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SEM Libri, 08/10/2020
Abstract: Quello che hai tra le mani non è un libro di narrativa. È una ninna nanna punk rock per la gioventù bruciata.Un'anomala ondata di violenza sta travolgendo gli Stati Uniti. I musicisti vengono assassinati sul palco durante i concerti da qualcuno nascosto tra la folla. Sono eventi casuali o c'è dietro qualcosa di più grande e terribile? È la musica stessa che è divenuta corrotta, in una cultura in cui tutto è sostituibile, tutti sono creativi ed è l'effimero a farla da padrone?Con il suo cast di band ambiziose, fan disposti a tutto e killer enigmatici, Jeff Jackson racconta una tormentata e vertiginosa storia di inizi improbabili e finali inattesi, che risuonerà nell'immaginario di chiunque ami il rock'n'roll. Come un vinile, questo libro ha due lati e può essere letto in entrambi i modi, basta capovolgerlo. Questo esperimento narrativo, che offre il punto di vista di vittime e assassini, arricchisce l'esperienza di lettura, poiché il lato B non continua la narrazione del lato A, ma piuttosto ne presenta un'altra, ovviamente legata alla prima.Il lato A, Il mio periodo oscuro, racconta di Xenie, una giovane donna disgustata dalla violenza sfrenata che imperversa sulla scena musicale, ma che si trova attratta inesorabilmente dal mistero dei killer di rockstar.Il lato B, Kill City, segue una storia alternativa, che ci presenta personaggi sorprendenti e si infiltra sempre più a fondo nei metodi e nelle ragioni degli assassini. Con una prosa grintosa e tagliente, Jeff Jackson crea una storia di musica, violenza e voci dall'aldilà. Una canzone d'amore per un mondo che muore.
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Franca. Un'incompresa di successo
SEM Libri, 22/10/2020
Abstract: Franca Valeri la conoscono tutti, è stata la più longeva, brillante e amata attrice nazionale. Ma chi sia davvero Franca non lo sa quasi nessuno. La Franca – con l'articolo, alla milanese – la conosce un po' solo chi ha fatto parte in qualche modo della sua vita.Patrizia Zappa Mulas, attrice e amica di Franca Valeri, disegna un arco completo dell'avventura di un'artista e di una donna, sul palco e dietro le quinte. Uno sguardo acuto e partecipe su una donna dai molti talenti, figura indimenticabile del panorama culturale. Un'icona popolare amata e intramontabile, che figura a buon diritto tra i grandi della comicità internazionale. Sullo sfondo, l'Italia che è cresciuta, invecchiata e rinata guardando i suoi film.Un libro scritto con la complicità della protagonista, che emerge da queste pagine in tutto il suo fascino e la straordinaria capacità di interpretare la vita alla luce di un'ironia a volte lieve, altre decisamente sarcastica. Non una biografia, ma un suo appassionato ritratto, arricchito da un racconto inedito di Franca Valeri, l'ultimo che ha scritto.
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Garzanti, 15/10/2020
Abstract: "Una storia avvincente che riecheggia la grande Daphne Du Maurier."Daily MailÈ una gelida giornata d'inverno quando Kath si risveglia in ospedale, scampata per miracolo a un terribile incidente. Non ricorda nulla dell'accaduto e non vede l'ora di tornare a casa per riabbracciare il marito Adam e la figlia Lyla, le persone cui tiene di più al mondo. Ma non appena mette piede nella proprietà immersa nella silenziosa brughiera del Dartmoor, niente è come prima. Adam è distante e sfuggente; amici e conoscenti continuano a ripeterle che non si è trattato di un semplice incidente, ma di un tentato suicidio. Kath non riesce a crederci: non sarebbe mai stata capace di abbandonare la figlia. Eppure, anche il comportamento di Lyla, all'improvviso indecifrabile, la mette in allarme: la bambina le chiede ossessivamente "Perché l'hai fatto mamma? Non mi vuoi bene?", e dice di vedere l'ombra di un uomo nella brughiera. Un uomo che le sta osservando e che assomiglia come una goccia d'acqua a Adam. Kath inizia a dubitare di tutto e di tutti, persino di sé stessa e della memoria che non smette di tradirla e di confonderla. Anche se sa bene che deve trovare il coraggio di scoprire come sono andate davvero le cose. Solo così potrà sperare di uscire dall'incubo in cui la sua vita si è trasformata.
