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Dieci prove di fantasia
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Segre, Cesare

Dieci prove di fantasia

Einaudi, 17/03/2011

Abstract: Gano di Maganza ci descrive il caratteraccio e la stupidità di Rolando e spiega con chiarezza perché non è vero che lui sia stato un traditore. Isotta ci svela tutti i trucchi coi quali lei e Tristano riuscivano a gabbare quel babbeo di re Marco. Marie Le Jars de Gournay, figlia adottiva di Montaigne e curatrice dei Saggi dopo la morte dello scrittore, nega ambiguamente di aver interpolato il testo originale con cose sue. E poi ancora le storie d'amore del trovatore Guillem de Cabestanh e una nobildonna provenzale, di Sordello da Goito e Cunizza da Romano, di Vittorio Alfieri e Penelope Pitt (con tanto di duello col marito di lei), di Antonio Machado e Pilar Valderrama, diventata la fantomatica Guiomar nelle sue poesie. Segre scrive questi racconti con un¿ampia gamma di voci: eroica, comica, ironica, drammatica, reticente. Per ogni personaggio inventa una parlata. Ogni storia è l'occasione per mettere a punto uno stile diverso. Invenzione e scrittura vanno così di pari passo, mettendo a fuoco in maniera indelebile personaggi e situazioni. Il risultato è un libro inaspettato: un "esordio" letterario di un autore che passa alla fiction dopo anni di critica e di filologia. E che è riuscito a trasferire nella pagina scritta non solo le competenze e le tecniche studiate negli anni, ma soprattutto l¿amore per la letteratura e il gusto per una scrittura che sappia svelare, alludere, sorprendere e divertire.

Ogni cosa alla sua stagione
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Bianchi, Enzo

Ogni cosa alla sua stagione

Einaudi, 04/03/2011

Abstract: "Quest'anno ho piantato un viale di tigli, li ho piantati per rendere più bella la terra che lascerò, li ho piantati perché altri si sentano inebriati dal loro profumo, come lo sono stato io da quello degli alberi piantati da chi mi ha preceduto. La vita continua e sono gli uomini e le donne che si susseguono nelle generazioni, pur con tutti i loro errori, a dar senso alla terra, a dar senso alle nostre vite, a renderle degne di essere vissute fino in fondo". "Ora che avverto quotidianamente l'incedere della vecchiaia, la memoria mi riporta sovente ai luoghi in cui ho vissuto... " dice Enzo Bianchi che parte con cuore, testa e memoria, alla ricerca di tutti i luoghi che hanno suscitato in lui affetti e sentimenti, dove ha trascorso l'infanzia o che ha raggiunto viaggiando. E noi partiamo con lui. Quelli che visitiamo sono angoli di mondo ma anche luoghi della vita e dell'anima. Sono il Monferrato con le sue colline, i bric, il paese con la sua comunità, le usanze, i proverbi, l'esistenza grama, la fatica e i momenti di forte e gratuita solidarietà. Sono via Po a Torino, l'università, i portici con i caffè all'aperto. Sono anche la più lontana Santorini con la sua luce impareggiabile e l'occhio puntato sul Mediterraneo. Sono la cella del monaco, un luogo da dove osservare il mondo, dove diventare consapevoli delle gioie e delle sofferenze e dove prendono forma le parole con cui narrare qualcosa della vita. Un luogo in cui si ripropone sovente la domanda: che ne è di noi? Perché questo viaggio, naturalmente, è anche un viaggio nel tempo, un viaggio nella vita che scorre, nei giorni di un uomo e in quelli delle stagioni. I giorni degli aromi, ad esempio, che imprimono nella memoria di tutti la Teresina del Muchèt con il suo logoro abito nero, la saggezza popolare, le formaggette e le erbe profumate. O le luci lontane dei falò che brillavano un tempo sulle colline per segnare l'inizio e la fine dell'estate. Sono i giorni del focolare, passati a tavola conversando insieme ai famigliari e all'ospite, gustando il cibo preparato con cura e bevendo il vino che celebra e festeggia (ma che, a volte, è usato per non guardare negli occhi il proprio dolore). Ma sono anche le vacanze di Natale, quando i bambini aspettavano la festa preparando il presepe e la sera della vigilia il grande ceppo, el süc 'd Nadàl, ardeva nel camino. Sono i giorni della memoria, quella dedicata ai morti e quella delle persone care. E le ore dell'amicizia che scalda il cuore e della fraternità, nonostante. Sono tutti giorni che attraversano il tempo e fanno parte del nostro vivere: alcuni ci fanno soffrire, altri ci rallegrano e ancora ci stupiscono. Dentro ognuno di questi ricordi, così come per Il pane di ieri, ci sono tante cose: c'è un senso esatto dell'esistenza, dello scorrere del tempo e delle stagioni dell'uomo. C'è un guardare avanti. E c'è una parola per la vita di ognuno di noi.

