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En el acuario de Facebook
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Ippolita

En el acuario de Facebook

Enclave de Libros, 05/12/2014

Abstract: Facebook tiene mas de 1.000 millones de usuarios. Es un extraordinario dispositivo capaz de aprovechar cada movimiento que acontezca en su plataforma. FB es la encarnación del despliegue de la informática de la dominación aplicada a la ingeniería social. FB ha operado en campo social lo mismo que Google en la gestión del conocimiento humano en red: la ilusión de que la informática pueda garantizarnos un acceso neutro y ordenado al complejo de relaciones e informaciones que componen lo que llamamos Web. Si Google pretende ser el repartidor de la verdad, FB es el empresario de las relaciones. Mientras nos entretenemos, o promocionamos nuestros proyectos, en realidad estamos trabajando para la expansión de un nuevo tipo de mercado: el "comercio relacional". En el acuario de Facebook somos todos seguidores de la "transparencia radical", un conjunto de prácticas narcisistas y de "pornografía emocional". Todo por el bien de la humanidad, de la sociabilidad y de la puesta en común, en nombre de la libre información: libertad automática garantizada por las máquinas, la libertad de unas relaciones sociales cada vez más automatizadas. Sin embargo, la gratuidad tiene un precio, el de proporcionar nuestros datos personales, que serán elaborados, empaquetados y vendidos a empresas interesadas en potenciar sus estrategias de venta. Cabe destacar que los algoritmos usados para la publicidad personalizada por los gigantes de la perfilación online (Facebook, Apple, Google, Amazon) son los mismos utilizados por los gobiernos despóticos para la represión personalizada.¿Qué ideología se esconde detrás de este teatro de la libertad? El aspecto más importante, no investigado hasta la fecha, es la relación existente entre Facebook y la potente corriente político-cultural del anarco-capitalismo estadounidense. La ideología política subyacente es un individualismo desenfrenado, facilitado por un capitalismo salvador y tecnócrata. En el acuario de Facebook analiza la filosofía anarco-capitalista poniendo en evidencia su genealogía en los años Treinta, cuando un grupo de economistas empezó a desarrollar una teoría centrada en la figura del individuo propietario y que tuvo su máximo representante en el Nobel para la economía Milton Friedman. Según Friedman, el Estado era el enemigo principal por combatir en nombre de la libertad individual, toda actividad humana debía de ser sometida a las leyes de la demanda y de la oferta. Uno de los inversores más potentes de Facebook es Peter Thiel, inquietante personaje fundador de PayPal, un libertariano que propugna la abolición de la moneda y del Estado y cree en la competición más salvaje como regla de oro de las relaciones sociales.El anarco-capitalismo de los right libertarians californianos es el hilo conductor que nos permite trazar una conexión entre Facebook, los Partidos Pirata europeos y Wikileaks. ¿Cómo no estar de acuerdo con el profundo análisis del "activismo de salón", que se agota en hacer clic en el "me gusta" de una página que invita a la movilización para una causa obviamente justa? La opinión pública resulta producida por un dispositivo tecnócrata en el que todos somos espectadores pasivos de espectáculos autorizados por la policy de Facebook.En el acuario de Facebook no disimula la ambición de desmontar la visión empresarial no sólo de Facebook, sino de todas las empresas que construyen sus fortunas económicas sobre un concepto "libertario" de las relaciones sociales, pues nos hallamos delante de una distopía tecnológica que conjuga la lobotomía emocional del consumismo sin frenos de Huxley con la paranoia represiva del control orwelliano. En nombre de la libertad del capital.No os preocupéis, ningún complot: sólo es el "Lejano Oeste Digital".

Smartphone sicuro
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Bonanomi, Gianluigi - Martini, Domenico

Smartphone sicuro

Ledizioni, 10/12/2014

Abstract: Gli smartphone sono computer in miniatura e stanno soppiantando PC e notebook. Il problema è che non li proteggiamo a sufficienza. In questo libro, scritto da uno dei più importanti informatici italiani e da un giornalista che si occupa da molti anni di tecnologia, si prendono in considerazione tutti i rischi in termini di privacy, furti di dati, parental control, uso sul lavoro e social network in mobilità. Ma soprattutto si propongono le migliori soluzioni possibili: strumenti di crittazione, anti-malware, trucchi per la protezione di informazioni e identità, antifurto e altro ancora. A corredo del testo anche quattro interviste a esperti del settore.

