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Self-publishing: istruzioni per l'uso
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Moroni, Davide

Self-publishing: istruzioni per l'uso

Editrice Bibliografica, 19/10/2015

Abstract: "Chi fa da sé fa per tre" avete pensato quando, una volta scritto il vostro libro, avete deciso di pubblicarlo da soli. L'avete fatto leggere (e "correggere") a un amico insegnante di lettere, l'avete fatto impaginare su Word a vostro cugino "bravo con il computer", avete usato una foto scattata con lo smartphone per la copertina e avete mandato in stampa il tutto. E, diciamo la verità, non siete proprio soddisfatti del risultato. Perché è vero che il bello del self-publishing è che potete decidere tutto in prima persona, da bravi editori di voi stessi, ma c'è un problema: siete sicuri di saper fare davvero tutto ciò che è necessario non per pubblicare un libro, ma per farlo come si deve?

Super-Cannes
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Ballard, James G. - Pareschi, Monica

Super-Cannes

Feltrinelli Editore, 07/10/2016

Abstract: "La prima persona che incontrai a Eden-Olympia fu uno psichiatra, e forse il fatto che sia stato proprio uno specialista in malattie mentali a farmi da guida in questa 'città intelligente' sulle colline sopra Cannes non fu affatto un caso. Adesso mi rendo conto che sui palazzi di uffici del parco tecnologico incombeva una specie di follia, come uno stato di guerra non dichiarata. Certo è che per la maggior parte di noi il dottor Wilder Penrose si rivelò un Prospero, lo psicopompo capace di portare i nostri sogni più tenebrosi alla luce del giorno. Ricordo il suo sorriso entusiasta quando ci salutammo, e gli occhi sfuggenti che mi indussero a diffidare della sua mano tesa. Solo quando imparai finalmente ad apprezzare quest'uomo labile e pericoloso riuscii a pensare di ucciderlo."

Neuroshopping. Come e perché acquistiamo
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Lugli, Giampiero

Neuroshopping. Come e perché acquistiamo

Apogeo Education, 20/10/2015

Abstract: Come e perché decidiamo di acquistare un determinato prodotto? Quale ruolo hanno le valutazioni razionali e quanto incidono le emozioni? Come percepiamo i prezzi? Come rispondiamo alle promozioni, alle scelte di packaging, alla disposizione della merce nel punto vendita?Le recenti scoperte delle neuroscienze consentono di affrontare queste domande da una prospettiva inedita: tecniche quali la risonanza magnetica funzionale permettono di guardare, letteralmente, "dentro la testa" del consumatore, seguendo la diverse fasi del processo di acquisto attraverso l'attivazione delle singole aree cerebrali coinvolte.In questo ebook l'autore illustra i risultati finora raggiunti dalla ricerca in quest'ambito e presenta gli esiti di alcuni esperimenti originali. Ne derivano preziose indicazioni sia per lo studio del comportamento del consumatore, sia per la determinazione di scelte di marketing più efficaci e una migliore gestione dei punti vendita.

La pulizia etnica della Palestina
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Pappé, Ilan

