Trovati 855209 documenti.
Trovati 855209 documenti.
Risorsa locale
Alexander Langer. Una buona politica per riparare il mondo
Edizioni Interno4, 25/11/2019
Abstract: Alex Langer, è nato a Sterzing/Vipiteno, in Alto Adige/Südtirol, il 22 febbraio 1946. Giornalista, traduttore, insegnante, collabora fin da giovanissimo con diverse riviste, associazioni, iniziative civiche. Dal 1978 viene eletto per tre legislature in Consiglio provinciale di Bolzano nella lista Neue Linke/Nuova sinistra prima e in quella Verde Alternativa dal 1988. Negli anni '80 è fra i promotori del movimento politico dei Verdi in Italia e in Europa. Eletto deputato al Parlamento europeo nel 1989 diventa primo presidente del neo-costituito Gruppo Verde. S'impegna soprattutto per una politica estera di pace, per relazioni più giuste Nord-Sud ed Est/Ovest, per la conversione ecologica della società, dell'economia e degli stili di vita. Dopo la caduta del muro di Berlino aumenta il suo impegno per contrastare i contrapposti nazionalismi, sostenendo le forze di conciliazione interetnica nei territori dell'ex-Jugoslavia. Con il "Verona Forum" offre un tavolo di dialogo a centinaia di militanti della convivenza che si riuniscono in diverse città europee. Al censimento del 1981 e 1991 Alexander Langer, che si era sempre dichiarato di madre lingua tedesca, rifiuta di aderire al censimento nominativo che rafforza la politica di divisione etnica. Con questo pretesto, nel maggio '95, viene escluso dalla candidatura a Sindaco di Bolzano, la sua città. Decide di interrompere la vita il 3 luglio 1995, all'età di 49 anni. Riposa nel cimitero di Telves/Telfes (Bz), accanto ai suoi genitori.
Risorsa locale
Neri Pozza, 12/12/2019
Abstract: Una volta in pensione, il professor Radonić lascia Belgrado per stabilirsi a Ginevra, dove assiste, in televisione, allo scoppio della guerra serbo-kossovara. La tragedia lo invecchia precocemente, si ammala e ne esce talmente debilitato che anche la vista ne risulta compromessa. Tuttavia, seduto alla scrivania, scrive lettere ai colleghi e al personale della facoltà di Storia, dove lavorava. La moglie e il figlio cercano di dissuaderlo, ma poi, di fronte a tanta ostinazione, decidono di stare al gioco... Con Operazione umanitaria, Novita Amadei racconta una storia di famiglia commovente e ironica, che ruota attorno al tema del confronto generazionale e dell'esilio.
Risorsa locale
Solferino, 07/11/2019
Abstract: È il 1769, in Germania, un anno di carestia. La sera, gli uomini siedono intorno ai tavoli, in silenzio. Le donne mondano cavoli. Ma nel cerchio dei lumi a olio, un giorno, si fa avanti uno sconosciuto. È un messo dell'imperatrice Maria Teresa, un pifferaio magico, e promette campi fertili e un futuro in una terra di cui nessuno di loro ha mai sentito parlare. Così Georg Kempf decide di partire. E la sua nuova casa, si scoprirà, si chiama Slavonia.Oltre centocinquant'anni dopo, un altro messo bussa alla porta della famiglia Kempf. È la Germania, ora, che reclama i suoi figli per arruolarli nell'esercito del Reich millenario. I Kempf di tedesco non hanno più nemmeno i nomi: passando di nonno in nipote, Georg è diventato Đuka, e sono cambiati anche i suoi sogni. Đuka si sente un poeta.Ma non fa alcuna differenza per i reclutatori: Kempf, come gli altri Volksdeutsche, i tedeschi che vivono fuori dai confini, deve seguire le Waffen-SS e combattere per una nazione che non è più la sua da quasi due secoli. Parte, suo malgrado, per il fronte orientale, partecipa, suo malgrado, a ogni genere di orrori e, alla fine, diserta.A cavallo della sua bicicletta, intraprende il lungo cammino verso casa. Ma lì tutto è cambiato e il resto della sua esistenza sarà irrimediabilmente segnato dalla sua "piccola guerra polacca", indelebile come il tatuaggio delle SS con il gruppo sanguigno.La riparazione del mondo è al contempo romanzo storico, saga familiare e racconto di un amore, quello fra Georg e la partigiana croata Vera. I due non si libereranno mai del peso di aver combattuto su due fronti diversi. Se solo si fossero incontrati poco prima, non avrebbero potuto far altro che uccidersi.