Linguaggio, letteratura e scienze neuro-cognitive
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Calabrese, Stefano - Ballerio, Stefano - Ballerio, Stefano - Calabrese, Stefano

Linguaggio, letteratura e scienze neuro-cognitive

Ledizioni, 15/12/2014

Abstract: Simulazione, embodiment, frame, script, blending: negli ultimi anni la teoria letteraria, a cominciare dalla narratologia, si è arricchita di una molteplicità di categorie provenienti dalle scienze neuro-cognitive e si è orientata, a partire dal mondo anglosassone, verso la cognitive poetics. Questo libro raccoglie contributi innovativi di autori che in modo diverso, e con orizzonti letterari che spaziano dal romanzo del Novecento alla letteratura per l'infanzia, attingono al repertorio teorico e analitico della cognitive poetics per proporre una visione nuova della letteratura e dell'esperienza che ne facciamo.

Io digitale
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Falistocco, Gabriele - Giacomello, Marco - Pilla, Fiorenzo

Io digitale

Ledizioni, 18/12/2014

Abstract: Quale influenza esercita l'universo digitale sulla nostra vita quotidiana? Come può un algoritmo di ricerva decidere, al nostro posto, ciò che desideriamo o non desideriamo conoscere? Cos'è il diritto all'oblio?Sono solo alcune delle domande a cui questo libro prova a fornire una risposta esauriente e, al tempo stesso, accessibile.Basandosi su un attento lavoro di analisi e ricerca, gli autori esaminano i differenti aspetti che contribuiscono a comporre l'identità digitale, il riflesso grazie al quale ciascuno di noi assume autonomia e forma nel contesto immateriale della rete.

Clamori al vento. L'arte, la vita, i miracoli
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Mastrella, Flavia - Rezza, Antonio - Rezza, Antonio

Clamori al vento. L'arte, la vita, i miracoli

Il Saggiatore, 23/12/2014

Abstract: Attenzione. Non avvicinarsi a questo libro se non si è disposti a smarrirsi, a smascherare, a essere smascherati. Se non si è disposti a morire intensamente sotto i fuochi della Scintilla. La vera Scintilla, quella dell'arte, quella performativa, è immortale. È capace di sopravvivere a chi l'ha posseduta. Moriremo dolcemente, ferocemente, in un giorno qualunque. La Scintilla naviga, luminescente, verso l'ignoto. Attenzione. Non avvicinarsi a questo libro se non si è disposti ad accettare che l'unica parola intelligente è quella che si strozza in gola. Dal 1987 Flavia Mastrella e Antonio Rezza condividono il loro percorso artistico. Praticando diverse forme d'arte, hanno fatto del performativo una poetica totemica. Essi erompono come malanni nella vita dello spettatore. Hanno un'ambizione che non è tale perché la soddisfano: perdita del significato residuo e parola alle cifre della carneficina. Irrompono nel teatro devastando il teatro. Generano, in continuazione, fatti nuovi, cortocircuiti, oscurità da eccesso e da difetto. Travolgono e stravolgono. Sfaldano il quotidiano sotto strati di disperatissime strida comiche. Non manipolano il cervello di chi vede: manipolano il corpo di chi guarda. Si esibiscono sui palchi di questa povera striscia di terra fatta a stivale per galleggiare nella melma e devastano impetuosi i palchi medesimi. Scrivono che il teatro è incivile per definizione. "Un teatro civile per un paese civile è un'utopia non per la civiltà del teatro ma per l'inciviltà del paese." Per loro il teatro deve sconfinare. L'arte deve sconfinare. Non c'è nessun futuro per un teatro che privilegia la narrazione allo struggimento. Dovrebbero esistere leggi speciali che proibiscano la spiegazione di un'opera e impediscano al creatore le menzogne di una storia compiuta. Inscenando corpi corrosi di zoppi, mendicanti e disperati, Flavia Mastrella e Antonio Rezza allestiscono da sempre opere che corrodono; opere dove la poetica del frammento si coniuga alle esperienze performative, dove la velocità – clamori al vento! – è fatta anche di sculture abbacinanti, quadri di scena, urla strazianti, corpi deformi. Erompendo come malanni agli occhi dello spettatore, essi comprimono l'eternità. Clamori al vento, oltre che un prodigioso testo-performance dove anche la scrittura viene travolta dall'assalto ai limiti dell'umano di Mastrella e Rezza, è la loro dichiarazione poetica, il loro monumentale zibaldone, strumento indispensabile per addentrarsi nell'opera degli artisti che più hanno segnato, e che più segneranno, la nostra contemporaneità.

