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Mondadori, 27/11/2018
Abstract: I tovagliolini dei bar che non asciugano, i cartelli stradali che ti abbandonano sul più bello, le calze che si bucano appena le metti, la paletta della scopa che lascia sempre una striscia di polvere ("la sottile linea grigia"), l'apertura impossibile del tonno in scatola, le date di scadenza illeggibili, i tubetti di pomata che appena li apri esplodono...Questo nuovo libro di Luciana Littizzetto è un (divertentissimo) manifesto sull'importanza trascurata di quelle piccole cose che potrebbero facilitarci la vita e invece ce la complicano. Un piccolo capolavoro di letteratura umoristica che diventa anche un elogio della delicatezza, della sensibilità, dell'attenzione. Contro la prepotenza, la superficialità, l'incuria."Sarò la portavoce, l'ambasciatrice, la paladina delle micro-rotture del quotidiano, le incongruenze con le quali tutti, tutti i giorni, abbiamo a che fare. Quelle che ti fanno dire: 'Ma perché? Ma ti sembra normale che? Non sarebbe più facile se?'. I piccoli e grandi scontri con un reale che sembra lontano dalla logica e dal buon senso. Vedrei con favore un partito che si occupasse delle cose quotidiane, che promettesse di risolvere minuzie che intossicano giorno dopo giorno il nostro tran tran abituale. Il partito delle Picicì, Piccole Cose Certe." I grandi comici e gli scrittori migliori hanno il potere di osservarci quando crediamo che non ci veda nessuno, mentre ci incagliamo nella vita e nei suoi inciampi. Per questo ridiamo così tanto con Luciana Littizzetto, perché ci sentiamo meno soli.
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Mondadori, 27/11/2018
Abstract: Perdona e non provare rancore, ascolta chi ti dice come devi vivere ma poi ignoralo, la cosa migliore dell'invecchiare è capire le cazzate che hai fatto e non rifaresti mai, il tuo orgoglio cercherà sempre di rovinare tutto, ogni storia d'amore sbagliata ti avvicina a quella giusta...Ai ventenni di oggi, per molti dei quali è un mito, J-Ax strizza un occhio complice dandogli i consigli che avrebbe voluto ricevere lui a vent'anni, e che gli avrebbero risparmiato molte delusioni, errori e frustrazioni. Tutte cose che a quell'età sono inevitabili, sia chiaro. Ma che forse si affrontano meglio con le parole di un amico che ha fatto le sue esperienze, senza mai perdere il gusto della ribellione. Il bullismo, il successo, il fallimento, la fiducia in se stessi... Tutte materie che J-Ax ha imparato molto bene, e sulla sua pelle: per questo la sua voce è così ascoltata. Da tutto ciò nasce questo libro di oneste e a volte folgoranti riflessioni, in parte inedite, in parte postate nella seguitissima rubrica web "I miei 2 centesimi": dalla voglia di condividere le sue opinioni sulla vita, sulla politica, sull'attualità. E dal tentativo di cercare, con i mezzi a sua disposizione cioè le parole, di migliorare il sistema in cui viviamo partendo da noi stessi.