La pulizia etnica della Palestina

Fazi Editore, 21/10/2015

Abstract: Nel 1948 nacque lo Stato d'Israele. Ma nel 1948 ebbe luogo anche la Nakba ('catastrofe'), ovvero la cacciata di circa 250.000 palestinesi dalla loro terra. La vulgata israeliana ha sempre narrato che in quell'anno, allo scadere del Mandato britannico in Palestina, le Nazioni Unite avevano proposto di dividere la regione in due Stati: il movimento sionista era d'accordo, ma il mondo arabo si oppose; per questo, entrò in guerra con Israele e convince i palestinesi ad abbandonare i territori – nonostante gli appelli dei leader ebrei a rimanere – pur di facilitare l'ingresso delle truppe arabe. La tragedia dei rifugiati palestinesi, di conseguenza, non sarebbe direttamente imputabile a Israele. Ilan Pappé, ricercatore appartenente alla corrente dei New Historians israeliani, ha studiato a lungo la documentazione (compresi gli archivi militari desecretati nel 1988) esistente su questo punto cruciale della storia del suo paese, giungendo a una visione chiara di quanto era accaduto nel '48 drammaticamente in contrasto con la versione tramandata dalla storiografia ufficiale: già negli anni Trenta, la leadership del futuro Stato d'Israele (in particolare sotto la direzione del padre del sionismo, David Ben Gurion) aveva ideato e programmato in modo sistematico un piano di pulizia etnica della Palestina. Ciò comporta, secondo l'autore, enormi implicazioni di natura morale e politica, perché definire pulizia etnica quello che Israele fece nel '48 significa accusare lo Stato d'Israele di un crimine. E nel linguaggio giuridico internazionale, la pulizia etnica è un crimine contro l'umanità. Per questo, secondo Pappé, il processo di pace si potrà avviare solo dopo che gli israeliani e l'opinione pubblica mondiale avranno ammesso questo "peccato originale"."Ilan Pappe. che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani".Mario Vargas Llosa"Ilan Pappe è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani".John Pilger"Insieme all'ultimo Said, Ilan Pappe è il più eloquente narratore della storia palestinese"."New Statesman""Un importantissimo contributo a una discussione che dovrà continuare. Non c'è speranza di una pace duratura in Medio Oriente finché i fantasmi del 1948 continuano a camminare"."The Independent""Il "memoricidio" è la colpa principale che Pappe imputa agli ebrei a danno dei palestinesi: un coraggioso j'accuse verso i vincitori e un gesto generoso verso gli sconfitti".Angelo d'Orsi, "La Stampa"

Senza ragione apparente. Le indagini di Giorgia Cantini
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Verasani, Grazia

Senza ragione apparente. Le indagini di Giorgia Cantini

Feltrinelli Editore, 17/09/2015

Abstract: Autunno. Sullo sfondo di una Bologna umida e grigia, e in un'atmosfera di quotidiana diffidenza, Giorgia Cantini lavora al suo nuovo caso. Emilio, studente diciassettenne in un liceo della città, si è suicidato lasciando un laconico messaggio: "Sono stanco". Otto mesi dopo, la madre di Emilio è decisa a trovare i responsabili morali del gesto estremo del figlio. Giorgia si immerge così in un universo adolescenziale composto dagli amici del ragazzo, da insegnanti, genitori, serate passate ad ascoltare musica hip hop, fumare canne e chattare, con i primi amori che fanno capolino e l'ansia del futuro. È una stagione decisamente malinconica quella in cui Giorgia si dibatte, perché ci sarà un secondo suicidio sospetto e l'incubo di una notte in cui forse è accaduto qualcosa di irreparabile. Senza contare la confusione degli adulti, il crollo delle facciate dietro cui si nascondono, la finzione in cui sono calati e di cui i figli sono le vittime inevitabili. In uno scenario di precarietà di valori e sentimenti, e in una Bologna specchio di un paese sempre più in crisi, si muove Giorgia. Vicino a lei, la sua surreale assistente Genzianella e il capo della Omicidi Luca Bruni, da pochi mesi suo convivente, anche se il loro rapporto è ancora un'incognita. E c'è Mattia, il figlio sedicenne di Bruni, che aiuterà Giorgia a capire qualcosa in più di una generazione costretta a muoversi in un mondo sempre più ambiguo, dove le apparenze non sono più salvabili e il senso delle cose è sempre più indecifrabile.

Le cose dell'amore
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Galimberti, Umberto

Le cose dell'amore

Feltrinelli Editore, 25/09/2013

Abstract: L'eros declinato in tutte le sue ‟figure". L'attrazione, il corteggiamento, la seduzione, il tradimento, la separazione, la solitudine, l'onanismo. Gli ‟enigmi dell'amore" rivisitati, alla luce del tempo che chiamiamo nostro, da un grande filosofo morale.

