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Casa Editrice Nord, 28/02/2013
Abstract: Terre D'Ange: un regno fondato dagli angeli e popolato da individui in cui una bellezza mirabile si accompagna a un'incondizionata libertà fisica e mentale. Un unico precetto guida infatti le Tredici Case che lo dominano: Ama a tuo piacimento... Abbandonata dalla madre in tenera età e destinata quindi a servire in una delle Case, Phèdre è nata con una piccola macchia scarlatta nell'occhio sinistro. Per molti, un difetto irrimediabile. Per altri, un segno rarissimo e sconvolgente: il Dardo di Kushiel, il marchio che contraddistingue le anguissette, coloro che possono mescolare la sofferenza e il piacere per natura e non per costrizione. Un marchio che non sfugge al nobile Anafiel Delaunay, che paga il prezzo di servaggio per la giovanissima Phèdre e poi la accoglie presso di sé. Ma Delaunay non intende semplicemente farla diventare una cortigiana perfetta, un ambito oggetto del desiderio per gli uomini e le donne di Terre D'Ange. Vuole soprattutto che lei impari a osservare, ricordare e riflettere, che si trasformi cioè in un'abilissima spia, in grado di rivelargli i segreti sussurrati nell'intimità. Perché il regno è inquieto, agitato da complotti e intrighi che affondano le loro radici in un passato lontano, che Delaunay conosce fin troppo bene, e i pericoli si nascondono dietro apparenze insospettabili... Confidando unicamente sul coraggio e sulla determinazione, Phèdre sarà dunque costretta a trovare il suo posto in un universo dove tutti – amici e traditori – indossano la stessa maschera e parlano in modo suadente, dove un singolo gesto o una semplice parola possono fare la differenza tra la vita e la morte. E non avrà che una sola possibilità per difendere ciò che ha più caro...
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Casa Editrice Nord, 28/02/2013
Abstract: Audace e indipendente, Phèdre nó Delaunay ha lottato a lungo per raggiungere la libertà. Abbandonata dalla madre a quattro anni e deputata quindi a servire in una delle Case, Phèdre ha infatti capovolto il suo destino, diventando non soltanto una delle cortigiane più ammirate di Terre D'Ange, ma anche un'abilissima spia. E, grazie alle sue capacità, è riuscita a salvare il proprio Paese dalla rovina e a sconfiggere una nemica formidabile, l'affascinante nobildonna Mélisande Shahrizai, che, dopo essersi sottratta alla condanna a morte, ha trovato rifugio nella repubblica della Serenissima. Quando però Mélisande fa consegnare a Phèdre – nella tenuta di Montrève in cui lei si è ritirata – un mantello sangoire, la giovane non ha dubbi sul significato di quel gesto: nel cuore di Terre d'Ange vive un traditore, qualcuno così vicino al trono da poterlo toccare, e lei è l'unica in grado di fermarlo, sempre che accetti la sfida lanciata dalla nobildonna, abbandonando l'uomo che ama e calandosi di nuovo in un mondo in cui gli inganni e i tradimenti sono moneta corrente... Ma in gioco c'è il destino di un popolo e Phèdre non può esitare: tenterà ancora una volta la sorte, ben sapendo che il prezzo da pagare potrebbe essere altissimo. Perché il dolore del corpo non è nulla in confronto al dolore dell'anima... Vivacissimo quadro di un universo animato da pirati e cortigiani, cavalieri e poeti e percorso da una raffinata vena sensuale, La prescelta e l'erede è un romanzo avvincente, che ha il respiro delle grandi epopee ed è illuminato da un'eroina conturbante e indimenticabile.
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Salani Editore, 28/02/2013
Abstract: Roma, anni Ottanta. Alice si è appena trasferita con la sua famiglia e stringe amicizia con Emeka, un bambino di origine nigeriana, e Norbert, il vicino di casa, sopravvissuto ad Auschwitz. Riccardo, invece, il fratello di Alice, entra in un gruppo di ultras naziskin violenti e razzisti, e finisce per mettersi nei guai... Il desiderio di aiutare Riccardo dà il via a un'avventura pericolosa e ricca di colpi di scena, in un vera e propria lotta contro il tempo nelle periferie della città. E, sopra tutta la vicenda, una domanda bruciante pesa come un macigno: negare alcuni tragici aspetti della Storia non equivale a cancellarli dalle nostre coscienze e permettere che si ripetano più vicino a noi di quanto crediamo? Un appassionante romanzo sull'amicizia, sul coraggio e sul valore del ricordo: perché la Storia è Memoria, e la Memoria è libertà, e vita.
