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Feltrinelli Editore, 08/07/2016
Abstract: "Ladies and gentlemen, io sono Gahan, l'Angelo della Morte, il quarto Cavaliere dell'Apocalisse. Chi vuole ballare con me?"Rutilante, ironico, epico: il backstage dell'Apocalisse nella prima opera narrativa di John Peter Sloan.
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Michail Bachtin e il suo circolo
Bompiani, 09/07/2014
Abstract: Michail Michajlovič Bachtin (Orël 1895 − Mosca 1975) è certamente una figura fondamentale della cultura europea del Ventesimo secolo. A partire dal 1963, anno di riedizione in russo della sua prima monografia, quella su Dostoevskij (prima edizione 1929), seguita dalla pubblicazione, nel 1965, del suo secondo lavoro monografico, quello su Rabelais, e dalle due raccolte (rispettivamente nel 1975 e nel 1979) dei suoi scritti prodotti tra il 1919 e il 1974, l'interesse per Bachtin è andato via via aumentando.Ciò è attestato anche dalla traduzione delle sue opere in molte lingue e dall'influenza esercitata dal suo pensiero in ambiti disciplinari diversi.Il "circolo di Bachtin", costituitosi negli anni Venti, i cui maggiori rappresentanti furono Valentin N. Vološinov (1885-1936), Pavel N. Medvedev (1892-1938), Ivanov I Kanaev (1893-1984), non era una "scuola" nel senso accademico del termine, né Bachtin era un "caposcuola", né, in questo senso, un "maestro", sicché non solo l'espressione "circolo", ormai abbastanza in uso, può essere in questo caso fuorviante se le si attribuisce un significato di scuola, ma lo è anche, e a maggior ragione, l'espressione "di Bachtin", se la si intende in termini di derivazione, di appartenenza, di genealogia.Si tratta piuttosto di un sodalizio, di un'intensa e affiatata collaborazione, all'insegna dell'amicizia e sulla base di interessi e competenze diverse a partire dalle quali ci si trova a occuparsi di temi comuni. "Circolo" nel senso che qui la parola, che "è sempre semialtrui" (tesi particolarmente centrale di tutto il gruppo), circolava liberamente. Bachtin stesso, nelle conversazioni del 1973 con V. Duvakin (v. Bachtin, In dialogo, Napoli, 2008), parla di "circolo di Bachtin", ma dicendo precisamente che egli faceva parte di un gruppo, aveva intorno a sé un circolo, formatosi a Nevel', salvo per Medvedev, e che poi crebbe e si consolidò a Vitebsk prima e a Leningrado (San Pietroburgo) poi, "circolo che ora chiamano", egli dice, "circolo di Bachtin". E anche quando, in seguito alla repressione staliniana, il "circolo" si sfalda, Bachtin è confinato prima in Kazachstan e poi in Mordovia e, nel 1936, muore Vološinov (per tubercolosi) e Medvedev (arrestato a Leningrado) è fucilato nel 1938, le loro voci e quelle degli altri amici del "circolo", in un dialogo ininterrotto, continuano a sentirsi nella ostinata prosecuzione della ricerca di Bachtin fino al 1975, anno della sua morte.
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Bompiani, 09/07/2014
Abstract: Dalla felicità di vivere, dal sentirsi vivi nasce quest'opera, diario di un viaggio in Sardegna, pubblicata per la prima volta nel 1932 da uno scrittore appena ventiquattrenne. Fin dalle prime pagine la Sardegna diventa pretesto e occasione per esprimere una profonda ansia e frenesia di conoscenza. L'incontro tra Vittorini e le cose, la natura, i villaggi o le città, gli uomini, si realizza sempre con l'entusiasmo di chi vive totalmente proiettato fuori di sé con un'apertura totale alla novità; con lo sguardo che è proprio solo dei bambini e dei poeti."Io so cosa vuol dire essere felice nella vita – e la bontà dell'esistenza, il gusto dell'ora che passa e delle cose che si hanno intorno, pur senza muoversi, la bontà di amarle, le cose, fumando, e una donna in esse. Conosco la gioia di un pomeriggio d'estate a leggere un libro d'avventure cannibalesche seminudo in una chaise longue davanti a una casa di collina che guardi il mare. E molte altre gioie insieme; di stare in un giardino in agguato e ascoltare che il vento muove le foglie appena (le più alte) di un albero; o in una sabbia sentirsi screpolare e crollare infinita esistenza di sabbia; o nel mondo popolato di galli levarsi prima dell'alba e nuotare, solo in tutta l'acqua del mondo, presso a una spiaggia rosa.E io non so cosa passa sul mio volto in quelle mie felicità, quando sento che si sta così bene a vivere: non so se una dolcezza assonnata o piuttosto un sorriso."
