Trovati 16318 documenti.
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Castelvecchi, 07/08/2014
Abstract: Che cosa impara Dante nel suo pellegrinaggio per i tre regni dell'oltretomba? Da chi lo impara? E come lo impara? Nella convinzione che ogni forma culturale possa avere effetti educativi, intenzionali o meno e, considerato che il viaggio è metafora per eccellenza dell'apprendimento, Raffaele Mantegazza interroga la "Divina Commedia" con l'intento di estrarne l'anima pedagogica. Seguendo le tappe del viaggio oltremondano, l'autore non si sofferma sulla finalità esplicitamente didattica del testo, quella delle spiegazioni teologiche e delle asserzioni morali. L'obiettivo, infatti, è puntato al di là degli aspetti didattici, per mettere a fuoco un percorso di formazione che passa tanto attraverso i sensi, quanto attraverso la mente e viene di volta in volta definito dalle diverse metodologie degli "insegnanti" che Dante incontra lungo il suo cammino. Esperimento aperto ma rigoroso di filosofia dell'educazione, "Di mondo in mondo" si muove nell'infinita ricchezza del poema dantesco, proponendosi come modello per futuri tentativi di ricerca di tracce pedagogiche nell'arte e nella cultura.
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Castelvecchi, 15/10/2014
Abstract: Che succede quando gli adolescenti comunicano mediante i social network come Facebook, Twitter e Instagram? Come gestiscono la propria identità, come difendono la propria privacy, che cosa mettono in gioco dei propri sentimenti? Queste sono solo alcune delle domande che danah boyd, autrice di successo ed esperta di social media e comunicazione, affronta nel suo libro dedicato a quella second life che rappresenta ormai la forma di vita più importante per la maggioranza degli adolescenti. L'autrice sfata i falsi miti legati alla diffusione di internet, dal presunto aumento del cosiddetto cyberbullismo agli esagerati pericoli sulla spersonalizzazione dei giovani, fino alla stessa definizione di nativi digitali, troppo semplicistica rispetto alla complessità del fenomeno. It's complicated, frutto di dieci anni di ricerca sul campo, di interviste e di incontri con centinaia di adolescenti, è una lettura fondamentale per chiunque sia interessato a comprendere l'impatto sociale e culturale delle nuove tecnologie di comunicazione sulle generazioni future.
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Frida Kahlo. Arte, amore, rivoluzione
Edizioni Interno4, 01/09/2014
Abstract: Era una colomba. Una colomba con una zampa rotta. All'età di sei anni la poliomelite l'aveva lasciata storpia. E così aveva imparato a volare. Ma per uno strano scherzo del destino un incidente le aveva spezzato anche le ali. Frida Kahlo. Una delle più grandi pittrici contemporanee. Quarantasette anni di vita. Per metà passati in un letto a dipingere… Eppure riuscì in uno spazio così ridotto ad essere una protagonista del suo tempo, a vivere grandi passioni d'amore, a partecipare e a contribuire in maniera determinante a quell'effervescenza culturale e artistica che contrassegnò il Messico postrivoluzionario. Una donna straordinariamente bella e dotata di grande forza vitale. E poi tenace, combattiva, giocosa e sferzante. Appassionata. Nata alla vigilia della rivoluzione di Madero, Zapata e Villa, la sua biografia è un racconto denso, ricco, che si snoda attraverso le sue lettere, i suoi scritti e i suoi numerosi autoritratti. Una vita piena di colori che emerge trionfante da una cornice di sofferenze e patimenti. La sua casa blu, i suoi oggetti, le sue radici, la sua famiglia, Diego Rivera (il suo amore di migliaia di anni), Lev Trockji e Tina Modotti (i suoi più famosi amanti), André Breton (e i surrealisti), le manifestazioni (politiche), le feste (mondane), i gringos (di gringolandia), i numerosi interventi chirurgici, il desiderio di maternità, la morte. Il suo mondo è una fantasmagoria delicata e crudele in cui gli scheletri di zucchero e gesso danzano e brindano irriverenti alla vita. "Spero che l'uscita sia gioiosa e spero di non tornare mai più."