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Piemme, 13/11/2018
Abstract: "Quando qualcuno mi chiede se c'è una persona che vorrei intervistare, se avessi la bacchetta magica, rispondo sempre: Leonardo." - Piero Angela - Prefazione di Piero Angela È l'alba del XVI secolo. L'Italia è divisa in una miriade di regni litigiosi e incapaci di opporsi alle mire delle grandi potenze. Tra quelle corti soggette ai capricci della guerra si aggira un personaggio bizzarro e affascinante, che sembra uscito dalla penna di uno scrittore. È un pittore e scultore che come nessun altro riesce a catturare l'anima di ciò che raffigura. È un inventore in grado di concepire monumenti di prodigiosa bellezza, architetture così ardite da superare ogni immaginazione, macchine belliche che sembrano provenire da un futuro lontano. È uno scienziato che di ogni fenomeno dell'universo vuole indagare i meccanismi profondi: il moto dei pianeti, dell'aria e dell'acqua, il volo degli uccelli, il corpo umano. Quasi non esiste disciplina in cui non dimostri una maestria senza pari. Si chiama Leonardo da Vinci. Intorno al suo nome fioriranno leggende, miti, storie fantastiche. Eppure, sono ancora molti gli enigmi e le zone d'ombra nella sua biografia. Servirebbe una macchina del tempo o lo sguardo di un testimone oculare, per poter finalmente risolvere il rompicapo di colui che da secoli rappresenta, nell'immaginario comune dell'umanità, l'incarnazione del Rinascimento. Il libro che avete in mano è esattamente questo. Attraverso le memorie - immaginarie, ma scrupolosamente documentate - di Francesco Melzi, che del maestro fu per anni amico e allievo prediletto, Massimo Polidoro ci conduce in un incredibile viaggio nella turbolenta Europa di cinquecento anni fa. Cammineremo accanto a Leonardo, seguiremo gli stupefacenti sviluppi del suo ingegno, lo ammireremo nell'attimo irripetibile della creazione delle sue opere immortali, e ascolteremo dalla sua viva voce i pensieri e le intuizioni del più grande talento universale della storia.
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Piemme, 13/11/2018
Abstract: Una figura solitaria spunta dalla nebbia, mentre tutto intorno infuria una tormenta di neve. Sfreccia via veloce, e un attimo dopo la nebbia torna a inghiottirla. Appena alle sue spalle, ecco un gruppo di inseguitori. Sono fradici, semiassiderati, eppure vanno avanti, i muscoli tesi fin quasi a scoppiare, i volti contratti per l'enorme fatica. Ai lati della strada, le persone infagottate nei loro pesanti cappotti esplodono in un grido unanime di incitamento... Se esiste uno sport omerico, è senza dubbio il ciclismo: nessun'altra disciplina sa essere altrettanto epica e feroce, tragica e bella. È una magia fatta di passione e sacrificio, di gioia e dolore, di rabbia e amicizia: emozioni impossibili da illustrare con un'equazione. Per comprenderlo, lo devi raccontare: le battaglie più celebri e i duelli più agguerriti, ma anche i risvolti nascosti e gli inganni. Come ogni epica che si rispetti, anche il ciclismo ha i suoi eroi e i suoi antieroi, i suoi giovani valorosi caduti troppo presto, i suoi campioni colpiti dall'invidia degli dèi. Mario Cipollini, Fabio Casartelli, Lance Armstrong, Marco Pantani Sono molti i protagonisti che hanno inciso il loro nome nella leggenda di questo sport. E hanno storie formidabili, buffe, dannate e commoventi da raccontare. Serviva solo un testimone privilegiato, uno che le ha viste e vissute in prima linea, come gli antichi bardi che seguivano i guerrieri sui campi di battaglia e ne immortalavano le gesta. Davide De Zan è uno così. E queste sono le storie memorabili che ha visto e vissuto. Gli atti di valore, le follie e le imprese dei moderni guerrieri a cavallo della bici.
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Piemme, 27/11/2018
Abstract: Jeet è un figliodicane. Così vengono chiamati i ragazzi cresciuti dai cani randagi che popolano le lande desolate delle Terremorte. Ora, dopo essere stato catturato e sottoposto a un lungo processo di riumanizzazione, vive in un'antica città fortificata, guidato e protetto dal suo mentore Aster. Oltre il muro di cinta, separato da una striscia di terra, si estende l'accampamento dei Dau, il clan nemico. I due popoli sono in guerra da tempo immemore per contendersi le poche risorse d'acqua rimaste, ma la battaglia finale si sta avvicinando ed è chiaro che niente sarà più come prima. Toccherà a Jeet annotare tutti gli avvenimenti e scrivere la storia del suo popolo, che è anche la storia di un ragazzo metà cane e metà uomo in cerca della propria identità.
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Prove di magia a Castel Leggenda
Piemme, 20/11/2018
Abstract: Mi è bastato sfogliare un vecchio libro di incantesimi, per far cadere Rocca Topazia in un sonno profondo. Squiiit, che fantadisastro! Riuscirò a trovare il controincantesimo, senza combinare altri guai? E soprattutto... come farò a cavarmela, senza l'aiuto di Mago Merletto?!?
