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× Nomi Bodei, Remo
× Data 2011

Trovati 3 documenti.

Remo Bodei racconta Hegel e la dialettica
Libri Moderni

Bodei, Remo

Remo Bodei racconta Hegel e la dialettica

[Roma] : La biblioteca di Repubblica, [2011]

Capire la filosofia ; 7

Democrazia s.p.a. : Stati Uniti: una vocazione totalitaria? / Sheldon S. Wolin ; prefazione di Remo Bodei ; traduzione di Fabrizio Saulini
Libri Moderni

Wolin, Sheldon S.

Democrazia s.p.a. : Stati Uniti: una vocazione totalitaria? / Sheldon S. Wolin ; prefazione di Remo Bodei ; traduzione di Fabrizio Saulini

Roma : Fazi, 2011

Le terre ; 212

Abstract: Il sistema politico americano non è nato democratico, semmai ha avuto sin dall'inizio inclinazioni antidemocratiche, scrive Sheldon Wolin procedendo a una radiografia del potere negli Stati Uniti. Nell'America di oggi si assiste a uno scontro sempre più impari tra una democrazia incompiuta e un'antidemocrazia che non osa definirsi tale. Denunciando la simbiosi ormai congenita di Stato e impresa, Wolin descrive un paese in cui i cittadini sono politicamente demotivati e le multinazionali globali si sono sostituite al governo. Emergono così i tratti di un sistema perverso di gestione privata del potere, una sorta di totalitarismo rovesciato, frutto dell'impatto sulla politica interna della linea imperialistica della Superpotenza. Il governo è nelle mani di oligarchie finanziarie e di élite repubblicane, le elezioni sostituiscono la partecipazione reale, i programmi sociali vengono smantellati e i sistemi di persuasione di massa incidono sull'immaginario collettivo. Destinato a diventare un punto di riferimento nel dibattito politico degli anni a venire, Democrazia S.p.A. è anche un appassionato invito ai cittadini di tutte le democrazie occidentali a uscire dal letargo politico. È infatti un monito anche per noi: molti dei suoi argomenti risultano fin troppo calzanti per l'Italia di oggi. Prefazione di Remo Bodei.

Paesaggi sublimi
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Bodei, Remo

Paesaggi sublimi

Bompiani, 05/08/2011

Abstract: Vi sono luoghi di fronte ai quali gli uomini hanno per millenni provato paura e sgomento: montagne, oceani, foreste, vulcani, deserti. Inospitali, ostili, desolati, evocano la morte, umiliano con la loro vastità, minacciano con la loro potenza. Eppure, dagli inizi del Settecento, cominciano a essere percepiti come "sublimi", dotati di un'intensa e coinvolgente bellezza.Questa radicale inversione del gusto non ha una rilevanza esclusivamente estetica: implica un nuovo modo di forgiare l'individualità grazie alla sfida lanciata alla grandezza e al predominio della natura.Da tale confronto scaturisce un inatteso piacere misto a terrore, che da un lato rafforza l'idea della superiorità dell'uomo e, dall'altro, contribuisce a fargli scoprire la voluttà di perdersi nel tutto. Dopo aver toccato lo zenit, le teorie e la sensazione del sublime conoscono un'eclisse nel momento in cui pare capovolgersi la bilancia delle forze: quando l'umanità occidentale crede di aver iniziato a sconfiggere la natura svelandone i segreti e soggiogandone le energie.Il sublime si sposta allora sempre di più dalla natura alla storia e dalla storia alla politica. Sebbene gli sviluppi delle tecniche abbiano attualmente reso patetica o scellerata la lotta contro una natura offesa e ferita, gli immensi spazi siderali sembrano aprire nuove frontiere del sublime.Quale rapporto abbiamo oggi con una natura solo in piccola parte addomesticata? Come il sublime può continuare a svolgere la sua funzione di salvarci dall'ottusità intellettuale e dal torpore emotivo sollevandoci dalla banalità del quotidiano? Qual è il destino dell'umanesimo? Lo mostra questo saggio - affascinante per lucidità, rigore e leggibilità – attraverso una documentata mappatura dei territori del sublime e un'acuta interpretazione delle sue metamorfosi storiche e teoriche.