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Trovati 82 documenti.

Benedetta follia
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Andreoli, Vittorino

Benedetta follia

Piemme, 16/04/2019

Abstract: "Quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti...".È Paolo di Tarso, nella celeberrima Prima Lettera ai Corinzi, a fare la diagnosi sui "folli di Dio" e, quindi, sulla "follia di Dio". Appare conseguente, infatti, che, se Dio chiede di essere seguito dai folli, è Egli stesso un folle.Subito, però, va definito il significato del termine. Fin dagli albori, la Chiesa li ha chiamati "folli in Cristo". Strani personaggi che si mostravano bizzarri, autolesionisti, pazzi, per ricondurre gli uomini alla "follia della Croce", per essere eco della parola di Dio non con un linguaggio sapiente, ma con l'efficacia dell'esempio, con lo smascheramento dei difetti umani, con l'ironia verso atteggiamenti, pensieri e azioni che si pretendevano sensati o devoti, ma che in realtà lasciavano grande spazio alla doppiezza.Dagli eremiti del deserto dei primi secoli cristiani, passando per gli asceti del Medioevo tormentati dall'ossessione per il peccato e il demonio, fino ai mistici delle epoche recenti, lo psichiatra Vittorino Andreoli si addentra nell'analisi di questa "strana follia" attraverso un excursus storico-letterario di grande fascino, fondato sulle fonti più accreditate.La domanda provocatoria che attraversa tutto il libro è: ma allora si può parlare di un Dio insensato? Chissà? ...si interroga l'autore, forse quest'antica sana follia è una demenza lucida di cui questi nostri tempi barbari hanno assoluto bisogno. Perché occorre perdersi per ritrovarsi. E la follia cristiana ci dà una lezione di rigore e leggerezza, ci insegna a capire che dietro un gesto bizzarro può nascondersi un tesoro di straordinaria saggezza.

Homo Incertus
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Andreoli, Vittorino

Homo Incertus

Rizzoli, 14/01/2020

Abstract: La condizione umana è caratterizzata dal bisogno di aggregazione per vincere il senso della paura e dell'insicurezza che si accendono di fronte ai pericoli dell'ambiente, del mondo. Ci sono periodi della storia in cui questi sentimenti si fanno particolarmente intensi e rendono l'esperienza esistenziale ancora più difficile. Se la comunità serve a dare certezze e difesa, si può giungere alla paura di vivere a contatto con gli altri come se un uomo fosse un nemico sempre. E cosi si finisce per rimanere soli mentre si cerca disperatamente un rifugio. Non vi è dubbio che esistono momenti storici e società che danno maggiore sicurezza, che moderano l'incertezza e il dubbio, e altri dove invece si è allertati dai pericoli e si vivono con incertezza persino i sentimenti e le relazioni affettive. Di fronte a questo quadro era necessario che un grande psichiatra affrontasse sistematicamente il tema partendo proprio dalla conoscenza del comportamento umano all'interno della società. Ed è così che il professor Vittorino Andreoli costruisce un'analisi che non vuole essere teorica, ma aiutarci a capire noi stessi e il mondo in cui ci muoviamo. Un'analisi che mostra le sorgenti psicologiche e sociali dell'incertezza, che ci mette davanti gli obiettivi di una sicurezza possibile e di una invece impossibile, poiché l'uomo si trova in un mondo che conosce solo in parte e che non può mai renderlo tetragono e sicuro. Il professor Andreoli, con tutta la competenza e l'umanità di un grande autore, ci suggerisce come gestire l'insicurezza e giunge a mostrarci la nostra fragilità che richiede l'aiuto dell'altro, di un'altra fragilità, e fare così dei legami interumani la via per vincere la paura. Come a dire che due fragilità generano forza. Innescando un processo di legami più ampi che uniscano una comunità, imparando a comprendere invece che a isolare e combattere. Una strategia esistenziale che rende allora l'insicurezza umana uno stimolo a proteggere, provando sicurezza proprio nel dare aiuto all'altro come una madre che si sente forte nel proteggere il proprio bambino.

