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Cicerone
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Narducci, Emanuele - Citroni, Mario

Cicerone

Laterza, 04/03/2016

Abstract: Summa del trentennale percorso di studi ciceroniani di Emanuele Narducci, il volume propone, attraverso l'ampio racconto biografico, una ricostruzione compiuta del personaggio Cicerone, in cui si integrano inscindibilmente l'uomo politico, l'oratore, il filosofo, l'intellettuale, lo scrittore. E poiché in ciascuno di questi aspetti egli è stato una figura centrale, un punto di riferimento, un modello, il libro offre anche, attraverso la biografia, un quadro sociale, politico e culturale di una fase cruciale della storia.Dalla Prefazione di Mario Citroni

La comunicazione delle pubbliche amministrazioni
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Priulla, Graziella

La comunicazione delle pubbliche amministrazioni

Laterza, 04/03/2016

Abstract: Lo Stato italiano è esteso e costoso come tutte le democrazie europee, però è più debole e inefficace degli altri. Il senso di insopportabilità verso il 'mostro' amministrativo ce lo trasmettono i mass media, gli altri paesi, il nostro stesso vissuto. Eppure l'Italia vanta una normativa sulla pubblica amministrazione tra le più avanzate al mondo, che riconosce alla comunicazione – chiara, esauriente, supportata da una rete di strutture, servizi e figure professionali adeguati – un ruolo cruciale. Purtroppo alla modernità delle leggi si contrappone l'inerzia delle prassi. Graziella Priulla descrive uno scenario affollato di contraddizioni, tra punte di eccellenza e vaste aree di immobilismo.

Il cattivo tedesco e il bravo italiano
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Focardi, Filippo

Il cattivo tedesco e il bravo italiano

Laterza, 17/03/2016

Abstract: 'Il cattivo tedesco e il bravo italiano' è uno stereotipo da rivedere che ha consentito di evitare molti conti con la nostra cattiva coscienza. Corrado Augias, "la Repubblica"L'umanità dei nostri connazionali – benché fascisti – e la bruta violenza degli scherani di Hitler: assoluzione da un lato, demonizzazione dall'altro. Un mito autogratificante che è servito a rimuovere i crimini dell'imperialismo fascista, la guerra di aggressione contro le 'potenze democratiche', la persecuzione antisemita, le violenze commesse ai danni di 'nazioni inermi' sottomesse all'Asse. Nello Ajello, "la Repubblica"La mancata Norimberga italiana avrebbe alimentato e consolidato l'oblio collettivo. La Resistenza e la sua narrazione divennero invece il luogo del riscatto e del riconoscimento della diversità tra italiani e tedeschi. Focardi sintetizza un'intensa stagione di riflessioni su un tema ineludibile. Bruno Maida, "L'Indice"Con grande finezza interpretativa Focardi restituisce spessore ai fatti confrontandosi con le diverse narrazioni – la storiografia, la letteratura, il cinema – raccolte intorno alla vicenda dell'Italia durante la seconda guerra mondiale. Giovanni De Luna, "Tuttolibri"Filippo Focardi ricostruisce le spinte che hanno creato l'immagine dell'italiano 'buono', vittima della ferocia dei tedeschi: un impasto dal quale derivò quell'attitudine autoindulgente di cui gli italiani non si sono mai liberati. Giuseppe Berta, "l'Espresso"

Conversazioni su Dio e sull'uomo
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Bauman, Zygmunt - Obirek, Stanislaw - Polce, Roberto

