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L'incognita
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Connelly, Michael

L'incognita

Piemme, 21/10/2014

Abstract: Ne L'incognita, la ricostruzione della scena di un incidente mortale avvenuto su Mullholland Drive, una delle più famose strade di Los Angeles, si rivela presto parte di un piano ingegnoso, ma dai risvolti inaspettati e pericolosi. Ne Il baro, una partita a poker è teatro di una sfida in cui la posta è molto alta e in cui chi gioca sporco rischia di pagarla cara. Infine in Fuoricampo, due poliziotti sono impegnati nel pedinamento di un criminale appena uscito di prigione e incaricato di un assassinio. I due partner devono scoprire chi è il bersaglio ed evitare l'omicidio: un compito più difficile del previsto.Tre avvincenti e indimenticabili racconti di Michael Connelly, inediti in Italia, in un'unica ed esclusiva edizione digitale. Contiene, in anteprima, le prime pagine della novità dell'autore: La caduta.

Paura
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Argento, Dario - Peano, Marco

Paura

Einaudi, 21/10/2014

Abstract: Nato in una famiglia in cui il cinema "si respirava", divoratore onnivoro già nell'infanzia di libri e film, annoiato dalla scuola tanto da fuggire a Parigi, il giovane Dario Argento scopre di sentirsi a proprio agio solo nel buio di una sala cinematografica - dove il carattere solitario e l'immaginazione debordante trovano terreno fertile. Ma è l'esperienza come giornalista a "Paese Sera" a rivelarsi una palestra fondamentale, e a favorire l'incontro che gli cambia la vita: quello con Sergio Leone, per il quale insieme a Bernardo Bertolucci scrive il soggetto di C'era una volta il West. Intanto nella testa del futuro regista prende a maturare un desiderio tanto ambizioso quanto magnifico: scrivere una sceneggiatura diversa da tutte le altre. Mescolando le emozioni provate guardando i film di Hitchcock, Lang e Antonioni, s'innesca un cortocircuito destinato a cambiare la storia del cinema di genere. Quando nel 1970 esce il suo primo film - L'uccello dalle piume di cristallo, che incasserà un miliardo e quattrocento milioni di lire - in pochissimo tempo il nome di Dario Argento fa il giro del pianeta. È cosí che vedono la luce Profondo rosso e Suspiria. Per la prima volta Dario Argento racconta se stesso in un libro: le sue passioni, i suoi amori, le sue paure. Un'"autobiografia horror", dove a fianco della figura del grande regista s'intravedono le inquietudini di un uomo schivo, innamorato del cinema e della vita. Un artista irregolare,che imprigionando i suoi personali demoni nella macchina da presa è riuscito a raccontare gli incubi di tutti noi. "Non avevo paura del buio, come tutti i bambini, io avevo paura del corridoio di casa. Era una forma perfetta di terrore: puro, senza condizionamenti".

Quando eravamo in tre
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Chambers, Aidan

Quando eravamo in tre

BUR, 15/10/2014

Abstract: Piers ha diciassette anni ed è un ragazzo introverso. Lascia casa, scuola, amici per cercare di capire che cosa vuole fare di sé. Kate alla stessa età è quasi una donna: vivace, sicura, decisa. Adam, che compare nelle loro vite senza essere stato invitato, è misterioso, insolente, sventato, affascinante. Nel suo passato c'è un buco nero. A unirli è un ponte: quello concreto di cui Piers fa il sorvegliante, il luogo dei loro incontri. Ma anche il ponte di un legame complicato, che mescola e confonde amicizia, amore, complicità.

Il gabbiano Jonathan Livingston. Nuova ediz.
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Bach, Richard - Munson, Russel

Il gabbiano Jonathan Livingston. Nuova ediz.