Radio città perduta
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Alarcón, Daniel - Valenti, Stefano

Radio città perduta

Einaudi, 27/09/2011

Abstract: Rey è stato sulla Luna. Strano posto per un botanico innamorato della magia della giungla, un uomo mite, un intellettuale. Eppure c'è stato, così come l'hanno visitata centinaia di suoi concittadini: anche se nessuno di loro è un astronauta. La "Luna" è come chiamano il campo di detenzione e tortura in cui il governo manda i dissidenti. Poi un giorno, poco prima della fine della guerra, Rey scompare nel nulla, lasciando Norma nella disperazione di chi non può nemmeno conoscere il destino del proprio marito. Sono passati dieci anni da allora, e oggi Norma è una delle voci più amate del paese perchè conduce un programma nell'unica radio rimasta nella capitale, un programma così semplice eppure di tale forza da essere rivoluzionario: durante la trasmissione legge i nomi delle persone scomparse, presumibilmente rapite o uccise dal governo. La vita prosegue con la muta disperazione dei sopravvissuti, fin quando alla porta della radio non bussa Victor, un bambino proveniente dal villaggio 1797, la stessa zona della giungla in cui si recava così spesso Rey per motivi scientifici. Anche Victor ha una lista di persone scomparse, una lista da far leggere a Radio città perduta. Il paese in cui è ambientato il primo romanzo di Daniel Alarcón non ha nome: così come non hanno più nome i villaggi e le città, sostituiti dal governo con dei numeri, così come non hanno più nome i dissidenti fatti scomparire nelle prigioni e nei campi. La guerra e un ancora più straziante dopoguerra hanno cancellato i nomi e, a volte, i confini tra vittime e carnefici. Una dittatura dell'oblio in cui si può leggere in filigrana la storia più o meno recente del Sudamerica, ma anche quella di ogni luogo del mondo in cui ancora c'è qualcuno che, ostinatamente, tenta di dare voce a chi voce non ha più. *** "Radio città perduta è un romanzo di una potenza straordinaria, scritto da un autore che, per ricchezza creativa e senso del colore, già oggi non è secondo a nessuno". The Guardian

Ci si mette una vita
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Russo, Federico

Ci si mette una vita

Einaudi, 11/10/2011

Abstract: Un incidente riunisce quattro amici di infanzia nella loro città natale. E dà loro le risposte che cercavano da sempre. Quando Rubens, redattore sportivo alla soglia dei trent'anni, scopre che Carlo è grave in seguito a un tuffo, lascia Milano e la carriera in ascesa per tornare a Firenze. Si porta dietro solo l'ossessione per Anita: la sua ex l'ha mollato da mesi ma lui continua a sognarla ogni notte con una faccia diversa. Insieme a Gazza e Pico, tornati anche loro, passa una strana, lunga, irripetibile estate accanto a Carlo. E tutto sembra di nuovo come prima, o quasi. Al centro traumatologico si forma un'inattesa e sghemba comunità, affollata di buffi personaggi: un cinese che non sa una sillaba di italiano ma si lamenta tutta la notte, un coatto che suona in un gruppo ska dal nome improbabile, una loquace e devota signora peruviana, un'infermiera maggiorata... Tra corse in sella all'intramontabile vespa Monica Vitti, fughe dall'ospedale con Carlo come ostaggio, litri di Guinness, notti insonni e la vittoria italiana ai mondiali di calcio, Rubens e i suoi amici fanno per la prima volta i conti con quel che hanno perso e quel che non avrebbero mai immaginato di ritrovare. E decidono finalmente di crescere. - Secondo te come saremo a quarant'anni? - Saremo sempre noi quattro, come oggi, ed è la cosa che mi fa sentire meglio di tutte. - E poi? - E poi magari andrai ancora in giro con quel catorcio arancione. A proposito, ti ho fatto il pieno. - Sciacquati la bocca quando parli della mia vespa...

La sfuriata di Bet
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Frascella, Christian

La sfuriata di Bet

Einaudi, 30/08/2011

Abstract: "Se hai da dire qualcosa, dilla. Se poi ti tocca dirla urlando, si vede che ne valeva la pena". Bet non è bella ma fa tipo. È appassionata, grintosa e ha una lingua corrosiva. Ripete il terzo anno di liceo e abita in Barriera di Milano, un posto che si chiama cosí anche se si trova a Torino. Bet ce l'ha con il mondo. Con il padre, ex operaio ed ex sindacalista, che si è trasferito nella capitale. Con la madre, che non riesce a tenerle testa per quanto si sforzi, e con il passivo compagno di lei, Leonardo. Con il Guardone del palazzo, che la spia da dietro le tende. Con la scuola, che tenta di irreggimentarla. Con la gente, che ha perso la voglia di ribellarsi. E persino con se stessa. Perché si incolpa della tragedia che ha distrutto la sua famiglia. Bet non ce la fa proprio a frenare la lingua e a non dire quello che pensa. In modo ingenuo, a volte goffo, ma obbedendo a un istinto incontrollabile, perché vuole cambiare le cose. Prima si oppone allo sfratto di un'anziana signora, finendo in caserma. Poi cerca di aiutare Viola, una ventiduenne incinta dalla risata esplosiva, ma riesce a ficcarsi in un altro guaio. Infine, insieme al suo amico Andrea, organizza uno sciopero nella fabbrica dove la madre rischia il licenziamento. Ma la delusione e la rabbia per i soprusi subiti la spingono a un gesto impulsivo e lucidissimo, dagli effetti inarrestabili. È proprio in questo gesto il cuore del nuovo romanzo di Christian Frascella, che fotografa il paese in subbuglio - tra rivolte studentesche e contestazioni - attraverso gli occhi di una protagonista straordinaria, specchio di un'intera generazione precaria, incatenata e muta, che però non sa smettere di sognare. E per scriverlo, l'autore ha incontrato i ragazzi delle scuole, coinvolgendoli in un dialogo tumultuoso. Ne è venuto fuori un ritratto ficcante e vero, e non solo del mondo degli adolescenti. *** "La sfuriata di Bet è un libro che si legge d'un fiato (...) Di un merito va dato atto a Christian Frascella: approdando da narratore nell'oggi ha capito che l'unico personaggio che poteva rendere la follia del mondo in cui viviamo era una donna. Giovane. Buona e furiosa". Maria Serena Palieri, "l'Unità"

