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I ragazzi Burgess
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Strout, Elizabeth

I ragazzi Burgess

Fazi Editore, 27/11/2014

Abstract: I ragazzi Burgess, come vengono chiamati Jim, Bob e Susan, sono nati a Shirley Falls, nel Maine, e sono cresciuti in una piccola casa gialla in cima a una collina, in un angolo di continente appartato. Da adulti si sono allontanati, ognuno a scacciare il ricordo di un antico dramma familiare mai spento. Lassù è rimasta solo Susan, mentre gli altri due vivono a Brooklyn, New York. Nei Burgess si possono scorgere tre anime distinte e tanto diverse che è quasi impensabile immaginarli nella stessa foto di famiglia. Eppure, quando inizia questa storia, Susan chiama e chiede aiuto proprio a Bob e Jim: suo figlio, loro nipote, è nei guai. E allora non solo i tre fratelli sono costretti a riavvicinarsi, a dividere la preoccupazione e a tentare di ricomporre un trauma che alimenta ogni minima increspatura della loro intimità, ma sono anche travolti da una rivoluzione privata che implica, per tutti, il progetto di una nuova vita. Il quarto romanzo di Elizabeth Strout è un'istantanea scattata nel momento esatto in cui le fragilità affettive escono allo scoperto mostrando tutta la complessità dei legami indissolubili. La sottile accortezza narrativa, che si manifesta in dettagli minuti quanto necessari, riesce a illuminare i più esili movimenti dell'animo e a scandagliare l'oscillazione perpetua della nostra emotività. Sono questi elementi a fare de I ragazzi Burgess un grande romanzo sull'essere fratelli e sull'inesorabile richiamo della famiglia. E confermano Elizabeth Strout come una delle più importanti voci della letteratura americana contemporanea."I ragazzi Burgess ha la stessa ambizione di Pastorale americana di Philip Roth, ma su toni più intimi"."Time""La prosa di Elizabeth Strout procede grazie a momenti di impressionante chiarezza poetica"."The New Yorker""I ragazzi Burgess ci mostra quanto questa straordinaria scrittrice continui a evolversi in maniera sorprendente". "The Washington Post""Strout plasma la sua narrazione con grazia, intelligenza e humour pungente". "The New York Times Book Review""Ciò che rende Elizabeth Strout davvero eccezionale è quanto riesca a raggiungere un equilibrio perfetto tra il ritmo della trama e la profondità delle emozioni". "Chicago Tribune"

Olive Kitteridge
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Strout, Elizabeth

Olive Kitteridge

Fazi Editore, 27/11/2014

Abstract: Premio Pulitzer, 2009Premio Bancarella, 2010Premio Mondello, 2012In un angolo del continente nordamericano c'è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull'Oceano Atlantico c'è una donna che regge i fili delle storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È Olive Kitteridge, un'insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltiplicarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima, abbandonata sull'altare ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex insegnante: "Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi".Con dolore, e con disarmante onestà, in Olive Kitteridge si accampano i vari accenti e declinazioni della condizione umana – e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi. E il fragile, sottile miracolo di un'altissima pagina di storia della letteratura, regalataci da una delle protagoniste della narrativa americana contemporanea, vincitrice, grazie a questo "romanzo in racconti", del Premio Pulitzer 2009."Elizabeth Strout scrive romanzi a tutto tondo, romanzi alla vecchia maniera eppure nuovi, romanzi corposi, classici, avvolgenti".Paolo Giordano, "Corriere della Sera""Le fotografie raccolte in Olive Kitteridge non le si riesce a guardare senza commozione".Alessandro Baricco, "la Repubblica""Olive Kitteridge sembra destinato a raccogliere la stessa popolarità di romanzi leggendari come Via col vento di Margareth Mitchell, Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway, Furore di John Steinbeck e Amatissima di Toni Morrison".Alessandra Farkas, "Corriere della Sera""Un romanzo delicato, sottile ma anche brusco e sensibile come la sua protagonista".Daria Bignardi, "Donna Moderna""Elizabeth Strout è ai vertici della narrativa contemporanea di lingua inglese".Roberto Bertinetti "Il Sole 24 Ore""Elizabeth Strout è uno di quegli scrittori rarissimi capaci di fare di garbo e sottigliezza una forza, senza lasciare una parola al patetico".Tiziano Gianotti, "D di Repubblica"

