Trovati 634 documenti.
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Les années folles : 1919-1929 : Musée Galliera : 20 octobre 2007-29 fevrier 2008
Paris : Paris musées, les musées de la Ville de Paris, [2007]
Legnano (MI) : Edicart junior, 2010)
Abstract: L'incredibile storia di Barbie attrice, che, a Parigi, dove si reca dopo aver litigato con il regista sul set cinematografico del suo ultimo film, si scopre stilista di alta moda... Riuscirà Barbie a salvare l'atelier, dove la zia è direttrice? Quante sfide dovrà affrontare? Età di lettura: da 4 anni.
Paris : Tisne, c1951
Paris haute couture / [catalogue] sous la direction de Olivier Saillard et Anne Zazzo
Paris : Skira Flammarion, c2012
Rennes : Presses universitaires de Rennes, [2013]
Collection "Histoire"
The House of Worth : : Portrait of an Archive / / Amy de la Haye, Valerie D. Mendes
London : V&A Publishing, 2014
Abstract: Profusely illustrated, this monograph explores the House of Worth's success in the realms of haute couture after 1890. Hundreds of photographs selected from the V&A's unique archive of over 7,000 official house records capture the Worth style and offer fascinating insights into the daily routine at Maison Worth. These remarkable photographs are flanked by chapters that tell the intriguing story of their aquisition and their historical context, and describe Worth's international clientele of elegant women of wealth and power, from Lillie Langtry and Sarah Bernhardt to the Duchess of Marlborough (formerly Consuelo Vanderbilt).
Roma : Edizioni dell'Elefante, stampa 1981
Miscellanea ; 3
[Roma] : Stampa alternativa, [1991]
L'età d'oro dell'illustrazione
Nos années 80: Musée des Arts de la mode : Paris, du 29 novembre 1989 au 1er avril 1990
Paris : Union des arts décoratifs, stampa 1989
Como : Nodolibri, 2016
Abstract: Atti del convegno dedicato a Grazietta Butazzi, una delle più importanti storiche del costume e moda italiane del dopoguerra. Per più di quarant’anni, Grazietta Butazzi si è occupata di storia del costume, spaziando dalle corti cinquecentesche al costume popolare, dalla moda italiana del novecento alla stampa di moda del settecento, con una profonda conoscenza degli aspetti materiali dei manufatti vestimentari, ma con una costante attenzione agli intrecci fra le mode, la società, la cultura, il potere, la quotidiana vita delle donne. Il suo metodo di studio ha contribuito a formare una generazione di ricercatori e a creare le basi di una “scuola italiana” negli studi sulla moda.
CG, 2017
Abstract: La vera storia di una donna che ha attraversato il deserto e cambiato il mondo. Waris Dirie, da ragazza nomade nel deserto somalo a top model di successo e ambasciatrice all'Onu per i diritti delle donne. Somalia, Waris ha 12 anni e vive in una tribù nomade nel deserto. Il suo destino è quello di un matrimonio combinato, ma lei non si vuole arrendere. Inizia quindi la sua fuga, che la porta prima a Mogadiscio e poi a Londra, dove comincia a fare lavoretti di ogni genere per mantenersi. Waris non conosce bene l'inglese e vive questa sua situazione di immigrata con spaesamento, finché un fotografo di moda, Terence Donovan, nota la sua incredibile bellezza e la convince a posare...
