Trovati 828787 documenti.
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Tecniche di comunicazione / Kate Keenan ; [traduzione dall'inglese a cura di Roberto Sonaglia]
Legnano : Edicart, c1998
Il manager in tasca
Fabrizio De Andre : il cantico del sognatore mediterraneo / Pierfranco Bruni
2. ed.
Castrovillari : Il coscile, 2002
Abstract: Grandi voci e grandi autori si misurano con la musica di Fabrizio De André. La sera del 4 luglio 2005, un gruppo di artisti coordinati da Piero Ameli si è riunito a Cagliari, nella magnifica cornice dell'Anfiteatro Romano, per suonare e cantare le canzoni di Fabrizio De André. Massimo Ranieri, Sergio Cammariere, Antonella Ruggiero, Dolcenera, Mario Venuti, Neffa, Sara 6, Francesco Di Giacomo, Nicky Nicolai & Stefano di Battista Jazz Quartet, Elena Ledda, Andrea Parodi, Le Balentes interpretano il repertorio dei classici di un grande poeta della musica. Pamela Villoresi e Massimo Ghini leggono alcuni brani dai suoi scritti. Il libro raccoglie i testi delle sue canzoni. Arricchiti dalle riflessioni, dai ricordi, dalle emozioni dei cantanti e dei musicisti che gli hanno reso omaggio.
Pt. 2: Contributi critici / [scritti di Paolo Bosisio ... et al.]
Copyr. 1998
Fa parte di: Giorgio Strehler e il suo teatro
Valtellina e Valchiavenna / testo di Ivan Fassin
Milano : A. C. Sondrio ; Kina Italia, 1985
Fotocolors ; 260
Amare i castelli della Loira / Cécile Catherine ; tradotto da Christophe Couvreur
[Rennes?] : Ouest France, c1988
Microeconomia / Paul Wonnacott, Ronald Wonnacott ; edizione italiana a cura di Alessandra del Boca
Milano : Etas libri, 1993
Per i miei compagni / Wolf Biermann ; introduzione e traduzione di Luigi Forte
Torino : Einaudi, [1976]
Collezione di poesia ; 139
Bompiani, 2011
Abstract: II centro del mondo si è spostato in Nord Africa. Dopo la Tunisia, l'Egitto, e poi chissà quali altri paesi ancora. Il popolo invade le strade e riempie le piazze. La polizia in parte solidarizza in parte reprime. Frange di fondamentalismo si mischiano alla maggioranza che chiede diritti e libertà, stemperando il proprio potenziale violento. II mondo sta a guardare e fatica a prendere posizione. La voce di Tahar Ben Jelloun si leva con lucidità per spiegare in modo semplice cosa è accaduto, cosa sta accadendo e cosa accadrà. Cadono dei muri di Berlino, dice l'autore, e niente dopo questi fatti sarà più come prima nel mondo arabo. Questi paesi stanno scoprendo, hanno scoperto e rivendicheranno d'ora in poi, il valore e l'autonomia dell'individuo in quanto cittadino. Dopo i best seller dedicati al razzismo e all'Islam, l'autore marocchino di nazionalità francese torna a prendere di petto l'attualità più bruciante con tesi che faranno molto discutere, per nulla tenere con l'Occidente. Quali sono le colpe dell'Europa e degli Usa? Davvero l'Europa e gli Usa vogliono l'autodeterminazione dei popoli arabi? Oppure fanno più comodo pseudo-dittatori che flirtano con la finanza mondiale e i governi occidentali? Il petrolio c'entra e in che misura? Molte domande, alcune risposte per cosa sta accadendo sull'altra sponda del Mediterraneo.
La guerra di un soldato in Cecenia / Arkadij Babcenko ; traduzione di Maria Elena Murdaca
Mondadori, 2011
Abstract: George Orwell scrisse a proposito della Guerra Civile in Spagna - alla quale aveva partecipato - che era un'alternanza di paura e di noia. E queste parole continuano a tornare alla mente di chiunque legga le sconvolgenti pagine sull'esperienza dell'autore in Cecenia. Come dimostra la cronaca anche recente, il conflitto in Cecenia resta una ferita aperta, un mostro che a intervalli regolari torna a dilaniare la regione del Caucaso (ma anche la Russia), mietendo vittime fra la popolazione locale, i ribelli ceceni, i giovani russi chiamati a combatterla, i moscoviti vittime di attentati. Nessuno è risparmiato. Non esistono né vinti né vincitori, non si impongono ragioni assolute né da una parte né dall'altra: le vittime e i carnefici appartengono a entrambi gli schieramenti. Lo sapeva Anna Politkovskaja, l'eroica giornalista assassinata nel 2006 in seguito alle sue denunce, lo sa Arkadij Babcenko, anche lui firma coraggiosa della Novaja Gazeta. Babcenko ha vissuto la devastante esperienza della guerra in Cecenia una prima volta a partire dall'estate del 1996, come soldato semplice, e quattro anni dopo tornandoci da volontario. In questo libro sulfureo e disperato, emozionante e terribilmente onesto l'autore racconta il suo viaggio dall'innocenza all'esperienza, dalla vita alla morte. Per giungere fino a quella assurda situazione di esistenza sospesa tipica del soldato rientrato in patria che fatica a dare un senso alle sue giornate lontano dalla guerra.
