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Casanova per giovani italiani
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Celi, Lia - Santangelo, Andrea

Casanova per giovani italiani

UTET, 20/09/2016

Abstract: Un italiano in fuga dal suo paese, ingegnoso e versatile ma povero di risorse che non siano il proprio talento. Un Ulisse dalle multiformi capacità e dai mille lavori, nato a Venezia da un ballerino scappato di casa e da un'attrice dalla personalità forte e indipendente, approdato poi a Roma, Lione, Londra, Mosca, grazie a coraggio, curiosità inarrestabile e al magnetismo della sua intelligenza. Questo è Giacomo Casanova, antesignano perfetto della generazione cresciuta tra Erasmus e Interrail, raccontato da Lia Celi e Andrea Santangelo con la consueta verve narrativa, abbinata a rigore storico, erudizione e padronanza delle fonti. I due autori ripercorrono tutte le tappe di una vita straordinaria da cui emerge non solo il fascino del grande seduttore ma anche e soprattutto il carisma di un personaggio che può essere preso a modello da tutti gli italiani che vogliono sfruttare in modo attento e spregiudicato i propri talenti. In questa biografia vivace e inconsueta, Casanova è un vero e proprio "social network umano", un nomade che viaggia per l'Europa sullo sfondo di un secolo ricco di contraddizioni come il Settecento, lasciandosi dietro amori, intrighi, duelli, evasioni rocambolesche, persecuzioni e incontri straordinari - da Goldoni a Cagliostro, da Caterina di Russia a Voltaire. Un Casanova per "millennials" senza patria né patrimonio ma ricco d'ingegno, in grado di farsi strada nelle più importanti corti europee e dotato di una personalità in cui si riflettono gran parte delle caleidoscopiche caratteristiche di un'umanità che, al netto dei tricorni e dei finti nei, assomiglia incredibilmente alla nostra.

La congiura di Catilina
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Sallustio, Caio Crispo

La congiura di Catilina

UTET, 18/04/2016

Abstract: Tra gli episodi più torbidi e controversi della storia romana, le vicende della congiura di Catilina, ambizioso patrizio romano che progetta di sovvertire l'ordine della Res publica strenuamente difeso da Cicerone, sono raccontate da Sallustio con una prosa ricca e serrata, in grado di avvincere il lettore ancora oggi. L'edizione Utet, a cura di Paolo Frassinetti e Lucia Di Salvo, presenta il testo latino collegato alla traduzione italiana attraverso link ipertestuali.

Moto, luogo e tempo
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Hobbes, Thomas

Moto, luogo e tempo

UTET, 18/04/2016

Abstract: Moto, Luogo e Tempo è un trattato basilare per la conoscenza del pensiero di Thomas Hobbes, dove vengono affrontati i temi principali della fisica e della nascita della moderna cosmologia, come il movimento della Terra e degli altri pianeti, o il fenomeno delle comete. La difesa degli esperimenti galileiani dimostra quanto il filosofo inglese abbia assimilato in profondità la rivoluzione di Copernico e la lezione di Galileo Galilei. Utet pubblica per la prima volta in ebook, con un ricco e approfondito commento a cura di Antimo Negri e Gianni Paganini, un'opera poco nota di Hobbes, tutta da riscoprire.

Risorgimento disonorato
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Del Boca, Lorenzo