A testa in giù
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Mearini, Elena

A testa in giù

Morellini Editore, 23/12/2014

Abstract: Gioele è un ragazzo che vive in un mondo tutto suo, fatto di emozioni e fantasia. Si entusiasma per il colore giallo, o per il rombo di un motore. Ma questo suo "essere speciale" non trova spazio nella realtà.Gioele viene ricoverato in un istituto che cura il disagio mentale, e lì resta fino a quando sul suo cammino irrompe Maria, una donna anziana, ricca di cuore e saggezza contadina.I due intraprendono un viaggio visionario, zigzagando per le strade della Lombardia a bordo di un curioso Maggiolone giallo. Saranno i ricordi di Maria e le avventure di un tempo che fu a condurre Gioele fuori dal guscio di chi si sente diverso e lontano da tutti. Piano piano, come briciole di pane sparse, le parole di Maria indicheranno la strada di una rinascita.Una storia alla Harold e Maude, un incontro tra generazioni, storie e temperamenti lontanissimi tra loro, che finiranno per regalare a entrambi i protagonisti uno sguardo nuovo sulla vita.

Smartphone sicuro
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Bonanomi, Gianluigi - Martini, Domenico

Smartphone sicuro

Ledizioni, 10/12/2014

Abstract: Gli smartphone sono computer in miniatura e stanno soppiantando PC e notebook. Il problema è che non li proteggiamo a sufficienza. In questo libro, scritto da uno dei più importanti informatici italiani e da un giornalista che si occupa da molti anni di tecnologia, si prendono in considerazione tutti i rischi in termini di privacy, furti di dati, parental control, uso sul lavoro e social network in mobilità. Ma soprattutto si propongono le migliori soluzioni possibili: strumenti di crittazione, anti-malware, trucchi per la protezione di informazioni e identità, antifurto e altro ancora. A corredo del testo anche quattro interviste a esperti del settore.

Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo
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Arrighi, Giovanni

Il lungo XX secolo. Denaro, potere e le origini del nostro tempo

Il Saggiatore, 12/06/2014

Abstract: Le ricorrenti crisi finanziarie degli ultimi quarant'anni non sono incidenti di percorso, ma riflettono tendenze storiche di lungo periodo. Giovanni Arrighi ha dimostrato che, da secoli, quando la produzione di beni e il commercio non bastano più a garantire alti profitti, l'accumulazione del capitale si sposta nella sfera della finanza e della speculazione. Ne conseguono instabilità economica, incertezza politica e nuovi conflitti sociali, che possono rappresentare il preludio a una svolta epocale negli equilibri globali. Il capitalismo si è evoluto attraverso una sequenza di "lunghi secoli", ciascuno dei quali ha insediato una nuova potenza al centro dell'economia-mondo. Al capitalismo genovese e veneziano seguì nel XVII secolo un ciclo economico olandese, la cui crisi aprì la strada all'impero britannico e infine alla leadership globale degli Stati Uniti. In passato fu l'ascesa della finanza a preannunciare la transizione da un ciclo all'altro: dietro le turbolenze economiche del nostro tempo si cela forse la fine del dominio statunitense? "Il lungo XX secolo" proietta le vicende del Novecento in un quadro storico di lunga durata, che mette in luce il rapporto quasi simbiotico tra il capitalismo e la formazione dello stato moderno. Conduce il lettore attraverso imperi e colonie, porti commerciali e campi di battaglia, colossi industriali e banche internazionali, fin dentro le stanze segrete in cui si incontrano politica e alta finanza, potere e denaro. E a vent'anni dalla prima edizione si conferma un capolavoro di sociologia della storia, indispensabile per comprendere le trasformazioni del presente in una prospettiva sistemica mondiale.