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Garzanti, 28/02/2013
Abstract: Lo schermo del computer illumina di luce fioca la stanza buia. Connie Bowskill è di nuovo seduta alla scrivania. Sta consultando per l'ennesima volta un sito di annunci immobiliari. La villetta al numero 11 di Bentley Grove è in vendita ed è da tempo che Connie ne è ossessionata. Ha aspettato che fosse notte e che Kit, suo marito, dormisse per tornare a guardare la casa che le interessa così tanto. Ma quando clicca sul tour virtuale, le si apre davanti una scena da incubo. Nel salotto c'è una donna stesa a terra in un lago di sangue, morta. Connie è presa dal panico, corre a svegliare Kit. Ma quando anche lui arriva di fronte allo schermo, la donna non c'è più. Solo la moquette immacolata e le pareti appena imbiancate. Kit non crede a quello che Connie continua a ripetere, per lui non c'è e non c'è mai stato nessun cadavere. Che sua moglie sia diventata pazza? Ma Connie non si lascia scoraggiare. Telefona a una sua vecchia conoscenza, l'ispettore Simon Waterhouse, appena tornato dal viaggio di nozze. Anche Simon ritiene che si tratti di una storia inverosimile e sospetta che Connie possa essere psicologicamente instabile. Ma quando un'altra donna si presenta in commissariato affermando di aver visto la stessa scena alla medesima ora, Simon decide di occuparsi del caso. Connie non ha nessuna prova, ma sa quello che ha visto e ha capito che in qualche angolo di quella stanza si nascondono indizi che le mostreranno tutta la verità. Ma deve fare in fretta, perché molto vicino a lei c'è qualcuno che è disposto a tutto pur di farla tacere... Non è come pensi ha sancito la consacrazione di Sophie Hannah come la più importante autrice di thriller psicologici del Regno Unito. Appena uscito, il romanzo ha invaso le librerie affollate di lettori in attesa impaziente del nuovo libro della regina della tensione, e ha scalato le classifiche di tutto il paese. Una storia di ossessione e inganno, di mistero e passione che tratteggia con maestria i meandri più oscuri della mente umana.
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Garzanti, 28/02/2013
Abstract: "Una trilogia che, a partire da Uno splendido disastro, viaggia intorno al milione di lettori in Italia."Corriere della Sera - Ida Bozzi"Un'autrice bestseller."La Lettura – Corriere della Sera"Jamie McGuire ha iniziato a scalare le classifiche e non si è più fermata." la RepubblicaCamicetta immacolata e coda di cavallo. Abby Abernathy sembra la classica ragazza timida e studiosa. Ma in realtà è una ragazza in fuga. In fuga dal suo passato, dalla sua famiglia. E ora che è arrivata alla Eastern University per il primo anno di università, ha tutta l'intenzione di dimenticare la sua vecchia vita e ricominciare da capo. Travis Maddox di notte guida troppo veloce sulla sua moto, ha una compagna diversa per ogni festa e attacca briga con facilità. Dietro di sé ha una scia di adoratrici disposte a tutto per un suo bacio. C'è una definizione per quelli come lui: Travis è il ragazzo sbagliato. Abby lo capisce subito appena i suoi occhi incontrano quelli profondi di lui e sente uno strano nodo allo stomaco: Travis rappresenta tutto ciò da cui ha solennemente giurato di stare lontana. Ma quando, a causa di una scommessa fatta per gioco, i due si ritrovano a condividere lo stesso tetto per trenta giorni, Travis dimostra un inaspettato mix di dolcezza e passionalità. Solo lui è in grado di leggere fino in fondo all'anima tormentata di Abby e capire cosa si nasconde dietro i suoi silenzi. Solo lui è in grado di dare una casa al cuore sempre in fuga della ragazza. Ma Abby ha troppa paura di affidargli la chiave per il suo ultimo e più profondo segreto…Uno splendido disastro ha dato inizio a una serie che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo. Solo in Italia, Jamie McGuire ha venduto un milione e mezzo di copie e inventato un genere che è diventato una moda tra i giovani. Ora è uscito su Prime Video un film che ha già infiammato TikTok. Siete pronti a innamorarvi (di nuovo) della storia di Abby e Travis?