Conversazioni su Dio e sull'uomo

Laterza, 17/03/2016

Abstract: Zygmunt Bauman, maestro del pensiero contemporaneo, teorico della 'modernità liquida', laico, incontra Stanisław Obirek, teologo, storico, ex gesuita. Due grandi intellettuali provenienti da percorsi diversi si confrontano per la prima volta sui grandi temi del rapporto tra Dio e l'uomo: sull'esperienza religiosa nel mondo di oggi, sulla tolleranza nella ricerca della verità, su cosa significa credere in Dio, sul ruolo del caso nella vita, sulla ricerca personale, sulla speranza.Che esperienza religiosa è possibile trovare in un mondo di consumatori, dove l'homo consumens fatica a trovare una dimensione di comunità e moltiplica le sue paure? Che significato ha la tolleranza nell'epoca delle guerre velate di religione e delle tragedie dei migranti? Dilemmi cruciali degli anni che viviamo, affrontati in questo dialogo tra Bauman, tra i più influenti pensatori al mondo, e il teologo e antropologo Obirek. Letizia Tortello, "La Stampa-Torino"Zygmunt Bauman non smette di sorprendere: in questo libro racconta le sue riflessioni di carattere teologico e, seppure da agnostico convinto, apprezza alcune esperienze di fede. Perché, come dice, "il mondo complesso in cui viviamo ci chiede di stabilire teste di ponte tra le varietà dei punti di vista. La verità abita negli incontri umani e non ha altro posto in cui manifestarsi". Lorenzo Fazzini, "Avvenire"Bauman sceglie di dialogare col teologo Stanisław Obirek, e questo contribuisce a ravvivare ulteriormente il suo acume, la sua saggezza, la sua intelligenza. Questo libro delinea con chiarezza il suo pensiero su agnosticismo e religione in tutta la sua portata. Riccardo Mazzeo, "il manifesto"

Il nemico in casa
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Patricelli, Marco

Il nemico in casa

Laterza, 17/03/2016

Abstract: Il nemico non era sempre riconoscibile, cambiava continuamente volto, poteva lusingare per poi colpire ferocemente, poteva presentarsi con i panni dell'amico. Poco importava se per entrare avesse trovato la porta aperta o l'avesse sfondata. Era in casa.L'Italia, dal 1943 al 1945, dallo sbarco in Sicilia alla fine del conflitto: venti mesi di lotta, di guerra nella guerra.La guerra era piombata in casa all'improvviso nell'estate del 1943. Da sud risalgono gli angloamericani, da nord scendono le truppe tedesche: chi risaliva la Penisola portava la fine della guerra, chi calava da nord ne voleva la prosecuzione. Due macchine belliche spietate. I primi crimini di guerra sul territorio italiano li commettono gli americani, che si propongono come amici e liberatori, ma non si fanno scrupolo di passare per le armi i soldati italiani che si sono arresi. Poi toccherà ai tedeschi, e saranno all'altezza della fama di crudeltà conquistata in Polonia e in Unione Sovietica. L'Italia è preda, gli italiani sono predati, in balia degli eserciti stranieri, che siano occupanti o alleati. La morte e risurrezione del fascismo sotto tutela delle baionette di Hitler aggiungono un elemento di incrudelimento alla contrapposizione militare, perché impongono di scegliere, e non sempre si può scegliere. C'è poi un'altra guerra, la vita di tutti i giorni: fame, paura, illusioni, sofferenze e speranze. Nella lotta per la sopravvivenza, la popolazione travolta dagli eventi diventa vittima e carnefice della guerra civile. Venti mesi durissimi: mancava tutto. La libertà sarebbe arrivata col pane e con la pace. E non necessariamente nello stesso ordine.

Mafia Republic
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Dickie, John - Galimberti, Fabio

Mafia Republic

Laterza, 31/03/2016

Abstract: La prima storia comparata di Cosa Nostra, camorra e 'ndrangheta dal 1946 a oggi: come le mafie sono entrate nella fase più ricca e sanguinaria della loro storia e come si sono trasformate in una rete criminale globale.È un'immagine dell'Italia fosca, ma disegnata con esperienza e maestria. John Dickie ha straordinarie capacità narrative. La sua abilità di raccontare trame losche e personaggi sinistri è impressionante. Il suo stile scorrevole e veloce diventa più sobrio e riflessivo quando analizza i fatti. Oggi nessuno come lui scrive con maggiore autorità sulle organizzazioni criminali italiane. "Times Literary Supplement"Gli italiani spesso si lamentano che gli stranieri siano ossessionati dalla mafia e trasformino un problema circoscritto di crimine organizzato in uno stereotipo che danneggia l'immagine dell'intera nazione. Tuttavia, come John Dickie dimostra in questo libro agghiacciante e rivelatore, il problema vero è che lo stereotipo è corretto. "The Times"Mafia Republic si basa su due semplici principi: il primo è che fra le tre grandi mafie italiane esistono molte più differenze di quanto potrebbe sembrare a prima vista; alcune di queste differenze sono sottili, altre molto nette, ma ciascuna rappresenta un adattamento finalizzato a consentire a quella particolare organizzazione criminale di sopravvivere e prosperare nel proprio contesto locale seguendo un suo percorso storico distinto. L'altro principio è che a dispetto di tutte queste intriganti differenze la storia delle diverse associazioni criminali assume un senso più chiaro se la si intreccia in un'unica narrazione; le mafie hanno molte cose in comune, prima fra tutte il rapporto perverso con lo Stato italiano, uno Stato in cui si sono infiltrate, con cui hanno collaborato, contro cui hanno combattuto; l'Italia non ha entità criminali statiche e solitarie, ma un ricco ecosistema malavitoso che continua ancora oggi a generare nuove forme di vita.

