Trovati 60 documenti.
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Skira, 2022
Abstract: Celebrato negli anni Trenta, discusso e dimenticato nel dopoguerra, finalmente riscoperto oggi, Piero Portaluppi è un indiscusso protagonista dell’architettura italiana del Novecento. Un protagonista eclettico e agnostico, che si sottrae agli stili e alle scuole; il maestro dell’architettura elettrica, il gran borghese che ha cambiato con i suoi progetti il volto di Milano. Ma Portaluppi non è stato solo un architetto, in vita ha interpretato, con uguale passione, molte altre parti: vignettista, viaggiatore, collezionista, enigmista, cineamatore, e altro ancora. Le sue 25 carriere, come le chiamava lui. Realizzato in collaborazione con la Fondazione Piero Portaluppi, il libro segue, dopo diciott’anni, il catalogo della grande mostra in Triennale a Milano che segnò l’inizio della rinascita critica dell’architetto. Questa nuova, esaustiva monografia comprende un grande album fotografico con nuove immagini a colori delle architetture e degli interni di Piero Portaluppi, realizzato dal noto fotografo Ciro Frank Schiappa; tre saggi inediti, illustrati con fotografie d’epoca di Antonio Paoletti, prospettive e plastici di progetto di Portaluppi, tracce delle sue passioni personali (vignette, diagrammi, meridiane, cartoline, ritagli); un’intervista del celebre regista Luca Guadagnino all’architetto Piero Castellini, nipote di Piero Portaluppi; un saggio inedito di Paolo Portoghesi, basato sulla Lectio Magistralis tenuta dall’architetto il 10 aprile 2018 nella basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano; la biografia di Piero Portaluppi (di Jacopo Ghilardotti); l’elenco delle opere e la bibliografia a cura di Ferruccio Luppi, conservatore della Fondazione Portaluppi.
Skira, 2018
Abstract: Una storia ricca e appassionante quella della fibbia, gioiello funzionale, indispensabile complemento dei migliori outfit fin dall’antichità e ancora oggi utilizzata dalle più importanti case di moda. Uno studio attento che intreccia costume, arte e gioiello per tracciare un inedito percorso visivo e di ricerca mostrando come le fibbie – da scarpa, da cintura, da pantalone, da mantello, da cappello ecc. – siano state nel corso dei secolifondamentali indicatori di status sociale, attente spie dei cambiamenti del gusto, sempre al passo con innovazioni estetiche, tecnologiche e materiche. Un volume prezioso grazie alla selezione di fibbie provenienti dalla collezione Pennasilico, una tra le più importanti al mondo, e una ricerca iconografica ricca di ritratti e illustrazioni d’epoca che contestualizzano questo oggetto nell’abito e sul corpo, testimoniando l’evoluzione della moda da un nuovo punto di vista. Uno strumento indispensabile per tutti gli addetti ai lavori e per gli appassionati, designer e collezionisti di moda, arte, gioiello e accessori.
Short-circuits : Chen Zhen / edited by Vicente Todolì
Skira : Pirelli HangarBicocca, 2020
Abstract: Come accompagnamento all'omonima mostra, il catalogo "Short-circuits" include una documentazione approfondita di un'ampia selezione di installazioni realizzate da Chen Zhen dal 1991 al 2000, anno della sua prematura scomparsa. La pubblicazione contiene materiali di rilievo, tra cui saggi di autori quali Alexandra Munroe, capo curatore, arte asiatica, e senior advisor, Global Arts, Solomon R. Guggenheim Museum, e direttore, Curatorial Affairs, Guggenheim Abu Dhabi Project, e Marco Scotini, direttore del Dipartimento di arti visive e studi curatoriali alla NABA, Milano, e direttore artistico di FM Centroper l'Arte Contemporanea, Milano. Il volume si apre con un testo di Vicente Todolí, curatore della mostra, che introduce concetti chiave coniati da Chen Zhen, presentati attraverso le parole dell'artista stesso. Il libro si conclude con i testi di approfondimento di ciascuna opera esposta, e con la presentazione di una selezione di disegni preparatori e schizzi realizzati dall'artista. Chen Zhen (1955, Shanghai - 2000, Parigi) sviluppa la sua pratica artistica a partire dalla fine degli anni Settanta. Nato e cresciuto a Shanghai, in Cina, attraversa la Rivoluzione Culturale e, nel 1986, si trasferisce a Parigi. Qui si avvicina progressivamente alla realizzazione di installazioni, presentando oggetti della vita quotidiana assemblati in composizioni che attribuiscono a questi elementi una dimensione metaforica. La produzione di Chen Zhen riflette in maniera paradigmatica il suo desiderio di trovare una sintesi visiva che integri le caratteristiche estetiche del suo paese di origine con quelle dei luoghi con cui entra in contatto, in uno scambio fluido e costante tra pensiero orientale e quello occidentale.