Risorgimento disonorato

UTET, 23/08/2016

Abstract: La storia si impara a scuola, ma troppo spesso la storia è un'altra. Fin da piccoli ci raccontano che le vicende dell'Unità d'Italia sono costellate di eroi, atti di coraggio e dimostrazioni di lealtà e abnegazione. Ma è così vero che nel periodo in cui la nostra identità nazionale si è forgiata tutti furono ammirevoli patrioti? A oltre 150 anni dall'Unità, lo sguardo non ideologico di Lorenzo Del Boca si posa sul nostro passato e ci mostra come l'Italia sia nata male. E non soltanto per il modo affrettato di raggruppare regioni e tradizioni distanti tra loro, ma perché, confusi con quelli che rischiavano la vita per la nazione, si mescolava tutta una genia di arraffatori e ladri la cui principale preoccupazione era arricchirsi in fretta, di truffatori e violenti che giustificavano le proprie azioni in nome del più alto ideale di patria. Risorgimento disonorato raccoglie le testimonianze più vere, e talvolta scomode, della nostra storia. Dalla morte di Ippolito Nievo, custode della cassa dei Mille in quanto "unico onesto", vittima con tutta probabilità di un attentato, ad Alfonso La Marmora, che rase al suolo due quartieri di Genova; da Nino Bixio, che a Bronte fece fucilare persino lo scemo del villaggio, alla cruenta conquista di Gaeta del generale Enrico Cialdini, che sparò 500 colpi di mortaio al giorno contro i borbonici indifesi che in teoria doveva "liberare". E poi l'ammazza-preti Callimaco Zambianchi, la tangente "tricolore" per le ferrovie di Giuseppe Mazzini e le "importantissime missioni" dell'agente segreto Filippo Curletti. Tutti avvenimenti, questi, di un'Italia poco raccontata, che, spogliati dell'abituale mitizzazione romantico-risorgimentale, risultano, oggi più che mai, fondamentali per comprendere le lacerazioni del nostro presente.

Il momento propizio
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Mencio

Il momento propizio

UTET, 13/05/2016

Abstract: Come quella del grande Confucio, anche la vita del maestro Meng (conosciuto come "Mencio" in Occidente) fu scandita, oltre che dai progressi nella sapienza, da innumerevoli viaggi alla ricerca di sovrani capaci di governare i loro sudditi in accordo con la filosofia. Mencio mori¿ intorno al 289 a.C., ormai all'apice della sua fama, dopo aver incarnato il tipo perfetto del sapiente i cui pensieri, trasmessi da dialoghi e sentenze, erano direttamente originati dall'esercizio della virtu¿ e dall'infallibile comprensione della natura umana e dei suoi limiti. La parola di Mencio non cade mai dall'alto di qualche impervia regione metafisica. Il filosofo vive in costante contatto con i problemi e le aspirazioni dei suoi simili, ed esercita le sue prerogative alla maniera di un medico che ripara le storture e le cattive abitudini del pensiero. Eliminati tutti gli inutili orpelli, nel cuore dell'uomo deve regnare la carita¿, e la sua strada e¿ quella della giustizia. Ma non c'e¿ nulla che possa considerarsi acquisito una volta per tutte. Cosi¿ come i beni materiali ci vengono offerti e sottratti dalla ruota della fortuna, possiamo continuamente sviarci, perdere il controllo del nostro equilibrio interiore, dimenticare cio¿ che dovremmo essere. Il filosofo veglia sulle innumerevoli lesioni che la vita quotidiana infligge alle verita¿ supreme, tentando di porvi rimedio con i buoni esempi e l'arte del dialogo illuminante. Parole che dall'antica Cina sembrano rivolte direttamente a noi, cosi¿ facili a smarrire il nesso di verita¿ che dovrebbe sempre legare le parole e le cose, i propositi ai comportamenti, il bene che ci aspettiamo dagli altri e quello che siamo capaci di restituire.

Schiavi di un Dio minore
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Arduino, Giovanni - Lipperini, Loredana

Schiavi di un Dio minore

UTET, 06/09/2016

Abstract: Gli schiavi di un dio minore vivono tra noi, anche se non li vediamo. Ne rimangono tracce sui giornali: il trafiletto su un bracciante morto di stenti in un campo di raccolta, l'editoriale sui magazzinieri che collassano a fine turno. Quelli che invece vivono lontani sono ridotti a numeri, statistiche: il tasso di suicidi nelle aziende asiatiche dove si producono a poco prezzo i nostri nuovi device, la paga oraria delle operaie cinesi o bengalesi che rendono così economici i nostri vestiti. D'altra parte si sa, l'abbattimento dei prezzi, senza intaccare i guadagni, si ottiene sacrificando i diritti e a volte la vita dei lavoratori, a Dacca come a Shenzhen o ad Andria. Ma non si tratta solo di delocalizzare o impiegare manodopera immigrata. La schiavitù si insinua nelle pieghe della modernità più smagliante: non c'è in fondo differenza tra i caporali dei braccianti e i braccialetti elettronici, i microchip, le telecamere e le cinture GPS, strumenti pensati per la sicurezza ma votati al controllo. Per non parlare della mania del feedback, del commento con le stellette, l'ossessione per il costumer care che mentre coccola il cliente dà un altro giro di vite alla condizione dei lavoratori. E dove manca il padrone, c'è lo schiavismo autoinflitto dei freelance, che sopravvivono al lordo delle tasse, senza ferie pagate, contributi, tempo libero. Indipendenti, sì, ma incatenati alle date di consegna e al giudizio insindacabile dei committenti, ai loro tempi biblici di pagamento. Nella trionfante narrazione dell'oggi, tutta sharing economy, start up e "siate affamati, siate folli", non c'è spazio per questi schiavi moderni. Ed è proprio raccogliendo le loro storie, le loro voci soffocate, che Giovanni Arduino e Loredana Lipperini smascherano gli inganni del nostro tempo, in cui la vita lavorativa si fa ogni giorno più flessibile, liquida, arresa: se la struttura legislativa del lavoro si smaterializza, tornare a parlare di corpi, a far parlare le persone, è un modo per non rassegnarsi e resistere.

