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La provincia aggiunta. La Ciociaria, il Nord del Sud
Donzelli Editore, 26/02/2026
Abstract: "Inizialmente associata all'immagine bucolica di una "campagna felice", la Ciociaria è stata nel corso del tempo stravolta da dinamiche politiche e di sviluppo economico, soprattutto nel Novecento, attraverso gli investimenti della Cassa per il Mezzogiorno. Gli effetti di queste iniziative, originariamente pensate per riequilibrare il rapporto con la capitale, non hanno fatto altro che esacerbare il sentimento di subalternità e sfruttamento rispetto alla vicina area metropolitana romana e consolidare al contempo l'immagine di questo territorio come quello di un "Nord del Sud"".Una leggenda locale narra della fuga di Saturno, cacciato dall'Olimpo e approdato in Ciociaria, dove avrebbe insegnato agli uomini la tecnica e avviato l'Età dell'oro. Testimonianze di questo lascito sarebbero le sette città dalle mura megalitiche, fondate dallo stesso dio. Questo storico policentrismo, intrecciato a confini amministrativi e rapporti geopolitici complessi, è stato progressivamente sovrapposto da dinamiche esterne. Le riforme borboniche, le industrie belliche e, più tardi, le politiche della Cassa per il Mezzogiorno hanno lasciato segni profondi, operando secondo una logica estrattiva che non ha generato assetti produttivi duraturi, ma una condizione di inerzia, un equilibrio instabile tra innovazione e immobilismo. La Ciociaria rappresenta non solo un caso emblematico delle dinamiche territoriali tipiche dell'Italia di mezzo, ma anche unico, perché prossima a un polo metropolitano così attrattivo come quello di Roma. In questa prospettiva, con un richiamo all'antica denominazione di Latium adiectum, il territorio viene interpretato come una "provincia aggiunta", a cavallo tra frange metropolitane e i contesti urbano-rurali, sempre nell'orbita di Roma, in una tensione continua tra appartenenza e marginalità, tra funzione servente e autonomia mancata. Tutto ciò si riflette in un territorio dagli equilibri fragili, dove antichi nuclei storici convivono con forme disordinate di urbanizzazione, aree industriali dismesse con nuovi poli logistici nati dalla riconversione produttiva. Eppure, accanto a grandi infrastrutture pesanti, permangono trame rurali resistenti, memorie collettive, occasioni di riscatto, mentre il paesaggio alterna condizioni di degrado ambientale e valori naturalistici diffusi. Questa compresenza irrisolta tra modernità incompiuta e tracce storiche fa della Ciociaria un territorio di forti contrasti, dove il passato persiste e il futuro fatica a delinearsi in un'identità concreta.
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Storia della Repubblica. L'Italia dalla Liberazione ad oggi (1945-2026)
Donzelli Editore, 26/02/2026
Abstract: Ottant'anni di storia: un percorso intenso, intriso di speranze e di delusioni, di traumi e di mutamenti inavvertiti. Quanto siamo cambiati nel corso di essi? E quanta parte di questa storia è presente nella memoria del paese? Nel nostro orizzonte collettivo sono sempre meno "costitutivi" gli anni duri, conflittuali ma al tempo stesso solidali, della Ricostruzione, le speranze e talora le illusioni del "miracolo economico", la ventata riformatrice degli anni sessanta e settanta (pur segnati, questi ultimi, dalle tragedie della "strategia della tensione" e degli "anni di piombo") o l'ottimismo rampante degli anni ottanta (sia pur minato da germi che sarebbero dilagati). Ed è sempre più presente, invece, la memoria della dissoluzione successiva: di qui l'importanza di uno sguardo d'insieme, come il libro propone. Non è solo italiana la crisi e la scomparsa dei grandi partiti di massa, così come l'affermarsi di populismi aggressivi: colpisce però la rapidità che il processo ha assunto in un paese in cui la "democrazia dei partiti" era stata molto radicata e profonda. Da questo punto di vista il capitolo che analizza gli ultimi dieci anni segnala un salto di qualità che ha trovato espressione nel governo guidato da Giorgia Meloni. Nel suo operare infatti vi è sia la negazione o la deformazione di tratti fondanti della storia nazionale sia una progressiva trasformazione delle istituzioni cui dovrebbero contribuire al tempo stesso progetti generali esplicitamente perseguiti e modifiche parziali via via introdotte. Vi è cioè il tentativo di delineare una diversa fisionomia culturale e istituzionale del paese, e anche su questo il libro invita a riflettere.