Resta con me
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Strout, Elizabeth

Resta con me

Fazi Editore, 27/11/2014

Abstract: Tyler Caskey è una presenza insolita per la comunità di West Annett: è giovane e i suoi sermoni sono brillanti, frutto di una preparazione e di una sensibilità fuori dal comune. Ed è diverso dalle precedenti guide spirituali che i fedeli hanno conosciuto perché ha carisma e una moglie di grande bellezza e sensualità accanto. Quasi uno schiaffo di vitalità per tutta la cittadina. Eppure un giorno tutto può cambiare, l'attrazione trasformarsi in sospetto e maldicenza. La giovane signora Caskey muore. Una morte che travolge il marito e le loro bambine in modo irreversibile. La figlia maggiore, Katherine, di appena cinque anni, smette di parlare chiudendosi in un silenzio impenetrabile; Tyler non trova più le parole adatte in chiesa, né alcuna misericordia per chi si rivela ottuso, arido, distante. Cosa resta, quindi, del conforto religioso? Poco o niente, se di fronte alla fragilità di un lutto che si apre come una voragine nessuno riesce a compenetrarsi nel dolore altrui, se le meschinità di un quotidiano prosciugato di ogni calore si moltiplicano tra le mille illazioni che corrono lungo i fili del telefono propagando sciocche storie di adulterio o di malattia mentale. È vero, sono i conformisti anni Cinquanta, e West Annett è nel Maine, una terra di antichi pionieri rigidamente protestanti. Ma Resta con me si dilata oltre ogni confine e ci conduce nelle pieghe più oscure dei rapporti affettivi, lì dove ogni perdita può rivoluzionare una vita. Scendere, per risalire più in alto: questa è Elizabeth Strout, nella sua scrittura puntuale, nei chiaroscuri emozionali, e in quello sguardo sul mondo nel quale dilaga ancora, inaspettata e dunque più preziosa, l'eco di un'imperscrutabile salvezza."Una delle voci più alte dell'odierna letteratura americana". Leonetta Bentivoglio, "la Repubblica""Ottimo romanzo dietro il quale si intravede l'influenza dei classici europei e americani dell'Ottocento. Un libro eccellente, curatissimo in ogni dettaglio, imperdibile per chi ama una narrativa di impianto classico". Roberto Bertinetti, "Il Sole 24 Ore""Io la Strout l'adoro. Scrive come un grande romanziere dell'Ottocento catapultato nel Maine".Daria Bignardi"Una narratrice straordinaria".Caterina Soffici, "Vanity Fair"

Amy e Isabelle
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Strout, Elizabeth

Amy e Isabelle

Fazi Editore, 27/11/2014

Abstract: Vincitrice del Premio Pulitzer 2009 con il romanzo Olive Kitteridge, Elizabeth Strout ha esordito con Amy e Isabelle nel 1998. È la storia, questa, di una cittadina anonima della provincia americana. Di un'estate straordinariamente torrida. Di un microcosmo di donne, impiegate presso gli uffici di una fabbrica locale. Tra queste c'è Isabelle, ancora giovane, che tenta di celare il proprio misterioso passato dietro una facciata di decoro e perbenismo; e c'è la figlia Amy, una timida adolescente con un segreto che non riesce a tenere nascosto. Il rapporto tra le due è teso, intessuto di cose non dette e di una reciproca incomprensione che si trasforma in aperta ostilità quando la madre scopre nella figlia l'esuberanza e la voglia di vivere che un tempo erano state le sue, il suo stesso desiderio di darsi a un altro e di essere amata. Il mondo di Amy e Isabelle crollerà violentemente all'improvviso, e dopo un toccante, impietoso confronto durante una drammatica notte niente sarà più come prima. Lieve e spietato, impreziosito da una scrittura cristallina, Amy e Isabelle è un indimenticabile romanzo sui legami affettivi e la paura di amare."Un libro esemplare".Elisabetta Rasy, "Corriere della Sera""Madre e figlia si amano con dolorosa intensità e si odiano perché sono la stessa donna alle prese con le stesse emozioni ma da prospettive inconciliabili. Storie comuni per donne comuni. Esattamente come noi".Rosella Simone, "D – la Repubblica""Elizabeth Strout è ai vertici della narrativa contemporanea di lingua inglese".Roberto Bertinetti, "Il Sole 24 Ore"