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Cosmetici fai da te. Prodotti di bellezza naturali, efficaci, economici
Edizioni Gribaudo, 26/02/2014
Abstract: I cosmetici naturali fai da te sono sempre più di tendenza! Grazie all'esperienza e alle conoscenze di Carlitadolce, una delle blogger più seguite sul web, imparerete a realizzare con le vostre mani prodotti biologici ed ecologici, che vi faranno risparmiare rispettando l'ambiente e gli animali. Gel ai semi di lino, Scrub alla farina di mais e miele, Burrocacao Carlita lips: tante facili ricette, approfondimenti e molti consigli per prendervi cura di capelli, pelle, viso, unghie e per realizzare make-up tutti naturali.
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Feltrinelli Editore, 28/05/2014
Abstract: "Questo libro migliorerà le nostre decisioni" Daniel Kahneman, premio Nobel per l'EconomiaOgni giorno prendiamo decisioni sui temi più disparati: come investire i nostri soldi, cosa mangiare per cena, con che mezzo di trasporto raggiungere il centro della città. Purtroppo facciamo spesso scelte sbagliate. Mangiamo troppo, usiamo la macchina quando potremmo andare a piedi o scegliamo il mutuo meno conveniente. Siamo esseri umani, non calcolatori perfettamente razionali, e siamo condizionati da troppe informazioni contrastanti, dall'inerzia e dalla limitata forza di volontà. È per questo che abbiamo bisogno di un "pungolo", di una spinta gentile che ci indirizzi verso la scelta giusta: di un nudge, come l'hanno battezzato l'economista Richard Thaler e il giurista Cass Sunstein in questo libro che negli Stati Uniti è stato un vero e proprio bestseller. L'idea di Thaler e Sunstein è semplice ma geniale: per introdurre pratiche di buona cittadinanza, occorre imparare a usare a fin di bene l'irrazionalità umana. I campi d'applicazione sono potenzialmente illimitati: dal sistema pensionistico allo smaltimento dei rifiuti, con conseguenze non da poco anche per la politica, soprattutto in tempi di scarsità. Perché una buona architettura della scelta può consentire ai governi di tutelare la libertà dei cittadini, incoraggiandoli però a prendere decisioni più sagge.
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La collezione come forma d'arte
Johan & Levi, 02/07/2014
Abstract: Se ogni epoca ha un suo modo di collezionare, quello contemporaneo è segnato da un reciproco legame con la pratica artistica, tanto che le due attività spesso si sovrappongono fin quasi a confondersi. Gli esempi abbondano: da Joseph Cornell, cacciatore di bizzarrie con cui compone le sue scatole divinatorie, a Claes Oldenburg, che espone come opera propria una raccolta di oggetti d'affezione; da Marcel Broodthaers, per cui il collezionare è all'origine della scelta di diventare artista, a Hans-Peter Feldmann che, sulla scia di Malraux, da anni ritaglia, classifica e incolla immagini per un insolito museo. Il collezionismo non è più solo affare di chi, non artista, raccoglie oggetti in quantità rilevante, ma diventa modalità espressiva di quegli artisti che li radunano per costruire opere d'arte secondo il principio warburghiano del montaggio. D'altro canto, lo stesso collezionista è un artista che accetta di esprimersi tramite immagini dotate di un forte potere simbolico, le quali diventano un'estensione della sua persona. Appena l'occhio li cattura, gli oggetti si caricano di qualità supplementari: spogliati della loro funzione, un sapiente lavoro di accostamenti e rimandi crea fra loro un fertile dialogo, dando vita a un insieme organico che non tollera mutilazioni. La collezione assume così lo statuto di opera d'arte.Eclettismo, trasversalità, soffio personale definiscono una tipologia di collezione agli antipodi rispetto a quella chiusa e preordinata dei musei. A questa dimensione più privata e creativa fa riferimento Elio Grazioli il quale, nel ricostruire il percorso che dalla Wunderkammer porta al collage e all'assemblage, racconta un collezionismo non utilitarista ma passionale, meno vetrina di rappresentanza e più gioco per intenditori che sappiano apprezzare le articolazioni impreviste. Pratica, questa, che ha molto da insegnare a quelle istituzionali: una maggiore libertà e una necessità più sentita.