Rizzoli, 15/10/2014

Abstract: Il gabbiano Jonathan Livingston non è come tutti gli altri. Là dove i suoi simili, schiavi di becco e pancia, si limitano a viaggetti per procurarsi il cibo inseguendo le barche da pesca, lui intuisce nel volo una bellezza e un valore assoluti. Tanto basta per meritargli il marchio dell'infamia e l'allontanamento dallo stormo Buonappetito. Solo, audace, sempre più libero, Jonathan il Reietto scopre l'ebbrezza del volo acrobatico e varca i confini di altri mondi, altre dimensioni abitate da gabbiani solitari simili a lui nella spasmodica fame e sete di perfezione. Ne diventa la guida, il maestro, il capo indiscusso, e tra i compagni incontrerà chi senza saperlo è pronto a raccogliere la sua eredità. Il romanzo-culto degli anni Settanta torna in una nuova versione che comprende una parte inedita, la quarta: quando la devozione per Jonathan, venerato come un dio, rischia di soffocare il suo messaggio, toccherà a un altro gabbiano ribelle come lui ritrovare con un gesto estremo la pura gioia del volo. "Con questo libro Richard Bach mi ha procurato due gioie: mi ha fatto volare e sentire giovane. Di entrambe gli sono profondamente grato." - Ray Bradbury

Ora che so
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Chambers, Aidan

Ora che so

BUR, 14/10/2014

Abstract: Tre ragazzi. Tom, che indaga sullo strano caso di un cadavere ritrovato appeso a una gru. Nik, che sta lavorando a un film sulla vita di un Gesù contemporaneo. E infine Julie, bloccata in un letto d'ospedale e fasciata dalla testa ai piedi. Tra lettere, poesie, appunti, flashback, tre storie che si intrecciano e danno vita a un romanzo intenso e drammatico, teso e provocatorio, sull'amore, la crescita, la scoperta di sé.

L'ombra del collezionista
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Deaver, Jeffery

L'ombra del collezionista

Rizzoli, 15/10/2014

Abstract: UNA NUOVA INDAGINE DI LINCOLN RHYME, IL SEGUITO DE 'IL COLLEZIONISTA DI OSSA' Delle sue vittime lui non vuole il corpo, vuole solo la pelle: per marchiarla a morte. È un novembre gelido, a New York, e nelle strade spazzate dal vento e dalla neve si aggira un serial killer. È scaltro, feroce, implacabile. Aggredisce donne e uomini nei seminterrati, li trascina nelle gallerie buie e umide che si allargano labirintiche nel sottosuolo, li tatua con un inchiostro al veleno lasciando loro sulla pelle incomprensibili messaggi fatti di numeri e lettere; poi li abbandona a un'agonia lenta e straziante. Chi è e cosa vuole? E il tatuaggio che porta sul braccio, un centopiedi rosso con zanne e un volto umano, ha un significato? A esaminare i primi indizi, il killer sembra ispirarsi al collezionista di ossa, il famigerato criminale che più di dieci anni prima aveva gettato nel terrore la città e messo a dura prova il brillante talento deduttivo di Lincoln Rhyme. Questa volta, spalleggiato dalla fidata Amelia Sachs e da tutta la squadra, il criminologo più famoso d'America sarà costretto a districarsi in un oscuro ginepraio di false piste e colpi di scena, in lotta contro il tempo per sventare un piano folle e diabolico. Perché il passato non muore mai, e il nemico non è mai così lontano.

La ladra di vestiti
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Evans, Natalie M. - Orcese, Alessandra

La ladra di vestiti

Rizzoli, 15/10/2014

Abstract: Era un quadrato di seta, il primo foulard uscito dalla nuova fabbrica di Hermès a Lione. E, come aveva sperato, il Jeu des omnibus et dames blanches di Monsieur Hermès adornava la scintillante vetrina al numero 24 di Rue du Faubourg Saint-Honoré. Ma Alix doveva guardarlo meglio, guardarlo da vicino. Almeno quello non era un crimine, voler vedere qualcosa di nuovo e di bello.Parigi, 1937. Cresciuta senza mezzi e senza genitori, Alix ha la passione della haute couture, una rara capacità sartoriale, maestria nel disegnare modelli e il dono innato dell'eleganza assoluta e istintiva. Ma mentre sogna di aprire un suo atelier e di diventare la nuova Coco Chanel, per mantenere la nonna è costretta a copiare ciò che invece vorrebbe creare. Ed è grazie alla sua capacità di osservare un abito, memorizzare ogni particolare e riprodurne un fedele bozzetto, che il giovane e intraprendente Paul la recluta per un lavoro molto rischioso: trafugare per i grandi magazzini di New York l'intera collezione primavera-estate della rinomata maison Javier, dalla quale riesce a farsi assumere. Alix sa che cedere a questo doppio gioco potrebbe compromettere la sua carriera, ma non ha altra scelta. Quando però il richiamo della coscienza – e quello del grande amore – comincia a farsi sentire, se davvero vorrà realizzare i propri sogni sarà costretta a rimettere in discussione tutta la sua vita.Nel suo delizioso romanzo d'esordio, Natalie Meg Evans intesse desiderio e inganno, ambizione e amore, col filo dorato di uno stile coinvolgente, delineando le luci e le ombre del seducente mondo della moda sullo sfondo di una Parigi più romantica e tormentata che mai.

