Trovati 1361 documenti.
Trovati 1361 documenti.
Biblioteca / Apollodoro ; introduzione, traduzione e note di Marina Cavalli
Mondadori libri, 2019
Abstract: La Biblioteca è, dopo la Teogonia di Esiodo, la prima opera sistematica che raccolga e ordini nella sua totalità il sapere mitico. Tutto il patrimonio mitico-religioso del mondo greco vi è contenuto, a formare una sorta di Genesi pagana.
Brescia : Morcelliana, 2012-2019
ATN : Antico e Nuovo Testamento
Abstract: La Versione dei Settanta (dal nome lat. Septuaginta; indicata pure con LXX secondo la numerazione latina o greca) è la versione dell'Antico Testamento in lingua greca. Essa è la traduzione di un testo ebraico antico leggermente diverso dal testo tramandato dal giudaismo rabbinico. Secondo la lettera di Aristea, sarebbe stata tradotta direttamente dall'ebraico da 72 saggi ad Alessandria d'Egitto; in questa città cosmopolita e tra le maggiori dell'epoca, sede della celebre Biblioteca di Alessandria, si trovava un'importante e attiva comunità ebraica. Questa versione costituisce tuttora la versione liturgica dell'Antico Testamento per le chiese ortodosse orientali di tradizione greca. La versione dei Settanta non va confusa con le altre cinque o più versioni greche dell'Antico Testamento, la maggior parte delle quali ci sono pervenute solo in frammenti; fra queste ricordiamo le versioni di Aquila di Sinope, Simmaco l'Ebionita e Teodozione, presenti nell'opera di Origene, l'Exapla. Nei testi in lingua inglese la LXX viene spesso indicata con OG (Old Greek, ovvero "Antica versione Greca").
I: Pentateuco / a cura di Paolo Lucca
2012
Fa parte di: La Bibbia dei Settanta / opera diretta da Paolo Sacchi in collaborazione con Luca Mazzinghi
II: Libri storici / a cura di Pier Giorgio Borbone
2016
Fa parte di: La Bibbia dei Settanta / opera diretta da Paolo Sacchi in collaborazione con Luca Mazzinghi
Odissea / Omero ; a cura di Maria Grazia Ciani ; commento di Elisa Avezzù
[Ed. con bibliografia aggiornata al 2002]
Marsilio, 2016
Abstract: Poema che narra le vicende del viaggio di ritorno di Ulisse ad Itaca.
Mondadori libri, 2019
Abstract: Figura demoniaca di maga barbara e crudele, Medea è uno dei personaggi più noti, estremi e coinvolgenti del teatro antico. Lucida e determinata nel compiere una vendetta atroce, l'assassinio dei figli, che la colpirà con violenza devastante, Medea appare perfettamente consapevole delle conseguenze del suo gesto estremo. Ma alla tensione emotiva (capisco quali dolori dovrò sostenere, ma più forte dei miei propositi è la passione) si unisce un'assoluta autonomia intellettuale, fino ad allora sconosciuta in una donna nel mondo greco. Nella sua introduzione Vincenzo Di Benedetto mette in luce la modernità di questa tragedia e spiega la dura polemica dell'autore contro la società ateniese di quegli anni.
Eleusis e Orfismo : i misteri e la tradizione iniziatica greca / a cura di Angelo Tonelli
Feltrinelli, 2015
Abstract: Nella lettura tradizionale della classicità, il mondo dei misteri viene di norma relegato in qualche nota al piede dei testi filosofici più importanti. Ma soprattutto negli ultimi decenni, comincia invece a essere dedicata a questa pagina "oscura" e sciamanica del mondo greco un'attenzione sempre più meditata e importante, riconoscendole il peso determinante non solo sull'origine della cultura ellenica, ma di converso anche sulla nostra. La ragione di questo oscuramento è probabilmente da rintracciarsi nel commento dei primi filosofi cristiani, come Tertulliano: "Nessuno saprà mai il segreto di Eleusi. [...] Se lo è portato via con sé la legge dei misteri", che non riuscivano a comprendere di che mistero si trattasse, fino a che Teodosio nel 381 d.C. non prese la decisione di chiudere il tempio. Finalmente a questo mondo (a cui furono iniziati filosofi come Socrate e Pitagora fra gli altri) viene dedicato un volume organico da parte di uno dei più importanti allievi di Giorgio Colli, che con pazienza e acume filologici riporta, commentandolo, tutto il materiale antico esistente sul tema.