Sicilia : wonderful = meravigliosa / Massimo Zanella
Skira, 2021
Abstract: Un volume fotografico dedicato ai tesori d'arte e natura della Sicilia. La Sicilia, terra antichissima, custodisce straordinarie bellezze di arte e di natura: templi e tesori archeologici, capolavori del barocco e del Liberty, musei con le loro collezioni, isole incastonate in acque cristalline e paradisi botanici. Attraverso un ricco repertorio fotografico, il volume illustra la storia e i tesori dell'isola dall'epoca greca (Valle Templi, Segesta, Selinunte, Siracusa) e romana (Villa del Casale, Catania e Tindari) alla dominazione normanna (Palermo: Cattedrale, San Giovanni degli Eremiti, San Cataldo, Martorana, Cappella Palatina, Zisa; Cefalù: Cattedrale; Monreale: Cattedrale). Vengono quindi documentati i numerosi castelli (Siracusa, Catania, Donnafugata, Erice, Trapani, Milazzo, Acicastello), lo splendore dell'architettura barocca (Palermo, Catania, Noto, Caltagirone, Siracusa, Modica, Ragusa) e i musei con i loro capolavori famosi in tutto il modo (Palazzo Abatellis e Museo archeologico Salinas a Palermo, Il Parco archeologico di Agrigento, Morgantina, Museo del satiro danzante a Mazara del Vallo). Appositi capitoli sono infine dedicati alle "perle" della Sicilia (Vedute di Taormina, Erice, Saline di Trapani, Mozia, Sciacca, Scala dei Turchi, Isola delle femmine, Scopello, Riserva dello Zingaro, Capopassero, Orecchio di Dioniso), alle sue incantevoli isole (Eolie, Egadi, Pelagie, Ortigia, Pantelleria), nonché alle tradizioni popolari, all'artigianato e alla gastronomia dell'isola (Pupi, ceramiche, agrumi, dolci, verdure, pesce, carretto siciliano, cibo di strada, mercati di Vucciria e Ballarò).
Skira, 2021
Abstract: Questo volume rappresenta un'indagine sulle valenze simboliche e immaginifiche dei treni attraverso l'arte, la grafica e il design: icona di modernità, il treno è stato ed è un luogo di relazione, scambio e commercio, ma anche di incontro e confronto tra culture, linguaggi e idee. Il tema è affrontato con diversi approcci grazie ai contributi di Stefano Maggi, Luigi Sansone, Mario Piazza, Roberto Scanarotti, Clive Lamming, Nicoletta Ossanna Cavadini, Remigio Ratti, Michael Robinson e alle schede curate da Sandro Guggiari, Gianfilippo Sansone Usellini, Susanne Hofacker, Raffaella Piccioni. La mostra e il catalogo indagano, in una visione tematico-cronologica, come il trasporto ferroviario abbia creato le basi per la crescita della società e dell'economia industriale e al tempo stesso abbia fornito suggestioni al mondo dell'arte nell'accezione più ampia del termine. Si scopre così il fascino esercitato dal treno e dalle locomotive sui Futuristi nelle opere "parolibere" di Filippo Tommaso Marinetti, Giacomo Balla, Umberto Boccioni e Fortunato Depero. Sul fronte del design l'età dell'oro delle locomotive a vapore della Belle Époque è coronata dalla realizzazione dell'Orient Express e dalle raffinate carrozze della Compagnie Internationale des Wagons-Lits, dove l'arredo è concepito per garantire comfort e bellezza. Si possono così ammirare le migliori espressioni del Liberty e dell'Art Déco nei lussuosi interni di René Prou, Suzanne Lalique-Haviland e René Lalique. Viene inoltre indagata la comunicazione visiva nei manifesti di rinomati artisti quali Cassandre, Leopoldo Metlicovitz, Gabriele Chiattone, Frederic Hugo d'Alési, Emil Schulthess, Rafael de Ochoa y Madrazo o ancora Jean Raoul Naurac, Willi Trapp, Hans Erni, Paul Gusset, Augusto Giacometti e Salvador Dalí. L'arte grafica legata ai treni è documentata da bozzetti, locandine storiche originali e, a complemento, cartoline e dépliant, orari ferroviari e menu, calendari e almanacchi, fotografie vintage e monete commemorative. Il tema del design è proposto infine attraverso oggetti iconici creati appositamente per il treno.