Risorsa locale
Il libro scolastico in Italia. Dalla ricostruzione all'era digitale
Editrice Bibliografica, 26/11/2019
Abstract: Il libro scolastico, insieme all'insegnamento, rappresenta per gli studenti di tutte le età il veicolo principale di conoscenza, strumento fondamentale per lo studio e l'apprendimento. In quanto progettati appositamente per gli studenti, i manuali sono parte dinamica e vitale del mondo scolastico, e nel corso del tempo sono stati in grado di evolversi e di mutare con esso, per adattarsi a un panorama che cambia. Questo saggio, oltre a presentare le caratteristiche distintive del libro scolastico e della sua filiera, si struttura come un'analisi cronologica del libro di testo dalsecondo dopoguerra a oggi e traccia alcune linee sintetiche di una storia dell'editoria scolastica in Italia, presentando per ogni decennio il quadro storico ed editoriale di riferimento. Il testo si conclude con una riflessione sul digitale nella scolastica, con lo scopo di mettere in luce le possibili modalità di utilizzo, i vantaggi e gli svantaggi per intravedere le future prospettive di sviluppo. Completano il volume due interviste a importanti operatori del settore che offrono al lettore interessanti spunti di riflessione sulla panoramica di oggi e quella a venire.
Risorsa locale
Solferino, 07/11/2019
Abstract: 1876: dal centro di Milano un giornale di pianura "vede" le montagne all'orizzonte, e comincia a raccontarle. Le prime imprese alpinistiche, il Cai, i sentieri del Re cacciatore e della Regina alpinista, le valanghe; e poi la guerra delle cime, il regime, l'esaltazione degli eroi, le spedizioni in terre lontane, le conquiste e le tragedie…Quella che emerge dagli archivi del "Corriere" è una storia appassionante, vissuta e qui ricostruita giorno per giorno. È un viaggio nel tempo che riporta il lettore nel vivo delle piccole e grandi imprese, dal Monte Rosa al Cervino all'Himalaya, da Quintino Sella a Reinhold Messner passando per il Duca degli Abruzzi, Guido Rey, Walter Bonatti, Ardito Desio, Cesare Maestri: eroi, pionieri e gente comune raccontati dai "giornalisti d'alta quota" del "Corriere della Sera".Tra firme prestigiose e cronaca quotidiana, dalle pagine del giornale spunta una sorprendente e nostalgica arrampicata lungo oltre cent'anni di immaginario collettivo.
Risorsa locale
Ponte alle Grazie, 13/02/2020
Abstract: "Ritanna Armeni sovverte il nostro immaginario sull'emancipazione femminile attraverso la voce limpida e contraddittoria di Mara, una ragazza del Ventennio."Rosella Postorino"Una voce tersa e sorprendente per raccontare l'Italia fascista attraverso una storia che parla a noi e di noi."Nadia Terranova"Armeni tratteggia una vicenda molto novecentesca dove l'impulso alla libertà viene coltivato con passione dalle donne, sullo sfondo del conflitto mondiale e della caduta del fascismo."Tuttolibri - Mirella SerriMara è nata nel 1920 e ha 13 anni quando comincia questa storia. Vive vicino a largo di Torre Argentina. Il papà è bottegaio, la mamma casalinga. Ha un'amica del cuore, Nadia, fascista convinta, che la porta a sentire il Duce a piazza Venezia. Le piace leggere e da grande vorrebbe fare la scrittrice o la giornalista. Tanti sogni e tante speranze la attraversano: studiare letteratura latina, diventare bella e indipendente come l'elegante zia Luisa, coi suoi cappellini e il passo deciso e veloce. Il futuro le sembra a portata di mano, sicuro sotto il ritratto del Duce che campeggia nel suo salotto tra le due poltrone. Questo è quello che pensa Mara, e come lei molti altri italiani che accorrono sotto il Suo balcone in piazza Venezia. Fino a che il dubbio comincia a lavorare, a disegnare piccole crepe, ad aprire ferite. Tra il pubblico e il privato la Storia compone tragedie che riscrivono i destini individuali e collettivi, senza eccezioni. Quello che resta è obbedire ai propri desideri: nelle tempeste tengono a galla, e nei cieli azzurri sanno disegnare le strade del domani.