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Il piccolo almanacco di Radetzky
Adelphi, 09/07/2014
Abstract: "Non abbiate timore. A prima vista / può sembrare poesia, ma sono storie / di due guerre, raccolte da un cronista / che si è perduto fra vecchie memorie. / Il testo, anche se ha righe disuguali, / non differisce in nulla da una prosa, / con nomi, date e luoghi ben reali – / sia documento o cronaca o altra cosa". Questo cronista ha sfogliato a lungo gli "annali dispersi" dell'Impero absburgico, ha educato l'orecchio alle sue nitide voci, con sottigliezza, con eleganza si è esercitato a riprodurle, trascrivendole in versi assai discorsivi, che legano queste vicende come l'aria che esse tutte respirarono. Se Grillparzer disse per Radetzky: "dove è il tuo campo, lì è l'Austria", oggi possiamo dire che dove sono quelle voci, lì è l'Austria. Personaggi e vicende: una onorificenza per Franz Kafka; un'avventura del tenente Musil; la famiglia Canetti al concerto; da Cracovia l'addio di Georg Trakl; le notti di Alban Berg in camerata; un discorso di Hofmannsthal a Vienna; l'ultima ora dell'Imperatore; il Golem è apparso a Gustav Meyrink; Ettore Schmitz tra i naufraghi del Wien; Wittgenstein da Asiago a Cassino; Anton Webern protesta e scrive lieder; Karl Kraus detta epitaffi per gli amici; Oskar Kokoschka è dato per disperso; l'epidemia uccide Egon Schiele. Voci che qui ci parlano in storie familiari e remote, chiuse in sé come altrettanti medaglioni, fogli di un 'lunario' che racconta, dal 1914 al 1918, anno per anno, mese per mese, il tramonto dell'Impero e le vicende personali dei suoi scrittori e dei suoi artisti, fino alla sconfitta che distruggerà la vecchia compagine e libererà nuovi demoni.Dopo "Il piccolo almanacco di Radetzky" la seconda parte del volume, sotto il titolo "In memoria di alcuni prigionieri", è dedicata a sei vittime dei nuovi demoni, a sei figure in vario modo esemplari nella tragedia della seconda guerra mondiale.