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Einaudi, 27/11/2018
Abstract: Una professoressa di Lettere di un istituto tecnico scompare nel nulla. E se non fosse per una collega, nessuno se ne preoccuperebbe. Il marito, un ricco industriale, sostiene che la donna se ne sia andata di propria volontà, e non esistono prove del contrario. Approfittando di un momento di tregua nel lavoro, gli uomini di Palma, cui si è aggiunto un elemento per coprire l'assenza forzata di Pisanelli, decidono di cominciare un'indagine in modo informale. Scopriranno che anche le vite piú piene possono nascondere un vuoto incolmabile. Un vuoto che ha innumerevoli colori: uno per ogni paura, uno per ogni orrore.I BASTARDI DI PIZZOFALCONELuigi Palma, detto Gigi: vicequestore.Vuoto di potere.Giorgio Pisanelli, detto il Presidente: sostituto commissario.Vuoto di forze.Elsa Martini, detta la Rossa: vicecommissaria.Vuota di passato.Giuseppe Lojacono, detto il Cinese: ispettore.Vuoto di futuro.Francesco Romano, detto Hulk: assistente capo.Vuoto di decisioni.Ottavia Calabrese, detta Mammina: vicesovrintendente.Vuota di certezze.Alessandra Di Nardo, detta Alex: agente assistente.Vuota di coraggio.Marco Aragona, vorrebbe essere detto Serpico: agente scelto.Vuoto a perdere.
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BUR, 04/12/2018
Abstract: Nel corso degli anni Sessanta un vivace fermento rivoluzionario attraversa il "Mondo piccolo" di Guareschi. Sono gli anni della contestazione, e tutto viene messo in discussione. Ora don Camillo, per volere del vescovo, deve condividere la canonica con un pretino progressista: don Chichì. A Peppone le cose non vanno meglio: gli estremisti del Partito (i cosiddetti maoisti) gli creano non pochi problemi. E poi ci sono i capelloni e le ragazze in minigonna: in particolare Michele, detto Veleno (figlio di Peppone) e Cat, diminutivo da Caterpillar (nipote di don Camillo). Appartengono a due bande rivali. Litigano col parroco e col sindaco, litigano con gli "schieramenti" opposti, e naturalmente litigano anche fra di loro...
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BUR, 01/07/2013
Abstract: Perché io vi parlo sempre di me e della gente di casa mia? Per parlarvi di voi e della gente di casa vostra. Per consolare me e voi della nostra vita banale di onesta gente comune. Per sorridere assieme dei nostri piccoli guai quotidiani. Guareschi Margherita, Albertino, il gatto, e soprattutto la Pasionaria Questi sono i protagonisti delle cronache di Guareschi: la sua famiglia (vera, non inventata per i lettori!), gli amici, la gente che vive intorno a lui. E gli argomenti sono gli stessi che troviamo nella vita di tutti i giorni: il lavoro, la scuola, l'educazione dei figli, i problemi quotidiani E sono gli stessi come ieri, perché la vita, la vita di tutti i giorni della gente comune, in sostanza non cambia. Cambiano, naturalmente, gli ambienti, le "cornici", ma l'essenza della vita di famiglia, l'essenza di ognuno resta invariata: perché "Me non sono una persona. Me sono me", come afferma con saggezza la Pasionaria.
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BUR, 01/06/2013
Abstract: Non è facile, per un gentiluomo, essere amato da una giovane e bella arcimilionaria. Normalmente sembrerebbe vero il contrario Ma quando la fanciulla in questione si chiama Clotilde, la sua storia d'amore con l'aristocratico e squattrinato Filimario Dublè diventa un girotondo frenetico di ereditieri che si rifiutano di ereditare, di crociere di lusso, di naufragi, di gambe di legno, di pirati, di commissari di polizia, di furti e di molto, molto amore, che alla fine trionferà, e non senza un certo tornaconto economico. Un libro scritto in uno stile gustosamente parodistico, movimentato e intricato, che ci fa sorridere e divertire oggi come quando fu pubblicato per la prima volta, oltre sessant'anni fa.