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L'invenzione dei soldi. Quando la finanza parlava italiano
Garzanti, 28/02/2013
Abstract: Abbandoniamo New York e la City londinese e dirigiamoci nelle piazze e negli stretti vicoli delle città italiane, tra medioevo e prima età moderna: è lì che, sorprendentemente, scopriamo le origini di quella finanza che oggi incide sulle nostre vite in modo così decisivo. L'invenzione dei soldi ci racconta in maniera approfondita e divertente, con tanti aneddoti e curiosità, la storia di un'Italia all'avanguardia nel momento in cui per la prima volta la moneta si trasforma in merce e il mercante può così diventare banchiere. È infatti proprio tra Genova, la Toscana (Lucca, Siena, Firenze) e Venezia dopo il Mille che nascono le prime società multinazionali ed è da qui che i mercanti partono per costruire colonie commerciali in tutto il Mediterraneo. È in Italia che nascono le banche e le società di assicurazione, che vengono inventati gli assegni e le prime obbligazioni e qui, di conseguenza, avvengono anche i primi reati finanziari, dai rocamboleschi furti con scasso ai danni dei forzieri di prestigiose banche fino alla creazione di vere e proprie zecche clandestine per falsificare monete. Sono i cittadini di Asti, di Alba e di Piacenza a raggiungere le piazze di tutta Europa impiantando i primi banchi di pegno. È la moneta italiana, con il genovino, il fiorino e il ducato, a dominare per secoli i commerci di tutto il mondo grazie alla fiducia che riscuote e al suo pregio artistico: un successo straordinario visibile ancora nei nomi delle grandi vie della finanza, dalla Lombard Street di Londra alla Lombardenstraat di Anversa, passando per la rue des Lombards a Parigi, intitolate proprio agli italiani che hanno costruito e dominato per secoli l'economia mondiale. L'invenzione dei soldi è inoltre un viaggio pieno di vita e ricco di personaggi geniali e intraprendenti, capaci di incidere profondamente nella storia moderna, da Fibonacci, che per primo introduce in Occidente lo zero, a Luca Pacioli, uno dei grandi geni del rinascimento, che diffonde gli strumenti della contabilità utilizzati ancora ai nostri giorni, fino a John Law, lo scozzese che dà vita alla prima bolla finanziaria della storia, quella della Compagnia del Mississippi, e che finisce la sua vita a Venezia, dov'è tuttora sepolto. Con lo stesso stile narrativo e piacevole con cui aveva descritto la nascita dell'editoria ne L'alba dei libri, Alessandro Marzo Magno ripercorre qui le origini della finanza, dimostrandoci che la nostra economia, dai broker di Wall Street ai più recenti investimenti della Bank of China, ha radici antiche e profondamente italiane.
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Corbaccio, 28/02/2013
Abstract: Quando il padre annega nel Mare del Nord, Lauritz, Oscar e Sverre sono costretti a lasciare il loro piccolo villaggio norvegese ancora bambini per trasferirsi in città. I tre fratelli vengono presi a bottega da un cordaio, ma il loro talento innato e una serie di fortunate coincidenze li porteranno a studiare a Dresda, beneficiando della solidarietà di un'istituzione che li manterrà agli studi e che farà di loro affermati ingegneri civili di ferrovie e ponti. Si laureano nel 1901 e, per saldare il loro debito di riconoscenza, si impegnano a tornare in Norvegia per partecipare alla costruzione della ferrovia Bergen-Oslo, un'impresa epica che testimonia l'ingresso nel secolo del progresso tecnologico. Nel frattempo Lauritz si innamora di Ingeborg, un'aristocratica tedesca ed è intenzionato a sposarla nonostante l'opposizione del padre di lei, il barone von Freital; Oscar, tradito e truffato da una donna, abbandona Dresda e Sverre, invece, lascia i fratelli per inseguire il grande amore della sua vita, sfidando la rigida morale dell'epoca. Il destino non sembra concedere ai tre fratelli di realizzare i loro sogni e le loro ambizioni, professionali e sentimentali: la guerra sta infatti per abbattersi su di loro e su tutta Europa, una tragedia che cambierà per sempre la vita di Lauritz, Oscar e Sverre e del mondo intero.