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Adelphi, 09/07/2014
Abstract: Una domenica di giugno, a Sarajevo, avvenne il fatto che divide in due la storia del XX secolo: l'attentato in cui fu ucciso l'arciduca Francesco Ferdinando. Prima di quel giorno, esisteva un mondo che presto sembrò remoto. Dopo quel giorno, è già il nostro presente. Se le guardiamo da vicino, quelle ore traversate da un invisibile confine appaiono gremite, come tutte le altre, di piccoli fatti, incidenti, fuggevoli sensazioni, incontri fortuiti. Gilberto Forti ha avvicinato ad esse la lente della poesia e ne ha estratto undici "storie in versi" che si presentano con quella felice sobrietà narrativa di cui l'autore aveva già dato prova nel "Piccolo almanacco di Radetzky". A parlare sono, ogni volta, personaggi immaginari che raccontano la realtà. E subito ci vengono incontro voci e figure, dall'Imperatore Francesco Giuseppe, che "si dà pensiero per i funerali / come se tutto il resto non contasse", all'ufficiale Max von Lenbach, che si sottrae ai creditori fuggendo a Montecarlo con una nobildonna, dai dignitari di Corte all'attentatore, da una vecchia duchessa a un ingegnere ungherese. E gesti, episodi, parole si dispongono tutti intorno a un centro: l'uniforme troppo stretta di Francesco Ferdinando che ancora oggi possiamo vedere, con le macchie di sangue, al Museo di storia militare a Vienna. Imponente è la catena dei casi, delle inconsce volontà, dei consapevoli disegni che portarono a quei colpi di pistola, come se gli eventi fossero calamitati. E quasi come se la vittima li avesse cercati. Francesco Ferdinando qui non parla, ma altri parlano di lui. E, dal sovrapporsi delle voci, Forti è riuscito a evocare con magistrale nettezza la sua fisionomia: sterminatore di animali (più di trecentomila furono da lui uccisi cacciando), appassionato di fiori (stupendi i suoi roseti a Konopischt), erede senza poteri, costretto dall'etichetta a un matrimonio morganatico, finirà dissanguato sotto i colpi di Gavrilo Princip anche perché nessuno saprà aprirgli subito l'uniforme, che gli era stata cucita addosso a filo doppio per celare l'incipiente obesità.
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Adelphi, 06/07/2014
Abstract: "Il più delle volte mi sento come un antropologo su Marte" confessa a Oliver Sacks la paziente autistica di cui si racconta la storia nell'ultima parte di questo libro. Ed è la stessa persona che, per superare le proprie difficoltà a capire le emozioni umane, escogiterà una "macchina per abbracciare". Nella sua assoluta singolarità di scrittore, anche Sacks sembra avere escogitato qualcosa di simile, qualcosa che gli permette, di là dalla malattia, di "abbracciare" il malato. Unendo alla vocazione di narratore clinico una stupefacente capacità di empatia, Sacks riesce infatti a spingersi molto avanti nel territorio oscuro della malattia, là dove si celano le sue ragioni profonde, spesso elusive per la pura ragione medica. Il paradosso è questo: in talune circostanze eliminare la malattia significa operare una mutilazione sul paziente. E l'unico mezzo per evitarlo è penetrare nel romanzo neurologico che il paziente vive e spesso è incapace di comunicare o comunica in un modo che gli altri non sanno capire. Di questo processo delicato e affascinante, che ormai ci appare come il sigillo dell'opera intera di Sacks, si danno qui sette esempi, sette "casi straordinari" destinati a imprimersi per sempre nella memoria dei lettori: non più in quanto bruti "casi", ma in quanto storie di "individui unici, ciascuno dei quali abita (e in un certo senso ha creato) un mondo suo proprio"."Un antropologo su Marte" è apparso per la prima volta nel 1995.