L'uomo di superficie
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Andreoli, Vittorino

L'uomo di superficie

Rizzoli, 08/02/2012

Abstract: Cos'è successo all'uomo, alla civiltà?Concentrati su un qui e ora puramente corporei, abbiamo ucciso tutti gli dei e reso la bellezza l'unica nostra religione. Non abbiamo più sogni, non coltiviamo progetti, non sopportiamo il silenzio, facciamo rumore per vincere la solitudine, sradicati come siamo dalle nostre origini, incapaci di amare, di insegnare ai nostri figli e di imparare dai nostri padri. E siamo pieni di paura.Vittorino Andreoli, che non distoglie mai l'attenzione dal destino dell'uomo contemporaneo, ripercorre la parabola della propria vita per descrivere, nel modo più personale e insieme collettivo, l'importante mutamento cui stiamo andando incontro. Dall'emergenza parsimoniosa e crudele della guerra, dove tutta la famiglia sedeva intorno al piatto in cui campeggiava un'unica grande aringa annegata nell'olio, al boom economico, in cui il dilagare del benessere ha condotto in fretta all'eccesso, alla saturazione, all'inutile; dall'entusiasmo delle scoperte scientifiche, che ci hanno permesso di rimuovere il dolore, di controllare le nascite, di nascondere ma non cancellare la morte, alle crisi, sempre uguali e sempre diverse, della Repubblica. È lungo questo tortuoso sentiero che l'ultimo esemplare di Homo sapiens sapiens giunge quasi senza accorgersene a un passo dalla fine. Oggi viviamo appiattiti sulla nostra pelle, senza radici e senza futuro.Andreoli non dà giudizi né offre ricette, non ha certezze né dogmi da imporre. Ha però uno sguardo profondamente umano, e la consapevolezza della sua e nostra fragilità, l'unica meravigliosa forza su cui possiamo e dobbiamo contare per risorgere.

Nessuno
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Andreoli, Vittorino

Nessuno

Rizzoli, 01/01/2012

Abstract: In un'epoca dominata dal potere gli uomini si dividono tra i qualcuno e i nessuno, tra chi vive per farsi vedere e chi, quasi fosse trasparente, esiste ed è come se non ci fosse. Ma quando un Nessuno, orfano di un macellaio e di una cassiera di macelleria e privo di un ruolo nella società, si ripiega su se stesso alla ricerca di un senso, ecco che si squaderna come un libro aperto, anche se di pagine bianche. E su queste pagine comincia lentamente a dipingere il suo autoritratto, rielabora il suo dolore, dialoga – e delira - con le immagini della sua mente, sempre in bilico tra la realtà e l'allucinazione, tra la forza della memoria e la sua inaffidabilità, tra un fragile se stesso e le sue molteplici identità. Mentre gli sfilano davanti desideri e paure, ragazze rumene e animali abbandonati, procuratori della repubblica e carabinieri, diabole e messia, Nessuno riflette sulla vita che si intreccia alla morte, sul tempo e le sue declinazioni, sul mistero delle pulsioni e quello della coscienza, sul caso e sulla libertà. Ma è una cagnolina, Bibì, a fare breccia sul suo bisogno di affetto, nel suo universo chiuso ed enigmatico indicandogli una via, stretta, verso gli spazi aperti, verso il profondo respiro della natura, verso una vera casa.

I segreti della mente
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Andreoli, Vittorino

I segreti della mente

Rizzoli, 01/01/2013

Abstract: "C'è un sogno che mi accompagna da molti anni: scrivere un manuale che, anziché indirizzarsi ai medici, agli psichiatri o agli psicologi clinici, parli a tutti. Oggi, in queste pagine, il mio sogno trova finalmente concretezza." In questa nuova opera, Vittorino Andreoli ci insegna con chiarezza e serenità ad affrontare i primi segni di disagio o disturbo mentale a partire dai progressi scientifici raggiunti in questo campo. Se in passato infatti si tendeva ad attribuire le malattie della mente a un determinismo genetico o familiare, oggi sappiamo che è possibile risolverle, o per lo meno attenuare le loro manifestazioni, intervenendo subito. "Nei miei cinquant'anni di psichiatria" scrive Andreoli "sono rimasto talora persino sconvolto dall'osservare che persone vicine a un adolescente con comportamenti devastanti, o a un anziano che ha precorso la morte naturale con un suicidio, hanno minimizzato segnali che invece erano chiari."Grazie alla sua esperienza di una vita trascorsa a fianco dei pazienti, Andreoli riesce a parlare sia a chi sta male mentalmente sia a chi deve vivere vicino alla sofferenza degli altri: adulti, adolescenti, anziani. Il risultato è un percorso mirabile fra le emozioni e tutte le loro manifestazioni, da quelle più comuni come la paura o l'ansia, a quelle più complesse come la tristezza, aiutandoci a individuare i segnali d'allarme prima che sia troppo tardi.

