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Il volontariato aziendale profit e non profit insieme per il bene di comunità e territori
Egea, 26/09/2024
Abstract: Il volontariato aziendale, una pratica sempre più diffusa e da alcuni anni promossa anche in Italia, rappresenta per tutti i soggetti coinvolti un nuovo modo per far dialogare il mondo del profit con l'universo non profit. Il volume nasce dalle diversificate esperienze delle autrici proprio con il proposito di raccontare il fenomeno nelle sue varie declinazioni e per fornire indicazioni pratiche su come avviare collaborazioni virtuose, impegnando i dipendenti a beneficio della comunità. L'obiettivo prioritario è far comprendere che un progetto di volontariato aziendale è efficace solo se viene pensato, pianificato e promosso attraverso una partnership in cui impresa e organizzazione non profit sono sullo stesso piano, in un rapporto paritario, simmetrico e di reciprocità. Alla luce di questo principio, al taglio analitico attento alle origini e all'evoluzione del volontariato aziendale, il manuale affianca un orientamento assai pratico che non trascura le differenze tra grandi e piccole imprese, i risvolti normativi e assicurativi, l'importanza dei feedback e alcuni KPI che possono entrare nella rendicontazione di sostenibilità. L'attenzione a tutti gli attori coinvolti e la presenza di strumenti operativi di immediata applicabilità (questionari e schemi di valutazione) ne fanno una lettura irrinunciabile per imprese ed enti del Terzo settore.
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Donzelli Editore, 30/09/2024
Abstract: L'8 settembre 1943 la firma dell'armistizio dell'Italia con le truppe alleate segna la fine della scellerata fratellanza con la Germania e l'inizio dell'occupazione da parte dei nazisti, caratterizzata da una lunga scia di stragi che insanguinarono il territorio italiano, da Sud a Nord, fino alla Liberazione, nell'aprile del 1945. Una violenza, esacerbata dal sentimento di tradimento dell'ex alleato tedesco nei confronti del governo e all'esercito italiani, che si abbatté sulle formazioni partigiane e non risparmiò la popolazione inerme. Il 1944 fu l'annus horribilis per l'Italia, quello in cui le violenze commesse dai reparti tedeschi, spesso in collaborazione con i fascisti della Repubblica sociale italiana, raggiunsero l'apice, facendo registrare il più alto numero di vittime civili. A ottant'anni da quegli eventi, Daniele Susini ricostruisce una mappatura delle stragi perpetrate dai nazifascisti nella provincia di Rimini, che rappresenta un caso di studio unico per illustrare la strategia dei nazifascisti in due contesti di guerra diversi: il primo legato alla repressione antipartigiana, il secondo all'occupazione del territorio per la costruzione della Linea Gotica e il successivo passaggio del fronte con la furiosa battaglia per la presa di Rimini. L'analisi dei singoli episodi di strage, classificati in schede dettagliate, consente di sottrarre all'oblio le vittime, che raramente hanno trovato giustizia, e i carnefici, che quasi mai sono stati puniti per i crimini commessi. Emerge così la presenza di un sistema di ordini che legittimava la violenza sui civili, l'esistenza di una vera e propria strategia stragista che si basava su un'ideologia espansionistica di stampo razziale, quella nazifascista, e sull'obiettivo dichiarato di distruggere il tessuto sociale da cui nasceva la Resistenza partigiana.