Cucinare le erbe selvatiche / Davide Ciccarese
Milano : Ponte alle Grazie, 2011
Abstract: Sono ovunque, persino in città, tra le crepe dei marciapiedi; popolano le campagne, punteggiano i boschi, tappezzano i prati di montagna e sfidano la calura estiva alle spalle del mare. A chiunque sarà capitato di strappare una di queste erbacce, spuntata senza chiedere il permesso in un vaso sul balcone; per non parlare di chi le combatte per difendere il suo preziosissimo orto. Eppure queste piante, che possono sembrare banali, sono quelle capaci di sorprenderci più di tutte, se solo conosciute da vicino con pazienza e curiosità. Vere campionesse nella lotta per la sopravvivenza, per secoli sono state preziose alleate dell'umanità nei periodi di abbondanza come in quelli di carestia, e l'umanità le ha ricambiate ricoprendole di significati, miti e leggende, per poi raccoglierle e classificarle negli erbari dei botanici. Nonostante i diserbanti, l'agricoltura intensiva e la perdita della memoria, ora come allora le erbe selvatiche sono lì, a nostra disposizione, sobrie e resistenti, assolutamente gratuite e deliziosamente buone. Davide Ciccarese, agronomo e innamorato delle erbe selvatiche da quando era bambino, ci dischiude le porte di questo mondo che trabocca fascino e gusto; ci sprona a raccogliere e cucinare ma anche a osservare, seminare, sperimentare; ci fa tornare bambini e raccoglitori. Magari di queste selvatiche bellezze ci innamoreremo anche noi.
Percorso logico del '960-75 : poema / Francesco Leonetti
Torino : Einaudi, [1976]
Collezione di poesia ; 136
1860 [Videoregistrazione] / un film scritto e diretto da Alessandro Blasetti
Ed. speciale
[Roma] : Ripley's Home Video [distributore], c2007
Abstract: Siamo nella Sicilia dei Borboni, allindomani della rivolta di Palermo soffocata nel sangue dei giustiziati della Gancia. Francesco II di Borbone e Sofia di Baviera, regnanti delle Due Sicilie, oppongono al crescente odio del popolo reggimenti mercenari stranieri. In una gola montana alcuni picciotti siciliani si nascondono. A uno di loro, Carmeliddu, viene affidata una delicata missione: avvisare i patrioti genovesi che i picciotti siciliani sono pronti in attesa di Garibaldi. Carmeliddu deve lasciare la donna che ama Gesuzza e partire. Dopo una difficile traversata verso Civitavecchia e quindi Genova durante la quale Carmeliddu ha modo di conoscere le diverse posizioni degli italiani, arrivato a Genova dopo un momento di incertezza viene a sapere che Garibaldi parte alla volta di Sicilia dove si scontrerà con le truppe borboniche a Calatafimi.
La camera segreta / Alberto Bevilacqua
Torino : Einaudi, 2011
Abstract: La scrittura poetica è per Bevilacqua non solo una naturale e sorgiva vocazione, ma anche matrice della sua attività di scrittore: un continuo gioco di specchi tra prosa e poesia che sgorga impetuoso con una forza misteriosa da profondità insondabili. Nei suoi versi, come scrisse Borges, è espressa con forza la manifestazione massima del mistero dell'uomo: il potere e l'attesa di essere stupiti; la contiguità, fra umanità e cosmo, esilio e ritorno, Dio e nulla. In questa nuova raccolta esperienze e relazioni presenti e passate si fondono nella varietà delle lingue poetiche adottate, e alla registrazione degli eventi che hanno segnato una vita si sovrappongo inquetudini vitali e motivi profondamente segreti.
