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I fantasmi della psicologia
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Kagan, Jerome

I fantasmi della psicologia

Bollati Boringhieri, 24/04/2014

Abstract: "Fuori contesto". Si chiama così la terra di nessuno delle astrazioni indimostrate in cui vagolano da tempo i fantasmi della psicologia, ossia della disciplina che più di altre dovrebbe invece indagare gli esseri umani nella loro viva, singolare concretezza. A cacciare i fantasmi con intrepido fervore è proprio uno psicologo, tra i maggiori al mondo. Pochi come Jerome Kagan conoscono dall'interno le dinamiche dei progetti di ricerca e sono in grado di additare autorevolmente i preconcetti che ne viziano i risultati. Una miriade di studi empirici iperfinanziati e manuali diagnostici a diffusione universale condividono un identico cono d'ombra, perché si ostinano a ignorare la significatività – per gli stati mentali – dell'appartenenza culturale, della collocazione sociale e delle storie di vita degli individui. Esaminare le emozioni, i sentimenti e i comportamenti fidando soltanto nelle dichiarazioni verbali dei soggetti intervistati, misurare le relative attività cerebrali senza tener conto dei setting specifici, o invocare un'origine monocausale, perlopiù genetica, per le patologie psichiatriche sono procedure avventate, che finiscono con l'oscurare evidenze incontrovertibili e alterare i dati. Il benessere soggettivo descritto da una donna povera del Nicaragua non potrà essere calcolato sull'indice di felicità di un avvocato parigino; gli americani depressi di origine cinese non risponderanno a un questionario sulla depressione, ritenuta stigmatizzante, allo stesso modo delle madri norvegesi; un ragazzo ansioso di San Francisco parlerà della sua condizione secondo parametri inassimilabili a quelli di un monaco buddhista sessantenne, che forse non dispone neppure della parola "ansia" in tibetano. Ecco, ammonisce Kagan, bisogna ridare corpo a tutto ciò che, decontestualizzato, si è ridotto a ectoplasma. Una psicologia riformata dovrebbe aggiornare il motto delfico: "Conosci te stesso in ogni contesto".

Cacciatori di tesori
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Patterson, James - Grabenstein, Chris

Cacciatori di tesori

Salani Editore, 28/04/2014

Abstract: I fratelli Kidd (Tommy, 17 anni, Storm, 14, e i due gemelli Bickford e Rebecca di 12) sono cresciuti immergendosi tra i relitti di navi e le caverne subacquee dell'intero pianeta, aiutando i loro famosi genitori a recuperare dal fondo dell'oceano ogni genere di tesori dalle spade vichinghe ai dobloni d'oro dei conquistadores spagnoli. Ma quando mamma e papà spariscono durante l'ennesima avventura, i ragazzi sono improvvisamente catapultati nella più importante caccia al tesoro della loro vita. Dovranno aiutarsi l'un l'altro per sconfiggere un gruppo di brutali pirati ed eludere l'inseguimento di un perfido cacciatore di tesori rivale, il tutto cercando di decifrare le tracce misteriose che nascondono ciò che davvero è successo ai loro genitori.

Quattro sberle benedette
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Vitali, Andrea