Chi è quella mostramica? Monster High
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Daneshvari, Gitty

Chi è quella mostramica? Monster High

Nord-Sud Edizioni, 20/11/2014

Abstract: Le Mostramiche sono tornate alla Monster High! Da dove arrivano tutte quelle fantasmatiche ragnatele? E chi sarà mai la mostriciattola che si nasconde nella soffitta della monster high? Le tre mostramiche - Robecca Steam, Venus McFlytrap e Rochelle Goyle - andranno a caccia di risposte, nella loro indagine per risolvere il mistero della Preside scomparsa, porteranno alla luce sconvolgenti segreti! Facendo visita alle famiglie dei compagni di scuola, da Deuce Gorgon a Frankie Stein, il trio scoprirà che la minaccia in agguanto nell'ombra potrebbe essere l'ultimo atto di un piano cominciato molto tempo prima.

Una visita guidata
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Bennett, Alan

Una visita guidata

Adelphi, 26/11/2014

Abstract: Alan Bennett dove meno ci si aspetterebbe di trovarlo: fra le sale della National Gallery, a raccontare grandi quadri – lui un cicerone diverso da qualsiasi altro, i lettori a ridere senza freni, come succede di ridere solo in classe o, appunto, alle visite guidate.

Una ragazza da Tiffany
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Vreeland, Susan - Ortelio, Massimo

Una ragazza da Tiffany

Beat, 20/11/2014

Abstract: Nel 1892, a Manhattan, un'elaborata insegna in bronzo fa bella mostra di sé. Tiffany Glass & Decorating Company declama la scritta che campeggia sopra una porta di vetro. Oltre quella porta, si schiude un grande salone con enormi vetrate appese al soffitto e imponenti mosaici poggiati alle pareti. E poi pendole, candelabri, lampade con paralumi di vetro soffiato in mille splendidi colori.È il regno di Louis Comfort Tiffany, maestro della decorazione del vetro, e delle Tiffany girls, le ragazze di Tiffany, come sono chiamate a Manhattan le donne che l'artista ha riunito attorno a sé.Vi è Wilhelmina, impertinente diciassettenne dall'alta statura, Mary diciottenne dai capelli rossi, Cornelia, riservata e taciturna, Agnes,l'altera, la prima donna cui Tiffany ha accordato l'onore di dipingere i soggetti delle sue vetrate. E, infine, Clara Wolcott Driscoll, l'artefice autentica delle creazioni Tiffany.Una ragazza da Tiffany è, soprattutto, la sua storia. Una storia che non celebra soltanto un talento misconosciuto, ma illumina anche gli slanci, i desideri e le ambizioni di una giovane donna nella metropoli americana pronta a tuffarsi nella grande avventura del Novecento.Dall'autrice della Passione di Artemisia un romanzo che "cattura abilmente l'età doro di New York e la sua atmosfera, tra ladri gentiluomini, personaggi eccentrici, fabbriche e ateliers".Publishers Weekly"Susan Vreeland sembra aver trovato la magica via per restituire larte alla vita con lalchimia delle parole".Book ReporterNew York, alla fine del XIX secolo. Nella città pronta ad abbracciare la grande avventura del Novecento, il sodalizio tra un gigante delle arti decorative e una donna dal talento geniale.