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Adelphi, 06/07/2014
Abstract: Per dieci anni, fra il 1917 e il 1927, una grave epidemia di encefalite letargica (malattia del sonno) invase il mondo. Quasi cinque milioni di persone furono colpite dal male. Poi l'epidemia scomparve, improvvisamente e misteriosamente come era sopraggiunta. Una minuscola frazione dei malati sopravvisse, in una sorta di perpetuo torpore, fino al 1969, quando un nuovo farmaco, la L-dopa, permise di risvegliarli. Oliver Sacks, fra il 1969 e il 1972, somministrò questo farmaco a più di duecento malati al Mount Carmel Hospital di New York. Risvegli racconta le storie di venti di loro. Già da tali elementi è facile rendersi conto della impressionante singolarità di questo libro. Ma qui, ancora una volta, l'elemento decisivo è il narratore: Oliver Sacks, colui che sa farsi strada all'interno delle esperienze più remote e inaccessibili dei suoi pazienti. Ciascuna delle persone di cui Sacks qui racconta è un mondo a parte, ma tutte sono unite da una caratteristica: quella di aver passato la maggior parte della loro vita in una zona inesplorata e muta, vicino "al cuore oscuro dell'essere", e di essere stati sbalzati dalla "notte encefalitica" verso le "tribolazioni" e le meraviglie del risveglio. Sconvolgente è la varietà e la qualità delle esperienze che queste persone tentano disperatamente di comunicarci. E stupefacente è la capacità che qui Sacks dimostra nel capire e ricostruire il tessuto drammatico di tali esperienze. Confidando, come il grande Lurija, in una visione della medicina come "scienza romantica", Sacks rivendica la definizione della malattia che leggiamo in Novalis: "Ogni malattia è un problema musicale. Ogni cura è una soluzione musicale". Appunto questo presupposto gli ha permesso di accedere ai mondi murati di persone che vivevano nell'oscillazione fra una terribile presenza e una terribile assenza. E questo contatto si è rivelato essere il più grande aiuto che possiamo dare a chi cerca, con pena infinita, di trovare un accomodamento con la realtà. Dietro le cartelle cliniche, qui si apre uno sconfinato paesaggio, "un paesaggio molto variato, in parte familiare, in parte inquietante, con altopiani battuti dal sole, abissi senza fondo, vulcani, geyser, praterie, paludi; qualcosa come il parco di Yellowstone: arcaico, preumano, quasi preistorico, con una sensazione di potenti forze sobbollenti tutt'intorno"."Risvegli" apparve nel 1973 e da allora l'Autore lo ha più volte rielaborato nelle successive edizioni.
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Adelphi, 09/07/2014
Abstract: "Miliardi, miliardi e miliardi di animali sulla faccia della terra, per aria, nell'acqua, dappertutto, compiono senza sosta, minuto per minuto, uno sforzo di tutte le loro cellule verso un divenire che non conoscono, come le formiche che traversano precipizi trascinando fardelli cento volte più grandi di loro, si avventurano fra montagne di sabbia o di fango e ritentano dieci volte l'assalto a un medesimo ostacolo, senza che la loro carovana cambi strada". Così apparvero, all'occhio di Simenon, i primi anni della sua vita: innumerevoli piccoli gesti e piccole figure, grumi di pigmento su una tela sconfinata. Era un epos grandioso della piccolezza, delle esistenze oscure, una delle quali era stata la sua. Simenon viveva allora da sfollato a Fontenay-le-Comte, nel 1941. "Un medico, in base a una radiografia sospetta, mi annunciò che mi rimanevano al massimo due anni di vita e mi condannò a un'inattività quasi totale". Simenon non poteva però cessare di scrivere. Pensò a qualcosa di unico e di ultimo: raccontare la sua infanzia, in forma di lunga lettera al figlio. Poi quella lettera diventò romanzo, il più personale e segreto di Simenon, ma anche quello dove ritroviamo tutta la sostanza, in senso chimico, di tutti i suoi libri. Non è la storia dell'infanzia di un artista. Anzi, a lungo il piccolo Roger vi fa da comparsa, mentre campeggia sulla scena la minuta figura della madre Élise. Questa donna "che si scusa di esistere, di esserci, che chiede perdono prima d'aver fatto il male", ha la presenza perentoria dei grandi personaggi della letteratura. La sua fragilità è tutta apparente. Élise possiede una fibra inattaccabile e un occhio sicuro, che riconosce subito se il marito Désiré ha comprato un etto e mezzo di fegato invece di un etto.Pochi scrittori hanno saputo illuminare come Simenon i profondi misteri della piccola borghesia, e soprattutto della sua frangia più pura, quella che lotta testardamente per non cadere nella mera povertà, quella per cui il decoro è un baluardo contro l'umiliazione perpetua. Per questi esseri, fra i quali Simenon è cresciuto, i parenti, le stanze, i vestiti, le chiacchiere dei vicini formano una rete fittissima, che oscura il cielo e grava sulla vita. Quella rete è il pedigree di cui Simenon è stato il perfetto genealogista in tutta la sua opera. Mai però la sua lente si è avvicinata così tanto all'oggetto della narrazione come in questo libro. Qui i dettagli rimangono fissati come nella mente del bambino Roger quando finge di giocare e "contempla il meraviglioso pulviscolo dorato che sale dalla camera e viene come assorbito lentamente, irresistibilmente, dall'aria umida della strada". Così Roger diventerà, senza saperlo, uno scrittore già quella sera in cui, tornando a casa, ritrova "i pochi metri cubi luminosi e caldi della cucina, e tutti al loro posto, rigidi, racchiusi nell'immobilità dell'atmosfera come gli abitanti di Pompei nella lava". Allora, "per qualche istante sente il palpitare di una vita immateriale che è quella della casa, di quella casa e di nessun'altra, percepisce quasi il rodio del tempo".Diviso in tre parti, "Pedigree" fu scritto fra il 1941 e il 1943. La prima pubblicazione completa è del 1948.