Quattro sberle benedette

Garzanti, 28/04/2014

Abstract: "Di capitolo in capitolo, Andrea Vitali ha architettato una commedia umana miracolosa: perché lettori e critici si sono trovati (si trovano) d'accordo nell'applaudirla."La Stampa - Bruno Quaranta"Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.""Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo."Antonio D'Orrico, "La lettura – Corriere della Sera""Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie."Bruno Quaranta, "Tuttolibri""La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che egli trasforma in prodigiosa azione romanzesca."Fulvio Panzeri, "Avvenire"In quel fine ottobre del 1929, sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l'enigma, perché uno predice una cosa e l'altro l'esatto contrario. Se le darebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l'appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare. E forse c'è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, il malmostoso coadiutore del parroco arrivato in paese l'anno prima e che sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell'acqua ristretta e insipida del lago. E poi ci sono sberle più metaforiche, ma non meno sonore, che arrivano in caserma nero su bianco. Sono quelle che qualcuno ha deciso di mettere in rima e spedire in forma anonima ai carabinieri, forse per spingerli a indagare sul fatto che a frequentare ragazze di facili costumi, in quel di Lecco, è persona che a rigore non dovrebbe. D'accordo, ma quale sarebbe il reato? E chi è l'autore di quelle rime che sembrano non avere un senso? Ma, soprattutto, di preciso, con chi ce l'ha? Ficcando il naso tra le beghe e i segreti della sua Bellano immaginaria e realissima al tempo stesso, in Quattro sberle benedette Andrea Vitali apparecchia un altro appetitoso banchetto letterario, confermandosi autore prolifico di storie e di invenzioni come pochi altri, per la gioia e il godimento del lettore.

Toyota way. I 14 principi per la rinascita del sistema industriale italiano. Con 14 casi di studio italiani
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Liker, Jeffrey K. - Attolico, Luciano

Toyota way. I 14 principi per la rinascita del sistema industriale italiano. Con 14 casi di studio italiani

Hoepli, 28/04/2014

Abstract: TOYOTA WAY, IL MODELLO DI MANAGEMENT CHE PUÒ RILANCIARE IL SISTEMA INDUSTRIALE ITALIANOFar crescere un'azienda non vuol dire farla andare più veloce di altre, per poi fermarsi ad ogni turbolenza dei mercati e, nel nostro caso, di fronte alle debolezze del sistema Paese.L'Italia e le sue imprese sono state spesso delle "lepri", innovative e di successo in alcuni casi, ma spesso addormentate, sfiduciate e stanche; e raramente delle "tartarughe", il cui cammino costante è la metafora di come si potrebbe riuscire a costruire una crescita regolare e durevole.In un'epoca segnata dal cinismo sull'etica delle grandi aziende capitalistiche e del loro ruolo nella società, il Toyota Way offre un modello alternativo, capace di realizzare sistemi industriali costituiti di persone, prodotti e processi votati a generare valore per il cliente, la società e l'economia.Questa nuova edizione, per la prima volta aggiornata nei contenuti e arricchita di numerosi casi di studio italiani, rivela i principi di gestione che stanno dietro la reputazione di Toyota che, a partire dal 1945, ha costruito e sviluppato il suo modello di produzione (il Toyota Production System), ovvero il cosiddetto Lean Thinking, l'approccio alla basedei successi ininterrotti dell'azienda nipponica e di molte altre aziende che hanno raggiunto l'eccellenza nei loro settori.

Gestire lo stress for dummies
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Elkin, Allen

Gestire lo stress for dummies

Hoepli, 28/04/2014

Abstract: Stanchi dello stress? Per cambiare vita, basta poco!Ecco una guida affidabile per imparare ad affrontare lo stress nel fisico e nella mente.Che si abbia problemi di cuore, al lavoro, in famiglia o di qualunque altro genere, Gestire lo stress For Dummies aiuterà a identificare i fattori scatenanti dello stress e ad affrontarli nel migliore dei modi.

L'uomo che guardava passare i treni
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Simenon, Georges