La guerra non era finita
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Trento, Francesco

La guerra non era finita

Laterza, 31/03/2016

Abstract: Nell'agosto del '44, a Milano, il diciannovenne Giulio Paggio giura vendetta di fronte ai corpi di quindici partigiani fucilati all'alba dai nazisti. Un anno più tardi, a guerra finita, Paggio alias 'tenente Alvaro' è il capo della Volante rossa, costituita da una cinquantina di giovanissimi ex partigiani con lo scopo di snidare i fascisti rimasti impuniti dopo il 25 aprile. La loro storia, raccontata con uno stile incalzante, apre uno squarcio sulla Milano del secondo dopoguerra, devastata dai bombardamenti, dalla disoccupazione e teatro di scorribande neofasciste. Raffaele Liucci, "Il Sole 24 Ore"Un saggio storico che si legge come un romanzo. Marco Mathieu, "la Repubblica"Paggio e i suoi scelgono un nome, una sede, un inno di battaglia, una divisa. Si armano, sparano e uccidono. Sempre in sella a una bicicletta. Nell'estate del '45 la Volante sembra deporre le armi, ma una serie di attacchi fascisti gliele farà riprendere subito. Questa è la loro storia. Matteo Tonelli, "Il Venerdì di Repubblica"È davvero tutto un altro dopoguerra quello che emerge in questo serrato racconto di fatti, anche minuti: un momento di felicità, presto interrotto dai grandissimi problemi della ricostruzione ma anche dalla sensazione che la lotta debba riprendere al più presto. Giancarlo Mancini, "Alias"Commisero errori, gesti di violenza superflua, sciocchezze: eppure, la storia dei giovanissimi partigiani comunisti che eliminavano assassini e torturatori fascisti fu una risposta alla progressiva riabilitazione del fascismo nell'Italia del dopoguerra. Angelo D'Orsi, "Tuttolibri"

Beatles vs Stones
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McMillian, John - Galimberti, Fabio - Seller, Gaia

Beatles vs Stones

Laterza, 31/03/2016

Abstract: Shimmy Shake, Love Me Do, As Tears Go By, See My Friends, Norwegian Wood, Hey Jude, Sympathy for the Devil...La domanda è fatidica: Beatles o Stones? La risposta non è una semplice sfida tra band musicali, ma una linea di faglia nella storia culturale.Con la raffinatezza di uno storico, le abilità narrative di un giornalista e l'entusiasmo di un appassionato, John McMillian esplora la storia delle due band. Il suo è un approccio nuovo e straordinario a una grande e vecchia storia del rock'n'roll, uno scontro fra titani della musica. È come uno stereo portatile da cui escono fuori sorprese a ripetizione. È la storia del rock dentro la casa degli specchi nel parco dei divertimenti: e divertimento è la parola chiave di questo libro.