Lo Spleen di Parigi
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Baudelaire, Charles - Rella, Franco

Lo Spleen di Parigi

Feltrinelli Editore, 14/10/2017

Abstract: Nel 1857, al tempo della pubblicazione dei Fiori del male, il più grande libro di poesia del XIX secolo, Baudelaire dichiara che gli artifici dello stile poetico sono un ostacolo allo sviluppo di un pensiero che abbia come oggetto la verità. E l'atto di nascita dello Spleen di Parigi, la serie di poemi in prosa che, a partire dalle città immense e dai mille destini che vi si intrecciano, cercano di trovare un linguaggio che li sappia esprimere, ma che sappia esprimere anche i soprassalti di una vigile coscienza in cui essi si riflettono come una esperienza incancellabile. Questo linguaggio deve afferrare l'inafferrabile, deve trasformare la dissonanza che domina il Moderno, come la sua cifra più autentica e tragica, in un canto di bellezza che si elevi sopra le nebbie delle strade, sopra la cupa foresta di pietra dei tetti e delle mansarde che abbuiano la città.

Genitori grandi maestri di felicità
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Bollea, Giovanni

Genitori grandi maestri di felicità

Feltrinelli Editore, 14/10/2017

Abstract: Giovanni Bollea applica la sua esperienza pedagogica e la sua saggezza ad alcune importanti questioni di educazione dei figli. Anzitutto dice che i bambini e gli adolescenti hanno bisogno di spazi per crescere sani e vivere bene: di giardinetti per giocare, di scuole a loro misura dove sentirsi a casa, di luoghi per socializzare ma anche di posti dove stare soli e da gestire come piace loro, come di momenti in cui condividere le esperienze e dialogare coi genitori, soprattutto in vacanza. I minori poi che già hanno dei diritti tutelati dalla legge potrebbero averne altri (come votare a sedici anni); in ogni modo vanno tutelati da ogni forma di violenza (sia essa il carcere invece di pene alternative, o la schiavitù del lavoro, o la sofferenza della separazione dei genitori senza affido congiunto). La crescita del resto è costellata di gioie e dolori: i primi amori, la scoperta della sessualità, la paura di uscire, lo stress adolescenziale, traumi come quello della bocciatura. Ai giovani si può insegnare a migliorarsi, aiutandoli a capirsi, a responsabilizzarsi e a diventare altruisti, attenti ai problemi sociali. Anche l'istruzione può essere una cosa divertente (basta guardare meno tv, andare a teatro, viaggiare alla scoperta di belle cose, studiare una lingua in un agriturismo) e deve far accettare le diversità, che si presentino sotto forma di colore della pelle oppure di piccoli o grandi handicap. Le paure ma anche i pericoli legati alla giovane età sono molti (dalla pedofilia alle droghe alle corse in motorino) e la violenza è sempre in agguato, tanto da parte di minori devianti che da parte della società. E non necessariamente l'informazione è d'aiuto, anzi spesso crea confusione più che altro e risveglia ansie come nel caso del terrorismo. Comunque nella famiglia che sa essere contenitore e funzionare da rete è più facile dialogare e capirsi, conservando credibilità. Senza scordare che di famiglia e società fanno parte anche i nonni.

La perla
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Steinbeck, John - Sampietro, Luigi

La perla

Bompiani, 22/10/2015

Abstract: Sulla perla trovata in fondo al mare un pescatore messicano ha costruito il sogno di una vita migliore, il riscatto dalla miseria e dalla fatica.L'inquietudine e le passioni suscitate da questo fugace tocco della fortuna sconvolgono la sua vita, quella di sua moglie e del suo bambino. Contro la violenza non basta più l'amore di Juana, né la solidarieta di alcuni poveri pescatori che si accontenteranno di poter vedere la fortuna da vicino. Dalla grande fantastica avventura, Kino e i suoi torneranno alla fatica di tutti i giorni senza nemmeno quell'unico bene che la vita aveva loro dato: la pace con se stessi.