Valentino
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Ginzburg, Natalia - Scarpa, Domenico

Valentino

Einaudi, 23/08/2011

Abstract: Valentino è un bel ragazzo che studia medicina. Nei sogni di suo padre diventerà primario; nei sogni di sua madre sposerà una donna splendida. Solo sua sorella Caterina lo vede per quello che è: pigro, viziato e vanesio, destinato ad avere per moglie una donna brutta e ricchissima e ad andare incontro al fallimento. E Caterina, esclusa dalla vita, spettatrice in attesa che tocchi anche a lei una parte da protagonista, ci racconta ogni cosa con piglio ironico e concreto. In questo romanzo breve del 1957 ritroviamo l'arte di Natalia Ginzburg d'intessere una narrazione discorsiva e semplice con fatti rivelatori che portano allo scoperto la forza e la disperazione del vivere. Accade altrettanto nel "racconto lunghetto" Sagittario, anch'esso del '57, e nel breve, drammatico La madre (1948). Fra tic irrisori, piccole manie, discorsi ancor piú piccini e gesti impercettibili, la Ginzburg costruisce pagine magistralmente fresche, vive, luminose. Nuova edizione, con Notizie sul testo a cura di Domenico Scarpa, antologia della critica, bibliografia e cronologia della vita e delle opere.

Elogio della depressione
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Bonomi, Aldo - Borgna, Eugenio

Elogio della depressione

Einaudi, 20/09/2011

Abstract: Lo sfarinamento dei legami sociali e familiari cosí come le ferite inferte dalla depressione, che segnano un numero crescente di individui, sono i sintomi contemporanei della fragilità. Eppure proprio la fragilità ci indica i valori che danno un senso all'esistenza. Come emerge dal dialogo tra un maestro della psichiatria e un eclettico sociologo, riconoscersi fragili, insicuri, malinconici, è la premessa per ritrovare quello slancio comunitario rigeneratore che solo ci mette in contatto con noi stessi e con il mondo aperto degli altri.

Numero sconosciuto
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Besa, Giulia

Numero sconosciuto

Einaudi, 28/06/2011

Abstract: Gli Dèi incarnano le passioni piú feroci dell'indole umana. Emanano frequenze che intossicano. Esercitano un fascino irresistibile su chi li avvicina, ne accendono i desideri piú turpi. Se un Dio sceglie la tua Materia, tu stesso diventerai un Dio. Sei pronto a farti corrompere? Sara ha vent'anni, vive a Roma e lavora come barista. Nel tempo libero caccia nei boschi per sfogare la sua rabbia e fa regolari visite in ospedale a Marco, l'uomo che un anno fa, in un incidente stradale, ha ucciso i suoi genitori, e da allora è in coma. Un giorno inizia a ricevere sms da un numero sconosciuto, che le impartisce ordini. La paura di mettere in pericolo la sorella costringe Sara a seguire le direttive del Numero sconosciuto. E la costringe a lottare contro gli Dèi. Forme delle passioni umane piú spietate, gli Dèi agiscono nel mondo a loro piacimento e corrompono ogni Materia di cui prendano possesso. Sara si trova a fronteggiare, in un serrato corpo a corpo, Artemide, fascinosa arciera dai denti di squalo, Persefone, bambina che divora e si strugge, Marte, dal bacio sanguigno e sensuale... Ma chi è il numero sconosciuto che ricatta Sara e le ordina di dare la caccia a una divinità dopo l'altra? Che cosa ha a che fare con Marco? Cos'è successo davvero il giorno dell'incidente, e perché Sara non riesce a ricordarlo? L'esordio della giovanissima Giulia Besa è un urban fantasy dalle atmosfere dark che ipnotizza come un thriller psicologico.

La tela di Carlotta
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White, E. B. - Ziliotto, Donatella

La tela di Carlotta

Mondadori, 22/03/2011

Abstract: Può un maiale essere amico di un ragno? Certo che sì, se il maiale è un cucciolo come Wilbur e il ragno si chiama Carlotta. Il primo, vivacissimo e curioso, è stato adottato dalla piccola Fern, la seconda, saggia e affettuosa ha un grande talento per la tessitura delle tele. Sarà proprio lei a escogitare un fantasioso piano per salvare la vita dell'amico. E alla fine Fern capirà che gli animali sono più vicini di noi al senso della vita.