Televisione e radio nel XXI secolo
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Menduni, Enrico

Televisione e radio nel XXI secolo

Laterza, 31/03/2016

Abstract: Dall'autore del fortunato manuale sui linguaggi della radio e della televisione (16 edizioni complessive), una guida aggiornatissima ai cambiamenti che il digitale ha portato ai due grandi media del Novecento.La maggior parte dei manuali che trattano di radio e di TV offrono una ricostruzione del passato in cui i cambiamenti del presente sono ridotti a poco più di un'appendice. Ma questa impostazione non ha più senso, perché radio e tv non sono più le stesse dopo il passaggio definitivo al digitale e a causa dell'intreccio con la rete e con i social network. Pur non tralasciando i riferimenti alla televisione del passato i cui prodotti ancora consumiamo, il testo offre uno sguardo tutto orientato al presente su programmi, format, palinsesti, audience, rapporti con la società, pubblicità, strategie di produzione e di distribuzione. Alla radio, grazie alle specifiche competenze dell'autore, è dedicato uno spazio ampio, e non una sintetica aggiunta alla trattazione televisiva. Il libro è frutto di una lunga esperienza professionale e didattica dell'autore e intende sostituire il manuale che per anni si è affermato nei corsi di sociologia della comunicazione, di linguaggi radiotelevisivi, di giornalismo.

Tutto quello che non vi hanno mai detto sull'immigrazione
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Allievi, Stefano - Dalla Zuanna, Gianpiero

Tutto quello che non vi hanno mai detto sull'immigrazione

Laterza, 21/04/2016

Abstract: Numeri, dati, fatti per raccontare con un taglio pragmatico e con una prospettiva inedita il più grandioso mutamento dell'Italia di questi anni.L'Italia è diventata nel breve giro di un paio di generazioni da paese di emigrazione sostanzialmente monoculturale a grande porto di mare. Vivono oggi dentro i nostri confini cinque milioni di stranieri e l'immigrazione è da anni al centro del dibattito pubblico e dello scontro politico.Spesso però se ne discute senza tener conto dei dati di fatto: se in un luogo non ci sono risorse sufficienti per permettere agli uomini di soddisfare le loro necessità e in un altro luogo le opportunità sono sovrabbondanti rispetto agli uomini, un gruppo di abitanti del luogo di partenza si trasferirà inevitabilmente nel luogo d'arrivo. È dunque impensabile che il flusso dei migranti si interrompa. Peraltro, la struttura demografica dei paesi occidentali rende necessario l'apporto degli stranieri: nei prossimi vent'anni, per mantenere costante la popolazione in età lavorativa (20-64), ogni anno dovranno entrare in Italia – a saldo – 325 mila potenziali lavoratori, un numero vicino a quelli entrati nel ventennio precedente. Altrimenti, nel giro di appena 20 anni i potenziali lavoratori calerebbero da 36 a 29 milioni, a mano a mano che i baby-boomers andranno in pensione. Diminuirebbero anche i giovani (da 11,2 a 9,7 milioni), mentre gli anziani – in ogni caso – sono destinati ad aumentare in modo inarrestabile.Il libro offre dati aggiornatissimi sui flussi migratori e sul loro contributo reale allo sviluppo economico, culturale e sociale del Paese, senza eludere nessuno dei temi scottanti degli ultimi mesi: l'aumento esponenziale dei richiedenti asilo, l'impatto della crisi sulle migrazioni, il contributo degli stranieri all'economia italiana, i problemi di criminalità, l'integrazione fra le diverse culture e religioni. Perché esiste un modello italiano alle immigrazioni: è necessario riconoscerlo per tracciare con sapienza le politiche del futuro.

Che fare di Carl Schmitt?
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Kervégan, Jean-François

Che fare di Carl Schmitt?