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La città-lago. L'arcipelago urbano del Cusio
Donzelli Editore, 26/02/2026
Abstract: "In questo libro, con un esercizio di immaginazione che interpreta i più recenti mutamenti e si interroga sui futuri possibili, proponiamo la "città lago" come una potenziale rappresentazione geografica per parlare dei territori del Cusio: una città media estesa e policentrica, con oltre 70000 abitanti, che integra le attrezzature e infrastrutture sociali, culturali e ambientali, offrendo ambienti di vita quotidiana, opportunità di lavoro e scelte residenziali diversificate. La città lago richiama un'immagine sovralocale di integrazione urbana e di connessione multipolare e rimanda a una possibile città paesaggio, in una visione che introduce un modo di pensare relazionale: non una scena davanti ai nostri occhi, ma un ambiente che ci avvolge e che costituisce un tutt'uno con il nostro vivere. Una metafora per immaginare diversamente le traiettorie economiche e territoriali della provincia italiana, mettendo tutti gli agenti in campo in stretto rapporto con l'ambiente fisico, sociale e culturale entro cui operano".Il Lago d'Orta, il più occidentale dei grandi laghi prealpini, è stato a lungo simbolo di trasformazione produttiva e insieme fragilità ambientale. Nel corso del Novecento, il distretto del casalingo a Nord, quello della rubinetteria e un'importante industria tessile a Sud hanno scritto una storia di innovazione e riscatto socioeconomico, ma anche di contaminazione e costi ambientali. Un lago morto, come lo descriveva negli anni settanta Gianni Rodari in C'era due volte il barone Lamberto, percorrendo i luoghi della sua infanzia. Cinquant'anni dopo, il paesaggio del Cusio è attraversato da dinamiche contrastanti. Accanto alle manifatture dismesse, convivono aziende internazionalizzate e altamente specializzate, ora in armonia con il paesaggio, ora in un contrasto irrisolto. Nel frattempo, il lago è stato bonificato, dando vita a una nuova stagione turistica fatta di percorsi lenti ed esperienziali, eventi culturali e sportivi, con un'urbanità che non si limita più alla villeggiatura o al pendolarismo, ma conosce una residenzialità diffusa e multi-locale, tra città, lago e montagna. Il libro offre un'esplorazione dei territori del Cusio, ridefinendone l'identità al di là delle categorie convenzionali di urbano e rurale. Al centro di questo ritratto si pone il concetto di "città lago": un'entità territoriale non definita da un nucleo urbano tradizionale, ma da un paesaggio che funge da fulcro per un articolato sistema di insediamenti, forme dell'abitare e del lavoro, modi di muoversi nel territorio. È una città media estesa, nelle forme e nei funzionamenti, dove gli elementi naturali – il lago, i fiumi, i boschi e le montagne – assumono il ruolo di protagonisti, osservati attraverso una lente relazionale che ne coglie i legami e le interazioni. Per consolidare questa nuova urbanità è necessario uno sguardo e una capacità di azione sovra-municipale e a lungo termine in grado di confrontarsi con un territorio post-distrettuale, progettando la convivenza tra manifattura, turismo e nuove residenzialità.