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Donzelli Editore, 30/09/2024
Abstract: Dopo la strage di piazza Fontana a Milano (12 dicembre 1969), il paese prese consapevolezza dell'esistenza di una "strategia della tensione" che mirava a erodere le basi dello Stato democratico. Da quel primo attentato fu un susseguirsi di eventi sanguinosi, mai chiariti fino in fondo: dalla strage di Peteano a quelle di Ustica e di Bologna. Questi eventi non solo hanno destabilizzato fortemente la convivenza civile, ma hanno pure condizionato la storia del paese fino ad oggi. Di queste vicende parla con grande chiarezza il generale Pasquale Notarnicola, ai vertici del SISMI (Servizio di sicurezza militare) dal 1978 al 1983. Nelle sue memorie, oggi pubblicate per la prima volta, ricostruisce dall'interno una pagina tragica della storia italiana. Per molti anni, i processi per definire le responsabilità hanno visto una sorprendente alternanza di assoluzioni e condanne, tra depistaggi, falsificazioni e omissioni, dando all'opinione pubblica l'impressione che non si potesse mai arrivare alla "verità". Ma le inchieste sono proseguite e, anche grazie alle testimonianze di servitori dello Stato come Notarnicola, molte responsabilità sono state chiarite. Oggi infatti sappiamo che l'obiettivo della strategia della tensione non era ricostituire uno Stato autoritario, ma delegittimare il Partito comunista per impedirgli di avvicinarsi al governo, accusandolo di essere responsabile del caos che stava colpendo il paese. Inoltre, abbiamo certezza che i vertici dei servizi segreti e gruppi neofascisti come Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale e i NAR hanno intrecciato la loro attività eversiva con quella dei Servizi segreti di alcuni paesi stranieri, delle Forze armate, del mondo politico e di organizzazioni internazionali come la loggia massonica P2, con i suoi ulteriori e oscuri intrecci con la criminalità organizzata. Il generale Notarnicola entra nelle pieghe più oscure di questi intrecci con la sua esperienza diretta, a tratti sconvolgente per il livello intricato di infiltrazione nei gangli vitali dello Stato da parte della P2 e del suo capo, Licio Gelli. Tuttavia, secondo Notarnicola, Gelli era solo la pedina di un sistema più grande e a lui superiore, così potente da ostacolare il generale nella sua attività investigativa, ostracizzarlo, depistarlo, per allontanarlo dalla verità. Angelo Ventrone – storico e studioso dei fenomeni eversivi nel nostro paese – ha ascoltato Notarnicola come testimone diretto di una stagione terribile, che tarda a farsi storia ma che deve essere portata alla luce perché la vita democratica possa proseguire senza ombre.
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Donzelli Editore, 30/09/2024
Abstract: La guerra in Ucraina ha causato la più grave emergenza umanitaria in Europa dalla fine del secondo conflitto mondiale, con quasi sei milioni di persone costrette alla fuga. Le istituzioni europee hanno reagito tempestivamente in aiuti e supporto alla popolazione travolta dal conflitto; il processo di accoglienza dei rifugiati, in Italia come in molti altri paesi, si è distinto sin da subito per unitarietà dell'azione politica e tentativi di innovazione istituzionale. Anche tra individui e famiglie si è prodotto uno slancio solidaristico da molti percepito come senza precedenti. Una reazione apparentemente molto diversa rispetto a quanto avvenuto durante altre crisi migratorie, pure recenti, come quella siriana, o quelle che si verificano con i flussi di rifugiati "ordinari", provenienti da Medio Oriente e Africa. Partendo da questa constatazione, un gruppo di ricerca multidisciplinare, composto da sociologi, politologi e linguisti, ha intrapreso uno studio con l'obiettivo di verificare l'effettiva esistenza di questo presunto "differenziale di solidarietà" e capirne le ragioni. Quanto conta la posizione delle forze politiche, in primis i partiti populisti e di destra? Qual è il potere dei media nell'indirizzare l'opinione pubblica o nell'assecondarla? E quanto è rilevante il fatto che alcuni rifugiati ci appaiano – per tratti somatici, per cultura, per vissuto – più simili a noi di altri? L'indagine ha mostrato risultati per certi versi sorprendenti. Se vi sono in effetti differenze significative nei giudizi e nelle percezioni dei rifugiati ucraini ed extra-europei, tali differenze "simboliche" e "rappresentazionali" non si traducono in modo equivalente e meccanico in comportamenti: nelle azioni di solidarietà messe in campo dagli intervistati – dalle semplici donazioni fino all'accoglienza presso la propria abitazione – non si ravvedono particolari differenze tra i due gruppi di rifugiati; non si riscontra una sproporzione di aiuti in favore degli ucraini, come ci si sarebbe potuto aspettare. In tutte queste forme di sostegno, al contrario, si scopre un netto rifiuto per i trattamenti differenziati: esiste dunque, sottotraccia, quotidiana ma tenace, una solidarietà che, pur portata avanti con discrezione, sceglie di non discriminare.