I Settanta
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Miles, Barry - Fusari, Luca

I Settanta

Il Saggiatore, 24/07/2014

Abstract: Greenwich Village, 6 marzo 1970. Tre esplosioni in rapida sequenza sventrano l'elegante palazzo al numero 18 dell'Undicesima Strada Ovest; dalle fiamme escono, confuse ma illese, due ragazze seminude. Domato l'incendio, le forze dell'ordine trovano in cantina più di sessanta candelotti di dinamite, una bomba anticarro e tutto l'occorrente che sarebbe servito al gruppo terroristico Weather Underground per produrre altri ordigni. È l'atto di nascita degli anni Settanta e Barry Miles è a New York per registrarne i primi, turbolenti vagiti. Giornalista inglese sbarcato negli Stati Uniti per lavorare con i grandi della Beat Generation, Miles attraversa la decade più anticonformista e trasgressiva del Novecento e ne sperimenta in prima persona la genialità e gli eccessi: è con Allen Ginsberg nella comune di Cherry Valley, dove il poeta accoglie amici, amanti e artisti newyorkesi alla ricerca di pace e disintossicazione; è nel capanno di Lawrence Ferlinghetti nel Bixby Canyon, a poca distanza da dove Jack Kerouac ha scritto Big Sur; è nel bunker di William Burroughs sulla Bowery quando "Bill", per dimostrare l'efficacia della sua pistola antiaggressione, finisce per riempire la stanza di soffocanti fumi tossici. È l'epoca di sesso, droga e rock'n'roll; della cocaina, della pornografia, delle mode estreme; delle stravaganze notturne all'Hotel Chelsea, casa di poeti come Gregory Corso e musicisti come Bob Dylan e Patti Smith, e degli spettacoli drag delle Cockettes, il gruppo teatrale fondato da Hibiscus, alias George Harris, l'hippy con il dolcevita che in una storica fotografia infila un fiore nel fucile di un militare, fuori dal Pentagono. Ossessioni, provocazioni, conquiste. Ci sono tutti i Settanta in questo memoir suggestivo, nostalgico e insieme sfavillante: gli astri di quegli anni – come le stelle visibili a Manhattan durante il famigerato blackout del luglio 1977 – bruciano con un'intensità che non accenna a spegnersi.

Nato prima del tempo. Sacralità della nascita e accoglienza amorevole al neonato prematuro
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Balsamo, Elena

Nato prima del tempo. Sacralità della nascita e accoglienza amorevole al neonato prematuro

Il leone verde, 07/01/2014

Abstract: "Nato prima del tempo" è l'ultima opera di Elena Balsamo dedicata alla perinatologia, alla sacralità della nascita e all'accoglienza amorevole del neonato prematuro. Tuttavia, contrariamente a quanto avviene di solito la gravidanza, il parto e l'accoglienza del bambino sono qui visti in una prospettiva poco usuale per gli operatori sanitari, e cioè: quella emozionale e spirituale. "Nato prima del tempo" indaga la dimensione della sacralità neonatale in due testi gemelli entrambi scritti con uno stile poetico che calza perfettamente al tema. Il primo tratta dell'accoglienza al neonato in condizioni di assoluta normalità, vale a dire quando tutto procede senza intoppi (come madre natura vorrebbe), il secondo invece è dedicato ai casi più difficili, quando qualcosa non va per il verso giusto, come nel caso dei parti prematuri o traumatici. Il primo aiuta a comprendere l'essenza dell'esperienza della maternità e propone vari spunti di riflessione per accogliere il neonato nel miglior modo possibile. Il secondo vuole offrire, a chi è dovuto passare attraverso il cammino tortuoso della sofferenza, una nuova visione che riapra le porte alla speranza e alla fiducia nel cambiamento, prima di tutto interiore e poi anche esterno, nel mondo che sta al di fuori della nostra porta ma che ognuno di noi può contribuire a trasformare.Elena Balsamo, Scrittrice, insegnante, pediatra, mamma… Una vita dedicata a farsi interprete dei bambini, a dare parola a chi è troppo piccolo per farlo da solo… Specialista in puericultura, si occupa da anni di pratiche di maternage nelle diverse culture e lavora in particolare a sostegno della coppia madre-bambino nei momenti critici della gravidanza, del parto e dell'allattamento, attraverso strumenti quali l'omeopatia e la floriterapia. Dopo esperienze di viaggi in diversi paesi africani e di lavoro sul campo in Guinea-Bissau, ha dedicato un decennio della sua vita ad attività di formazione all'interno dell'Associazione Interculturale Bambaràn, da lei fondata a Bologna, città in cui vive. Attualmente, oltre a continuare l'attività di medico libero-professionista e l'impegno in ambito formativo sui temi dell'etnopediatria e del maternage consapevole, in un'ottica prettamente montessoriana, svolgendo corsi e interventi in tutta Italia, si dedica alla grande passione della sua vita: la scrittura. Ha curato il volume Lui,lei,noi (EMI,1994), è coautrice di Mille modi di crescere (Franco Angeli, 2002) e Etnopediatria (Fimp, 2003). Con il Leone Verde ha pubblicato Sono qui con te (2007) e Libertà e Amore (2010); e per i bambini nel 2010 Il latte di mamma sa di fragola, Girotondo intorno al mondo e Il Quaderno del Neonato. Nel 2012 è apparso sempre per i bambini Storia di un piccolo seme.