L'uomo che guardava passare i treni

Adelphi, 30/04/2014

Abstract: La sera di un giorno qualsiasi, Kees Popinga si appresta a fumare un sigaro. Anche la sua vita è qualsiasi, e questo lo rallegra. Impiegato di una solida ditta olandese, è abituato a spartire le sue ore con perfetta regolarità. I suoi sentimenti non usano deviare, se non impercettibilmente, come per esempio per "quella certa emozione furtiva, quasi vergognosa, che lo turbava vedendo passare un treno, un treno della notte soprattutto, dalle tendine calate sul mistero dei viaggiatori". Quella sera, poche ore dopo, Popinga fu costretto ad accorgersi che la sua vita si disfaceva come un castello di carte. Ora gli accennava dall'oscurità una nuova esistenza, dove avrebbe avuto a che fare con figure per lui estranee: il sangue, le donne, l'imbroglio, il caso, la fuga, la paura, l'esaltazione, il falso, la polizia.Kees Popinga è uno di quegli uomini cosiddetti normali che Simenon predilige e che sa raccontare come nessun altro. La sua normalità, come ogni normalità, è illusoria: un meccanismo che, appena s'inceppa, diventa capace di tutto. Ma non tutti, a quel punto, sono capaci di tutto. Kees Popinga sì. Come era stato, un tempo, il più normale fra i normali, ora si sfrena e, preso da un'euforia sinistra, rovescia uno per uno tutti i capisaldi della sua realtà. La sua fuga è una sfida, e la sfida attira un'incalzante persecuzione, che ci trascina fino all'ultimo nella lettura. Personaggio paradigmatico dell'universo simenoniano, Popinga si insinua nella mente del lettore con una stupefacente familiarità. È come una carta da parati che abbiamo visto per anni e improvvisamente si metta a parlare. Dal momento in cui, un giorno, Popinga esce di casa e, chiudendo la porta, esce anche da se stesso, incontriamo di tutto e non riusciamo a evitare di vederlo con i suoi occhi. Il delitto, il terrore, la fantasticheria, la solitudine, la lucidità, la puntigliosità: sono nuovi pezzi su una vecchia scacchiera, e con il loro aiuto Popinga tenta disperatamente di eludere lo scacco matto. Alla fine, la sua vita, di cui ormai sappiamo tutto, sarà passata davanti ai nostri occhi, e ai suoi, come uno di quei misteriosi treni che amava guardare nella notte. "L'uomo che guardava passare i treni" fu pubblicato per la prima volta nel 1938.

Le finestre di fronte
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Simenon, Georges

Le finestre di fronte

Adelphi, 30/04/2014

Abstract: Siamo a Batum, sul Mar Nero, nei primi anni di Stalin. Adil bey è il nuovo console turco. Comincia a guardarsi intorno. Entra nel suo ufficio, "sporco di quella sporcizia lugubre che si ritrova nelle caserme e in certi uffici pubblici". Dà un'occhiata fuori e vede due persone affacciate alla finestra di fronte. "Prendevano il fresco, nell'oscurità, in silenzio". Più tardi vedrà il punto rosso di una sigaretta nel buio di quella finestra. Adil bey avverte subito un invincibile disagio, in quella città desolante, dove tutto lo respinge, dove ogni significato è dubbio e sfuggente. E si sente preso in una rete: sguardi, mezze parole, contrattempi, scene intraviste. Capisce di essere un insetto condannato a contemplare la ragnatela che lo imprigiona. Continua a guardare le finestre di fronte, con maggiore curiosità di quella che mostrano gli altri a osservare lui. Spia le spie, e intanto anche il suo corpo sembra intaccato, una cupa rabbia si unisce alla paura. E l'angoscia si espande, nulla può arrestarla. Su questa scena si consuma una storia di amore, inganno e morte. Pubblicato nel 1933, quando la natura della Russia di Stalin era ancora ignota all'esterno, e nessuno poteva raccontarla dall'interno, questo romanzo è una prova sconcertante della precisione visionaria di Simenon. Nel ritmo torpido e maligno della vita a Batum troviamo tutti i tratti dell'ossessione poliziesca che fa da sfondo al nostro tempo. Nulla di essenziale c'è da aggiungere a questa immagine, che ha una sonnambolica sicurezza. Non vi è qui alcuna preoccupazione ideologica: sola all'opera è la capacità primordiale di cogliere un'aria, un'aura, un'essenza nascosta. Così, forse senza accorgersene, Simenon ha scritto il romanzo russo di quegli anni che altri non hanno potuto scrivere.