Una notte in Tunisia : tragicommedia / Vitaliano Trevisan
Torino : Einaudi, 2011
Abstract: Il signor X è un noto politico italiano «in esilio volontario» ad Hammamet. Gravemente ammalato, è stato abbandonato da tutti; sono con lui solo la moglie, l'inseparabile Cecchin (autista, segretario e servo tuttofare) e, ospite inatteso, suo fratello XX, medico venuto a verificare le cartelle cliniche dei medici tunisini, che non lasciano speranze sulla prognosi di X. Il malato ha un carattere difficile, odia tutti e non sopporta nessuno, tranne Cecchin. Odia soprattutto gli italiani che l'hanno tradito e scrive memorie e proclami di rivincita postuma. Ma un sogno e la visita del fratello gli fanno balenare un'idea. Se non ha evitato l'esilio forse, con un'ultima trovata, potrà evitare la morte.
Torino : Einaudi, 2011
Abstract: Se nelle prime raccolte degli anni Settanta Jacqueline Risset - in sintonia con il gruppo formatosi intorno a Philippe Sollers e la rivista d'avanguardia Tel Quel - svolse una ricerca poetica tesa a far percepire l'estraneità del linguaggio, costeggiando i limiti del fare poetico; a partire dagli anni Ottanta ha adottato un tipo di lirismo più soggettivo che, senza tuttavia smettere di innovare il linguaggio, si calamita naturalmente verso l'antica tradizione della lirica Occidentale, in prims verso quella dei Trovatori, con una produzione poetica che intende stabilire un rapporto tra amore e lirismo, tra scrittura ed esperienza: scrivere serve a vivere intensamente, a sentire più vicino ciò che si vive - soprattutto quando l'emozione coincide, per un tempo più o meno lungo, con la vita stessa. Per i Trovatori i verbi amare e cantare sono due sinonimi. Hanno ragione. Il volume raccoglie per la maggior parte testi provenienti da tre raccolte: Sept passages de la vie d'une femme (1985), Petits éléments de physique amoureuse (1991) e Les Instants (2000). Versione italiana dell'autrice.
I Love Radio Rock [Videoregistrazione] / written and directed by Richard Curtis
Roma : Universal Pictures [distributore], c2009
Abstract: A metà degli anni '60, in una rigida Inghilterra che si sta risvegliando dal torpore del dopoguerra, un gruppo di trasgressivi DJ capitanati dal Conte rivoluzionerà la cultura musicale di un'intera generazione, trasmettendo da una nave pirata al largo del Mare del Nord un nuovo ed elettrizzante sound: il Rock 'n' Roll. Spaventata dall'influenza che questa musica ribello ed anticonformista potrebbe avere sui giovani inglesi, l'ultra conservatore ministro Dormandy intraprende una crociata per fermare il fenomeno che sta contagiando l'intera Inghilterra
La tenuta Rajani / Alon Hilu ; traduzione di Alessandra Shomroni
Torino : Einaudi, 2011
Abstract: Quando nell'estate del 1895 lascia la Polonia per la Palestina, l'agronomo Isaac Luminsky ha un obiettivo, raggiungere i primi coloni ebrei che si sono stabiliti nella regione, e una speranza: che il clima mediterraneo risvegli la passione di sua moglie Ester. Una volta giunto a destinazione dovrà constatare che le terre buone sono tutte in mano agli arabi. E poiché purtroppo non cambia nemmeno l'atteggiamento della consorte, Luminsky dovrà trovarsi una donna e della buona terra. L'occasione giusta arriva quando Afifa, la proprietaria palestinese della tenuta Rajani, lo invita ad andare a trovare il figliolo Salah, un dodicenne malinconico. La visita sembra rivelarsi propizia per tutti: per il ragazzino che crede di aver trovato nell'uomo un interlocutore attento e un compagno di avventure, per i due adulti che iniziano un ardente rapporto erotico e per il solo Luminsky che finalmente ha individuato il posto in cui potrà realizzare il suo sogno. L'idillio si volge in tragedia con il rientro e l'improvvisa morte del padrone di casa. Luminsky rivela il suo volto autentico e le sue mire. Salah pensa che siano stati i due amanti ad avere ucciso il padre, in un inquietante sogno vede le infinite guerre combattute nella regione, vede gli ebrei costruire tre torri alte come il cielo. Le sue visioni purtroppo si riveleranno giuste: nel luogo in cui sorgeva la tenuta Rajani, un secolo più tardi verranno inaugurate le torri Azrieli, simbolo della moderna Tel Aviv.