L'educazione (im)possibile
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Andreoli, Vittorino

L'educazione (im)possibile

Rizzoli, 03/01/2014

Abstract: Maleducati. Trasgressivi. Immaturi. Le ricette salva figli sono ormai diventate argomento quotidiano di discussione e confronto fra genitori in crisi e insegnanti rinunciatari. C'è chi grida alla sconfitta dell'antiautoritarismo. Chi invoca un ritorno alla disciplina tra le mura domestiche.Chi accusa la scuola di aver abbandonato il suo ruolo pedagogico. Per Vittorino Andreoli, da sempre attento osservatore del disagio psicologico degli adolescenti e dei loro compagni più adulti, invece il fallimento educativo è un malessere profondo che riguarda tutti, genitori e no, e che può essere risolto solo con uno sforzo comune. Il primo sintomo va ricercato senz'altro nella morte della famiglia tradizionale. I bambini avrebbero bisogno di un'unica figura che si occupi di loro: la madre.L'aumento delle figure di riferimento – necessario, per molte ragioni, nella nostra società – crea un disaccordo educativo, ed è la vera causa della loro inquietudine e disobbedienza.Cosa dovrebbero fare, allora, i genitori per far crescere meglio i loro figli? Dovrebbero ritrovare un punto d'unione con tutte le figure che li affiancano: i nonni, le babysitter, le insegnanti dei nidi e delle scuole per l'infanzia... Educare vuol dire trasformare un figlio in un uomo o una donna capaci a loro volta di diventare padri e madri. E per farlo dobbiamo tenere conto dei sentimenti che sono parte indispensabile di ogni processo di crescita. "I primi tentativi di ricevere aiuto affettivo si fanno con il padre, con la madre e con i fratelli" scrive Andreoli. Il legame profondo dell'amore è il primo compito di un buon genitore e deve continuare nelle aule scolastiche con l'aiuto di maestri capaci di dedicarsi non solo alle battaglie ma anche alle memorie private per riscoprire il piccolo patrimonio di eccezionalità e meraviglia presente nella storia di ciascuno di noi.

Ma siamo matti
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Andreoli, Vittorino

Ma siamo matti

Rizzoli, 09/01/2015

Abstract: "Professore, so che lei è molto occupato, mi può dare il nome di uno psichiatra? Lo vorrei matto, preferibilmente." Vittorino Andreoli, uno dei massimi esponenti della psichiatria contemporanea, i matti li frequenta da tanti anni.Quello che non gli era mai capitato prima era di considerare un popolo intero come paziente. Lo fa in queste pagine in cui affronta i mali del bel Paese, a cominciare dal masochismo che affligge il popolo italiano spingendolo a una distruttività di sé malcelata dietro una maschera esibizionista. Uno scintillio di falso benessere rincorso da chi, non potendo permettersi certi lussi, fa di tutto per ingannare se stesso e gli altri. Poi c'é la straordinaria fede nei miracoli che ci rende un popolo credulone e facilmente abbindolabile dal truffatore di turno. E infine una dose di individualismo spietato con un talento innato per la recita. Con ironia e lucidità, Ma siamo matti fornisce molti consigli utili per risvegliarci dal "mal d'essere" in cui ci hanno gettato la crisi e l'impoverimento generale. Ma è anche una dichiarazione d'amore per la propria terra. "Mi piacerebbe che questo libro diventasse il libro di un popolo" scrive Andreoli, "del popolo di cui sto per parlare sapendo che al contempo parlo di me stesso, perché senza questo popolo semplicemente non sarei. Perché é questa la mia terra, quella dell'Italia, e anche se dovesse essere sommersa dalle acque che la circondano, é una penisola che, comunque sia, io amo."