Turista da banane
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Simenon, Georges

Turista da banane

Adelphi, 30/04/2014

Abstract: Oscar Donadieu, giovanotto sensibile e introverso, ultimo erede di un potente clan di armatori della Rochelle, sbarca a Tahiti sognando "di immergersi nella natura, di vivere a tu per tu con lei e con lei sola, rinunciando agli agi della civiltà". Eppure, già nel corso della traversata, qualcuno lo ha messo in guardia: "Forse farebbe meglio a non scendere dalla nave e a tornarsene dritto in Francia". Eviterebbe così di diventare uno di quelli che i locali definiscono sprezzantemente "turisti da banane", relitti della vita tropicale vaganti fra sbronze tristi, ragazze facili, squallide notti e sordidi intrallazzi. Con fierezza, Donadieu pensa che queste cose possono succedere ad altri, non a lui. Ma la realtà è vischiosa, e il destino ignora la geografia. E a dispetto dello scenario di palme e luce abbagliante, la cupa sorte della famiglia Donadieu non tarderà a compiersi, in questo romanzo dell'evasione impossibile. Compiuto a Porquerolles nel 1936 dopo un viaggio intorno al mondo durato cinque mesi, "Turista da banane" fu pubblicato nel 1938.

Lettera a mia madre
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Simenon, Georges

Lettera a mia madre

Adelphi, 30/04/2014

Abstract: Dopo anni di assenza, Georges Simenon torna a Liegi per assistere agli ultimi giorni della madre novantenne. Nella stanza dell'ospedale due occhi di un grigio slavato lo fissano: "Perché sei venuto, Georges?". E qui comincia un ultimo duello, silenzioso e immobile, fra madre e figlio. Per quasi cinquant'anni si sono visti poco. Ma un filo resistentissimo lega quella donna minuta, che ha vissuto sempre dello "stretto necessario" nel suo angolo del Belgio, e quello scrittore celebre in ogni parte del mondo, ricchissimo, il caso più stupefacente di fecondità nell'invenzione romanzesca. I loro rapporti non sono mai stati facili, nessuno dei due è abituato all'espansività dei sentimenti. "Ed ecco che ora, dopo tanti anni, vecchi tutti e due, ci ritroviamo faccia a faccia in quest'ospedale, con questi personaggi di cera intorno a noi". Eppure, solo ora Simenon ha l'impressione di capire sua madre, e insieme di non sapere quasi nulla di lei. C'è un fondo comune in questi due esseri: la madre, testardamente, ha "sempre voluto appartenere al mondo della piccola gente"; il figlio si è nutrito di quel mondo in ogni nervo per evocare, con sonnambolica sicurezza, centinaia di personaggi. E solo ora, nella scansione perfetta di questa "Lettera", si avvicina alla verità di un personaggio di tale forza che gli ha resistito sino alla morte.

12 anni schiavo
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Northup, Solomon - Paladino, Lorena - Maugeri, Giuseppe

12 anni schiavo

Garzanti Classici, 08/05/2014

Abstract: LA SCONVOLGENTE STORIA VERA CHE HA ISPIRATO IL FILM DI STEVE MCQUEEN VINCITORE DI 3 PREMI OSCAR E UN GOLDEN GLOBE NEL 2014. 12 anni schiavo è lo sconvolgente racconto – scritto in prima persona dall'autore e pubblicato nel 1853 – della vita di Solomon Northup, un uomo di colore nato libero, venduto e costretto in schiavitù per dodici interminabili anni. Nato nello stato di New York nel 1808, Solomon è un giovane di condizione libera, proprietario di un piccolo appezzamento di terreno e appassionato musicista. Nel 1841 viene avvicinato da due uomini che gli propongono un ingaggio come violinista. È l'inizio di un incubo: rapito, drogato, Solomon viene costretto a cambiare nome, a dimenticare il proprio passato, a diventare un'altra persona, uno schiavo, senza nessuna speranza di rivedere la propria famiglia. Deportato in Louisiana, viene venduto a un coltivatore di cotone e nei successivi dodici anni sperimenta l'abiezione dello sfruttamento e della schiavitù. Contro tutto e tutti, deciso a riguadagnare la propria libertà, Solomon, riesce a rimettersi in contatto con la propria famiglia. Comincia la dura e appassionata battaglia legale che nel 1853 gli restituirà la libertà. Documento di straordinario valore umano e storico, scritto di getto subito dopo la liberazione, 12 anni schiavo conserva ancor oggi la forza di un'orgogliosa rivendicazione della dignità e dell'uguaglianza di tutti gli uomini.