Io sono la neve
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Laban, Elizabeth

Io sono la neve

Rizzoli, 14/10/2014

Abstract: Scende fitta la neve, la prima sera di marzo, alla Irving School. In una nottata come quella tutto si copre e si confonde, e il Grande Gioco, che i ragazzi dell'ultimo anno organizzano come da tradizione, prende una piega imprevista e preoccupante. Sarà Tim a raccontare l'accaduto, affidando la propria voce a una serie di CD che lascia nella sua stanza per Duncan, lo studente che la occuperà l'anno dopo. Duncan scopre così la storia di Tim, diciassettenne albino e impacciato, e quella di Vanessa, bella e disinvolta. Una storia impossibile e piena di interrogativi, che corre veloce fino all'epilogo, in quella fatidica notte di marzo. Duncan c'era, quella notte, e ora che sa tutto, è pronto a fare un passo avanti nella vita e nella scuola.

Il figlio dello sconosciuto
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Hollinghurst, Alan

Il figlio dello sconosciuto

Mondadori, 08/05/2012

Abstract: Tutto ha inizio nel 1913 nel giardino di una casa nella campagna inglese, quando il timido George Sawle torna da Cambridge insieme a un compagno di studi: l'aristocratico, magnetico, capriccioso poeta Cecil Valance. Si fermano solo tre giorni alla tenuta "Due Acri", ma quel poco tempo è destinato a cambiare la loro vita. E più ancora quella di Daphne, la sorella sedicenne di George. Sul quaderno degli autografi di lei, infatti, Cecil scrive un poema che diventerà, dopo la sua morte al fronte, il simbolo di una generazione. Ma quei primi giorni in cui la Storia sta per fare il suo tragico ingresso sono anche attraversati da malintesi e segreti, che intrecciano i destini della famiglia Sawle con quella dei Valance. Così, mentre George si sentirà ingannato nel suo amore proibito per Cecil, Daphne crederà che quei versi siano stati dedicati a lei e indosserà i panni della vedova del poeta. Sposerà il fratello di Cecil, ma quel suo primo, idealizzato amore la trascinerà da un matrimonio infelice all'altro. A vegliare sulle loro vite c'è comunque l'incombente e gelida presenza della statua bianchissima di Cecil. Fino a quando, settant'anni dopo, due giovani studiosi, coinvolti loro stessi nelle vicende biografiche del poeta, non faranno luce sulla verità di quei pomeriggi ai "Due Acri". Alan Hollinghurst è considerato uno dei più importanti scrittori inglesi, e questo romanzo porta in ogni pagina la traccia della sua ironia, della sua scrittura elegante, disseminata di impercettibili, all'apparenza casuali, tocchi di puro talento. Il figlio dello sconosciuto racconta la storia di un paese emblematico come l'Inghilterra, i suoi pregiudizi ma anche la sua capacità di cambiare, e il potere straordinario che ha la letteratura di creare i miti di una nazione. Hollinghurst racconta la storia di uomini e donne imprigionati nella vita sbagliata: quello che il poema di Cecil suggerisce è che al mondo c'è sempre più ipocrisia che innocenza. Tuttavia, dice Hollinghurst, se siamo costretti alla finzione, che ognuno di noi possa almeno scriverla di proprio pugno.

Il vecchio della montagna (Mondadori)
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Deledda, Grazia

Il vecchio della montagna (Mondadori)

Mondadori, 14/10/2014

Abstract: Pietro Carta, cieco, ha la saggezza di un profeta biblico. Parte per cercare nella città il figlio imprigionato e precipita nello scendere dalla montagna. Un romanzo potente e drammatico.