Skira : Luce Cinecittà, 2021
Abstract: Una panoramica sul decennale dell’esposizione permanente, sui suoi allestimenti, i suoi protagonisti: attori, attrici e registi, certo, ma anche architetti, scenografi, costumisti e sartorie che con la loro genialità e creatività hanno contribuito a creare la straordinaria reputazione internazionale di cui ancora oggi godono le maestranze italiane del cinema. Una riflessione sulla Fabbrica dei sogni che attraverso saggi e interviste coinvolge curatori, studiosi, scenografi, costumisti, critici e giornalisti, molti dei quali direttamente protagonisti della realizzazione dell’esposizione: dalla sua prima edizione, nel 2011, passando per i vari percorsi della mostra, Perché Cinecittà, Girando a Cinecittà, Backstage, fino, ad arrivare al MIAC il Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, inaugurato nel 2019 e Felliniana, vero e proprio spin off di Cinecittà si Mostra, realizzato nel 2020 in occasione del centenario dalla nascita di Federico Fellini. Due recentissimi capitoli che insieme completano e innovano l’itinerario permanente.
Skira, 2023
Abstract: La scultura visionaria e iperrealista dei più grandi artisti contemporanei internazionali. Sembra Vivo! offre una panoramica esaustiva della scultura iperrealista, attraverso una selezione di opere dei più grandi artisti contemporanei internazionali, che con straordinaria abilità e creatività hanno dato vita a opere d’arte stupefacenti. Le sculture cosiddette iperrealiste appaiono infatti sorprendentemente vive e vivide, creando un’illusione di corporeità che sollecita riflessioni profonde sul confine tra arte e realtà. Questa forma d’arte affonda le sue radici negli anni settanta, quando pionieri come Duane Hanson, John DeAndrea e George Segal hanno introdotto una nuova concezione di realismo, rivoluzionando l’approccio alla rappresentazione del corpo umano. Pubblicato in occasione della prima grande mostra in Italia dedicata alla scultura iperrealista, Sembra Vivo! presenta una selezione di opere di artisti provenienti da ogni parte del mondo, evidenziando la portata internazionale di questo movimento e la sua capacità di permeare e influenzare diversi contesti culturali, talvolta anche uscendo dai confini della riproduzione fedele della realtà per approdare sulle rive del fantastico e del surreale. Il volume è suddiviso in sei sezioni tematiche (Movimenti ingannevoli: i cloni umani; Nobile semplicità: le sculture monocrome; Un pezzo alla volta: le parti del corpo; Cambio di prospettiva: giocare con le proporzioni; L’io manipolato: realtà deformate; Oltre la specie), ognuna delle quali esplora un particolare aspetto dell’iperrealismo scultoreo. Dalle figure umane che ingannano lo sguardo, passando per sculture monocromatiche, frammenti corporei, corpi raffigurati in scala e realtà deformate, animali riprodotti fedelmente o meno, Sembra Vivo! documenta l’evoluzione dell’iperrealismo e delle sue molteplici sfumature attraverso le opere di alcune delle figure più emblematiche della scena artistica contemporanea, affiancate da quelle di talenti emergenti che perpetuano la tradizione dei maestri che li hanno preceduti.
Giovanni Bellini : the last works / David Alan Brown
Skira, 2019
Abstract: An emblematic master painter of the Quattrocento, Giovanni Bellini remained active beyond that period and into the era now known as the High Renaissance. While his colleagues died or faded from view, Bellini, in the first decades of the 16th century, continued to be creatively vital: indeed, he flourished as never before. The six paintings Bellini made during his final years (1513–16) constitute a distinct group that differs significantly from his previous works in style, support, subject and mood. Their subjects were stipulated by his patrons, but in a period in which he relied more and more on assistants, Bellini’s decision to undertake and personally conceive and execute them points to a special commitment on his part to their creation. The Feast of the Gods at the National Gallery of Art, Washington, DC, and other works that follow it, such as the Woman with a Mirror in Vienna and the Drunkenness of Noah in Bensançon, display a greatly expanded range of subject matter and a new degree of inventiveness.