Il giudice e il suo boia
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Dürrenmatt, Friedrich

Il giudice e il suo boia

Adelphi, 22/10/2015

Abstract: Esiste il delitto perfetto? Gastmann, "demonio in forma umana", ne è convinto, e per dimostrarlo al commissario Bärlach – e vincere la temeraria scommessa fatta in una bettola sul Bosforo – getta uno sconosciuto dal ponte di Galata. Ormai i due sono incatenati l'uno all'altro. Per oltre quarant'anni il commissario seguirà imperterrito le orme di Gastmann, nel vano tentativo di fornire le prove dei delitti via via più audaci, efferati e sacrileghi che costui ha commesso per capriccio. Finché un giorno l'assassinio dell'ispettore Schmied della polizia di Berna – la città dove Bärlach è nato, e che lui chiama il suo "aureo sepolcro" – lo metterà nuovamente di fronte al suo nemico, e al sinistro viluppo di trame politiche e finanziarie di cui questi tira le fila. A Bärlach non resta molto da vivere: giusto il tempo di regolare i conti una volta per tutte. Ormai ha emesso il suo verdetto – ed è una condanna a morte.Quando Georges Simenon, che di noir se ne intendeva, lesse questo romanzo cupo, implacabile e lacerante, disse semplicemente: "Non so che età abbia l'autore. Se è alla sua prima prova, credo che farà strada".

Pasolini. Massacro di un poeta
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Zecchi, Simona

Pasolini. Massacro di un poeta

Ponte alle Grazie, 22/10/2015

Abstract: Il 2 novembre 1975, all'Idroscalo di Ostia, si consuma il "massacro tribale" di uno dei maggiori intellettuali del ventesimo secolo: Pier Paolo Pasolini. L'inchiesta di Simona Zecchi riparte proprio da quella sciagurata notte e, con l'ausilio di prove fotografiche mai emerse sinora, di evidenza schiacciante, documenti inediti, interviste e testimonianze esclusive, fa tabula rasa dei moventi ufficiali e le piste finora accreditati – dall'"omicidio a sfondo sessuale" al "misterioso" Appunto 21 di Petrolio. Come nella Lettera rubata di Edgar Allan Poe, lo "schema perfetto" che condusse il poeta friulano fra le braccia dei suoi carnefici è sempre stato sotto gli occhi degli inquirenti e, in parte, dell'opinione pubblica: un oscuro attentato a pochi passi dall'abitazione di Pasolini la cui funzione viene finalmente svelata, un furto di bobine come espediente dai tratti inediti, la presenza di più macchine all'Idroscalo e la prova del doppio sormontamento del corpo ormai agonizzante, i testimoni che nessuno ha mai voluto veramente ascoltare, la matrice fascista dell'agguato, la direzione dell'intelligence nostrana, il ruolo depistante dell'enigmatico Giuseppe Pelosi, i tentativi di alcuni giornali, sempre ben informati, troppo informati, di trasformare Pasolini in imputato nello stesso processo che avrebbe dovuto stabilire l'identità dei suoi assassini. Tra le numerose inchieste che hanno cercato di decostruire la gigantesca opera di depistaggio messa in atto già all'indomani dell'omicidio, Pasolini, massacro di un poeta si incarica di dire la verità, tutta la verità.

La sostanza delle cose
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Miodownik, Mark