Laterza, 21/04/2016

Abstract: Un giudizio di Karl Jaspers condensa efficacemente la questione 'Carl Schmitt': quest'ultimo, insieme a Heidegger, tentò di "prendere intellettualmente la testa del movimento nazionalsocialista". Per questo, poco più di vent'anni fa suscitò scandalo la pretesa di considerarlo come un autore destinato diventare 'un classico del pensiero politico'. Oggi, invece, la questione è molto più chiara: un autore al quale sono dedicate dozzine di volumi e articoli ogni anno è già, piaccia o no, un classico. È vero, i suoi avversari teorici – da Strauss a Löwith, da Peterson a Kojève, passando per Blumenberg, Habermas, Derrida – ne hanno discusso aspramente le tesi, spesso per respingerle: ma se oggi esiste un 'caso Schmitt' è proprio perché questo autore, insieme alle sue divagazioni naziste, ha scritto opere che sono da annoverare tra le più importanti e potenti della teoria giuridica e politica del ventesimo secolo. Alcuni concetti elaborati da Schmitt, come il nomos della terra e la costituzione come 'decisione esistenziale', e altri riformulati con originalità come il potere costituente e lo Stato di diritto 'borghese', contribuiscono a illuminare questioni fondamentali quali il rapporto tra razionalità e decisione, il radicamento delle norme giuridiche nelle istituzioni, gli effetti perversi del ritorno della morale nella politica internazionale.Jean-François Kervégan 'riparte da Carl Schmitt' in due modi: da un lato prendendone congedo quando necessario, dall'altro cogliendo i concetti che ci aiutano a reinterpretare il mondo contemporaneo, in quanto Schmitt, dalla sua posizione esterna e anche ostile nei riguardi dei presupposti delle nostre riflessioni, ci aiuta indubbiamente a formularle e affrontarle meglio.

Capra e calcoli
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Malvaldi, Marco - Leporini, Dino

Capra e calcoli

Laterza, 05/05/2016

Abstract: Che cosa c'è dietro un computer? Che cosa può fare? Certo, gli algoritmi sono capaci di farci sapere con una buona probabilità se è meglio prendere l'ombrello prima di uscire, ma sono anche capaci di far crollare la borsa di Wall Street per 'eccesso di stupidità'. Marco Malvaldi e Dino Leporini spiegano in modo divertente ed efficace i limiti e i pregi di questi partner ineludibili. "Sette - Corriere della Sera"Dalle montagne russe del valore dei bitcoin al rischio di vedersi il lavoro rubato dai computer, dallo sviluppo dei droni sino ai dilemmi di privacy sui social. Sono problemi aperti con cui siamo sempre più spesso invitati a fare i conti, e che questo libro ha il grande pregio di trattare con un tono scanzonato anche se si sta parlando di complessi strumenti finanziari o di teoria del caos. Marco Motta, "le Scienze"Malvaldi e Leporini riflettono insieme sul rapporto tra modelli e complessità attraverso i due protagonisti più importanti di questa relazione: gli algoritmi e i dispositivi che da questi algoritmi derivano. Ne viene fuori un libro divertente, a tratti esilarante. Marco Pacioni, "il manifesto"

Passo d'uomo
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De Gregori, Francesco - Gnoli, Antonio - Gnoli, Antonio

Passo d'uomo

Laterza, 05/05/2016

Abstract: Come un velo che sta per cadere e non cade mai interamente, così la lingua del ricordo ha in sé un nucleo enigmatico. Eppure è lì, in quel territorio progressivamente divorato dalle ombre o smaltato dalla luce, che si sono svolte le conversazioni, che Francesco chiama storie e io vita. Antonio GnoliFrancesco De Gregori si racconta per la prima volta attraverso una serie di conversazioni condotte da Antonio Gnoli. La sua vita e il suo mondo emergono in una successione di pensieri, ricordi ed emozioni. L'intima intelligenza delle sue canzoni fa da sfondo alle nostre esistenze intrecciate con la storia italiana.Chiunque si sia posto domande su che cos'è l'arte e la bellezza, il tempo che passa e ci trasforma, Dio e le religioni, l'oggi che comprendiamo sempre meno, troverà in questi dialoghi risposte di sorprendente sincerità e acutezza. Scoprirà inoltre le numerose esperienze che De Gregori ha vissuto con coerenza e desiderio: i libri letti e amati; l'America con i suoi miti e la politica con i suoi equivoci e il senso di cosa abbia voluto dire per lui essere di sinistra senza lasciarsene condizionare. Il mondo poetico di De Gregori ne esce in sintonia con il battito del suo cuore e della sua mente. Tra la musica che ha scritto e quella che ha amato.In un finale sorprendente Francesco De Gregori riflette, ragiona e affronta con umiltà lo spirito del nostro tempo, così segnato dalle passioni tristi. Non ci sono ricette, né messaggi edificanti. Solo la sommessa convinzione che la vita migliore è quella che si interpreta con passo d'uomo.