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Feltrinelli Editore, 06/10/2022
Abstract: Cosa ci fa una mucca in tribunale? Ora ve lo racconto: una mattina, la mucca bulgara Penka, brucando tra i fiori freschi del prato davanti alla fattoria, si allontana più del solito e al tramonto non rientra nella sua stalla.Quella sera a Bosilegrad, oltre il vicino confine della Serbia, il fattore Branko e il piccolo Nikolaj contano… una mucca in più! Per fortuna il telefono senza fili delle valli fa il suo lavoro e presto i due allevatori si mettono in contatto. Problema risolto: Penka potrà tornare a casa e riabbracciare la sua padroncina! E invece non va così, perché anche se il confine è una linea invisibile, una legge degli uomini le impedisce di rientrare nel suo Paese dopo essere uscita dall'Europa. Ma non è tutto, Penka rischia addirittura di finire trasformata in bistecche, a meno che… qualcuno non entri subito in azione!
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Buonvino e il caso del bambino scomparso
Marsilio, 29/10/2020
Abstract: La seconda indagine del commissario Buonvino.È l'estate del 2020. Tra speranze e paure, i romani si stanno lasciando alle spalle la lunga quarantena imposta dalla pandemia. Un anno dopo aver brillantemente risolto il terribile caso dei corpi smembrati, il commissario Buonvino sta ancora vivendo il suo momento di gloria, anche se in realtà non vede l'ora di uscire dalla luce dei riflettori. Quando una ragazza lo avvicina per chiedergli di indagare sul fratello minore, scomparso anni prima e mai più ritrovato dopo una gita con la famiglia nel parco di Villa Borghese, Buonvino si appassiona a quel cold case dai risvolti oscuri e decide di aiutarla. Ad affiancarlo nelle indagini c'è sempre la sua scalcinata squadra di agenti, integrata da due nuovi ingressi che non mancano di creare scompiglio, sia tra gli uomini che nel cuore del commissario. Dipanare la matassa di quella vicenda che ha distrutto un'intera famiglia, però, metterà a dura prova le capacità investigative di Buonvino e dei suoi "magnifici sette al contrario", portando alla luce verità sconcertanti e misteri rimasti sopiti per troppo tempo.
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Salani Editore, 15/10/2020
Abstract: "Un personaggio straordinario sotto ogni aspetto. Appassionata, animata da una forte moralità, visionaria e coraggiosa, era definita 'il generale prussianoʼ dai suoi più stretti collaboratori: era disposta a comandare e a ubbidire, era perfino disposta a morire per le sue convinzioni."James Bradburne"Non ho mai amato l'esibizionismo, perché la mia vera natura è quella di una donna a cui il destino ha dato compiti da uomo, ma che li ha sempre assolti senza tradire l'affettività femminile."Fernanda WittgensL'allodola. È stata soprannominata così Fernanda Wittgens, per la sua grandezza discreta, evidente soltanto quando le ali si aprono in volo. Creatura umile, ma possente e sublime. Non poteva esistere definizione più calzante per una donna che pur compiendo imprese titaniche ha evitato il clamore delle cronache, lavorando giorno e notte al servizio dell'arte, della bellezza e della libertà. Giovanna Ginex e Rosangela Percoco le rendono giustizia ricostruendo il romanzo di una vita straordinaria. Nata nel 1903 da una famiglia di origine austro-ungherese, Fernanda inizia come insegnante di liceo, fa la giornalista e nel 1928 entra nella Pinacoteca di Brera con la qualifica di 'operaia avventiziaʼ. La dedizione instancabile le permette di diventare assistente del direttore, Ettore Modigliani, e di contribuire in maniera determinante alla crescita del museo. Rileva l'incarico del suo maestro quando viene rimosso per motivi razziali, e diventa così la prima donna a ricoprire un ruolo tanto prestigioso. Nei giorni bui dei bombardamenti su Milano fa di tutto per salvare le opere che le sono affidate, ma anche le vite di tanti ebrei. L'arresto per antifascismo e la condanna a quattro anni di carcere non soffocano il suo coraggio. Anzi, al termine del conflitto le sue energie sembrano essersi moltiplicate: tornata a Brera, combatte per ricostruire dalle macerie la Pinacoteca e renderla un 'museo viventeʼ, punto di riferimento per la cultura internazionale.Questo romanzo è il ritratto di una donna vulcanica, ostinata, controcorrente. È la storia vera di una combattente, un simbolo che non appartiene al passato ma al futuro.