Portare i piccoli_2a edizione
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Weber, Esther

Portare i piccoli_2a edizione

Il leone verde, 10/04/2014

Abstract: Da diversi anni la modalità di portare i bambini addosso è un fenomeno in crescita anche nel nostro Paese. "Portare i piccoli" chiarisce che portare, oltre ad essere una pratica antica tutt'ora presente in molte parti del mondo, è una modalità rispettosa e adatta nella relazione tra genitori e figli anche nella realtà occidentale, e lo fa rispondendo in maniera pronta e sicura ai molti quesiti pratici di chi porta, offrendo nello stesso tempo una disamina oggettiva sui supporti ausiliari reperibili (fasce porta bebè, marsupi, zaini porta-bambini, etc.) e delle tecniche più semplici che le neo-mamme e i neo-papà possono adottare.Esther Weber, svizzera tedesca, è madre di due bambine. Vive in Italia dal 1995. Dopo la maturità classica linguistica ed un percorso lavorativo che le ha permesso di raccogliere esperienze in diversi ambienti sanitari, sociosanitari ed aziendali, si dedica dal 2001, in occasione della gravidanza e nascita della prima figlia, teoricamente e praticamente al tema del "portare i piccoli". Ha progettato e realizzato interamente il sito indipendente di informazione www.portareipiccoli.it. È socia fondatrice e presidente dell'associazione "Portare i piccoli", che promuove in Italia la cultura del portare attraverso l'informazione accurata ed indipendente ed una formazione di qualità. Tiene incontri informativi e corsi per genitori. È consulente per la formazione al portare ad operatori della prima infanzia.

Tutte le mamme hanno il latte 2° edizione
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Negri, Paola

Tutte le mamme hanno il latte 2° edizione

Il leone verde, 10/04/2014

Abstract: Nel corso del XX secolo abbiamo assistito a una drammatica diminuzione dell'allattamento al seno in favore di quello basato sul latte artificiale. Una domanda sorge spontanea: quali implicazioni può avere questo cambiamento di stile di vita sullo sviluppo e la salute psico-fisica del bambino? È vero che poter allattare è solo una questione di fortuna oppure sono altri i motivi che inducono tantissime madri a ritenere (erroneamente) di non avere abbastanza latte o che questo non sia adeguato? "Tutte le mamme hanno il latte" vuole dare una risposta a queste e mille altre domande sull'allattamento, illustrando in modo esauriente i tanti motivi che all'oggi conducono moltissime madri a ricorrere al latte artificiale.Appoggiandosi su un linguaggio scorrevole e alla portata di tutti, il libro propone un'ananisi documentata e accurata sull'impatto che l'alimentazione nei primi anni di vita ha sulla salute del bambino, riportando le più recenti raccomandazioni di affermati professionisti e le azioni intraprese da istituzioni e associazioni a livello italiano e europeo."Tutte le mamme hanno il latte" ti invita a riscoprire una pratica naturale, accessibile, economica, piacevole e soprattutto salutare per i bambini, le famiglie e il pianeta. Il libro però non si rivolge soltanto a genitori e futuri genitori, ma anche a educatori, medici, operatori sanitari e a tutti coloro che hanno a che fare con mamme e bimbi piccoli, come anche a chiunque sia interessato a temi di salute pubblica e consumo consapevole.Paola Negri si occupa di allattamento da oltre 15 anni. Ha allattato peroltre 10 anni i suoi 4 figli, è stata consulente volontaria per La Leche League Italia e successivamente è diventata consulente professionale IBCLC ed Educatrice Perinatale, lavorando con donne in attesa e madri, e nella formazione specifica rivolta a gruppi di auto-aiuto e a operatori sanitari. Opera da anni in associazioni come MAMI e IBFAN Italia (di dui e presidente), in attività di sostegno, promozione e protezione dell'allattamento. Si occupa inoltre di decrescita e di alimentazione. Questo è il suo primo libro, a cui ne sono seguiti altri due sull'allattamento (Sapore di mamma, Il leone verde, 2009 e Allattare, un gesto d'amore, Bonomi, 2005, coautrice Tiziana Catanzani), euno sull'alimentazione dei bambini e della famiglia (W la pappa!, Apogeo 2010)

Latte di mamma... Tutte tranne me!
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Cozza, Giorgia

Latte di mamma... Tutte tranne me!