In macchina! Alla grande! Leo e Stella in missione speciale. Ediz. illustrata
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Grove, Kristen - Petrone, Valeria - Petrone, Valeria

In macchina! Alla grande! Leo e Stella in missione speciale. Ediz. illustrata

Gallucci, 30/11/2014

Abstract: Vuoi essere un vero super eroe? Scopri insieme a Leo e Stella quali sono le tue missioni speciali quando viaggi in macchina, vai a spasso in città o fai un giro in monopattino!

Storia della filosofia - Volume 5
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Reale, Giovanni - Antiseri, Dario

Storia della filosofia - Volume 5

Bompiani, 01/12/2014

Abstract: L'affascinante cammino della conoscenza dalle sue origini all'epoca contemporanea. Una nuova edizione della "Storia della filosofia" di due dei più importanti studiosi del nostro tempo, Giovanni Reale e Dario Antiseri, arricchita con le biografie dei filosofi, brani antologici significativi, dettagliate appendici critiche e un denso apparato iconografico. Alla scoperta di autori e correnti che hanno determinato lo sviluppo del pensiero e la storia dell'umanità, con una particolare attenzione al pensiero contemporaneo.Storia della filosofia dall'empirismo al razionalismo, in questo volume:BaconeCartesioMalebrancheSpinozaLeibnizHobbesLockeBerkeleyHumeGassendiPascalVico

Storia della filosofia - Volume 6
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Reale, Giovanni - Antiseri, Dario

Storia della filosofia - Volume 6

Bompiani, 01/12/2014

Abstract: L'affascinante cammino della conoscenza dalle sue origini all'epoca contemporanea. Una nuova edizione della "Storia della filosofia" di due dei più importanti studiosi del nostro tempo, Giovanni Reale e Dario Antiseri, arricchita con le biografie dei filosofi, brani antologici significativi, dettagliate appendici critiche e un denso apparato iconografico. Alla scoperta di autori e correnti che hanno determinato lo sviluppo del pensiero e la storia dell'umanità, con una particolare attenzione al pensiero contemporaneo.Storia della filosofia dall'illuminismo a Kant, in questo volume:D'AlembertDiderotCondillacLa MettrieVoltaireMontesquieuRousseauShaftesburyLessingGiannoneBeccariaKant

Il paziente zero
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Novelli, Andrea - Zarini, Gianpaolo

Il paziente zero

Marsilio, 19/11/2014

Abstract: Christophe Douvier è un corriere di diamanti per la multinazionale olandese De Weld. Dopo anni di irreprensibile lavoro ha deciso che quello alle miniere del Botswana sarà l'ultimo incarico. Non ha più tempo da perdere. Per lui non c'è più speranza. La diagnosi del suo medico non concede aspettative: tumore al polmone.C'è una sola cosa che Christophe Douvier vuole fare: assicurare un avvenire sereno a Isabeau, l'amata sorella. Come le altre volte ritira il prezioso carico, stavolta però con l'obiettivo di farlo sparire. Prima di lasciare il Sudafrica però Douvier, surfista appassionato, vuole realizzare un ultimo desiderio. Una spiaggia di Durban è il posto giusto per l'ultima sfida alle onde.Ma il destino si materializza sotto forma di uno squalo, pronto a sovvertire ogni verità creduta e ad accendere la miccia di un complotto che vede coinvolti gli spietati vertici della De Weld, una branca deviata dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il popolo di un'isola misteriosa della Polinesia e uno spietato mercenario – Chimera – al soldo del miglior offerente. Quando la scienza si mescola all'avventura. Quando l'avventura diventa intrigo. Quando il rischio si trasforma in una lotta spietata. Quando i miracoli della vita sono apparentemente inspiegabili…

Per esclusione
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Novelli, Andrea - Zarini, Gianpaolo

