Trovati 854947 documenti.
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Pelago, 01/03/2024
Abstract: Con la prima crociata, nel 1099, Gerusalemme fu restituita alla cristianità. Da qui la presenza degli europei nel Vicino Oriente si estese fino a occupare tutti i luoghi santi e i territori della costa, dal sud dell'attuale Turchia fino al Sinai. Ma nella seconda metà del XII secolo lotte intestine e il fallimento della seconda crociata acuirono i disordini e gli intrighi di palazzo. Nel frattempo, il condottiero e sultano musulmano Saladino divenne signore incontrastato della regione mediorientale, dall'Egitto alla Siria, radunando armate di fedeli richiamate dalle sue vittorie. La Terrasanta era ormai accerchiata. Iniziò l'invasione musulmana, con la conquista della città di Tiberiade, cui fece seguito uno scontro campale nella vicina località di Hattin. Saladino ne uscì vincitore non tanto per la superiorità numerica, quando per la scelta del terreno e per essere riuscito a deprivare di acqua le armate cristiane mettendole in condizioni critiche. La sconfitta di Hattin non rappresentò soltanto una gravissima disfatta dal punto di vista militare, ma si rivelò un errore strategico fatale per le sorti dell'intera Terrasanta latina: avendo concentrato lì quasi tutte le truppe cristiane, i difensori a disposizione del regno di Gerusalemme furono ridotti ai minimi termini. L'obiettivo principale delle truppe guidate da Saladino era Gerusalemme, che fu conquistata meno di tre mesi dopo. Ciò permise a Saladino di cancellare in un solo colpo più di ottant'anni di lotte accanite e sanguinose da parte delle armate cristiane, e il regno di Gerusalemme si ridusse a pochi territori. Un secolo dopo, la caduta di Acri pose fine all'era degli Stati crociati.
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Pelago, 01/03/2024
Abstract: Quando Enrico V d'Inghilterra sbarcò in Normandia col suo esercito, il 14 agosto 1415, la lotta senza fine della Guerra dei cent'anni, scatenata quasi un secolo prima dal regno britannico per rivendicare il possesso della Francia, giunse al culmine. Gli scontri iniziarono con l'assedio vittorioso del porto di Harfleur, che però decimò il contingente inglese a causa di diserzioni e malattie, cui fece seguito una lunga marcia nell'entroterra. Le truppe britanniche erano seguite quasi a vista dai francesi finché, la sera del 24 ottobre, giunte presso Azincourt nella regione di Calais, si trovarono davanti ai nemici in assetto di combattimento. Il mattino dopo, approfittando dell'inerzia francese a organizzare le truppe, Enrico attaccò con il determinante impiego degli arcieri contro la cavalleria francese. Ma un aiuto decisivo giunse dal terreno: le piogge avevano trasformato la piana di Azincourt in una palude di fango. Cavalli e cavalieri francesi rimasero immobilizzati nella melma, mentre gli arcieri prima e i lancieri britannici poi riuscirono ad annientarli. Alla fine della battaglia, i francesi lasciarono sul terreno circa 6000 morti, dieci volte di più rispetto a quelli inglesi. Azincourt non fu una vittoria "classica" né un elemento decisivo nell'iter della Guerra dei cent'anni; è rimasta però nella pubblicistica inglese, sull'onda della lettura in chiave di "mito d'origine" dovuta a Shakespeare nell' Enrico V, come un episodio cardine della storia inglese.
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Pelago, 01/03/2024
Abstract: Nella notte fra il 30 e il 31 gennaio 1968, il capodanno vietnamita Têt, più di 80.000 soldati comunisti, un misto di regolari dell'esercito nordvietnamita e di guerriglieri vietcong, dettero inizio a un attacco coordinato in tutto il Vietnam del Sud. L'offensiva del Têt si sviluppò per l'intero mese di febbraio con una violenza senza precedenti. L'obiettivo era disarticolare l'apparato difensivo di sudvietnamiti e americani, e lanciare un'insurrezione popolare nel Sud che avrebbe dovuto appoggiare gli invasori. La capitale Saigon fu subito assaltata, ma l'intervento americano impedì la presa della città. Andò diversamente a Hue, la capitale storica del Vietnam, dove gli americani condussero un'aspra battaglia urbana, casa per casa.Gli scontri nel Paese si conclusero alla fine di marzo. Da un punto di vista puramente militare, il Têt fu un successo degli Stati Uniti e del Vietnam del Sud, che respinsero l'attacco e causarono enormi perdite al nemico, circa 40-50.000 uomini. Tuttavia, l'impatto mediatico dell'operazione e in particolare dell'assalto all'ambasciata americana di Saigon, seppur militarmente irrilevante, causò un forte malcontento negli Stati Uniti e portò la popolazione non solo a insistere per il ritiro delle truppe, ma anche a perdere completamente fiducia nei confronti del governo e dei militari, i quali da tempo raccontavano che stavano vincendo la guerra. Il presidente Johnson non si ricandidò, e a novembre entrò alla Casa Bianca Richard Nixon il quale, pur essendo sempre stato un sostenitore della guerra, dette inizio al ritiro delle truppe.