Pantera
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Benni, Stefano - Ralli, Luca

Pantera

Feltrinelli Editore, 30/04/2014

Abstract: L'Accademia dei Tre Principi è una sala da biliardo. È un sotterraneo, un antro favoloso, dove incrociano le stecche giocatori leggendari come il Puzzone, Garibaldi, Tremal-Naik, Willy, John, Valdo, il Professore e Tamarindo. Svuotano portacenere e tengono il conto delle battaglie. In quel mondo di soli maschi un giorno fa il suo ingresso Pantera, "snella, flessuosa, pallida", e la leggenda varca i confini. Quando i migliori cadono, come in un poema cavalleresco i campioni cominciano ad arrivare da lontano.Uscita dal suo racconto, Pantera porge il testimone ad Aixi, una ragazzina innamorata del suo mare, protagonista di una nuova sfida, tutta inondata di luce e di mistero.

Correre è una filosofia
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De Pascale, Gaia

Correre è una filosofia

Ponte alle Grazie, 30/04/2014

Abstract: "Correre rende felici". Si potrebbe riassumere così l'affascinante percorso che Gaia De Pascale traccia in queste pagine: unica fra tutte le discipline sportive, la corsa è una filosofia di vita, e insieme metafora stessa del vivere. Chi corre lo fa per spezzare ogni condizionamento o limite: si oppone al destino, esprime la propria nostalgia per l'infanzia perduta o per un ideale di purezza e autenticità a cui tendere, sfoga emozioni e tensioni sopite da troppo tempo, supera le barriere che la vita gli ha imposto. In una parola, correre è sinonimo di libertà, oltre i vincoli sociali, culturali, oltre le sbarre di qualsiasi prigione, mentale o reale, fisica o emotiva. Ecco quindi una ricchissima carrellata di figure, ognuna emblema di tale pulsione, dal mito greco ai conflitti sociali del Novecento, dalla savana africana ad Alice nel Paese delle Meraviglie, dagli scatti brucianti dei velocisti alle imprese titaniche degli ultrarunner, fra cui spicca il leggendario Marco Olmo. Le storie raccolte in questo libro sono tante e diversissime fra loro, lontane nello spazio e nel tempo della storia, ma non è difficile riconoscerne un centro comune. Quando si tratta di correre, agonismo e competizione non contano più di tanto: l'obiettivo non è sconfiggere l'avversario o inanellare l'ennesimo record, ma arrivare in fondo, raggiungere il traguardo, vincere la sfida che prima di tutto affrontiamo con noi stessi, le paure, le prove durissime di cui il destino ha costellato la nostra strada. Correre è persino una forma di follia, ma di "follia sana, una follia che è salvezza". E la proverbiale "solitudine del maratoneta" non è mai una cella, ma la libertà più pura, la vittoria più profonda, la capacità di arrivare al fondo di noi stessi, di pensare l'impensabile. Quando si corre ci si dimentica della fatica, del dolore, del respiro che sembra mancare a ogni passo. Ci si dimentica perfino di correre: "Forse il segreto è tutto qui. Correre come si sogna".