Il leone verde, 07/01/2014

Abstract: Tutte le mamme hanno il latte, si dice così no?. Nella vita di tutti i giorni però ci sono tantissime donne che non riescono ad allattare il proprio bambino. Anche tu avresti desiderato nutrire al seno il tuo bambino ma poi hai dovuto optatare per il biberon (o stai per farlo)? Allora "Latte di mamma, tutte tranne me" è il libro per te, soprattutto se rinunciare all'allattamento ti è pesato enormemente o se quando leggi l'ultimo articolo sulla superiorità del latte materno ci rimani male.Questo libro racconta una storia di "non allattamento". Una storia fatta di ragadi, poppate dolorose, latte che non arriva mai, neonati che crescono troppo lentamente, mamme distrutte dalla stanchezza, centinaia di tentativi andati male e commenti di altre mamme non sempre gentil. "Latte di mamma, tutte tranne me" ti aiuta a sentirsi meglio, a superare i sensi di colpa e a riscoprire la mamma eccezionale che c'è in te, perché - diciamocelo - la bravura materna non si misura certo col numero di poppate al seno!Questo però è anche un reportage per chi vorrebbe capire cosa gli è capitato, per le donne che vogliono sapere perché, nonostante l'abnegazione e le buone intenzioni, tutte le mamme hanno il latte… tranne noi. Per rielaborare la propria esperienza, farsene una ragione o, perché no, allattare felicemente i fratellini e le sorelline che verranno, il tutto accompagnato dall testimonianze di numerose mamme e i consigli dipediatri, neonatologi, psicologi e consulenti per l'allattamento.Il libro è consigliato anche alle mamme che hanno avuto un'esperienza positiva di allattamento e che vogliono coltivare la propria solidarietà femminile, preziosa alleata di tutte le madri, allattanti e non.Giorgia Cozza, giornalista comasca e madre di quattro figli, collabora a varie riviste specializzate occupandosi di gravidanza, allattamento al seno, psicologia e salute della mamma e del bambino. Per Il leone verde ha pubblicato Bebè a costo zero, (anche in Mondadori 2012, in uscita in Spagna e in Polonia) Quando l'attesa si interrompe, Me lo leggi?, Benvenuto Fratellino, Benvenuta sorellina, Latte di mamma...tutte tranne me!, Pannolini lavabili e le Storie di Alice (libri illustrati per bimbi da 0 a 6 anni) nonché Allattare è facile!, La pappa è facile!, La nanna è facile! e Neomamma è facile! È autrice di Goccia di vita (Ave, 2010) e La cuginetta che viene da lontano (Ave, 2012), di Allattare e lavorare si può! (La Leche League) e co-autrice di Allattamento al seno (De Agostini, 2011).

Apriti standard! Interoperabilità e formati aperti per l'innovazione tecnologica
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Aliprandi, Simone

Apriti standard! Interoperabilità e formati aperti per l'innovazione tecnologica

Ledizioni, 01/01/2014

Abstract: Da molti anni si sente parlare di software libero e di tecnologie aperte e dei vari aspetti etici, filosofici, giuridici ed economici connessi a questo particolare modo di approcciare l'informatica. Spesso si è sottolineata l'importanza di poter disporre di strumenti software che fossero distribuiti in modalità libera dai tradizionali vincoli della proprietà industriale e il messaggio sembra ormai arrivato anche ai grandi player del settore ICT. Quello che non tutti sanno (o che trovano più comodo non sapere) è invece che poco conta il poter disporre di software libero e open source se il mercato e con lui le prassi comuni degli utenti sono irrigiditi su meccanismi viziosi da cui è sempre difficile allontanarsi. Quale magra consolazione è usare software libero sul nostro computer se poi vediamo costantemente che la gran parte delle informazioni presenti in rete circolano in forme e modi del tutto chiusi, proprietari, non trasparenti!Questo libro intende, una volta per tutte, spostare l'attenzione del dibattito scientifico e della relativa opera di divulgazione non tanto sugli strumenti con cui si producono informazioni ma sulle informazioni stesse e sugli standard con cui esse sono codificate, rappresentate, comunicate, memorizzate. Interoperabilità e neutralità tecnologica diventano quindi categorie e valori ancora più centrali di libertà e apertura, o quantomeno diventano i prerequisiti fondamentali per l'effettiva realizzazione di un ecosistema digitale libero, aperto, trasparente… ma soprattutto efficiente ed equo. Rivolto a tutti coloro che producono e trasmettono informazioni in ambiente digitale e che vogliono sapere con chiarezza le regole del gioco a cui partecipano.

