Trovati 2 documenti.
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Einaudi, 25/02/2014
Abstract: Un enigmatico finanziere, del cui patrimonio non si conosce l'origine, e un regista ebreo da anni inattivo si incontrano in un luogo imprecisato, a metà tra un hangar e un mattatoio, per discutere di un progetto comune: mettere in scena Il mercante di Venezia. Durante le prove si delinea una partita sottile e inquietante in cui entrambi i personaggi vogliono cambiare a loro modo il finale di Shakespeare. Un teatro nel teatro in cui regista e impresario si alternano a interpretare la parte di Shylock e ognuno vede messa in discussione la propria identità.
Risorsa locale
Einaudi, 10/06/2014
Abstract: La grande tradizione dell'umorismo ebraico ha trovato in Moni Ovadia una voce inconfondibile. Come scrisse Giovanni Raboni, "ci sarebbe impossibile ormai fare a meno di tutto ciò che Ovadia è riuscito in pochi anni a renderci, da remoto e straniero che era, famigliare e quasi nostro". Il mondo che Ovadia attraversa nei suoi spettacoli, con la leggerezza e il pathos di un moderno cantastorie, viene in questo libro raccontato nella sua genesi e nel suo significato. Variando tra il racconto sapienziale talmudico e il fulminante motto di spirito, tra I'excursus storico sullo shtetl e le storielle sulle ineffabili nevrosi materne della yiddish mame trapiantata a New York, Ovadia ci guida alla scoperta di un umorismo profondamente dialettico che racconta la precarietà e la naturale diversità di un popolo che nasce esiliato da se stesso e dagli altri, che coltiva le proprie radici senza una terra in cui riconoscersi. Mostrando il legame inestricabiie tra il riso ebraico e il divino, Ovadia mette in luce l'irresistibile carica anarchica e liberatrice dell'umorismo yiddish. Un umorismo che scardina l'intero patrimonio di certezze, di ideologie, di pregiudizi, in cui una comunità riconosce se stessa.