Senza tregua. Le relazioni Blackstone
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Miller, Raine

Senza tregua. Le relazioni Blackstone

Corbaccio, 30/04/2014

Abstract: IL SECONDO CAPITOLO DELLA SERIE HOT: "LE RELAZIONI BLACKSTONE". CONTINUANO GLI INTRIGHI... Ethan Blackstone ha un problema: ha tradito la fiducia di Brynne e lei l'ha lasciato. Ma lui non può più vivere senza di lei... La passione che li univa era esplosiva anche ma i segreti che ognuno di loro nascondeva avrebbero potuto distruggere la loro unione per sempre. E ora che la vita Brynne è minacciata, Ethan deve far ricorso a tutta la sua forza e alla sua abilità per proteggerla dal pericolo che gliela può strappare per sempre. Riuscirà Ethan a liberare Brynne da un passato che la tiene prigioniera? Riuscirà a sentire ancora il tepore del suo tocco, la solidità della sua fiducia in lui? Ethan farà di tutto per proteggerla. Rischierà il tutto per tutto.La storia di un uomo e una donna con un amore così grande che cancella tutte le cicatrici del passato per poter iniziare finalmente una vita di pura estasi insieme.

Un'idea di felicità
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Sepúlveda, Luis - Petrini, Carlo

Un'idea di felicità

Guanda, 30/04/2014

Abstract: "Un grande narratore capace di cogliere i dettagli più profondi nel magistrale artigianato del raccontare."La Stampa"Sepúlveda ha il senso della narrazione concisa ed efficace, il gusto delle immagini finemente cesellate, un grande dono dell'evocazione che gli permette di rendere semplici, stilizzandoli, gli esseri e gli avvenimenti più complicati."Le MondeLa felicità è ancora di questo mondo? In un'epoca frettolosa e spesso cupa, dai ritmi di vita e di lavoro innaturali, dov'è finito il tempo per la vita, per la persona, per la condivisione? C'è ancora, è la risposta di Luis Sepúlveda e Carlo Petrini, purché sappiamo trovarlo, rubando ai nostri giorni frenetici lo spazio per far germogliare un seme, per scambiarci un aneddoto spezzando il pane, o per fare la nostra parte nella battaglia per un mondo più sostenibile e generoso. Dall'Amazzonia al cuore dell'Africa, dall'esperienza amara dell'esilio all'abbraccio collettivo di Terra Madre, ricordi e pensieri di due autori d'eccezione si intrecciano in una conversazione che attraversa attualità e letteratura, gastronomia e politica, difesa della natura e della tradizione. Tra incontri e racconti, storie di grandi leader e di piccoli eroi del quotidiano, Petrini e Sepúlveda ci guidano alla ricerca di quel diritto al piacere che è oggi il più rivoluzionario, democratico, umano degli obiettivi. Con la lentezza e la saggezza della lumaca, però. Perché anche noi possiamo smettere di correre verso una destinazione ignota, e ricominciare pienamente a esistere.

La verità di Amelia
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McCreight, Kimberly