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La pianura irrigua. La Lomellina tra marginalità e risorse latenti
Donzelli Editore, 26/02/2026
Abstract: "La Lomellina che osserviamo oggi è il risultato di traiettorie lunghe che possono essere ulteriormente riorientate: è un territorio in transizione, in cui la crisi demografica, l'obsolescenza del patrimonio abitativo e produttivo, la fragilità sociale, la pressione su suolo e risorse, i processi di emigrazione strutturale e la periferizzazione del sistema agricolo e insediativo si intrecciano con forti potenzialità ambientali, produttive e culturali. Il territorio possiede ancora i suoi asset primari: un'agricoltura potente, una matrice irrigua storica e una posizione baricentrica rispetto a più sistemi urbani e logistici. La possibilità di valorizzare queste risorse dipende dalla capacità di saldarle a un progetto territoriale comune. Dove oggi prevalgono frammentazione e somma di interventi puntuali, occorre una regia che allinei servizi, acqua, suolo e lavoro a obiettivi condivisi di abitabilità, giustizia territoriale e qualità ambientale".La Lomellina è un territorio rurale e di confine, attraversato da trasformazioni profonde che intrecciano passato e presente. Terra di risaie, canali e cascine, modellata nei secoli da grandi proprietà fondiarie e da un'economia agraria altamente specializzata, è oggi segnata da una crisi composita: rarefazione insediativa, invecchiamento, perdita di servizi essenziali, pressione ambientale crescente. La modernizzazione agricola, la meccanizzazione e la concentrazione fondiaria hanno ridotto manodopera e funzioni diffuse del paesaggio rurale, lasciando un'eredità di corpi di fabbrica dismessi e di relazioni locali indebolite. Nel frattempo, isole industriali e piattaforme logistiche si sono innestate in un contesto a bassa densità, generando un mosaico produttivo disomogeneo e nuove forme estrattive che mettono in tensione uso del suolo, acqua e qualità paesaggistica. Il territorio manifesta inoltre segni evidenti di vulnerabilità: abitazioni vacanti e valori immobiliari in caduta, centri storici svuotati, fragilità sociali, pendolarismi forzati verso poli esterni, servizi scolastici e sanitari sempre più distanti. La crisi idrica, resa acuta dai cambiamenti climatici, espone la risicoltura a rischi crescenti e ripropone la necessità di una gestione di bacino capace di superare i confini amministrativi. Eppure, la Lomellina non è senza risorse: custodisce una matrice irrigua storica unica, paesaggi agrari di grande valore, patrimonio costruito diffuso rurale e produttivo e nuclei storici, ma anche alcune timide esperienze che provano a costruire forme di sviluppo più eque e sostenibili. Il volume restituisce la complessità di questa condizione intermedia, in cui si intrecciano crisi e risorse latenti. Mettendo in dialogo lungo periodo e fenomeni contemporanei, offre una lettura critica della Lomellina come laboratorio di alcune sfide che attraversano anche altre parti dell'Italia di mezzo: tensioni tra produzione e cura, marginalità e interdipendenza, estrazione e rigenerazione. Un invito a ripensare un territorio fragile, la cui abitabilità futura dipenderà dalla capacità di costruire alleanze, visioni condivise e un progetto sovralocale all'altezza delle trasformazioni in corso.
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Artisti e architetti alla prova dello spazio
Donzelli Editore, 26/02/2026
Abstract: Il volume indaga, attraverso focus parziali su temi, problemi, opere e protagonisti, soluzioni originali alla annosa diatriba tra artisti e architetti. Con alcune premesse irrinunciabili: l'individuazione delle prerogative delle singole discipline, la salvaguardia delle loro differenze, il rifiuto di un'accezione di sintesi come sacrificio reciproco. L'architettura non è mera funzione, come molti artisti pensano, e l'arte non è mera decorazione, come molti architetti sperano. I confini sono netti: quando gli artisti s'improvvisano architetti, si limitano spesso a dilatare le dimensioni dell'opera d'arte, incuranti delle valenze spaziali che il salto di scala comporta. Quando gli architetti gareggiano con gli artisti per liberarsi da ossessioni funzional-razionaliste, si riducono a decorare e abbellire facciate e involucri anonimi. È possibile allora una "sintesi delle arti" dove nessuna domini o mortifichi l'altra ed entrambe rispettino i relativi ambiti poetici ed etici? Questo l'interrogativo che ci consegnano queste pagine incalzanti e appassionate, nient'affatto neutrali: indagano infatti lo scontro tra titani, il corpo a corpo tra artisti e architetti negli spazi deputati, in quelli anomali e in quelli pubblici, il ruolo dell'allestimento come mediazione critica, la rivoluzione dell'anarchitettura e quella della frugalità, sempre sullo sfondo di quanto si agita nella società e adottando un punto di vista di "modernità critica", contro ogni citazionismo, anacronismo, classicismo.
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Una vacanza a letto e altre storie inedite
Bibliotheka Edizioni, 27/02/2026
Abstract: Sebbene la fama di James Matthew Barrie sia legata alla storia di Peter Pan, il baronetto scozzese è stato ancheun grande autore di testi brevi. In questa carrellata di racconti l'autore disegna scenari pittoreschi e ironici,indugia sul tema della salute, caro a tutti gli ipocondriaci, e su una vita dai ritmi rapidi e stressanti governati dauna morale che impone un discreto decoro e una noiosa rigidità.Il suo punto di vista regala ai lettori un sorriso liberatorio, un gesto ribelle, una forma di resistenza, particolarmente attuali.