Il dicembre del professor Corde
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Bellow, Saul - Paolini, Pier Francesco

Il dicembre del professor Corde

Mondadori, 14/10/2014

Abstract: Albert Corde, mite professore universitario a Chicago, intraprende una battaglia personale contro i teppisti della città dove vive, affrontando in prima persona il progressivo e inaccettabile disfacimento del mondo che lo circonda. Un libro toccante in grado di far luce sui problemi più scottanti del nostro tempo.

Il jihadista della porta accanto. Isis, Occidente
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Fouad Allam, Khaled

Il jihadista della porta accanto. Isis, Occidente

Piemme, 17/10/2014

Abstract: "Di certo non avrei mai voluto scrivere queste pagine sul terribile attentato di Parigi, anche se pochi mesi fa ipotizzavo il pericolo dell'attuale situazione e della nascita di un fenomeno inedito che ho definito "terrorismo di prossimità". La data del 7 gennaio 2015 suona già come l'11 settembre 2001, una specie di spartiacque, l'entrata in una nuova era, nella quale le nostre democrazie moderne dovranno abituarsi a non sottovalutare la nuova forma di minaccia, quasi permanente, che può provenire da ogni punto del globo." Da questa drammatica constatazione prende le mosse la lucida e allarmante analisi di Khaled Fouad Allam. Il sociologo di origine algerina rileva come non sia affatto un caso che l'attentato sia avvenuto nella capitale francese, luogo altamente simbolico per tutto ciò che concerne la libertà, dalla rivoluzione illuminista in poi. E la testata colpita dalla strage, Charlie Hebdo, non è certo un periodico qualunque, poiché da sempre si batte contro ogni forma di censura. Infine, non è per nulla casuale il fatto che questo attacco abbia investito proprio la satira. Ci sono stati altri attentati, in passato, in altri luoghi, in altre capitali, ma il contesto di oggi è totalmente cambiato, spiega Fouad Allam. E il contesto è quello della nascita di un Califfato e di un esercito che preme su nuove forme di jihadismo locali e informatiche. Basta leggere i proclami dell'ISIS per vedere come facciano leva su modalità individuali di "guerra santa", investendo ragazzi e ragazze - di seconda generazione e nati in Europa - di una missione sacrale, capace di esplodere in qualunque città, in qualunque Stato del mondo. "Andate e colpite ovunque". Chi sono, dove si nascondono e come agiscono gli jihadisti senza volto che parlano francese, tedesco, inglese, danese, italiano? In questo libro, gli identikit dei giovani "nemici degli infedeli" prospettano scenari raccapriccianti, che non si potranno più minimizzare e che l'Occidente dovrà affrontare con azioni di forte cooperazione internazionale.

Bartleby lo scrivano
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Melville, Herman - Bernascone, Rossella - Giachino, Enzo

Bartleby lo scrivano

Einaudi, 04/11/2014

Abstract: "Un libro triste e veritiero": cosí Jorge Luis Borges definisce Bartleby lo scrivano (1853). Bartleby, "per natura o sue sventure... incline ad una squallida disperazione ", s'impiega presso un ufficio di Wall Street. Il muro implicito nel nome della strada appare materialmente a sbarrare le finestre della sua stanza e subito s'accampa come metafora di un'esistenza senza sbocchi. Eppure Bartleby, con la sua operosità pallida e silenziosa prima, e poi con l'inflessibilità a sottomettersi agli ordini del padrone, dà a questo scorcio di commedia umana, fatta di minuzie, priva di toni altisonanti, una definitiva e indimenticabile dimensione tragica. A Bartleby lo scrivano sono stati aggiunti Il paradiso degli scapoli e Il tartaro delle fanciulle, racconti legati tematicamente al piú celebre Bartleby.

Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Al di là dello Specchio
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Carroll, Lewis - Ceni, Alessandro

Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Al di là dello Specchio

Einaudi, 21/10/2014

Abstract: Le avventure straordinarie della piccola Alice in un bizzarro mondo alla rovescia sono molto piú di un classico per l'infanzia. Se da un lato vi si può leggere una parabola che svela le assurdità e le incoerenze della vita adulta, dall'altro vi si coglie, immediata, una raffinatissima abilità linguistica, dove il gusto per il paradosso e il calembour, il nonsenso e la parodia si esprimono con impareggiabile inventiva. Un classico, quindi, cui hanno guardato molti protagonisti della letteratura del Novecento da Queneau a Nabokov.