La verità di Amelia

Casa Editrice Nord, 30/04/2014

Abstract: "Non è da lei". Mentre si fa largo tra i passanti, Kate Baron ripensa incredula alla telefonata che l'ha costretta a lasciare una riunione decisiva per la sua carriera: dopo essere stata scoperta a copiare, sua figlia Amelia è stata sospesa con effetto immediato dal preside della Grace Hall, uno degli istituti privati più esclusivi di New York. "Non è da lei", continua a ripetersi Kate, finché non si trova davanti a una scena sconvolgente. L'ingresso della scuola è bloccato da un cordone di agenti di polizia, vigili del fuoco e paramedici. E la causa è proprio sua figlia. Per la vergogna, Amelia si è suicidata, lanciandosi dal tetto dell'edificio. Col suo mondo ormai in pezzi, Kate si chiude in un bozzolo di dolore e sensi di colpa, ma alcuni giorni dopo la tragedia riceve un inquietante SMS anonimo: "Amelia non si è buttata". Cosa significa? Possibile che la verità sia diversa da quella sostenuta dalle autorità scolastiche? Possibile che ci sia un'altra verità? Kate deve saperlo. Deve raccogliere le forze e scandagliare la vita della figlia, una vita segnata da ombre e segreti di cui lei neppure sospettava l'esistenza. E, a poco a poco, una domanda inizia a tormentarla. Chi era veramente Amelia? Solo trovando la risposta, Kate potrà rendere giustizia alla figlia. Solo così riuscirà a porterà alla luce la verità di Amelia. Diventato un clamoroso caso editoriale negli Stati Uniti grazie al passaparola, questo romanzo affronta il dramma di una madre e la complessità dei rapporti familiari con la tensione dei migliori thriller, ponendo al lettore un interrogativo quanto mai attuale: conosciamo davvero i nostri figli?

L'altra metà
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Rayner, Sarah

L'altra metà

Guanda, 30/04/2014

Abstract: Non potrebbero essere più diverse: Maggie, giornalista freelance, riesce a coltivare la sua sobria eleganza conciliando il lavoro e i doveri di mamma; Chloë è una ragazza bella e dinamica, che lavora nel mondo patinato delle riviste di moda ed è sul punto di dare una svolta alla propria carriera. Eppure amano lo stesso uomo. James è l'ago della bilancia: incapace di decidere tra moglie e amante, oscilla tra le due donne che rappresentano i poli opposti ma ugualmente attraenti della tranquillità famigliare con tutte le sue gratificazioni e della trasgressione, della passione incontrollata. È alternando i punti di vista dei due straordinari personaggi femminili che Sarah Rayner ci racconta le due facce dell'amore, sfruttando la trama classica del tradimento per esplorarne gli aspetti più inconfessabili e dolorosi: il senso di colpa, la difficoltà del compromesso, l'incertezza del futuro. E regala a Maggie e Chloë un finale che è un nuovo inizio.

Il libro
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Ferrari, Gian Arturo

Il libro

Bollati Boringhieri, 30/04/2014

Abstract:  "Non bisogna essere pessimisti sul futuro del libro. Il libro, lui stesso, è un gesto di ottimismo, di fiducia nella volontà degli uomini di dirsi, di raccontarsi, di raccontare quello che si è visto e scoperto. E insieme un gesto di fiducia nel desiderio di ascoltare, disposti a dimenticare se stessi per il piacere di immedesimarsi, di diventare altri. Il libro è uno scambio del meglio che abbiamo e che riceviamo. Il libro è un dono".E così che Gian Arturo Ferrari chiude questo suo libro inclassificabile. Storia editoriale, saggio erudito che origina dagli albori della scrittura attraversando la gloriosa rivoluzione della tipografia a stampa, prima, e dell'editoria industriale, poi, per giungere infine a interrogarsi sul destino stesso della "forma" libro, minacciato com'è non solo nel suo corpo – tenuto sotto tiro dalla sua incarnazione digitale –, ma anche nel suo destino di privilegiato veicolo di sapere e conoscenza da altri replicanti capaci all'apparenza di saperci intrattenere, forse meglio, davanti a uno schermo.E quindi? Non resta che leggere ammaliati da questa breve storia, che ne contiene moltissime altre, certi – alla fine del viaggio – di scoprire che il libro è stato e ancora è la forma più complessa della testualità che l'uomo abbia mai conosciuto, e che grazie al suo ufficio, potremo continuare a indagare, ricercare, discernere e, alla fine, capire, conoscere, preservare e salvare.