La strada dritta
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Pinto, Francesco

La strada dritta

Mondadori, 05/04/2011

Abstract: Il 19 maggio del 1956, il giorno in cui su uno sterrato di poche centinaia di metri viene dato inizio ai lavori, non c'è nulla: non un progetto definitivo, non le tecnologie, non le competenze professionali, non i soldi necessari. C'è una sola cosa: il coraggio di pochi uomini, capaci di immaginare una via di comunicazione che unisca il Paese. Come aveva fatto la ferrovia negli Stati Uniti. Il 4 ottobre del 1964 - appena otto anni dopo e in anticipo sui tempi previsti - una striscia di asfalto lunga 755 chilometri collega Milano con Napoli, il Nord con il Sud: è l'Autostrada del Sole. Durante quegli otto anni un esercito di manovali, carpentieri, tecnici, progettisti combatte senza sosta nell'alto dei viadotti e nel buio delle gallerie, nel fango degli inverni e nell'afa delle estati per rispettare la promessa della sua costruzione. E su quella strada trova il suo destino. Lì va a cercarlo Fedele Cova, l'amministratore delegato della Società Autostrade, una società dell'IRI creata apposta per realizzare quell'impresa impossibile. Lì va a cercarlo Gaetano De Angelis, operaio emigrato al Nord che con Cova fa un giuramento: lo finiranno insieme quell'abbozzo di strada, e lui potrà ritornare a casa, come ha promesso a Maria. Lì troveranno il loro destino Giovanni Nigro, un ingegnere che nel gelo della campagna di Russia aveva perduto il suo onore, e Bruna, una dei progettisti, che ha bisogno di quella strada per continuare a correre. Ma è una sfida fatidica per tutti coloro che vi partecipano, dal gruppo dirigente della società di Cova, che comincia l'impresa con un furto in America e la fiducia di un banchiere ebreo, al costruttore Rizzani e all'ingegner Zorzi che, per superare il grande fiume, progettano un ponte che nessuno prima di loro aveva avuto il coraggio di immaginare. E mentre Modugno canta Volare e Berruti diventa l'uomo più veloce del mondo, si spostano, senza avere il tempo di smontarle, centine alte ottanta metri e lunghe più di duecento, si scava nel ventre aspro delle montagne, si sfidano terreni ostili e impetuosi corsi d'acqua. Senza fermarsi mai, anche a costo di lasciare lì, su quel tracciato, la propria vita. All'interno di una rigorosa ricostruzione storica, mescolando personaggi di invenzione e protagonisti reali, La strada dritta è il romanzo epico e corale di quell'esercito e della sua strada. Ufficiali e soldati, uomini e donne, ognuno con un sogno da rendere vero e una promessa a cui tenere fede. Tutti italiani, tutti con la schiena dritta, come la strada che devono costruire.

Luka e il fuoco della vita
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Rushdie, Salman - Vezzoli, Delfina

Luka e il fuoco della vita

Mondadori, 22/02/2011

Abstract: In una splendida notte stellata nella terra di Alifbay, la città di Kahani è teatro di un evento terribile: il famoso narratore Rashid, padre del dodicenne Luka, cade inesplicabilmente in un sonno così profondo che niente sembra in grado di risvegliarlo. Per sfuggire alla funesta eventualità di perderlo per sempre, Luka deve intraprendere un lungo viaggio nel cuore del Mondo Magico dove si nasconde ciò che nessuno ha mai osato sottrarre: il Fuoco della vita. Un viaggio pericoloso e pieno di fantasmagorici ostacoli, durante il quale Luka incontrerà amici fedeli e diabolici nemici, e sarà guidato da Nessunbabbo, una sorta di fantasma che somiglia al padre. Dopo aver dato prova del suo poliedrico talento affermandosi anche come uno dei migliori scrittori di fiabe con Harun e il Mar delle Storie, Salman Rushdie torna in veste di narratore puro con una favola incantata per i lettori di tutte le età, un libro sul naturale impulso dell'uomo a raccontare storie fin dalla notte dei tempi: il Mondo Magico in cui Luka si deve avventurare, infatti, non è altro che la creazione di un universo fantastico da parte di un padre per il proprio figlio. Caratterizzato da una strepitosa creatività linguistica, avventuroso e ricco di suspense, Luka e il Fuoco della vita ci invita a esplorare il prodigioso mondo dell'immaginazione dove tutto è possibile, per tornare alla vita reale più forti e migliori di prima.