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Giorgio Armani. L'uomo, il marchio, l'azienda
IlSole24Ore Publishing and Digital, 30/09/2024
Abstract: Quello di Armani è un caso unico nella storia della moda e dell'imprenditoria italiana. Fondato nel 1975, il Gruppo Armani è la prima, vera multinazionale del Made in Italy. Giorgio Armani è ancora oggi l'anima creativa e l'amministratore unico di un'impresa che ha chiuso il 2023 con un fatturato, in crescita, di 2,45 miliardi di euro. Questo libro parte da due domande fondamentali: che cosa è unico e che cosa è ripetibile di questo 'caso' di business straordinario? Passandone in rassegna alcuni aspetti chiave – prodotto, pricing, distribuzione, marketing, equity e futuro – e attraverso un'analisi puntuale, con qualche curiosità 'sorprendente' sull'uomo e sul business, racconta la storia di un imprenditore e di un italiano iconico.Vorrei, con la mia storia,essere un esempio, uno stimoloe ricordare a tuttiche il lavoro vero porta lontano.Giorgio Armani
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Donzelli Editore, 30/09/2024
Abstract: "Voi che vivete sicuri/ Nelle vostre tiepide case … Meditate che questo è stato:/ Vi comando queste parole": con versi indimenticabili, di taglia dantesca, si apre il racconto di Se questo è un uomo, un testo che è diventato nel tempo il libro su Auschwitz, sull'orrore del Novecento. Ma che cosa intende Primo Levi, quando dice "voi"? Cosa, quando dice "io"? E cosa, quando dice "noi"? Nel modo in cui l'autore, maestro di lingua italiana, ha strategicamente impiegato – e piegato – i pronomi personali si annida il groviglio del bene e del male, dell'innocenza e della vergogna nella Shoah: l'idea, insieme, di un'appartenenza e di una distanza, ma anche il tarlo del senso di colpa, e la responsabilità che da esso deriva. A partire da queste domande, Sergio Luzzatto torna a interrogarsi sulla figura di Primo Levi per ricostruire la storia dietro la scrittura, risalendo la strada che dai personaggi di Se questo è un uomo conduce fino all'identità reale dei suoi compagni di deportazione, degli ebrei d'Europa con lui costretti "sul fondo". Chi erano i membri del Kommando chimico di Auschwitz-Monowitz? E chi erano, in particolare, i compagni rappresentati da Levi quali personaggi negativi o addirittura abietti, luciferine incarnazioni del male? Forse Primo Levi sarebbe diventato uno scrittore anche se non fosse stato deportato ad Auschwitz. Certamente sarebbe stato uno scrittore diverso, se la storia del Novecento non avesse segnato per sempre la vita del giovane chimico attraverso l'esperienza di quel buco nero. Per questo, è anche con la strumentazione degli storici che le sue opere chiedono oggi di essere rilette. Per dipanare i fili di un intreccio continuo – e problematico – tra il fatto storico e la trasfigurazione letteraria.
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Scienziate. Storie di vita e di ricerca
Raffaello Cortina Editore, 30/09/2024
Abstract: ''Da oltre trent'anni dedico la mia vita alla ricerca su una malattia neurodegenerativa ereditaria, la Còrea di Huntington. L'Italia è disseminata di storie di ricerca e di passione simili alla mia. Questo volume è il racconto di storie di scienza, di studiose e delle loro domande. Attraverso le voci delle protagoniste accompagnerò i lettori nell'esplorazione di ambiti di studio molto diversi, dalle lingue antiche all'astrofisica passando per la vita degli scimpanzé, con l'obiettivo di accrescere la consapevolezza collettiva sul contributo delle tante scienziate alla crescita culturale, scientifica, sociale del paese.Credo che le storie tracciate in questo libro rappresentino una rivoluzione in corso, l'inizio di un cammino che libererà le ragazze da zavorre e pregiudizi che in passato ne hanno impedito o rallentato i percorsi di emancipazione. Una rivoluzione in cui si moltiplicano quei modelli di riferimento che sono mancati a tante ragazze di ieri ma che mi auguro possano aiutare quelle di oggi e di domani a realizzare in pieno le loro aspirazioni."
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ROI Edizioni, 02/10/2024
Abstract: Quattro robot con sistemi di visione molto più sofisticati dell'occhio umano e braccia meccaniche da 17 metri percorrono instancabilmente il nuovo ponte San Giorgio di Genova monitorando in tempo reale anche i più impercettibili segni di degrado. Telecamere di ultima generazione sorvegliano discretamente i movimenti dei neonati prematuri per cogliere i segnali precoci dei disturbi dello spettro autistico. Sistemi di intelligenza artificiale navigano i social media di tutto il mondo per scoprire le tendenze emergenti e aiutare i creativi della moda a ideare nuovi capi. Una vasta biblioteca di voci donate da volontari permette di ridare una voce dal timbro naturale a chi ha perso la propria per gravi malattie degenerative. Sono solo alcune delle applicazioni, che sembrano fantascienza ma sono reali, già in atto anche in Italia, frutto di ricerche condotte da team interdisciplinari di eccellenza nel nostro Paese. Fra avanzamenti tecnologici sempre più raffinati, questioni etiche e interrogativi sociali, questo libro è un viaggio alla scoperta dell'ultima frontiera del possibile, verso una collaborazione inedita e tutta da esplorare tra intelligenze artificiali e creatività umana.