Dittature dell'istantaneo. Black mirror e la nostra società iperconnessa
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Chiusi, Fabio

Dittature dell'istantaneo. Black mirror e la nostra società iperconnessa

Codice Edizioni, 31/03/2014

Abstract: La dittatura istantanea dell'opinione pubblica ha mille volti, tutti anti-utopici. Se i sei episodi autoconclusivi di Black Mirror sono legati da un filo rosso, è proprio questo messaggio di sfiducia nei confronti delle ragioni del volere collettivo, nei confronti dell'idea che siano buone, intelligenti a prescindere come vorrebbe chi nella tecnologia vede l'occasione per realizzare l'ideale millenario di un autogoverno di tutti, perché tutti sono collettivamente nel giusto. È il mito della società civile aggiornato all'era iperconnessa, ma per distruggerlo; è l'idea che l'intelligenza collettiva, fuori e dentro la rete, non produca che debolezza, dipendenza, derisione, asservimento.

Fuga dal campo 14
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Harden, Blaine

Fuga dal campo 14

Codice Edizioni, 25/09/2014

Abstract: Shin Dong-hyuk è l'unico uomo nato in un campo di prigionia della Corea del Nord ad essere riuscito a scappare. La sua fuga e il libro che la racconta sono diventati un caso internazionale, che ha convinto le Nazioni Unite a costituire una commissione d'indagine sui campi di prigionia nordcoreani. Il Campo 14 è grande quanto Los Angeles, ed è visibile su Google Maps: eppure resta invisibile agli occhi del mondo. Il crimine che Shin ha commesso è avere uno zio che negli anni cinquanta fuggì in Corea del Sud; nasce quindi nel 1982 dietro il filo spinato del campo, dove la sua famiglia è stata rinchiusa da decenni. Non sa che esiste il mondo esterno, ed è a tutti gli effetti uno schiavo. Solo a ventitré anni riuscirà a fuggire, grazie all'aiuto di un compagno che tenterà la fuga con lui, e ad arrivare a piedi e con vestiti di fortuna in Cina, e da lì in America. Questa è la sua storia.

Babele 56. Otto fermate nella città che cambia
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Fontana, Giorgio

Babele 56. Otto fermate nella città che cambia

Terre di mezzo, 04/11/2014

Abstract: Karkadan, rapper tunisino. Kamal, giocatore di cricket dello Sri Lanka, portinaio per campare. José e Milca, editori peruviani a piazzale Loreto... Un viaggio in otto fermate affidato alla penna di un giovane scrittore di grande talento: i capitoli del libro sono intervallati da un racconto ambientato sull'autobus numero 56, che percorre avanti e indietro via Padova, una della vie più multietniche di Milano. Come scrive Giorgio Fontana:"Questa è una via che racconta una storia a ogni passo, e ogni storia è fatta di un colore diverso". Dall'autore vincitore del Premio Campiello 2014 con il romanzo "Morte di un uomo felice".

I trucchi del birraio. Manuale pratico per fare la birra perfetta
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Molinari, Mariangela

I trucchi del birraio. Manuale pratico per fare la birra perfetta

Terre di mezzo, 01/04/2014

Abstract: Fare la birra in casa è semplice. Ma chi non vorrebbe un esperto al proprio fianco, da cui imparare i segreti per un risultato impeccabile? L'autrice di questa guida se li è fatti svelare da Leonardo Di Vincenzo, mastro birraio di Birra del Borgo (uno tra i più importanti produttori artigianali italiani) e qui ci spiega passo passo ogni fase della lavorazione, dalla scelta degli ingredienti ai diversi metodi dell'homebrewing, con le dritte fondamentali per evitare piccoli e grandi errori, e andare fieri delle proprie bottiglie. Per chi inizia da zero, per chi ha già provato ma non è del tutto soddisfatto, per chi vorrebbe passare dal kit base a procedimenti più creativi.