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Guanda, 28/02/2013
Abstract: "Divertente maestra del sospetto, Paola Mastrocola mette in guardia contro le idee sbagliate che pretendono di essere le più giuste, contro i sempre nuovi convenzionalismi."Lorenzo Mondo, La Stampa"L'unica nostra scrittrice capace di una comicità deliziosamente coinvolgente."Giulia Borgese, Corriere della SeraBarbara Lope è una donna nel pieno della vita, ha un'attraente frangetta bionda, vestiti eleganti, un bel lavoro. Eppure ogni tanto sente come un peso, un fastidio acuto: a scuola era il compagno presuntuoso, al lavoro la collega arrivista, e poi le scarpe con il tacco a spillo, le serate mondane, i discorsi ufficiali, le cerimonie, i matrimoni... E quando le situazioni si fanno insopportabili, quando le sembra che le persone e i luoghi abbiano perso il senso di quello che sono realmente (se mai l'hanno posseduto), in Barbara scatta qualcosa, un piccolo movimento, un gesto minimo, di insofferenza... Sfrontato? Scherzoso? Provocatorio? Non si può dire. Di certo si tratta di un impulso irresistibile, e Barbara non può trattenerlo. È il suo modo di reagire alle assurdità, alle distorsioni. Forse il desiderio di trovare qualcuno che le somigli. Insomma fa quel gesto, e d'improvviso ciò che appariva così serio e importante perde consistenza, diventa aria, si dissolve."Paola Mastrocola racconta con brio e spigliatezza, ama la poesia e gioca con le parole, onora la virgola e l'ipotassi, cesella i dialoghi."Luciano Genta, La Stampa"Ci si lascia sorprendere dallo snodarsi agile della storia, dalle sue allegre 'impennate' e allo stesso tempo si ammira la leggerezza della scrittura, la sua apparente facilità, il suo rifarsi con sorridente e voluta soavità agli stilemi della narrativa favolistica."Margherita Oggero, La Stampa
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Guanda, 28/02/2013
Abstract: "Un raffinato e ironico conte philosophique." Mirella Serri, Corriere Magazine su Che animale sei?"Divertente maestra del sospetto, Paola Mastrocola mette in guardia contro le idee sbagliate che pretendono di essere le più giuste, contro i sempre nuovi convenzionalismi."Lorenzo Mondo, La Stampa"L'unica nostra scrittrice capace di una comicità deliziosamente coinvolgente."Giulia Borgese, Corriere della SeraQuando uno nasce, non sa chi è. E se non c'è nessuno che glielo dice, la vita diventa una bella complicazione. Lei, per esempio, non sapeva chi era, perché quando era nata, la notte di Natale, rotolando giù dal camion di Jack il camionista, si era ritrovata completamente sola e aveva scambiato per sua madre una pantofola di pelo. Una calda pantofola accogliente, dentro la quale si era accoccolata sognando di non essere ancora nata. In fondo, era contenta di avere questa mamma. E tutto sarebbe rimasto per sempre così, se non avesse avuto il desiderio di conoscere il mondo e sulla sua strada non avesse continuamente incontrato qualcuno che le chiedeva: "Che animale sei?""Paola Mastrocola racconta con brio e spigliatezza, ama la poesia e gioca con le parole, onora la virgola e l'ipotassi, cesella i dialoghi."Luciano Genta, La Stampa"Ci si lascia sorprendere dallo snodarsi agile della storia, dalle sue allegre 'impennate' e allo stesso tempo si ammira la leggerezza della scrittura, la sua apparente facilità, il suo rifarsi con sorridente e voluta soavità agli stilemi della narrativa favolistica."Margherita Oggero, La Stampa
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Guanda, 28/02/2013
Abstract: "Divertente maestra del sospetto, Paola Mastrocola mette in guardia contro le idee sbagliate che pretendono di essere le più giuste, contro i sempre nuovi convenzionalismi."Lorenzo Mondo, La Stampa"L'unica nostra scrittrice capace di una comicità deliziosamente coinvolgente."Giulia Borgese, Corriere della SeraDopo una lunga e felice stagione dedicata ai romanzi, questa raccolta segna il sorprendente ritorno di Paola Mastrocola alla poesia. Non che manchi, per esempio, quella curiosità verso i giovani che ha sempre caratterizzato i suoi libri, e qua e là un rapido apparire, sempre più metaforico, di animali. Tuttavia, il ventaglio tematico delle poesie risulta assai più ampio: da queste pagine emergono liriche d'amore e di meditazione, di nostalgia e di esortazione, in un dettato attento alla grande lezione di Orazio. È l'idea di una vita contemplativa che provocatoriamente, alla maniera dell'otium degli