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Bompiani, 09/07/2014
Abstract: "Ma dimmi, Adriano, 52 anni fa, quando ci siamo incontrati per la prima volta ad Amalfi per girare il film Uno strano tipo (io non volevo farlo, fu mia sorella a insistere; era una tua fan scatenata. Io no), folgorati dalla bellezza di entrambi, stravagante, misteriosa, fuori dalla norma in ogni nostro gesto o silenzio, potevamo immaginare tutto quanto stiamo vivendo da 52 anni?50 di matrimonio + 2 di fidanzamento burrascoso!L'amore, la gelosia, la ribellione, la trasgressività, l'allegria, l'incoscienza, la testardaggine... e tu che dopo soltanto un giorno dal nostro incontro ad Amalfi, in una notte ventosa, mi proponesti di fare "braccio di ferro" perché secondo te io ero la più forte. "Hai dei bei muscoli," mi dicesti tastando il mio bicipite che invece era magrissimo. Era un modo per cercare di baciarmi senza scadere nel solito bacio da fumetto. Naturalmente mi lasciasti vincere per avvicinare il tuo viso al mio e così ci demmo il primo dolcissimo e imbarazzante bacio.Il primo di milioni di baci che ancora oggi ci diamo.Sì, perché ancora oggi abbiamo l'abitudine, tu più di me, di baciarci.Di pastrugnarci."Claudia Mori
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Fazi Editore, 09/07/2014
Abstract: Roma, febbraio 2013. Nei giorni che intercorrono tra le dimissioni di Benedetto XVI e l'elezione di papa Francesco, il commissario Ponzetti viene chiamato in Vaticano per indagare sulla morte di un sacerdote, il "prete di San Damaso", che tutte le settimane teneva affollate catechesi in una chiesa del centro. Nella stessa chiesa, da qualche tempo, si è diffusa la credenza di una Madonna piangente che ha suscitato entusiasmo tra i fedeli e messo in allarme la Curia. Si apre così un'indagine vincolata alla più stretta segretezza nel tentativo di scoprire la verità ed evitare il diffondersi della notizia di un suicidio. Ma Ponzetti non è stato scelto a caso per questo compito. E non solo perché sua moglie conosceva quel prete e frequentava quella chiesa. Il commissario, affiancato come sempre dal fido Iannotta, avrà un bel daffare per scoprire il mistero celato in questa intricata vicenda, che si svolge sullo sfondo di una Roma cupa, a due facce, in cui la soluzione all'enigma potrebbe nascondersi tra le mura vaticane. E Ponzetti finirà, suo malgrado, per vedere coinvolta la sua famiglia nella soluzione del caso, particolarmente delicato, stavolta, e legato a complicati intrighi davvero più grandi di lui."C'è una Roma per turisti e c'è la Roma che vive, quella vera. Il modo migliore per capirla è seguire il commissario Ponzetti".Marco Malvaldi"Cammina, Ponzetti. Cammina per la città, incontro alla notte, in mezzo alla gente che corre dietro alla vita senza raggiungerla mai. Cammina, Ponzetti. Come se sapesse dove sta andando".Maurizio De Giovanni"Roma sta a Ponzetti come Parigi a Maigret e New York a Nero Wolfe. Dopo la Sicilia di Montalbano, anche Roma ha trovato il suo eroe".Antonia Arslan, "Avvenire""Vien voglia di stringere la mano a Giovanni Ricciardi, e ringraziarlo per aver dato volto e fisionomia a un personaggio così".Marco Lodoli, "la Repubblica"