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Sonzogno, 05/11/2020
Abstract: Da sempre noi donne aspiriamo a migliorare noi stesse: amiamo confrontarci le une con le altre, imparare dai nostri errori, dispensare consigli. Ma perché accontentarsi di modelli mortali, quando disponiamo di esempi divini? I miti, antichi quanto l'umanità, con le loro storie popolate di creature magiche, di gesta coraggiose, ma anche di fallimenti epici, ci aiutano a comprendere il nostro posto nel mondo e a raggiungere i più alti obiettivi. Le autrici di questo libro ci accompagnano in un avventuroso viaggio attraverso leggendarie divinità, con esempi tratti da ventisei miti provenienti da ogni angolo del globo. Sono storie educative, ma non sempre edificanti: per coltivare le qualità esteriori e interiori, è necessario conoscere le virtù ma anche i lati oscuri del proprio carattere. Dalle dive greche, come Atena o Afrodite, a eroine meno note, come la nipponica Uzume, dea dell'alba, o Ix Chel, la dea giaguaro della cultura Maya, fino alla sirena africana Oshun, ogni racconto contiene insegnamenti per coltivare il potere personale, curare la salute, diventare sicure di sé e ottenere il successo. Siccome la maggior parte dei miti furono tramandati da autori maschi, questo libro sottolinea anche gli stereotipi che, nei secoli, hanno accompagnato la figura femminile (la fanciulla in pericolo, la madre che si sacrifica, la seduttrice insidiosa): conoscerne l'origine è il primo passo per risvegliare il proprio talento e trasformarlo in un "superpotere" utile nella realtà di tutti i giorni.
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Bollati Boringhieri, 29/10/2020
Abstract: In quali condizioni si trova, in Italia, il libero pensiero, quindi l'atteggiamento intellettuale laico? È la domanda dalla quale trae spunto il pamphlet polemico del filosofo Vittorio Alberti.Politica senza ideali, sfiducia nel futuro, comunicazione mediocre, qualità soffocata, idee stantie, sono questi i problemi che assillano e indeboliscono la laicità nel nostro paese.L'Italia in crisi ha bisogno di idee nuove, e per denunciare la nostra assenza di laicità Alberti individua come peccato originale un episodio e uno scenario. Il primo è l'appello contro il commissario Luigi Calabresi, firmato nel 1971 da ottocento intellettuali; il secondo riguarda i conti rimasti ancora aperti con la caduta del Muro di Berlino. Esempi entrambi del modo, molto italiano, di mancanza di "libero pensiero".Dalla politica alla società –spiega Alberti – la comunicazione minaccia i pensatori liberi e mette a dura prova il ruolo, quanto mai defilato, degli intellettuali. Perché la laicità è tale solo quando non è faziosa, non spaccia l'interesse di parte per verità, si tiene alla larga dal pregiudizio ed è coraggiosa, inquieta, sempre interrogativa e più che dare risposte allarga il ventaglio delle domande.Non è un paese per laici propone un nuovo modo di pensare che sia al passo con la storia e motivi anche in Italia una rinnovata coscienza democratica che ponga al centro dell'azione culturale – superando schemi antiquati e clericalismi non solo religiosi – la migliore intelligenza del nostro umanesimo.