antichi, osi contrapporsi al caotico e molteplice dell'oggi, e imprevedibilmente lo vinca. È la continua, pervasiva e anche un po' ribelle tentazione a lasciar cadere, stare a guardare, non fare. Un caparbio tenersi in disparte e percorrere "viottoli" anziché autostrade. Meta privilegiata è l'isola, che si fa di volta in volta biblioteca, mare, ufficio, "biro in tasca", "sasso giusto", o anche solo la "posizione di una virgola": il variegato appartarsi in luoghi dove, per fortuna, non ci sia "partita, pubblico e punteggio"."Paola Mastrocola racconta con brio e spigliatezza, ama la poesia e gioca con le parole, onora la virgola e l'ipotassi, cesella i dialoghi."Luciano Genta, La Stampa"Ci si lascia sorprendere dallo snodarsi agile della storia, dalle sue allegre 'impennate' e allo stesso tempo si ammira la leggerezza della scrittura, la sua apparente facilità, il suo rifarsi con sorridente e voluta soavità agli stilemi della narrativa favolistica."Margherita Oggero, La Stampa
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La scuola raccontata al mio cane
Guanda, 28/02/2013
Abstract: "Brillante, spiritoso, ilare - di quell'ilarità felice che nasce dal più furibondo furore."Pietro Citati"È un clima da piccolo, grottesco 1984 orwelliano quello che caratterizza l'appassionato pamphlet di Paola Mastrocola."Il Sole 24 Ore su La scuola raccontata al mio cane"Divertente maestra del sospetto, Paola Mastrocola mette in guardia contro le idee sbagliate che pretendono di essere le più giuste, contro i sempre nuovi convenzionalismi."Lorenzo Mondo, La Stampa"L'unica nostra scrittrice capace di una comicità deliziosamente coinvolgente."Giulia Borgese, Corriere della Sera"Difficile oggi fare l'insegnante di lettere. Quando lo dico in giro, molti mi guardano perplessi. Secondo me, chi è fuori dalla scuola non può sapere come stanno le cose. Allora mi è venuta voglia di raccontarlo, dal momento che le sorti della scuola devono importare a tutti, è evidente. Ho deciso di dire un po' come la vedo io, questa volta senza la protezione di una storia romanzesca. Ho scelto come primo ascoltatore il mio cane, perché chi ne sa meno di lui? La sua estraneità canina mi aiutava a non dare niente per scontato. Ho provato a dirgli come ci sentiamo adesso noi che abbiamo molto amato la letteratura, e perché facciamo così fatica a 'passare' i nostri amori ai ragazzi. Mi sono anche chiesta: dove sono finiti lo studio, la lettura, il tema, la concentrazione, il tempo, la logica, gli apostrofi, la noia? Per quale motivo dobbiamo imparare a insegnare, e insegnare a imparare, e a nessuno importa mai che cosa?" Così scriveva Paola Mastrocola presentando il suo libro, La scuola raccontata al mio cane. Sono trascorsi degli anni e la situazione nella scuola italiana non è certo cambiata, non è certo migliorata. E l'attualità del libro è dimostrata dal suo stesso, costante successo."Paola Mastrocola racconta con brio e spigliatezza, ama la poesia e gioca con le parole, onora la virgola e l'ipotassi, cesella i dialoghi."Luciano Genta, La Stampa"Ci si lascia sorprendere dallo snodarsi agile della storia, dalle sue allegre 'impennate' e allo stesso tempo si ammira la leggerezza della scrittura, la sua apparente facilità, il suo rifarsi con sorridente e voluta soavità agli stilemi della narrativa favolistica."Margherita Oggero, La Stampa
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Salani Editore, 28/02/2013
Abstract: Bernardo ha dodici anni ed è un balilla con tanto di bicicletta, divisa nera, fez e pistola. Proprio così, Bernardo ha anche una piccola pistola a tamburo che gli ha regalato suo padre per difendersi dai partigiani.Suo padre è il podestà del paese e da giorni è sempre più nervoso e preoccupato: gli Alleati risalgono l'Italia e si avvicinano alla Toscana, iniziano a bombardare i punti strategici e mandano aerei cicogna in perlustrazione. In questo clima di tensione e di odio per il nemico un giorno Bernardo trova, appeso a un albero con il suo paracadute, un pilota afroamericano ferito. Credendolo morto decide di tirarlo giù, ma mentre lo fa l'uomo riprende i sensi. Il ragazzino, desideroso di riabilitarsi agli occhi del padre che non ha una grande opinione di lui, estrae la sua pistola e decide di farlo prigioniero. Il ragazzo non può sapere che presto il suo paese sarà liberato e verrà il tempo della rivincita dei partigiani e delle frange antifasciste. Se lo sapesse, forse si comporterebbe diversamente...