Gallerie d'Italia : Skira, [2019]
Giuseppe Penone : impronte di luce : [Alba, 2024]
Milano : Skira, 2024
Abstract: Curata da Francesco Guzzetti, Ruggero Penone, Jonas Storsve e realizzata in collaborazione con l'artista, la monografia riunisce oltre cento opere, dando forma a un racconto visivo della ricca produzione artistica di Giuseppe Penone (1947) che si estende dagli anni Sessanta sino a oggi. Filo rosso è il tema dell'impronta, soggetto privilegiato nella ricerca dell'artista, che si ritrova in tutto l'arco temporale della sua produzione: dall'opera Alpi Marittime del 1968, prima sperimentazione del contatto diretto tra corpo e bosco, fino alla serie Impronte di luce (2022-2023). Pubblicata in occasione dell'esposizione alla Fondazione Ferrero, la monografia approfondisce questo tema spaziando dalla pittura e dal disegno alla fotografia, dalla modellazione all'intaglio in un compendio accurato della vasta selezione di generi e tecniche affrontati dall'artista. Il motivo dell'impronta diviene nella visione di Giuseppe Penone sinonimo di contatto tra superfici differenti e trova una propria manifestazione ideale nella natura, intesa come ecosistema globale di cui ogni elemento è parte integrante, dall'essere umano alle foglie, dagli alberi alla terra. Giuseppe Penone è il più giovane degli artisti italiani, o residenti in Italia, ricondotti all'"Arte Povera" dal curatore e critico d'arte Germano Celant. Nella sua arte, il processo di attuazione è parte integrante dell'opera e sono le azioni compiute dall'artista in rapporto dialettico con quelle naturali che danno forma alla materia. L'albero, "idea prima e più semplice di vitalità, di cultura, di scultura", è un elemento centrale nel suo lavoro. Focalizzato sul tema dell'impronta, questo originale racconto visivo dedicato alla ricerca artistica di Giuseppe Penone è corredato dei testi di Jean-Christophe Bailly, Olivier Cinqualbre, Francesco Guzzetti, Carlo Ossola, Jonas Storsve e presenta il catalogo delle opere in mostra suddivise in otto sezioni tematiche (La memoria del contatto; Oggettività dell'impronta; Il colore del gesto; Sensibilità della pelle; Gesti su carta; Negativo e positivo; Impronte di luce; Gesti vegetali). Mostra tenuta ad Alba, 2024
Skira, 2024
Abstract: Cosa distingue - se lo distingue - un vaso "italiano" nell'infinita produzione di vasi? Il vaso è un oggetto domestico, e al contempo un oggetto che si presta alle interpretazioni più varie, dove i designer italiani si sono distinti per originalità e riconoscibilità (per tacere dell'originaria "sostenibilità" dell'oggetto-vaso, solitamente realizzato nei materiali più ecologici, come la terra o la silice del vetro). "100 vasi di design italiano" intende analizzare e dare una risposta possibile al concetto di "stile" italiano, cimentandosi con una delle tipologie più comuni e longeve. Materiali, forme, tradizione e invenzione si dipanano di fronte al lettore pagina dopo pagina, accompagnandolo a cercare un senso alla sfida insita nel titolo: la scelta comprende vasi - tendenzialmente tutti entrati in produzione, anche in piccola e piccolissima serie - degli ultimi cento anni, da Galileo Chini a Fabio Novembre, passando per la grande stagione che va dagli anni trenta ai settanta del secolo scorso: Tobia e Carlo Scarpa, Ettore Sottsass, Enzo Mari.
Skira, 2023
Abstract: Un tributo a uno dei fotografi italiani più significativi e conosciuti a livello internazionale del Novecento. Curata da Filippo Maggia, questa monografia intende celebrare un maestro della fotografia italiana attraverso una selezione delle opere che il Comune di Lonato del Garda ha avuto in dono dall’artista dopo l’esposizione ospitata nella sede municipale, nel 1984. Si tratta di immagini che appartengono ad alcune delle sue più importanti serie fotografiche, che coprono un arco di tempo compreso tra il 1955 e i primi anni Ottanta e ci restituiscono lo sguardo poetico e anarchico di un autodidatta che, attraverso il riscatto del lavoro, quello tipografico, lo stesso che tra Otto e Novecento aveva costituito una vera e propria élite proletaria, è percorso anche da molteplici riferimenti colti: il cinema neorealista e i temi del quasi conterraneo Cesare Zavattini, la pittura postimpressionista di Paul Gauguin del periodo bretone (Scanno), quella espressionista (Verrà la morte e avrà i tuoi occhi), fino alle suggestioni informali di Alberto Burri (Presa di coscienza sulla natura). Mario Giacomelli (Senigallia 1925-2000) a soli tredici anni inizia a lavorare nella tipografia locale. Nel 1953 acquista la sua prima macchina fotografica, una Bencini Comet S del 1950, sostituita nel 1955 dalla celebre Kobell Press, che utilizzerà, con diverse e ripetute modifiche, per tutta la vita. Da allora si dedicherà alla creazione delle sue intense serie fotografiche: la vita d’ospizio, Lourdes, Scanno, i paesaggi e il mondo contadino. In particolare, a Scanno, un piccolo paese abruzzese in provincia de L’Aquila, Giacomelli realizza un’importante serie fotografica che riscuote ampio successo, tanto che nel 1964 viene esposta con la cura di John Szarkowski al MoMA di New York, nella celebre mostra “The Photographer’s Eye”. Da allora ottiene importanti riconoscimenti internazionali ed espone in Italia e all’estero. Oggi le sue fotografie sono nelle collezioni permanenti dei maggiori musei internazionali, il suo linguaggio inedito è d’ispirazione – allora come oggi – tra i fotografi nel mondo, e le sue fotografie continuano a emozionare.