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BUR, 01/06/2013
Abstract: La giovane e avvenente Carlotta Wonder, di nobilissima famiglia, si trova dinanzi a un difficile problema: si deve sposare nel giro di quarantotto ore, e con un uomo gradito allo zio Casimiro Wonder, altrimenti lo stesso zio Casimiro lascerà la sua fortuna agli orfanelli, gettando tutta l'augusta parentela sul lastrico. Di fronte a una così dura alternativa, la fanciulla ha ben chiaro il suo dovere: si sacrificherà per il bene della famiglia. Si dà da fare, ma il tempo è poco, e il difficile Casimiro respinge tutti i suoi pretendenti. Alla fine Carlotta sarà costretta a sottoporre all'attenzione dello zio un giovane e aitante artigiano, da sempre innamorato di lei, ma che nell'alta società proprio non si sa muovere. Bisognerebbe mandarlo in collegio
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Bianco e nero - Giovannino Guareschi a Parma 1929-1938
BUR, 01/06/2013
Abstract: Michelaccio era il nome di battaglia con cui Guareschi si firmava sulla "Gazzetta di Parma" e sugli altri periodici locali dove, a cavallo tra gli anni Venti e i Trenta, pubblicò i suoi primi pezzi giornalistici. Questo volume raccoglie quelle "cronache di Michelaccio" in cui il giovane cronista riportava avvenimenti - veri e verosimili - accaduti nella sua città. Tra ironiche chiose sulla vita di provincia, eventi mondani, resoconti stralunati di fatti reali o presunti e splendide illustrazioni di suo pugno, il reporter Guareschi rivela in nuce l'umorismo e le "scintille" che avrebbero fatto di lui uno scrittore amato da milioni di lettori.
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Piccolo mondo borghese - Il decimo clandestino - Noi del Boscaccio
BUR, 31/07/2013
Abstract: Giovannino Guareschi nel 1963 pensava a una raccolta di racconti del "Candido" non legati al Mondo piccolo di Don Camillo e Peppone. Ci pensava tanto che aveva già trovato il titolo e aveva compilato un indice dei racconti stessi. Ma non fece in tempo a realizzarlo. Ci pensarono, negli anni Ottanta, i figli Alberto e Carlotta, che avevano a cuore anche gli interessi dei Ventitré lettori di Giovannino: raggrupparono i racconti, ne aggiunsero altri del Mondo piccolo, sfornarono due titoli (Il decimo clandestino e Noi del Boscaccio) che infine presero la forma definitiva di Piccolo mondo borghese. Eccolo.
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BUR, 01/09/2013
Abstract: Ho riscoperto la stessa emozione che, tanti anni fa, mi aveva imposto Se questo è un uomo di Primo Levi. Giampaolo Pansa All'indomani dell'8 settembre 1943 il trentacinquenne tenente d'Artiglieria Giovannino Guareschi viene catturato dai tedeschi e - avendo rifiutato di continuare a combattere nei ranghi del Reich - viene spedito in un campo di concentramento nazista. Ritornerà a casa solo due anni più tardi. Durante quella lunga prigionia lo scrittore annotò con scrupolo tutto ciò che gli accadeva: in pagine indimenticabili, di altissimo valore letterario e umano, ritroviamo la cronaca della vita quotidiana nei diversi Lager in cui Giovannino Guareschi trascorse la sua prigionia, con notazioni sull'ambiente, le condizioni di vita dei prigionieri, i suoi pensieri e i sogni. Nella prosa pacata ed essenziale di uno dei maggiori autori della letteratura italiana, Il grande diario ci offre una preziosa testimonianza della notte più lunga e più buia mai attraversata dall'Europa.