L'unità d'Italia e la Santa Sede / Giovanni Sale
Milano : Jaca Book, 2010
Abstract: In occasione della celebrazione del 150° anniversario dell'unità d'Italia, che fu proclamata il 17 marzo 1861, il dibattito storico sulla questione risorgimentale sta vivendo un momento di vivacità, almeno a livello politico e mediatico. Da varie parti, infatti, e con diverse motivazioni vengono espresse sempre di più non solo da opinionisti, ma anche da politici, perplessità sul modo in cui fu raggiunta l'unità d'Italia e sull'opportunità della forma di Stato accentrato che fu adottata dalla élite politica piemontese del tempo. Per questi la raggiunta unificazione degli antichi Stati regionali sotto lo scettro di casa Savoia, e quindi sotto il modello statuale piemontese, fu un'operazione condotta affrettatamente e sotto l'incalzare degli eventi. Si deve parlare dunque di Risorgimento come di un'operazione sbagliata? O meglio come di una rivoluzione fallita? Il Risorgimento fu un processo lungo e faticoso che sfociò nell'unificazione nazionale; esso si mosse secondo spinte non sempre univocamente indirizzate, dove si sono confrontate posizioni culturali o scelte ideologiche diverse. Per quanto riguarda il profilo ideale, il Risorgimento italiano, almeno agli inizi, ebbe una vocazione pluralista. Come movimento di idee, è nato e cresciuto all'interno del pensiero politico cattolico (bollato, con tono leggermente dispregiativo, come guelfismo o neoguelfismo) e all'interno di questo ha ricevuto il suo primo programma di azione.
Preistoria : l'alba della mente umana / Colin Renfrew
Torino : Einaudi, 2011
Abstract: La preistoria è la storia del divenire umano, dei nostri primi antenati e della comparsa dell'Homo Sapiens, delle origini dell'agricoltura e della nascita della civiltà. Ma la Storia inizia con le prime testimonianze scritte risalenti a poche migliaia di anni fa, quindi lo sviluppo dell'uomo dei primordi va ricostruito grazie ai reperti archeologici. Possiamo osservare l'inarrestabile avanzata del progresso nell'architettura, nelle tecnologie, nella cultura e nei viaggi oltre ad ammirare i prodotti stessi della civiltà umana: lingua, letteratura, musica e arti visive. Ma come si svilupparono tali conquiste della mente? Renfrew ripercorre qui le tracce dello sviluppo della mente umana, sottolineando i cambiamenti cruciali verificatisi 10.000 anni fa che portarono allo sviluppo di società complesse in varie aree geografiche: e alle prime città. La chiave per decifrare tale processo evolutivo risiede nel nostro DNA rimasto sostanzialmente inalterato per 200.000 anni, ma anche nelle affascinanti conquiste della nostra mente. L'approccio dell'archeologia cognitiva vivamente ed efficacemente caldeggiato dall'autore consente di delucidare perché il mondo umano cambiò cosi radicalmente negli ultimi 10.000 anni.
L'unità d'Italia : nascita di una colonia / Nicola Zitara ; prefazione di Luciano Vasapollo
3. ed
Milano : Jaca Book, 2010
Abstract: Dopo quarant'anni dalla prima edizione, L'unità d'Italia. Nascita di una colonia è diventato un classico contemporaneo, un libro tutt'oggi fondamentale per la comprensione del dibattito sul Mezzogiorno. Lontano da nostalgie di un trascorso feudale del periodo preunitario, Zitara svela la contraddizione soggiacente al processo unitario, che combina alla conquistata indipendenza di un paese la drammatica trasformazione in colonia interna del suo Mezzogiorno. Affermazione di una nazione e insieme condanna alla dipendenza di una sua parte. Perché ci portiamo dietro la cosiddetta questione meridionale? Perché né governi, né opposizioni, né riforme sono riusciti a venire a capo di un continuo deterioramento insieme sociale, economico e culturale. Senza cogliere le origini della contraddizione storica insita nell'evento unitario, nessuna cura è possibile. Il Mezzogiorno è stato conquistato e civilizzato come colonia o, se vogliamo, semicolonia interna. Un inizio di capitalismo, persino precoce rispetto a quello del Nord, e lo sviluppo di un tessuto creditizio vengono nel Sud bloccati con la forza delle armi. Nel frattempo il mondo contadino si sfalda e passa dalla povertà alla miseria sotto lo sguardo di una nuova borghesia agraria faziosamente sostenitrice del processo unitario. Il Mezzogiorno è stato così utilizzato come riserva di forza lavoro, come luogo per speculazioni finanziarie e industriali devastanti.