Fondazione Lorenzo Valla : Mondadori, 2021
Abstract: Il trattato su II Sublime, un piccolo gioiello della letteratura greca di età imperiale, contiene una delle più antiche, e senz’altro la più importante, fra le riflessioni classiche sulla natura della bellezza letteraria, rappresentata dalla parola hypsos, « vetta » o « apice », e metaforicamente « sublime ».Il fine dell’opera è didattico e pratico: l’autore si propone infatti di insegnare « come noi possiamo elevare le nostre doti naturali » al punto da poter creare un’opera così elevata che innalzi alla propria vertiginosa altezza l’animo di un lettore o di un ascoltatore. I suoi precetti non sono meramente tecnici: li sostanziano infatti due attitudini naturali quali la magnanimità (che si apre ad una prospettiva metafisica) e la passione. Ma di più: come già osservò il primo traduttore francese dell’opera, Nicolas Boileau (1674), «en parlant du Sublime, il est lui-mesme tres-sublime ».L’Antichità classica e il Medioevo non si mostrarono generosi verso questo testo, a noi giunto attraverso un unico manoscritto bizantino, per di più lacunoso. Fu solo la traduzione del Boileau, poco più di un secolo dopo la prima edizione a stampa dell’originale greco (F. Robortello, 1554), che diede il via alla fortuna de II Sublime e al suo impatto sulle teorie estetiche dell’età moderna.
Alcesti ; Eraclidi / Euripide ; traduzione di Nicoletta Russello ; introduzione di Giuseppe Zanetto
Milano : Mondadori, 2021
Oscar classici ; 271
Abstract: Alcesti, la più antica delle tragedie euripidee a noi pervenute (e l'unica a "lieto fine"), rappresenta la folle sfida alla morte in nome dell'amore di una donna, Alcesti, appunto. Il suo sacrificio esprime la speranza dell'immortalità, la fiducia che gli dei possano volgere il loro sguardo sugli uomini e offrire loro la salvezza. Eraclidi vede invece come protagonisti i discendenti di Eracle (già presente come personaggio in Alcesti), perseguitati da Euristeo. Sconfitto e imprigionato, costui si riscatta alla fine con un discorso ricco di pathos che ribalta completamente il giudizio espresso sui personaggi nel corso del dramma, mettendo in guardia da ogni facile idealizzazione e da giudizi definitivi. Una conclusione inquietante, di folgorante modernità.
Nuova ed. aggiornata e rivista / da Francesca Diano
[Milano] : BUR, 2021
BUR. Classici greci e latini
Abstract: Epicuro è considerato il "filosofo del piacere", ma il piacere - egli insegna - consiste nell'assenza di dolore nel corpo e di turbamento nell'anima e chi vuole vivere nel piacere deve vivere come un asceta. Perché allora utilizzare questa parola tanto equivoca per indicare il fine dell'uomo? Perché è proprio quando il corpo soffre o ha requie che l'io e l'anima emergono e si svelano a sé e agli altri. E proprio all'anima e all'io Epicuro si rivolge, in un mondo in cui l'uomo si trova solo con se stesso, faccia a faccia con il mistero dell'esistenza. Lo studio dell'opera condotto da Carlo Diano, il cui contributo all'interpretazione del filosofo greco è universalmente considerato fondamentale, illustra con esemplare chiarezza i caratteri principali del pensiero epicureo ed è reso in questa edizione ancora più dirimente grazie alla nuova presenza delle Lettere di Epicuro e dei suoi in appendice.
Homeri Odyssea : XIII-XXIV / edidit: Guilielmus Dindorf
Editio quinta correctior quam curavit / C. Hentze
Lipsiae : in aedibus B. G. Teubneri, 1910
Bibliotheca scriptorum graecorum et romanorum Teubneriana
Democrazia : la nascita, il consolidamento, i consensi / a cura di Donato Loscalzo
[Milano] : Fondazione Lorenzo Valla : Mondadori
Fa parte di: La democrazia in Grecia / a cura di Pietro Boitani ; con la revisione generale di Tristano Gargiulo
Democrazia : la nascita, il consolidamento, i consensi / a cura di Donato Loscalzo. 1
2022
Fa parte di: Democrazia : la nascita, il consolidamento, i consensi / a cura di Donato Loscalzo
Alkaios : griechisch und deutsch / herausgegeben von Max Treu
München : Heimeran, 1952
Milano : BUR Rizzoli, 2008
I grandi classici greci e latini
Abstract: Ambientato ai tempi della guerra di Troia, narra gli eventi accaduti nei cinquantuno giorni dell'ultimo anno di guerra, in cui l'ira di Achille è l'argomento centrale del poema.