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La locanda dei gatti e dei ricordi
Feltrinelli Editore, 01/10/2024
Abstract: Un vialetto di conchiglie bianche ti condurrà alla locanda "Da Chibi". Un gatto ti aspetterà sulla porta.Prima un viaggio in treno da Tōkyō fino a una cittadina di mare nella penisola di Bōsō. Poi una passeggiata lungo la spiaggia. È lì che si trova "Da Chibi", una delle poche locande dove, secondo alcuni, viene ancora servito il kagezen – il "vassoio d'ombra", il pasto tradizionale giapponese che si cucina per chi non c'è più. Si narra che, dopo che il piatto viene messo in tavola, accadano cose strane, che sia possibile entrare in contatto con la persona di cui si sente maggiormente la mancanza. Così, scossa dalla morte improvvisa del fratello, in una mattina luminosa la diciannovenne Kotoko Niki varca la soglia del ristorante, sotto lo sguardo attento di un gatto. Il fratello di Kotoko ha perso la vita in un incidente stradale cercando di proteggerla e lei, piena di rimorsi, spera in un miracolo. Una speranza folle, pensa, almeno finché non inizia a mangiare il riso, il pesce bollito e la zuppa di miso fumante che l'avvolgono con il loro profumo. L'orologio smette di ticchettare, il mare e i gabbiani tacciono, e Kotoko ha la sensazione di udire accanto a sé una voce familiare… Come lei, anche altri nella locanda cercano di fare i conti con la scomparsa di una persona cara: un ragazzino timido che ha perso una compagna di scuola, il suo primo amore; un ottantenne malato a cui è morta la moglie; un giovane chef che non ha più la madre. Con pennellate lievi e piene di poesia, Yuta Takahashi esplora il potere curativo che il cibo sa sprigionare quando gli ingredienti di un piatto si mescolano ai ricordi di chi abbiamo amato.
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Feltrinelli Editore, 01/10/2024
Abstract: Lo Stato postfascista, invece che farsi repubblicano attuando la Costituzione del 1947, la manda in esilio. Dalla costante disapplicazione delle principali disposizioni costituzionali – e dalla simmetrica e sostitutiva applicazione di norme ereditate dal fascismo e comunque contrastanti con la Carta repubblicana – deriva la forma dello Stato centrista, che è Stato forte (dotato di assoluta supremazia sui diritti individuali e collettivi), Stato cattolico (che ai valori repubblicani sovrappone quelli della Chiesa) e Stato segreto (che condiziona le dinamiche politiche e sociali attraverso apparati occulti che operano nell'illegalità). Giuseppe Filippetta ricostruisce in tutti i loro aspetti – utilizzando documenti giudiziari e di archivio, testimonianze, film, opere letterarie e di arte figurativa, epistolari, monografie e fonti giornalistiche – le norme e le prassi attraverso le quali lo Stato, violando la Costituzione, ha represso il dissenso politico, negato i diritti sindacali e contrastato il libero esercizio dei culti acattolici e, simmetricamente, le mobilitazioni e le pratiche con le quali i movimenti collettivi hanno provato a far vivere la Repubblica e a realizzare i valori fondamentali della Costituzione. La strategia della tensione e le stragi sono state il punto di arrivo del contrasto tra Stato e Repubblica e lo strumento con il quale si è tenuto fermo l'esilio della Costituzione e si sono salvaguardati la supremazia dell'apparato statale sui diritti individuali e collettivi e l'assetto sociale ed economico garantito da tale supremazia.La Repubblica senza Stato offre una nuova interpretazione sia della nascita della Costituzione repubblicana che della sua inattuazione e mostra come proprio l'inattuazione costituzionale sia all'origine della strategia della tensione.Un'interpretazione nuova della nascita della Costituzione repubblicana. E di come la sua inattuazione sia all'origine della strategia della tensione.