Piemme, 2018
Abstract: Quando compriamo una maglietta o un pantalone per poche decine di euro nei negozi di noti marchi di abbigliamento a basso costo, dobbiamo sapere che il prezzo esposto non è mai il prezzo giusto. In realtà, sono "affari" che paghiamo molto cari. Perché ci riempiamo l'armadio di capi usa e getta e perché indossiamo tessuti di bassa qualità, sempre più artificiali e meno naturali, tinti chissà come e chissà dove, che si usurano facilmente, prodotti a getto continuo per rifornire le boutique ogni settimana di nuovi arrivi. In Cina, paese da cui arriva la maggior parte dei vestiti, ci sono distretti appositi, dove lo smog riduce la visibilità a pochi metri. Basso prezzo non vuol dire solo bassa qualità, ma anche bassi salari: quelli che percepiscono gli addetti negli Stati in cui le fabbriche sono state delocalizzate, che sono fortemente sfruttati. In molti Paesi, tra cui l'Italia, il settore tessile ha subito le conseguenze del "fast fashion", con perdita di posti lavoro e know-how, a vantaggio di stati dove si può produrre per pochi euro capi che qui costerebbero il triplo. Partendo dal proprio armadio, stipato di abiti poco o mai usati, o logori dopo due lavaggi, la giornalista Elizabeth L. Cline compie un'indagine mondiale - dalla Cina al Bangladesh all'Italia - sull'industria dell'abbigliamento a basso costo e sui pericoli e sulle conseguenze che l'accumularsi di "fast fashion" ha sulla nostra salute, sull'economia e sull'ambiente. E, non ultimo, sulla nostra anima, dato che la rincorsa all'acquisto produce compulsività, insoddisfazione, stress e perdita di personalità e stile.
Workwear : lavoro, moda, seduzione
Venezia : Marsilio ; [Firenze] : Fondazione Pitti discovery, 2009
Abstract: Tutto è moda. Tutto sottosta ai dettami della moda e anche l'abito da lavoro che indossiamo, per la maggior parte della nostra giornata, non è da meno. Con la straordinaria rivoluzione economica e sociale, che ha investito il mondo occidentale, anche la funzione dell'abito è mutata e non può che gridare ciò che facciamo, comunicare al mondo chi siamo. Negli ultimi anni il workwear ha conosciuto un'evoluzione continua sia nella ricerca formale e tecnica, sia nella progressiva codificazione, su scala mondiale, di mestieri e professioni in base ai relativi indumenti. Il libro attraverso una sorta di catalogaziene di materiali prelevati direttamente dai vari ambiti lavorativi riflette su forme, usi e materiali. Catalogaziene che s'intreccia con la moda e la sua ricerca, evidenziando quanta influenza hanno avuto gli indumenti lavorativi non solo sul fashion ma anche sul nostro modo di vestire contemporaneo. Designer come Allegri, Giorgio Armani, Adeline Andre, Agnès B, Walter Van Beirendonck, Gomme des Garcons, C.P. Company/Stone Island, Jean-Charles de Castelbajac, DSquared2, Christian Dior, Christian Lacroix, Jean-Paul Gaultier, Marithé e François Girbaud, Hermès, Krizia, Martin Margiela, Marni, Antonio Marras, Max Mara, Moschino, Thierry Mugler, Prada/Miu Miu, Paul Smith, Versace, Louis Vuitton, Yohji Yamamoto hanno saputo dare nuova identità e bellezza a elementi tecnici e funzionali, declinando in infinite varianti la semplice eleganza degli indumenti da lavoro.
Milano : Excelsior 1881, copyr. 2009
Abstract: Dal vestito, alle stoffe, agli accessori, il futurismo rinnovò radicalmente la moda e questa, altrettanto, divenne uno degli ambiti più concretamente ricettivi della ricostruzione futurista dell'universo, che il movimento andava propugnando. In questo modo, la tuta blu da operaio frutto del genio di Thayaht o le stoffe disegnate da Balla, Crali e Depero, che ancora oggi rivediamo nei disegni di Pucci, divennero presenza del nuovo nella vita di tutti i giorni: una di quelle sollecitazioni assai spinte di continua emotività immaginativa, che il futurismo si proponeva di dare. Una sollecitazione che ancora oggi, nella moda, continua in arrestata.