Le tesi sulle indulgenze e altri scritti
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Lutero, Martin

Le tesi sulle indulgenze e altri scritti

UTET, 18/04/2016

Abstract: 31 ottobre 1517: sulla porta della Chiesa del Castello di Wittenberg Martin Lutero affigge 95 Tesi contro le indulgenze, pratica allora al centro di molti abusi da parte del Papa, cambiando per sempre la storia della cristianità. L'anno successivo condensa la sua dottrina in altre 40 Tesi per partecipare alla riunione religiosa nota come Disputa di Heidelberg. Essenza del messaggio del riformatore tedesco, le due raccolte, testi cardine del pensiero luterano, sono pubblicati da Utet in ebook con approfondite note di commento a cura di Valdo Vinay.

Il "Padre Nostro" spiegato nella lingua volgare
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Lutero, Martin

Il "Padre Nostro" spiegato nella lingua volgare

UTET, 18/04/2016

Abstract: "Nicht für die Gelehrten", non per i dotti, avvertiva nel 1519 Martin Lutero sul frontespizio dell'edizione del "Padre nostro" spiegato nella lingua volgare ai semplici laici. Insoddisfatto della prima raccolta delle sue prediche quaresimali, in latino, il teologo aveva deciso di scriverle lui stesso in tedesco per far comprendere a tutti il messaggio riformato. A cura di Valdo Vinay, Utet pubblica in ebook un testo fondamentale della Riforma, che è anche il racconto appassionato e inquieto della temperie religiosa di inizio Cinquecento.

Un patrimonio italiano
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Volpe, Giuliano

Un patrimonio italiano

UTET, 15/10/2016

Abstract: Negli ultimi due anni si è discusso di patrimonio culturale più che negli ultimi vent'anni. Dopo un lungo periodo di disinteresse, accompagnato da tagli indiscriminati e dal blocco delle assunzioni, il tema è finalmente diventato di grande attualità. Ma l'occasione non va sprecata. È necessario un profondo cambiamento di visione per allontanarsi da una certa tradizione elitaria e seguire con decisione la strada indicata nel 2005 dalla Convenzione Europea di Faro sul diritto al patrimonio culturale: una vera e propria rivoluzione copernicana, che mette al centro i cittadini, le comunità, i territori. Per fortuna l'Italia è un paese straordinario, che riserva continue scoperte, sorprese imprevedibili: non c'è città, non c'è piccolo borgo, non c'è località che non conservi tracce storiche, monumenti, tradizioni, peculiarità paesaggistiche di grande interesse. Ed è proprio dall'indagine sul territorio che Giuliano Volpe parte per parlarci del futuro del nostro patrimonio. Un viaggio nell'Italia migliore, un tour ideale tra musei, parchi, monumenti, gestiti "dal basso": tante soluzioni diverse che dimostrano come sia possibile fare dell'eredità culturale un elemento vivo e un fattore di coesione e di crescita di una comunità, grande o piccola che sia. Quante energie, quanto entusiasmo, quante capacità animano il nostro Paese: ma le energie devono essere sostenute, l'entusiasmo non va spento, le capacità meritano di essere sviluppate. In questo saggio rapido e palpitante sono raccolte storie e situazioni in cui gli ostacoli sono stati trasformati in opportunità, in cui la voglia di fare italiana ha trovato spazi e possibilità per mettersi alla prova, e riuscire. Un messaggio di ottimismo della volontà che viene da grandi fondazioni e da società pubbliche, da piccole associazioni o da giovani professionisti. Un messaggio da raccogliere e valorizzare: è questo il nostro vero patrimonio.

