Trovati 1361 documenti.
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Caratteri / Teofrasto ; introduzione, traduzione e note di Luigi Torraca
Milano : Garzanti, 1994
Abstract: Nato nel IV secolo a.C. a Ereso, sull'isola di Lesbo, Tirtamo fu il principale allievo e collaboratore di Aristotele che cambiò il suo nome in Teofrasto per l'ispirazione divina del suo eloquio. La sua opera più famosa sono I Caratteri, scritta dopo il 319 a.C. che offre un quadro assai vivo della vita quotidiana ad Atene nel IV secolo. Trenta caratteri che rappresentano tutti i vizii, deficienze, miserie, che non eccedono una certa misura, e la cui sanzione sta tutta nel riso.
Pluto / Aristofane ; introduzione e traduzione di Umberto Albini ; note di Fulvio Barberis
[Milano] : Garzanti, 2003
Abstract: Ultima commedia a noi pervenuta di Aristofane (445-380 a.C ?), Pluto ci offre una prospettiva singolare sull'Atene degli inizi del IV secolo, un'Atene sulla quale gravano la miseria e le incertezze sociali.
[Milano] : Garzanti, 1996
Abstract: Come di consueto Plutarco espone elementi e lascia intravedere le varie direzioni di un giudizio storico e morale, senza però scriverlo con chiarezza e imporlo al lettore. Restano dubbi e ambiguità: è solo un traditore che si autodistrugge, Coriolano? O non anche la vittima di una esasperata reazione all'ingiustizia subita, capace tuttavia di un sacrificio finale che ne riscatta in parte la figura? E Alcibiade è solo un amorale narcisista, o non anche un uomo di qualità superiori, vero prodotto di una natura formidabile e perciò oggetto di invidia e di incomprensione da parte dei contemporanei? Testo originale a fronte. Introduzione, traduzione e note di Francesca Albini. Prefazione di C. B. R. Pelling.
Le vespe ; Gli uccelli / Aristofane ; introduzione, traduzione e note di Guido Paduano
[Milano] : Garzanti, 1990
Abstract: Come in gran parte delle commedie di Aristofane, anche nelle Vespe la denuncia del decadimento sociale e politico contemporaneo è celata dietro un intreccio quasi casalingo, anche se l'obiettivo della satira è uno degli ingranaggi più preziosi del potere dei demagoghi: il sistema giudiziario. Ritenuta una delle sue opere migliori, Gli Uccelli è la commedia della totale evasione, del sogno, della favola di un mondo alternativo; meno incalzante e cruda, la satira si risolve nel sorriso di compatimento di chi comprende l'irrimediabilità della stoltezza umana.
Milano : Garzanti, 1987
Abstract: Agave porta, infissa in cima a un tirso, la testa del figlio Penteo che le sue compagne hanno fatto a pezzi: la vuole consegnare a Bacco in segno di vittoria. «A lui porta un trionfo fatto di pianto», fa dire Euripide al servo che racconta ciò che ha visto accadere sul Citerone. Invasata, Agave non sa che ciò che brandisce come un trofeo è il capo sconciato del figlio, e il momento nel quale lo capisce costituirà una delle più tremende scene di riconoscimento della tragedia antica. Le "Baccanti" erano iniziate con Dioniso che annunciava di volersi rivelare come dio in Tebe, di desiderare il riconoscimento e la venerazione. Li ottiene a prezzo di un sacrificio immane, che immola la ragione sull'altare della follia, e precipita l'intera stirpe di Cadmo nella disgrazia. In questa tragedia, l'ultima prodotta dal grande teatro del V secolo a.C., e l'ultima, probabilmente, composta dall'autore prima della morte (fu messa in scena ad Atene dal figlio), Euripide «ripropone in modo emozionante e terribile quello che era stato uno tra i temi fondamentali del suo teatro, cioè il conflitto tra ragione e irrazionale». Al suo centro si trova infatti la follia scatenata delle menadi, che infuria sulla montagna, con le donne che, cinte di pelli maculate, inghirlandato il capo di edera, brandendo il tirso nelle mani, si abbandonano a danze furibonde al suono di flauti e tamburelli. «Cos'è mai la saggezza?» si domandano le baccanti del Coro: «quale il dono più bello degli dèi ai mortali?» La loro risposta è spesso sibillina, paradossale: «Non è sapienza il sapere». Le "Baccanti" discutono il tema della sophia in modo insistente, con tutta l'urgenza che il fenomeno culturale e religioso del dionisiaco - superbamente illustrato dal curatore - richiede. «Molti sono gli aspetti delle cose divine, molte cose gli dèi realizzano contro ogni speranza» conclude il Coro, qui come in altre tragedie di Euripide, «ciò che si attende non si compie, dell'inatteso il dio trova la strada.».