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Feltrinelli Editore, 01/10/2024
Abstract: Se la felicità non fosse l'ideale irraggiungibile che ci immaginiamo e la potessimo scorgere in ogni situazione, anche in quelle che avremmo preferito evitare? E se le cose potessero parlare, che cosa ci direbbero della felicità?Per rispondere a queste domande Lucia Todaro, psicopedagogista, da sempre interroga i piccoli oggetti d'uso quotidiano. Sono proprio le cose "da nulla", quelle di cui non misuriamo il valore in termini estetici, funzionali o economici, a suggerire la via d'accesso e il percorso più breve verso una felicità possibile. Svelandone il senso nascosto, metaforico, l'autrice le rende promemoria emotivi, che ci dotano delle competenze vitali per affrontare il nostro personale viaggio verso una vita piena e profonda. A volte basta saper osservare e ascoltare con attenzione per andare oltre l'apparenza, basta saper scoprire o attribuire valore per poterci stupire. Possiamo allenarci a farlo, cambiando il nostro modo di guardare gli oggetti più banali. Portandoli idealmente in tasca, possiamo trasformarli in opportunità per aprirci alla meraviglia, in indizi di speranza e coraggio; possiamo affinare la nostra abilità di orientarci nelle scelte e nelle relazioni, nutrire la resilienza e la capacità di sognare. Non sono solo oggetti, ma rappresentano concetti e delineano traiettorie verso la felicità che desideriamo.L'essere felici ha poco a che fare con il successo dei supereroi, la perfezione o il raggiungimento di obiettivi imposti dalla società; corrisponde piuttosto al saper dare significato a tutto ciò che siamo, abbiamo e sperimentiamo. Lucia Todaro, psicopedagogista, promuove il benessere emotivo, relazionale e spirituale delle persone di ogni età e ruolo.Dopo la laurea in Filosofia con indirizzo in Scienze umane ed essersi occupata di selezione e formazione aziendale, da oltre trent'anni opera come consulente psicopedagogica, di orientamento e formazione, lavorando in scuole, università della terza età e associazioni di promozione sociale (Caritas, Aido, Sportello Scuola Volontariato). Dal 1995 collabora stabilmente con il Centro Sportivo Italiano come formatrice psicopedagogica in progetti educativi e motivazionali. Si occupa di progetti, anche pluriennali, dedicati alle competenze umane e alla relazione d'aiuto sia per le amministrazioni pubbliche, sia in aziende ed enti privati. Questo è il suo primo libro.Il potere straordinario di dare senso alle cose ordinarie, nelle riflessioni e nelle parole di una psicopedagogista e formatrice che, da oltre tre decenni, guida ragazzi e genitori, educatori e insegnanti a immaginare e costruire il proprio percorso verso una felicità piena e una saggezza a portata di mano.
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Feltrinelli Editore, 01/10/2024
Abstract: Il celebre detto latino recita: "Nomen omen", nel nome è il presagio. L'appellativo assegnato alla nascita, solo in base ai genitali esterni, pretende di delineare già l'identità e il destino della persona. Presuppone di tracciare in maniera netta ruoli, confini e possibilità che riguarderanno quella vita. Ecco cos'è il binarismo: un sistema che esercita controllo sui nostri corpi, crea gerarchie di potere, modella il linguaggio a sua immagine e somiglianza, limita o esclude dall'accesso ai servizi, impone usi e costumi nella quotidianità, norma desideri e inclinazioni, reprime e sopprime.Decostruendo da una prospettiva trans* l'attuale situazione italiana, in questo appassionato saggio Isa Borrelli smantella categorie che si danno per scontate e mette in discussione linguaggi, pratiche e assetti istituzionali per proporre una visione di società degenderizzata: una società in cui si possano riconoscere molteplici possibilità di genere e in cui si possa porre fine al segregazionismo e all'esclusione.A partire da una prospettiva militante, Gender is over accende il discorso pubblico per rivendicare valori universali: quali la libertà di autodeterminazione e di scelta sulla propria esistenza.Chiunque tu sia.