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Il giudice gentiluomo. Vita di Severino Santiapichi
Bibliotheka Edizioni, 27/02/2026
Abstract: Alto, austero ed erudito, ironico e ficcante, Severino Santiapichi, siciliano di Scicli, è stato vicepresidente della Corte Suprema della Somalia, Presidente della Prima Corte di Assise di Roma, Procuratore Generale della Repubblica di Perugia, Procuratore ad honorem della Corte di Cassazione.Per anni nocchiero della nave della giustizia somala, poi di quella italiana tra le insidie, i misteri della politica romana e la scure del terrorismo, Santiapichi ha rappresentato per il Paese una garanzia di rigore procedurale, serenità del verdetto e straordinaria umanità.
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Aboca, 27/02/2026
Abstract: Come deve essere stato, nei primi decenni dell'Ottocento, vedere qualcosa che nessuno aveva mai visto prima? A quel tempo, il mondo era considerato un posto sicuro e confortevole ma poi, in un giorno qualunque, in Massachusetts, arando i campi di suo padre un contadino dodicenne dissotterrò una lunga serie di impronte fossilizzate a tre dita, grandi come un piatto da portata: erano le prime impronte di dinosauro mai trovate. A quella prima scoperta ne seguirono altre simili, in ogni parte del mondo. Furono rinvenute ossa giganti e, ben presto, anche immensi scheletri. Nessuna creatura vivente aveva quelle caratteristiche. A chi appartenevano quelle ossa? Oggi anche i bambini sanno la risposta, ma in quel momento nessuno aveva la minima idea che fossero esistiti i dinosauri. La parola stessa, dinosauro, sarebbe stata coniata soltanto nel 1842…In questo saggio accurato e documentatissimo, eppure carico di leggerezza e ironia, lo storico Edward Dolnick ci conduce in una straordinaria avventura che sembra un film di fantascienza ma in realtà è una storia vera, tracciando le vicende dei paleontologi che in quegli anni si destreggiavano tra fossili misteriosi per comporre la storia dei dinosauri come la conosciamo oggi. A partire da Mary Anning, una giovane povera e poco istruita ma con un fiuto infallibile per trovare i fossili nascosti nelle scogliere di Lyme Regis, una cittadina inglese affacciata sul canale della Manica; passando per William Buckland, scopritore del megalosauro, uno dei più prestigiosi geologi del suo tempo, professore a Oxford, ma anche una delle personalità più bizzarre, capace di vivere in una casa piena di pietre, conchiglie, ossa sparpagliate, gabbie con serpenti e rane, e fossili ammonticchiati su ogni tavolo e sedia; per giungere infine al controverso Richard Owen, un uomo complicato, brillante e infido, lo scienziato più famoso dell'epoca, colui che coniò il termine "dinosauro".Esuberante, divertente, erudito e con un cast di personaggi fuori dal comune, A cena con il dinosauro racconta come la scoperta accidentale delle creature preistoriche abbia sconvolto la comprensione che l'umanità aveva del mondo e del proprio posto al suo interno.
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Arrivano i barbari. Voci del poetry slam
Solferino, 27/02/2026
Abstract: Nel 1986 l'operaio e poeta Marc Smith inaugura il format Uptown Poetry Slam al Green Mill jazz club, a Chicago: uno spettacolo interattivo, che contamina la poesia con la musica, il teatro, il cabaret in un rituale che prevede l'intervento del pubblico, chiamato a partecipare votando la performance preferita. Da allora, il poetry slam si è diffuso ovunque e ha moltiplicato le occasioni di incontro, promuovendo una poesia che recupera la fisicità, l'azione, il contesto agonistico tipici della cultura orale. In sintesi, una poesia che si fa "con il corpo e con la voce" e dunque lontana, diversa, a volte polemica rispetto alle consuete sedi e certificazioni da cui passa – e in cui spesso impigrisce e ingrigisce – la tradizione letteraria. Da questa storia vengono i "barbari" che firmano questo volume: poetesse e poeti di età compresa tra i 26 e i 40 anni, provenienti da tutta Italia, con i timbri e le anime più diverse, le più diverse ispirazioni, ma accomunati dalle premesse ideali alla base del poetry slam.Questo libro, curato dalla Redazione Cultura del "Corriere della Sera", offre un coinvolgente specchio rappresentativo di come questo movimento sia vivo in Italia, a ulteriore riprova dello sguardo attento con cui il quotidiano fin dalla sua nascita osserva l'universo della poesia e i suoi testimoni, curioso soprattutto delle novità, delle forme di ricerca non convenzionali, delle sperimentazioni. Se quella che lega il "Corriere" alla poesia è una lunga relazione d'amore, come scrive Antonio Troiano nella sua Postfazione, Arrivano i barbari ne è un ulteriore capitolo, che festeggia i 150 anni del quotidiano mantenendo accesa, alla stessa temperatura, questa passione antica.
