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× Nomi Andreoli, Vittorino
× Data 2012

Trovati 7 documenti.

L'uomo di superficie
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Andreoli, Vittorino

L'uomo di superficie

Rizzoli, 08/02/2012

Abstract: Cos'è successo all'uomo, alla civiltà?Concentrati su un qui e ora puramente corporei, abbiamo ucciso tutti gli dei e reso la bellezza l'unica nostra religione. Non abbiamo più sogni, non coltiviamo progetti, non sopportiamo il silenzio, facciamo rumore per vincere la solitudine, sradicati come siamo dalle nostre origini, incapaci di amare, di insegnare ai nostri figli e di imparare dai nostri padri. E siamo pieni di paura.Vittorino Andreoli, che non distoglie mai l'attenzione dal destino dell'uomo contemporaneo, ripercorre la parabola della propria vita per descrivere, nel modo più personale e insieme collettivo, l'importante mutamento cui stiamo andando incontro. Dall'emergenza parsimoniosa e crudele della guerra, dove tutta la famiglia sedeva intorno al piatto in cui campeggiava un'unica grande aringa annegata nell'olio, al boom economico, in cui il dilagare del benessere ha condotto in fretta all'eccesso, alla saturazione, all'inutile; dall'entusiasmo delle scoperte scientifiche, che ci hanno permesso di rimuovere il dolore, di controllare le nascite, di nascondere ma non cancellare la morte, alle crisi, sempre uguali e sempre diverse, della Repubblica. È lungo questo tortuoso sentiero che l'ultimo esemplare di Homo sapiens sapiens giunge quasi senza accorgersene a un passo dalla fine. Oggi viviamo appiattiti sulla nostra pelle, senza radici e senza futuro.Andreoli non dà giudizi né offre ricette, non ha certezze né dogmi da imporre. Ha però uno sguardo profondamente umano, e la consapevolezza della sua e nostra fragilità, l'unica meravigliosa forza su cui possiamo e dobbiamo contare per risorgere.

Nessuno
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Andreoli, Vittorino

Nessuno

Rizzoli, 01/01/2012

Abstract: In un'epoca dominata dal potere gli uomini si dividono tra i qualcuno e i nessuno, tra chi vive per farsi vedere e chi, quasi fosse trasparente, esiste ed è come se non ci fosse. Ma quando un Nessuno, orfano di un macellaio e di una cassiera di macelleria e privo di un ruolo nella società, si ripiega su se stesso alla ricerca di un senso, ecco che si squaderna come un libro aperto, anche se di pagine bianche. E su queste pagine comincia lentamente a dipingere il suo autoritratto, rielabora il suo dolore, dialoga – e delira - con le immagini della sua mente, sempre in bilico tra la realtà e l'allucinazione, tra la forza della memoria e la sua inaffidabilità, tra un fragile se stesso e le sue molteplici identità. Mentre gli sfilano davanti desideri e paure, ragazze rumene e animali abbandonati, procuratori della repubblica e carabinieri, diabole e messia, Nessuno riflette sulla vita che si intreccia alla morte, sul tempo e le sue declinazioni, sul mistero delle pulsioni e quello della coscienza, sul caso e sulla libertà. Ma è una cagnolina, Bibì, a fare breccia sul suo bisogno di affetto, nel suo universo chiuso ed enigmatico indicandogli una via, stretta, verso gli spazi aperti, verso il profondo respiro della natura, verso una vera casa.

Il denaro in testa
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Andreoli, Vittorino

Il denaro in testa

BUR, 11/01/2012

Abstract: Vittorino Andreoli per la prima volta pone sul lettino dello psichiatra i temi dell'economia e mette a nudo la società moderna, ossessionata dal denaro, terrorizzata dallo spettro della povertà. Quando i soldi si insinuano nella vita delle persone instillando dubbi, minando ogni sicurezza, mettendo in crisi le altre certezze; quando i soldi si trasformano in un virus che produce i sintomi della malattia, l'economia non basta. La psicologia ci aiuta a spiegare e a comprendere la natura illusoria del denaro - la falsa promessa che tutto si possa comprare, anche gli affetti - per ricondurlo invece alla sua condizione di semplice strumento, il cui uso irrazionale e scriteriato può arrivare a trasformare le esigenze in dipendenza, i desideri in angoscia. Quello che Andreoli ci propone non è una nuova teoria economica né una facile soluzione consolatoria, ma una riflessione su come anche l'etica sia potuta diventare oggetto di contrattazione, un percorso per riappropriarsi del vero significato della vita, delle relazioni interpersonali e del vivere civile.