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La vita sessuale delle gemelle siamesi
Guanda, 10/07/2014
Abstract: "Welsh è uno scrittore satirico colto, abilissimo nel giocare con le parole e i gerghi mutevoli della lingua parlata."Manuela Grassi, Panorama"Welsh è uno scrittore satirico colto, abilissimo nel giocare con le parole e i gerghi mutevoli della lingua parlata."Panorama - Manuela Grassi"Un romanzo provocatorio che affonda nel ridicolo la cultura dei media."The Observer"Sviscera con lucidità le ossessioni più grandi e potenzialmente più pericolose della società occidentale: cibo, salute, sesso e perfezione emotiva."The Independent"Un provocatorio romanzo a sfondo sessuale che affonda nel ridicolo la cultura dei media."
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Corbaccio, 19/06/2014
Abstract: LA PRATICA QUOTIDIANA DI UNA VITA ILLUMINATA. "Sono stata testimone più e più volte del potere che ha lo Yoga di modificare schemi di comportamento apparentemente inamovibili e di risvegliare il corpo, la mente e il cuore a nuove possibilità. Non importa chi siamo o per quanto tempo ci siamo trincerati in comportamenti autodistruttivi: la pratica quotidiana dello Yoga ha il potere di metterci di fronte alla nostra fondamentale bontà innata e a quella degli altri. Riscoprire chi siamo in realtà nel nostro nucleo ci spiana la strada a fare esperienza della connessione con gli altri al livello più elementare. Questa capacità di connessione è al cuore della pratica detta Yoga. Non importa chi siate o crediate di essere, né importa quello che vi è successo in passato o a che punto vi troviate nel presente: chiunque abbia l'intenzione di andare al di là dei pensieri e dei comportamenti che limitano e immobilizzano se stessi può trovare, anzi troverà, la libertà con l'aiuto di questa pratica."
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Corbaccio, 10/07/2014
Abstract: "Un romanzo ricco e avvincente... Un'autrice con la vocazione al best seller."La Stampa"L'avventura che ci è concesso vivere in prima persona, grazie alla capacità narrativa della Link, si snoda con un ritmo incalzante, ricco di colpi di scena, ma allo stesso tempo rilassante, con un tono che concede pause e spazi di romanticismo."Gazzetta di Parma - Isabella SpagnoliUNA TEMPESTA DI NEVE, UN DIARIO SEGRETO E DUE DONNE I CUI DESTINI SI INTRECCIANO CON ESITI SORPRENDENTI. Una coppia di giovani avvocati tedeschi di successo decide di passare il Natale in Inghilterra, in una isolata casa di campagna. Il loro matrimonio è in crisi e Barbara spera che qualche giorno passato in solitudine con Ralph possa servire a risolvere la crisi. La sera stessa dell'arrivo una violenta tempesta di neve li blocca in casa. Barbara si imbatte casualmente nel diario di Frances Gray, la vecchia proprietaria della casa. La lettura del manoscritto affascina la giovane che scopre una donna straordinaria, in grado di sfidare le convenzioni.