La sostanza delle cose

Bollati Boringhieri, 22/10/2015

Abstract: Vincitore del Royal Society Winton Prize for Science Books, Regno Unito 2014.Vincitore dei Communication Awards, National Academies of Sciences, Engineering and Medicine, Stati Uniti 2015."Sono rimasto sveglio tutta la notte a leggere questo libro. Miodownik scrive con enorme competenza e grande entusiasmo, trasmettendo al lettore il suo amore per questi temi."Oliver SacksL'acciaio è "indomito", la carta "fidata", il cioccolato naturalmente è "delizioso", la plastica "immaginifica" e la grafite è semplicemente "indistruttibile". Poi c'è la schiuma ("meravigliosa"), il vetro (ovviamente "invisibile"), la porcellana ("raffinata"), e certo non può mancare il comune, onnipresente, "fondamentale" cemento. Sono le sostanze di cui è fatto il nostro mondo. Basta gettare l'occhio intorno a noi e ne vediamo a centinaia, eppure sappiamo così poco di loro.Invece, quando Mark Miodownik si guarda intorno vede ben più in là delle apparenze superficiali delle cose ed è capace di raccontarci per ognuno di questi materiali una quantità incredibile di storie affascinanti, da restare a bocca aperta per lo stupore. Ogni sostanza diventa un mondo. In questo libro compaiono cose antichissime come il ferro accanto a sostanze futuristiche come i biomateriali o l'aerogel, tutte presentate nella loro caleidoscopica varietà di forme e di funzioni, colori e proprietà, ognuna con un suo messaggio nascosto e un'avvincente storia da narrare. I materiali hanno contribuito a rivoluzionare il nostro stile di vita, fanno parte del nostro mondo e senza di loro non saremmo ciò che siamo. Prendete la fotografia che apre questo libro, a p. 13: l'autore siede sul terrazzo di casa sorseggiando un tè. Togliete dalla scena il cemento, il vetro, i tessuti, il metallo e gli altri materiali, e non resterà altro che un uomo nudo a mezz'aria, tremolante per il freddo. Il mondo materiale non è una semplice ostentazione della nostra tecnologia e della nostra cultura: è parte di noi. L'abbiamo inventato, l'abbiamo costruito, e lui in cambio fa di noi ciò che siamo.

La verità della suora storta
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Vitali, Andrea

La verità della suora storta

Garzanti, 22/10/2015

Abstract: "Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.""Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.""Un romanzo particolarmente ispirato, forse il più ispirato di tutti i romanzi dello scrittore.""È un Vitali diverso, nascosto, segreto.""Eccellente. 10 e lode"Antonio D'Orrico, "La lettura – Corriere della Sera""Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie."Bruno Quaranta, "Tuttolibri""La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca."Fulvio Panzeri, "Avvenire"Con grazia e ironia Andrea Vitali imbastisce una nuova storia dall'intreccio imprevedibile e commovente. Nella sua Bellano, specchio di un mondo passato ma a suo modo sempre attuale, si muovono i personaggi della Verità della suora storta, ognuno alla ricerca di un approdo che metta pace tra i segreti e le speranze della propria vita, strappandoci un sorriso per le soluzioni a volte stravaganti o strampalate che mettono in scena.Sisto Santo ha la manualità e la fantasia giuste del meccanico di rango. Da ragazzo ha riparato perfino una Peugeot 403 senza fare una piega, lasciando a bocca aperta il Scatòn, il suo capo officina, che i diesel manco li conosceva. Però adesso fa il tassista. Si è comprato un Millenove e aspetta i clienti alla stazione ferroviaria di Bellano. Pochi. Arrivano da Sondrio o da Lecco e Milano, e vanno in visita all'ospedale o su al cimitero. Oggi gli è capitato un fattaccio. Una donna arrivata dopopranzo, poco prima che dalla radiolina che tiene in macchina partisse la sigla di Tutto il calcio minuto per minuto. Non che fosse importante: ultima giornata; campionato 1970 già bell'e andato al Cagliari, però... Gli ha chiesto di essere portata al cimitero, che non sa nemmeno dov'è. Ma poi, arrivati là, il Sisto si è accorto che la donna era morta. Proprio lì, sul sedile posteriore del Millenove, macchiandolo pure di urina. Un guaio mica da ridere. Da tirare in ballo il maresciallo Riversi. Anche perché la donna è senza borsetta e non si riesce a capire chi sia, né chi stesse cercando al cimitero di Bellano in quel pomeriggio di fine aprile.

Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà
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Sepúlveda, Luis

Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà

Guanda, 22/10/2015

Abstract: "Lo scrittore di riferimento della nuova letteratura sudamericana."La Repubblica"Parole dolci e concrete. Parole adatte ai bambini, ma anche agli adulti. Parole che sono un ponte tra Esopo e l'America latina, e che non saranno mai neutrali." La Repubblica "Sepúlveda ha trovato nella favola la forma a lui più congeniale per parlare di valori umani, come l'amicizia e il rispetto delle diversità." Famiglia CristianaÈ dura per un cane lupo vivere alla catena, nel rimpianto della felice libertà conosciuta da cucciolo e nella nostalgia per tutto quel che ha perduto. Uomini spregevoli lo hanno separato dal suo compagno Aukamañ, il bambino indio che è stato per lui come un fratello. Per un cane cresciuto insieme ai mapuche, la Gente della Terra, è odioso il comportamento di chi non rispetta la natura e tutte le sue creature. Ora la sua missione – quella che gli hanno assegnato gli uomini del branco – è dare la caccia a un misterioso fuggitivo, che si nasconde al di là del fiume. Dove lo porterà la caccia? Il destino è scritto nel nome, e questo cane ha un nome importante, che significa fedeltà: alla vita che non si può mai tradire e anche ai legami d'affetto che il tempo non può spezzare."Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare."La Stampa"Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell'evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati."Le Monde

Dal cielo alla terra. Da Michelangelo a Caravaggio. Il tesoro d'Italia. Ediz. illustrata
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Sgarbi, Vittorio - Doninelli, Luca

Dal cielo alla terra. Da Michelangelo a Caravaggio. Il tesoro d'Italia. Ediz. illustrata

Bompiani, 22/10/2015

Abstract: Letteralmente: dal cielo alla terra, ovver da Michelangelo a Caravaggio. Dal Giudizio universale a I bari. In pochi anni il mondo di tutte le perfezioni possibili si rovescia in un gruppo di giocatori, sporchi e ubriachi, all'osteria. La pittura della realtà, dunque.La fine di un modello ideale per poter, infine, puntare l'unico obiettivo degno del nostro sguardo: il vero. Non esercizi astratti sulle forme, quelli dei pittori toscani che guarderanno come a un miraggio a Michelangelo, primo fra tutti il Vasari, ma il confronto con una realtà, anche cruda, che attende di essere fedelmente riprodotta, e che una mente aperta la veda nitidamente e la stampi con assoluta evidenza. Dal tormento interiore di Rosso, Pontormo, Bronzino, Beccafumi, al lento riemergere della verità della natura in Vincenzo Campi, Moroni, Passerotti, Annibale Carracci. In questo percorso un posto a parte hanno i veneti, nell'indicare un sentimento profondo delle persone e delle cose: Tiziano, Lorenzo Lotto, Veronese, Tintoretto e, soprattutto, Bassano. Incamminati verso il vero i padani, lombardi ed emiliani, Moretto, Savoldo, Romanino, Dosso Dossi e Bastianino. Solitario e aristocratico Parmigianino. Un secolo di ricerche e sperimentazioni, dopo e oltre Raffaello. Cielo e terra, in diversi momenti e luoghi, si scambiano le parti, fino alla definitiva conquista del vero in Caravaggio.Vittorio Sgarbi

Le cattedre dei non credenti
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Martini, Carlo Maria