Barreca & La Varra : questioni di facciata = a matter of facade / a cura di Moreno Gentili
Milano : Skira, 2012
Storia della bigiotteria italiana = The history of Italian costume jewellery / Bianca Cappello
Skira, 2016
Abstract: "Storia della Bigiotteria Italiana" è un volume per conoscere un importante comparto del Made in Italy. Dall'Unità d'Italia ai primi anni del nuovo millennio, il percorso intreccia stili e tecniche, tradizione e innovazione, svelando un mondo di sperimentazione e di sofisticato divertimento. Nella bigiotteria, moda, arte, design, artigianato e storia sociale si fondono, esprimendo il gusto di una collettività attraverso le sue molteplici espressioni culturali. Parlare di bigiotteria italiana significa raccontare la storia delle abitudini e dei costumi di un popolo che da sempre si adopera nel plasmare un codice creativo sotto l'egida della bellezza
Skira, 2015
Abstract: Il Padiglione Italia a Expo Milano 2015 non è concepito per vivere nel breve intervallo dell’evento espositivo, ma come un’opera permanente, visionaria per design e innovazione; cuore e simbolo di un evento internazionale e dell’Italia che guarda al futuro con fiducia e orgoglio, l’orgoglio di essere italiani e di aver vinto questa importante sfida… Il Padiglione Italia è stato immaginato e progettato come luogo in grado di rappresentare un intero Paese attraverso l’idea del “saper fare” Italiano, raccontando in maniera inedita le nostre eccellenze culturali, paesaggistiche e produttive. L'edificio rimarrà infatti traccia permanente lasciata in eredità dall’esperienza di Expo Milano 2015, e questo volume intende raccontarne la storia, l’evoluzione fisica e la complessa gestione sino alla sua realizzazione. Il Padiglione Italia è stato progettato dallo studio di architettura Nemesi con il gruppo Proger-BMS, che si è occupato della gestione complessiva del progetto oltre che della progettazione strutturale e impiantistica, e Livio de Santoli per la strategia ambientale ed energetica. La realizzazione dell’opera ha visto protagoniste quattro imprese italiane, Italcementi per la fornitura del cemento biodinamico utilizzato per la realizzazione della pelle ramificata di rivestimento, il General Contractor Italiana Costruzioni, Stahlbau Pichler per la costruzione della vela di copertura in acciaio e vetro, Styl-Comp per l’ingegnerizzazione, produzione e montaggio del rivestimento architettonico ramificato. Voci di un coro composito che hanno abbracciato le differenze e le complessità portando a termine un’opera in grado di interpretare il tema di Expo “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” e, insieme, il disegno dello spazio pubblico, una grande piazza coperta in grado di riunire la comunità dei visitatori. Corredato di immagini spettacolari, il libro ospita le voci e i lavori delle realtà che hanno dato forma all’edificio, vero laboratorio sostenibile e tecnologico all’avanguardia, rappresentazione dell’industria più evoluta del sistema Italia.