Moderne icone di moda : la costruzione fotografica di un mito / Federica Muzzarelli
Einaudi, 2013
Abstract: Le sette fashion mass icons qui indagate sembrano esemplificare alcuni punti chiave dell'estetica del modernismo e insieme le prime attestazioni vestimentarie o comportamentali di idee della moda che ancor oggi tornano ciclicamente. L'icona è Cléo de Mérode, la ballerina francese che sperimenta in modo aurorale cosa significa essere uno stereotipo visivo popolare di massa imprigionato in un cliché da riprodurre come merce. La poesia è Charles Baudelaire, l'interprete speciale della monocromia luttuosa del nero, il soggetto tra i più celebri dell'obiettivo fotografico dell'amico Nadar. La danza è Vaslav Nijinsky, l'angelo volante dei Balletti russi immortalato da sir Adolf De Meyer. Il post-colonialismo è Nancy Cunard, la scrittrice ribelle e anticonformista che porta nell'arte e nella vita il credo dei negrophiles, e che si fa fotografare da Man Ray con i bracciali-feticcio africani che le ricoprono le lunghe e magre braccia. Il gender-crossing di Annemarie Schwarzenbach, la piccola svizzera che tramite la fotografia di reportage cerca un posto nel mondo, ma che sa anche usare la fotografia per concedersi in immagini indimenticabilmente chic. Il conformismo è D'Annunzio, lo scrittore e poeta che combatte con versi e imprese la mediocrità borghese e la banalità del normale, che crea vesti magiche e immaginifiche per le sue ospiti notturne, ma che nel suo personale guardaroba del Vittoriale non rinuncia all'eleganza snob dettata dalla moda delle élite cui vuole appartenere.
La moda : concetti, pratiche, politica / Tim Edwards ; traduzione di Chiara Veltri
Torino : Einaudi, 2012
Abstract: La moda è il proverbiale vaso di Pandora. Se si solleva il coperchio per esaminarla, colori, tessuti e incantesimi volano via insieme ai loro significati magici, seducenti e persino irritanti, e - per quanto ci si sforzi - è impossibile riuscire a rinchiuderli di nuovo. Proprio in questo risiedono il suo fascino e la sua difficoltà, nell'assenza di parametri, confini o persino limiti. La moda dunque, tutt'altro che un fenomeno futile o superficiale, è una realtà complessa, di enorme rilevanza sociale e individuale, che trova nell'approccio sociologico lo strumento migliore per la sua decifrazione. Dopo una preliminare rassegna critica delle teorie della moda classiche e storicamente più influenti, il volume prende in considerazione le questioni di genere e sessualità, esplorando i mutevoli significati assunti dalla mascolinità cosi come la costruzione dell'identità femminile. L'autore esamina poi il rapporto tra moda ed età, soffermandosi in particolare sulla cosiddetta sessualizzazione o adultificazione dell'abbigliamento infantile, sull'ascesa di movimenti sociali come il femminismo e quello per i diritti civili e sulla teoria degli stili sottoculturali. Le riflessioni sulla politica del consumo si accompagnano sempre all'esame degli aspetti storici, politici e di sfruttamento della produzione industriale.
Moda : usi e costumi del vestire / Nathalie Bailleux e Bruno Remaury
[Torino] : Electa Gallimard, copyr. 1996
Gli accessori del XX secolo / John Peacock
Milano : Mondadori, 2001
Abstract: Questo volume presenta l'evoluzione stilistica degli oggetti della moda dagli inizi del Novecento ad oggi. Le tavole a colori descrivono nel dettaglio la varietà di fogge, materiali, colori, fornendo una raccolta completa degli accessori da uomo e da donna . La selezione va dagli archetipi del Novecento, come la cloche o il foulard, agli indumenti casual e sportivi, come il berretto da baseball, i sandali di plastica, le scarpe sportive di ogni genere.
Gribaudo, 2019
Abstract: Tutti nuotiamo nel grande mare della moda, anche se a volte non ce ne rendiamo conto. Ecco perché, leggendo questo libro, scoprirai che la Riforma protestante e gli abiti della serie televisiva "Mad Men" sono più vicini di quanto pensi, e che un filo invisibile lega i Sex Pistols e lo streetwear. Capirai che il made in Italy non è un fenomeno - solo - italiano, e che proprio la moda ha avuto un ruolo fondamentale nell'affermazione dei diritti femminili. Scoprirai perché una felpa può costare come un'automobile e che quel vestitino da 19,99 euro in poliestere che hai appena comprato resterà in giro per il mondo per i prossimi due secoli. Perché, semplicemente, tutto è moda, e per capire davvero il mondo bisogna prima di tutto osservare come si veste.