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La mente sotto assedio. Come non lasciarsi manipolare nell'era dell'intelligenza artificiale
Edizioni Casagrande, 27/02/2026
Abstract: In un mondo saturo di informazioni, schermi, reti e applicazioni di intelligenza artificiale, la nostra mente si trova sotto assedio. Tramite le tecnologie algoritmiche, aziende private e forze politiche possono appropriarsi dei nostri dati, analizzare le nostre emozioni e falsificare la realtà producendo testi, suoni e immagini ingannevoli: si tratta di strumenti senza precedenti – ben più potenti della propaganda e della disinformazione finora conosciute – con cui influenzarci e manipolarci. Tutto questo ha un nome: guerra cognitiva. Come possiamo difenderci? Bruno Giussani non si limita a raccontare, in termini chiari e accessibili a tutti, cosa sta realmente accadendo dietro le quinte della nostra vita digitale, ma abbozza anche un piccolo e indispensabile "manuale di resistenza" che, aiutandoci a decifrare la nostra complessa relazione con l'IA e altre tecnologie, ci insegna a utilizzarle senza esserne utilizzati.
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La nave di Teseo, 06/03/2026
Abstract: "Non preoccuparti per Nour, io non la lascerò mai." Un padre torna a casa con un dono inatteso per sua figlia, una bambola che è testimone di un presente drammatico e insieme complice di un nuovo futuro. Una favola poetica e intensa sull'amore più grande, quello che si manifesta anche nei momenti più bui, ed è capace di trasformare la notte in un cielo stellato di primavera. Un racconto nato da una canzone, che conferma il talento letterario di Ermal Meta.I diritti d'autore di questo libro verranno devoluti a Save the Children, l'organizzazione internazionale indipendente che lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
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Solferino, 27/02/2026
Abstract: Un giornale non è soltanto specchio di un Paese, ma ha una propria personalità che deriva dal suo atto di nascita. E questo vale in particolare per il "Corriere della Sera", il cui primo numero uscì 150 anni fa, il 5 marzo 1876. Come scrisse Mario Borsa, il grande direttore della Liberazione, la vocazione del "Corriere" era la moderazione. Non timorosa, ma costruttiva, ottimista.Il giornale fondato da Eugenio Torelli Viollier, un garibaldino deluso dai velleitarismi del Risorgimento, si rivolgeva alla borghesia di Milano, che già in quello scorcio dell'Ottocento ambiva al titolo di "capitale morale" dell'Italia. Ma fu soprattutto all'insegnamento di Luigi Albertini, il giornalista liberale estromesso dal fascismo nel 1925, che Borsa si rifece quando, sconfitta la dittatura, venne chiamato nel 1945 dal Comitato di liberazione nazionale Alta Italia a guidare il quotidiano di via Solferino. Il direttore azionista, anche se non prese mai la tessera di partito, già prima che fosse indetto il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, orientò il più importante quotidiano italiano in senso repubblicano e contro la monarchia, troppo compromessa con il passato regime. Da quel momento la storia del giornale, con oscillazioni ora a destra ora a sinistra, è stata la storia di un grande gruppo liberale che ha interpretato i cambiamenti sociali e politici e ha accettato le sfide della modernità. In occasione del 150° anniversario dalla fondazione del giornale e degli ottant'anni dalla nascita della Repubblica italiana, Dino Messina rievoca in modo rigoroso e affascinante una pagina cruciale della storia nazionale, che ha visto intrecciarsi i destini di un giornale e quelli del Paese.