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Adelphi, 01/10/2024
Abstract: Oltre che un grande romanziere ignorato, Morselli fu anche un notevole, sottile saggista, che pubblicò sporadicamente qualche testo, restando tuttavia anche in questo caso misconosciuto. Oggi i numerosi lettori dei suoi romanzi potranno scoprire da questo libro l'altro versante della sua opera. Si tratta di saggi e articoli inediti o dispersi in giornali e riviste quasi mai di primo piano, scritti fra il 1937 e il 1971. Eppure i temi erano – e sono ancora – particolarmente vivi e le argomentazioni di Morselli molto acute, negli ambiti più diversi: si tratti del marxismo o della questione meridionale, del suicidio o della felicità, del rapporto fra caso e necessità o delle origini fisiologiche dell'inconscio, del destino della civiltà occidentale o di quello del romanzo. Morselli non si accontenta mai di sostare sulla soglia degli edifici che vuole conoscere: ogni volta esige di visitarne tutte le stanze e di penetrarne i meandri più riposti. Si avverte in lui un'insofferenza per le tesi che lo circondano come verità acquisite – e che tali non sono. Così, la sua inquieta e onnivora curiosità lo spinge sempre oltre, ancora una volta in solitudine.
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Adelphi, 01/10/2024
Abstract: "So il nome e le proprietà di tutte le erbe che curano il corpo" dice con fierezza la protagonista tredicenne di uno dei racconti qui riuniti, da cui sembra spirare il profumo mielato dei fiori d'acacia e quello amarulento del latte di fico. La natura è del resto l'unico sapere di chi non ha per orizzonte che indigenza, campi, vigne, stagni, colline, e l'unico riparo dal dolore per le "creature difettive" che Inès Cagnati sa raffigurare con un ritegno che lascia intravedere abissi di tristezza. La tristezza che scaturisce da madri dal viso tirato e cupo e da padri cui solo la collera riesce a dar voce. E insieme dall'"altro mondo", popolato di insegnanti armate solo di "parole violente" e regole inflessibili; di figli che non sanno nascondere l'insofferenza delle loro origini e di anziani genitori che la sera se ne stanno lì a "guardare il volo vellutato dei pipistrelli nel crepuscolo violaceo"; di comunità che respingono chiunque appaia disturbante e alieno – e dunque pazzo. Come la donna che tutti chiamavano "la pipistrella" perché nel capanno isolato in cui viveva solo quei "sacchetti di polvere nera imprigionata nelle ragnatele" parevano accoglierla e rispecchiarla. Alberi e animali, popolo di tacita e primordiale saggezza, sono la vera patria di queste vulnerabili creature, cui è concesso al più il sogno di andarsene lontano, "fino al deserto dove passano i cammelli con le carovane del sale".
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Shun. L'arte giapponese di vivere ogni cosa
Salani Editore, 22/10/2024
Abstract: UN INVITO A CELEBRARE OGNI ISTANTEUN MODO PER VIVERE PROFONDAMENTE LO STILE GIAPPONESE,UN INVITO A CELEBRARE OGNI ISTANTE,UN VIAGGIO PER FAR ENTRARE LA BELLEZZA NELLA PROPRIA VITAIl Giappone è un Paese estremamente affascinante che ha da sempre basato la sua ricerca e la sua riflessione sul concetto di armonia e di felicità. E lo ha incarnato nella vita quotidiana: l'antico rituale di purificazione nell'acqua gelida delle foreste, l'arte tessile del boro boro, la contemplazione della bellezza effimera dei ciliegi in fiore durante l'hanami e i dolci decorati con cura prima della preparazione del tè. Non esiste un altro posto al mondo come il Giappone. È il luogo in cui coltivare le gioie quotidiane è un'arte che si apprende con pazienza, in cui ogni giorno dona l'opportunità per scoprire come condurre la propria esistenza con grazia e significato. Attraversando con delicatezza i dodici concetti chiave della cultura nipponica –come kasane, la stratificazione dei colori, o mottainai, la capacità di vivere senza sprechi – l'autrice di questo libro ci racconta di paesaggi dai colori pastello e tradizioni antiche quanto il tempo, racconti popolari, ricette, esperienze moderne e tradizionali, scandendo giorno per giorno ogni aspetto della vita giapponese, quelle particolarità uniche e affascinanti che rendono il Giappone tanto straordinario. E ci insegna a scoprire la grazia dei piccoli gesti, tutti i segreti di una cultura che invita a lasciarsi ispirare da un modo di vivere che trova nella semplicità la sua bellezza più autentica.