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Salani Editore, 28/02/2013
Abstract: Irresistibile, magnetica, divertente, Stephanie torna con la sua seconda avventura, in cui è alle prese con Kenny Mancuso, un ragazzo come tanti che probabilmente ha appena ammazzato il suo migliore amico. Ancora una volta finisce per scontrarsi con Joe Morelli, poliziotto dal discutibile passato e dalla libido costantemente su di giri, con la cattiva abitudine di immischiarsi negli affari di Stephanie. Anche se in questo caso viene il dubbio che sia lei a finirgli tra i piedi, rendendogli il lavoro difficile e dando alla sua vita quel brivido in più, che certo non gli mancava. Non è professionale, ma è molto convinta, non è bella però è sexy, più che coraggiosa è assolutamente incosciente, e ha un fiuto infallibile per i guai: Stephanie Plum è un'antieroina a cui ci si affeziona a suon di risate e per cui si tifa, col fiato sospeso, dalla prima all'ultima pagina.
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Salani Editore, 28/02/2013
Abstract: Dov'è finito il vecchio Mo Bedemier, accusato di porto abusivo di arma da fuoco e libero su cauzione? Compito ingrato per la cacciatrice di taglie Stephanie Plum, visto che il latitante in questione non è un pericoloso spacciatore, ma un gelataio innocuo e benvoluto da tutti nel Borgo, tranquillo quartiere residenziale di Trenton, New Jersey. Tanto innocuo Mo non dev'essere, in fondo, perché le indagini portano a scoprire scenari insospettabili e pericolosi, in cui Stephanie si ritrova suo malgrado invischiata. Non proprio impeccabile nel suo lavoro - se è per questo, nemmeno nell'abbigliamento e nelle abitudini alimentari Stephanie ha però dalla sua un'estrema determinazione, che la porta a inseguire un ricercato in qualunque circostanza, anche a costo di abbandonare la poltrona del parrucchiere nel bel mezzo di una tinta. A bordo di una mastodontica Buick blu del '53, visto che la sua nuova (mica tanto) Nissan continua a lasciarla a piedi, Stephanie riesce a destreggiarsi fra inseguimenti, sparatorie e appostamenti. Al suo fianco l'esagitata Lula, ex prostituta dai modi piuttosto spicci, e il tenebroso Ranger. E poi c'è l'agente di polizia Joe Morelli, che nella nostra eroina vede ben più di una semplice cacciatrice di taglie...
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Salani Editore, 28/02/2013
Abstract: È una calda estate a Trenton, soprattutto per Stephanie Plum, cacciatrice di taglie, non bella ma sexy, non coraggiosa ma incosciente: un'antieroina con un fantastico fiuto per i guai. E questa volta di guai in cui ficcarsi ce ne sono fin troppi, anche se il caso sembra piuttosto semplice. È sparita una ragazza, Maxine Nowocki, libera su cauzione dopo l'accusa di aver rubato la macchina del fidanzato. Sembrerebbe una banale lite tra innamorati, se il fidanzato non cominciasse a ricevere messaggi minatori cifrati... Per fortuna Stephanie può contare sull'appoggio di Lula, ex prostituta mastodontica con una predilezione per le armi di grosso calibro, e di Salvatore alias Sally Sweet, un chitarrista transessuale, grande esperto di enigmistica. Peccato però che l'agenzia di recupero cauzioni abbia deciso di assumere anche Joyce Barnhardt, storica rivale di Stephanie, specialista nel rovinare matrimoni. Proprio ora che l'agente di polizia Joe Morelli sembrava deciso a dare una svolta alla sua storia con Stephanie... Ancora una volta Janet Evanovich fa centro con il suo riuscitissimo mix di tensione, colpi di scena e ironia, che le ha fatto conquistare cinquanta milioni di lettori nel mondo.