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Cuori di tenebra. I signori della guerra che volevano farsi re
Neri Pozza, 27/02/2026
Abstract: Con la Prima guerra mondiale e la Rivoluzione russa scompaiono i quattro grandi Imperi: austro-ungarico, tedesco, russo e ottomano. Svaniscono nel nulla quei sistemi politici multietnici che erano riusciti ad assicurare pace e stabilità dall'Europa centrale al Baltico, dall'Alto Adriatico ai Balcani, dal Danubio alla Siberia, dal Caucaso all'Asia centrale e nord-orientale fino ai confini della Cina. Tra il 1918 e il 1922 quei territori diventano il campo di scorrerie di Signori della guerra che lo trasformarono in un dilaniato conglomerato di "terre di sangue". Di questi avventurieri, eroi, sognatori, carnefici, ma in fondo "figli di un dio minore", questo libro narra la disperata, a volte nobile a volte infamante epopea, che evoca le tristi gesta di Kurtz, il protagonista del romanzo di Joseph Conrad Cuore di tenebra. Ci sono personaggi come Pëtr Nikolaevič Vrangel', capo supremo dell'Armata Bianca, in lotta contro l'Armata Rossa bolscevica, che trasforma la Crimea in uno Stato autonomo. O Guglielmo Francesco d'Asburgo-Lorena, membro della casa regnante che dominava il più antico Impero europeo, che vorrebbe farsi sovrano dell'Ucraina. E Roman von Ungern-Sternberg, un altro generale bianco che nel febbraio del 1921 occupa una parte della Mongolia. E ancora İsmâil Enver, ministro della Guerra dell'Impero ottomano, che accarezza il miraggio di innalzare il vessillo della Luna crescente su un ipotetico Emirato del Turkestan. Ma c'è anche Gabriele D'Annunzio che, dopo aver sottratto Fiume all'irruzione slava, decide di creare una ducea indipendente dal Regno dei tanto disprezzati Savoia.Dopo la fine della Grande Guerra, gli sterminati domini sottoposti alla sovranità degli Asburgo, degli Hohenzollern, dei Romanov e della dinastia ottomana furono occupati in parte da nuovi Stati costruiti a tavolino in omaggio alla fantasiosa geopolitica della Conferenza di pace di Parigi. Questi organismi politici si rivelarono immediatamente fragili creazioni politiche e divennero terra di conquista di Signori della guerra. Questa è la storia di quei personaggi, avventurieri, eroi e carnefici che volevano cambiare il mondo dopo l'ecatombe della Prima guerra mondiale.
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Il giullare ribelle. Vita apocrifa di Dario Fo
Baldini+Castoldi, 06/03/2026
Abstract: A distanza di cento anni dalla sua nascita, e di dieci dalla sua morte, Dario Fo, ultimo italiano a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura, rimane ancora nell'immaginario comune un genio, un artista incontenibile, un riferimento libero e spesso lucidissimo nel dibattito intellettuale, sociale e politico. Per chi vive di teatro, però, rappresenta soprattutto un maestro che – assieme a Franca Rame, sua compagna di tutta una vita – ha solcato un impareggiabile percorso creativo, donandosi con generosità al pubblico e ai tanti attori e autori venuti dopo di lui. Matthias Martelli ha nove anni quando vede per la prima volta una vecchia registrazione di Mistero buffo alla Tv: è una folgorazione, ed è a Fo e a quello spettacolo che Martelli tornerà anni dopo, quando prenderà il volo la sua vivace carriera sul palcoscenico. Mosso dallo stesso slancio, con la devozione dell'allievo e l'autorevolezza dell'artista, Matthias Martelli scrive una biografia di Dario Fo in cui la sua vita eclettica – dall'infanzia tra i fabulatori del Lago Maggiore al clamoroso riconoscimento internazionale – prende forma in un racconto vivido, capace di restituire tutta la potenza artistica, civile e umana del "giullare ribelle". È una tradizione teatrale colta, gioiosa, popolare e sovversiva quella che si riaccende in queste pagine, lasciando risuonare una voce che, oggi più che mai, abbiamo bisogno di riascoltare.