Vol. 1: Crediamo in un solo Dio / a cura di Chiara Curzel
2020
Fa parte di: Il Credo commentato dai Padri
Abstract: Il primo volume della serie sul Credo Niceno-costantinopolitano unità di base dell'insegnamento cristiano definito e commentato dai Padri della Chiesa. Collezione in cinque volumi di definizioni dottrinali dei Padri della Chiesa organizzate intorno alle frasi-chiave del Credo Niceno-Costantinopolitano. Il primo volume della collana accosta il primo articolo del Credo, cioè la fede in un solo Dio, Padre, Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Punti forti del testo L'accurata traduzione rende il testo fruibile al lettore interessato e in tutti gli ambiti accademici, sia laici sia a vario titolo confessonali. Un'opera unica che offre un agevole reperimento delle fonti importanti della teologia antica per uno studio serio sia di natura storica che teologica.
Vol. 2: Crediamo in un solo Signore Gesù Cristo / a cura di Andrea Annese
2020
Fa parte di: Il Credo commentato dai Padri
Abstract: Il volume raccoglie testi che fungono da commento alle proposizioni della prima sezione cristologica del Credo niceno-costantinopolitano, dalla definizione della natura del Figlio e del suo rapporto con il Padre, alla sua funzione cosmogonica, fino all'incarnazione. I testi sono corredati da note e introduzioni sul contesto storicoteologico.
Vol. 3: Crediamo nel Signore crocifisso e risorto / a cura di Maria Fallica
Città Nuova, 2021
Fa parte di: Il Credo commentato dai Padri
Abstract: Il volume si occupa dei seguenti temi: la rivelazione dell’amore divino; l’opera di riconciliazione di Gesù Cristo; il suo ministero terreno; la morte e la resurrezione. I testi sono corredati da note e introduzioni sul contesto storico-teologico.
Apocalisse / nuova versione, introduzione e commento di Giancarlo Biguzzi
5. ed
Milano : Paoline, 2020
I libri biblici. Nuovo Testamento ; 20
Abstract: L'Apocalisse è uno dei capolavori della letteratura universale. San Girolamo dice di questo libro biblico che ha tanti misteri quante sono le sue parole, e che ogni elogio che se ne può tessere sarà sempre impari alla sua bellezza. Mentre è diffusa la convinzione che l'Apocalisse sia un informe agglomerato di episodi, la ricerca condotta da G. Biguzzi mostra che l'Apocalisse ha logica e una trama, e che la trama narrativa ha i suoi pilastri portanti nei settenari: sette messaggi del Cristo a sette Chiese dell'Asia Minore, sette sigilli aperti dal Cristo-Agnello, sette flagelli scatenati dallo squillo di sette trombe, e sette scatenati dal versamento di sette coppe. Il resto dell'Apocalisse prepara o prolunga i settenari, e conduce alla radiosa conclusione del libro. Intendendo il settenario dell'apertura dei sigilli del rotolo divino alla stregua dei settenari di trombe e coppe che sono settenari di flagelli, gli interpreti moderni fanno dell'Apocalisse un libro di catastrofi. Non così i tre o quattro commentatori greci dell'antichità, secondo i quali quando si apre un rotolo chiuso da sette sigilli si manifesta il contenuto del rotolo e si fa opera di rivelazione. Il Cristo-Agnello dell'Apocalisse, dunque, è il rivelatore perché apre il rotolo dove sono scritte le volontà che Dio teneva nella sua destra. L'immagine del rotolo aperto dall'Agnello dice la stessa cosa di Ap 1,1: «Rivelazione di Gesù Cristo che Dio diede a lui perché la manifesti ai suoi servi». È così che l'Apocalisse può autodefinirsi libro di beatitudine: Beato chi legge e beati quelli che ascoltano (Ap 1,3). Altri interpreti propongono dell'Apocalisse una lettura simbolica (ad esempio, l'apertura del settimo sigillo è la morte di croce; la fuga della Donna di Ap 12 è il peccato originale e l'espulsione dal paradiso). G. Biguzzi, invece, in questo commentario fa dell'apocalisse una lettura storico-contestuale: Giovanni di Patmos ha scritto per le Chiese d'Asia e per i loro problemi, le loro difficoltà, i rischi di apostasia, di scoraggiamento e di subdolo sincretismo. Alla ricerca storica l'Apocalisse frappone il diaframma del suo linguaggio e del suo irripetibile modo di narrare, ed è dunque difficile dire che in che data fu scritta, per essere di aiuto a chi, e per combattere quali avversari. Il tentativo però è da fare perché l'autore scrisse un libro, non standosene fuori della vita e della storia, ma dal mezzo delle concrete difficoltà sue e delle sue sette Chiese.