Sirventese e canzoni
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Daniel, Arnaut - Bandini, Fernando

Sirventese e canzoni

Einaudi, 04/11/2014

Abstract: Enorme è stata l'influenza dell'opera di Arnaut Daniel, voce di spicco della lirica provenzale, sulla poesia occidentale di tutti i tempi. L'eco del suo "dir strano e bello" si avverte al fondo di certe dissonanze comiche dantesche così come di certe armonie petrarchesche, e ha suggestionato personalità del Novecento letterario come Eliot e Pound. L'intero corpus arnaldiano pervenutoci, diciassette canzoni di ispirazione amorosa e un estroso sirventese di argomento erotico, è ora presentato in una nuova moderna e accessibile traduzione. Ne è autore Fernardo Bandini, che alle competenze del filologo ha sommato la propria esperienza di poeta, riuscendo a restituirci non solo la raffinatezza stilistica dell'originale, e la cantabilità del verso legata al suo nascere come poesia per musica, ma anche le qualità immaginifiche e gli snodi del significato. Completano il volume le Note ai testi di Giosuè Lachin, che ha curato la riproduzione del testo a fronte qui prodotto.

La lingua di Dio
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Bedini, Maria Angela

La lingua di Dio

Einaudi, 04/11/2014

Abstract: Già presentata nel quarto volume dei Nuovi poeti italiani in questa stessa collana, Maria Angela Bedini ha ora realizzato un denso poemetto in cui la parola viene tesa, accelerata e stritolata in direzione di una spiritualità quasi fisica, "muscolare", alla maniera delle grandi mistiche. Il sentimento di questa tensione panica oscilla dall'estasi erotica a quella religiosa fino all'identificazione del verbo con l'"amato" e con il "cristo", emblema lancinante di totale annullamento ed esaltazione nell'irreversibilità della scrittura e del nome. Nella furia della sintassi e delle visioni, desiderio, corpo, dolore e lacerazione si fanno tutt'uno. La costante invocazione alla notte, al buio dell'essere, è al tempo stesso ricerca di autodistruzione e volontà di adesione a un respiro totalizzante. Abbraccio di una pienezza esclusiva ed estrema.

Orfeo
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Cocteau, Jean - Zini, Marisa

Orfeo

Einaudi, 04/11/2014

Abstract: Orfeo, scritto nell'estate del 1925 a Villefranche-sur-Mer e rappresentato nel giugno dell'anno successivo al Théâtre des Arts di Parigi dai Pitoëff, costituisce il primo punto fermo nella produzione teatrale di Jean Cocteau. In questa minuscola e misteriosa tragedia confluiscono, certo, le esperienze ed i tentativi anteriori, le estrosità bizzarre, talora astratte e gratuite di una Parade o di un Mariés de la Tour Eiffel, che al pubblico erano apparsi festosi ed insolenti fuochi di prestigio scenici; come le sollecitazioni classiche, le fascinazioni del mito che avevano indotto il poeta a tradurre, o meglio a riscrivere un'Antigone e un Edipo re. Così in Orfeo, su una tessitura di racconto mitico, trasposto in termini di volutamente ambigua modernità, quella stessa che nell'opera grafica di Cocteau conferisce alle forme reali, mediante un fluido e continuo tratto, la purezza sovrumana e algebrica del geroglifico, si affaccia il mondo inquietante del circo: dal cavallo sapiente ai personaggi sospesi a mezz'aria, dagli specchi che inghiottono con l'immagine la persona alle colombe addomesticate, alla testa parlante dell'uomo decapitato. D'altronde nella didascalia iniziale lo stesso Cocteau ci avverte che la scena è molto somigliante ai "salotti dei prestidigitatori", aggiungendo poco oltre che essa in nulla può essere mutata in quanto si tratta di "uno scenario "utile" in cui il minimo particolare ha la sua funzione come i dispositivi di un numero di acrobati". Per parte sua il prologo, a nome degli interpreti, dichiara, proprio come accade prima dei numeri particolarmente pericolosi: attenzione, "lavoriamo molto in alto e senza rete di soccorso". Dalla Nota di G. R. Morteo

Autobiografia
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Darwin, Charles - Barlow, Nora - Fratini, Luciana

Autobiografia

Einaudi, 04/11/2014

Abstract: Charles Darwin scrisse questi testi autobiografici per i suoi figli, senza la consapevolezza che sarebbero stati un giorno pubblicati. Essi rivelano un uomo modesto che preferiva la compagnia dei famigliari a quella degli eminenti scienziati che lo circondavano. L'edizione completa dell'Autobiografia di Darwin comprende numerosi passi censurati e alcuni importanti documenti inediti che consentono di far avvicinare i lettori all'amabile figura e alla grande teoria del celebre scienziato.