Per esclusione

Marsilio, 19/11/2014

Abstract: Una sbiadita falce di luna filtra da una finestra con le inferriate e illumina il volto spaventato di una bambina. La piccola Carol Corwin è rannicchiata in un angolo, rinchiusa in una baracca in mezzo al bosco, lontana da ogni possibilità di aiuto. Ha paura, perché è sola. Dov'è suo fratello Daniel? L'agente dell'FBI Craig Dabecourt è tornato in attività dopo un brutto incidente in missione che gli ha cambiato la vita. Ora si troverà ad affrontare il caso più difficile, imbattendosi nell'assassino più feroce, che sfugge a ogni logica, dentro una New York scura e piovosa. Un assassino di bambini. In un clima tetro e claustrofobico, l'FBI è chiamata in causa per dare la caccia al serial killer soprannominato Salomone. Un criminale lucido e spietato che non si ferma davanti a nulla, neppure all'innocenza delle sue vittime. Un'architettura narrativa abilmente congegnata coinvolge il lettore e scuote la sua coscienza di fronte a una scelta angosciante e impossibile, che implica un dolore e un rimorso eterni.

Pian della Tortilla
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Steinbeck, John

Pian della Tortilla

Bompiani, 01/12/2014

Abstract: A quasi ottant'anni dalla sua pubblicazione questo romanzo, che decretò il successo letterario di John Steinbeck, conserva intatto il fascino dell'epopea americana. Con uno stile narrativo vibrante e un gusto per la descrizione quasi cronachistico, Steinbeck rende omaggio a tutti coloro che hanno attraversato la frontiera. Pian della Tortilla è il quartiere di Monterey in cui vivono i paisanos, un luogo dove sopravvivere è il fine primario. Discendenti dei primi californiani, formano una colonia di gente povera ma felice, di perdigiorno amorali ma intimamente incoscienti nelle cui vene si intreccia sangue messicano, indio e spagnolo. Tra questi vive Danny, che ha ereditato due case e vive con sette paisanos cui ha concesso il diritto di dimorare nelle sue proprietà. Le giornate passano tra bevute e corteggiamenti, truffe ed espedienti, mentre il lavoro viene considerato l'ultima risorsa per procurarsi i mezzi di sussistenza. Dotati di spirito cavalleresco, i personaggi che popolano le pagine di questo capolavoro della narrativa americana vivono con umanità e grande dignità la propria decadenza morale e materiale nell'illusione di un domani migliore.

Piccolo manuale della sicurezza informatica
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Meggiato, Riccardo

Piccolo manuale della sicurezza informatica

Apogeo, 17/10/2010

Abstract: Perdere tutti i propri dati perché ci si è dimenticati di fare un backup. Non riuscire ad accedere a un servizio perché non si riesce a recuperare la password. Vedere il proprio account Facebook violato. Trovarsi con il PC inutilizzabile a causa di un virus.Quante volte ci si trova in situazioni simili?Questo libro aiuta i lettori a prevenire, con poche, semplici mosse, i problemi più comuni e li guida con linguaggio semplice e diretto alla soluzione delle situazioni critiche, aiutandoli a tirarsi fuori dai guai. Perché la sicurezza informatica non è qualcosa di astratto e lontano, ma un insieme di pratiche quotidiane che ci semplificano la vita.

Amore
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Inoue, Yasushi

Amore

Adelphi, 03/12/2014

Abstract: Un piccolo hotel incastonato in una scogliera scoscesa, la spiaggia di ciottoli, il mare indaco: per Sugi, che dopo infiniti fallimenti deve affrontare anche il disonore, è l'approdo cercato – lo scenario ideale per morire. Si è concesso un unico, singolare lusso: tre giorni, il tempo necessario per leggere il resoconto del favoloso viaggio che nel XIII secolo Willem van Ruysbroeck compì attraverso l'impero dei Mongoli. Nulla tranne quel libro lo tiene legato alla vita. Ma l'unica altra ospite dell'albergo, la giovane Nami, nel registrarsi ha indicato come motivo del suo soggiorno "Mors": forse una criptica richiesta di soccorso, o una sfida lanciata alla sorte. È fatale che fra loro nasca un silenzioso dialogo, che ha la stessa iridescenza del mare in cui entrambi hanno deciso di scomparire. E di astrali rispondenze, impercettibili cataclismi, arcane complicità, beffarde rappresaglie scatenate dai luoghi (come l'abbagliante Giardino di pietra di Kyoto) sono intessuti anche gli altri due, altrettanto memorabili, racconti qui riuniti. Racconti che esplorano, con la sovrana maestria che i lettori del "Fucile da caccia" ben conoscono, quell'indecifrabile e ingannevole universo che si spalanca dietro la parola "amore".