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Fazi Editore, 18/03/2014
Abstract: Come si può essere felici? Sembra questo, anche a livello evolutivo, il primo quesito che l'uomo si è posto fin dall'origine dei tempi. Un interrogativo cui, nei secoli, ha tentato di rispondere attraverso la religione, la filosofia, la letteratura, l'arte; ma che oggi, grazie alle ultime scoperte delle neuroscienze, trova una nuova spiegazione nell'ambito della ricerca scientifica. Andando a indagare le radici evolutive dei meccanismi che sono alla base della felicità, Eduardo Punset – il più famoso divulgatore scientifico spagnolo – ci spiega in cosa consiste realmente questa emozione e quanto le nostre reazioni di fronte ai problemi della vita dipendano da modelli comportamentali consolidati da milioni di anni. E ancora, che il cervello umano – considerato finora "la macchina perfetta dell'Universo" – in realtà non differisce poi molto da quello degli altri animali: di conseguenza, la nostra capacità di elaborare gli stimoli esterni non solo deriva in gran parte dal nostro retaggio primordiale, ma si affida ciecamente alla memoria individuale e collettiva per scegliere quale comportamento sia preferibile. Lasciandoci guidare dall'autore attraverso le più recenti indagini scienti?che in materia, andremo così alla scoperta del nostro affascinante passato, delle sue implicazioni immediate nella quotidianità, delle potenziali trasformazioni che possiamo ancora realizzare nel nostro immediato futuro per raggiungere una condizione di equilibrio che non sia semplicemente una momentanea assenza di infelicità. Perché, come ci ricorda Punset, la depressione (definita come "suprema mancanza di felicità") è a tutt'oggi la seconda causa di morte nei paesi occidentali.Quindi siamo destinati a soffrire?Al contrario, attraverso una lucida analisi dei fattori determinanti (sociali, culturali, biologici, economici) del benessere, l'autore arriva a delineare persino una "formula" per una felicità duratura che ciascuno di noi potrà facilmente mettere in pratica.Il piacere, il benessere e la felicità consistono nel processo di ricerca e non tanto nel conseguimento del bene desiderato. A questo proposito appare eloquente l'esperienza consolidata del premio Nobel.
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Fazi Editore, 18/03/2014
Abstract: A tredici anni, l'eroe di Storia del pianto ha portato a termine un'ineccepibile formazione progressista. È sensibile, avvertito; ha frequentato la scuola del dolore e dell'emozione; ha divorato tutta la letteratura militante che negli anni settanta si legge in America Latina. Quando nel settembre del 1973 assiste in televisione al golpe di Pinochet contro Salvador Allende, tenta di piangere ma si ritrova arido come un deserto. Tutto il suo curriculum di rivoluzionario precoce inizia a mostrare la corda: e se fosse soltanto un fan della lotta armata? E se le sole cose che gli interessano della rivoluzione fossero l'epica e la mistica della guerrilla?Davanti al crollo delle sue convinzioni più profonde, si vede quindi costretto a rivedere la propria educazione ideologico-sentimentale: un'educazione incongrua e bizzarra, nella quale coesistono Superman e due genitori pionieri del divorzio, un cantautore rivoluzionario e una fidanzatina di destra, una piscina con un polpo sul fondo e un oligarca sotto tortura.Storia del pianto pone sotto la lente d'ingrandimento di un'acuta, lieve ironia le disavventure di un animo e le pagine più oscure della recente storia argentina. E nell'ampio respiro di una scrittura raffinata e letteraria, racconta quanto mai ci è stato rivelato con tale limpida chiarezza: il disincanto della fine di un'epopea, e le contraddizioni e le sviste di un sogno rivoluzionario destinato a naufragare.