Risorsa locale
Carbonio Editore, 28/11/2019
Abstract: Nel novembre del 1974 Londra fu sconvolta da uno dei più celebri delitti della storia inglese: il noto e affascinante conte Lord Lucan uccise brutalmente Sandra Rivett, la giovane tata dei suoi figli, scambiandola per la moglie, e scomparve misteriosamente dopol'assassinio. Jill Dawson si ispira a questo terribile fatto di cronaca per raccontare la storia di Mandy, una ragazza di provincia al servizio di una famiglia aristocratica nell'esclusivo quartiere di Belgravia. Strani presagi, silenzi colpevoli, segreti inconfessabili riemergono dal racconto dell'amica Rosemary, che ricostruisce una vicenda per molti aspetti ancora oscura.Con la sua scrittura intensa e dirompente Jill Dawson scava a fondo nelle pulsioni dei protagonisti e, prendendo a cuore la sorte di una donna di umili origini che aveva avuto il coraggio di emanciparsi, getta una nuova luce sull'omicidio di Sandra Rivett, rendendole finalmente quella giustizia che la stampa non le riservò mai.
Risorsa locale
I gruppi di lettura. Come, dove e perché leggere insieme
Editrice Bibliografica, 26/11/2019
Abstract: Come si crea un gruppo di lettura e come si mantiene libero e creativo? Il fenomeno esteso e variegato della lettura condivisa in questo libro viene raccontato e analizzato prima di tutto dal punto di vista organizzativo e pratico: la scelta del libro, le regole e le modalità di discussione, il ruolo e la necessità – non scontata – di avere una guida, i luoghi di riunione.L'esperienza concreta dei lettori nei gruppi di lettura viene raccolta con osservazioni sul campo e interviste. Cosa significa condividere la lettura? Perché sentiamo il bisogno di parlare con altri di quel che leggiamo? Che differenza c'è fra il conversare al bar con un amico dell'ultimo libro e parlare in un contesto sociale più strutturato come quello dei circoli dei lettori organizzati?Una parte dell'analisi è poi dedicata alle tipologie di gruppi e alle differenti modalità di lettura che fanno, senza trascurare le forme nate e sviluppatesi su internet.
Risorsa locale
Scrivere per la radio. Intrattenimento e informazione
Editrice Bibliografica, 26/11/2019
Abstract: Steve Allen, musicista e conduttore radiofonico statunitense, un giorno disse: "La radio è il teatro della mente". Da lì si generano emozioni e si sviluppano fantasie. Un mezzo di comunicazione che, pur non occupando completamente i nostri sensi, li stimola anche quando lo ascoltiamo distrattamente. Questo libro vi aiuta ad avvicinarvi a questa eccezionale scatola di suoni che informa, racconta, distrae e, soprattutto, accompagna molti momenti della nostra vita. Che voi siate ascoltatori curiosi oppure appassionati che hanno sempre sognato di indossare le cuffie e mettersi davanti al microfono, scoprirete cosa si celi dietro la messa in onda di un notiziario, un programma di intrattenimento, di cronaca sportiva o di divulgazione scientifica, raccogliendo consigli e indicazioni utili anche per realizzare podcast.
Risorsa locale
Il cinema e l'arte del montaggio
Garzanti, 28/11/2019
Abstract: Un affascinante percorso nel mondo della creatività cinematografica e letteraria, dove l'arte del montaggio e della scrittura si fondono per dare sostanza alle emozioni.Michael Ondaatje, autore del Paziente inglese, incontra Walter Murch, geniale montatore di suoni e immagini, durante le riprese del film tratto dal suo romanzo. Osservando Murch lavorare al montaggio, Ondaatje scopre che nella realizzazione di un film questa è la fase più creativa e che più si avvicina all'arte della scrittura. Nasce così il progetto di queste conversazioni, che si svolgono nell'arco di oltre un anno e ci rivelano le profonde e insospettate affinità tra i rispettivi mestieri. Ripercorrendo insieme la storia del cinema e della letteratura, ma spaziando anche dalla musica all'architettura medievale e alla fisica quantistica, i due autori ci guidano in un illuminante viaggio alle radici della creatività, ci svelano i trucchi e i segreti del loro lavoro e ci raccontano aneddoti e retroscena sulla realizzazione di alcuni grandi capolavori come L'infernale Quinlan di Orson Welles e Apocalypse Now di Francis Ford Coppola. E al termine di questo affascinante e divertente viaggio, in cui l'approccio scientifico si combina con la speculazione metafisica, impareremo a leggere i libri e a guardare i film con occhi diversi.