Le cattedre dei non credenti

Bompiani, 22/10/2015

Abstract: "Io ritengo che ciascuno di noi abbia in sé un non credente e un credente, che si parlano dentro, si interrogano a vicenda, si rimandano continuamente interrogazioni pungenti e inquietanti l'uno all'altro. Il non credente che è in me inquieta il credente che è in me e viceversa". Con queste parole Carlo Maria Martini apriva la Prima Cattedra dei non credenti nel 1987. Iniziava così un lungo cammino di dialogo che Martini volle espressamente per dare la parola a non credenti, offrendo loro la possibilità di rendere ragione delle proprie convinzioni, e favorendo nei credenti un atteggiamento di ascolto disponibile e pensoso. Attraverso l'incontro con personaggi di spicco della cultura e del mondo scientifico, nel corso delle dodici edizioni delle Cattedre, fu possibile esplorare che cosa significa credere e non credere in rapporto alla città, ai sentimenti, all'arte e alla letteratura, al dolore, al cosmo e alla storia. "L'importante – commenta Martini – è che impariate a inquietarvi. Se credenti, a inquietarvi della vostra fede. Se non credenti, a inquietarvi della vostra non credenza. Solo allora le vostre posizioni saranno veramente fondate". Questo volume, il primo di una serie di diciotto volumi che raccoglierà l'intera opera di Carlo Maria Martini, presenta al pubblico la versione integrale e completa di tutte le dodici Cattedre, svoltesi a Milano dal 1987 al 2002, con molti interventi inediti. L'opera, realizzata dalla Fondazione Carlo Maria Martini in collaborazione con la casa editrice Bompiani, nasce con l'intento di conservare, diffondere e soprattutto mantenere vivi, il patrimonio e l'eredità di uno dei grandi protagonisti dell'ultimo secolo.

Le bugie degli altri
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McCreight, Kimberly

Le bugie degli altri

Casa Editrice Nord, 22/10/2015

Abstract: "Con la grazia della letteratura, e il suo potere di mettere ordine nel caos dell'esistenza, ci dice qualcosa sul senso di colpa."Corriere della Sera"Affronta la complessità dei rapporti familiari con la tensione dei migliori thriller."Che Tempo Che Fa"Un thriller classico, dal meccanismo impeccabile."Rolling Stone"Kimberly McCreight è un'autrice strepitosa. Ha creato un mondo in cui trascina il lettore senza più lasciarlo andare. È uno dei romanzi più coinvolgenti che abbia letto."Gillian Flynn"Con la grazia della letteratura, e il suo potere di mettere ordine nel caos dell'esistenza, ci dice qualcosa sul senso di colpa."Corriere della seraUn romanzo profondo e inquietante, che affronta la complessità dei rapporti familiari col ritmo serrato di un thriller.Una città all'apparenza tranquillaUn segreto custodito troppo a lungoUna scoperta che rischia di sconvolgere ogni cosaNon ce la faccio. Quando supera il nastro giallo della polizia, Molly Anderson cerca di prepararsi a ciò che si troverà davanti agli occhi: il corpo di un bambino appena nato, abbandonato nei boschi che circondano la cittadina di Ridergale, nel New Jersey. Non ce la faccio, si ripete, cercando di scacciare dalla mente le immagini di una tragedia che continua a tormentarla. Tuttavia il suo ruolo di giornalista le impone di mettere da parte i sentimenti personali e osservare i fatti con freddo distacco. Non accade spesso che Ridergale sia coinvolta in un caso di cronaca nera, e questa è l'occasione che lei aspettava da tempo. Perciò si getta a capofitto nel lavoro e, durante le ricerche, s'imbatte in un articolo di vent'anni prima, riguardante un ragazzo morto nel luogo esatto in cui è stato scoperto il neonato. Convinta che non si tratti di una coincidenza, Molly decide di indagare, tuttavia ben presto si renderà conto che riportare alla luce quella vecchia storia è come spargere sale su una ferita aperta nel cuore della cittadina. Perché lei non è l'unica a convivere con un passato doloroso. E alcuni nascondono segreti molto pericolosi...

Appuntamento a Hiroshima
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Walker, Stephen