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Bollati Boringhieri, 29/10/2020
Abstract: In una celebre allegoria, Lisippo raffigura il Kairós – il dio del tempo debito – come un fanciullo alato che si posa su una sfera, mentre regge un rasoio su cui oscilla una bilancia. La sua contrazione muscolare tradisce lo sforzo di un equilibrio precario, prima di ripartire in volo. Kairós è infatti la contingenza propizia, il momento giusto eppure volatile, da cui origina ogni identità e fenomeno, inclusa la Mente e la Coscienza. Tale immagine introduce alla necessità non solo di ripensare il tempo, ma di accogliere nella nostra quotidianità una pluralità di tempi.Questo saggio ormai classico, pubblicato per la prima volta nel 1992, vanta numerose edizioni, anche in inglese e spagnolo, e viene ora presentato in una veste ampliata. Giacomo Marramao interroga un'intera tradizione di pensiero, dal tempo "icona dell'eternità" in Platone alla relatività di Einstein, dall'indeterminazione quantistica alla temporalità heideggeriana. Argomentazioni sofisticate ma cristalline criticano il gergo filosofico che oppone "autentico" a "inautentico", l'incommensurabilità della durata interiore alle misure standard del tempo spazializzato. La nuova domanda ontologica non è più quella dell'essere dell'ente, ma: come si situa il nostro tempo di vita nell'eternità di uno "straniante" cosmologico in cui, come affermano gli stessi fisici, "il tempo non esiste"? Una delle tesi dirompenti qui presentate è che il corrispettivo greco di Tempus è proprio Kairós, e non Chronos: il che comporta conseguenze filosofiche che si riflettono anche nel nostro vivere quotidiano.Questo pamphlet aiuta a comprendere i paradossi del tempo e la sindrome della fretta che funesta la nostra epoca, indicandoci possibili vie d'uscita. Non da ultimo esorta a metterci alla ricerca di una tempestività senza esitazione né precipitazione, che ci faccia cogliere e vivere appieno l'attimo.
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Bollati Boringhieri, 29/10/2020
Abstract: Abramo si appresta a compiacere l'ordine impartitogli da Dio e sale sul monte Moriah per uccidere il proprio figlio Isacco. All'ultimo però, un angelo – la sua coscienza – lo ferma, e così Abramo fa una scelta, si oppone a Dio e dialoga con lui perché cambi idea. Dio cambia idea, Isacco è salvo.L'ebraismo è da sempre una tradizione plurale che non dà quasi nulla per scontato; non si china neppure alla divinità: semmai la sfida e la interroga.Ci sono mille modi di essere ebreo, mille sfumature, tanto che una definizione di "ebreo" è sempre risultata elusiva e parziale.Włodek Goldkorn costruisce in queste pagine un saggio denso, toccante, poetico e lacerante che riguarda tutti. Parla di Shoah e di Israele, di vittime e carnefici, di antisemitismi e di complottismi, e lo fa con voce potente, scavando nei nodi insoluti della contemporaneità.
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Bollati Boringhieri, 29/10/2020
Abstract: "Padre significava per me qualcosa di cui ci si può fidare e: impotenza. Questo è l'handicap con cui ho cominciato". Da tale ricordo di Carl Gustav Jung prende le mosse Pier Claudio Devescovi, che indaga l'immagine del padre fra verità narrativa e verità storica.Il padre debole che Jung ci ha tramandato nel suo "mito" viene messo a confronto con la figura del pastore Paul Achilles Jung quale traspare dai documenti d'epoca. Ne emerge un rapporto ambivalente, tanto quanto il rapporto di Carl Gustav con la possente figura del nonno, suo omonimo, famoso medico e rettore dell'Università di Basilea, nonché presunto discendente di Goethe. Con una pluralità di fonti e testimonianze, Devescovi mostra come nella svalutazione che lo psichiatra fa di suo padre sia stato determinante il ruolo della madre, Emilie Preiswerk. Nel figlio si ritrova infatti un "antedipo non ben temperato" (come lo intende Paul-Claude Racamier), che si esprime con ostilità nei confronti delle figure paterne. In questo modo egli va all'estenuante ricerca di un padre autorevole, che però è costretto a eliminare e a svilire nel momento stesso in cui lo riconosce. Il saggio analizza anche il rapporto di Jung con i due padri elettivi che furono tanto influenti nella sua formazione, Eugen Bleuler e Sigmund Freud, per poi indagare il suo rapporto con Dio, il Padre dei padri, che Jung ammette di conoscere non tramite la fede, ma attraverso un'esperienza gnostica diretta.Questo teatro familiare – in cui compaiono anche nuovi tasselli informativi e figure poco conosciute – getta luce sulle molteplici immagini paterne con cui Carl Gustav Jung si è confrontato e ha combattuto per tutta la vita. Devescovi racconta così il conflitto filiale, restituisce valore ai padri annientati e al contempo sottolinea quanto il non riconoscimento del padre condizioni anche la nostra epoca.
