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× Nomi Ortelio, Massimo
× Data 2017

Trovati 3 documenti.

Sugar money
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Harris, Jane - Ortelio, Massimo

Sugar money

Neri Pozza, 22/11/2017

Abstract: Saint-Pierre della Martinica, Antille Occidentali, 1756. Lucien e suo fratello Emile sono schiavi creoli al servizio dei Frères de la Charité. Coltivano la canna da zucchero, coi proventi della quale i frati riescono a far fronte ai debiti accumulati per mantenere in vita l'ospedale locale e prendersi cura dei malati.Un giorno padre Cléophas, un uomo dallo sguardo sfuggente e pieno di malizia, li convoca per affidare loro un delicato incarico: recarsi a Grenada e, con la scusa di dover consegnare alcune piante medicinali, ritornare in Martinica con i quarantadue schiavi rimasti sotto il dominio inglese dopo l'occupazione. Il momento è ideale per riportarli nella terra cui appartengono di diritto: il trattato di pace con gli inglesi sembra reggere e tra Grenada e la Martinica vi è libero passaggio. Riavere i quarantadue di Grenada a Saint-Pierre è, per i Frères de la Charité, essenziale. La febbre ha decimato gli uomini negli ultimi tempi e la terra da disboscare e mettere a coltura è ancora tanta, per non parlare della distilleria da avviare.Emile e Lucien conoscono Grenada, hanno entrambi servito i Frères dell'ospedale di Fort Royal e, soprattutto, Lucien parla un po' di inglese. Padre Cléophas affida loro una procura ad agire per conto dell'ordine, un documento che, dice, garantisce il consenso degli inglesi all'espatrio degli schiavi.Ma quando sono a bordo della Daisy, l'imbarcazione che li attende per condurli a Grenada, Emile rivela la verità a Lucien: Cléophas ha mentito, la procura non ha alcun valore e quello che ci si aspetta da loro è che "rubino" gli schiavi proprio sotto al naso degli inglesi. Una missione pericolosa, se non impossibile.Con la prosa ricca ed evocativa che l'ha resa maestra di suspense ne I Gillespie e ne Le osservazioni, Jane Harris consegna al lettore un magnifico romanzo storico, ispirato a una vicenda vera, che tiene con il fiato sospeso fino alla fine. Una storia profonda e commovente sul legame tra fratelli e sul valore della libertà."Una travolgente avventura basata su una storia vera".Daily Mail "Schiavitù e libertà, innocenza ed esperienza, amore e disperazione in un romanzo dal ritmo perfetto e dalla magnifica prosa".Amanda Craig"È a Grenada che Jane Harris rende vivida e limpida la brutalità della schiavitù".The Spectator

I Gillespie
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Harris, Jane - Ortelio, Massimo

I Gillespie

Beat, 15/12/2017

Abstract: Nel 1888 Glasgow è una città culturalmente molto ricca. Ospita l'Esposizione Internazionale ed è la casa degli influenti Glasgow Boys, un gruppo di artisti che annovera tra le sue fila il carismatico Ned Gillespie, pittore ambizioso ma povero, padre di famiglia affettuoso e oggetto ignaro dell'affetto di Harriet Baxter, londinese trentacinquenne capace di sfidare i pregiudizi dell'epoca nei confronti delle donne sole in viaggio.L'incontro con Ned Gillespie risulta fatale per Harriet Baxter. In lei si fa strada la convinzione, che si muta poi in una missione e, infine, in una vera e propria ossessione, di dover salvare Ned Gillespie. Salvarlo dalla sua indigenza, che gli impedisce di dare libero sfogo alla sua creatività, e salvarlo dalla sua turbolenta famiglia che minaccia di soffocare il suo talento. Una convinzione che, come ogni ossessione, trascina inevitabilmente dietro di sé l'ombra della tragedia.Bestseller internazionale, I Gillespie parla di arte e mostra come, nell'epoca vittoriana, "nulla era come sembrava"."Un romanzo stupendo con un'eroina che ammalia e sorprende".Tracy Chevalier "Dopo Le osservazioni, Jane Harris ha scritto un'altra opera in stile vittoriano, ricca di eventi e con una narrazione che corre come un treno ad alta velocità e fa venire la pelle d'oca".Catherine Taylor, The Telegraph"Come in un film di Hitchcock, ogni dettaglio qui ha una sua ragione".Daisy Goodwin, The Sunday Times"Una narrazione avvincente, immensamente godibile e ricca di suspense".The Times

La mia casa a Damasco
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Darke, Diana - Ortelio, Massimo

La mia casa a Damasco

Neri Pozza, 20/12/2017

Abstract: Diana Darke, profonda conoscitrice dell'architettura islamica, all'inizio degli anni 2000 ha acquistato una casa nel quartiere musulmano della città vecchia di Damasco.Attraverso le descrizioni del palazzetto di Bait Baroudi, Diana Darke svela la bellezza del territorio siriano, che considera la migliore espressione del mondo arabo, e i codici di comportamento nelle relazioni sociali, racconta i retroscena della storia e della politica siriana e aiuta il lettore a comprendere la cultura araba nelle sue diverse declinazioni.La mia casa a Damasco è il tentativo di restituire dignità a un popolo che ha saputo custodire tradizioni millenarie e che oggi rischia la disgregazione.