Le tre stazioni
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Cruz Smith, Martin

Le tre stazioni

Mondadori, 22/03/2011

Abstract: Maya ha solo quindici anni e tutto ciò che possiede è una borsa contenente la sua bambina appena nata quando, in viaggio nella notte su un treno diretto a Mosca, in una carrozza squallida e fatiscente, subisce un tentativo di stupro da parte di un soldato ubriaco. Scampata alla violenza grazie all'intervento di un'anziana donna, la ragazza accetta dalla sua soccorritrice una tazza di tè e piomba subito in un sonno profondo. Al suo risveglio il treno, giunto ormai a destinazione, è deserto: la vecchia, il suo bagaglio e, soprattutto, sua figlia non ci sono più. Nel frattempo alla stazione d'arrivo in piazza Komsomol'skaja - un luogo popolato da malavitosi, prostitute, piccoli mendicanti e drogati, ribattezzato dai moscoviti "Tre Stazioni" - viene ritrovato il cadavere di una giovane donna. Quello che ha tutta l'aria del decesso per overdose di una prostituta non inganna l'ispettore Arkady Renko, giunto sulla scena del crimine insieme al collega Victor Orlov. Nonostante stia attraversando un momento molto difficile della sua carriera e sia stato sospeso dal servizio effettivo, Renko non rinuncia a indagare su questo nuovo caso, che lo porterà dai bassifondi più degradati della città al lusso sfrenato degli ambienti frequentati dai ricchi e potenti. C'è forse un collegamento tra questa misteriosa morte e la sparizione della neonata sul treno? Con Le Tre Stazioni Martin Cruz Smith continua il viaggio iniziato trent'anni fa con Gorky Park - ambientato nell'ultimo periodo dell'Unione Sovietica - tratteggiando un affresco realistico e inquietante della Russia contemporanea e della corruzione dilagante che avvelena il paese a tutti i livelli. Arkady Renko, antieroe per eccellenza già protagonista di molti bestseller dell'autore americano, si muove in un universo criminoso popolato di burocrati senza scrupoli e oligarchi spietati, al servizio di un ideale di giustizia tanto scomodo quanto necessario.

Eva dorme
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Melandri, Francesca

Eva dorme

Mondadori, 17/05/2011

Abstract: È l'alba. Anche stanotte Eva non riesce a dormire. Apre la finestra: l'aria pungente e dolce dell'aprile altoatesino sa di neve e di resina. All'improvviso il telefono squilla, la voce debole di un uomo che la chiama con il soprannome della sua infanzia: è Vito. È molto malato, e vorrebbe vederla per l'ultima volta. Carabiniere calabrese in pensione, ha prestato a lungo servizio in Alto Adige negli anni Sessanta, anni cupi, di tensione e di attentati. Anni che non impedirono l'amore tra quello smarrito giovane carabiniere e la bellissima Gerda Huber, cuoca in un grande albergo, sorella di un terrorista altoatesino e soprattutto ragazza madre in un mondo ostile. Quando Vito è entrato nella sua vita Eva, la figlia bambina, ha provato per la prima volta il sapore di cosa sia un papà: qualcuno che ti vuole così bene che, se necessario, perfino ti sgrida. Sul treno che porta Eva da Vito morente, lungo i 1397 chilometri che corrono dalle guglie dolomitiche del Rosengarten fino al mare scintillante della Calabria, compiremo anche un viaggio a ritroso nel tempo, dentro la storia tormentata dell'Alto Adige e della famiglia Huber. La fine della Prima guerra mondiale, quando il Sudtirolo austriaco venne assegnato all'Italia, e Hermann Huber, futuro padre di Gerda, perse i genitori e con loro la capacità di amare. Gli anni di sangue della Seconda guerra mondiale e dell'Opzione, l'accordo stretto tra Hitler e Mussolini per cui gli altoatesini di lingua tedesca sarebbero dovuti emigrare nella Germania nazista, salvo poi, tornati in Italia, diventare il bersaglio del disprezzo di chi, pur volendolo, non aveva fatto in tempo a partire. Fino agli anni Sessanta e Settanta, stagione di bombe e di stragi ma anche della voglia di ricominciare a vivere, di dondolarsi a ritmo di swing: un pugno d'anni in cui Gerda ed Eva hanno formato insieme a Vito una famiglia. Che cosa ne è stato di quel grande, forse impossibile amore? Perché Vito, che amava Eva come una figlia, non le ha più fatto sapere nulla di sé? Per Eva è arrivato il momento di sapere. Solo così il suo sonno potrà tornare a essere profondo come quando era bambina. Orchestrando con mano sicura fatti e personaggi, Francesca Melandri ha scritto un romanzo potente, risonante di echi e suggestioni, che si distende in adagi solenni e maestosi e sa accendersi in allegri briosi e sorridenti. La storia di una terra orfana di patria, di una bambina senza padre, e di un amore struggente. Sono pagine che con lucidità e passione danno voce al racconto vero dell'Alto Adige, per anni rimosso e seppellito, e che noi italiani - così vicini, così lontani - forse non abbiamo mai veramente conosciuto.