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Corbaccio, 10/07/2014
Abstract: "Charlotte Link ha quella conoscenza dell'animo umano che contraddistingue i migliori autori di thriller psicologici."The New York Times"Sa entrare nella psicologia dei personaggi, sa introdursi nei contesti più aspri: Charlotte Link è una primadonna nel panorama editoriale."Il Sole 24 Ore"Un'autrice con la vocazione al best seller."La StampaUN MISTERIOSO PASSATO AVVOLGE LA CASA SULL'ISOLA DI GUERNSEY, IN INGHILTERRA. In preda a una profonda crisi personale e professionale, la giovane insegnante berlinese Franca Palmer decide di rifugiarsi nell'isola di Guernsey, nel canale della Manica. Qui trova alloggio presso un'antica villa a Le Variouf, dove l'anziana inglese Beatrice Shaye si prende cura di uno splendido roseto. Con lei vive Helene Feldmann, una tedesca trasferitasi sull'isola con il marito ufficiale al tempo dell'occupazione tedesca durante la Seconda guerra mondiale. Ben presto Franca si accorge che la sua presenza ha un effetto dirompente sul rapporto fra Beatrice e Helene, un rapporto che in realtà nasconde odi e rivalità mai sopiti risalenti agli anni della guerra.
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Corbaccio, 10/07/2014
Abstract: "Charlotte Link ha quella conoscenza profonda dell'animo umano che contraddistingue i migliori autori di thriller psicologici. "The New York TimesUN UOMO SCOMPARSO, DUE DONNE IN PERICOLO, UN DUPLICE OMICIDIO. Estate in Provenza: Rebecca Brandt, vedova disperata, ha preso la decisione estrema di porre fine ai suoi giorni, ma viene distolta dal suo proposito dall'arrivo imprevisto di Maximilian Kemper, il miglior amico del marito. Maximilian non è solo: con lui viaggiano due studenti di Monaco, Inga e Marius, un ragazzo chiuso e aggressivo. Intanto, a centinaia di chilometri di distanza, a Monaco, un'anziana coppia viene trovata brutalmente assassinata. Vicende che apparentemente non hanno nulla a che fare l'una con l'altra, ma che a poco a poco, in un gioco di apparenti coincidenze, riveleranno un intreccio mortale che coinvolge il passato e il presente di tutti i protagonisti: chi nasconde un segreto terribile, chi ignora di essere il bersaglio di un rancore mai sopito, chi non ha mai ricevuto risposta a una richiesta di aiuto... Nessuno è mai veramente innocente. E tutte le tracce avrebbero potuto farlo capire.
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Corbaccio, 10/07/2014
Abstract: BAMBINE SCOMPARSE, PERSONE INSOSPETTABILI, UN SEGRETO INCONFESSABILE. Una notte tempestosa d'agosto: una barca a vela fa naufragio vicino all'isola di Skye. I proprietari, i tedeschi Livia e Nathan Moor, riescono a salvarsi a fatica e vengono accolti nella casa di vacanza dei coniugi Quentin. Nathan è palesemente attratto da Virginia Quentin, una trentacinquenne in crisi, con frequenti attacchi di panico, che riesce a trovare un po' di tranquillità solo con Kim, la figlioletta di sette anni. Ed è così che cerca di avvicinarla anche dopo il ritorno a casa dei Quentin, a King's Lynn, una cittadina funestata dal ritrovamento dei cadaveri di due bambine del luogo, violentate e uccise. Dopo un iniziale momento di smarrimento, Virginia crede di trovare in Nathan l'uomo che le restituirà la gioia di vivere, lontana da un marito di cui non è innamorata e da un oscuro passato che grava sul suo presente. Ma le cose sono destinate a subire una brusca svolta quando anche la piccola Kim scompare, insinuando nell'animo di Victoria un dubbio angoscioso...