Risorsa locale
Le opere complete di Billy the Kid
Garzanti, 28/11/2019
Abstract: Billy the Kid, ovvero William Harrigan Bonney, nacque il 23 novembre 1859. Ammazzò il primo uomo a dodici anni, a colpi di coltello, segnando così il proprio destino. Morì per mano dello sceriffo Pat Garrett il 13 luglio 1881: nel frattempo aveva ucciso altre venti volte. Ventun anni di vita, ventuno omicidi. Anche se aveva imparato a scrivere bene, Billy the Kid non ebbe il tempo per comporre un libro. La sua autobiografia se l'è dunque immaginata Michael Ondaatje, che ha prestato al giovane pistolero una voce e un'anima. L'autore del Paziente inglese disegna con tratti indimenticabili la figura di questo eroe americano, già visitato in più occasioni dal cinema e dalla letteratura. Le opere complete di Billy the Kid condensano questa fulminante avventura in poche pagine dense e ricche di suggestioni, sospese tra storia e racconto, tra mito e poesia.
Risorsa locale
Garzanti, 28/11/2019
Abstract: Dall'autore del Paziente inglesePerché tornare a Ceylon, in quella incredibile Ceylon degli anni Venti, tra l'ariastocrazia coloniale anglo-olandese? Perché mai far rivivere quell'incanto tropicale, "a quaranta chilometri dal paradiso", dove i pavoni passeggiavano su pavimenti di marmo, i cobra si nascondevano nei cassetti d'ebano, le giovani donne ballavano il valzer al chiaro di luna, e si saliva quasi a 2000 metri d'altezza per giocare a tennis e a biliardo? È per ritrovare le sue radici - là dove è nato e ha vissuto la sua infanzia, là dove ha abitato con la sua famiglia - che Michael Ondaatje ha iniziato il suo viaggio, sulle tracce dei ricordi dell'eccentrica nonna Lala, di qualche vecchia fotografia e di un ingiallito carnet di ballo. Aria di famiglia ci trasporta in un'epoca spensierata e gioiosa, tra personaggi incredibili, degni di Francis Scott Fitzgerald, immersi in paesaggi che ricordano Rudyard Kipling. È un mondo lussureggiante di odori e sapori, emozioni e passioni, teatro di sbronze colossali e di amori travolgenti, in una genealogia in cui pettegolezzo e leggenda s'intrecciano inestricabilmente. Ondaatje evoca tutto questo con una scrittura sottilmente ironica e insieme affettuosa, in un libro che conferma le sue doti di strordinario narratore.
Risorsa locale
Garzanti, 28/11/2019
Abstract: "Bellissimo."L'Indice"Il furore dionisiaco di un artista portato agli estremi."Panorama"Ha il ritmo di un brano jazz."l'UnitàDall'autore del Paziente ingleseUna frase e una vecchia fotografia sgranata: sono le tracce minime da cui parte Buddy Bolden's Blues, anticonvenzionale romanzo-indagine su un mitico musicista nero, Charles "Buddy" Bolden, uno degli inventori del jazz. Tra storia, fantasia e leggenda, attraverso testimonianze autentiche e punti di vista diversi, Ondaatje ricostruisce in un mirabile collage poetico la breve, folgorante e drammatica carriera del trombettista che ha influenzato Bunk Johnson e Louis Armstrong. Al tempo stesso ci restituisce un nitido ritratto dell'ambiente in cui Bolden visse e soffrì: la New Orleans di inizio secolo, con i suoi bordelli e i locali notturni, le sale da gioco e le fumerie d'oppio.