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Pelago, 01/03/2024
Abstract: Nel 1805 Napoleone Bonaparte continuava ad avere in mente, una volta assicuratosi il potere totale sull'Europa continentale, di tentare l'invasione dell'Inghilterra. Per fare ciò doveva concentrare la sua flotta sulla Manica. Gli inglesi sapevano di non poter contare solo sui blocchi navali, visto che la Francia aveva già il dominio sul Mediterraneo occidentale: occorreva un'azione di forza, che solo il comandante della flotta mediterranea inglese, Horatio Nelson, avrebbe potuto condurre, assicurando alla sua patria un risultato decisivo. Il viceammiraglio britannico avviò così una caccia di mesi alla flotta francese, nel Mediterraneo e poi nell'Atlantico, finché non scoprì che questa, cui si erano aggiunte navi spagnole, si trovava a Cadice. La intercettò nelle acque del vicino Capo Trafalgar e mise in atto una strategia tanto fuori dagli schemi quanto rischiosa, nonostante l'inferiorità numerica delle sue imbarcazioni: dispose le navi in due file parallele puntando decisamente, come la gamba di una "T", sul centro della flotta franco-spagnola che procedeva in fila indiana. Ne scaturì una lotta ravvicinata che non aveva precedenti nelle battaglie navali, nella quale i nemici furono sopraffatti, perdendo 21 vascelli su 33. Nelson non poté gioire della vittoria: a bordo della sua Victory, nel pieno della battaglia, fu ucciso da un colpo di moschetto. Ma aveva compiuto la sua missione: aveva debellato per sempre la flotta napoleonica e assicurato all'Inghilterra il titolo di maggiore potenza navale del mondo.
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Pelago, 01/03/2024
Abstract: Nella seconda metà del VI secolo a.C., l'impero persiano aveva raggiunto la sua massima estensione, arrivando fino all'Egeo orientale. Tra le popolazioni sottomesse c'erano anche le città dei Greci d'Asia Minore, governate da tiranni che agivano d'intesa con i Persiani. Nel 499, le città della Ionia si ribellarono ai Persiani, ricevendo sostegno anche dagli Ateniesi. Il sovrano persiano Dario I organizzò una spedizione punitiva contro la Grecia portando le sue truppe alle porte di Atene. Era evidente, agli occhi degli Antichi, che in gioco ci fosse non solo la distruzione della città, ma l'occupazione di tutta la Grecia.I Persiani scelsero la pianura di Maratona, a soli 40 chilometri dalla polis greca, con una flotta imponente, fanti, arcieri, cavalleria. Gli Ateniesi, con l'aiuto dei Plateesi, accorsero guidati da Milziade e decisero di attaccare. Erano in grande inferiorità numerica e potevano contare solo sugli opliti, i fanti con lancia in formazione a falange. Ma furono questi l'arma decisiva: stravolgendo le classiche tattiche di guerra dell'epoca, i greci attaccarono in massa, correndo, l'esercito persiano che si diede alla fuga. Le truppe ateniesi riuscirono così a sbaragliare gli invasori, che fecero ritorno in Asia.Questa vittoria inaspettata rappresentò per gli Ateniesi un evento paradigmatico, un episodio cui ispirarsi, anche in epoche successive, per ritrovare forza, coraggio e spirito di coesione, come dimostra la vittoria, dieci anni dopo, nella Seconda guerra persiana.