Io confesso
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Grisham, John

Io confesso

Mondadori, 15/02/2011

Abstract: Quando in una fredda mattina d'inverno uno sconosciuto si presenta nella sua parrocchia e chiede insistentemente di vederlo, il reverendo Keith Schroeder non può immaginare che quell'incontro cambierà la sua vita per sempre. L'uomo si chiama Travis Boyette, ha subito varie condanne per reati sessuali, è in libertà vigilata e sostiene di custodire da molti anni un terribile segreto che è deciso a confessare. Perché proprio adesso? Dice di avere un tumore incurabile al cervello e di volersi liberare dal peso che grava sulla sua coscienza. Con la sua testimonianza potrebbe scagionare Donté Drumm, un giovane di colore condannato a morte in una piccola città del Texas per l'omicidio di una ragazza bianca il cui corpo non è mai stato ritrovato. Donté si è sempre proclamato innocente, la sua famiglia e Robbie Flak, il suo avvocato, noto per l'impegno sociale e il carattere bellicoso, si sono battuti per nove anni con ogni mezzo per dimostrarlo; il caso ha suscitato un enorme scalpore, ma finora tutto è stato inutile. Boyette afferma di sapere chi è il vero assassino, ma non ha intenzione di rivelarlo a nessuno se non al reverendo Schroeder. Mancano quattro giorni all'esecuzione. Basteranno per salvare Donté, o almeno per una sospensione della condanna? Come può un pregiudicato convincere avvocati, giudici e politici che stanno giustiziando l'uomo sbagliato? In una spasmodica corsa contro il tempo, il reverendo e l'avvocato faranno di tutto per ottenere un rinvio. Ma, come spesso accade, la verità, se clamorosa, sembra avere vita più difficile della menzogna. Io confesso è un thriller dal ritmo teso e con personaggi indimenticabili che riconferma il profondo interesse di John Grisham per i grandi temi sociali e di attualità, offrendo un'amara riflessione sul sistema giudiziario americano e soprattutto sulla pena di morte.

Malastagione
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Guccini, Francesco - Macchiavelli, Loriano

Malastagione

Mondadori, 15/02/2011

Abstract: Nel bosco di castagni che domina Casedisopra, minuscolo paese dell'Appennino tosco-emiliano, se ne sta appostato in attesa della preda il vecchio Adùmas, montanaro con un nome da romanzo (il padre, appassionato dei Tre moschettieri, lo ha chiamato come l'autore, un certo A. Dumas...). Non è un bracconiere di professione, Adùmas, ma ogni tanto, per rifornire sottobanco la trattoria del paese o anche solo per il sottile piacere di gabbare la Forestale, prende la doppietta e va nel bosco. È il brùzzico, il crepuscolo, e Adùmas ha appena bevuto qualche sorso di grappa, giusto per ingannare l'attesa, quando poco lontano spunta una bestia come non ne ha mai viste e come nessuno ne vedrà più. Il dito gli si congela sul grilletto e in un attimo la bestia fugge via. Non c'è grappa o crepuscolo che tenga: davanti ai suoi occhi è appena comparso un cinghiale con un piede umano tra le fauci. I paesani, convinti che il vecchio abbia alzato troppo il gomito, sono subito pronti a schernirlo... Tutti, tranne Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale che nonostante la sua giovane età sa bene quanti segreti possa nascondere la terra scura sotto i castagni. E poiché anche un Forestale può occuparsi di delitti, quando il crimine si fa largo nei suoi territori, Poiana comincia subito a indagare attorno al caso del cadavere privo di un piede che forse giace in mezzo al bosco. Ma gli tocca scoprire subito che le relazioni e gli affari tra i notabili del luogo - l'ex sindaco proprietario di un'agenzia immobiliare, un nobile rampollo sfaccendato, l'impresario con un'azienda edile in crescita e un maresciallo dei Carabinieri che non brilla per intelligenza - creano un groviglio di interessi più pericoloso e inestricabile di un roveto. E l'incendio che divampa nel castagneto sembra provocato ad arte per cancellare tracce importanti... Salutiamo la nascita, in queste pagine, di un nuovo splendido personaggio frutto delle penne di Guccini e Macchiavelli: Poiana, agente della Forestale giovane quel tanto che basta per credere ancora nella giustizia e per innamorarsi, antico quanto serve per conoscere davvero la terra e i pericoli che corre per mano dell'uomo. Un personaggio che si muove in un mondo ricchissimo di figure meschine e memorabili, checi riportano con la loro lingua sapida tutto il profumo di quel crinale d'Appennino, tra Emilia e Toscana, che come il Paese intero attraversa una malastagione - il tempo dei boschi abbandonati e depredati, ma anche quello di giovani intelligenti e coraggiosi che lottano perché tutto non frani.