Risorsa locale
Longanesi, 30/01/2020
Abstract: Sloane, Ardie, Grace e Rosalita lavorano da anni alla Truviv, marchio di abbigliamento sportivo con sede a Dallas, e con molte delle loro colleghe hanno due cose in comune: sono madri lavoratrici e si muovono al di qua di una linea invisibile che le separa dai collaboratori uomini, nell'ombra del loro prepotente superiore Ames Garrett. Quando il CEO della Truviv muore improvvisamente e loro scoprono che la persona più vicina ad assumere il controllo del ruolo vacante è proprio Ames – che ha appena assunto una nuova ragazza, giovane, bella e single – capiscono che è arrivato il momento di fare qualcosa. Troppo a lungo, infatti, ci sono stati solo sussurri, bisbigli messi ripetutamente a tacere, ignorati o nascosti dai complici. Sloane, avvocato dell'azienda, convince le altre a fare qualcosa. Qualcosa di apparentemente innocuo, qualcosa che sembra un sussurro ma presto diventa un grido. La loro decisione metterà in moto una serie di catastrofici eventi all'interno dell'ufficio: le bugie saranno scoperte, i segreti verranno rivelati. E non tutti sopravvivranno. Le vite delle quattro protagoniste e delle persone a loro vicine – altre donne, colleghi, mogli, amici e persino avversari – cambieranno drasticamente di conseguenza.
Risorsa locale
Leonardo. Il genio dell'imperfezione. Ediz. illustrata
La nave di Teseo, 05/12/2019
Abstract: ""Perché sentiamo Leonardo così vicino e così presente? Perché è un artista imperfetto. La sua indubbia genialità lo rende diverso da chiunque altro, però la sua è una diversità che non comporta lontananza e distacco. È vicino a noi, prossimo agli uomini che non sono geni assoluti, perché il suo è un continuo tentativo di capire il mondo, sperimentando. Leonardo è stato ogni cosa: scrittore, architetto, scultore, pittore; ma sebbene di lui vi siano immagini innumerevoli, non si conoscono i suoi progetti architettonici e le sue sculture. In lui il tentativo è stato sempre più forte della realizzazione delle cose. La pittura è il momento più pieno di questa carriera incompleta, frammentaria e divisa, che lo rende così vicino alla sensibilità contemporanea. L'artista ha un'anima che vive nell'estensione di sé che è il suo dipinto, così il pensiero di Leonardo vive nella sua opera, che si proietta in un tempo che supera il nostro. Il desiderio che motiva Leonardo, più di ogni altro artista, è il tentativo di superare il confine del tempo, superare la morte: è entrare nella dimensione dell'immortalità. Ecco perché ascoltiamo le sue parole: perché Leonardo è vivo." Vittorio Sgarbi Vittorio Sgarbi compone un ritratto inedito di Leonardo, raccontandone le imprese e le opere, il contesto artistico in cui è cresciuto e la straordinaria risonanza che ha avuto lungo i secoli, tracciando il percorso luminoso di un "genio dilettante" che arriva fino a Duchamp, fino a Dalì, fino a noi."