Principia
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Andreoli, Vittorino

Principia

BUR, 11/04/2012

Abstract: L'uomo Attaccato sul vuotoAl suo filo di ragno Giuseppe Ungaretti "È tempo di incominciare un viaggio dentroi princìpi, che significa dentro l'uomo: di ieri, di oggi...per rendere possibile un futuro, l'uomo di domani." Vittorino Andreoli I princìpi che da secoli erano un punto di riferimento indiscusso non sembrano più guidare il nostro agire, mentre le scienze positive pongono più interrogativi che certezze. E in questo clima di disgregazione si è imposto uno stile di vita che mira soltanto ad arraffare, "qui e subito" e senza alcuno scrupolo, gli idoli di oggi: ricchezza, potere, sesso... Tutto è entrato in crisi: la politica, l'etica, i rapporti umani, il rispetto della vita e della morte, centrifugati in un teatro dell'assurdo dove si vive soltanto nell'"attimo presente" senza curarsi minimamente del futuro.In questo libro Vittorino Andreoli, da sempre attento ai problemi dell'uomo, ci guida in un viaggio, affascinante e doloroso, alla scoperta di quei princìpi che per secoli hanno guidato il nostro comportamento e delle cause della loro caduta. Un viaggio nel quale si racconta il declino di una civiltà che riuscirà a sopravvivere solo se troverà il coraggio di scoprire nuove basi su cui rifondare la propria identità.

L'alfabeto delle relazioni
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Andreoli, Vittorino

L'alfabeto delle relazioni

BUR, 18/04/2012

Abstract: "Famiglie, io vi odio!" gridava André Gide alle soglie del XX secolo, denunciando l'ipocrisia e gli odi che avvelenavano quell'istituzione da sempre considerata il rifugio affettivo di ogni essere umano. Molto tempo è trascorso, ma la situazione non è certo cambiata. La cultura attuale muta vertiginosamente distruggendo antichi valori e sostituendoli con il nulla, e così le famiglie si possono trasformare in inferni di solitudine o di violenza. Ma è ancora possibile salvare questa istituzione che è alla base stessa del consorzio umano? Sì, afferma Vittorino Andreoli, a patto che ognuno di noi sappia riconoscere la sua sfera d'azione e di intervento, rispettando quella degli altri e cercando di ricostruire tutti insieme un sistema di relazioni affettive in cui l'amore prevalga sui falsi idoli alla quale l'attuale pseudo-cultura dell''apparire' impone di sacrificare.

I miei matti. Ricordi e storie di un medico della mente
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Andreoli, Vittorino

I miei matti. Ricordi e storie di un medico della mente

BUR, 03/05/2012

Abstract: Ricordi e storie di un medico della mente 'Immensi spazi vuoti, di un bianco gelido. Il bianco era il colore della morte. Il bianco era il colore della follia, della follia intesa come pre-morte.' Vittorino Andreoli Poco meno che ventenne, Vittorino Andreoli varca per la prima volta la soglia di un manicomio. È l'inizio di una grande passione, di una lunga carriera a stretto contatto con i matti, con le grandi questioni della ricerca, con le drammatiche esigenze dei malati di mente, fino all'ultimo giorno, quello della decisione di abbandonare per sempre i luoghi della follia. Anni di osservazione, di esperienze forti, scoperte appassionanti e avvilenti frustrazioni di fronte al dolore psichico: storie di pazienti che rivivono per noi in queste pagine, nelle memorie di un medico che ha visto cambiare la psichiatria e che ha contribuito ad alcune delle sue importanti trasformazioni. Un documento prezioso, ma soprattutto un percorso sincero, autobiografico, pieno di affetto, dentro una condizione umana così misteriosa, che ci riguarda tutti da vicino. Perché i matti sono uomini tra gli altri uomini.

Lettera a un adolescente
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Andreoli, Vittorino

Lettera a un adolescente

BUR, 16/05/2012

Abstract: Un'appassionata indagine sull'adolescenza, un accorato appello all'autenticità dei sentimenti e al dialogo tra le generazioni. C'è un forte desiderio di condivisione alla base di questo libro, un'urgenza comunicativa che Vittorino Andreoli ha racchiuso in uno dei suoi testi più intensi: una lettera indirizzata a un adolescente, scritta per colmare la distanza che spesso separa le generazioni dei padri da quelle dei figli, un muro di dolorosi silenzi che inasprisce le reciproche incomprensioni. Senza dettare soluzioni già confezionate e senza assumere il tono di chi conosce la verità, Andreoli riflette sulla complessità dell'adolescenza. Una fase della vita segnata da profondi cambiamenti e in cui è facile rifugiarsi nella cieca trasgressione, nell'eroismo del sabato sera, nel ricatto delle droghe o nell'illusoria sicurezza di chi si nasconde nel branco per evitare di fare i conti con se stesso. Ed è con l'entusiasmo dei suoi anni e la saggezza di una lunga esperienza umana e professionale che Andreoli si rivolge al destinatario di questa lettera invitandolo a riconoscere la propria sofferenza e a non mascherare le debolezze per attraversare con gioia il segreto della sua età.