Appuntamento a Hiroshima

Longanesi, 22/10/2015

Abstract: Stephen Walker, a settant'anni dalla distruzione di Hiroshima, ricostruisce in una narrazione appassionante le tre settimane dal 15 luglio al 6 agosto 1945, i giorni che condussero al primo bombardamento atomico della storia dell'umanità. Lo fa raccogliendo, come in un avvincente puzzle, le testimonianze degli uomini che compirono la missione, degli scienziati che costruirono la bomba, delle persone che sopravvissero alla tragedia e che, in tutta la loro vita, non avrebbero mai potuto dimenticare. Nelle tre settimane che intercorsero fra il test Trinity nel deserto del New Mexico – la prova generale della bomba – e lo sgancio dell'atomica, mentre i militari e gli scienziati del Progetto Manhattan pianificavano i dettagli della missione, la commissione per la scelta del bersaglio definì diversi obiettivi per l'attacco nucleare. Sarebbe stata un'unica variabile a segnare il destino di Hiroshima: le condizioni meteorologiche, un fattore determinante per consentire a un B29, l'""Enola Gay"", il bombardamento a vista. In quelle tre settimane, nella base superblindata di Tinian nelle isole Marianne, gli equipaggi del 509° gruppo dell'aviazione americana si preparavano per la missione del 6 agosto. La maggior parte degli uomini non era a conoscenza dell'esistenza della bomba atomica, che nel frattempo veniva assemblata in tre edifici appositamente allestiti sull'isola. In quelle tre settimane si consumarono gli ultimi sforzi diplomatici di Shigenori Togo, ex ministro degli Esteri del Giappone che l'imperatore aveva incaricato di cercare un modo onorevole per uscire dal conflitto, mentre nelle città giapponesi i civili partecipavano attivamente allo sforzo bellico. In quelle tre settimane Leo Szilard, il fisico che dodici anni prima aveva concepito l'idea della bomba atomica, continuava la sua crociata contro l'attacco nucleare, raccogliendo firme per una petizione che non avrebbe mai raggiunto il destinatario, il presidente degli Stati Uniti Harry Truman. In quelle tre settimane il mondo cambiò davvero, e per sempre.

L'assassino, il prete, il portiere
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Jonasson, Jonas

L'assassino, il prete, il portiere

Bompiani, 22/10/2015

Abstract: Johan Andersson, conosciuto da tutti come Anders l'Assassino, è appena uscito di prigione e sbarca il lunario facendo piccoli lavori per i gangster della zona, e li farebbe anche bene se non fosse per il vizio di bere, che inizia a minacciare la sua professionalità. La sua vita subisce una svolta quando Anders incontra Johanna Kjellander, pastore della Chiesa protestante, e un portiere d'albergo (o meglio, di un bordello, appena diventato hotel con una stella). I tre decidono di formare una società basata sulle doti (e la reputazione) di Anders, mentre gli altri si occupano di trovare clienti, gestire le relazioni pubbliche e portare avanti nuove strategie di business. L'impresa funzionerebbe, se non fosse che la curiosità porta l'assassino a chiedersi il perché di ogni cosa e dopo qualche discussione con il pastore, decide di rivolgere le sue domande direttamente a Gesù che, del tutto inaspettatamente, gli risponde! Con la svolta religiosa di Anders, Johanna e Per capiscono che la società è in pericolo e devono elaborare un nuovo piano. In fretta. Con il suo stile ironico e del tutto personale, Jonas Jonasson ci mostra come persone all'apparenza normali possano trovarsi in situazioni del tutto assurde, così ci troviamo a seguire le vicende di tre divertenti quanto improbabili personaggi che vogliono fondare una Nuova Chiesa, con tutti i criminali della Svezia alle calcagna!

E senza piangere
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Celli, Pier Luigi

E senza piangere

TEA, 22/10/2015

Abstract: "Scompaio qualche giorno", dice il professor Brandi alla moglie. "Devo fare qualcosa." Comincia così il nuovo romanzo di Pier Luigi Celli, con il professor Brandi, docente universitario amato dagli studenti e odiato dai colleghi, che si allontana misteriosamente da casa. Impegni, un po' di riposo, forse un progetto a lungo meditato, non si sa. Il senato accademico però si agita, vuole vederci chiaro, e mette sulle orme di Brandi due individui non proprio limpidi. Le cose si complicano quando uno di questi figuri scompare a sua volta. Quando, oltre agli scomparsi, si aggiunge anche un morto, l'arrivo del commissario Guglielmi è inevitabile... L'indagine che ne segue si abbatterà sull'università come una tempesta, destinata a mettere a nudo misteri, connivenze e complicità troppo a lungo celate.