Risorsa locale
Rapporto sulle disuguaglianze nel mondo
La nave di Teseo, 05/12/2019
Abstract: " Lo scopo del Rapporto sulle disuguaglianze nel mondo 2018 è di contribuire a un dibattito più informato, mettendo a disposizione della discussione pubblica i dati più recenti e completi. La disuguaglianza economica è diffusa e per certi versi inevitabile. Siamo però convinti che se l'incremento della disuguaglianza non viene correttamente monitorato e affrontato, può portare a catastrofi politiche, economiche e sociali."Questo testo offre, grazie a una raccolta di dati inediti (come mai è stato prima per esempio in merito a Cina, Brasile, India) e a una metodologia di analisi innovativa e di invidiabile chiarezza, una fotografia dei trend globali sull'accumulazione e la distribuzione dei capitali, evidenziando come – al di là delle politiche adottate a livello nazionale – quasi ovunque la forbice tra le fasce più povere e le più ricche della popolazione mondiale si sia andata allargando, concentrando la ricchezza nelle mani di pochissimi. Il Rapporto sulle disuguaglianze nel mondo 2018 è uno strumento essenziale per comprendere non solo le differenze fra i paesi e i cambiamenti in atto nello scacchiere economico mondiale, ma come questi fenomeni disegnino la vita di ogni cittadino e le sue aspettative per il futuro"Leggendo il Rapporto sulle disuguaglianze nel mondo, si è tentati di considerare la concentrazione di capitali come una forza della natura, una catastrofe inevitabile… Eppure, una lettura attenta dei dati suggerisce che non c'è niente di inevitabile quando si parla di disuguaglianza." The New York Times"Il 50% della popolazione americana prende il 13% dei profitti, mentre l'1% si prende più del 20% della ricchezza nazionale." Chicago Tribune"Il gap tra ricchi e poveri è cresciuto quasi in ogni parte del mondo negli ultimi dieci anni." QuartzIl Rapporto sulle disuguaglianze nel mondo 2018 è il frutto delle ricerche condotte da un team di oltre cento dei migliori economisti provenienti da più di settanta paesi, coordinati da Facundo Alvaredo, Lucas Chancel, Thomas Piketty, Emmanuel Saez e Gabriel Zucman
Risorsa locale
Il club. Scandali, poteri e abusi al cuore del Nobel
Solferino, 28/11/2019
Abstract: Quando sulla scrivania di una giovane e intraprendente giornalista convergono i nomi di Jean-Claude Arnault, direttore artistico del Forum, il più esclusivo circolo intellettuale di Stoccolma, quello di sua moglie Katarina Frostenson, poetessa e membro dell'Accademia svedese, gli echi del caso Weinstein e l'esplosione del movimento #Metoo, quello che si genera è una vera bomba a orologeria destinata a scompaginare tutto l'assetto della celebrata istituzione che assegna il premio Nobel. L'inchiesta, pubblicata il 21 novembre 2017 dal "Dagens Nyheter", rivela una storia sconvolgente di abusi sessuali perpetrati da Arnault, fondata sulle testimonianze documentate e convergenti di ben diciotto donne. Ma l'indagine rivela anche finanziamenti dell'Accademia alle attività di Arnault e del Forum e fughe di notizie sulle assegnazioni del Nobel. Lo snodo di tutto è l'impassibile Frostenson: l'immagine inquietante della coppia, "lei con i suoi gelidi occhi azzurri e lui in giacca di pelle" fa il giro del mondo. In pochissimo tempo, l'Accademia svedese è in ginocchio, la sua credibilità internazionale distrutta e sospesa l'assegnazione del Nobel per la Letteratura per il 2018.Il Club racconta tutto questo e vi intreccia le voci delle donne coinvolte, ricattate in modi più o meno sottili sulla base di uno scambio perverso di prestazioni sessuali con sogni, ambizioni, aspettative legate a un ingresso nel dorato mondo della letteratura e dell'arte. In queste pagine il migliore giornalismo investigativo, ma soprattutto la ricerca della verità si sommano a una straordinaria delicatezza ed empatia nell'accogliere le storie di donne violate che finalmente non si sentono più sole e riescono a rompere il silenzio.
Risorsa locale
Adelphi, 05/12/2019
Abstract: Da Puškin a Mandel'štam a Brodskij, la letteratura russa ha continuato a sognare, evocare, scoprire l'Italia. E nessuno meglio di Pavel Muratov – che vi giunge nel 1907, subito avvertendo un "turbamento dello spirito, dolce fino al malessere", e fra il 1911 e il 1912 pubblica, con enorme successo, "Immagini dell'Italia" – può svelarci le ragioni di questa "italomania". A Venezia, spiega, "noi beviamo il vino dell'oblio ... Tutto quanto è rimasto alle nostre spalle, tutta la nostra vita precedente diviene un fardello leggero". E gli artefici del Rinascimento gli appaiono "semidei", "eroi del mito", un antidoto all'"accidia della vita russa", a Dostoevskij e Tolstoj. Non a caso nel 1923, invitato a Roma per una serie di conferenze, lascerà per sempre la Russia. "Apparteneva a quella schiera di scrittori come Ruskin e Walter Pater," ricorda l'amico Sciltian "e aveva più sensibilità e talento di Berenson". Ma non è la sconfinata cultura che apprezzavano Savinio e De Chirico, De Pisis e Longhi a rendere, ancor oggi, la lettura di Muratov una rivelazione. Né l'influsso di Pater, Stendhal e Gogol'. Semmai, il suo procedere per folgorazioni lungo un pellegrinaggio che diventa "ricerca delle proprie radici spirituali" (Petrowskaja); la sua capacità di trasmetterci "la vita" delle opere d'arte; lo sfavillio delle ecfrasi e l'incanto di una lingua in virtù della quale una guida si trasforma in un "libro poema"; l'inclinazione a restituire atmosfere ed epoche attraverso la letteratura: da Casanova alla "Divina Commedia", da Gozzi a Webster, miracolosamente prossimo alla "saggezza algida e scettica" del Cinquecento.