Il Libro rosso
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Jung, Carl Gustav

Il Libro rosso

Bollati Boringhieri, 30/04/2014

Abstract: Jung lavorò al Libro rosso – incomparabile verbale dei sogni e delle visioni che popolarono il suo "viaggio di esplorazione verso l'altro polo del mondo" – per oltre sedici anni, dal 1913 al 1930, e ancora in tardissima età lo definì una sorta di presagio numinoso, l'opera di fondazione in cui aveva deposto il nucleo vitale e di pensiero della sua futura attività scientifica. Il Libro rosso è, in effetti, il libro segreto di Jung. Segreto soprattutto in quanto riproduzione simbolica di un universo altro, popolato di immagini interiori che provengono da un aldilà mitico, in cui si caricano di una potenza numinosa che le rende a un tempo guaritrici e pericolose: operatori magici di forze psichiche autonome che solo attraverso un corpo a corpo con l'inconscio è possibile neutralizzare e incanalare in un percorso terapeutico. Quella che Jung chiamerà più tardi "immaginazione attiva", è appunto lo strumento inedito di cui egli si servì per suscitare i contenuti archetipici della psiche. Con il suo tesoro di esperienze iniziatiche e meditazioni sapienziali il Libro rosso si situa dunque al centro di una straordinaria sperimentazione che ne fa un unicum nel panorama novecentesco. La sua pubblicazione, a distanza di quasi cinquant'anni dalla morte di Jung, ha segnato un punto di svolta negli studi sulla psicologia analitica. La presente edizione, agile e compatta, riproduce integralmente il testo, senza le tavole dipinte con cui Jung illustrò la sua "discesa agli inferi". È diretta a chiunque voglia approfondirne – con l'aiuto della sapientissima curatela di Sonu Shamdasani – ogni articolazione e ogni fantasmagoria psichica. A chiunque sia attratto dalle movenze di un dialogo interiore grazie al quale la Vita si è automanifestata entro una vita.

Alla fine del silenzio
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Link, Charlotte

Alla fine del silenzio

Corbaccio, 30/04/2014

Abstract: TRE COPPIE DI AMICI, VECCHI RANCORI E UN EFFERATO DELITTO IN UN PAESINO DELLA CAMPAGNA INGLESE. Stanbury, un piccolo paesino nello Yorkshire del Sud, la patria romantica e selvaggia delle sorelle Brontë. Qui da molti anni trascorrono le vacanze tre coppie tedesche amiche da sempre, che a Natale, Pasqua e durante l'estate vanno ad abitare in un'antica villa con un bellissimo parco. Quando la giovane Jessica Wahlberg si aggiunge al gruppo, scopre che l'armonia che sembra regnare sovrana è in realtà una facciata che copre contrasti, incomprensioni, odi e paure. Jessica si rifugia sempre più spesso in lunghe passeggiate solitarie in cui le capita di incontrare un inglese bizzarro che vaga senza meta per prati e boschi, sulla spinta di avvenimenti successi tanto tempo prima e che rivendica la proprietà della villa. Jessica si trova invischiata in una storia cominciata cento anni fa, e da sola, dopo un secolo di silenzio, decide di andare alla ricerca della verità.

La presentatrice morta
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Nocera, Peppi

La presentatrice morta

Longanesi, 30/04/2014

Abstract: È la sera della grandiosa festa del cinquantottesimo compleanno di Eda Dolci, star televisiva che ha fatto la storia del piccolo schermo. Bella, famosa e spietata, Eda ha un marito, due figli, un cane. Eppure nulla della sua esistenza è ordinario. Nemmeno il suo compleanno. Gli ospiti sono arrivati numerosi per celebrarla come merita, ma Eda Dolci non taglierà mai quella torta, perché giace indecorosamente morta nel suo lussuoso attico romano, con tanto d'occhio sbarrato e il filo della cornetta del telefono aggrovigliato alla mano. Il problema è che sono tanti, troppi quelli che l'avrebbero uccisa volentieri. Starlette, truccatrici, pierre, jet set internazionale e coatti palestrati di periferia. Perché Eda Dolci era temuta da alcuni, disprezzata da molti e amata da nessuno.