Di fama e di sventura
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Manzon, Federica

Di fama e di sventura

Mondadori, 15/02/2011

Abstract: "Se sbaglio, Dio me lo farà capire" ripete Tommaso tutte le volte in cui deve prendere una decisione che lo allontana dal suo cuore buono, e non sa che quella formula all'apparenza innocua si trasformerà in una drammatica profezia. Tommaso nasce nell'ora più calda del giorno più caldo dell'estate più calda, e attorno a lui si affollano presagi oscuri e dolorosi. "È nato sotto una cattiva stella" dicono le comari, ed è chiaro che quel bambino ha qualcosa di speciale: sarà in grado di capire l'animo degli uomini con uno sguardo, di leggere il futuro, ma su di sé attirerà disgrazie, successo e tragedie. Da subito la sua esistenza è segnata dall'abbandono, dalla ricerca di un padre sognato e inafferrabile proprio come la più brillante tra le stelle che il piccolo Tommaso impara a scrutare nel cielo nero e magico di un'estate fatale. Fin dall'infanzia dovrà imparare a difendersi dall'ingiustizia, e allora la sua vita sarà una sfida continua contro ciò che lo affligge e lo spaventa: il respiro sempre troppo corto, la paura dell'acqua profonda, il denaro che inganna e tradisce, l'amore che è più pericoloso del mare. Sostenuta da un'ambizione e un desiderio di rivalsa incrollabili, la corsa di Tommaso lo porterà dalla sua città di confine, dove tutti sono un po' matti e sognatori, all'altra parte dell'oceano, dalle stanze anguste del collegio ai templi dorati della finanza, da un padre desiderato a un figlio inascoltato, dalla passione bruciante all'amore in punta di piedi, in una spirale che lo inebria e lo divora. Sul confine sottile tra respiro epico e racconto degli affetti quotidiani, Federica Manzon dà vita a una storia popolata da personaggi indimenticabili: la nonna Vittoria che cammina alzando la gonna sopra il ginocchio e compare e scompare a passo di vento, Ariel Fiore, il campione di nuoto, l'amico facile da amare e da tradire, Mila dagli occhi gialli come il miele e velenosi come il serpente, e tantissimi altri, fino alla narratrice di questa storia, capace di amare fino all'ultima parola. Attraversando, con una cronaca dura, l'economia di inizio millennio, tra speculazioni crudeli e dissennate e l'onda nera e travolgente della crisi, Di fama e di sventura è una saga dal respiro lungo e il ritmo incalzante, la storia senza tempo di un uomo che lotta contro le lusinghe del suo lato oscuro, storia eterna di trionfi, rimorsi e rimpianti. E chissà se, alla fine, gli occhi acquosi di Ljuba la maga avranno davvero visto il destino quando hanno sussurrato tra i capelli di Tommaso bambino: "Alla fine troverà quello che cerca, e lo perderà"...

Mammut
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Pennacchi, Antonio

Mammut

Mondadori, 15/02/2011

Abstract: Benassa è lo storico, coriaceo rappresentante sindacale dei lavoratori alla Supercavi di Latina- Borgo Piave. La tuta blu sull'anima, la trattativa nel sangue, era il terrore di ogni direttore del personale. Tutti i comunicati che emetteva il Consiglio di fabbrica, li componeva lui di notte. Ed erano poemi. "Mazzate a rotta di collo sull'Azienda e su tutti i Dirigenti. Come movevano una paglia, lui li tartassava sopra la bacheca." Sapeva fare solo quello. E solo quello aveva sempre fatto. Per anni ha guidato le lotte dei compagni, tra cortei e blocchi stradali, picchetti e occupazioni, conquiste e delusioni, ma ora che bisogna combattere l'ultima decisiva battaglia sindacale, la gloriosa azione collettiva per tenere la fabbrica aperta e sul mercato, Benassa è stanco. Sul punto di mollare. O forse no. Dopo un'occupazione epica della centrale nucleare di Latina, in due giorni di febbrile clausura nel sepolcro dello stabilimento, Benassa cerca di spiegare ai propri compagni le sue ragioni. Perché dopo vent'anni spesi a lottare per loro sta per cedere alle richieste del capo del personale? Perché è sul punto di accettare di essere pagato per stare fuori dalla fabbrica? Questo è il primo libro di Antonio Pennacchi, il suo romanzo d'esordio, una grande epopea operaia scritta nel 1987, quando era lui pure come Benassa operaio in Fulgorcavi, e il suo eccentrico talento doveva vedersela coi turni di notte alle coniche e alle bicoppiatrici. Con il suo stile ribaldo, insieme ironico e drammatico, racconta una storia di fabbrica e di conflitti sindacali, di un tempo in cui gli operai erano davvero "uno per tutti e tutti per uno" e tra i capannoni della Fulgorcavi/Supercavi si alternavano la rivolta radicale e la solidarietà più accorata, l'odio per il lavoro organizzato e l'orgoglio per la potenza delle macchine. Nel frattempo quella classe operaia "che doveva fare la rivoluzione", e che invece si è avviata inesorabilmente all'estinzione, proprio come i mammut nella preistoria, è tornata a farsi vedere e sentire. Colpo di coda, canto del cigno? O rinascita, riscossa? Come si dice, ai posteri... Quello che è certo è che il romanzo di Pennacchi, che di quella classe ci racconta gioie e dolori, fatiche e speranze, conserva ancora intatta la sua forza e la sua illuminante sagacia, e quella capacità, che è tipica solo dei classici, di essere esemplare.