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Bollati Boringhieri, 05/11/2020
Abstract: "Troppo spesso e per troppo tempo gli studiosi hanno sostenuto che la storia umana e l'evoluzione naturale sono nate da radici diverse e si sono sviluppate in regni distinti. Russell mostra invece come gli esseri umani abbiano modellato l'evoluzione in modi profondi e in che modo questi cambiamenti abbiano, a loro volta, alterato il corso della storia. "Environmental History""Troppo spesso e per troppo tempo gli studiosi hanno sostenuto che la storia umana e l'evoluzione naturale sono nate da radici diverse e si sono sviluppate in regni distinti. Russell mostra invece come gli esseri umani abbiano modellato l'evoluzione in modi profondi e in che modo questi cambiamenti abbiano, a loro volta, alterato il corso della storia". ""Environmental History"Tendiamo a vedere storia ed evoluzione come due entità profondamente separate e non comunicanti, una attinente al mondo umano e l'altra radicata nella natura. Eppure, in piena contraddizione con questo ragionamento, gli esseri umani sono diventati oggi la specie capace di disturbare nel modo più drastico e duraturo i processi evolutivi degli altri esseri viventi. Le interferenze umane sulle popolazioni di altre specie incidono poi in modo significativo sulle vicende storiche degli esseri umani, chiudendo così il cerchio e unendo senza soluzione di continuità l'evoluzione e la storia umana.Edmund Russell introduce i lettori alla storia evoluzionistica, un nuovo campo di studio che unisce storia umana e biologia evoluzionistica allo scopo di superare i limiti di entrambe le discipline e fornire così una comprensione più solida del nostro passato. Forte di questo approccio interdisciplinare, la storia evoluzionistica stimola nuove ipotesi e offre inaspettati spunti di riflessione per ogni ambito della ricerca storiografica ed evoluzionistica.Quanti storici dell'arte avrebbero mai sospettato che la scultura può incoraggiare indirettamente l'evoluzione di elefanti privi di zanne? Quanti biologi sono riuscitia prevedere che l'aumento della povertà umana avrebbe accelerato l'evoluzione della fauna? Quanti studiosi di storia militare sarebbero mai riusciti a intuire che l'evoluzione delle piante avrebbe radicalmente trasformato alcune strategie di controguerriglia in un supporto vitale per le fazioni ribelli coinvolte? Quanti storici della tecnologia avrebbero mai attribuito ai processi evolutivi avvenuti nel Nuovo Mondo con la selezione del cotone il ruolo di motore della Rivoluzione industriale?Attraverso una serie di affascinanti esempi storiografici provenienti da tutto il mondo, Storia ed evoluzione vuole offrire le chiavi per comprendere gli intricati sviluppi della storia e i dettagli della vita di ogni giorno all'interno della stupefacente prospettiva del tempo profondo.
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Edizioni e/o, 04/11/2020
Abstract: "E se potessi tornare indietro e cancellare i tuoi rimpianti, cosa faresti in modo diverso?".Dall'autore dei bestseller Come fermare il tempo e Ragioni per continuare a vivere, un nuovo romanzo che commuove, diverte e scalda il cuore."Matt Haig ha un dono: l'empatia per la condizione umana, per le sue luci e le sue ombre, di cui usa l'intero spettro per costruire meravigliose storie". Neil GaimanFra la vita e la morte esiste una biblioteca. Quando Nora Seed fa il suo ingresso nella Biblioteca di mezzanotte, le viene offerta l'occasione di rimediare agli errori commessi. Fino a quel momento, la sua vita è stata un susseguirsi di infelicità e scelte sbagliate. Le sembra di aver deluso le aspettative di tutti, comprese le proprie. Ma le cose stanno per cambiare.Come sarebbe andata la vita di Nora se avesse preso decisioni diverse? I libri sugli scaffali della Biblioteca di mezzanotte hanno il potere di mostrarglielo, proiettando Nora in una versione alternativa della realtà. Insieme all'aiuto di una vecchia amica, può finalmente cancellare ogni suo singolo rimpianto, nel tentativo di costruire la vita perfetta che ha sempre desiderato. Ma le cose non vanno sempre secondo i piani, e presto le sue nuove scelte metteranno in pericolo la sua incolumità e quella della biblioteca. Prima che scada il tempo, Nora deve trovare una risposta alla domanda di tutte le domande: come si può vivere al meglio la propria vita?