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Sonzogno, 27/02/2026
Abstract: Ti svegli, ti prepari, affronti la giornata di lavoro, porti a termine tutti i compiti, chiacchieri con gli amici e ti prendi cura della famiglia. Gli altri ti vedono efficiente, disponibile, persino brillante. Ma dentro è come se sopravvivessi a malapena: la gioia, l'entusiasmo, il piacere di un tempo si sono spenti, e neppure gli affetti ti riscaldano fino in fondo. Sono i segnali di una forma meno conosciuta ma altrettanto insidiosa di depressione: quella ad alto funzionamento. Chi ne soffre mantiene il suo pieno potenziale operativo e non manifesta sintomi esterni, per questo il malessere non viene diagnosticato e continua a scavarci dentro. Dopo aver provato sulla propria pelle la stessa sofferenza, la psichiatra Judith Joseph ha condotto estese ricerche scientifiche su questa condizione finora trascurata e per la prima volta ne spiega la dinamica, le cause e lo stretto legame con i traumi del passato, insegnandoci a riconoscerla grazie a test, approfondimenti e questionari. Pagina dopo pagina, introduce il metodo Cinque V – Validazione, Valvole di sfogo, Valori personali e Valori biologici, Visione –, uno strumento pratico messo a punto grazie alla sua esperienza clinica per disinserire il pilota automatico, affrontare la depressione nascosta dietro la maschera della produttività e ritornare a una dimensione appagante e piena di significato. Perché, come scrive Mel Robbins nella Prefazione, "la gioia di vivere non se n'è mai andata. Ti sta solo aspettando".
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La nave di Teseo, 06/03/2026
Abstract: Constancy, una piccola cittadina della West Virginia tra le colline e le nebbie degli Appalachi, è famosa per poche cose: le mele Golden, le miniere di carbone nelle montagne che la circondano, una misteriosa sorgente d'acqua termale che gli abitanti chiamano acquadolce e, soprattutto, per il maestoso Avalon Hotel. L'Avalon è l'albergo termale più lussuoso d'America, le sue sale riccamente decorate hanno ospitato i personaggi più importanti e il suo personale è addestrato a rendere indimenticabile ogni soggiorno. Ma le cose stanno cambiando, l'attacco giapponese a Pearl Harbour ha trascinato gli Stati Uniti in guerra e non è più tempo di sfarzo e ristoro. Anche l'Avalon è chiamato a fare la sua parte nello sforzo bellico, ospiterà trecento diplomatici nemici con l'ordine di trattarli con ogni riguardo, nella speranza che nazisti e giapponesi facciano lo stesso con i diplomatici americani loro prigionieri. Ma l'Avalon non è solo un luogo di confine tra guerra e diplomazia. È anche il cuore pulsante di una forza antica e invisibile: le "voci" che abitano l'acqua, entità magiche che reagiscono all'armonia – o alla dissonanza – degli esseri umani. June Hudson, direttrice dell'hotel e custode di questo potere, ha imparato a sentirle, a proteggerle e a temerle. Quando, però, tra gli ospiti arrivano una bambina sensibile quanto lei e un detective dell'FBI segnato da un passato misterioso, l'equilibrio che June garantiva si spezza. Tra spie, tradimenti, amori impossibili e presenze soprannaturali, Avalon Hotel è un noir elegante e d'atmosfera, che intreccia la tensione della seconda guerra mondiale con il mistero di una natura viva e inquieta. Un romanzo intenso e visionario dove ogni voce – anche quella che viene dall'acqua – ha qualcosa da raccontare.
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Beat, 27/02/2026
Abstract: C'è sempre stata un'altra Londra, al di sotto di Londra. Una città sepolta, più vasta e più oscura di quella visibile, dove il buio è assoluto, l'aria resta calda anche d'inverno e il tempo sembra aver perso le sue regole. Un mondo di gallerie, cunicoli e vicoli ciechi, attraversato da fiumi antichi e torbidi. C'è chi giura che laggiù vivano soltanto ratti, cani randagi, vagabondi e vecchi assassini sfuggiti alla giustizia. Di certo, è un luogo proibito e dimenticato, che giace circa trenta metri sotto la superficie della capitale inglese. Con la sua inconfondibile miscela di rigore storico e immaginazione visionaria, Peter Ackroyd si cala nei sotterranei di Londra come un moderno Jules Verne. Attraversa catacombe nascoste sotto i mercati, gallerie preistoriche, tombe anglosassoni e strade sepolte; esplora congegni idraulici concepiti come portali d'accesso agli Inferi, tunnel invasi di cavi elettrici, passaggi segreti celati sotto i piedistalli dei monumenti. Passeggiare sotto Londra