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Pelago, 29/03/2024
Abstract: L'orfano Dick Sand ha un talento formidabile per la navigazione: glielo riconoscono i tanti che se lo contendono come mozzo per la propria nave. Tra loro c'è anche il capitano Hull della Pilgrim, baleniera statunitense che deve far ritorno dalla Nuova Zelanda a San Francisco. Si tratta di un viaggio lungo, certo, ma che deve filare liscio, anche perché a bordo ci sono la moglie del ricco armatore, signora Weldon, e il loro figlioletto Jack. Destino vuole, però, che sulla rotta della Pilgrim compaia un cetaceo dalle dimensioni impressionanti e che Hull tenti di dargli la caccia. Decisione infausta, che costerà la vita a lui e ad alcuni dei suoi uomini.Dick si trova all'improvviso al comando di un'imbarcazione enorme e con un viaggio lungo di fronte a sé. Come non bastasse, a bordo c'è un personaggio losco di nome Negoro, che ha come unico obiettivo quello di far fallire la traversata. Per questo, tramite un sabotaggio, riesce a spingere la Pilgrim fuori rotta. E quando Dick crede di essere ormai approdato in Perù, è costretto a ricredersi: quella che ha di fronte a sé è l'Africa nera, uno dei posti più pericolosi al mondo.
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Pane nero e altre novelle rusticane
Pelago, 29/03/2024
Abstract: "Ora infatti le toccava cuocere il pane e scopar le stanze per la cognata, la quale come Dio faceva giorno andava al podere col marito, tuttoché fosse gravida un'altra volta, ché per riempir la casa di figliuoli era peggio di una gatta. Adesso ci volevano altro che i regalucci di Pasqua e di santa Agrippina, e le belle paroline che si scambiavano con compare Santo quando si vedevano al Castelluccio. Quel mariuolo del camparo aveva fatto il suo interesse a maritare la figliuola senza dote, e doveva pensarci compare Santo a mantenerla."
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Pelago, 29/03/2024
Abstract: "Cadeva la sera ed egli stava seduto davanti alla porta, silenzioso e accigliato. Dentro si sentiva ancora il rumore monotono della macina del grano e la voce esile di Telène che di tanto in tanto aizzava l'asino intorno alla mola: si lavorava ancora, dentro, sebbene fosse quasi sera e sera di festa. Fuori, ad una estremità e all'altra della strada dritta, animata in quell'ora da torme di ragazzi, si vedevano due cime di monti, nera quella a destra sullo sfondo rosso del crepuscolo, azzurra quella a sinistra, sul cielo pallido, con una grande luna d'oro sopra."
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Pelago, 02/05/2024
Abstract: Marco Aurelio (Roma, 121-Sirmio, 180) nel 161 succedette ad Antonino Pio sul trono imperiale romano e regnò fino alla morte. La storiografia contemporanea lo considera un sovrano che seppe essere illuminato, nonostante le difficoltà provocate dalle guerre, dalle carestie e dalle pestilenze che caratterizzarono il periodo. I Pensieri da lui composti sono un'opera che sarebbe dovuta rimanere privata, ma che una volta diffusa è divenuta patrimonio fondamentale per l'Occidente.
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Argo e il suo padrone e altri racconti
Pelago, 29/03/2024
Abstract: "Argo non era un personaggio molto importante neppure fra i cani. I cacciatori dicevano che non fosse di razza molto pura perché il suo corpo era un po' troppo lungo. Tutti riconoscevano la bellezza del suo occhio vivo (anche quello troppo grande per un cane da caccia) del suo muso dal disegno preciso e della sua ampia cervice. A caccia era impulsivo; qualche giorno era aggressivo come quegli ubbriachi che aggrediscono perché portati dal loro peso. Le bastonature giovavano qualche volta ma più sovente aumentavano la sua bestialità e allora pareva un toro in una bottega di porcellane. Forse per questo suo carattere alleviò un po' il dolore della mia sconsolata solitudine. Balordo e invadente, quando non mi faceva arrabbiare, mi faceva ridere."
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Pelago, 02/05/2024
Abstract: Aristotele, vissuto nel IV secolo avanti Cristo, è forse il più moderno dei pensatori antichi: la sua profonda conoscenza non solo delle diverse branche della filosofia, ma anche delle discipline scientifiche, gli permise infatti di elaborare un sistema complessivo di interpretazione del mondo. Questa sua visione è ancora oggi un patrimonio con cui confrontarsi. Scoprendo in essa, davvero, le fondamenta del pensiero occidentale.