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BUR, 04/11/2013
Abstract: Mondo Candido 1948-1951 è la continuazione di uno spaccato di storia italiana del dopoguerra, oltre che dell'attività di scrittore, disegnatore e polemista di Giovannino Guareschi in un periodo ancora non pacificato, come quello compreso tra il 18 aprile 1948 e i primi mesi del 1951. Se, con la sconfitta del Fronte popolare, l'Italia si inseriva nel contesto delle democrazie occidentali, i pericoli per la libertà non erano comunque cessati. Continuavano infatti gli omicidi, le intimidazioni e le violenze dell'estrema sinistra. Perdurava, insomma, un clima che non si conciliava con la libertà. Su questo aspetto, Guareschi non si stancò di insistere. Come non si stancò di impegnarsi nella campagna sui prigionieri italiani in URSS, argomento tornato d'attualità a tanti anni di distanza allorché, con la caduta del comunismo, dalla stessa ex Unione Sovietica emerge quel che allora "Candido" scriveva. Ma non sono soltanto questi gli elementi di polemica e di battaglia che si trovano nel volume realizzato da Alberto e Carlotta Guareschi. Ci sono le preoccupazioni del padre per la corruzione dei politici, per le prime avvisaglie di bustarelle (le future tangenti), e ci sono le polemiche con intellettuali ex fascisti e con un certo mondo democristiano. Guareschi si conferma un aggressivo polemista controcorrente. A ragione o a torto, comunque da solo, sempre libero, contro tanti, a volte contro tutti, senza alcun secondo fine e senza altri interessi da difendere, se non quello della libertà. Anche in questo Mondo Candido 1948-1951 ci si imbatte infine in una serie di racconti fantasiosi, ricchi di humour e di umanità: da quelli ambientati in famiglia ai capitoli di un "Mondo piccolo" che, coi soliti don Camillo, Peppone, lo Smilzo e gli altri della Bassa, non fi nisce di stupire per varietà d'invenzione, profondità di sentimenti e sincerità di commozioni. - Giovanni Lugaresi -
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BUR, 01/05/2013
Abstract: Storie vere di gente vera, che per glorificare Dio o il Partito farebbe qualunque cosa, salvo una: dimenticare l'amicizia. Un'amicizia forte che lega da sempre i due personaggi più famosi e amati della nostra letteratura contemporanea. In 'Don Camilllo della Bassa' ritornano i racconti di 'Gente così' e 'Lo Spumarino pallido' in cui riscopriamo il calore dell'affetto, della complicità e del cameratismo di don Camillo e Peppone.
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BUR, 04/12/2018
Abstract: 'L'anno di don Camillo' raccoglie quaranta episodi scelti tra le centinaia e centinaia pubblicati da Guareschi su riviste e finora mai apparsi in un volume. In queste pagine ritroviamo i personaggi di sempre: il simpatico Don Camillo, l'irruente Peppone, il Brusco, lo Smilzo... Ed è un po' come ritrovarsi con vecchi amici che hanno ancora tante storie da raccontare. E noi li stiamo a sentire.
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BUR, 01/10/2013
Abstract: Autobigorafia della famiglia Guareschi, scritta con magistrale bravura da Giovannino.
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Chico e altri racconti - 33 storie di bambini e un fumetto
BUR, 01/07/2013
Abstract: In quella Bassa padana, un tempo popolata dal prete e dal sindaco più amati d'Italia, ritroviamo una generazione tutta nuova: Chico, Gigino, Giacomino, Cesarino, la Gisa e Paolino I grandi rivali dell'epica di Guareschi, don Camillo e Peppone, si fanno da parte per lasciare spazio ai loro figli, nipoti e piccoli amici che scorrazzano per il Boscaccio: una masnada di ragazzini alle prese con gli aspetti più duri della vita, raccontati con sentimento e tocco poetico. Trentatré storie, scritte tra il 1942 e il 1966 e scelte dai figli dello scrittore, e il fumetto Ciccio Pasticcio e i due compari, ideato e disegnato dallo stesso Guareschi, diventano un grande libro di favole in grado di affascinare i lettori di ogni età.
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BUR, 04/12/2018
Abstract: Questo Diario clandestino, come scriveva Guareschi, "è talmente clandestino che non è neppure un diario". Ma sono pagine che erano state scritte nel Lager e per il Lager, e lette da Giovannino passando da baracca a baracca per regalare un sorriso o un motivo di riflessione ai compagni di prigionia. Pagine che possono dare un'idea di quei momenti, di quei pensieri, di quelle sofferenze. Guareschi in quei giorni tragici non cedette, né materialmente né, soprattutto, spiritualmente. Diceva: "Non muoio neanche se mi ammazzano". Non morì. E oggi è più vivo che mai.