Il comunista
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Morselli, Guido

Il comunista

Adelphi, 03/12/2014

Abstract: "Il comunista" racconta un caso di dissenso ideologico, ma non è un romanzo ideologico. Anche se è impressionante l'anticipo con cui questo romanzo, scritto nel 1964-65, tocca problemi e prospettive degli anni successivi, bisogna dire che qui a Morselli preme soprattutto ricomporre uno strato di realtà, un agglomerato di psicologie, di modi di vita, di affinità e di conflitti all'ombra di via delle Botteghe Oscure. Come ogni vero romanziere, Morselli non si preoccupa di giudicare, ma di dare vita e forma. Così, il quadro che ci mostra abbraccia insieme gli elementi più grandiosi e affascinanti come quelli più duri e meschini della vita interna del P.C.I., senza che mai quei caratteri siano usati per una dimostrazione. In questo gioco di continui contrasti, brutali e sottili, Morselli riesce a dare spessore al destino di un personaggio incancellabile: il chiuso, patetico, lucido Ferranini – troppo serio, troppo brusco, tagliato con l'accetta in un legno ruvido, passionalmente attaccato al suo partito eppure incapace di sopprimere delle convinzioni maturate lentamente dal basso, durante anni di solitarie elucubrazioni. Come già nei suoi romanzi precedenti, anche questa volta Morselli sa calarsi con prodigioso mimetismo in una nuova realtà, il P.C.I., presenza imponente nella vita italiana, forse troppo imponente se finora i romanzieri italiani sembrano essersi del tutto bloccati davanti a essa. È perciò quasi un'altra ironia della sorte, fra le molte legate al suo nome, che a cimentarsi in questa difficile impresa, e a riuscire nella prova, sia stato un outsider in ogni senso come Morselli, aiutato soltanto dalla sua rara capacità di aprire le porte di mondi sigillati e da una chiaroveggente attrazione per il concreto.

Punto, linea, superficie
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Kandinskij, Vasilij

Punto, linea, superficie

Adelphi, 03/12/2014

Abstract: "È come un pezzo di ghiaccio entro cui brucia una fiamma" scriveva Kandinsky in una lettera del 1925, alludendo alla sua pittura. Ma lo stesso si potrebbe dire del libro che egli avrebbe pubblicato pochi mesi dopo, "Punto, linea, superficie", testo capitale e rinnovatore per la teoria dell'arte e non solo per essa. Fra tutti i grandi pittori del '900 Kandinsky è quello che forse più di ogni altro ha sentito l'esigenza di dare una formulazione teorica ai risultati delle proprie ricerche e di allargarne il significato toccando tutti i piani dell'esistenza. Già nel 1910, quando appena cominciava ad aprirsi la strada alla terra incognita dell'astratto, Kandinsky aveva scritto "Über das Geistige in der Kunst", altro testo di grande risonanza, proclama mistico più che saggio di estetica, appello a un rivolgimento radicale della vita oltre che al rinnovamento dell'arte. "Punto, linea, superficie" si presenta come un'opera più fredda e tecnica, ma in realtà è l'espressione più articolata, matura e sorprendente del pensiero di Kandinsky. Alla base del libro sono i corsi che Kandinsky teneva dal 1922 al Bauhaus. In essi egli mirava soprattutto a individuare la natura e le proprietà degli elementi fondamentali della forma, perciò innanzitutto del punto, della linea e della superficie.Con estremo radicalismo Kandinsky dichiarava allora di voler fondare una scienza dell'arte: nel corso ulteriore delle ricerche i problemi avrebbero dovuto esser risolti matematicamente, e su questa strada si sarebbe mossa tutta l'arte futura. Per questo suo assunto e per le scoperte che per la prima volta vi sono esposte, "Punto, linea, superficie" ebbe un'influenza determinante in diversi campi, basti pensare alla grafica. Ma ciò che oggi colpisce nel libro è innanzitutto l'abbozzo di una metafisica della forma, ben più che il progetto di una scienza esatta. Per Kandinsky la forma, in ogni sua specie – naturale e artificiale –, è manifestazione significante di una realtà, è tensione di forze, e solo in rapporto al suo sottofondo invisibile può essere compresa. È chiaro che, con ciò, viene abbandonato irrimediabilmente il recinto dell'estetica: si entra invece in un regno diverso, dove ogni forma diventa un essere vivente – e in questo regno Kandinsky ci introduce come un rabdomante, che rintraccia e traduce continuamente l'uno nell'altro, con la sua inquietante sensibilità eidetica, segni sonori, grafici, cromatici. Così, procedendo all'interno di questo trattato, al tempo stesso di pittura e di geometria "qualitativa", ci accorgiamo di partecipare a una grande avventura fantastica.Kandinsky ci insegna ad "ascoltare" la forma, come mai nessuno prima di lui, e il suo insegnamento ci mette in un nuovo rapporto con l'opera d'arte, ci apre una possibilità di esplorazione, che è, come scriveva egli stesso, "la possibilità di entrare nell'opera, diventare attivi in essa e vivere il suo pulsare con tutti i sensi".