Islam in 20 parole
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Declich, Lorenzo

Islam in 20 parole

Laterza, 05/05/2016

Abstract: Venti parole chiave, da 'Jihad' a 'Economia', da 'Donne' a 'Modernità', per capire l'Islam e andare oltre gli stereotipi che troppo spesso sentiamo in politica e nei media.Questo è un libro da portare con sé e da sfogliare ogni qual volta ci imbattiamo in discorsi, concetti e dibattiti in cui l'Islam viene trattato in maniera frettolosa e stereotipata. Ma è anche un viaggio, da fare tutto d'un fiato, nel mondo islamico e in ciò che dell'Islam si dice e si pensa oggi. Le 20 parole rappresentano tappe di un itinerario che tocca storia, cultura e religione, antropologia e sociologia, economia e politica. Alcune – Allah e jihad ad esempio – sono ormai sulla bocca di tutti. Altre – come din (religione), umma (comunità) e iman (fede) – sono meno conosciute ma altrettanto essenziali. Altre ancora, come islamofobia e terrorismo, affrontano direttamente i nodi sui quali si concentra il 'discorso pubblico sull'Islam'. Alla base di tutto c'è la curiosità verso mentalità, popoli e storie di un mondo che ancora conosciamo poco e che ha sempre esercitato grande fascino. Oggi più che mai è importante imparare a conoscerlo.

Pantelleria
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Calaciura, Giosuè

Pantelleria

Laterza, 05/05/2016

Abstract: Sospesa tra noi e l'Africa, drammatica e soave, inquietante e dolcissima, nera di lava e d'ossidiana, verde di uva di Zibibbo, di capperi e ulivi, azzurra di lago, indaco di mare, Pantelleria è un'isola limite.Pantelleria è bellezza. Esuberante di venti, di mare, di odori. Di vulcano. La sua natura estrema, nei millenni, ha costretto a trovare soluzioni, a contendere, pietra dopo pietra, terra alla lava, a opporre intelligenza alla ferocia dello scirocco e del maestrale. Isola di approdi perenni: è stata fenicia, romana, bizantina, araba, normanna, spagnola. Pantelleria è un confine non solo geografico, è una frontiera che accoglie, è un luogo che ci ricorda quanto sia fragile e al tempo stesso eccezionale la condizione umana.

Stato e avanguardie cosmopolitiche
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Ypi, Lea

Stato e avanguardie cosmopolitiche

Laterza, 05/05/2016

Abstract: Gli autori che si rifanno al cosmopolitismo iniziano la riflessione da una visione ideale di come le leggi dovrebbero essere, ma omettono di considerare gli individui come essi sono; per contro, gli autori statisti perlopiù partono da un'analisi realistica della società ma tralasciano di considerare le potenzialità di trasformazione radicale delle leggi. In questo libro si propone una versione di cosmopolitismo concepito come agire politico di avanguardia. L'analisi è radicata in una concezione dialettica della giustizia sociale e dimostra come sia possibile promuovere la desiderabilità normativa dell'ideale cosmopolitico di eguaglianza grazie al contributo di forze politiche progressiste contenute nello Stato.

La crisi dell'utopia
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Canfora, Luciano

La crisi dell'utopia

Laterza, 05/05/2016

Abstract: Il merito principale dell'opera di Luciano Canfora è di superare ogni sterile distinzione disciplinare. Ciò che rende prezioso e necessario questo libro è la sinergia tra filologia e filosofia, che non si limita a gettare luce su questioni circoscritte relative al rapporto tra Aristofane e Platone, ma è messa al servizio di un interrogativo persistente e attuale: quello che riguarda il ruolo dell'utopia. Se è vero che l'importanza di un libro si misura sul rilievo delle questioni che suscita, il testo di Canfora offre un contributo di primissimo ordine. Umberto Curi, "Corriere della Sera"Luciano Canfora rilegge gli ideali di uguaglianza della Repubblica platonica: l'unico modo per contrastare le risorgenti forme di schiavitù. Silvia Ronchey, "La Stampa""I fallimenti liquidano l'utopia, o l'utopia resta un bisogno morale al di là del naufragio? E la demonizzazione, fin troppo facile, dell'utopia non diviene un alibi per blindare in eterno la conservazione e l'ingiustizia?"