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Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste
Raffaello Cortina Editore, 09/12/2014
Abstract: Raggiunta l'età in cui succede che qualcuno sul metrò si alzi per cedergli il posto, Marc Augé scava nei propri ricordi personali per sviluppare una riflessione, acuta e delicata, sul tempo che passa. "Conosco la mia età, posso dichiararla, ma non ci credo", scrive il grande antropologo per evidenziare la differenza tra il tempo e l'età. Perché sono gli altri a dire che siamo vecchi, a definirci secondo luoghi comuni ma questa etichetta resta superficiale e lontana da quel che avvertiamo dentro di noi. Dunque, la vecchiaia non esiste. Certo, i corpi si logorano ma la soggettività resta, in qualche modo, fuori dal tempo ed è così che, come scrive Augé alla fine di questo libro luminoso, "tutti muoiono giovani".
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Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa
Raffaello Cortina Editore, 09/06/2014
Abstract: Questo libro si interessa dell'amore che dura, delle sue pene e della sua possibile redenzione. Non si occupa degli innamoramenti che si esauriscono nel tempo di una notte senza lasciare tracce. Indaga gli amori che lasciano il segno, che non vogliono morire nemmeno di fronte all'esperienza traumatica del tradimento e dell'abbandono. Cosa accade in questi legami quando uno dei due vive un'altra esperienza affettiva nel segreto e nello spergiuro? Cosa accade poi se chi tradisce chiede perdono e, dopo aver decretato che non era più come prima, vuole che tutto torni come prima? Dobbiamo ridicolizzare gli amanti nel loro sforzo di far durare l'amore? Oppure possiamo confrontarci con l'esperienza del tradimento, con l'offesa subita, con il dolore inflitto da chi per noi è sempre stato una ragione di vita? Questo libro elogia il perdono come lavoro lento e faticoso che non rinuncia alla promessa di eternità che accompagna ogni amore vero.
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Agatha Raisin – La strega di Wyckhadden
astoria, 16/04/2014
Abstract: "Agatha Raisin è una simpatica detective che indaga nell'incantevole campagna inglese, fatta di cottage, tè e pettegolezzi: cattura assassini, ma si rimbambisce d'amore per uomini sempre sbagliati. "La Stampa"L'eroina imperfetta di M.C. Beaton è una gemma assoluta."Publishers Weekly"Agatha Raisin è la detective più irruente e pasticciona che io conosca. "Sveva Casati Modignani"Humour che più british non si può, una protagonista divertente, arguta e scorbutica quel tanto che serve ad amarla alla follia, lo scenario irresistibile e confortante della campagna inglese, il tutto sapientemente miscelato in una serie di romanzi imperdibili."Alessia Gazzola"La serie di Agatha Raisin è l'essenza del cosy crime."Booklist"La nostra adorabile eroina dispensa ancora divertimento."Library JournalNel migliore dei casi, un'indagine si chiude con l'arresto del colpevole. Nel peggiore – per Agatha Raisin – con la perdita di gran parte della propria chioma, a seguito di una crudele vendetta. L'imbarazzo è troppo e Agatha decide di allontanarsi da Carsely e fare una vacanza nel villaggio di Wyckhadden, dove peraltro abita una strega che le vende sia un tonico per far ricrescere i capelli sia un filtro d'amore, che Agatha non esita a provare su un locale ispettore di polizia. I capelli sembrano ricrescere, l'ispettore pare interessato… se non che, di lì a poco, la strega viene trovata morta, uccisa a randellate. E il singolare gruppetto di anziani che vive stabilmente nell'albergo in cui Agatha soggiorna ha una serie di interessanti teorie su chi può essere stato…
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L'avaro di Mayfair. 67 Clarges Street
astoria, 11/06/2014