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Salani Editore, 29/10/2024
Abstract: Ordine o caos: chi vincerà?E SE UN GIORNO DAL MONDO SPARISSERO TUTTI I BUCHI?LE CIAMBELLE SAREBBERO SEMPRE CIAMBELLE? COME SI APRIREBBERO LE PORTE SENZA SERRATURA?UN'AVVENTURA SFRENATA E IRRIVERENTE, UN INNO AL CAOS CHE CI RENDE UMANIGli abitanti di Acquinbocca hanno un grosso problema: un misterioso ladro sta rubando tutti i buchi della città. Serrature, ciambelle, casette per gli uccelli… niente è più al sicuro. E se a questo aggiungiamo uno strano fenomeno meteorologico per cui la spazzatura cade dal cielo, Acquinbocca non è proprio il luogo ideale in cui trascorrere le vacanze. Peccato che nessuno abbia pensato di avvisare Snot e Splash, e ben presto, quella che avrebbe dovuto essere una semplice visita a casa della nonna si trasforma in una corsa contro il tempo, non solo per risolvere il mistero dei buchi scomparsi, ma anche per salvare Acquinbocca, la vicina Altroposto e il mondo intero! Perché vi svelo un segreto: anche un gigantesco buco all'inizio è stato un piccolo foro…Un libro imprevedibile e fuori dagli schemi, in cui anche i più cattivi possono essere buoni e la parola 'fine' non è mai davvero il termine della storia. Ordine o caos: chi vincerà?
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Mistero a Notting Hill. Un'indagine dell'ispettore Macdonald
Vallardi, 01/11/2024
Abstract: ""Ma a che scopo mutilare un corpo in modo tanto brutale?" "Lo scopo è f in troppo chiaro", rispose l'ispettore. "Per impedirne l'identificazione.""E.C.R. LoracLondra. In una serata nebbiosa, un gruppo di amici si riunisce a casa di Bruce e Sybilla Attleton. Con i suoi romanzi Bruce Attleton ha incantato la scena letteraria londinese ma la sua stella sta ora tramontando. Al contrario, sua moglie Sybilla è un'attrice brillante all'apice del successo e non mostra alcuna pietà per il declino del marito. Seduti in mezzo agli ospiti, gli Attleton si trovano invischiati in una conversazione piuttosto curiosa: se avessi ucciso un uomo, come nasconderesti il cadavere in modo che gli indizi non portino a te?Un dibattito all'apparenza ozioso, almeno fino a quando, durante un viaggio a Parigi, Attleton non scompare all'improvviso senza lasciare traccia, a parte la valigia e il passaporto, che la polizia rinviene in un edificio semiabbandonato nel quartiere di Notting Hill. Non solo: il proprietario dello stabile, un certo Debrette – che tempo prima aveva avuto un alterco con Attleton – è irreperibile da giorni. Tra circoli letterari e attori di teatro, l'ispettore Macdonald si muove nella scintillante Londra degli anni Trenta in cerca della verità dietro questa misteriosa sparizione. Ma quando un cadavere senza testa e senza mani viene rinvenuto murato nell'edificio di Notting Hill, la pista dell'omicidio si delinea chiaramente… Forse uno degli ospiti di quella sera ha preso spunto dalla conversazione per uccidere Attleton? Un intricato mistero sospeso tra i boulevards parigini e l'iconico quartiere di Notting Hill.
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Misterioso invito in Costa Azzurra
Vallardi, 01/11/2024
Abstract: ""Madame Marrable." "Madame Marrable, cosa?" "È nel baule, piegata in due… morta. Ammazzata, per quello che sembra…""John BudePer Nigel Derry le celebrazioni pasquali nella casa di campagna della zia, l'affascinante ed eccentrica Gwenny Marrable, sono uno degli eventi più attesi dell'anno. Questa volta, però, la lite a colpi di coltello tra gli ospiti ha offuscato l'aria di festa. Contrariata dalla zuffa, zia Gwenny decide di partire per la Francia: quarantenne, ricca, attraente e libera, da quando l'anziano marito è stato stroncato da un infarto, ha collezionato innumerevoli amanti. Durante il viaggio invia da Le Touquet, una cittadina nei pressi di Calais, un telegramma al nipote Nigel affinché la raggiunga a Villa Paradou, sontuosa dimora nel sud della Francia. Quando però Nigel arriva in Costa Azzurra è troppo tardi: il cadavere di Gwenny Marrable è stato rinvenuto nel baule da viaggio. L'ispettore Blampignon della Sûreté Nationale viene chiamato a investigare sul caso, ma fin da subito qualcosa lo turba: l'omicidio sembra essere stato commesso a centinaia di chilometri da Villa Paradou... Perché uccidere la donna e spedirne il cadavere nel suo stesso bagaglio? Ma soprattutto, chi era davvero Madame Marrable?Tra i colori seducenti della Costa Azzurra, un delitto enigmatico dai risvolti imprevedibili.