Finanza quotidiana
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Ghisellini, Fabrizio

Finanza quotidiana

Laterza, 19/05/2016

Abstract: Vent'anni fa per le famiglie italiane era facile occuparsi dei propri risparmi, perché c'erano solo due possibilità: il conto in banca e i BOT. Oggi tutto è più complicato, ma investire bene (e senza regalare soldi agli esperti di turno) è possibile. Il primo passo da compiere è conoscere i meccanismi psicologici che sono alla base delle scelte finanziarie.La crisi globale da cui stiamo faticosamente uscendo è l'ennesima dimostrazione del fatto che le teorie finanziarie tradizionali sono inadeguate. Esse presuppongono infatti che gli investitori siano perfettamente razionali, dando luogo a mercati efficienti.Non è così. Come messo in luce dalla finanza comportamentale, nel mondo reale la maggioranza delle persone non ha tutte le informazioni e conoscenze necessarie per comportarsi da homo oeconomicus, e decide in base a regole di apparente buon senso.Sono quindi fattori psicologici – se non vere e proprie distorsioni cognitive – a far crescere il contagio delle 'bolle' e a creare una immeritata fiducia negli 'esperti', dal funzionario che ci fa comprare troppe obbligazioni bancarie (Banca Etruria vi dice qualcosa?) ai vari 'Madoff dei Parioli' in circolazione che poi scappano con i soldi.Per fortuna ci sono degli accorgimenti che possono proteggerci da errori gravi o, peggio, dal combinare disastri.

Portami oltre il buio
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Boatti, Giorgio

Portami oltre il buio

Laterza, 19/05/2016

Abstract: "I sogni ammonitori sono arrivati prima che partissi. Sono saliti al volo sull'idea di questo viaggio.Loro non ci credono proprio ai semi di nuovo, quelli sparsi da questi anni difficili. Forse, semplicemente, non li vogliono vedere. Non credono possibile un girar pagina, rispetto al passato, capace di renderci diversi, forse persino migliori di ciò che siamo stati..."Ecco l'Italia irrequieta ma non domata dalle difficoltà di questi anni. Un Paese che si mette alla prova, con grinta e speranza, afferra i cambiamenti e supera timori e autodenigrazioni. Oltre il buio, appunto.È stata così lunga e severa la crisi che immaginare la vita degli italiani 'dopo' pareva una sfida impossibile. Nasce così questa esplorazione che dal Monferrato scivola leggera sino al Parco dei Paduli nel Salento; salta da un coworking di Matera alle periferie di Genova e sosta nel virtuoso paese dell''ulivo sospeso', tra l'Amiata e il Chianti. E ancora: da Roma, dirimpetto a Santa Marta, va alla reggia di Babette, nel cuore della Food Valley emiliana, dove è sbocciata una scuola molto speciale e, da un'avveniristica 'play factory', tra i colli di Jesi, finisce all'Hotel Etico di Asti che punta a rendere inclusiva, anche per i più fragili, un'intera città.Ogni tappa di questo viaggio sorprendente è il racconto di un futuro inaspettato e vitale che non è dietro l'angolo. È già qui.

Il teatro romantico
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Randi, Elena

Il teatro romantico

Laterza, 19/05/2016

Abstract: Tra gli ultimissimi anni del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento il teatro romantico ha animato una grande stagione di fermenti artistici e di audaci sperimentazioni sulle scene europee. Elena Randi ne traccia un ricco panorama, analizzando le teorie e i luoghi scenici, i generi spettacolari 'minori' e l'arte attorica, le scenografie e i costumi, la drammaturgia e la complessiva messinscena. Questo ampio quadro mette a fuoco come la tradizione italiana si differenzi dalla situazionedelle grandi capitali dello spettacolo in Francia, Inghilterra e Germania: se l'una tende a essere centrata sulla figura del primo attore, l'altra pone un forte accento sull'insieme dei coefficienti scenici.Possiamo leggere, nelle caratteristiche del Romanticismo teatrale, le linee genetiche e i destini della scena moderna.