Gli occhi di Venezia
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Barbero, Alessandro

Gli occhi di Venezia

Mondadori, 22/02/2011

Abstract: Venezia, fine del Cinquecento: una città tentacolare e spietata in cui anche i muri hanno gli occhi, il doge usa il pugno di ferro e il Sant'Uffizio sospetta di tutti. Sono tempi duri, soprattutto per il popolo brulicante intorno agli sfarzosi palazzi nobiliari... La Serenissima osserva, ascolta e condanna. Anche ingiustamente. Ed è proprio per sfuggire a un'accusa infondata che Michele, giovane muratore, è costretto a imbarcarsi su una galera lasciando tutto e senza nemmeno il tempo per salutare la sua bella moglie Bianca, di appena diciassette anni. Bandito da Venezia, rematore su una nave che vaga per il Mediterraneo carica di zecchini e senza speranza di ritornare a breve, Michele vivrà straordinarie avventure tra le onde, sulle isole e nei porti del mare nostrum, fino ad approdare nelle terre del Sultano. Per sopravvivere, con il pensiero sempre rivolto a Bianca, da ragazzo ignaro e inesperto dovrà farsi uomo astuto, coraggioso e forte. Nel frattempo, Bianca rimane completamente sola in città. Il suo temperamento tenace e orgoglioso dovrà scontrarsi con prove se possibile più dure di quelle toccate a Michele, e incontri non meno terribili e importanti l'attendono nel dedalo di vicoli e calli, tra i profumi intensi delle botteghe di speziali... La terraferma e il mare, Occidente e Oriente, due vite e un unico grande amore, agli albori del mondo moderno: storico tra i più autorevoli, vincitore del premio Strega, Alessandro Barbero ha scritto un grande, trascinante romanzo d'avventura e d'amore.

La vita segreta di Giuseppina Bonaparte
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Erickson, Carolly

La vita segreta di Giuseppina Bonaparte

Mondadori, 01/03/2011

Abstract: Giuseppina è ancora giovanissima quando lascia la sua famiglia e la colonia francese della Martinica, dove è nata e cresciuta, per sposare l'arrogante aristocratico Alexandre de Beauharnais. Nonostante la nascita di due figli, la loro unione non è felice e, durante i turbolenti anni della Rivoluzione francese e del Terrore, Giuseppina conosce la povertà e l'orrore della prigionia, rischiando addirittura la ghigliottina. Il suo fascino esotico e la sua inarrestabile ambizione la sorreggono però anche nei momenti più difficili, sino all'incontro con Napoleone Bonaparte, che cambierà per sempre il suo destino. Mentre lui domina sulla scena politica e sui campi di battaglia, creando un impero sterminato e incoronando se stesso e la moglie imperatori di Francia, lei diviene l'incontrastata regina dell'alta società grazie al suo irresistibile magnetismo fatto di eleganza, charme, forza e vulnerabilità. Ma dietro le apparenze si nasconde una realtà ben diversa: il cuore di Giuseppina appartiene a un altro uomo, il misterioso straniero che l'aveva conquistata molti anni prima in Martinica e che lei non può dimenticare. Carolly Erickson, famosa autrice di saggi e biografie storiche, ritorna con l'appassionante racconto della vita della prima moglie di Napoleone. Scritto in prima persona, il romanzo segue la protagonista lungo l'intero arco della sua esistenza, tracciando il ritratto a tutto tondo di una figura tanto sfaccettata e della sua epoca.

Barzellette bastarde dentro
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Maggi, Anwar - Molinari, Marco

Barzellette bastarde dentro

Mondadori, 15/02/2011

Abstract: A un bar di Budapest un uomo cerca di attaccare bottone con una ragazza: "Ciao, parli italiano?". Lei: "Un pochino". "Quanto?" "50 euro." C'è Pierino. Ci sono i carabinieri. Ci sono un inglese, un tedesco e un italiano. C'è un intero zoo, dagli elefanti nella Fiat 500 ai pappagalli pettegoli. Ci sono intere batterie di colmi, perché, Ho visto... e Domanda & risposta. E ancora fulminanti battute su uomini e donne, una ricca sezione sul sesso, barzellette che trattano dei tabù contemporanei e tanto altro ancora in questa raccolta, spumeggiante e divertentissima. Perché quelli di Bastardi Dentro sono veramente bastardi dentro e perciò hanno distillato il meglio del peggio, inteso come scorretto, irriverente, un po' volgare, ma molto molto divertente. Le oltre 600 barzellette selezionate in questo bel tomo sono le più bastarde mai pubblicate. Sono menefreghiste, villane e sboccate. Non guardano in faccia a nessuno, non si adeguano alle regole della buona educazione. Chiamano scoreggia scoreggia e culo culo. E fanno tanto ridere. Senza troppi giri di parole, questo barzellettiere è il più divertente possibile perché lascia che l'umorismo popolare si esprima senza freni né inibizioni per raggiungere la pancia del lettore. Ed è proprio quello che fa sul web, da oramai dieci anni, l'esilarante community bastardidentro. it, che ogni giorno sollazza i due milioni di iscritti alla omonima newsletter. In questa eccezionale galleria di studenti che pisciano in classe, nonni che si rimpinzano di Viagra, carabinieri che non capiscono mai quel che succede, si ride degli altri tirando fuori quel bastardo che è dentro ognuno di noi.