Abstract: "Trame appassionanti, domestici pittoreschi, un'attenzione particolare ai dettagli dell'epoca: un intrattenimento che soddisferà i fan. "Publishers Weekly"Un divertente, affascinante tocco di vitalità Regency. Caldamente consigliato. "Library Journal"Una scrittrice che fonde abilmente umorismo, sentimenti e intrattenimento."BooklistInverno 1807. Morendo, il fratello di Roderick Sinclair gli ha lasciato "in eredità" la sua pupilla, Fiona, un'orfana che ha adottato. La ragazza è bellissima e di un'ingenuità estrema, e l'unico modo che lo spiantato Sinclair individua per trarre vantaggio da questa strana situazione è portarla a Londra e farle fare un ricco matrimonio. Affitta quindi la casa al 67 di Clarges Street… e lo fa con un esborso minimo, dato che il palazzo ha la nomea di essere portatore di sfortuna. Quasi subito, però, Fiona si dimostra assai meno ingenua del previsto…
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Agatha Raisin – Le fate di Fryfam
astoria, 24/09/2014
Abstract: "La dipendenza da Agatha Raisin è il mio peccatuccio segreto."Lee Child"Non perdetevi quest'episodio: Agatha è più irritabile e divertente che mai."Tulsa WorldQuando un'indovina rivela ad Agatha Raisin che il suo destino – e il suo vero amore – si trova nel Norfolk, lei non ci pensa due volte e affitta una casa nel pittoresco villaggio di Fryfam. Ma, non appena arriva, cominciano a succedere strane cose: vari oggetti sembrano scomparire nel nulla e bizzarre luci "danzano" nei giardini e nei cortili. Ben presto iniziano a circolare voci sulla presenza di fate nella zona, ma Agatha non ci bada e, per darsi un tono, inizia a scrivere un romanzo giallo: Omicidio al maniero. Ma cosa succede quando il proprietario del locale maniero muore sgozzato proprio come nel romanzo di Agatha?
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Jane la bruttina. 67 Clarges Street
astoria, 05/11/2014
Abstract: "Trama appassionanti, domestici pittoreschi, un'attenzione particolare ai dettagli dell'epoca: un intrattenimento che soddisferà i fan. "Publishers Weekly"Un divertente, affascinante tocco di vitalità Regency. Caldamente consigliato."Library Journal"Una scrittrice che fonde abilmente umorismo, sentimenti e intrattenimento."BooklistI domestici del 67 di Clarges Street si trovano di nuovo in miseria e non possono che sperare in una nuova Stagione e in nuovi inquilini. Quando questi finalmente arrivano, il maggiordomo e la sua "famiglia" non possono credere a tanta fortuna, perché ci sono ben due ragazze in età da marito, che significa più feste, più ospiti, più mance. Ma si accorgono ben presto che Jane viene lasciata in disparte dalla madre tirchia e dalla sorella insopportabilmente vanitosa e, quasi per ripicca, la bizzarra famiglia di servitori decide di intervenire. Vogliono trasformare Jane la bruttina in Jane la bellissima…
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66THAND2ND, 12/06/2014
Abstract: Giugno 2012. Dopo ventitré anni Alain Mabanckou torna nella sua Pointe-Noire. Invitato dall'Institut français per un ciclo di conferenze, alloggia in un appartamento per artisti e scrittori dove, appeso alla parete del salotto, c'è un quadro che ritrae una donna dallo sguardo triste. Durante il soggiorno, oltre agli impegni ufficiali, si dedica alla scrittura del suo libro di ricordi, ma è bloccato, ha un nodo in gola. Sa di essere tornato nella città natale non solo per motivi di lavoro, ma soprattutto per riappropriarsi del passato, per riportare alla luce un'infanzia smarrita nel groviglio della memoria, per salutare i membri della sua numerosa famiglia, orfana di mamma Pauline e papà Roger, e per rivedere i luoghi cari - la casetta di legno "reggia" della madre, il cinema Rex "garanzia del sogno", il liceo archivio di episodi dell'adolescenza. Ma Pointe-Noire non è più la stessa: la casetta è cadente, rovinata dal tempo, il cinema è diventato una chiesa pentecostale, il liceo ha un altro nome e gli appare come un labirinto. Perdipiù tra i familiari ci sono dissapori, e sembrano interessati solo ai suoi soldi. Alain è scosso, disorientato, ma nel mostrare a un amico una foto che si è fatto scattare con i nipoti si rende conto che quei bambini sono liberi e felici, come in fondo lo era lui da piccolo, e non baratterebbero la loro infanzia con niente al mondo. E al momento di ripartire la donna del quadro lo saluterà con un sorriso e avrà i lineamenti della sua amata mamma.