Nuova ed
Milano : Garzanti, 1988
Abstract: Un cadavere putrescente su cui uccelli e cani banchettano. Una lotta mortale intorno al destino di questo corpo. Uno scontro sulla legge e sulla giustizia, sull'ordine e sull'obbedienza. Antigone contro Creonte. Il teatro di Sofocle ha consegnato alla tradizione occidentale un nodo tragico infinitamente riattraversato e interrogato, dall'antichità ai traumi del secolo breve. Ma che cosa ricorre effettivamente sulla scena? Quali problemi e insieme quali fraintendimenti risuonano a partire dall'antico duello verbale?
Magia, miracoli, demonologia / a cura di Georg Luck
2. ed.
[Roma] : Fondazione Lorenzo Valla, 1998
Scrittori greci e latini
Divinazione, astrologia, alchimia / a cura di Georg Luck
[Roma] : Fondazione Lorenzo Valla, 1999
Scrittori greci e latini
Epitafi : al valore degli dei / Demostene ... [et al.] ; a cura di Ortensio Celeste
Santarcangelo di Romagna : Rusconi libri, stampa 2015
L'arte di trattare i cavalli / Senofonte ; a cura di Carla Ravazzolo
Milano : La vita felice, 2022
Saturnalia ; 59
Abstract: Scritto nel 350 a.C. circa, rappresenta probabilmente uno dei primi trattati sull'equitazione del mondo occidentale. Senofonte illustra come selezionare, gestire e trattare i cavalli, sia per uso militare che per lavoro, e descrive anche i principi del dressage classico, oltre a raccomandare una tecnica di addestramento basata sulla collaborazione tra uomo e animale.
Corso di greco biblico : fonetica, morfologia e note di sintassi / Elisa Chiorrini
Milano : TS Edizoni, 2022
Analecta ; 93
Abstract: Nel corso della prof.ssa E. Chiorrini confluisce e trova adeguata sintesi il desiderio, più che l'ambizione, di introdurre gli studenti a un metodo di studio capace di orientare la lettura di un testo greco non fondato sull'apprendimento mnemonico (anch'esso essenziale), ma imperniato principalmente su una tecnica di analisi, che dalle parole si allarga gradualmente alla proposizione e a periodi semplici e complessi. Il volume si compone di un capitolo di note introduttive e di venti unità, dedicate alla presentazione delle principali nozioni di fonetica, all'esposizione graduale e completa della morfologia e a un'introduzione ai principali argomenti di sintassi. Ogni unità termina con la presentazione del lessico da memorizzare e con alcuni esercizi. Chiudono il volume degli schemi di riepilogo, utili sia per la consultazione, come gli elenchi di congiunzioni o particelle, sia per la riorganizzazione delle nozioni apprese, come le tabelle delle desinenze nominali e verbali o quelle della coniugazione, i paradigmi dei verbi studiati, con l'indicazione dell'attestazione dei vari tempi e diatesi nel greco biblico, e un lessico italiano-greco.
2. ed
Roma : Società biblica britannica e forestiera, 1994
Edipo re / Sofocle ; introduzione di Franco Rella ; traduzione e cura di Laura Correale
16. ed.
Feltrinelli, 2013
Abstract: Tragedia della conoscenza: Edipo è colui che sa ma resta accecato dalla sua volontà di sapere. Tragedia degli affetti: la ricerca delle proprie origini famigliari si risolve in loro distruzione. Tragedia politica: Edipo è il pharmakos, il rimedio, che va scacciato perché divenuto esso stesso causa di male. Il testo di Sofocle è qui tradotto e commentato evidenziandone la ricchezza e ambiguità semantica. Un'ambiguità - il doppio significato negativo e positivo delle parole - che sta a fondamento di quella che è per eccellenza la tragedia greca. Un modello ancor oggi indispensabile per interpretare i conflitti che attraversano l'esistenza, nei suoi aspetti privati e pubblici.