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Una nuova storia (non cinica) dell'umanità
Feltrinelli Editore, 08/10/2022
Abstract: C'è un'idea che da sempre unisce sinistra e destra, psicologi e filosofi, pensatori antichi e moderni: è il tacito presupposto che gli esseri umani siano cattivi. Da Machiavelli a Hobbes, da Freud fino ai giorni nostri, le radici di questa credenza affondano nel pensiero occidentale. L'uomo è una bestia, dicevano i re. Un peccatore, dicevano i sacerdoti. Un egoista, dicevano i contabili. E così oggi i migranti sono pigri parassiti. Chi riceve aiuto dallo stato sicuramente se ne approfitterà. Gli uomini, ci viene insegnato, per natura sono egoisti e a governarli è il loro interesse personale. Non c'è da stupirsi se le regole e le leggi che danno forma alla nostra vita si fondano sulla convinzione che delle persone non ci sia da fidarsi. Ma se tutto questo non fosse vero? Il bestseller internazionale di Rutger Bregman racconta una nuova versione non cinica degli ultimi 200.000 anni di storia umana, dimostrando che siamo fatti per la gentilezza e che siamo predisposti alla cooperazione molto più che alla competizione. Questo istinto ha una solida base evolutiva e risale ai primi passi dell'Homo sapiens. Dalla biologia alla psicologia, dall'archeologia all'antropologia e alla sociologia, ritrovamenti e scoperte recentissime si intrecciano e svelano un'idea radicale, che per secoli ha angosciato i potenti ed è stata combattuta da religioni e ideologie: l'uomo si è evoluto per collaborare con gli altri. Nasce da qui una narrazione spettacolare capace di dare risposte rivoluzionarie alle domande più importanti: cos'è che rende unico l'essere umano? Perché noi abbiamo costruito i musei e i Neandertal ci sono finiti dentro? Come possiamo spiegare i nostri più grandi crimini? E, nel profondo, siamo inclini al bene o al male?
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HarperCollins Italia, 19/11/2020
Abstract: Dal maestro della narrativa d'avventura, un romanzo appassionante sul destino e la brutalità della natura umana.Un'eredità rubata.Un amore proibito. Una sete di vendetta così bruciante che potrebbe distruggere ogni cosa.Figlio di un influente proprietario terriero della Virginia, Mungo St John ha sempre dato per scontati la ricchezza e il lusso in cui è vissuto grazie ai privilegi di cui godeva la sua famiglia. Finché non riceve la notizia che il padre è morto e, una volta tornato a casa dall'università, scopre che il subdolo Chester Marion, l'avvocato che da sempre si occupa delle proprietà dei St John, li ha mandati in rovina e si è appropriato con l'inganno della sua eredità e di tutto ciò che gli spetta di diritto. E come se non bastasse ha costretto Camilla, la giovane schiava di cui lui è innamorato da sempre, a diventare sua amante. Spinto dalla rabbia e dall'amore, Mungo giura di vendicarsi e da quel momento in poi dedica la propria esistenza a distruggere Marion… e a salvare Camilla.Mentre lei, che in quanto schiava non ha modo di sottrarsi alle angherie del suo brutale padrone, deve piegarsi al proprio destino e imparare a sopravvivere come può, Mungo lotta contro ogni sorta di avversità, spinto dalla sete di vendetta e dalla volontà di riconquistare il proprio status.Ma fino a che punto sarà disposto a spingersi per sopravvivere e ottenere ciò che desidera? Un'avventura travolgente e piena d'azione, che attraverso il passato di uno dei suoi personaggi più controversi, Mungo St John, indimenticabile protagonista di Quando vola il falco, ci racconta della brutalità dello schiavismo in America e della potenza dei sentimenti che possono farci crescere, oppure distruggerci.