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Fuori dai giochi. I racconti della grazia, dell'agonismo e del corpo
66THAND2ND, 30/10/2014
Abstract: Quindici racconti, una poesia sul football, un ricordo di Princeton - patria della squadra dei Tigers - e un divertente profilo autobiografico in cui l'autore collega l'origine della propria carriera letteraria a una débâcle sul campo: "Fuori dai giochi" raccoglie in un unico volume i testi sportivi (compresi cinque inediti in Italia) che punteggiano la carriera di F. Scott Fitzgerald, confermando la sua inesauribile capacità di interpretare il proprio tempo. Atleta mancato, Fitzgerald ricavò dalle sfide e dai giocatori che aveva ammirato spunti e personaggi per la sua narrativa. E cosi dalle pagine di questa antologia emergono le forme e i corpi, di volta in volta esuberanti o imbolsiti, di campioni universitari, tifosi, caddie, nuotatrici e trapezisti, ma anche di ballerine, pianisti, impresari, stelle del cinema, che compongono il ritratto di una generazione in perenne attesa di un effimero stato di grazia, in una società febbrile travolta dall'ottimismo sfrenato degli anni Venti e poi dalla cupa depressione del decennio successivo. Dagli scritti giovanili, dedicati principalmente al football, fino a quelli della maturità - scrive Sara Antonelli nella postfazione -, Fitzgerald non ha mai smesso di scrivere di sport, che grazie alla penna di un autore ormai leggendario si trasforma in un "prisma attraverso cui raccontare l'America e i suoi eroi".
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66THAND2ND, 26/06/2014
Abstract: Un'agghiacciante sequenza di cinque fotografie ritrae un enorme Pluto di peluche che avanza lungo Main Street, si sfila la testa pelosa e si dà fuoco con una bottiglietta di benzina. Siamo a Disneyland Paris nel pieno delle celebrazioni per il dodicesimo anniversario del parco. A scattarle è Jacques Vian, inviato di "Le Monde", affetto dai primi disturbi del Parkinson e deluso dalla vita. Sotto il vestito sintetico c'è Matteo Danza, un dottorando in Etologia convinto di conoscere il modo per contrastare il "declino dell'uomo". Jacques è attratto dal gesto di Matteo e come un esploratore si immerge nella sua storia, nelle sue convinzioni e nelle sue paure senza risparmiare sé stesso. Un lungo reportage emotivo in cui Jacques diventa il cantore dell'utopia di Matteo e ne suggella il sacrificio, consapevole anche lui che l'uomo è un animale in cattività nella natura artificiale che si è costruito e persuaso della necessità di "riordinare le nostre convinzioni e correggere il punto di fuga", ridiventando finalmente uomini.