Parmenide / Platone ; introduzione, traduzione e note di Franco Ferrari
[Milano : Rizzoli], 2004
Abstract: In questo che è uno degli ultimi suoi dialoghi, Platone sottopone a una severa critica la propria dottrina delle idee confrontandola con le posizioni di Zenone e di Parmenide. Zenone sostiene l'impossibilità dell'esistenza del molteplice, confermando la tesi di Parmenide secondo la quale solo l'Uno, immutabile ed eterno, esiste. Socrate obietta che quanto sostiene Zenone è errato, in quanto si limita solo all'ambito del molteplice sensibile e non a quello del molteplice ideale. Parmenide interviene ammettendo la validità delle affermazioni di Socrate, ma facendo notare come sia impossibile accettare il molteplice anche nel mondo delle idee, in quanto l'idea di uomo riassume una molteplicità infinita di uomini.
Milano : Rizzoli, 1982
Abstract: Agave porta, infissa in cima a un tirso, la testa del figlio Penteo che le sue compagne hanno fatto a pezzi: la vuole consegnare a Bacco in segno di vittoria. «A lui porta un trionfo fatto di pianto», fa dire Euripide al servo che racconta ciò che ha visto accadere sul Citerone. Invasata, Agave non sa che ciò che brandisce come un trofeo è il capo sconciato del figlio, e il momento nel quale lo capisce costituirà una delle più tremende scene di riconoscimento della tragedia antica. Le "Baccanti" erano iniziate con Dioniso che annunciava di volersi rivelare come dio in Tebe, di desiderare il riconoscimento e la venerazione. Li ottiene a prezzo di un sacrificio immane, che immola la ragione sull'altare della follia, e precipita l'intera stirpe di Cadmo nella disgrazia. In questa tragedia, l'ultima prodotta dal grande teatro del V secolo a.C., e l'ultima, probabilmente, composta dall'autore prima della morte (fu messa in scena ad Atene dal figlio), Euripide «ripropone in modo emozionante e terribile quello che era stato uno tra i temi fondamentali del suo teatro, cioè il conflitto tra ragione e irrazionale». Al suo centro si trova infatti la follia scatenata delle menadi, che infuria sulla montagna, con le donne che, cinte di pelli maculate, inghirlandato il capo di edera, brandendo il tirso nelle mani, si abbandonano a danze furibonde al suono di flauti e tamburelli. «Cos'è mai la saggezza?» si domandano le baccanti del Coro: «quale il dono più bello degli dèi ai mortali?» La loro risposta è spesso sibillina, paradossale: «Non è sapienza il sapere». Le "Baccanti" discutono il tema della sophia in modo insistente, con tutta l'urgenza che il fenomeno culturale e religioso del dionisiaco - superbamente illustrato dal curatore - richiede. «Molti sono gli aspetti delle cose divine, molte cose gli dèi realizzano contro ogni speranza» conclude il Coro, qui come in altre tragedie di Euripide, «ciò che si attende non si compie, dell'inatteso il dio trova la strada.».
Storie di streghe / H. Wire ... [et al.] ; a cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco
Ed. integrali
Roma : Newton Compton, 1994
Abstract: La figura della strega, questa donna che fa uso di arti magiche per piegare la realtà al proprio volere, ha stimolato l'immaginazione di artisti e scrittori oltre che essere oggetto di studi storici, religiosi e antropologici. In questa antologia sono stati raccolti alcuni dei più emblematici ed inquietanti racconti che la vedono come protagonista: che viaggi di notte, sullo sfondo di una falce di luna a cavallo di una scopa, o che balli in una radura in mezzo alla foresta al ritmo delle musiche diaboliche del Sabba, seguita, tra le nuvole, da uragani e cicloni, o si trovi nella sua capanna circondata da teschi piantati su pali, giovane o vecchia, brutta o bellissima, la strega è comunque malvagia e la sua Magia Nera è sempre foriera di guai.
La felicità / Epicuro ; cura e traduzione di Antonangelo Liori
Roma : Newton & Compton, 2002
Abstract: In questo volume sono state raccolte le massime e i pensieri di Epicuro, uno dei più raffinati filosofi dell'antichità. Epicuro insegna all'uomo del nostro tempo a non avere timori e pregiudizi, a non temere il male e la morte, a non sorprendersi mai e a vivere seguendo soltanto gli insegnamenti dettati dalla propria coscienza.