Tempo di regali
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Fermor, Patrick Leigh

Tempo di regali

Adelphi, 03/12/2014

Abstract: Munito solo di uno zaino da alpinista, un vecchio cappotto militare, scarponi chiodati, l'"Oxford Book of English Verse" e un passaporto nuovo di zecca che gli attribuisce la professione di studente (anziché, come avrebbe auspicato, quella di vagabondo), nel dicembre del 1933 Patrick Leigh Fermor abbandona Londra e una carriera scolastica sciagurata e ribalda. Ha appena diciotto anni, vaghe ambizioni letterarie, ma un progetto nitido e grandioso: attraversare l'Europa a piedi come un palmiere o un cavaliere errante e raggiungere Costantinopoli – la "Bisanzio verde drago" di Robert Byron, "ossessionata dal serpente e tormentata dal gong". Quando vi arriva, il 1° gennaio 1935, è ormai un altro: non solo si è lasciato per sempre alle spalle disastri e misfatti, ma ha sviluppato una rara forma di nomadismo – viaggiare simultaneamente nello spazio e nel tempo – e l'arte, ancora più rara, di trasmetterlo agli altri. Che contempli lo splendore barocco dello Schloss Bruchsal o le nodose mani dei contadini fra cipolle tagliate, caraffe sbeccate e pane integrale; che dorma in un fienile steso come un crociato sulla tomba o nel "capanno da caccia" del leggendario barone Pips Schey a Kövecses; che percorra il Reno su una colonna di chiatte che trasportano cemento o attraversi Vienna offrendosi come ritrattista a domicilio; che sperimenti il Katzenjammer, i postumi di una sbornia, a Monaco o elabori la "formula del lanzichenecco" per spiegare l'architettura delle città tedesche prebarocche; tutto ci appare il dettaglio di un fantasmagorico affresco, tutto sembra ricomporsi in un gigantesco puzzle dove risorge, come un'emanazione di incredibile e accattivante splendore, il passato dell'Europa. E insieme scopriremo qui il modello ancora fragrante di quel modo di viaggiare (e di vivere) che sarà un giorno identificato con la fisionomia di un giovane amico di Leight Fermor: Bruce Chatwin.