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Se il diavolo porta il cappello
Salani Editore, 28/02/2013
Abstract: Ciro è un ragazzino di tredici anni, tanti quanti ne sono trascorsi dal passaggio del fronte in Toscana. Ciro ha gli occhi chiari, i capelli biondi, il volto cosparso di efelidi e non ha un padre. È figlio di un soldato americano e della guerra, è figlio dell'entusiasmo e della Liberazione. Sullo sfondo di un rigoglioso paesaggio toscano, Ciro, malvisto da tutti e per lo più solo, vive come un selvaggio in un mondo magico e rurale aspettando un padre che non torna mai; parlando con un gemello che ricorda appena e che immagina vivere accanto a sé; subendo umiliazioni dalla gente del paese che ordina ai figli di tenersi alla larga da lui. Colmo di risentimento fa dispetti, compie atti vandalici, filosofa, sogna tesori e vendette avendo come sua unica arma una straordinaria immaginazione. Ma è solo l'inizio: presto, prima che Ciro se ne renda conto, un giovane zingaro con un segreto nel cuore incrocerà la sua strada, guarderà nei suoi occhi azzurri e capirà tutto. Ciro invece scoprirà un popolo e una storia che nessuno conosce finendo per vivere un'avventura senza precedenti che cambierà per sempre la sua vita e il suo modo di vedere il mondo. Un'avventura rocambolesca e mozzafiato che affronta con coraggio e garbo argomenti universali come la guerra, l'accettazione della perdita e la scoperta del diverso.
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Salani Editore, 28/02/2013
Abstract: Eduard Limonov non è mai stato un bravo ragazzo: scrittore di culto, guerrafondaio ribelle, dissidente sdegnato, fondatore del Partito nazionalbolscevico, più volte arrestato. Visceralmente avverso a ogni pregiudizio, radica le sue azioni e i suoi pensieri in una personalissima visione del mondo e del destino dell'umanità. Con più di trenta romanzi all'attivo, poesie, scritti teatrali, articoli e saggi tradotti in moltissime lingue, la sua onda si abbatte in Europa e nel mondo con incredibile impeto, grazie anche al libro straordinario dedicatogli da Emmanuel Carrère, che lo definisce: "Un uomo dalla scorza dura e dalla cannibalesca placidità... Una specie di eroe. È un fascista, ha combattuto a fianco di Arkan, tutte cose spaventose. Ma è anche un coraggioso, ha pagato per quello che ha fatto, non è mai dalla parte del potere: una specie di Robin Hood". Nel Trionfo della metafisica Limonov racconta i mesi trascorsi all'interno della colonia penale n° 13 nelle steppe della regione di Saratov. Al lager Limonov era arrivato all'inizio del maggio 2003 dopo due anni di prigione. Il libro pullula dei personaggi più disparati: i duri passati per le carceri e i campi di rieducazione per giudizi spesso iniqui e affrettati, i criminali incalliti, ma anche gli innocenti ingiustamente condannati. Tutti riforgiati in qualche modo dall'esperienza dolorosa della prigionia, non necessariamente abbrutiti, ma quasi sempre colti dallo sguardo pungente e imperturbabile dello scrittore nella loro insopprimibile ma castrata umanità. Limonov si inserisce nella grande tradizione letteraria russa: quella che, scontrandosi tragicamente con la realtà del carcere e del gulag,ha trasformato la prigionia in una metafora della società e della condizione umana. Ogni pagina di questo libro è una tensione verso l'ascesi; l'esperienza penitenziaria diventa superamento dei limiti spazio-temporali, esercizio di controllo e padronanza di sé; il recluso è un monaco, la sua libertà è tutta interiore e va conquistata e difesa ogni giorno. La sua scrittura si innalza, scarna ed efficace, al servizio di una testimonianza sfrondata da egocentrismi e autoreferenzialità, una illuminante carrellata di volti, figure, ricordi. Più di ogni instant book, questo libro è un atto d'accusa contro la Russia putiniana, quella che si è scagliata contro Anna Politkovskaja, Michail Chodorkovskij, le Pussy Riot: un insieme di storia e attualità, vicenda personale e destino di un popolo che confluiscono in un'opera al di là di ogni etichetta, essenziale e asciutta come una poesia, un esercizio d'arte estremo.