Moglie
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Sasso, Cinzia

Moglie

UTET, 27/09/2016

Abstract: Che cosa accade a una giornalista affermata, fiera della sua libertà e ostinata nel mantenere la propria autonomia, quando decide di abbandonare il lavoro della sua vita per diventare una moglie? E non una moglie qualunque, ma la "first sciura": la moglie del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Alternando fatti quotidiani a incontri e viaggi straordinari, Cinzia Sasso ripercorre, sullo sfondo della Milano "arancione" degli ultimi anni, la storia della sua scelta. In modo spesso sorprendente, ci mostra come essere una moglie a tempo pieno possa rivelarsi molto gratificante, anche o forse soprattutto per una persona che ha sempre creduto nella sua autosufficienza, nella sua indipendenza, nella sua libertà. Con leggerezza, semplicità, ironia, ma anche sensibile e sofferta consapevolezza, si interroga sulle dinamiche di coppia, sui ruoli femminili e maschili nella società contemporanea, sulla ricerca della felicità e sul senso più profondo dell'amore. Questo ritratto, intimo ed esemplare al contempo, è anche il racconto di una generazione fortunata, quella a cui l'autrice appartiene, che ha potuto sognare e realizzare i propri sogni. Osservatrice insaziabilmente curiosa, da sempre attenta al mondo femminile, Cinzia Sasso intreccia infatti alla sua storia quella di altre donne che sono riuscite nella difficile impresa di conciliare amore ed emancipazione, lavoro e famiglia. Moglie è soprattutto il racconto di una donna alla continua scoperta di se stessa, che non teme le proprie contraddizioni e sperimenta la bellezza del passare dall'io al noi. Un "noi tra due uguali", che imparano a condividere tutto, tanto da mettersi al servizio dell'altro. Non "dietro" al proprio consorte, ma di fianco, accanto, insieme. Con prefazione di Natalia Aspesi. "Una storia esemplare per le donne appassionate del loro lavoro ma anche molto legate al loro" - Natalia Aspesi "Questo è un libro pieno di spunti, suggestioni, provocazioni, immagini" - Lella Costa, l'Unità "Moglie è un diario intimo che diventa pubblico" - Denise Pardo, l'Espresso

Venezia tradita
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Del Boca, Lorenzo

Venezia tradita

UTET, 13/09/2016

Abstract: La "questione veneta" costituisce una delle controverse eredità del Risorgimento. Un lascito che ancora oggi è vivo e che si riflette nella battaglia sostenuta da un numero sempre crescente di veneti per ottenere, attraverso un referendum, l'indipendenza. Ma quali sono le ragioni che animano questi "italiani riluttanti"? Quali sono le cause del loro impulso secessionista? Lorenzo Del Boca, lo studioso che da anni va scrivendo la "controstoria" del nostro Paese, ripercorre le tappe del grande tradimento subito da Venezia a partire dall'Ottocento, quando, nel giro di poco più di cinquant'anni, i liberi cittadini della ricca e fiorente Serenissima si ritrovarono sudditi, maltrattati e depredati, dapprima degli Austriaci e quindi dei Piemontesi. Se il primo tradimento fu compiuto nel 1797 da Napoleone con lo sciagurato trattato di Campoformio, l'apice fu raggiunto col plebiscito-truffa del 1866, in cui la percentuale di chi votò "pel sì" all'annessione fu del 99,99%, una cifra inverosimile e senza eguali nella storia, mai raggiunta nemmeno nei kolchoz di Stalin. Tra questi avvenimenti si trovano l'insuccesso delle rivolte del 1848 di Daniele Manin e Nicolò Tommaseo, mosse, per la verità, più dal desiderio di affrancarsi dal dominio asburgico che dalla volontà di aderire alla causa nazionale, e le azioni, non prive di ombre, di Garibaldi, La Marmora, Cialdini e Vittorio Emanuele II durante la Terza guerra d'indipendenza. Come le tessere di un mosaico, tutti questi avvenimenti si combinano in Venezia tradita per rendere evidenti le cause del radicato e diffuso malcontento veneto. Un sentimento che poggia su solidi dati di fatto: con il Risorgimento i veneti si sono visti declassati a cittadini di serie B, sono diventati i "terroni del Nord", cui toccava lavorare per pagare le tasse che andavano - e vanno ancora - crescendo in peso e in molestia; si sono trovati a essere, insomma, la parte marginale e sfruttata di un Paese scalcagnato. D'altronde, ci ricorda Del Boca, il giorno dopo averla ottenuta, questa unità rattoppata non piaceva più nemmeno a quelli che si erano sforzati di farla.