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66THAND2ND, 20/02/2014
Abstract: Arrivano a bordo di portentose Range Rover, Mercedes e jeep militari, arrivano la domenica pomeriggio, a ottobre, arrivano al liceo Nostra Signora del Nilo che svetta nel cielo in tutta la sua fierezza, non lontano dalla sorgente del Grande fiume dove si erge la statua della Madonna nera. Ad accoglierle ci sono le suore, la madre superiora, il cappellano, le guardie comunali e il sindaco, e un immancabile stuolo di curiosi. Siamo a Nyaminombe, Ruanda, nei primi anni Settanta, e ad arrivare sono le allieve, figlie di ministri, uomini d'affari e ricchi commercianti - Gloriosa, Frida, Goretti, Godelive, Immaculée e tante altre, le ragazze destinate a diventare un modello per tutte le donne del paese. Ma ci sono anche Veronica e Virginia, due delle giovani tutsi ammesse in virtù della quota etnica, un misero dieci percento, un'elemosina degli hutu. Inizia così un nuovo anno scolastico, scandito da lezioni e pasti in comune, da pene e momenti di buonumore, e da preghiere, canti e pellegrinaggi alla statua di Nostra Signora del Nilo. Ma l'atmosfera di virginale ordine cela crepe minacciose, occulta la fosca lussuria del cappellano e l'astiosa impudenza di alcune allieve che sfocia in odio razziale, e niente rimarrà intatto di quel breve anno segnato dalla pioggia incessante. Con una scrittura avvolgente e ingannevolmente semplice, Mukasonga delinea un microcosmo femminile al tempo stesso puro e velenoso, in cui si riflettono le tensioni che agitano un paese nel suo desolante cammino verso il genocidio del 1994.
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66THAND2ND, 06/02/2014
Abstract: In quasi dieci anni di professionismo Marco Pantani ha vinto poco più di una trentina di corse, un bottino modesto se paragonato a quelli di Coppi o Merckx, Moser o Cipollini. Eppure il Pirata ha conquistato la storia e il popolo del ciclismo come da tempo nessuno riusciva a fare. Perché era uno scalatore che veniva dal mare. Perché è decollato sul Mortirolo e sul Galibier ma è precipitato nella cocaina e nella depressione. Perché inseguiva l'amore ma finiva a puttane. Perché era un uomo solo. Nel decennale della scomparsa, Marco Pastonesi ricostruisce la carriera di Pantani raccogliendo le testimonianze inedite di chi lo ha frequentato da vicino: i suoi gregari, i dirigenti sportivi, gli amici delle piadinerie. Una polifonia di voci inattese che restituiscono la Romagna da cui non si è mai separato, le montagne che lo hanno consacrato a mito, gli scalatori del passato di cui è stato erede, e le debolezze dell'uomo: il doping, qui raccontato da una prospettiva che scardina i luoghi comuni sul fenomeno, e la droga. "Se Pantani era un solista, e un solitario," scrive l'autore nell'introduzione "questo libro è il coro delle tragedie greche, è la banda che accompagna un feretro nei funerali di New Orleans, è cento cantastorie che raccontano le gesta di un guerriero, di un bandito, di un pirata, ed è anche una cartina geografica. Qui non c'è giudizio, non c'è sentenza, non c'è verdetto, non c'è ordine di arrivo né classifica generale. Ognuno ha la sua versione".
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66THAND2ND, 09/10/2014
Abstract: C'è una leggenda in Somalia che si tramanda di generazione in generazione. Poiché il loro paese era privo di corsi d'acqua e non c'era da bere, gli abitanti affidarono a due saggi l'incarico di creare un fiume. I saggi esaudirono la richiesta, ma nel fiume nuotavano anche i coccodrilli, creature crudeli. Qualcuno doveva governarli per consentire l'accesso all'acqua, e il popolo elesse un comandante, che aveva il potere di annientare le bestie se non avessero ubbidito ai suoi ordini. Fin da piccolo Yabar ha ascoltato il racconto di zia Rosa e ha imparato che per conoscere il bene bisogna convivere con il male necessario. Diciotto anni, poca voglia di studiare e molta di provocare, Yabar vive a Roma con la madre, Zahra. Il padre li ha abbandonati tanti anni prima e di lui conserva una foto fatta di ritagli, in cui i contorni dell'uomo sono indistinguibili e mostruosi. Il dolore dell'abbandono non soffoca la curiosità di Yabar di sapere cosa ne sia stato di lui e la reticenza della madre lo ferisce. Spedito in punizione a casa della zia a Londra, Yabar si trova immerso in un microcosmo somalo inedito e scoprirà un terribile segreto di famiglia, che forse aveva voluto dimenticare.