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66THAND2ND, 08/10/2020
Abstract: Jessup è un adolescente come tanti, gioca come linebacker per la squadra della scuola, frequenta una ragazza e ha un unico sogno: dare il massimo in classe e in campo, ottenere una borsa di studio per l'università e andarsene il più lontano possibile dal posto in cui è cresciuto. Ma quando, dopo quattro anni passati in carcere, il patrigno David John torna a casa, Jessup si trova di fronte a un bivio: prendere le distanze da quell'uomo premuroso che gli ha dato una sorella e ha salvato sua madre dall'alcolismo, o accettarne anche il tratto più scomodo, l'affiliazione alla Santa chiesa dell'America bianca, il cui pastore, fratello di David John, è un noto esponente del suprematismo bianco locale. Prima ancora di poter scegliere, però, Jessup si vede coinvolto in un litigio con un running back avversario, un ragazzo nero, e nello spazio di una notte la sua vita cambia per sempre. Esplorando gli angoli più bui dell'America contemporanea, dilaniata da opposti estremismi e da conflitti di classe troppo a lungo taciuti, in questo thriller Zentner racconta con ritmo incalzante la storia di un ragazzo che si crede già uomo e vuole sfuggire all'ambiente "white trash" cui appartiene, liberandosi dai pregiudizi che l'hanno sempre circondato. Ma è davvero possibile voltare le spalle al proprio passato?
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Solferino, 08/10/2020
Abstract: Chiara era in auto, bloccata dalla piena. Giulia era nel negozio dei suoi genitori, ne sono usciti vivi per miracolo. Anna era a casa, ma suo marito era fuori con i soccorritori, purtroppo. Angela non era in città e non sapeva che anche a lei quel devastante diluvio avrebbe portato via qualcosa.Dal terribile 4 novembre in cui ogni argine ha ceduto e Genova è stata travolta dall'acqua è passato un anno. La sera in cui Chiara si scontra con Anna al ristorante, e Anna deve correre via perché Giulia sta per partorire, ognuna delle protagoniste si trova davanti alle conseguenze delle proprie scelte di quei mesi, e dei propri incontri. C'è Andrea che ha perso un amico, Enea che ha rinunciato a un amore, Marco che ha consumato un addio e Carlo che ha trovato… Giulia. E il cerchio si chiude. Otto vite si rincorrono, si mescolano, si scambiano come piccoli vortici, sul filo dell'acqua.Il nuovo libro di Sara Rattaro, in un originale e avvincente intreccio di trame e sentimenti, rende omaggio a una città, Genova, e a una grande dote umana, la resilienza. Un romanzo luminoso e profondo che ha la qualità del mare e della pioggia: porta in sé il senso della vita, della morte e della rinascita.
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It takes blood and guts. Autobiografia di un'icona del rock
Solferino, 08/10/2020
Abstract: SKIN è la rivoluzionaria frontwoman della rock band Skunk Anansie, con milioni di dischi venduti in tutto il mondo.SKIN è una performer incendiaria, che ha annientato ogni preconcetto su razza e genere.SKIN è un'attivista sociale e culturale.SKIN è un'icona femminile globale.Con il suo look inconfondibile e le sue canzoni dalla bellezza selvaggia e poetica, Skin ha segnato una strada, sia come leader degli Skunk Anansie sia come solista. Da oltre un quarto di secolo, rappresenta un modello capace di infrangere ogni pregiudizio, un'ispirazione che attraversa le generazioni.Le origini giamaicane, l'infanzia vissuta tra la working class di Brixton, la formazione degli Skunk Anansie nei maleodoranti retrobottega dei pub londinesi negli anni Novanta. E poi il palco di Glastonbury come gruppo headliner, l'incontro con Nelson Mandela. L'immenso prezzo da pagare, in termini di relazioni e vita personale, per aver scelto un'esistenza sempre in movimento.In ogni senso, l'autobiografia di Skin si inscrive nel segno dello straordinario. Qui l'artista si racconta, con una sincerità che tradisce tutta l'incontenibile potenza del suo talento e del suo temperamento. Ci parla del suo ruolo da pioniera come testimonial dei diritti LGBTQ+, già ai tempi dei primi, timidi, scandalosi coming out, del suo attivismo sociale per i giovani richiedenti asilo e della sua campagna contro la mutilazione genitale femminile.Scritta con onestà e passione, questa è la storia di come una ragazza nera e proletaria, dotata di una sua visione, ha combattuto e sconfitto ogni tabù, riuscendo a tradurre in realtà le sue passioni e i suoi desideri: scrivere canzoni, fondare e guidare una propria band. Diventare un'icona del rock.