Giove custode di Roma
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Carandini, Andrea

Giove custode di Roma

UTET, 04/10/2016

Abstract: Le origini di Roma si perdono nella mitistoria della sua fondazione e della guerra combattuta da Romolo re dei Romani contro Tito Tazio re dei Sabini. Sull'Urbe vigilava la divinità civica custode della città: Giove, che Romolo aveva invocato durante la battaglia e che lo aveva soccorso nella difesa di una porta delle mura cittadine. Respinti i Sabini, Romolo istituisce un nuovo culto al Dio chiamato Statore perché in quel punto aveva fermato la ritirata dei Romani. Come spiega Andrea Carandini, il cuore di Roma è composto da un'infinità di dettagli intricati. Mutevole come la corrente del Tevere che l'attraversa, Roma ha ripetutamente cambiato volto, forma e materia: la città di età regia, conservata negli strati più profondi; quella di età repubblicana e quella ormai di marmo di Augusto e dei suoi primi successori. Questa Roma era destinata tuttavia a perire in gran parte al tempo dell'incendio del 64 d.C. e a diventare una città nuova, il cui centro assomigliava ormai a quello di una città ellenistica come Alessandria in Egitto, con uno scacchiere urbano regolare e monumentale, dominato dall'immane reggia di quell'anti-Cristo sotto il quale sono stati martirizzati Pietro e Paolo: Nerone. La storia millenaria e avvincente della città è ricostruita da Andrea Carandini e dal giovane Mattia Ippoliti con perizia e pari amore per i dettagli e per l'insieme. Per districarsi tra edifici pubblici e strade di questo cuore urbano, scoprendo le diverse espressioni del volto di Roma, il lettore potrà orientarsi grazie anche alle tavole e ai grafici elaborati da Ippoliti. Come scrive Carandini nella prefazione, il libro è un piccolo manuale, un "mezzo di iniziazione" che invita ad abbandonarsi alle profondità del tempo. Attraverso gli occhi dell'archeologo, abile nell'intrecciare in un unico racconto architettura e storia, siamo accompagnati alla scoperta di una città che vive da oltre 2770 anni ed è in continua trasformazione, rintracciandone l'origine proprio nel primo altare di Giove Statore, che si data intorno al 750 a.C.: il momento in cui la tradizione pone la fondazione della città.

Poesia d'amore
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Catullo, G. Valerio

Poesia d'amore

UTET, 15/11/2016

Abstract: "La vita di Catullo sono le sue poesie, ben più che le vicende esterne della sua biografia" scrive Luca Canali. E Catullo e Lesbia sembrano davvero due amanti da romanzo: nel Liber, di cui viene offerta qui una selezione, Catullo descrive la sua passione disperata, fatta di poesie e incontri con gli amici, occasioni mondane e ricordi, fino agli scoppi d'ira e all'ironia. Che Lesbia sia o meno esistita veramente, di certo il poeta ha saputo esprimere in maniera pienamente realistica tutta la sfera erotica, con la sua mescolanza di affetto e di disprezzo, in un originale diario intimo che esprime la sua personale "filosofia dell'amore".