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Corbaccio, 10/07/2014
Abstract: PASSIONI, AMORI, EROISMI E TRADIMENTI SULLO SFONDO DELLA GERMANIA NAZISTA. SECONDO VOLUME DELLA TRILOGIA "VENTI DI TEMPESTA". Germania, 1938: il regime hitleriano sta precipitando il paese e il mondo intero in una guerra rovinosa, ma la giovane aspirante attrice Belle Lombard è poco interessata alla politica: il suo sogno è quello di entrare nei Filmstudios di Berlino e incontrare l'uomo della sua vita. Mentre la madre Felicia continua la sua folgorante ascesa nel mondo dell'industria asservita al regime nazista. Tuttavia, il destino della Germania non può non intaccare la vita privata di ciascuno, e ciascuno cercherà di sopravvivere seguendo le proprie inclinazioni: entusiasmo, indifferenza, ricerca del compromesso, opposizione, sacrificio. Felicia resterà saldamente ancorata alle sole cose in cui crede: la famiglia e l'azienda, e aiuterà Belle durante gli anni terribili della guerra, del terrore, dei bombardamenti, dei lutti. Impotente assisterà alla perdita dell'amatissima Lulinn la tenuta di famiglia nella Prussia orientale, e scoprirà, troppo tardi, la forza del sentimento che la lega all'ex marito Alex...
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Corbaccio, 10/07/2014
Abstract: L'EPOPEA DI UNA FAMIGLIA TEDESCA ATTRAVERSO UN SECOLO DI STORIA. TERZO VOLUME DELLA TRILOGIA "VENTI DI TEMPESTA". Alexandra, è nata negli Stati Uniti, dove la madre Belle era andata a vivere dopo la seconda guerra mondiale. Trasferitasi in Germania per studiare all'università, si innamora di Dan Liliencron, figlio dell'ex socio in affari della nonna, l'indimenticabile Felicia Degnelly di Venti di tempesta e Profumi perduti, ma finisce per sposare Markus Leonberg. La nonna lascia a lei le redini dell'azienda di famiglia e Alexandra si trova così a lavorare fianco a fianco con Liliencron, mentre il marito, un finanziere eccessivamente disinvolto, perde tutto il suo patrimonio e decide di suicidarsi. Alexandra affronta la crisi gravissima in cui si trova coinvolta e, insieme a Lilinencron, riesce, fra alti e bassi a ricostruire la propria vita sentimentale e professionale. Ambientato in Germania, Un'eredità difficile racconta con la consueta sensibilità le vicende e le emozioni dei protagonisti sullo sfondo di un paese in drammatico cambiamento, dal boom economico degli anni Sessanta, alla contestazione studentesca, agli anni di piombo del terrorismo e della crisi economica, fino al crollo del Muro di Berlino e alla riunificazione della Germania.
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Corbaccio, 10/07/2014
Abstract: ESTATE 1914: IN UN'EUROPA PRONTA ALLA GUERRA UNA GIOVANE DONNA SOGNA AMORE E LIBERTÀ. PRIMO VOLUME DELLA TRILOGIA "VENTI DI TEMPESTA". La notizia dello scoppio della prima guerra mondiale infrange la serena atmosfera estiva della campagna intorno a Domberg, nella Prussia orientale, dove la ricca famiglia Degnelly trascorre le vacanze. Felicia, nipote diciottenne del patriarca, si trova catapultata in un mondo violento e caotico, in cui, tuttavia, riesce a sopravvivere grazie al suo spirito ribelle e anticonformista. Contesa da due uomini, un ricco industriale tedesco e un giovane rivoluzionario, parte per il fronte come crocerossina, assiste alla rivoluzione bolscevica, torna in Germania con una figlia, e dopo la guerra si trasforma in imprenditrice di successo, determinata a salvare l'amata casa di famiglia.
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VALLARDI, 10/07/2014
Abstract: Chi è e che mestiere fa il misterioso personaggio che assomiglia a un topo e chiede un passaggio al protagonista, convincendolo poi a lanciarsi alla velocità folle di 120 miglia orarie sulle strade di campagna? Finché un poliziotto in motocicletta non li raggiungerà a sirene spiegate e non prenderà i loro dati per mandarli in prigione. Certo che però l'autostoppista è uno che con le dita ci sa fare, un vero digitatore.... Il testo, in lingua originale, è arricchito da: • Glossari con la traduzione delle parole più interessanti o difficili; • Note su strutture della lingua, forme idiomatiche o familiari, registri espressivi, phrasal verbs...; • Reading Comprehension Exercises.