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Il pianeta. Istruzioni per l'uso
Solferino, 08/10/2020
Abstract: Un presupposto: il pianeta è bello ed è possibile salvarlo. Una consapevolezza: siamo esseri viventi inseriti assieme agli altri in un unico, grande ecosistema.Un viaggio: è quello che ci propone Licia Colò, attraverso i panorami di tutto il mondo e la complessità delle sue forme di vita.Partiamo dall'Australia, che pur devastata da terribili roghi offre riserve naturali simili all'Eden, come Kangaroo Island o le Blue Mountains. Ammiriamo l'Indonesia, le sue isole mozzafiato punteggiate di vulcani, patria di animali a rischio di estinzione come gli orangutan e i draghi di Komodo. Scopriamo l'Africa, la culla dell'umanità, un continente sterminato e favoloso ma devastato dalla deforestazione, dallo sfruttamento dissennato delle miniere, da pratiche di caccia crudeli. Ammiriamo il magico e virtuoso Nord Europa, con le sue avanguardie di bellezza ed ecosostenibilità, a partire dall'Islanda.E poi la Malesia, la Patagonia, l'Amazzonia… quanta meraviglia e quanto selvaggio spreco segnano il rapporto tra noi e la natura. Eppure, cambiare è possibile, come dimostrano tante esperienze generose e positive in ogni continente.Di fronte all'emergenza climatica, all'enormità delle catastrofi, alla complessità dei problemi, il rischio che corriamo, più ancora dell'indifferenza, è quello dell'impotenza, perché ogni cosa appare lontana dalla nostra possibilità d'intervento. Ma non è così. In questo libro avventuroso e battagliero, che attinge alle esperienze e ai viaggi di una vita, Licia Colò ci fa sognare un mondo migliore, e ci fa capire come possiamo aiutare a costruirlo.
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Feltrinelli Editore, 08/10/2022
Abstract: "Un utile libro sugli stereotipi che tormentano chi crede nell'Italia unita"Corrado Stajano – Corriere della SeraPer il movimento risorgimentale il Mezzogiorno rappresentò sino al 1848 una terra dal forte potenziale rivoluzionario. Successivamente, la tragedia di Pisacane a Sapri e le modalità stesse del crollo delle Due Sicilie trasformarono quel mito in un incubo: le regioni meridionali parvero, agli occhi della nuova Italia, una terra indistintamente arretrata, dove il passatismo e la superstizione incrociavano la violenza del brigantaggio.Nacque così un'Africa in casa, la pesante palla al piede che frenava il resto del paese nel proprio slancio modernizzatore. Per dare forma a questa disillusione si fece ricorso a quanto la tradizione culturale da tempo metteva a disposizione, ossia una serie di stereotipi e luoghi comuni che, sin dal Settecento, avevano presentato il Mezzogiorno come un mondo esotico e antropologicamente diverso. Essi si diffusero rapidamente, anche tramite opere letterarie, giornalistiche, teatrali e cinematografiche, e servirono a legittimare la paternalistica presa in carico di una società incapace di governarsi da sé nonché la pretesa di liberarsi del fardello di un mondo reputato improduttivo e parassitario.Il libro ripercorre la storia largamente inesplorata della natura politica di un pregiudizio che ha condizionato centocinquant'anni di vita unitaria e che ancora surriscalda il dibattito in Italia.