La gioia di vivere. A piccoli passi verso la saggezza
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Andreoli, Vittorino

La gioia di vivere. A piccoli passi verso la saggezza

Rizzoli, 08/01/2016

Abstract: Molti di fronte allo scorrere del tempo reagiscono, anche nelle difficoltà, traendone sensazioni positive, individuandone gli aspetti vantaggiosi. Esprimono così la "gioia di vivere", un modo di vedere l'esistenza che si inserisce nel flusso della Natura, accettando ciò che il presente dona, senza decorarlo troppo con i propri desideri. Ma la maggior parte di noi è affetta dalla "fatica di vivere". Siamo sempre in azione e mai soddisfatti, destinati a rincorrere un futuro che non c'è e forse non ci sarà mai, spinti nella lotta per il potere dalle nostre ambizioni, dalla paura dell'insuccesso o perfino della morte. Due stili di vita opposti, che non appartengono all'ambito patologico, ma che sono la chiave per dare a una stessa esistenza un significato contrapposto: vivere bene, o al contrario vivere male. In questo libro, che forse è la sua opera più intima, Vittorino Andreoli, "portatore della visione tragica dell'esistenza", ci accompagna alla ricerca del segreto della gioia di vivere. E, attraverso la riflessione sui classici, la filosofia, la religione, l'osservazione delle storture della società e naturalmente con la conoscenza dell'uomo, delinea un percorso per recuperare la vera essenza del nostro essere umani. Si scopre così che nel mondo dominato dalle strategie per essere vincenti, dal fascino dell'esclusività, dalla bellezza, dalla fatica di vivere dell'individuo, il "magico potere" della gioia non è altro che la capacità, che tutti abbiamo dentro, di passare dalla dimensione dell'"io" a quella del "noi", di vivere in relazione con gli altri contando sui legami affettivi, guardando in faccia il presente, senza le costruzioni di desideri difficili o impossibili che spostano sempre la gioia al futuro, senza i rimpianti che respingono nel passato. E si scopre soprattutto che questo potere può essere appreso, per migliorare finalmente la nostra vita.

La nuova disciplina del bendessere
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Andreoli, Vittorino

La nuova disciplina del bendessere

Marsilio, 14/04/2016

Abstract: Per imparare a vivere bene, a smussare i conflitti, a essere sereni.Il benessere è una condizione esistenziale che tutti possiamo raggiungere, persino (e sembra un paradosso) in presenza di malattie. A differenza della medicina e dei farmaci, infatti, non è qualcosa a cui ricorriamo per eliminare un danno, far cessare un disturbo, ma è una percezione del nostro essere che come tale va continuamente alimentata. Per farlo, sostiene Vittorino Andreoli, bisogna considerare "l'uomo nella sua possibilità di vivere meglio, con una scienza che fornisca gli strumenti per raggiungere tale obiettivo". In questo libro l'autore pone le basi di questa nuova scienza definita da un neologismo, "bendessere", per indicare la disciplina il cui campo d'azione interessa l'uomo nella sua totalità e può essere suddiviso distinguendo il benessere del corpo, quello della mente e quello sociale. Grazie alla visione qui offerta, ognuno di noi può non soltanto monitorare i segni del benessere nella propria vita, ma mettere in atto tutto quanto va nella direzione di promuoverlo, ad ogni età secondo i suoi bisogni. In un percorso ricco di fascino e suggestioni, che coinvolge diversi aspetti – dalle relazioni alla bellezza – Andreoli ci guida alla ricerca di un'esistenza serena e gratificante, nella prospettiva di "un umanesimo che, consapevole della nostra fragilità, si chiede quali siano le condizioni perché tutte le persone vivano meglio" e sappia guardare "al senso dell'esistenza, all'essenziale, che non corrisponde né al successo né al denaro".

Vincent Van Gogh
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Bedoni, Giorgio - Rocca, Antonio - Bedoni, Giorgio - Rocca, Antonio - Andreoli, Vittorino

Vincent Van Gogh

Pelago, 30/05/2024

Abstract: "Le tonalità impiegate acquistano una dimensione sconvolgente, come se il rosso e il giallo, colori puri, fossero dei personaggi che lo possiedono".Vittorino Andreoli

Leonardo Da Vinci
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Andreoli, Vittorino - Rocca, Antonio - Andreoli, Vittorino - Rocca, Antonio - Andreoli, Vittorino

Leonardo Da Vinci

Pelago, 30/05/2024

Abstract: "Il piccolo Leonardo subisce un vero lutto: la perdita di una madre affettuosa. E questo episodio diventa nell'interpretazione freudiana così importante che senza non ci sarebbe la sua opera più famosa, La Gioconda".Vittorino Andreoli