significa, per Ackroyd, illuminare un passato che non è mai passato. Dalle ere geologiche alle ossessioni vittoriane, dalle citazioni bibliche ai richiami classici, l'autore rischiara le ombre del mondo che ci circonda e apre uno spiraglio sull'ignoto: sui luoghi che non abbiamo mai visitato – luoghi che neppure i londinesi immaginavano potessero esistere – e su quelli, più inquietanti, che ci portiamo dentro. Un libro sorprendente e magnetico, che intreccia saggio, racconto e mito, e ci ricorda che proprio dove abbiamo paura di guardare si nascondono i più inestimabili tesori."Con veloci e abili pennellate, Ackroyd dipinge il fantastico e il familiare nel macabro campionario che si nasconde sotto i piedi dei londinesi". The Times"Bellissimo. Ogni capitolo è una storia vivida e piena di dettagli, tra demoni e tesori nascosti". The Columbus Dispatch"La Londra sotterranea: un'ombra o una replica della città, e un'ombra di noi stessi, e dei nostri pensieri". The Daily Beast
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Shield of sparrows. Ediz. italiana
Always Publishing, 27/02/2026
Abstract: Un romantasy che ha conquistato i lettori di tutto il mondo.Al numero 1 del New York Times.Odessa è la figlia del Re d'Oro. Una principessa del Quentis… quella sbagliata. Senza gloria né potere, è abituata a vivere nell'ombra, a obbedire e a sopportare il destino che gli altri hanno scelto per lei.Fino al giorno in cui il principe del Turah, un leggendario cacciatore di mostri, arriva sulle coste del Quentis e… decide che è Odessa la sposa che desidera e porterà con sé nel suo regno, non la sorella.Una principessa è ciò che gli spetta per onorare l'antico trattato che suggella con il sangue una indissolubile alleanza tra regni… e non importa che sia la principessa sbagliata, Odessa ancora una volta deve piegarsi.Ad accompagnare il Principe c'è anche il Guardiano, un guerriero violento, un assassino, forse il Dio stesso degli Inferi. Nonostante l'uomo disprezzi Odessa e lei stessa ricambi il sentimento, sarà il Guardiano a doverla scortare attraverso le terre popolate dai mostri del Turah, mentre lei cercherà di capire quale sarà il suo nuovo ruolo: regina per suo marito, spia per suo padre, vittima sacrificale per il suo popolo.Ma cosa succederebbe se la principessa Odessa decidesse di deludere le aspettative del padre, del futuro marito e del Guardiano che la segue a ogni passo?Se imparasse che la vera forza non è essere la pedina che gli altri pretendono che lei sia, ma abbracciare la regina che è destinata a diventare?In un mondo governato dagli Dei e dai mostri le insidie sono in agguato, ma Odessa scoprirà la verità: le bestie più pericolose sono quelle che stringono l'elsa di una spada e tramano nell'ombra.#Romantasy #ArrangedMarriage #EnemiestoLovers #SlowBurn
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Raccontare la malattia. Le nuove frontiere della medicina narrativa
Raffaello Cortina Editore, 27/02/2026
Abstract: A cura di Christian DelorenzoCome rendere centrale la storia del paziente nel processo terapeutico? Quali sono i rapporti tra medicina narrativa e psicoanalisi? In che modo le narrazioni da leggere, da scrivere e da condividere contribuiscono non solo alla formazione degli studenti e dei professionisti sanitari ma anche alla pratica clinica e a una sanità più equa?Sono alcune tra le domande a cui dà risposta Rita Charon, che si occupa di questi temi da ormai quarant'anni ed è la personalità più nota a livello mondiale nel campo della medicina narrativa. Un inedito percorso che disegna le nuove frontiere di questa disciplina con uno stile acuto e una scrittura appassionante, offrendo una serie di riflessioni aggiornate e di spunti originali sul ruolo e sull'uso della narrazione nelle relazioni e nei contesti di cura. Perché siamo quello che raccontiamo, ed è fondamentale ricordarlo soprattutto quando le nostre vite fanno l'esperienza capitale della finitudine e della sofferenza.
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Piccoli segreti. Sarò una stella
Gallucci, 27/02/2026
Abstract: Alice, Jade, Demba e Charlie hanno appena cominciato a frequentare la Scuola di ballo dell'Opéra, ed ecco già una grande notizia! Una troupe televisiva girerà un documentario sulla vita degli allievi. Nel fermento generale, tra altruismo e sana competizione, al gruppetto di amici non sfugge un dettaglio: qualcuno sembra fare di tutto per non farsi notare. I racconti della Scuola di ballo in collaborazione con l'Opéra National de Paris.