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Salani Editore, 28/02/2013
Abstract: Da molti anni in Russia si combatte una guerra segreta: è quella tra la cultura e il potere. Nel loro paese gli autori delle opere raccolte in questa antologia sono considerati 'scomodi': accusati spesso di pornografia, di estremismo, di tradimento dello spirito russo, hanno subito pressioni e censure, sono stati al centro di campagne diffamatorie e di condanne che riecheggiano tristemente il destino riservato ad altri scrittori d'eccezione come Solženicyn e Pasternak. Eppure Viktor Erofeev, Eduard Limonov e Vladimir Sorokin non sono 'dissidenti politici': la loro arte è piuttosto un attacco al potere, al sistema culturale, al rifiuto del cambiamento, al gusto narcotizzato di un'opinione pubblica che pare ancora intorpidita dopo lo shock dei rivolgimenti post sovietici. Il filo rosso che li unisce, al di là delle differenze, è lo scontro tra la libertà di espressione e il controllo sociale, tra l'arte e l'ideologia, 'tra il poeta e lo zar'. Questa raccolta presenta tre grandi intellettuali e scrittori, che per l'originalità dello stile e la forza dei contenuti sono considerati fra i più grandi della letteratura russa contemporanea.
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La confessione di un figlio del secolo
Fazi Editore, 28/02/2013
Abstract: Le esaltazioni e le delusioni, gli slanci e le malinconie: quello che si cela dietro le vicende narrate da Alfred de Musset è lo stato d'animo, anzi la malattia di un intero secolo, come l'autore stesso avverte nelle prime pagine del romanzo. È nella speranza di recare cura e conforto ai molti altri affetti dalla stessa malattia - l'assenza di ogni valore morale, l'incapacità di evitare che la libertà si deteriori e si trasformi in libertinaggio - che il giovane protagonista narra la storia degli ultimi tre anni della sua vita, durante i quali ha di volta in volta affidato la propria felicità a donne che lo hanno indifferentemente amato e ingannato, all'alcol e a ogni genere di dissipazione, e al desiderio di redenzione accompagnato dall'amara constatazione che i suoi mali sono gli stessi di tutta un'epoca. In questo che è unanimemente considerato il suo capolavoro, Alfred de Musset mostra tutta la sua capacità di abbinare l'eleganza classica del suo stile alla forza sentimentale del romanticismo di cui a ragione è considerato uno degli esponenti più significativi. E le confessioni che sotto le spoglie del protagonista rende a noi lettori, potrebbero benissimo essere quelle del giovane "figlio" di ogni secolo, compreso il nostro.
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Fazi Editore, 28/02/2013
Abstract: Una storia comune racconta le vicende di Aleksandr Aduev, un giovane romantico e sognatore che si trasferisce dalla provincia, dove la madre lo ha sempre coccolato, a San Pietroburgo a casa dello zio Pjotr, un pragmatico capitalista sposato con Lizaveta Aleksandrovna, una bellissima donna molto più giovane. Aleksandr crede nell'amore eterno, nell'amicizia indissolubile e soprattutto si reputa un grande poeta. Lo zio, uno dei caratteri più indimenticabili della letteratura di sempre, cerca di orientarlo verso una visione più realistica della vita. Il romanzo è una vicenda umoristica travolgente, una narrazione serrata intorno allo scontro di due mondi che sembrano in apparenza irriducibili. Il registro di Gončarov è la comicità: un'intelligenza che nasce da Puškin e continua in Gogol' e negli altri grandi del suo tempo. Gončarov è il maestro di una verità che spesso dimentichiamo: la vita deve continuare a nutrirci con qualcosa di intangibile, qualcosa che soltanto il riso sa conservare nell'assurda idiozia delle nostre azioni. Scritto in prosa e versi e pubblicato nel 1847, è il primo libro di una trilogia (a cui seguono il celebre Oblomov e Il burrone). Dimenticato per oltre un secolo a causa della sua mancanza di impegno politico e sociale, il libro viene oggi riscoperto come un grande capolavoro della letteratura russa dell'Ottocento, al pari dei grandi Tolstoj, Dostoevskij, Leskov e Gogol'."Solo con se stesso l'uomo si vede come in uno specchio: soltanto allora impara ad avere fede nella grandezza e nella dignità umana"."Una delizia, leggetelo tutti".Lev Tolstoj