Rosso Marte
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Caprara, Giovanni

Rosso Marte

UTET, 11/10/2016

Abstract: Nell'antichità si riteneva che il pianeta Marte - osservato, temuto e ammirato per il suo colore, un rosso inquietante e minaccioso - potesse scatenare guerre, conflitti e passioni fra gli uomini. La vicenda che lo riguarda comincia all'alba del genere umano, già nel III millennio a.C., con racconti e leggende, e da allora il Pianeta Rosso non ha mai cessato di esercitare il suo fascino, accendendo l'ardore conoscitivo e dando impulso a sperimentazioni scientifiche e tecnologiche via via più avanzate. A partire dalle osservazioni di Giovanni Schiaparelli, che grazie alla scoperta dei "canali" nella seconda metà dell'Ottocento avanzò l'ipotesi della presenza di vita (addirittura intelligente secondo alcuni), passando attraverso la febbrile ricerca dell'acqua, che impegnò generazioni di studiosi, fino alle missioni che consentiranno all'uomo di sbarcare direttamente sulle sabbie rosse, Marte oggi rappresenta sempre più "il pianeta della porta accanto", oggetto dello sforzo intellettuale così come dell'immaginario collettivo terrestre. Il pianeta diventa non solo metafora dell'altrove, gemello possibile e affine alla Terra, ma ricettacolo di speranze e sforzi, campo di prova delle potenze mondiali, simbolo di dimostrazione tecnologica e, in tempi recentissimi, concreta possibilità di sopravvivenza. Con Rosso Marte Giovanni Caprara, testimone diretto di numerose missioni dai centri di controllo negli Stati Uniti e in Russia, offre una ricognizione attenta sul passato e sui progetti attuali e futuri della scienza: fra i successi delle sonde "Mariner" e i tonfi delle sovietiche "Mars", fra le moderne rover, ovvero i robot che perlustrano autonomamente il pianeta, e i piani di Terraforming, la trasformazione dell'ambiente marziano in una specie di "seconda Terra", si va alla scoperta di come il sogno su Marte sia diventato realtà scientifica. Con un'attenzione speciale per l'Italia (numerosi sono gli scienziati e i tecnologi italiani protagonisti), che, da Schiaparelli in poi, non ha mai smesso di guardare il cielo e, soprattutto, il rosso Marte.

L'arte di amare
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Ovidio, P. Nasone

L'arte di amare

UTET, 15/11/2016

Abstract: L'arte di amare, libro che costò a Ovidio l'esilio a Tomi nell'8 d.C., può essere definito un manuale di tecniche amorose ma anche un prontuario intelligente e ironico per risolvere i problemi del cuore, raccontato in prima persona da un protagonista senza remore nel descrivere anche i suoi fallimenti più vergognosi. Amare è come andare "per la prima volta soldato in una terra sconosciuta": perché non affidarsi a chi è più navigato? L'opera di Ovidio, leggera, elegante e smaliziata, è estremamente moderna anche per il lettore di oggi.

Un soldo di pensieri
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Seneca, Lucio Anneo

Un soldo di pensieri

UTET, 15/11/2016

Abstract: Condividere il sapere è uno dei più grandi gesti d'amore: e lo sapeva Seneca, che nelle sue Lettere a Lucilio, qui raccolte in una nuova selezione, fa confluire tutti gli insegnamenti tratti da una vita di meditazioni su tradizioni filosofiche e sapienziali differenti e non sempre vicine fra loro. E se il contatto fisico non basta per trasmettere saggezza e conoscenza, certo la frequentazione aiuta, così come il dialogo e lo scambio di idee. E di libri. In assenza della viva voce, il più grande conforto agli amici, le lettere sono il modo ideale per condividere pensieri, capaci di sopravvivere e durare attraverso le epoche.

Ama e fa' ciò che vuoi
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Agostino (sant')

Ama e fa' ciò che vuoi

UTET, 15/11/2016

Abstract: Sono tutti dedicati all'amore e alle passioni i primi libri delle Confessioni di Agostino, qui raccolti. L'amore per Dio giunge infatti al termine di una serie di altri amori, molto più umani e corporei: "E qual era allora il mio piacere, se non quello di amare e di essere amato? Non facevo che sedurre e lasciarmi sedurre, ingannato e ingannatore tra varie passioni". Gli anni giovanili di Agostino passano attraverso le infatuazioni per gli spettacoli teatrali e le tenere amicizie, la febbre del gioco e le forti invidie: il giovane sperimenta su di sé tutte le passioni, allo stesso tempo volubile e incapace di amare davvero: cosa che rende il suo scritto un'umanissima guida sentimentale adatta a ogni lettore, in ogni tempo.