Ubu re
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Jarry, Alfred - Morteo, Gian Renzo - Morteo, Gian Renzo

Ubu re

Einaudi, 04/11/2014

Abstract: Se è vero, come dice Ionesco, che "rinnovare il linguaggio vuol dire rinnovare la concezione, la visione del mondo", è indubbio che Jarry può essere considerato uno dei padri della rivoluzione teatrale contemporanea. Non stupisce allora che molti studiosi paragonino il 10 dicembre 1896, "prima" dell'Ubu roi al Theatre de L'Oeuvre di Parigi, alla tumultuosa "bataille d'Hernani" che nel 1830 vide lo scontro decisivo tra classicisti e romantici francesi. Il poeta irlandese Yeats, presente all'avvenimento, ebbe la sensazione di assistere alla fine di un'epoca. L'autore di 'Ubu' sfida consapevolmente uno dei sacri canoni dell'arte occidentale, cioè quello che vuole contenuti e forme di un'opera adeguati alla cultura e ai gusti del pubblico cui è destinata. Trasformando un personaggio concepito all'interno di una beffa studentesca nel doppio cinico e mostruoso dell'umanità, o almeno di una faccia dell'umanità, e facendolo senza nessuna strizzata d'occhio, senza nessuna complicità mondana, bensì con una sorta di disarmante immediatezza e una assoluta noncuranza delle buone maniere teatrali, Jarry mette a segno una provocazione che ha nel famosissimo 'merdre' iniziale il suo emblema definitivo. Il testo - primo di una serie in cui torna la maschera di Ubu - fonde la lignea e meccanica essenzialità del teatro dei burattini con le più torbide e viscerali meschinità umane: cupidigia, egoismo, crudeltà, frode, vigliaccheria... Una fusione che conferisce all'opera e ai personaggi un'insolita dimensione epica alla rovescia.

Le strutture e il tempo
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Segre, Cesare

Le strutture e il tempo

Einaudi, 04/11/2014

Abstract: Nuova edizioneRipubblicare questo libro a cinquant'anni di distanza significa rileggerlo come un classico, ma anche, grazie alla postfazione di Clelia Martignoni, verificare se e come sono cambiati nel frattempo i termini delle questioni affrontate da Segre e, piú in generale, i nodi teorici e pratici della critica letteraria. Le strutture e il tempo, uscito nel 1974, si è imposto subito come libro di svolta negli studi letterari. Come tutti i libri di Segre, aveva una parte teorica e una parte di analisi dei testi. La prima, dedicata alla narratologia, riepilogava il pensiero dei maggiori studiosi di modelli narrativi, intervenendo con alcune messe a punto personali rivelatesi decisive. Il titolo indica esplicitamente il tema del libro: le strutture, cioè l'elaborazione di modelli formali per catalogare e interpretare fenomeni ricorrenti, e il tempo, elemento fondamentale di qualsiasi narrazione. Ogni storia ha una sua intrinseca sequenza logico-temporale che in molti casi è una struttura profonda di racconti che si snodano mescolando la cronologia delle vicende narrate. Segre ha capito l'importanza delle strategie temporali elaborando i modelli piú duttili per individuarle e interpretarle, come fa nella seconda parte del volume, con saggi diventati punti di riferimento sul Decameron, sul Chisciotte, su Beckett e altri autori e testi della letteratura europea. Ma il titolo del libro indica anche una cifra piú generale della metodologia di Segre: la volontà di tenere insieme le istanze formalizzanti dello strutturalismo con le ragioni dello storicismo. Ogni opera non può essere astratta dal suo tempo e da tutte le altre espressioni culturali che le stanno accanto o l'hanno preceduta. La "via italiana" della semiotica ha avuto in Segre il suo capofila e nelle Strutture e il tempo uno dei suoi capisaldi.