Jean Arp, Osvaldo Licini / a cura di=edited by Guido Comis, Bettina Della Casa
Skira, 2014
Skira, 2017
Abstract: Questo volume, a cura di Guido Morpurgo, propone l’ideale continuità dei progetti e delle opere costruite da Gregotti e Associati in sessantaquattro anni di attività con Il territorio dell’architettura, il libro-manifesto di Vittorio Gregotti pubblicato per la prima volta nel 1966. In tutte le sue diverse articolazioni e composizioni, lo studio ha generato oltre 1200 opere che rappresentano una sorta di unicum nella vicenda dell’architettura europea contemporanea, coincidente con un’idea di unità metodologica e di integralità attraverso l’impegno in tutte le scale del progetto: architettura, disegno urbano e pianificazione territoriale, interni e allestimenti museali, disegno del prodotto industriale, grafica ed editoria. Introdotto dalla prefazione del curatore, il volume riunisce i contributi di Vittorio Gregotti (Il territorio dell’architettura), Rafael Moneo (L’istinto critico di Vittorio Gregotti), Franco Purini (Un dialogo), Joseph Rykwert (Costruire il territorio) e Guido Morpurgo (Il catalogo impossibile. Il territorio dell’architettura, o dell’unità significante del progetto) con il regesto illustrato delle opere e dei progetti dal 1951 – anno della prima collaborazione di Vittorio Gregotti e Giotto Stoppino con Ernesto Nathan Rogers per la IX Triennale – al 2017. Chiudono il volume gli apparati, comprendenti Partners, Profili societari, Partner esterni che hanno collaborato a specifici progetti, Collaboratori dal 1974 al 2017, Fotografi, Libri di Vittorio Gregotti, Bibliografia selezionata, Mostre.
Oliviero Toscani : Immaginare / a cura di = edited by Susanna Crisanti, Nicoletta Ossanna Cavadini
Skira, 2017
Abstract: Oliviero Toscani (Milano, 1942), fotografo e comunicatore di fama internazionale, ha creato immagini e campagne per United Colors of Benetton, Esprit, Chanel, Robe di Kappa, Fiorucci, Prénatal, Jesus Jeans, Inter, Snai, Toyota, Artemide, Ministero italiano dell'Ambiente e della Salute, Croce Rossa Italiana, Regione Calabria, Fondazione Umberto Veronesi e molte altre, impostando le campagne sui grandi temi contemporanei di interesse sociale - si ricordano in particolare quelle sulla pena di morte, sull'AIDS, sull'anoressia, sulla violenza contro le donne, sul randagismo e sulla sicurezza stradale. Ha collaborato con le testate più prestigiose, fra cui "Elle", "Vogue", "GQ", "Harper's Bazaar", "Esquire", "Stern" e "Liberation". Ha inoltre ideato e diretto "Colors", il primo giornale globale al mondo, e ha concepito e diretto Fabrica, centro di ricerca di creatività nella comunicazione moderna. Toscani pone da sempre l'attenzione sull'atto di "immaginare" come momento di scelta consapevole del mestiere di fotografo. Capace di spingere e spingersi con creatività nella meravigliosa ricerca della scoperta e della conquista, usa trasgressione e provocazione, forze che appartengono all'arte, e fa della diversità un valore contro l'omologazione e per una libera espressione della comunicazione. Vengono qui presentati oltre cinquant'anni di fervida e incessante attività; la mostra multimediale (Centro Culturale Chiasso, 10 ottobre 2017 - 21 gennaio 2018) dà conto di tutta la sua produzione: dalle campagne pubblicitarie e di comunicazione ai redazionali, dalle esposizioni alle pubblicazioni e alle interviste, dai loghi ai progetti di corporate identity ai video
Sport e stile : 150 anni d'immagine al femminile / Maria Canella, Sergio Giuntini, Marco Turinetto
Milano : Skira, 2011
Abstract: Il volume ricostruisce l'evoluzione dell'immagine e del corpo della donna nello stretto rapporto tra moda e sport, seguendo il mutare in parallelo degli stili di vita, della rappresentazione fisica e delle forme di percezione dell'identità femminile tra XIX e XXI secolo. La ricerca, condotta da un gruppo di studiosi dell'Università degli Studi e del Politecnico di Milano, ha permesso l'acquisizione di una ricca serie di documenti iconografici e fonti letterarie e la costruzione di un percorso che, con andamento cronologico, spazia attraverso temi molteplici e differenti approcci critici: i nuovi scenari sportivi, l'avvento dell'agonismo, le differenti discipline, i contesti della socialità, la nascita del tempo libero e del turismo, l'evoluzione della moda, l'emancipazione femminile, la caduta dei pregiudizi, la commercializzazione dell'immagine disinibita del corpo, la ricerca sui nuovi materiali sintetici, la crescita del sistema moda e del Made in Italy, l'affermazione dello sport come oggetto del giornalismo, del cinema, della letteratura, dell'arte.