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Il canto della cicogna e del dromedario
Neri Pozza, 15/10/2024
Abstract: Dove Susan Knowles-Chester va, la morte la segue: questo pensano gli abitanti di Bridge Fowling ogni volta che la vedono incedere a passo svelto. E a quale capezzale la moglie del falegname stia portando i suoi servigi, quale corpo laverà e renderà bello prima che finisca sottoterra, davanti alla canonica del pastore Drayden. La prima volta era stata in una tiepida notte d'agosto, la convocazione dalla canonica era giunta improvvisa. Il pastore voleva che fosse proprio lei ad accompagnare l'amata moglie nell'estremo viaggio. Amata troppo, sussurra qualcuno, tutte quelle gravidanze, per una donna tanto gracile, alla fine l'avevano uccisa. Dopo quella prima morta, Susan aveva riconosciuto la sua vocazione, ed erano arrivate tutte le altre. Anche le figlie del pastore, a una a una, come i grani di un rosario. Tra loro, nel 1847, Eliza May, umbratile e meravigliosa creatura, che aveva riempito la sua vita grama di nubile indigente con la scrittura, nata come un gioco tra sorelle, un linguaggio segreto di bambine. Uno spazio di libertà selvaggia che aveva generato un unico, poderoso romanzo, pubblicato sotto pseudonimo maschile. Un'opera che aveva indignato i benpensanti, consegnandola nondimeno all'eternità. Ma noi conosceremo Eliza May Drayden solo nella turbolenta esistenza dopo la sua morte; in una sorta di passaggio del testimone tra chi l'ha conosciuta, amata, rimpianta, raccontata, celebrata, denigrata; sulle tracce di un taccuino che passa di mano in mano attraverso tre secoli senza mai concedere il suo segreto. Ispirata dalla vita di Emily Brontë e dal suo capolavoro Cime tempestose, Anjet Daanje ha costruito un romanzo immenso, febbrile, che ne contiene tanti altri, in un gioco di specchi che canta l'amore, la perdita, la sorellanza, il potere eterno della letteratura.Gli occhi più belli che Susan avesse mai visto erano in quel viso smunto di bambina, grigioazzurri con un tocco di bruno dorato, grandi e luminosi, trasparenti come una pozza d'acqua sotto il sole estivo. "Si è detto che Emily Brontë fosse pazza. Non sono affatto d'accordo, era semplicemente una donna. E nel mio libro ho messo ogni genere di cose che penso le sarebbero piaciute". Anjet Daanje
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La notte brava di Kant e Casanova
Neri Pozza, 15/10/2024
Abstract: Da quando è stato trasferito da Berlino a Königsberg, il governatore Hans von Lehwaldt ha cercato ogni possibile pregio in quella cittadina severa affacciata sul mar Baltico. In fondo la sua vita scorre serena tra le passeggiate al porto e le visite dei notabili della città. Però c'è l'inverno pressoché perenne, e quel tedio infernale. Per questo, quando un giorno di fine estate del 1764 gli viene riferito che è in arrivo Giacomo Casanova, preceduto dalla fama di gran seduttore e spirito illuminato, il governatore decide di invitarlo nella propria casa. Per irretire e divertire il celebre ospite, von Lehwaldt invita i cittadini più in vista, tra i quali il filosofo Immanuel Kant, destinato a diventare la "gloria di Königsberg". I due non potrebbero essere più diversi: Casanova è fuggito dal carcere di Venezia e vaga tra le corti d'Europa seducendo giovanette bellissime e nobili azzimati. Kant, invece, non ha mai lasciato la sua città natale e ha dedicato la vita al sapere, alla carriera accademica e ai suoi studenti, senza mai concedersi distrazioni, meno che mai sentimentali. Sarà l'enigma di Eulero, che ammanta di mistero la città di Königsberg e i suoi sette ponti, a trasformare la serata in un'indimenticabile sfida tra le due anime del Settecento. Attraverso una rigorosa ricostruzione storica, che gioca anche con l'immaginazione, Daniele Archibugi ci permette di scorgere, nel breve spazio di una notte romanzesca, gli uomini nascosti dietro al loro mito.L'esuberanza di Casanova, la serietà di Kant: le due anime del Settecento a confronto in una lunga notte baltica.