La linea d'ombra
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Conrad, Joseph - Barillari, Simone

La linea d'ombra

Feltrinelli Editore, 01/12/2016

Abstract: "Di fronte a noi una linea d'ombra che ci avvisa che bisogna lasciarsi alle spalle anche la regione della prima giovinezza"Con questo lungo racconto, pubblicato nel 1917, Conrad torna ai suoi temi e scenari prediletti. Il protagonista è un giovane ufficiale a cui viene affidato il comando di una nave, dopo la morte del capitano in circostanze poco chiare. Approdato nel porto di Bangkok, egli viene a sapere che il precedente comandante era morto suicidandosi in mare e che prima di farlo aveva lanciato una maledizione sull'imbarcazione. Ripreso il viaggio, la nave sembra effettivamente attirare su di sé continue sventure, tra cui una bonaccia che perdura per alcune settimane. E per di più, nel corso di questo periodo, a uno a uno tutti i membri dell'equipaggio si ammalano di una febbre tropicale. Nell'ispirarsi anche a precedenti classici della letteratura inglese, quali la Ballata del vecchio marinaio di Coleridge, Conrad costruisce un'allegoria perfetta della guerra mondiale che allora imperversava in Europa. Come in guerra, anche sull'imbarcazione l'unica speranza di salvezza sta nel fare con abnegazione e sacrificio ognuno la propria parte.

Parole nel vuoto
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Loos, Adolf

Parole nel vuoto

Adelphi, 03/12/2014

Abstract: Come vestirsi? Come arredare la propria casa? Che cosa mangiare? Come comportarsi in società? A queste domande elementari e angosciose diede risposte oggi più che mai giuste e sorprendenti uno dei grandi architetti del nostro tempo, il viennese Adolf Loos (1870-1933), di cui presentiamo in questo volume, per la prima volta in Italia, gli scritti più importanti. Già nei primi saggi, scritti a commento della Esposizione di Vienna per il Giubileo del 1898, vediamo che sarti da uomo e da donna, ebanisti, carrozzieri, valigiai, decoratori, mobilieri, arredatori e sostenitori dell'arte applicata vengono sottoposti da Loos a una critica sferzante, e diventano pretesto per un attacco a tutto un modo di vita che egli considerava già marcio. Ma la sua chiaroveggenza andava più in là: le devastazioni, oggi palesi, prodotte da tanti tristi connubi fra arte e industria, la snobistica volgarità degli arredatori, il culto avvilente del pittoresco, la bassezza di ogni tentativo di 'arte nazionale', il rapporto turistico col passato, dominante nella psiche dei 'nuovi ricchi' della cultura – tutto questo Loos ha saputo vedere già allora, semplicemente osservando gli oggetti che lo circondavano. Come il suo amico Karl Kraus, egli aveva il dono di cogliere in ogni minuzia della vita quotidiana la miseria e gli splendori di tutta una civiltà. Non solo: con generoso spirito pratico e una commovente fiducia nella capacità di migliorarsi della società – unita a una perfetta lucidità nel vederne le vergogne – Loos offriva anche soluzioni, voleva aiutare a vivere – e ci riusciva anche, oltre tutto per le sue splendide doti di scrittore, per l'immediatezza, la sobrietà, la verve, per la carica invincibile di simpatia che ha la sua prosa.A proposito del suo famoso saggio "Ornamento e delitto", Le Corbusier scrisse: "Loos è passato con la scopa sotto i nostri piedi e ha fatto una pulizia omerica, esatta, sia filosofica che lirica". Il risultato di quella 'pulizia omerica' fu una nuova concezione dello spazio e dell'abitazione che Loos imponeva, nei suoi edifici, con l'autorità dei grandi maestri. Spesso rivoluzionario nelle soluzioni, eppure legato come pochi alla grande tradizione architettonica e artigianale, Loos è un caso di clamorosa indipendenza di spirito nel nostro secolo. Molti architetti, e non dei minori, hanno derivato ricchi insegnamenti dalla sua opera; ma tutti gli architetti possono riconoscere in lui l'unico che sia riuscito a condurre una critica radicale (e spesso anche esilarante) della figura sociale dell'architetto contemporaneo, l'unico che – grande architetto – abbia saputo scrivere tranquillamente: "È noto che non annovero gli architetti fra gli esseri umani".