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La casa del Granella e altri racconti
Pelago, 29/03/2024
Abstract: "Dopo l'abbandono del Piccirilli, il Granella l'aveva rimessa tutta a nuovo; carte da parato nuove; pavimenti nuovi, di mattoni di Valenza; ridipinti i soffitti; rinverniciati gli usci, le finestre, i balconi e le persiane. Invano! Eran venuti tanti a visitarla, per curiosità; nessuno aveva voluto prenderla in affitto. Ammirandola, così pulita, così piena d'aria e di luce, pensando a tutte le spese fatte, quasi quasi il Granella piangeva dalla rabbia e dal dolore."
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Pelago, 02/05/2024
Abstract: Platone, vissuto a cavallo tra il V e il IV secolo avanti Cristo, è un filosofo centrale per l'antichità: basti pensare che fu allievo di Socrate, di cui ci testimonia il pensiero, e maestro, tra gli altri, di Aristotele. Compose principalmente dialoghi, nella convinzione che la verità dovesse essere raggiunta per gradi, attraverso il confronto e il ragionamento, dopo aver messo da parte gli errori del pensare comune. I suoi scritti ancora oggi ci accolgono e ci affascinano.
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Pelago, 02/05/2024
Abstract: Democrito (Abdera, 460 a.C.-360/350 a.C. circa), allievo di Leucippo di Mileto e maestro di Epicuro, è stato cofondatore dell'Atomismo. La sua visione del mondo, considerata una delle più scientifiche dell'antichità, è divenuta patrimonio anche di filosofi e poeti romani (Lucrezio) e di pensatori del tardo Medioevo, dell'età rinascimentale e del mondo moderno.
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Pelago, 02/05/2024
Abstract: Marco Tullio Cicerone (Arpino, 106-Formia, 43 a.C.) è una delle figure più rilevanti della storia di Roma antica. La sua attività pubblica – come avvocato e come politico – e la sua produzione intellettuale – nei campi dell'oratoria, della letteratura e della filosofia – rappresentano un patrimonio che si caratterizza per l'estrema coerenza e per l'altissima qualità degli esiti.
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Pelago, 02/05/2024
Abstract: Socrate, vissuto nel V secolo a.C., è forse il più celebre filosofo dell'antichità. Tuttavia, a testimoniarci il suo pensiero sono altri autori, in particolare Platone, che ne fu allievo: Socrate infatti non scrisse mai nulla. Così, paradossalmente, nelle pagine di questo libro risulta singolarmente vivo, perché, brano dopo brano, scopriamo scene che lo rendono davvero presente ai nostri occhi.
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Pelago, 02/05/2024
Abstract: Epicuro (Samo, 341 a.C.-Atene, 270 a.C.) è, tra i filosofi dell'antichità, uno dei più citati e allo stesso tempo meno conosciuti. Questo perché, mentre la scuola da lui fondata prosperava, molti dei suoi scritti andavano dispersi. È dunque fondamentale tornare oggi alla lezione originaria del maestro, accostandone direttamente le pagine più importanti.
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Pelago, 02/05/2024
Abstract: Lucio Anneo Seneca (Cordova, 4 a.C.-Roma, 65 d.C.) fu dapprima precettore e poi consigliere di Nerone. Il loro rapporto, tuttavia, al crescere del prestigio del filosofo cambiò di segno a tal punto che l'imperatore lo costrinse al suicidio. In Seneca vita politica, meditazione esistenziale e produzione drammaturgica si intrecciano strettamente: ne esce una visione cupa del mondo, cui solo un animo forte riesce a fare argine.
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Pelago, 02/05/2024
Abstract: Plotino – nato a Licopoli, in Egitto, tra il 203 e il 206 e morto in Campania nel 269-270 – è uno dei principali filosofi dell'antichità. Padre del Neoplatonismo, il suo pensiero ci è testimoniato da una sola opera, le Enneadi, che è tuttavia talmente importante da aver influenzato per secoli la riflessione delle comunità cristiane, musulmane e gnostiche.
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Pelago, 30/05/2024
Abstract: "Le tonalità impiegate acquistano una dimensione sconvolgente, come se il rosso e il giallo, colori puri, fossero dei personaggi che lo possiedono".Vittorino Andreoli