Il re della schiscetta. 66 ricette per un pranzo in ufficio economico e sfizioso
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Buonomini, Lorenzo - Manni, Jacopo

Il re della schiscetta. 66 ricette per un pranzo in ufficio economico e sfizioso

Terre di mezzo, 14/04/2014

Abstract: E oggi cosa mangio? Se questa domanda vi tormenta ogni giorno in ufficio e la scelta è sempre tra il costoso panino del bar e la pasta scotta, questo libro fa per voi. 66 schiscette divertenti ed economiche che vi stuzzicheranno l'appetito in pausa pranzo. Sbizzarritevi con le polpettine di manzo ricotta bieta e cipolle da cucinare in barattolo, già pronte da trasportare, la cheesecake salata crackers e gorgonzola, la crema rosa di finocchio o i muffin di zucca alla gricia... E poi, abbasso la macchinetta degli snack! Molto più buoni e sani quelli che ci portiamo da casa, come le ciambelline al vino o le chips di polenta. Non mancano stuzzicanti idee per mangiare frutta e verdura alla scrivania, tra cui un elisir rinforzante di limone, sedano, cetriolo e zenzero, perfetto per il lunedì. Infine tre menu completi: per conquistare il collega a lume di salvaschermo, per ingraziarsi tutto l'ufficio, e un omaggio alla mitica pietanziera di Marcovaldo.

Secondo le mie forze e il mio giudizio. Chi decide sul fine vita. Morire nel mondo contemporaneo
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Lalli, Chiara

Secondo le mie forze e il mio giudizio. Chi decide sul fine vita. Morire nel mondo contemporaneo

Il Saggiatore, 26/06/2014

Abstract: Siamo liberi di scegliere se e come curarci. Non esiste soluzione migliore di questa. Come potrebbe qualcun altro conoscere i nostri desideri, sapere qual è il nostro bene, decidere al posto nostro? Cosa succede quando, per motivi di salute, non siamo più in condizione di avere o esprimere un parere?Il perfezionamento delle tecnologie per la sopravvivenza solleva ogni giorno interrogativi morali e dilemmi clinici. Nell'approccio a simili questioni spesso è prevalso un solido paternalismo: credere di essere nel giusto e sentirsi autorizzati a imporre le proprie convinzioni e decisioni a chi non è più in grado di opporsi. Per esempio, di fronte a malati privi di coscienza che, talvolta in modo irreversibile, necessitano di essere nutriti artificialmente mediante un sondino nasogastrico. O di cui sia stata dichiarata la morte cerebrale, in seguito alla completa devastazione del sistema nervoso centrale. O affetti da dolore cronico che richiedano una qualche forma di sedazione. In tutti questi casi, il paradosso è sempre dietro l'angolo: strumenti nati per salvare o migliorare la nostra salute rischiano di ingabbiarci in vite che non avremmo voluto vivere, e un diritto fondamentale dell'uomo diviene così un dovere.L'unico rimedio alla trappola di un'esistenza imposta è l'esercizio della nostra libera e consapevole scelta. È qui che intervengono le DAT, le direttive anticipate di trattamento, che prolungano quell'esercizio e fanno valere la nostra volontà anche in un futuro in cui potremmo non essere in grado di manifestarla.La riflessione di Chiara Lalli s'inserisce nel dibattito aperto in Italia e all'estero sulle decisioni di fine vita e sul cosiddetto living will, in passato già al centro di conflitti e oggetto di pessimi disegni di legge, soprattutto per l'impatto emotivo dei casi di Eluana Englaro, Piergiorgio Welby, Terri Schiavo. Lalli ricostruisce le premesse morali, giuridiche e deontologiche di uno strumento che dovrebbe essere il più leggero possibile e garante della nostra autodeterminazione. Il rischio che si torni a discuterne in Parlamento, ripercorrendo ancora la vecchia strada, oppressiva e ingiustificabile, è concreto. Nel territorio liminale tra coscienza e in coscienza, tra eutanasia attiva e passiva, bisogna salvare l'unica vera "volontà del vivente", perché il rispetto delle nostre scelte di oggi sia assicurato anche domani.