Caravaggio
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Garzonio, Marco - Rocca, Antonio - Garzonio, Marco - Rocca, Antonio - Andreoli, Vittorino

Caravaggio

Pelago, 30/05/2024

Abstract: "Lo stile pittorico è al contempo la metafora della sua vita: un grandissimo pittore e un grandissimo violento".Vittorino Andreoli"Con le sue opere Caravaggio sorprende, poiché mette in scena personaggi presi da un mondo popolare ed emarginato: per dipingere il volto della Madonna o quello del bambino Gesù si ispira alle donne dei bassifondi romani, ai bambini di strada."

Edvard Munch
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Migliarese Andreoli Laura - Rocca, Antonio - Migliarese Andreoli, Laura - Rocca, Antonio - Andreoli, Vittorino

Edvard Munch

Pelago, 30/05/2024

Abstract: "Lo psichiatra stesso assume l'atteggiamento di un amico e lo spinge a riprendere l'attività pittorica nella sua stanza di degenza, che si trasforma ben presto in un vero e proprio atelier".Vittorino Andreoli

Giuseppe Arcimboldo
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Andreoli, Vittorino - Rocca, Antonio - Andreoli, Vittorino - Rocca, Antonio - Andreoli, Vittorino

Giuseppe Arcimboldo

Pelago, 30/05/2024

Abstract: "Nel lungo tempo trascorso alla corte asburgica da Arcimboldo, sembra assente la dimensione del dolore. Eppure guardando a quel periodo storico non si può dimenticare che era il tempo delle tenebre".Vittorino Andreoli

Egon Schiele
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Tondo, Leonardo - Rocca, Antonio - Tondo, Leonardo - Rocca, Antonio - Andreoli, Vittorino

Egon Schiele

Pelago, 30/05/2024

Abstract: "La caratteristica più evidente della personalità di Schiele è data dalla sua attenzione-attrazione verso il mondo infantile, e ciò appare sia dal suo comportamento sia dalle sue opere".Vittorino Andreoli

Gustave Courbet
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Casadio, Luca - Rocca, Antonio - Casadio, Luca - Rocca, Antonio - Andreoli, Vittorino

Gustave Courbet

Pelago, 26/06/2024

Abstract: "Una personalità che non accettava compromessi, dunque, quella di Courbet, con forti tendenze all'eroismo. Per questo motivo, in certi periodi di quell'inquieta epoca storica, il pittore ottenne dei riconoscimenti che tuttavia sdegnosamente rifiutò".Vittorino Andreoli

Salvador Dalí
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Chirico, Alice - Rocca, Antonio - Chirico, Alice - Rocca, Antonio - Andreoli, Vittorino

Salvador Dalí

Pelago, 30/05/2024

Abstract: "È indubitabile che l'opera di Dalí coinvolga lo spettatore e ingeneri in lui un forte disagio: è segno del livello profondo e persino inconscio che le opere e il personaggio stesso attivano".Vittorino Andreoli

Frida Kahlo
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Parsi, Maria Rita - Rocca, Antonio - Parsi, Maria Rita - Rocca, Antonio - Andreoli, Vittorino

Frida Kahlo

Pelago, 30/05/2024

Abstract: "Pochi artisti hanno raffigurato la propria fuga dal mondo con tanta intensità e realismo. Del resto la morte ha vissuto con lei".Vittorino Andreoli

Pontormo
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Rocca, Antonio - Viganò, Dario Edoardo - Rocca, Antonio - Viganò, Dario Edoardo - Andreoli, Vittorino

Pontormo

Pelago, 26/06/2024

Abstract: "L'artista si chiudeva in casa e non rispondeva, come se non ci fosse, ma i suoi pochi amici sapevano che si seppelliva nella sua malinconia e andavano a cercarlo, battendo alla porta".Vittorino Andreoli

Lucas Cranach
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Focchi, Marco - Rocca, Antonio - Focchi, Marco - Rocca, Antonio - Andreoli, Vittorino

Lucas Cranach

Pelago, 26/06/2024

Abstract: "È come se ci trovassimo di fronte a un doppio, a una netta scissione che permette la transizione da una vita di corte e di società a un alter ego unicamente pittore".Vittorino Andreoli