in fuga dalla notorietà. Mentre il cinema Le Paradis rischia la demolizione e il paese spera in un piccolo miracolo, Antoine e Rose saranno i protagonisti di una grande avventura, un'impresa epica che vede coinvolti un Jack Russell di nome Nobody, Bach, due bambini su una spiaggia bianca, una vecchia cassaforte e delle luci difettose che lampeggiano ogni volta che qualcuno si avvicina a ciò che più desidera… Romantico e delicato, il nuovo, attesissimo romanzo di Caroline Vermalle.
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Garzanti classici, 06/10/2016
Abstract: Antoinette ha appena compiuto quattordici anni. Sogna di partecipare al grande ballo che i suoi genitori, i Kampf, stanno organizzando per far mostra con tutta Parigi della loro fortuna, recentemente conquistata a prezzo di duri sacrifici. Ma Rosine, la madre di Antoinette, è talmente determinata a guadagnare prestigio e accettazione sociale da non rendersi conto di quanto sia bruciante il desiderio della figlia: non solo le impedisce di partecipare al ballo, ma le confisca la sua stanza da letto e la confina in uno sgabuzzino. La vendetta di Antoinette è terribile come solo può esserlo quella di una bambina alle soglie dell'età adulta, ancora inconsapevole degli equilibri del mondo: un gesto spietato e spiazzante che finirà per rivelare il vero volto delle persone che le stanno intorno. Il ballo (1929) è uno dei primi racconti di Irène Némirovsky: nel difficile rapporto tra madre e figlia traspare in filigrana uno dei grandi nodi irrisolti della storia personale dell'autrice, che tornerà a riecheggiare nelle opere della maturità.
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Garzanti classici, 13/10/2016
Abstract: Composta nella prima metà del XII secolo, l'Edda di Snorri costituisce uno dei principali monumenti della letteratura islandese medioevale e della tradizione della poesia scaldica. Testo fondamentale per la conoscenza del patrimonio mitologico nordico e del credo religioso della Scandinavia pagana, nonché delle interazioni e tensioni tra paganesimo e cristianesimo, è un'opera sorprendente in cui rifulge lo straordinario talento di Snorri Sturluson: non soltanto poeta, storiografo e studioso, ma anche abilissimo e affascinante narratore di miti e leggende.
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Feltrinelli Editore, 13/10/2016
Abstract: Ancora una volta, una intrigante manciata di storie di rara qualità con cui Manuel Vázquez Montalbán ci sorprende mediante le sue capacità di chiaroveggenza politica e la passione per le vicende umane che da sempre hanno caratterizzato e conferito un insostituibile smalto all'intera opera carvalhiana. Perché, anche qui, di Carvalho si tratta: dei libri una volta forse amati che Pepe brucerà, di spie, baccalà e vini, di violenza suicida e di luoghi in una Barcellona sempre più scomparsa, insieme a rivoluzioni sbiadite e feroci critiche, ricche di quella lucidissima ironia che contraddistingue il nostro autore, senza tralasciare un'Italia che tanti di noi hanno vissuto e che tuttora serpeggia con ben scarsi mutamenti nei sotterranei del potere. A chiudere questo prezioso, conciso volume, un monologo teatrale in cui il nostro detective affronta l'autore con rimproveri per la sfacciataggine con cui lo ha condotto sino alla fine di un millennio che, irrimediabilmente, li vorrà separare.
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Il nuovo disegnare con la parte destra del cervello
Longanesi, 06/10/2016
Abstract: Per molti aspetti, insegnare a disegnare è come insegnare ad andare in bicicletta. È molto difficile da spiegare a parole. Quando si cerca di insegnare a una persona ad andare in bicicletta, si dice: "Devi salire, spingere sui pedali, mantenerti in equilibrio, ed ecco che ti trovi ad andare". Naturalmente, questa non è affatto una spiegazione e probabilmente si finirà col dire: "Aspetta, ora salgo io in bicicletta e ti faccio vedere: guarda come faccio". Così è per il disegno. Saper disegnare dipende dal saper vedere nel modo in cui vede l'artista, e questo modo di vedere arricchisce straordinariamente la nostra vita.
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Garzanti, 20/10/2016
Abstract: "Come tutti i libri di Vito Mancuso, anche questo – bellissimo – apre la mente, facendoci riflettere e discutere."Corriere della Sera - Romano MontroniEsiste veramente la libertà? E, se esiste, dov'è? Com'è? Come definirla? Se invece non esiste, perché tutti ne parlano, la ricercano, la pretendono? In questo libro, Vito Mancuso affronta la questione in modo concreto, interrogandosi non tanto sulla libertà come concetto, quanto sull'essere liberi come condizione dell'esistenza reale. La domanda più importante qui non è: "Esiste la libertà?", quanto piuttosto: "Tu ti ritieni libero? E se non ti ritieni tale, lo vuoi diventare? Hai, vuoi avere, il coraggio di essere libero?". Per essere liberi, infatti, ci vuole coraggio. Guardando al mondo e agli esseri umani, quello che appare è uno sterminato palcoscenico su cui tutti si esibiscono indossando le diverse maschere imposte dall'esistenza, ma ognuno di noi, soprattutto in quei momenti in cui è solo con se stesso, sperimenta anche l'acuta sensazione di essere qualcosa di assolutamente differente e separato da tutto il resto, qualcosa di unico. La scintilla della libertà nasce da questa consapevolezza, per sostenere la quale è necessario però il coraggio: il coraggio di sottrarsi al pensiero dominante e scoprire nuovi valori in cui credere; il coraggio di scrollarsi di dosso le convenzioni che ci soffocano e costruire un rapporto autentico con gli altri e con se stessi; il coraggio di essere liberi per diventare veramente chi siamo.