Gli eserciti del cuore
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Al, Ghazâlî

Gli eserciti del cuore

UTET, 15/11/2016

Abstract: Chi siamo? Il mistico, filosofo e scienziato persiano Al-Ghazali (1058-1111), autore dei capitoli qui raccolti tratti dal volume La bilancia dell'azione e altri scritti, va dritto al cuore del problema filosofico relativo alla conoscenza. L'uomo è come "un grande cosmo in un piccolo involucro", dove è sempre in corso la battaglia con le passioni: battaglia che, proprio come in guerra, ha le sue fasi. La prima, a cui non bisogna mai fermarsi, è quella del sopravvento della passione, che conduce l'uomo quasi come se fosse il suo dio; la seconda è l'incertezza, quando la vittoria dell'uomo o della passione ancora non è certa; la terza è quella dell'autogoverno dell'uomo. Solo attraverso la conoscenza si diventerà in grado di dominare le passioni che, come in tutti gli equilibri, hanno bisogno di essere imbrigliate e addomesticate: soltanto allora "imparerai per quale ragione siffatti attributi sono stati introdotti in te".

Piacere e dolore sulle passioni
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Locke, John

Piacere e dolore sulle passioni

UTET, 15/11/2016

Abstract: Nel suo Saggio sull'intelletto umano, il filosofo inglese John Locke così descrive il concetto di libertà: "la libertà consiste nel potere di agire o astenersi dall'azione, e in questo soltanto". E se le passioni sono come uragani che ci travolgono, un disagio e una sete che muovono le nostre azioni, tutto sta nel sapere sfuggirgli: utilizzando la ragione per capire qual sia il bene maggiore a cui possiamo e dobbiamo rivolgerci. In Locke la fede nella ragione non viene mai meno: neanche quando ci si inoltra in territori spinosi come quello dell'emotività umana.

Un messaggio per García
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Hubbard, Elbert G.

Un messaggio per García

UTET, 25/10/2016

Abstract: 15 febbraio 1898: la corazzata Maine, ancorata al largo dell'Avana, esplode misteriosamente, e le tensioni tra Spagna e Stati Uniti per il controllo di Cuba trovano così modo di sfociare in una guerra. Nei mesi successivi, il presidente McKinley capisce che l'unico modo per sconfiggere gli spagnoli è allearsi con il generale García, capo del gruppo di ribelli che da tempo lotta per l'indipendenza di Cuba. Occorre prendere subito contatti col generale, nascosto da qualche parte nelle montagne orientali dell'isola. Serve qualcuno che, da solo e in incognito, sbarchi in territorio ostile e rintracci in fretta García, consegnandogli il messaggio del presidente. Una missione pericolosa, forse suicida. Si fa avanti un ufficiale qualunque, di nome Rowan. Non fa domande, non si lamenta, non indietreggia: prende la lettera e parte per Cuba, tornando giorni dopo con la risposta del generale. Un messaggio per García, pubblicato l'anno dopo, sfrutta questo episodio per intessere l'apologo dell'uomo che fa bene il suo lavoro, che ha spirito d'iniziativa e non mette in discussione gli ordini ricevuti. Il libretto col tempo è diventato un caso editoriale: ha venduto più di 40 milioni di copie, è stato tradotto in 37 lingue e ancora oggi è utilizzato da motivatori e mental coach nei corsi di formazione aziendali. Il suo autore, Elbert Hubbard, è un estroso personaggio la cui vita merita di essere raccontata - come fa con gusto Giuseppe Scaraffia in coda a questa edizione. Ma, ancora più importante, è il Messaggio stesso che va rivalutato: contestando l'idea che il pamphlet celebri il modello della società capitalistica, Luciano Canfora nella sua nota introduttiva rivendica alla sinistra quest'idea di lavoro e di etica del lavoro. Un messaggio per García diventa allora manifesto ideale per questi anni, dove è sempre più difficile tenere a mente che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro. "Questo è l'eroe moderno, suggerisce Hubbard: coltivare il senso del dovere insieme a quello dei propri diritti è l'unico modo di immaginare un futuro migliore" - Pier Luigi Vercesi, Sette