Risorsa locale
Lettere di Mademoiselle Aïssé a Madame C…
Adelphi, 05/12/2019
Abstract: Nel bazar di Costantinopoli, all'inizio del 1698, fu venduta una principessa circassa a un diplomatico francese. Questi aveva pensato di fare di lei la sua figlia o la sua amante, ma poi preferì che i due ruoli coincidessero. La bella Aïssé veniva intanto educata come una aristocratica francese e accolta con curiosità e favore nella più alta società. Fu una delle poche dame che riuscirono a resistere al Reggente. E, negli anni aurei del libertinaggio, fu proprio Aïssé a vivere una storia di amore e abnegazione che, circonfusa dal suo alone esotico, si sarebbe trasformata, come quella di Manon Lescaut, in uno dei primi emblemi dell'amore romantico e disperato. Ma, oltre che protagonista di romanzo, Aïssé divenne presto, quasi senza saperlo, scrittrice. Le sue lettere ci lasciano intravedere la vicenda di questa eroina della passione e al tempo stesso ci permettono di osservare la variegata scena francese degli anni intorno alla Reggenza. Mirabile è in Aïssé la freschezza di sguardo, l'acuità nel cogliere il particolare, la leggerezza del tocco. Come scrisse Sainte-Beuve, Aïssé "corre, volteggia, non calca mai la mano". Le sue "Lettere" possono così essere lette in due modi opposti e compresenti: come preziosa testimonianza di un'inconsapevole memorialista e come libro amato dagli amanti, i quali – scriveva sempre Sainte-Beuve – sono stati i primi a rendere omaggio "all'ombra amabile di Aïssé" e le assicurano una posterità che "ogni giorno si perpetua in silenzio".È questa la prima edizione italiana delle lettere di Mademoiselle Aïssé a Madame Calandrini.
Risorsa locale
Adelphi, 05/12/2019
Abstract: Babet è una bella diciottenne di famiglia borghese nella Parigi di Corneille e del giovane Luigi XIV. Si innamora perdutamente di un letterato come tanti e comincia ad attirarlo attraverso la schermaglia epistolare. Lui è imbarazzato e ampolloso. Lei ha la perfezione del tono, sembra scoprire una categoria allora ignota – la spontaneità –, pur usando con sicurezza le armi della retorica. L'amore si intreccia attraverso le parole. Gli innamorati si incontrano, più o meno clandestinamente, fra un picnic e una messa. Si sente la felicità dell'avvicinamento progressivo. E qui interviene Nemesi, sotto le spoglie di un ricco mercante normanno, che il padre di Babet vuole imporle come marito. Babet rifiuta – e la sua ultima lettera al pretendente ha una fiera durezza. Morirà a ventiquattro anni in convento, sempre innamorata del suo Boursault.Tale è la favola che sta dietro questo incantevole libro. Come la Religiosa Portoghese divenne un archetipo amoroso, quasi fosse esistita altrove che sulla carta; così anche Babet merita di entrare nel Cielo della Passione: è l'immagine stessa dello slancio, della freschezza e della dedizione, ma senza nulla di quella melensaggine che l'Ottocento associerà a ciò che è spontaneo. Babet sa di latino, ragiona con piena maturità, sconfigge in concettosità l'innamorato. Ma non ha "vergogna di confessare" il suo amore e non raccomanda neppure all'amato di restarle fedele mentre entra in convento per mantenere intatta l'immagine adolescenziale e fanatica dell'amore che si era costruita.Parte dell'ampio epistolario di Boursault, le "Lettere di Babet" furono riunite e pubblicate isolatamente già nel Settecento.